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Da Terradillos de los Templarios a El Burgo Ranero: tappa 18 del Cammino Francese

La tappa da Terradillos de los Templarios a El Burgo Ranero sarà una delle più lunghe affrontate finora nella Meseta.

Mi aspettano circa 30,6 chilometri quasi completamente pianeggianti, ma questa volta la distanza non sarà l’unico elemento importante: durante la giornata lascerò definitivamente la provincia di Palencia, entrerò in quella di León, attraverserò Sahagún e dovrò scegliere quale ramo del Cammino seguire dopo la città.

Il 21 ottobre partirò dopo aver completato la tappa da Carrión de los Condes a Terradillos de los Templarios. Avrò quindi alle spalle la lunga Vía Aquitana e soprattutto i 17 chilometri senza paesi fino a Calzadilla de la Cueza.

La giornata successiva dovrebbe avere un ritmo molto diverso. Moratinos arriverà dopo poco più di tre chilometri, San Nicolás del Real Camino poco dopo e, prima di raggiungere Sahagún, attraverserò il confine fra Palencia e León.

I paesi torneranno quindi a comparire con maggiore frequenza e anche la gestione di acqua e cibo dovrebbe diventare molto più semplice.

Sahagún sarà il grande punto di svolta, non soltanto perché rappresenta una delle località storicamente più importanti del Cammino Francese e uno dei principali centri dell’arte mudéjar della zona, ma anche perché, poco dopo averla lasciata, incontrerò una biforcazione che può modificare completamente le tappe successive.

Da una parte continuerà il Real Camino Francés verso Bercianos del Real Camino ed El Burgo Ranero. Dall’altra si staccherà la Vía Trajana, che conduce verso Calzadilla de los Hermanillos.

Poiché il mio programma prevede di terminare la giornata a El Burgo Ranero, continuerò sul Real Camino Francés.

Da Sahagún in poi il paesaggio dovrebbe rimanere quello vasto della Meseta, ma il percorso cambierà aspetto.

Per molti chilometri seguirò un andadero costruito per i pellegrini, accompagnato da una lunga successione di alberi che dovrebbe diventare uno degli elementi visivi caratteristici della seconda metà della tappa.

Dopo Bercianos del Real Camino rimarranno circa sette chilometri fino a El Burgo Ranero, dove si concluderà la diciottesima giornata del mio Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago.

Come per tutte le guide di questa serie, sto scrivendo l’articolo prima di percorrere realmente la tappa.

Dopo il 21 ottobre tornerò quindi su questa pagina per aggiungere tempi effettivi, condizioni del terreno, servizi realmente aperti, scelta del percorso dopo Sahagún e impressioni personali.

Se stai organizzando l’intero viaggio, trovi questa giornata anche nella mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese.

Tappa 18 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà

La distanza da Terradillos de los Templarios a El Burgo Ranero è di circa 30,6 chilometri. Sarà quindi una delle tappe più lunghe percorse finora, anche se il profilo altimetrico rimane estremamente favorevole.

Il dislivello positivo dovrebbe aggirarsi intorno ai 120-130 metri e quello negativo intorno ai 150. Non ci sono vere salite e per quasi tutta la giornata si cammina tra quote comprese grossomodo fra 800 e 880 metri. La difficoltà deriva quindi soprattutto dalla distanza.

In sintesi, considero queste le caratteristiche principali della diciottesima tappa:

  • distanza: circa 30,6 km
  • dislivello positivo: circa 120-130 m
  • dislivello negativo: circa 150 m
  • tempo indicativo: tra 7 ore e 7 ore e 30 minuti
  • difficoltà: media
  • difficoltà tecnica: bassa
  • terreno: piste sterrate, andaderos, strade agricole e alcuni tratti asfaltati
  • punto di partenza: Terradillos de los Templarios
  • punto di arrivo: El Burgo Ranero
  • principali località attraversate: Moratinos, San Nicolás del Real Camino, Sahagún e Bercianos del Real Camino
  • passaggio geografico importante: provincia di Palencia → provincia di León
  • principale snodo: Sahagún
  • scelta di percorso: Real Camino Francés oppure Vía Trajana
  • percorso da seguire per El Burgo Ranero: Real Camino Francés via Bercianos
  • principale fattore di difficoltà: lunghezza complessiva della giornata
  • principale fattore ambientale: vento, pioggia, freddo e riduzione delle ore di luce

Definirei quindi questa tappa di difficoltà media. Dal punto di vista tecnico sarà probabilmente semplice, ma oltre 30 chilometri rappresentano comunque una distanza significativa, soprattutto dopo diciassette giornate consecutive di Cammino.

Il 21 ottobre dovrò tenere conto anche delle ore di luce. A differenza di chi percorre il Cammino in giugno o luglio, non potrò considerare infinita la giornata.

Se farò una sosta lunga a Sahagún o partirò tardi da Terradillos, sarà importante mantenere sotto controllo l’orario per non arrivare a El Burgo Ranero troppo tardi. Il meteo potrebbe ancora una volta incidere più del dislivello.

La Meseta rimarrà molto esposta e una giornata di vento contrario può rendere 30 chilometri pianeggianti decisamente più impegnativi di quanto suggerisca l’altimetria.

Da Terradillos de los Templarios a El Burgo Ranero: come si sviluppa il percorso

La tappa può essere divisa idealmente in due grandi parti. La prima conduce da Terradillos a Sahagún attraversando Moratinos, San Nicolás del Real Camino e il confine tra Palencia e León.

La seconda parte inizia dopo Sahagún e segue il Real Camino Francés attraverso Bercianos del Real Camino fino a El Burgo Ranero.

Da Terradillos de los Templarios a Moratinos

La giornata inizierà in maniera molto più graduale rispetto a quella precedente. Dopo appena tre chilometri circa raggiungerò Moratinos, un piccolo centro della Tierra de Campos caratterizzato anche dalle bodegas scavate nella collina.

Dopo i 17 chilometri senza paesi affrontati tra Carrión e Calzadilla, incontrare un centro abitato così presto dovrebbe sembrare quasi insolito.

Moratinos non sarà probabilmente un luogo nel quale avrò bisogno di fermarmi a lungo, ma segnerà già un cambiamento importante nel ritmo della giornata.

La presenza delle cantine tradizionali scavate nel terreno dovrebbe inoltre rendere il paese facilmente riconoscibile rispetto agli altri piccoli centri attraversati nella Meseta.

Da Moratinos a San Nicolás del Real Camino

Da Moratinos continuerò verso San Nicolás del Real Camino. La distanza è breve, e dopo poco più di due chilometri arriverò all’ultimo paese della provincia di Palencia lungo questo tratto del Cammino.

È un dettaglio geografico che per me avrà un significato particolare. Sono entrato nella provincia di Palencia attraversando il Pisuerga durante la tappa Castrojeriz-Frómista.

Da allora avrò percorso Mostelares, il Canal de Castilla, Frómista, Carrión, la Vía Aquitana e Terradillos. A San Nicolás questo capitolo terminerà: pochi chilometri più avanti entrerò nella provincia di León.

Da San Nicolás a Sahagún entrando nella provincia di León

Lasciato San Nicolás del Real Camino, continuerò attraverso la pianura fino a raggiungere il confine provinciale ed entrerò così nella provincia di León.

Poco dopo incontrerò l’Ermita de la Virgen del Puente, uno dei luoghi simbolicamente più interessanti della giornata. In questa zona viene tradizionalmente indicato il centro geografico del Cammino Francese calcolato fra Roncesvalles e Santiago de Compostela.

Non significherà quindi che sarò esattamente a metà del mio viaggio, perché sono partito da Saint-Jean-Pied-de-Port, ma rimane comunque un punto importante nella geografia tradizionale del Cammino. Da qui Sahagún sarà ormai vicina.

L’ingresso nella città dovrebbe segnare un cambiamento netto rispetto ai piccoli centri attraversati nelle ore precedenti. Dopo Terradillos, Moratinos e San Nicolás arriverò in una località con un patrimonio storico e monumentale molto più ricco.

Da Sahagún a Bercianos del Real Camino

Dopo Sahagún inizierà una delle parti più interessanti della tappa dal punto di vista dell’orientamento. Uscendo dalla città raggiungerò infatti il punto nel quale il Cammino si divide.

Per arrivare a El Burgo Ranero dovrò continuare sul Real Camino Francés, in direzione di Bercianos del Real Camino.

La Vía Trajana si dirige invece verso Calzada del Coto e Calzadilla de los Hermanillos. Una volta scelta la direzione per Bercianos, il paesaggio tornerà ad aprirsi.

Il Cammino seguirà per molti chilometri un andadero quasi rettilineo, spesso accompagnato da una fila di alberi. Rispetto alla Vía Aquitana del giorno precedente dovrebbero quindi esserci molti più riferimenti visivi, anche se il territorio rimarrà quello ampio e pianeggiante della Meseta.

Bercianos arriverà intorno al ventitreesimo chilometro e sarà probabilmente il posto migliore per una seconda pausa importante dopo Sahagún.

Da Bercianos a El Burgo Ranero

Da Bercianos del Real Camino a El Burgo Ranero rimarranno circa sette chilometri. A quel punto avrò già percorso più di tre quarti della giornata e il profilo continuerà a essere praticamente pianeggiante.

L’andadero proseguirà attraverso i campi fino a raggiungere El Burgo Ranero. Dopo oltre 30 chilometri mi aspetto che l’ingresso nel paese abbia soprattutto un valore pratico: trovare l’alloggio, togliere lo zaino e fermarmi.

Ma El Burgo Ranero ha anche alcuni elementi che meritano attenzione. La Calle Real conserva la struttura tipica dei paesi sviluppati lungo il Cammino e poco fuori dal nucleo abitato si trova la Laguna de la Manzana, uno dei luoghi più caratteristici della località.

Sahagún e il bivio tra Real Camino Francés e Vía Trajana

Sahagún sarà il vero centro della giornata. Non soltanto perché arriverà dopo circa tredici chilometri, quindi in una posizione ideale per una lunga sosta, ma perché concentra due aspetti completamente diversi: uno storico e uno pratico.

Prima entrerò in una delle città più importanti del Cammino Francese nella Meseta. Subito dopo dovrò decidere quale percorso seguire.

Sahagún, grande snodo del Cammino Francese

Sahagún ha una storia profondamente legata al pellegrinaggio verso Santiago. Nel Medioevo fu uno dei grandi centri religiosi e politici della regione, sviluppato soprattutto attorno al monastero benedettino di San Benito.

Ancora oggi la città conserva testimonianze molto evidenti di quella storia, soprattutto attraverso le chiese mudéjar di San Tirso e San Lorenzo.

Dopo giorni trascorsi prevalentemente in piccoli paesi, credo che Sahagún sarà uno di quei luoghi nei quali il Cammino tornerà improvvisamente ad avere una dimensione urbana e monumentale.

La posizione a circa metà tappa renderà però necessario trovare un equilibrio. Avrò voglia di fermarmi, mangiare qualcosa e vedere almeno alcuni degli edifici più importanti, ma davanti avrò ancora circa diciassette chilometri.

Il centro geografico tradizionale del Cammino Francese

Prima di Sahagún incontrerò l’area della Virgen del Puente. Qui viene tradizionalmente collocato il centro geografico del Cammino Francese considerando il percorso fra Roncesvalles e Santiago de Compostela.

È un’indicazione che va interpretata correttamente. Non significa che chiunque passi da Sahagún abbia completato esattamente metà del proprio Cammino, perché dipende dal punto di partenza e dal percorso seguito.

Nel mio caso sarò partito da Saint-Jean-Pied-de-Port, quindi la distanza complessiva sarà diversa, ma rimane comunque un passaggio simbolicamente interessante.

Dopo oltre due settimane di cammino, entrare a Sahagún sapendo di trovarmi intorno alla metà della grande direttrice storica Roncesvalles-Santiago dovrebbe rendere molto concreta la distanza già percorsa.

Real Camino Francés verso Bercianos ed El Burgo Ranero

Dopo Sahagún dovrò prestare attenzione alla segnaletica. Il percorso che interessa la mia tappa è il Real Camino Francés.

Seguendo questa direttrice continuerò verso Bercianos del Real Camino e quindi El Burgo Ranero. È il tracciato coerente con il programma che sto seguendo.

La sua caratteristica principale sarà il lungo andadero che attraversa la pianura e che dovrebbe accompagnarmi per buona parte della seconda metà della giornata.

La presenza degli alberi lungo il percorso potrebbe diventare particolarmente preziosa in una stagione nella quale il sole sarà meno problematico rispetto all’estate, ma vento e pioggia potrebbero invece essere più frequenti.

La variante della Vía Trajana verso Calzadilla de los Hermanillos

L’altra possibilità è la Vía Trajana. Questa si separa dal Real Camino Francés e conduce verso Calzada del Coto e successivamente Calzadilla de los Hermanillos.

È un percorso più solitario e segue per parte della sua lunghezza un antico asse romano, ma non è la strada da prendere se l’obiettivo della giornata è El Burgo Ranero.

Scegliendo la Vía Trajana cambierebbe la destinazione della tappa e anche la struttura della giornata successiva verso Mansilla de las Mulas.

Per questo, almeno nel mio itinerario, non considero il bivio come una scelta ancora aperta: continuerò verso Bercianos ed El Burgo Ranero.

Cosa vedere tra Terradillos de los Templarios e El Burgo Ranero

Questa tappa del Cammino Francese offre più punti di interesse rispetto alla precedente. Il vero centro culturale sarà Sahagún, ma anche Moratinos, la Virgen del Puente e Bercianos aggiungono elementi diversi alla giornata.

Moratinos e le bodegas scavate nella collina

Moratinos sarà il primo paese incontrato. Tra le sue caratteristiche più riconoscibili ci sono le cantine tradizionali scavate nei piccoli rilievi accanto all’abitato.

Le aperture delle bodegas e i cumuli di terra modificano il profilo delle colline e raccontano un modo di conservare vino e alimenti profondamente legato alla cultura rurale della Tierra de Campos.

Non credo che rappresenterà una vera visita, soprattutto perché arriverò troppo presto e avrò davanti quasi trenta chilometri.

Ma è esattamente il tipo di dettaglio che mi piace incontrare lungo il Cammino: qualcosa che distingue un piccolo paese dagli altri senza bisogno di trasformarlo in una destinazione turistica.

Virgen del Puente e l’ingresso a León

L’Ermita de la Virgen del Puente arriverà dopo l’ingresso nella provincia di León e poco prima di Sahagún.

Il luogo unisce due significati. Da una parte segna l’avvicinamento a una delle città storicamente più importanti del percorso. Dall’altra è legato alla tradizione che identifica questa zona come centro geografico del Cammino Francese fra Roncesvalles e Santiago.

Probabilmente sarà uno dei punti nei quali mi fermerò qualche minuto, non tanto per celebrare una metà matematica del viaggio, che nel mio caso non sarebbe corretta, quanto per prendere coscienza della distanza ormai percorsa.

San Tirso, San Lorenzo e il mudéjar di Sahagún

Sahagún è uno dei luoghi più rappresentativi dell’arte mudéjar lungo il Cammino. Le chiese di San Tirso e San Lorenzo sono probabilmente gli edifici che mi interessano maggiormente.

San Tirso combina pietra e laterizio ed è uno dei riferimenti principali del romanico-mudéjar locale, mentre San Lorenzo utilizza in maniera ancora più evidente il mattone, con una struttura che rende immediatamente riconoscibile il linguaggio architettonico della città.

A questi edifici si aggiungono l’Arco de San Benito e ciò che resta dell’antico grande monastero che contribuì alla crescita di Sahagún.

Non so quanto riuscirò a vedere con calma, anche perché la tappa supera i 30 chilometri e non voglio trasformare una sosta nel mezzo del Cammino in una visita turistica completa. Ma Sahagún merita sicuramente più tempo rispetto ai piccoli centri incontrati nelle giornate precedenti.

Nuestra Señora de Perales e Bercianos del Real Camino

Prima di raggiungere Bercianos si incontra anche l’Ermita de Nuestra Señora de Perales. Bercianos conserva invece la struttura semplice dei piccoli paesi sviluppati lungo il Cammino e sarà soprattutto un riferimento pratico nella seconda metà della giornata.

Dopo circa 23 chilometri dovrebbe essere il momento giusto per bere, mangiare qualcosa e valutare come stanno le gambe prima degli ultimi sette chilometri.

A quel punto non mi interesserà probabilmente fare una visita approfondita. Il semplice fatto di sapere che El Burgo Ranero è ormai vicino potrebbe diventare l’elemento più importante.

Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa

Dal punto di vista dei rifornimenti, questa giornata dovrebbe essere molto più semplice rispetto alla precedente.

I principali riferimenti saranno: Terradillos de los Templarios alla partenza, Moratinos dopo circa 3,3 km, San Nicolás del Real Camino dopo circa 5,8 km, Sahagún intorno al km 13, Bercianos del Real Camino intorno al km 23, e El Burgo Ranero dopo circa 30,6 km.

La distribuzione delle località consente quindi di organizzare la giornata senza dover trasportare grandi quantità di acqua e cibo, ma il periodo rimane una variabile importante.

Il 21 ottobre sarò ormai nella seconda metà del mese e alcune strutture pensate soprattutto per i pellegrini potrebbero aver terminato la stagione.

Moratinos e San Nicolás sono piccoli centri e non voglio dipendere completamente dalla possibilità di trovare un bar aperto.

Sahagún sarà invece il punto nel quale potrò contare su una gamma molto più ampia di servizi, e per questo sarà con tutta probabilità la mia pausa principale.

Dopo circa tredici chilometri potrò mangiare, riempire l’acqua e decidere quanto tempo dedicare alla città prima di affrontare la seconda metà della tappa.

Bercianos rappresenterà poi l’ultimo vero punto di appoggio prima dell’arrivo. Da lì resteranno circa sette chilometri, quindi potrò affrontare l’ultimo tratto senza particolare preoccupazione per i rifornimenti.

La vera attenzione sarà semmai l’orario, perché con una tappa di oltre 30 chilometri il rischio sarà fermarmi troppo a lungo a Sahagún e ritrovarmi poi a dover accelerare nella seconda parte della giornata.

Dopo il 21 ottobre aggiornerò questa sezione indicando bar effettivamente aperti, fontane utilizzabili, luoghi nei quali mi sarò fermato e tempi reali delle soste.

Arrivo a El Burgo Ranero: la Calle Real e la Laguna de la Manzana

El Burgo Ranero arriverà alla fine di una giornata superiore ai 30 chilometri. Non è una grande città e probabilmente sarà proprio questo a rendere l’arrivo piacevole.

Dopo Sahagún, i lunghi rettilinei e l’andadero attraverso la Meseta, entrerò in un piccolo centro strettamente legato al passaggio del Cammino.

La Calle Real di El Burgo Ranero

La Calle Real rappresenta l’asse principale del paese. Come in molte altre località jacobee, la forma dell’abitato è stata profondamente influenzata dal percorso dei pellegrini.

Albergue, servizi e case si dispongono in relazione a questa direttrice, rendendo immediatamente leggibile il rapporto tra paese e Cammino.

Dopo oltre sette ore di marcia non credo che avrò bisogno di un arrivo spettacolare, perché mi interesserà soprattutto trovare rapidamente il luogo nel quale dormirò e fermarmi.

La Laguna de la Manzana

Uno degli elementi più caratteristici di El Burgo Ranero è la Laguna de la Manzana, una piccola zona umida situata vicino al paese, che crea un contrasto interessante con l’ambiente agricolo e relativamente asciutto della Meseta. Se arriverò con abbastanza luce, mi piacerebbe raggiungerla.

A fine ottobre il tramonto arriverà relativamente presto e potrebbe diventare un modo molto semplice per chiudere una giornata lunga: lasciare lo zaino e vedere il sole scendere sulla laguna dopo più di trenta chilometri di Cammino.

Anche il nome El Burgo Ranero ha una curiosità. La spiegazione più immediata porterebbe a collegarlo alle rane delle zone umide, ma l’origine viene generalmente ricondotta invece a “rañero”, termine associato a un terreno di monte basso.

È un dettaglio secondario, ma uno di quelli che rendono più interessante un luogo che altrimenti potrebbe sembrare soltanto il punto finale di una tappa.

Dove dormire a El Burgo Ranero dopo la tappa

El Burgo Ranero offre diverse possibilità di pernottamento per i pellegrini, anche se naturalmente la scelta non è paragonabile a quella di una città come Sahagún. Sono presenti diversi albergue e alcune sistemazioni private.

Il periodo dovrebbe essere ancora favorevole, perché alcune strutture risultano operative fino alla fine di ottobre e altre durante tutto l’anno. Come sempre, però, preferisco verificare direttamente prima della tappa invece di considerare gli orari stagionali come una garanzia.

Se vuoi capire le differenze tra le diverse forme di ospitalità, trovi tutte le informazioni nella mia guida su dove dormire sul Cammino di Santiago e come funzionano gli albergue.

Arrivare senza prenotazione non sarà necessariamente un problema, ma il 21 ottobre non voglio dipendere dalla disponibilità di una singola struttura aperta.

La mattina successiva continuerò con il percorso da El Burgo Ranero a Mansilla de las Mulas: tappa 19 del Cammino Francese.

Sarà una giornata più breve e continuerà l’avvicinamento a León, con il progressivo ricongiungimento dei diversi rami seguiti dopo Sahagún.

La mia esperienza da Terradillos de los Templarios a El Burgo Ranero: cosa aggiungerò dopo la tappa

Questa tappa mi interessa perché dovrebbe segnare uno dei cambiamenti geografici più chiari delle ultime giornate. Lascerò definitivamente Palencia ed entrerò nella provincia di León.

Non so quanto questo passaggio sarà visibile sul terreno, ma dopo diversi giorni trascorsi nella Tierra de Campos palentina credo che anche un semplice cartello possa avere un significato maggiore di quanto avrebbe durante un normale viaggio in auto.

Moratinos e San Nicolás arriveranno molto presto. Dopo i 17 chilometri senza paesi della giornata precedente, il fatto di incontrare due piccoli centri nei primi sei chilometri potrebbe rendere completamente diversa la percezione della mattina.

Poi arriverà la Virgen del Puente. Sono curioso di capire che effetto farà raggiungere un luogo indicato tradizionalmente come centro geografico del Cammino Francese tra Roncesvalles e Santiago.

Non sarà esattamente metà del mio percorso, ma sarà comunque difficile non pensare alla strada già fatta.

Sahagún sarà invece il momento più complesso da gestire. Da una parte avrò voglia di fermarmi, vedere San Tirso, San Lorenzo e almeno parte del patrimonio della città. Dall’altra saprò che mi resteranno ancora circa diciassette chilometri.

Voglio capire quanto tempo riuscirò a dedicarle senza trasformare una tappa lunga in una corsa contro la luce del pomeriggio.

Anche il bivio successivo mi interessa. In questo caso so già quale direzione prenderò: il Real Camino Francés verso Bercianos ed El Burgo Ranero.

Ma vedere fisicamente il punto nel quale due itinerari si separano dovrebbe rendere molto evidente quanto il Cammino non sia sempre una singola linea.

Altri pellegrini potrebbero andare verso Calzadilla de los Hermanillos mentre io continuerò su un altro tracciato. Per qualche giorno avremo quindi esperienze diverse pur continuando tutti in direzione di Santiago.

La seconda metà della tappa dovrebbe essere molto lineare. Voglio vedere quanto cambierà la percezione rispetto alla Vía Aquitana: ancora grandi spazi e rettilinei, ma questa volta con alberi, paesi più frequenti e una struttura del percorso molto più evidente.

Bercianos arriverà quando avrò già percorso circa 23 chilometri. A quel punto sarà interessante capire se gli ultimi sette mi sembreranno semplici oppure se il peso della distanza inizierà a farsi sentire.

Trenta chilometri rappresentano una soglia diversa rispetto alle tappe da venti o venticinque, non tanto perché siano necessariamente difficili, ma perché significano trascorrere gran parte della giornata camminando.

E infine arriverà El Burgo Ranero. Qui non mi aspetto un ingresso monumentale. Forse proprio per questo mi incuriosisce l’idea della Laguna de la Manzana: dopo ore trascorse lungo piste, campi e paesi lineari, potrebbe essere un luogo semplice nel quale fermarmi e guardare il tramonto.

Dopo il 21 ottobre potrò quindi aggiungere tempi reali, condizioni del percorso, servizi aperti, impressioni su Sahagún e soprattutto capire quanto avranno pesato davvero i 30 chilometri.

Potrò anche raccontare se il passaggio dalla provincia di Palencia a quella di León sarà stato soltanto geografico oppure se avrò percepito qualche cambiamento nel paesaggio, nei paesi o nel modo in cui il Cammino si presenta.

Io, il 21 ottobre, avrò ancora obiettivi molto più vicini: lasciare Terradillos, attraversare Moratinos e San Nicolás, entrare nella provincia di León, raggiungere Sahagún, continuare sul Real Camino Francés e seguire l’andadero fino a El Burgo Ranero.

Ultimo aggiornamento articolo: 21/09/2026

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