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Da Hornillos del Camino a Castrojeriz: tappa 14 del Cammino Francese

La tappa da Hornillos del Camino a Castrojeriz continuerà a portarmi dentro la Meseta, ma dovrebbe essere molto diversa da quella del giorno precedente.

Dopo il primo assaggio degli spazi aperti tra Rabé de las Calzadas e Hornillos, questa volta passerò quasi tutta la giornata lontano dalle grandi città, attraversando altopiani, Hontanas, la valle di San Antón e infine uno dei borghi jacobei più caratteristici di questa parte del Cammino.

Il 17 ottobre partirò dopo aver completato la tappa da Burgos a Hornillos del Camino. Mi aspettano circa 20 chilometri e un dislivello modesto, quindi sulla carta sarà ancora una giornata relativamente semplice dal punto di vista fisico.

Quello che cambia è il contenuto della tappa. Nella prima metà continueranno gli orizzonti aperti della Meseta e compariranno pochissimi punti di riferimento.

Poi Hontanas dovrebbe apparire quasi all’improvviso in una piega del terreno e, nella seconda parte, arriveranno le rovine del Convento di San Antón prima dell’avvicinamento finale a Castrojeriz.

Proprio San Antón è uno dei luoghi che sono più curioso di vedere. Il Cammino passa letteralmente sotto gli archi gotici dell’antico complesso degli Antoniani, un’immagine che compare spesso nei racconti e nelle fotografie del Cammino Francese ma che voglio capire come si inserisca realmente nella giornata.

L’altro elemento forte sarà l’arrivo. Castrojeriz si sviluppa ai piedi di una collina dominata dal castello e il Cammino attraversa longitudinalmente il paese, passando accanto a chiese, antichi edifici e strutture nate nei secoli proprio grazie al flusso dei pellegrini.

Come per tutte le altre guide della serie, sto scrivendo anche questa prima di percorrere realmente la tappa. Dopo il 17 ottobre tornerò quindi su questa pagina per aggiungere tempi effettivi, condizioni del terreno, servizi realmente disponibili, meteo e impressioni personali.

Se stai organizzando l’intero Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago, trovi questa giornata anche nella mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese.

Tappa 14 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà

La distanza da Hornillos del Camino a Castrojeriz è di circa 20 chilometri. Le diverse tracce possono produrre piccole variazioni, ma considero circa 19,9-20 km un riferimento realistico per organizzare la giornata.

Il profilo altimetrico rimane relativamente semplice, con circa 175 metri di dislivello positivo e poco meno di 200 metri di discesa complessiva.

La prima metà di questa tappa del Cammino attraversa alcuni altopiani della Meseta, mentre da Hontanas in poi il percorso cambia progressivamente carattere e segue la valle verso San Antón e Castrojeriz.

In sintesi, considero queste le caratteristiche principali della quattordicesima tappa:

  • distanza: circa 19,9-20 km
  • dislivello positivo: circa 175 m
  • dislivello negativo: circa 190 m
  • tempo indicativo: tra 4 ore e 30 minuti e 5 ore
  • difficoltà: facile
  • terreno: piste agricole, sterrati e brevi tratti asfaltati
  • punto di partenza: Hornillos del Camino
  • punto di arrivo: Castrojeriz
  • principali punti intermedi: San Bol, Hontanas e Convento di San Antón
  • punto principale per una sosta: Hontanas
  • difficoltà tecnica: bassa
  • elemento paesaggistico dominante: Meseta e valle di San Antón
  • monumento più caratteristico: Convento di San Antón
  • principale fattore ambientale: esposizione a vento, pioggia, freddo o sole

La classificherei quindi come una tappa facile, perché non ci sono salite lunghe, discese tecniche o distanze particolarmente impegnative, soprattutto rispetto alle giornate da quasi trenta chilometri affrontate nella Rioja.

Come nella tappa precedente, però, il meteo potrebbe cambiare parecchio la percezione dello sforzo. Nella prima metà del percorso il terreno è molto aperto e offre poco riparo, quindi vento o pioggia possono incidere più dei metri di dislivello indicati sulla carta.

Il 17 ottobre avrò inoltre già tredici giornate consecutive nelle gambe. Anche una tappa semplice può essere vissuta diversamente quando si cammina da quasi due settimane, e sarà interessante capire quanto il corpo si sarà ormai adattato al ritmo quotidiano.

Da Hornillos del Camino a Castrojeriz: come si sviluppa il percorso

Il percorso da Hornillos del Camino a Castrojeriz può essere diviso in quattro sezioni molto riconoscibili. Prima affronterò la Meseta tra Hornillos e San Bol, poi continuerò fino a Hontanas; da lì il paesaggio cambierà progressivamente fino alle rovine di San Antón e infine arriverà Castrojeriz.

Da Hornillos del Camino a San Bol

Lasciato Hornillos, il Cammino torna immediatamente negli spazi aperti della Meseta. Non ci saranno paesi nei primi chilometri e il percorso continuerà soprattutto lungo piste agricole circondate dai campi.

Dopo circa sei chilometri si incontra la deviazione per San Bol, un piccolo insediamento isolato nel quale si trova un albergue per pellegrini. È leggermente fuori dal tracciato principale e rappresenta uno dei pochissimi punti di riferimento in questa prima parte.

Non so ancora se avrò motivo di fermarmi. Partendo da Hornillos dovrebbe arrivare relativamente presto, ma l’isolamento del luogo potrebbe comunque renderlo interessante anche soltanto per una breve pausa.

A metà ottobre dovrebbe essere ancora nel periodo normalmente previsto di apertura, ma non considererò mai un servizio stagionale come garantito fino a quando non lo avrò verificato direttamente.

Da San Bol a Hontanas

Dopo San Bol continuerà il páramo. Questa parte della tappa dovrebbe essere molto simile a quella incontrata il giorno precedente: pista di terra, campi coltivati, pochissimi alberi e orizzonti molto ampi.

La differenza sarà che questa volta avrò già trascorso una giornata nella Meseta e probabilmente inizierò a conoscerne meglio il ritmo.

Hontanas si trova intorno al decimo chilometro, praticamente a metà tappa, ma una delle sue caratteristiche più curiose è proprio la difficoltà nel vederla arrivare.

In un paesaggio nel quale sembra possibile osservare tutto da chilometri di distanza, il paese rimane nascosto in una piccola valle. Soltanto iniziando a scendere dovrebbe comparire improvvisamente davanti al Cammino.

È una delle cose che voglio verificare personalmente. Dopo ore trascorse con l’orizzonte completamente aperto, arrivare a un paese che fino a pochi minuti prima non era visibile dovrebbe creare un contrasto notevole.

Hontanas sarà anche il punto più naturale per una vera sosta. Essendo circa a metà giornata, sarà il posto nel quale controllerò quanta acqua mi sarà rimasta, se avrò ancora qualcosa da mangiare e quali saranno le condizioni del tempo prima di ripartire verso San Antón.

Da Hontanas al Convento di San Antón

Dopo Hontanas il paesaggio della Meseta cambia progressivamente. La strada segue la valle e il percorso dovrebbe diventare meno astratto rispetto al páramo della prima metà.

Cominceranno a comparire più riferimenti e il Cammino si avvicinerà gradualmente alla zona del Convento di San Antón.

Prima delle rovine si incontrano anche i resti dell’antica ermita de San Vicente. Non mi aspetto però una successione continua di monumenti perché sarà ancora soprattutto una tappa rurale, nella quale la presenza della storia emerge improvvisamente in mezzo al paesaggio.

Poi arriverà San Antón. Il Cammino passa direttamente attraverso le rovine dell’antico convento, sotto i grandi archi gotici che collegavano le strutture ai due lati della strada. Credo che sarà uno dei momenti più riconoscibili dell’intero tratto di Meseta.

Da San Antón a Castrojeriz

Dal Convento di San Antón mancheranno meno di quattro chilometri all’arrivo. Da qui Castrojeriz dovrebbe diventare sempre più evidente, perché il paese si sviluppa lungo le pendici di una collina isolata, dominata dalle rovine del castello, e rimane visibile mentre ci si avvicina attraverso la pianura.

Prima di raggiungere il centro incontrerò la Colegiata de Nuestra Señora del Manzano, uno dei monumenti principali della località. Poi il Cammino entrerà nel lungo asse urbano di Castrojeriz.

Sarà un arrivo completamente diverso da Hornillos. Il paese è ancora profondamente legato al pellegrinaggio, ma possiede un patrimonio storico e monumentale molto più consistente e una struttura che si estende per oltre un chilometro lungo il percorso.

Hontanas e San Antón: il cuore della tappa

Questa volta non considero la Meseta l’unico elemento capace di definire la giornata. La tappa precedente serviva soprattutto a entrare in questo nuovo paesaggio.

Qui, invece, cominceranno a comparire luoghi con una propria identità molto forte, e Hontanas e San Antón sono i due migliori esempi.

Hontanas, il paese che compare all’ultimo momento

Hontanas è piccolo, ma la sua posizione lo rende particolarmente interessante per chi arriva a piedi. Il paese sorge infatti in una depressione del terreno e rimane praticamente invisibile durante buona parte dell’avvicinamento.

È quasi un paradosso nella Meseta: dopo chilometri trascorsi in un paesaggio nel quale sembra impossibile nascondere qualcosa, improvvisamente compare un intero paese.

Anche il nome è legato all’acqua e alle fonti presenti nella zona. Non è un dettaglio secondario in un territorio nel quale la disponibilità d’acqua ha sempre condizionato gli insediamenti e il passaggio dei pellegrini.

Nel paese si trovano la chiesa dell’Inmaculada Concepción e l’antico Hospital de San Juan, conosciuto anche come Mesón de los Franceses.

Non so quanto tempo dedicherò agli edifici, ma Hontanas avrà sicuramente una funzione importante come pausa e come punto di transizione tra le due metà della tappa.

Il Convento di San Antón e l’ospitalità degli Antoniani

Il Convento di San Antón rappresenta invece il principale elemento monumentale che incontrerò lungo questa quattordicesima tappa del Cammino.

Le rovine appartengono a un complesso fondato nel Medioevo e legato all’ordine degli Antoniani, che era particolarmente noto per l’assistenza ai pellegrini e ai malati affetti dal cosiddetto Fuoco di Sant’Antonio, oggi collegato all’ergotismo provocato dal consumo di cereali contaminati.

È un aspetto molto interessante perché ricorda ancora una volta quanto il Cammino medievale fosse anche una rete sanitaria e assistenziale.

I pellegrini non avevano bisogno soltanto di una strada, ma anche di ponti, ospedali, luoghi nei quali dormire e persone capaci di curarli. San Antón concentrava molte di queste funzioni in un punto strategico del percorso verso Santiago.

Camminare sotto gli archi di San Antón

La cosa che rende San Antón particolarmente suggestivo non è però soltanto la sua storia, ma soprattutto il rapporto fisico tra le rovine e il Cammino.

La strada passa direttamente sotto due grandi archi gotici dell’antico complesso. Non bisogna quindi deviare dal percorso o entrare in un museo: il monumento si trova letteralmente sulla strada del pellegrino. Sono curioso soprattutto di vivere questo preciso momento.

Dopo ore trascorse tra campi e piccoli paesi, attraversare improvvisamente le rovine di un edificio medievale costruito proprio per chi percorreva la stessa strada dovrebbe rendere molto concreto il legame con le persone passate da qui secoli prima.

Cosa vedere tra Hornillos del Camino e Castrojeriz

Questa tappa presenta un equilibrio interessante tra paesaggio e patrimonio storico. Nella prima metà ci saranno soprattutto la Meseta e Hontanas, mentre nella seconda San Antón e l’avvicinamento a Castrojeriz aumenteranno progressivamente la componente culturale della giornata.

San Bol e la Meseta

San Bol non è un luogo emblematico e probabilmente proprio per questo mi interessa. Un piccolo albergue isolato in mezzo alla Meseta rappresenta bene il rapporto tra il Cammino e l’ospitalità.

In un territorio quasi privo di centri abitati, anche una singola struttura può diventare un riferimento importante.

Non programmerò necessariamente una sosta, ma voglio capire come appare realmente questo punto in mezzo all’altopiano e quanto la sua presenza interrompa la sensazione di isolamento della prima parte.

Hontanas e l’antico Hospital de San Juan

Hontanas sarà invece il primo vero paese della giornata. Oltre alla chiesa dell’Inmaculada, conserva l’antico Hospital de San Juan, un’altra testimonianza della rete di assistenza costruita lungo il Cammino.

Anche in questo caso non voglio trasformare la tappa in una successione obbligatoria di visite. Molto dipenderà ovviamente dall’orario, dall’apertura degli edifici e soprattutto da quanto avrò voglia di fermarmi.

Il valore di Hontanas potrebbe essere più semplice: sedermi, bere qualcosa e osservare un paese che poche centinaia di metri prima non riuscivo nemmeno a vedere.

Il Convento di San Antón

San Antón sarà invece inevitabile, non soltanto perché è uno dei luoghi più fotografati della tappa, ma perché il percorso lo attraversa fisicamente.

Il complesso oggi è in rovina, ma gli archi conservati sono sufficienti per immaginare la dimensione dell’antico convento e l’importanza che doveva avere per i pellegrini.

Il 17 ottobre dovrei inoltre trovarmi ancora all’interno del normale periodo stagionale di apertura della struttura di accoglienza, ma verificherò sul posto cosa sarà effettivamente accessibile.

Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa

La gestione dei servizi sarà abbastanza semplice, purché tenga conto della prima metà più isolata. I principali punti di riferimento saranno: Hornillos del Camino alla partenza, San Bol leggermente fuori dal tracciato, Hontanas a metà tappa, il Convento di San Antón e Castrojeriz all’arrivo.

La cosa più importante sarà partire da Hornillos con acqua sufficiente per raggiungere almeno Hontanas. San Bol può rappresentare una possibilità intermedia, ma essendo una struttura stagionale e isolata non voglio dipendere completamente dalla sua apertura.

Hontanas sarà invece il punto più logico per una sosta vera, perché qui potrò rifornirmi prima di affrontare la seconda metà, che dovrebbe essere meno isolata ma nella quale non incontrerò comunque una successione continua di paesi.

In ottobre vale sempre la stessa regola: un bar o una struttura indicati su una guida non sono automaticamente aperti. Più avanzerò nella stagione, più questa verifica diventerà importante.

Dopo il 17 ottobre aggiornerò quindi la sezione con informazioni concrete sui servizi trovati, sulle fontane effettivamente funzionanti e sui punti nei quali mi sarò fermato.

Arrivo a Castrojeriz: il borgo ai piedi del castello

Castrojeriz dovrebbe essere uno degli arrivi più riconoscibili di questa parte del Cammino, dato che il paese si sviluppa longitudinalmente ai piedi di una collina dominata dai resti del castello.

Avvicinandosi dalla pianura, la sagoma dovrebbe rimanere visibile per parecchio tempo e diventare progressivamente il riferimento della parte finale.

Nuestra Señora del Manzano e l’ingresso a Castrojeriz

Uno dei primi monumenti importanti incontrati entrando nella località sarà la Colegiata de Nuestra Señora del Manzano.

La sua posizione leggermente separata dal nucleo principale la rende quasi una porta monumentale verso Castrojeriz.

Dopo San Antón e diversi chilometri di campagna, sarà anche il primo segnale evidente che sto entrando in un centro con una storia urbana molto più complessa rispetto a Hornillos o Hontanas.

Il Cammino continua poi lungo la struttura allungata del paese, passando attraverso quello che per secoli è stato l’asse principale della vita locale.

La Plaza Mayor, la Calle Real e la Iglesia de San Juan sono alcuni dei punti che mi piacerebbe vedere durante il pomeriggio, senza però trasformare necessariamente l’arrivo in una visita organizzata.

Il castello sopra il Cammino

Il castello domina Castrojeriz dall’alto della collina e rappresenta probabilmente l’immagine più immediatamente riconoscibile del paese.

Non so ancora se, dopo circa venti chilometri, avrò voglia di salire fin lassù. La distanza della tappa non è particolarmente elevata, quindi potrebbe essere una possibilità realistica.

Molto dipenderà però dal meteo, dall’orario di arrivo e soprattutto da come mi sentirò dopo quattordici giorni consecutivi di Cammino.

Anche senza salire, la presenza del castello dovrebbe accompagnare praticamente tutto l’avvicinamento alla cittadina e creare un contrasto molto forte con gli spazi quasi completamente orizzontali della Meseta.

Dove dormire a Castrojeriz dopo la tappa

Castrojeriz offre molte più possibilità rispetto a Hornillos del Camino, perché lungo il paese si trovano diversi albergue per pellegrini, oltre a pensioni, case rurali e camere private.

Questa caratteristica dovrebbe rendere la gestione della notte decisamente più semplice rispetto alle località molto piccole attraversate nelle giornate precedenti.

Se vuoi capire meglio le differenze tra albergue pubblici, parrocchiali e privati, trovi tutte le informazioni nella mia guida su dove dormire sul Cammino di Santiago e come funzionano gli albergue.

La posizione dell’alloggio potrebbe essere più importante di quanto sembri. Castrojeriz è molto allungato lungo il Cammino, quindi dormire all’inizio o alla fine del paese può cambiare di parecchie centinaia di metri il punto dal quale ripartire la mattina successiva.

E il giorno seguente non sarà una mattina qualsiasi, perché mi aspetta il percorso da Castrojeriz a Frómista: tappa 15 del Cammino Francese.

Subito dopo aver lasciato Castrojeriz arriverà il Teso de Mostelares, una delle salite più riconoscibili della Meseta, prima di continuare verso il Canal de Castilla e Frómista.

La mia esperienza da Hornillos del Camino a Castrojeriz: cosa aggiungerò dopo la tappa

La quattordicesima tappa del Cammino mi interessa soprattutto perché dovrebbe permettermi di capire se la prima impressione della Meseta avuta il giorno precedente continuerà a essere la stessa.

La mattina partirò da Hornillos e per diversi chilometri tornerò quasi immediatamente dentro un paesaggio di campi e orizzonti aperti.

Questa volta, però, non sarà più una novità assoluta: avrò già trascorso diverse ore nella Meseta e probabilmente inizierò a capire se questo tipo di cammino mi piace davvero.

Sono curioso soprattutto di Hontanas, perché voglio verificare se è vero che il paese rimane completamente nascosto fino agli ultimi metri e che effetto farà passare da un orizzonte apparentemente infinito a una piccola località comparsa improvvisamente in una depressione del terreno.

Poi arriverà San Antón, che sulla carta probabilmente regala il momento più scenografico della giornata. Camminare direttamente sotto gli archi di un convento medievale costruito per assistere pellegrini che percorrevano la stessa strada dovrebbe essere una di quelle situazioni nelle quali la storia del Cammino smette di essere qualcosa che ho letto su una guida e diventa fisicamente parte del percorso.

Voglio capire anche quanto tempo avrò voglia di fermarmi. Dopo quasi due settimane il rapporto con le attrazioni potrebbe essere già cambiato: alcuni luoghi probabilmente meriteranno una pausa lunga, altri li attraverserò quasi senza rendermene conto perché il ritmo della giornata avrà preso il sopravvento.

Infine arriverà Castrojeriz. Dopo Hornillos e Hontanas sarà un evidente cambiamento di scala: non è una grande città, ma è comunque un borgo dalla struttura complessa, con chiese importanti, una lunga strada jacobea e soprattutto il castello sopra la collina.

Voglio vedere quando comparirà per la prima volta e quanto tempo ci vorrà dal momento in cui sembrerà vicino fino all’ingresso reale nel paese. Dopo qualche giornata nella Meseta sto iniziando a sospettare che la distanza percepita sarà uno dei temi ricorrenti di questa parte del viaggio.

A metà ottobre continuerà inoltre a esserci l’incognita del meteo. Una giornata limpida potrebbe rendere questi spazi estremamente luminosi; vento e pioggia potrebbero invece trasformare venti chilometri relativamente facili in qualcosa di molto più impegnativo.

Dopo il 17 ottobre potrò quindi raccontarti non soltanto chilometri e tempi, ma soprattutto come avrò vissuto la tappa: dove mi sarò fermato, se Hontanas mi avrà davvero sorpreso, quanto sarà suggestivo attraversare San Antón e se avrò ancora abbastanza energie per guardare Castrojeriz dal castello.

Io, il 17 ottobre, avrò però un obiettivo molto più vicino: lasciare Hornillos, attraversare ancora una volta la Meseta, vedere comparire Hontanas, passare sotto gli archi di San Antón e continuare finché il castello di Castrojeriz non sarà più soltanto un punto all’orizzonte.

Ultimo aggiornamento articolo: 16/09/2026

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