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Da Carrión de los Condes a Terradillos de los Templarios: tappa 17 del Cammino Francese

La tappa da Carrión de los Condes a Terradillos de los Templarios dovrebbe essere una delle giornate più particolari della Meseta.

Non mi riferisco al dislivello, che rimane quasi inesistente, ma a quello che succede nei primi 17 chilometri: dopo aver lasciato Carrión non incontrerò un vero paese fino a Calzadilla de la Cueza.

Il 20 ottobre partirò dopo aver completato la tappa da Frómista a Carrión de los Condes e mi aspettano circa 26 chilometri attraverso la Tierra de Campos, quasi completamente pianeggianti ma molto diversi dalla giornata precedente.

Questa volta non avrò piccoli paesi ogni tre o quattro chilometri nei quali fermarmi.

Uscito da Carrión dovrò organizzarmi sapendo che Calzadilla de la Cueza arriverà soltanto dopo circa 17,2 chilometri e che eventuali punti di ristoro stagionali lungo il percorso non possono essere considerati affidabili, soprattutto nella seconda metà di ottobre.

Buona parte della giornata si svilupperà inoltre lungo l’antica Vía Aquitana, una strada di origine romana che attraversava la Castiglia molto prima che questo territorio diventasse una delle grandi direttrici del pellegrinaggio medievale verso Santiago.

Il paesaggio dovrebbe essere essenziale: campi, pista, cielo e una linea quasi infinita davanti. Probabilmente sarà proprio questa semplicità a determinare il carattere della tappa.

Dopo Calzadilla la giornata cambierà perché ricompariranno paesi, servizi e distanze più brevi: prima Ledigos, poi Terradillos de los Templarios, dove terminerò la diciassettesima giornata del mio Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago.

Come per tutte le altre guide della serie, sto scrivendo l’articolo prima di percorrere realmente la tappa. Dopo il 20 ottobre tornerò quindi su questa pagina per aggiungere tempi effettivi, condizioni del terreno, quantità d’acqua realmente necessaria, servizi aperti e impressioni personali su quello che viene spesso descritto come uno dei tratti più solitari del Cammino Francese.

Se stai organizzando tutte le giornate del percorso, trovi questa tappa anche nella mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese.

Tappa 17 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà

La distanza da Carrión de los Condes a Terradillos de los Templarios è di circa 26,3 chilometri. Non sarà quindi una tappa estrema, ma tornerò sopra i 25 chilometri dopo la giornata relativamente breve conclusa a Carrión.

Il dislivello positivo è intorno ai 100-110 metri e quello negativo circa 50. Da questo punto di vista la difficoltà è minima perché non ci sono salite significative e il percorso si sviluppa quasi interamente attraverso la pianura della Tierra de Campos. Il dato altimetrico, però, racconta solo una parte della giornata.

In sintesi, considero queste le caratteristiche principali della diciassettesima tappa:

  • distanza: circa 26,3 km
  • dislivello positivo: circa 105 m
  • dislivello negativo: circa 50 m
  • tempo indicativo: tra 6 ore e 6 ore e 30 minuti
  • difficoltà: media
  • difficoltà tecnica: bassa
  • terreno: piste sterrate, tracciati agricoli e brevi tratti asfaltati
  • punto di partenza: Carrión de los Condes
  • punto di arrivo: Terradillos de los Templarios
  • primo paese dopo la partenza: Calzadilla de la Cueza
  • distanza Carrión-Calzadilla: circa 17,2 km
  • località successive: Ledigos e Terradillos de los Templarios
  • elemento storico principale: Vía Aquitana
  • principale difficoltà pratica: assenza di paesi e servizi affidabili nel primo lungo tratto
  • principale fattore ambientale: esposizione a vento, pioggia, sole e temperature basse

Definirei quindi la difficoltà media, anche se tecnicamente il percorso è facile.

La ragione è soprattutto pratica e psicologica. Camminare per oltre 17 chilometri senza un paese intermedio significa dover partire con acqua e cibo sufficienti, accettare una lunga fase senza riferimenti urbani e gestire una pista quasi completamente esposta.

Anche la distanza complessiva comincia ad avere un peso. Dopo più di due settimane di Cammino, 26 chilometri pianeggianti possono essere più semplici di una tappa corta con molto dislivello, ma resta comunque una giornata da circa sei ore effettive di marcia.

Il meteo potrebbe incidere molto. Il 20 ottobre non mi preoccupa particolarmente il caldo estivo, ma vento, freddo e pioggia su un terreno così aperto possono cambiare completamente la percezione della tappa.

Da Carrión de los Condes a Terradillos de los Templarios: come si sviluppa il percorso

Questa tappa ha una struttura molto semplice e proprio per questo facile da ricordare. La prima parte è lunghissima: Carrión de los Condes, Vía Aquitana e poi Calzadilla de la Cueza dopo circa 17 chilometri.

La seconda è molto più frammentata: da Calzadilla si continua verso Ledigos e infine Terradillos de los Templarios.

Da Carrión de los Condes alla Vía Aquitana

Lascerò Carrión dirigendomi verso il lato occidentale della città. In questa zona si trova il Monasterio de San Zoilo, che avrò probabilmente avuto modo di vedere il pomeriggio precedente e che segna quasi simbolicamente l’uscita da uno dei grandi centri jacobei della Tierra de Campos.

Poco dopo abbandonerò progressivamente l’ambiente urbano, attraverserò la zona dell’antica Abbazia di Benevívere, oggi molto meno leggibile nel paesaggio rispetto a ciò che doveva essere in epoca medievale, e continuerò attraverso piste agricole.

Dopo alcuni chilometri raggiungerò l’allineamento della Vía Aquitana. Da quel momento inizierà davvero la parte che caratterizza la giornata: un tracciato lunghissimo e quasi rettilineo che attraversa la pianura.

Lungo la Vía Aquitana fino a Calzadilla de la Cueza

Questa sarà la parte dominante della tappa. La Vía Aquitana procede praticamente senza attraversare centri abitati e per molti chilometri l’orizzonte dovrebbe rimanere quasi immutato. Campi ai lati, pista davanti e pochi elementi capaci di interrompere la continuità.

Sul percorso esistono alcuni riferimenti e aree di sosta, e nel 2026 è stato realizzato anche un nuovo osservatorio dedicato all’avifauna tipica della steppa cerealista. Non considero però nessuno di questi elementi equivalente a un vero paese con servizi.

Per me il punto principale sarà quindi Calzadilla de la Cueza. Il paese si trova in una depressione del terreno e dovrebbe rimanere nascosto fino a quando sarò ormai molto vicino.

Dopo ore trascorse guardando una linea apparentemente infinita davanti a me, credo che questo possa rendere l’arrivo ancora più significativo.

Da Calzadilla de la Cueza a Ledigos

A Calzadilla cambierà completamente la gestione della tappa. Dopo circa 17,2 chilometri incontrerò finalmente un vero centro abitato, con possibilità di fermarmi, mangiare e bere.

Da qui a Ledigos restano circa sei chilometri. La distanza torna quindi a essere normale e il percorso continua attraverso la Tierra de Campos senza particolari difficoltà altimetriche.

Lungo questa parte si passa anche nella zona dell’antico hospital-monasterio di Santa María de las Tiendas, un luogo storicamente importante per l’assistenza ai pellegrini ma del quale oggi resta molto poco da osservare sul terreno.

Ledigos arriverà intorno al ventitreesimo chilometro e a quel punto la tappa sarà praticamente completata.

Da Ledigos a Terradillos de los Templarios

Da Ledigos a Terradillos de los Templarios rimangono meno di tre chilometri. Dopo il lunghissimo tratto della mattina, questa distanza dovrebbe sembrare particolarmente breve.

Terradillos è un piccolo centro, quindi non mi aspetto un arrivo urbano paragonabile a Carrión de los Condes. Il suo interesse è legato soprattutto alla storia del territorio e al rapporto con l’Ordine del Tempio, richiamato già dal nome.

Sarà anche il punto nel quale dovrò verificare con particolare attenzione la disponibilità di posti letto. A fine ottobre l’offerta è più limitata rispetto a quella di Carrión e alcune strutture lavorano soltanto durante una parte della stagione.

Da Carrión a Calzadilla: 17 km senza paesi sulla Vía Aquitana

Se devo individuare prima di partire il vero cuore della tappa, non ho molti dubbi. Sono i circa 17 chilometri tra Carrión de los Condes e Calzadilla de la Cueza. Non tanto per la difficoltà fisica, quanto per la continuità.

Il tratto più lungo del Cammino Francese senza paesi

Questo viene indicato come il tratto più lungo dell’intero Cammino Francese senza attraversare un vero centro abitato. È una caratteristica che cambia completamente il modo di preparare la giornata.

Nelle tappe precedenti mi sono spesso trovato a ragionare su quale paese scegliere per una pausa. Qui la domanda sarà diversa: quanto tempo impiegherò prima di arrivare al primo paese?

Diciassette chilometri possono significare circa quattro ore di cammino, a seconda del ritmo e delle soste.

Non è una distanza eccezionale in senso assoluto, ma sapere che non ci sarà una piazza, un bar o un paese dietro la prossima curva modifica inevitabilmente la percezione dello spazio. Anche perché qui le curve saranno poche. La Vía Aquitana tende a procedere in maniera estremamente lineare.

Perché Calzadilla sembra non arrivare mai

C’è poi una caratteristica geografica che potrebbe amplificare questa sensazione. Calzadilla de la Cueza si trova più in basso rispetto al territorio circostante e non è visibile da grande distanza.

Questo significa che per molti chilometri non dovrei vedere il paese avvicinarsi lentamente all’orizzonte. Potrebbe semplicemente comparire quando sarò ormai vicino.

È una situazione simile a quella vissuta arrivando a Hontanas, ma con una differenza importante: prima di Calzadilla avrò alle spalle oltre 17 chilometri senza altri paesi. Sono curioso di capire quale effetto avrà.

A volte vedere la meta da lontano aiuta perché permette di misurare mentalmente la distanza, mentre altre volte può diventare quasi frustrante perché sembra non avvicinarsi mai. Qui non avrò probabilmente nemmeno quel riferimento.

Come organizzare acqua e provviste per i 17 km

Su questo punto preferisco essere prudente. Non esiste una quantità d’acqua valida per tutti e per qualsiasi stagione. Dipende dalla temperatura, dal vento, dal ritmo, dal peso corporeo e da quanto si tende normalmente a bere.

La regola che seguirò sarà più semplice: partire da Carrión con autonomia sufficiente per arrivare a Calzadilla senza contare su nulla lungo il percorso.

Se troverò un ristoro mobile aperto o un altro servizio stagionale sarà un vantaggio, ma non dovrà essere indispensabile per completare la tappa.

Lo stesso vale per il cibo. Prima di lasciare Carrión controllerò di avere qualcosa da mangiare nello zaino, anche se l’obiettivo sarà probabilmente fermarmi a Calzadilla per la prima vera pausa lunga.

Questa organizzazione diventa ancora più importante il 20 ottobre, quando alcuni servizi stagionali potrebbero essere già terminati.

Dopo aver percorso realmente la tappa potrò indicare quanta acqua avrò portato, quanta ne avrò consumata e quali punti di appoggio saranno effettivamente presenti.

Cosa vedere tra Carrión de los Condes e Terradillos de los Templarios

Questa non sarà una tappa ricca di monumenti nel senso tradizionale. Il valore culturale della giornata deriva soprattutto dal tracciato stesso: una strada romana, antichi luoghi di accoglienza ormai scomparsi e piccoli paesi che conservano ancora tracce del passaggio dei pellegrini.

San Zoilo e l’uscita da Carrión

Il Monasterio de San Zoilo si trova sul lato occidentale di Carrión de los Condes. È uno dei grandi complessi storici legati alla città e alla tradizione dell’ospitalità lungo il Cammino.

Se riuscirò a visitarlo il giorno precedente, la mattina del 20 ottobre avrà soprattutto il significato di un punto di passaggio.

Lascerò alle spalle San Zoilo e, con lui, l’ultimo grande centro urbano prima della lunga traversata verso Calzadilla.

È un contrasto interessante: da un luogo ricco di storia, edifici e servizi entrerò progressivamente in un territorio nel quale per ore il paesaggio tornerà quasi completamente vuoto.

La Vía Aquitana e l’antica assistenza ai pellegrini

La Vía Aquitana è molto più antica del Cammino di Santiago. Era una strada romana che collegava l’area di Bordeaux, l’antica Burdigala, con Astorga, Asturica Augusta, attraversando questa parte della penisola iberica.

Nei secoli medievali il corridoio continuò a essere utilizzato e lungo questo territorio sorsero diversi hospital dedicati all’assistenza dei pellegrini.

Oggi molti di quei luoghi non esistono più o hanno lasciato pochissime tracce. È proprio questo che rende interessante la giornata.

Camminerò in un paesaggio che oggi appare quasi vuoto ma che, storicamente, era attraversato da viaggiatori, pellegrini e strutture costruite appositamente per assisterli.

Calzadilla de la Cueza e Santa María de las Tiendas

Calzadilla de la Cueza sarà probabilmente il paese più importante della giornata dal punto di vista pratico.

Dopo oltre 17 chilometri senza centri abitati, difficilmente lo percepirò semplicemente come un’altra località della Tierra de Campos.

Poco dopo averlo lasciato si passa nella zona dell’antico hospital-monasterio di Santa María de las Tiendas, storicamente collegato all’Ordine di Santiago.

Oggi non rimane un grande complesso monumentale da visitare. Il luogo è interessante soprattutto come testimonianza della rete di assistenza che esisteva lungo il Cammino medievale.

In un tratto che oggi sembra quasi privo di riferimenti, sapere che un tempo esistevano strutture destinate ad accogliere i viaggiatori cambia in parte la lettura del paesaggio.

Ledigos e la Iglesia de Santiago

Ledigos è un piccolo centro che incontrerò quando la parte più impegnativa della giornata sarà ormai conclusa. Tra i suoi riferimenti c’è la Iglesia de Santiago.

Non so se avrò voglia di fermarmi a lungo, perché da lì mancheranno meno di tre chilometri alla destinazione finale. Potrebbe però essere il posto giusto per una breve pausa prima dell’ultimo tratto.

Dopo aver camminato per ore senza paesi, attraversarne due nel giro di pochi chilometri probabilmente cambierà completamente il ritmo della seconda parte della giornata.

Acqua, cibo e servizi lungo la tappa

Questa è una delle tappe nelle quali la pianificazione dei rifornimenti conta più del dislivello. La struttura del percorso è molto chiara: Carrión de los Condes alla partenza, circa 17,2 km senza veri paesi, Calzadilla de la Cueza, circa 6,2 km fino a Ledigos ecirca 2,9 km fino a Terradillos de los Templarios

Il problema quindi non riguarda l’intera giornata, ma soprattutto le prime quattro ore. A Carrión controllerò di avere acqua sufficiente, qualcosa da mangiare e tutto ciò che può servirmi fino a Calzadilla.

Non partirò facendo affidamento su chioschi, food truck o altri punti di ristoro mobili, perché alcuni possono essere presenti durante la stagione, ma il 20 ottobre la loro apertura sarebbe tutt’altro che garantita.

Lungo il tracciato possono esserci aree di sosta, ma anche in questo caso preferisco distinguere chiaramente un luogo nel quale fermarsi da un servizio sul quale basare l’organizzazione della giornata.

Calzadilla de la Cueza sarà quindi il primo vero punto nel quale conto di poter fare una pausa e verificare la situazione.

Da quel momento la gestione diventerà molto più semplice, perché Ledigos dispone di servizi per i pellegrini e arriverà quando mancheranno appena tre chilometri a Terradillos.

Dopo il 20 ottobre aggiornerò questa sezione con informazioni concrete: quanta acqua avrò realmente consumato, quali esercizi commerciali saranno aperti a Calzadilla e Ledigos e se lungo i 17 chilometri avrò trovato qualche servizio stagionale ancora operativo.

Arrivo a Terradillos de los Templarios: storia e leggenda templare

Il nome della destinazione rende quasi inevitabile pensare ai Templari. In questo caso, però, è utile distinguere ciò che appartiene alla storia da ciò che appartiene alla leggenda.

Terradillos e l’Ordine del Tempio

Terradillos fu effettivamente collegato all’Ordine del Tempio, che esercitò la propria giurisdizione su questo territorio durante il Medioevo. Il legame templare non è quindi un’invenzione turistica recente, e il nome stesso del paese continua a ricordarlo.

Non mi aspetto però un grande centro monumentale templare. Terradillos è una località piccola e il fascino dell’arrivo dovrebbe derivare più dal suo nome, dalla storia del territorio e dal fatto di aver concluso una giornata lunga che da una concentrazione di edifici spettacolari.

Dopo 26 chilometri e soprattutto dopo il lungo tratto della Vía Aquitana, credo che il semplice ingresso nel paese avrà già un peso sufficiente.

La leggenda della gallina dalle uova d’oro

Accanto alla storia esiste anche una leggenda locale. Secondo il racconto popolare, prima della scomparsa dell’Ordine del Tempio alcuni Templari avrebbero nascosto nei dintorni di Terradillos una gallina dalle uova d’oro.

Naturalmente non la presenterò come un fatto storico, ma come una leggenda. L’aspetto interessante è che fa parte dell’immaginario locale e del modo nel quale il passato templare è stato raccontato nel tempo. A me interessa proprio per questo.

Dopo una giornata dominata da un paesaggio quasi privo di riferimenti, arrivare in un paese che porta nel nome i Templari e conserva una storia di tesori nascosti aggiunge un elemento completamente diverso alla fine della tappa.

Dove dormire a Terradillos de los Templarios dopo la tappa

Terradillos de los Templarios è molto piccolo e l’offerta ricettiva è inevitabilmente limitata. Questo rende la situazione diversa da quella di Carrión de los Condes, dove avevo diverse possibilità tra albergue, pensioni e camere private.

Qui il problema principale non sarà scegliere tra molte strutture, ma verificare quali saranno effettivamente aperte il 20 ottobre.

Se vuoi capire le differenze tra le varie forme di ospitalità, trovi tutte le informazioni nella mia guida su dove dormire sul Cammino di Santiago e come funzionano gli albergue.

Alcuni albergue di Terradillos hanno aperture stagionali e uno dei punti che controllerò prima di arrivare sarà proprio la disponibilità reale nella seconda metà di ottobre.

In una località così piccola, soprattutto fuori dall’alta stagione, non darei per scontato di trovare posto semplicemente presentandomi nel pomeriggio.

La mattina successiva continuerò con il percorso da Terradillos de los Templarios a El Burgo Ranero: tappa 18 del Cammino Francese.

La Meseta continuerà, ma cambieranno nuovamente i punti di riferimento e inizierò ad avvicinarmi progressivamente alla provincia di León.

La mia esperienza da Carrión de los Condes a Terradillos de los Templarios: cosa aggiungerò dopo la tappa

Questa è una delle tappe che aspetto con maggiore curiosità proprio perché sulla carta sembra offrire pochissimo.

Non ci sono grandi salite, non ci sono città importanti a metà percorso e non c’è una successione continua di monumenti. Ci sono soprattutto chilometri.

La domanda che mi interessa davvero è capire che cosa succede quando, per diverse ore, il Cammino smette quasi completamente di offrire distrazioni.

La Vía Aquitana dovrebbe essere una lunga linea dentro la Tierra de Campos. Voglio vedere se dopo un po’ quella ripetitività diventerà pesante oppure se accadrà il contrario e inizierò semplicemente a camminare senza più misurare continuamente ciò che manca.

Anche Calzadilla de la Cueza mi incuriosisce. Sapere che sarà il primo paese dopo oltre 17 chilometri significa che probabilmente lo aspetterò molto più di quanto farei normalmente con una località così piccola.

E il fatto che rimanga nascosta in una depressione fino quasi all’arrivo potrebbe rendere ancora più particolare quel momento.

Voglio anche capire come gestirò l’acqua. A ottobre il fabbisogno potrebbe essere molto diverso rispetto a quello di chi attraversa questo tratto in luglio o agosto. Allo stesso tempo, vento e aria secca potrebbero farmi bere più di quanto immagini.

Questa è una delle informazioni che voglio aggiornare con particolare precisione dopo la tappa, perché può essere realmente utile a chi arriverà qui nello stesso periodo dell’anno.

Dopo Calzadilla cambierà tutto. Se avrò già percorso oltre 17 chilometri, sapere che Ledigos dista soltanto sei chilometri e Terradillos meno di tre chilometri ancora dovrebbe rendere la parte finale molto più semplice da gestire mentalmente.

Sono curioso anche dell’arrivo. Il nome Terradillos de los Templarios crea inevitabilmente un’aspettativa, ma non voglio arrivarci cercando castelli o atmosfere costruite intorno ai Templari.

Mi interessa molto di più vedere quanto del passato sia realmente percepibile e quanto invece sopravviva soprattutto nel nome e nelle leggende.

Dopo il 20 ottobre potrò quindi raccontarti i tempi reali, le condizioni della Vía Aquitana, quanto sarà sembrato lungo il tratto fino a Calzadilla, quali servizi avrò trovato e come avrò gestito acqua e cibo.

Potrò soprattutto rispondere alla domanda che oggi mi incuriosisce di più: se quei 17 chilometri senza paesi saranno stati davvero monotoni oppure uno dei momenti nei quali il Cammino avrà lasciato più spazio al semplice gesto di camminare.

Io, il 20 ottobre, avrò un obiettivo molto più vicino: lasciare Carrión de los Condes, entrare sulla Vía Aquitana, arrivare fino a Calzadilla senza contare su servizi intermedi e continuare poi attraverso Ledigos fino a Terradillos de los Templarios.

Ultimo aggiornamento articolo: 21/09/2026

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