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Da Triacastela a Sarria: tappa 28 del Cammino Francese, Samos o San Xil?

La tappa da Triacastela a Sarria sarà diversa da quasi tutte quelle che avrò percorso fino a questo momento, perché appena lasciato il paese dovrò prendere una decisione vera: raggiungere Sarria attraverso San Xil oppure allungare il Cammino passando per Samos.

Arriverò a Triacastela dopo aver completato la tappa da O Cebreiro a Triacastela, la mia prima giornata interamente in Galizia. Il 31 ottobre continuerò verso Sarria, ma questa volta non esiste un unico itinerario che tutti i pellegrini seguono nello stesso modo.

La via di San Xil è la più breve: circa 18 chilometri attraverso boschi, piccoli nuclei rurali e corredoiras galiziane. Il percorso via Samos ne richiede invece circa 25 e porta fino a uno dei complessi monastici più importanti dell’intero Cammino Francese, il Monastero di San Xulián de Samos.

Sette chilometri di differenza non sono pochi, ma dopo quasi un mese di Cammino non sarà la distanza a determinare automaticamente la mia scelta.

Mi interesseranno molto di più il meteo, le condizioni fisiche della giornata e soprattutto la possibilità concreta di visitare il monastero.

In questo momento sono maggiormente attratto dalla variante di Samos. Non perché consideri San Xil un percorso minore: sulla carta, anzi, sembra probabilmente il più interessante dal punto di vista puramente escursionistico, con boschi, villaggi e un ambiente molto rurale.

Samos offre però qualcosa che difficilmente potrei recuperare in un’altra tappa. Dopo aver camminato per centinaia di chilometri lungo una delle grandi vie storiche del pellegrinaggio europeo, passare accanto a un monastero benedettino le cui origini risalgono all’alto Medioevo mi sembra un’occasione difficile da ignorare per risparmiare qualche chilometro. La scelta definitiva arriverà però soltanto la mattina del 31 ottobre.

Le due strade torneranno poi a incontrarsi ad Aguiada e da quel momento continuerò sullo stesso percorso fino a Sarria.

Anche l’arrivo avrà un significato particolare. Per me Sarria sarà la conclusione della ventottesima tappa, dopo quasi un mese trascorso a piedi dai Pirenei; per molti altri pellegrini sarà invece il punto di partenza, perché da qui a Santiago restano circa 115 chilometri e la città è diventata uno dei principali punti di partenza per chi vuole superare la soglia minima dei 100 km richiesta a chi percorre il Cammino a piedi.

Probabilmente sarà quindi anche il momento in cui cambierà l’atmosfera del viaggio. Arriverò dopo centinaia di chilometri e incontrerò persone che staranno preparando il loro primo giorno. Dal mattino successivo percorreremo la stessa strada, ma inevitabilmente con due prospettive completamente diverse.

Come sempre, sto scrivendo questa guida prima di percorrere realmente la tappa. Dopo il 31 ottobre tornerò quindi su questa pagina per indicare quale percorso avrò scelto, i tempi effettivi, le condizioni del terreno, i servizi trovati aperti e soprattutto se la deviazione attraverso Samos sarà valsa realmente i chilometri aggiuntivi.

Se stai organizzando tutto il viaggio, trovi questa giornata anche nella mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese e nella panoramica completa del Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago.

Tappa 28 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà

Questa è una delle poche tappe del Cammino Francese nelle quali indicare una sola distanza sarebbe fuorviante. Da Triacastela a Sarria esistono infatti due itinerari principali e la differenza fra loro supera i sette chilometri.

Via San Xil percorrerò circa 17,9 chilometri, mentre scegliendo Samos ne affronterò circa 25,1. Entrambe le alternative presentano dislivelli moderati e una difficoltà complessivamente medio-bassa, ma la giornata sarà molto diversa per durata, paesaggio e contenuto storico.

Le caratteristiche principali della tappa via San Xil sono:

  • distanza: circa 17,9 km
  • tempo indicativo: circa 3 ore e 30 minuti-4 ore e 15 minuti, soste escluse
  • difficoltà: medio-bassa
  • dislivello positivo: circa 350 m
  • dislivello negativo: circa 570 m
  • carattere del percorso: boschi, corredoiras, strade rurali e piccoli villaggi
  • tratto in salita più evidente: verso l’area dell’Alto de Riocabo
  • elemento distintivo: paesaggio rurale galiziano
  • arrivo: Aguiada, dove la via torna a unirsi a quella di Samos, e poi Sarria

Le caratteristiche principali della tappa via Samos sono invece:

  • distanza: circa 25,1 km
  • tempo indicativo: circa 4 ore e 40 minuti-5 ore e 30 minuti di cammino, senza considerare una visita approfondita al monastero
  • difficoltà: medio-bassa
  • dislivello: moderato, con continui saliscendi
  • carattere del percorso: valle fluviale, boschi, piccoli borghi e strade rurali
  • elemento distintivo: Monastero di San Xulián de Samos
  • punto di interesse secondario: Capela de San Salvador o do Ciprés
  • ricongiungimento: Aguiada
  • arrivo: Sarria

La differenza reale fra i due itinerari non sarà quindi soltanto di sette chilometri. Se sceglierò Samos e riuscirò a visitare il monastero, dovrò aggiungere almeno il tempo necessario per fermarmi, entrare nel complesso e riprendere poi il Cammino.

La giornata potrebbe quindi durare facilmente due o tre ore in più rispetto alla soluzione di San Xil. Dal punto di vista fisico nessuna delle due alternative dovrebbe rappresentare una tappa particolarmente impegnativa rispetto a quelle affrontate nei giorni precedenti: la scelta sarà molto più legata al tipo di esperienza che voglio vivere.

Da Triacastela a Sarria: come si sviluppa il percorso

La particolarità della tappa è evidente fin dai primi chilometri. Lasciando Triacastela il Cammino si divide e per buona parte della giornata esisteranno due itinerari distinti.

Uno sale verso San Xil e attraversa un territorio più rurale e appartato. L’altro segue maggiormente la valle e raggiunge Samos prima di continuare verso Aguiada.

Il bivio appena fuori da Triacastela

La decisione su quale alternativa scegliere arriverà praticamente all’inizio della giornata. Non sarà quindi possibile rimandarla a metà tappa o decidere dopo aver camminato per qualche ora: prima di partire dovrò sapere quale esperienza voglio affrontare.

Mi sembra importante sottolinearlo perché non stiamo parlando di una breve deviazione che aggiunge qualche centinaio di metri. Scegliere Samos significa impostare l’intera giornata in maniera diversa.

La sera precedente controllerò quindi meteo, condizioni fisiche e orari del monastero. Solo allora deciderò definitivamente.

Da Triacastela a Sarria via San Xil

La via di San Xil rappresenta il percorso più breve. Dopo Triacastela il Cammino entra in una zona rurale fatta di piccoli villaggi, boschi, prati e tipiche corredoiras galiziane.

Il tracciato attraversa A Balsa e raggiunge San Xil prima di salire verso la zona dell’Alto de Riocabo. Non si tratta di una grande salita, ma il profilo presenta comunque più movimento di quanto potrebbero suggerire i soli 18 chilometri.

Da qui il percorso continua attraverso nuclei rurali come Montán e altri piccoli insediamenti prima di avvicinarsi progressivamente ad Aguiada.

È un itinerario che, almeno sulla carta, sembra rappresentare molto bene la Galizia più interna e meno monumentale, caratterizzata da pochi grandi punti d’interesse e da un susseguirsi di boschi, case sparse, muri, campi e strade tradizionali.

Da Triacastela a Sarria via Samos

La variante di Samos prende invece una direzione differente fin dall’uscita da Triacastela. Il Cammino attraversa San Cristovo do Real e continua seguendo la valle attraverso piccoli nuclei come Renche, Lastres e San Martiño do Real prima di raggiungere Samos.

Il paesaggio dovrebbe essere molto diverso rispetto alla via di San Xil. Qui il protagonista sarà maggiormente il fondovalle, con corsi d’acqua, boschi di querce e castagni e un ambiente progressivamente più raccolto. Poi arriverà il monastero.

Da Samos continuerò attraverso Pascais e altri piccoli nuclei rurali fino ad Aguiada, dove la variante tornerà a convergere con il percorso di San Xil.

Aguiada: dove le due varianti tornano a unirsi

Aguiada è il punto fondamentale per capire la geometria della tappa. Le due alternative non conducono separatamente fino a Sarria: dopo aver attraversato territori diversi, tornano a incontrarsi qui.

Da questo momento tutti i pellegrini seguiranno nuovamente la stessa strada. Mi piace molto anche dal punto di vista narrativo: partiremo da Triacastela facendo scelte differenti, trascorreremo gran parte della giornata senza incontrarci e poi torneremo a convergere nello stesso punto.

Da Aguiada a Sarria

Da Aguiada resteranno poco meno di cinque chilometri fino a Sarria. Il percorso passerà attraverso San Mamede do Camiño e altri piccoli nuclei prima di entrare progressivamente nella zona urbana di Sarria.

Dopo ore trascorse tra villaggi, boschi e strade rurali, l’arrivo in una cittadina di dimensioni molto maggiori dovrebbe essere immediatamente percepibile. E soprattutto cambierà il numero dei pellegrini.

Samos o San Xil: quale percorso scegliere da Triacastela a Sarria?

Questa è la domanda centrale della tappa. Non credo esista una risposta valida per tutti, perché i due itinerari privilegiano aspetti diversi del Cammino.

San Xil: meno chilometri e più Cammino rurale

San Xil è la scelta più logica per chi vuole mantenere la tappa relativamente breve. Con circa 18 chilometri permette di raggiungere Sarria senza trasformare la giornata in una tappa lunga e offre comunque un percorso interessante attraverso boschi e paesaggi rurali.

Non lo considererei quindi semplicemente il percorso “veloce”. Il vero punto di forza di questa variante sembra essere l’ambiente.

Corredoiras, piccoli villaggi, querce, castagni e strade di campagna rappresentano esattamente uno dei paesaggi che associo alla Galizia del Cammino. Per chi ha già visitato Samos oppure preferisce il paesaggio alla componente monumentale, potrebbe tranquillamente essere la scelta migliore.

Samos: sette chilometri in più per il monastero

Samos cambia completamente la logica della giornata. La distanza sale a circa 25 chilometri, ma non dovrebbe aumentare particolarmente la difficoltà tecnica. Il percorso rimane generalmente dolce e segue per lunghi tratti una valle ricca di acqua e vegetazione.

Il motivo principale per sceglierlo resta però il monastero. Aggiungere sette chilometri soltanto per allungare la giornata avrebbe poco senso; aggiungerli per attraversare Samos e visitare uno dei complessi monastici più importanti del Cammino è una decisione completamente diversa.

Per me sarà questo il punto centrale che guiderà la mia decisione finale.

Differenze di distanza, dislivello e tempi

La differenza di circa 7,2 chilometri si traduce in almeno un’ora e mezza di cammino aggiuntivo, probabilmente qualcosa in più una volta considerate soste e fotografie. Se entrerò nel monastero, la giornata si allungherà ulteriormente.

San Xil potrebbe quindi permettermi di arrivare a Sarria verso la tarda mattinata o il primo pomeriggio. Samos trasformerebbe invece la tappa in una giornata molto più piena, soprattutto se la visita al monastero richiederà di adattarsi a un orario specifico.

Il dislivello, al contrario, non dovrebbe essere l’elemento decisivo. Entrambi gli itinerari sono ondulati ma privi di grandi ascese.

Come sceglierò il percorso il 31 ottobre

In questo momento sono più orientato verso Samos. Dopo quasi un mese di Cammino, sette chilometri aggiuntivi non mi sembrano una ragione sufficiente per rinunciare a un luogo così importante.

La decisione cambierà però se il meteo sarà particolarmente brutto oppure se scoprirò di non poter visitare il monastero negli orari compatibili con la tappa. In quel caso San Xil diventerebbe una scelta molto sensata.

Non voglio quindi decidere a tavolino soltanto per completare un programma. La mattina del 31 ottobre valuterò le condizioni reali e, dopo aver percorso la tappa, potrò confrontare la mia scelta con l’alternativa rimasta sulla carta.

Variante di Samos: monastero, Capela do Ciprés e valle del río Sarria

Se sceglierò Samos, questa sarà probabilmente una delle giornate culturalmente più ricche della parte galiziana del Cammino. Il monastero rappresenta naturalmente il centro della variante, ma il percorso che conduce fin lì sembra avere un interesse proprio.

San Cristovo do Real e la valle del río Sarria

Dopo aver lasciato Triacastela entrerò progressivamente nella valle attraversando San Cristovo do Real e diversi piccoli nuclei rurali. Il Cammino segue un territorio ricco di corsi d’acqua e vegetazione, alternando tratti di strada a sentieri e percorsi rurali.

Mi aspetto un ambiente molto diverso rispetto alle zone più alte attraversate nei giorni precedenti. Qui la montagna dovrebbe lasciare gradualmente spazio a una Galizia più verde, umida e raccolta. La presenza di querce e castagni dovrebbe accompagnare buona parte dell’avvicinamento a Samos.

Il Monastero di San Xulián de Samos

Il monastero è il motivo principale per scegliere questa variante. Le sue origini vengono fatte risalire al VI secolo e la lunga storia del complesso ha prodotto una stratificazione architettonica molto complessa, con elementi appartenenti a epoche differenti. Ancora oggi è legato alla tradizione benedettina.

Mi interessa soprattutto il rapporto fra questo luogo e il Cammino. Non voglio visitarlo soltanto come un monumento isolato, ma come uno dei grandi centri religiosi che per secoli hanno fatto parte della rete culturale e spirituale attraversata dai pellegrini diretti a Santiago.

All’interno del complesso monastico si trovano due grandi chiostri, fra cui quello dedicato a Padre Feijoo e quello delle Nereidi. Se gli orari me lo permetteranno, farò la visita completa.

La Capela do Ciprés

Accanto al grande monastero esiste un edificio molto più piccolo ma storicamente particolarmente interessante: la Capela de San Salvador, conosciuta anche come Capela do Ciprés.

È una piccola costruzione preromanica, generalmente datata fra il IX e il X secolo. Le dimensioni ridotte creano un contrasto evidente con l’enorme complesso monastico vicino.

Il nome deriva dal grande cipresso che cresce accanto alla cappella. Se passerò da Samos, sarà sicuramente uno dei punti che voglio vedere con attenzione.

Orari di visita: perché possono influire sulla scelta

Il monastero viene normalmente visitato attraverso visite guidate che durano circa quaranta minuti. Per il 31 ottobre non voglio però dare per scontato che gli orari attualmente pubblicati restino invariati.

Per questo non voglio basare la decisione su un orario controllato settimane prima. La sera precedente verificherò direttamente gli orari aggiornati.

Questo elemento avrà un peso importante: scegliere Samos e arrivare davanti al monastero senza poterlo visitare toglierebbe una parte significativa del motivo per cui avrò percorso sette chilometri in più.

Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa

La disponibilità dei servizi cambia molto in base al percorso scelto. Via San Xil attraverserò piccoli nuclei rurali e non voglio dare per scontata l’apertura di bar o negozi, soprattutto il 31 ottobre.

Via Samos troverò invece un centro più importante nel corso della giornata, ma anche in questo caso diversi servizi lungo i villaggi minori potrebbero essere stagionali.

Partirò quindi da Triacastela con acqua e qualcosa da mangiare indipendentemente dalla variante scelta. Se passerò per Samos, sarà naturale approfittare della sosta per mangiare o bere qualcosa prima di continuare verso Aguiada.

Una volta raggiunto il punto di ricongiungimento, resteranno meno di cinque chilometri fino a Sarria e non dovrebbero esserci particolari problemi logistici.

Dopo aver percorso realmente la tappa aggiornerò questa sezione indicando i bar, le fontane, i negozi e le strutture che avrò trovato effettivamente aperti su uno dei due itinerari.

Arrivo a Sarria: cosa vedere e perché qui cambia il Cammino

L’arrivo a Sarria segnerà uno dei cambiamenti più evidenti di tutto il mio viaggio. Non tanto per il paesaggio, quanto per ciò che accadrà dal giorno successivo.

Rúa Maior, San Salvador e il centro storico

Il Cammino attraversa la parte storica della città lungo la Rúa Maior. Qui si trovano alcuni dei principali riferimenti di Sarria, fra cui la Igrexa de San Salvador, di origine romanica, e Santa Mariña.

Dopo tanti piccoli paesi galiziani, Sarria rappresenterà un ritorno a un centro urbano più grande e con molti più servizi. Probabilmente sarà anche molto più evidente la presenza del Cammino nella vita quotidiana della città.

Il Convento da Magdalena e la Torre da Fortaleza

Fra gli altri punti d’interesse incontrerò il Convento da Magdalena, posto lungo il percorso jacobeo, e la Torre da Fortaleza, principale resto dell’antico complesso fortificato di Sarria.

Non prevedo di trasformare l’arrivo in una lunga visita turistica. Dopo la tappa mi interessa però percorrere con calma il centro storico e capire meglio un luogo che per migliaia di persone rappresenta il vero inizio del Cammino.

Sarria e gli ultimi 100 km verso Santiago

Da Sarria a Santiago restano poco più di 100 chilometri. È questo il motivo principale per cui la città è diventata uno dei punti di partenza più frequentati dell’intero Cammino Francese.

Per ottenere la Compostela a piedi è infatti necessario percorrere almeno gli ultimi 100 chilometri continui lungo un itinerario riconosciuto.

Per me la situazione sarà naturalmente molto diversa. Arriverò dopo aver attraversato Pirenei, Navarra, La Rioja, Meseta, Montes de León, Bierzo e le prime montagne galiziane.

Molti pellegrini che incontrerò a Sarria staranno invece preparando lo zaino per il loro primo giorno. Credo che proprio questo contrasto sarà uno degli aspetti più interessanti dell’arrivo.

Da qui due timbri al giorno sulla credenziale

Da Sarria in avanti presterò particolare attenzione anche ai timbri sulla credenziale. Per il tratto finale utile alla Compostela è importante raccogliere almeno due sellos al giorno, normalmente presso albergue, chiese, bar, ristoranti o altri punti lungo il Cammino.

Io avrò naturalmente già una credenziale piena dei timbri raccolti nelle settimane precedenti, ma da questo momento il loro valore documentale diventerà ancora più importante.

Se vuoi capire come funziona, dove ottenerla e quali sono le regole per i timbri, trovi tutto nella mia guida alla credenziale del Cammino di Santiago.

Dove dormire a Sarria dopo la tappa

A Sarria il problema non sarà trovare strutture ricettive, ma scegliere fra un’offerta molto più ampia rispetto a quella incontrata nelle tappe precedenti. La città è uno dei principali punti di partenza del Cammino Francese e dispone di albergue pubblici e privati, pensioni, hotel e appartamenti.

Il mio arrivo è previsto per il 31 ottobre. Alcune strutture stagionali potrebbero chiudere proprio in quel periodo, mentre altre restano normalmente operative durante tutto l’anno. Controllerò quindi comunque la disponibilità poco prima della tappa.

Dopo quasi un mese di viaggio potrei anche decidere di scegliere una sistemazione più tranquilla rispetto a un grande albergue, soprattutto considerando che dalla mattina successiva il numero dei pellegrini dovrebbe aumentare sensibilmente.

Se vuoi capire le differenze fra le diverse formule di pernottamento, trovi tutte le informazioni nella mia guida su dove dormire sul Cammino di Santiago e come funzionano gli albergue.

La mattina successiva continuerò con il percorso da Sarria a Portomarín: tappa 29 del Cammino Francese.

Sarà il primo giorno nel tratto finale percorso anche da chi parte da Sarria e probabilmente segnerà uno dei cambiamenti più evidenti nell’atmosfera del mio Cammino.

La mia esperienza da Triacastela a Sarria: cosa aggiungerò dopo la tappa

Questa è una delle tappe che aspetto maggiormente non per la difficoltà fisica, ma per la scelta che dovrò fare.

Durante quasi tutto il Cammino ho seguito una direzione sostanzialmente obbligata, con piccole varianti che modificavano qualche chilometro o permettevano di evitare un tratto meno interessante. Qui la decisione cambia realmente la giornata.

San Xil mi attrae per quello che probabilmente rappresenta meglio dal punto di vista escursionistico: un percorso più breve attraverso una Galizia rurale fatta di boschi, sentieri e piccoli villaggi. Samos mi attira per una ragione completamente diversa.

Durante questo viaggio sto attraversando luoghi che difficilmente visiterò nello stesso modo in automobile o durante un normale viaggio turistico. Arrivarci a piedi dopo settimane di Cammino modifica inevitabilmente il rapporto con quello che incontro.

Per questo al momento faccio fatica a immaginare di passare a pochi chilometri dal Monastero di Samos e decidere consapevolmente di non vederlo soltanto per risparmiare sette chilometri. Probabilmente sceglierò Samos, ma voglio che sia una scelta fatta nelle condizioni reali della tappa.

Se il 31 ottobre dovessi svegliarmi sotto una pioggia molto forte, sentirmi particolarmente stanco oppure scoprire che non posso visitare il monastero, San Xil potrebbe diventare improvvisamente la soluzione che preferisco.

Mi interessa anche capire quanto sarà piacevole il percorso verso Samos al di là del monastero. Se dovesse rivelarsi una lunga deviazione stradale con un solo monumento alla fine, il mio giudizio sarebbe molto diverso rispetto a una giornata trascorsa lungo una valle piacevole, fra castagni, piccoli ponti e villaggi.

È proprio questo genere di informazione che voglio aggiungere dopo aver camminato realmente.

Poi arriverò ad Aguiada. Mi piace l’idea che pellegrini separatisi poche ore prima si ritrovino sullo stesso sentiero dopo aver vissuto due giornate differenti.

Da lì continueremo tutti verso Sarria e credo che sarà proprio Sarria, più ancora di Samos o San Xil, a segnare davvero questa giornata.

Quando entrerò in città avrò percorso quasi un mese di Cammino. Avrò alle spalle centinaia di chilometri e una successione di luoghi che per me saranno ormai legati a giornate precise, stanchezza, persone incontrate e paesaggi attraversati.

Nello stesso momento vedrò probabilmente molti pellegrini appena arrivati. Per loro tutto starà cominciando.

È un contrasto che mi interessa molto. Dal giorno successivo cammineremo lungo la stessa strada, mangeremo negli stessi bar, dormiremo negli stessi paesi e seguiremo le stesse frecce gialle, ma il significato di quei chilometri non potrà essere identico.

Io starò entrando nella fase conclusiva di un viaggio iniziato a Saint-Jean-Pied-de-Port, mentre loro staranno iniziando il proprio.

Sono curioso anche di capire quanto questo cambio sarà visibile concretamente: più pellegrini, albergue più affollati, servizi più frequenti, gruppi organizzati e un’atmosfera diversa rispetto alle tappe precedenti.

Se avrò abbastanza tempo dopo l’arrivo, voglio anche conoscere meglio Sarria. Mi interesserà soprattutto passeggiare lungo la Rúa Maior, vedere San Salvador, Santa Mariña e il Convento da Magdalena senza trasformare la serata in una corsa fra monumenti.

Dopo il 31 ottobre aggiornerò quindi questa guida indicando innanzitutto quale delle due strade avrò scelto. Aggiungerò distanza e tempi effettivi, condizioni del percorso, servizi aperti e, se passerò per Samos, orari reali della visita, durata della sosta e impressioni sul monastero.

Ma soprattutto voglio poter rispondere alla domanda che mi sto facendo adesso: se dovessi ripercorrere il Cammino, sceglierei di nuovo la stessa strada fra Samos e San Xil?

Il 31 ottobre partirò da Triacastela davanti a due frecce possibili. Qualunque sceglierò, alla fine arriverò a Sarria e da lì Santiago inizierà davvero a sembrare vicina.

Ultimo aggiornamento articolo: 22/09/2026

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