tappe del cammino francese

Le 33 tappe del Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago

Quando ho deciso di percorrere il Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago, una delle prime domande che mi sono fatto è stata molto semplice: come dividere quasi 800 chilometri in giornate che abbiano davvero senso?

Dire che il Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago si percorre normalmente in circa un mese è facile.

Molto più utile è capire dove fermarsi ogni sera, quali giornate saranno lunghe, dove incontrerò le salite più impegnative e quali città meritano qualche ora in più rispetto al semplice tempo necessario per mangiare e dormire.

Io ho scelto di percorrerlo in 33 tappe, partendo da Saint-Jean-Pied-de-Port il 4 ottobre e arrivando, se tutto procederà secondo il programma, a Santiago il 5 novembre.

Non considero però queste 33 giornate una struttura rigida. Sono il piano di massima con cui partirò, non un contratto da rispettare a qualsiasi costo.

Durante il Cammino potrò fermarmi prima, allungare una giornata, cambiare albergue o modificare una tappa in base alla stanchezza, al tempo, alle persone incontrate e semplicemente a come mi sentirò quel giorno.

Le distanze che trovi qui sono quindi indicative. Sul Cammino pochi chilometri possono cambiare in base alla variante scelta, alla posizione dell’alloggio e perfino al punto dal quale inizi realmente a camminare dentro una città.

Questa guida alle 33 tappe del Cammino Francese vuole soprattutto darti una visione d’insieme: capire come si sviluppa il Francese, quali territori attraversa, dove cambiano paesaggio e difficoltà e come sono distribuite le mie 33 giornate.

Le guide dedicate alle singole tappe entreranno invece nel dettaglio del percorso, dei dislivelli, dei luoghi da vedere e delle informazioni pratiche.

Come leggere le tappe del Cammino Francese

Uno degli errori che eviterei è valutare una tappa del Cammino di Santiago soltanto dal numero di chilometri che bisogna percorrere.

Venti chilometri pianeggianti attraverso la Meseta non sono la stessa cosa di venti chilometri con mille metri di salita, così come una lunga discesa su terreno sconnesso può affaticare gambe e ginocchia più di una salita regolare.

Per questo, quando ho preparato il mio percorso, ho guardato insieme almeno quattro elementi: distanza, dislivello, fondo e posizione della tappa all’interno del Cammino.

La prima giornata sui Pirenei, per esempio, arriva quando il corpo non ha ancora accumulato giorni di cammino.

Una tappa lunga dopo tre settimane ha invece un problema diverso: non è più la mancanza di allenamento, ma la fatica accumulata.

Anche le città di arrivo contano. Pamplona, Burgos, León, Astorga, Ponferrada e Santiago non sono semplicemente posti dove trovare un letto.

Sono alcune delle tappe culturali più importanti dell’intero itinerario e vorrei arrivarci con abbastanza tempo per poterle vedere almeno in parte.

Per questo considero le tappe una struttura da interpretare e non una successione matematica di distanze.

Per decidere invece quanti chilometri siano realmente sostenibili per te, ho dedicato un approfondimento specifico a quanti chilometri al giorno percorrere sul Cammino di Santiago, perché media giornaliera e distribuzione delle tappe sono due cose strettamente collegate.

I primi nove giorni portano dai Pirenei alla Rioja. Questo è probabilmente uno dei tratti più vari del Cammino perché trovi montagna, boschi, città, colline, vigneti e alcuni dei luoghi più simbolici dell’intero Francese.

Tappa 1 – Saint-Jean-Pied-de-Port → Roncesvalles — circa 24 km

È il primo vero banco di prova. La traversata dei Pirenei attraverso la Route Napoléon, quando le condizioni permettono di percorrerla, concentra un dislivello importante proprio nella giornata in cui le gambe non sono ancora entrate nel ritmo del Cammino. Sarà una tappa da affrontare senza fretta.

Tappa 2 – Roncesvalles → Zubiri — circa 21 km

Si scende attraverso boschi e piccoli paesi navarri. Sulla carta può sembrare più semplice della prima, ma i tratti di discesa e il terreno pietroso possono mettere alla prova soprattutto ginocchia e piedi.

Tappa 3 – Zubiri → Pamplona — circa 20 km

Il percorso segue in parte la valle dell’Arga e porta gradualmente verso il primo grande centro urbano del viaggio.

Pamplona sarà anche la prima occasione per interrompere per qualche ora la logica puramente escursionistica del Cammino e dedicare tempo a una città vera.

Tappa 4 – Pamplona → Puente la Reina — circa 24 km

Il simbolo della giornata è l’Alto del Perdón, con il celebre monumento ai pellegrini e un panorama che permette quasi di intuire la strada ancora da percorrere. La discesa richiede attenzione per il fondo irregolare.

Tappa 5 – Puente la Reina → Estella — circa 22 km

Si entra pienamente nel paesaggio rurale della Navarra tra campi, piccoli borghi e tratti storici del percorso. Puente la Reina alle spalle ed Estella all’arrivo rendono la giornata particolarmente ricca anche dal punto di vista storico.

Tappa 6 – Estella → Los Arcos — circa 21 km

Poco dopo Estella si incontra uno dei luoghi più curiosi del Francese, la Fuente del Vino di Irache. Più avanti i centri abitati diventano meno frequenti e la sensazione di camminare in spazi aperti aumenta.

Tappa 7 – Los Arcos → Logroño — circa 28 km

È una delle prime giornate lunghe e segna l’ingresso nella Rioja. Cambiano lentamente il paesaggio, i vigneti e anche l’identità culturale dei territori attraversati.

Tappa 8 – Logroño → Nájera — circa 29 km

Un’altra tappa importante per distanza, soprattutto se affrontata dopo una settimana consecutiva di cammino. È il momento in cui mi aspetto di capire molto meglio quale sia realmente il mio ritmo quotidiano.

Tappa 9 – Nájera → Santo Domingo de la Calzada — circa 21 km

Una giornata più equilibrata che termina in una delle località maggiormente legate alla tradizione jacobea. Santo Domingo de la Calzada è uno di quei luoghi nei quali la storia del pellegrinaggio è ancora parte evidente dell’identità della città.

Castilla y León e Meseta: tappe 10-22

Da questo momento il Cammino cambia lentamente carattere perché si entra prima verso Burgos e poi nella Meseta, dove le grandi distanze visive, i campi e gli orizzonti aperti diventano parte essenziale dell’esperienza.

Tappa 10 – Santo Domingo de la Calzada → Belorado — circa 22 km

Il percorso continua verso est attraversando piccoli centri e campagne. Non presenta le difficoltà altimetriche dei Pirenei, ma ormai il Cammino comincia a essere una successione vera di giornate.

Tappa 11 – Belorado → San Juan de Ortega — circa 24 km

Il paesaggio cambia nuovamente e il percorso sale verso le aree boscose dei Montes de Oca. L’arrivo al monastero di San Juan de Ortega restituisce invece una dimensione molto più raccolta rispetto alle città attraversate nei giorni precedenti.

Tappa 12 – San Juan de Ortega → Burgos — circa 26 km

La giornata conduce verso una delle città più importanti del Cammino.

Burgos merita più del tempo necessario per una doccia e una cena: la Cattedrale è uno dei grandi monumenti dell’intero percorso e il centro storico invita a fermarsi.

Tappa 13 – Burgos → Hornillos del Camino — circa 20 km

Lasciata Burgos inizia progressivamente la Meseta. Questo è uno dei cambi di scenario che mi incuriosiscono maggiormente: meno elementi verticali, lunghi rettilinei, campi e paesi molto più piccoli.

Tappa 14 – Hornillos del Camino → Castrojeriz — circa 20 km

Una giornata relativamente breve che continua attraverso l’altopiano castigliano. Castrojeriz appare in lontananza dominata dalle rovine del castello, quasi come una meta visibile molto prima di raggiungerla.

Tappa 15 – Castrojeriz → Frómista — circa 25 km

Subito dopo Castrojeriz arriva la salita dell’Alto de Mostelares, seguita da una lunga discesa verso la pianura. Frómista offre poi uno dei grandi esempi di romanico del Cammino con San Martín.

Tappa 16 – Frómista → Carrión de los Condes — circa 19 km

È una delle giornate più brevi del mio programma e può diventare utile anche per recuperare energie. La Meseta continua però a chiedere soprattutto costanza più che capacità di affrontare grandi dislivelli.

Tappa 17 – Carrión de los Condes → Terradillos de los Templarios — circa 26 km

Uno dei tratti più essenziali dell’intero Francese. Lunghi segmenti quasi rettilinei e pochi servizi trasformano la gestione dell’acqua e delle pause in qualcosa da pianificare con più attenzione.

Tappa 18 – Terradillos de los Templarios → El Burgo Ranero — circa 31 km

È una delle tappe più lunghe della mia suddivisione del Cammino Francese.

Qui il problema non sarà tanto il dislivello quanto il tempo trascorso in cammino e la capacità di mantenere un ritmo regolare per molte ore.

Tappa 19 – El Burgo Ranero → Mansilla de las Mulas — circa 19 km

Dopo la giornata precedente preferisco una distanza più contenuta. È anche un esempio concreto di come sto cercando di alternare tappe lunghe e giornate che lascino più spazio al recupero.

Tappa 20 – Mansilla de las Mulas → León — circa 19 km

L’arrivo a León rappresenterà uno dei grandi passaggi del viaggio, perché la città ospita una meravigliosa Cattedrale, la Basilica di San Isidoro e Casa Botines.

Anche la visita del centro storico merita tempo e, potendo, cercherò di arrivare senza trasformare la giornata in una corsa.

Tappa 21 – León → Hospital de Órbigo — circa 32 km

È un’altra tappa lunga. L’uscita da León richiede diversi chilometri urbani e periurbani prima che il paesaggio torni progressivamente più rurale. L’arrivo al celebre ponte di Hospital de Órbigo dovrebbe ripagare una giornata impegnativa.

Tappa 22 – Hospital de Órbigo → Astorga — circa 17 km

Ho scelto una giornata relativamente breve proprio per avere tempo ad Astorga. La città concentra storia romana, tradizione del Cammino, Cattedrale e soprattutto il Palazzo Episcopale di Gaudí.

Montes de León e Bierzo: tappe 23-26

Dopo la Meseta cambia nuovamente tutto, perché tornano le salite, le montagne e alcuni dei luoghi simbolicamente più forti dell’intero percorso.

Tappa 23 – Astorga → Rabanal del Camino — circa 21 km

Il Cammino ricomincia lentamente a salire verso i Montes de León. Rabanal è un punto che ho scelto proprio per dividere meglio la montagna e arrivare alla giornata successiva con abbastanza energie.

Tappa 24 – Rabanal del Camino → Ponferrada — circa 32 km

Questa sarà una delle giornate che guarderò con maggiore rispetto. Si sale verso Foncebadón e la Cruz de Ferro, uno dei luoghi più simbolici del Cammino Francese, per poi affrontare una lunga discesa verso El Bierzo e Ponferrada.

L’arrivo al Castello dei Templari introduce una città con un’identità molto diversa da quelle della Meseta.

Tappa 25 – Ponferrada → Villafranca del Bierzo — circa 24 km

La tappa attraversa El Bierzo tra vigneti e centri abitati. Villafranca del Bierzo è uno degli ultimi grandi riferimenti prima della salita verso la Galizia e conserva una fortissima relazione storica con il pellegrinaggio.

Tappa 26 – Villafranca del Bierzo → O Cebreiro — circa 28 km

È una delle tappe più impegnative e famose del Francese. La salita finale verso O Cebreiro segna l’ingresso in Galizia e porta in uno dei luoghi che associo maggiormente all’immaginario del Cammino: montagna, pietra, nebbia e piccoli edifici tradizionali.

Galizia: tappe 27-33

Da O Cebreiro Santiago è ormai molto più vicina, ma questo non significa che il Cammino sia praticamente finito.

Restano sette giornate, continui saliscendi e soprattutto un cambiamento evidente dopo Sarria, quando aumenta il numero di pellegrini.

Tappa 27 – O Cebreiro → Triacastela — circa 21 km

La giornata attraversa le montagne galiziane e alterna salite e lunghe discese. Dopo l’ascesa del giorno precedente sarà soprattutto il terreno a richiedere attenzione.

Tappa 28 – Triacastela → Sarria — circa 18 km

Da Triacastela esistono varianti differenti e la scelta può modificare sensibilmente distanza e caratteristiche della giornata.

Sarria segna un passaggio importante perché è il punto di partenza più utilizzato da chi sceglie di percorrere almeno gli ultimi 100 chilometri a piedi fino a Santiago.

A questo tratto ho dedicato una guida specifica sugli ultimi 100 km del Cammino da Sarria a Santiago, proprio perché ha dinamiche parzialmente diverse rispetto al Francese completo.

Tappa 29 – Sarria → Portomarín — circa 22 km

Da qui il numero di pellegrini tende ad aumentare sensibilmente. Il paesaggio è però molto piacevole: piccoli villaggi, boschi, strade rurali e l’arrivo spettacolare sul bacino di Portomarín.

Tappa 30 – Portomarín → Palas de Rei — circa 25 km

Una giornata fatta di continui saliscendi più che di una grande difficoltà singola. In Galizia pochi tratti sono davvero pianeggianti per molto tempo e l’accumulo può farsi sentire più di quanto suggerisca il profilo complessivo.

Tappa 31 – Palas de Rei → Arzúa — circa 29 km

È una delle giornate più lunghe della parte finale. Attraversa Melide, dove il pulpo è quasi una tappa nella tappa, e continua verso Arzúa attraverso una successione di piccoli centri e sentieri.

Tappa 32 – Arzúa → O Pedrouzo — circa 19 km

Penultima giornata. La distanza più contenuta dovrebbe permettermi di arrivare a O Pedrouzo senza forzare e, soprattutto, di affrontare l’ultima mattina sapendo che Santiago è ormai a poche ore di cammino.

Tappa 33 – O Pedrouzo → Santiago de Compostela — circa 19 km

Sulla carta non è una delle tappe più difficili, ma dal punto di vista emotivo immagino sarà completamente diversa da tutte le altre.

Monte do Gozo, le prime vedute della città, le strade urbane e infine Plaza del Obradoiro segneranno la conclusione di 33 giornate iniziate oltre un mese prima ai piedi dei Pirenei.

E proprio per questo non vorrei arrivare davanti alla Cattedrale e pensare immediatamente al viaggio di ritorno.

Dopo centinaia di chilometri, credo che conoscere davvero la città alla quale il Cammino conduce sia il modo migliore per evitare che Santiago diventi semplicemente il luogo in cui si smette di camminare.

Come adattare le tappe al proprio ritmo

Queste sono le mie 33 tappe, ma non credo esista una suddivisione universalmente corretta del Cammino Francese.

Ci sono giornate che io ho scelto di mantenere lunghe e che altri preferiranno dividere. Terradillos-El Burgo Ranero, León-Hospital de Órbigo o Rabanal-Ponferrada sono esempi evidenti.

Allo stesso modo, qualcuno può unire due tappe relativamente brevi oppure fermarsi in paesi diversi da quelli che ho scelto io. La variabile più importante rimane il proprio corpo.

Un piano costruito mesi prima deve essere abbastanza utile da dare una direzione, ma anche abbastanza flessibile da poter essere cambiato dopo dieci, venti o trenta giorni di cammino.

Io partirò con queste 33 giornate già studiate, ma non voglio essere costretto a rispettarle soltanto perché sono scritte su un foglio.

Se avrò bisogno di fermarmi prima, lo farò, mentre se una giornata andrà particolarmente bene e avrà senso continuare, potrò farlo.

Se incontrerò un posto nel quale avrò voglia di rimanere, preferisco perdere qualche chilometro rispetto a trasformare il Cammino in una tabella da spuntare.

Le singole guide dalla tappa 1 Saint-Jean-Pied-de-Port–Roncesvalles fino alla tappa 33 O Pedrouzo–Santiago de Compostela serviranno proprio a questo: avere informazioni abbastanza precise da permettermi di decidere anche durante il viaggio.

Conoscere il percorso in anticipo non significa rinunciare alla libertà: almeno per me significa avere abbastanza informazioni da potermi permettere di cambiare programma con consapevolezza.

Ultimo aggiornamento articolo: 13/09/2026

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