La tappa da Rabanal del Camino a Ponferrada sarà una delle giornate che aspetto con maggiore curiosità lungo tutto il Cammino Francese.
Il 27 ottobre attraverserò infatti uno dei settori più simbolici e più elevati dell’intero percorso, passando da Foncebadón e dalla Cruz de Ferro prima di iniziare una lunghissima discesa verso il Bierzo.
Arriverò a Rabanal dopo aver completato la tappa da Astorga a Rabanal del Camino, una giornata nella quale avrò lasciato definitivamente alle spalle le grandi pianure e iniziato a entrare nei Montes de León.
Da Rabanal a Ponferrada mi aspettano circa 32 chilometri: non sarà quindi soltanto una tappa di montagna, ma anche una delle giornate più lunghe del mio itinerario.
La prima parte sarà quasi interamente in salita. Da Rabanal raggiungerò Foncebadón, continuerò verso la Cruz de Ferro e attraverserò il settore più alto del Cammino prima di proseguire verso Manjarín.
Da questo punto cambierà completamente la logica della giornata perché inizierà una discesa molto lunga verso El Acebo, Riego de Ambrós e Molinaseca.
Ed è proprio questa discesa, più ancora della salita, a rendere la tappa impegnativa, perché in diversi tratti il terreno è pietroso, irregolare e abbastanza ripido.
Dopo settimane in cammino, quindi, non saranno soltanto il fiato e la distanza a contare, ma soprattutto ginocchia, caviglie e la capacità di mantenere la concentrazione per molte ore.
La Cruz de Ferro sarà inevitabilmente il momento simbolico della giornata, visto che è uno dei luoghi più conosciuti di tutto il Cammino di Santiago e da tempo penso a quale sensazione proverò quando arriverò davanti al grande cumulo di pietre lasciate dai pellegrini.
Non considero però questa tappa soltanto come “la giornata della Cruz de Ferro”. Dopo quel punto resteranno infatti ancora molti chilometri e, soprattutto, il tratto più impegnativo dal punto di vista fisico.
Passerò da Manjarín, scenderò verso El Acebo e Riego de Ambrós e arriverò infine a Molinaseca, che dovrebbe rappresentare il vero passaggio dalla montagna al Bierzo.
Da Molinaseca mancheranno ancora diversi chilometri prima dell’arrivo a Ponferrada. Lì cambierà nuovamente lo scenario: dopo piccoli paesi di montagna entrerò in una vera città e mi ritroverò davanti a uno dei monumenti più riconoscibili di tutto il Cammino Francese, il Castillo de los Templarios.
Come per tutti gli articoli di questa serie, sto scrivendo la guida prima di percorrere realmente la tappa. Dopo il 27 ottobre tornerò quindi su questa pagina per aggiungere tempi effettivi, condizioni del terreno, difficoltà reale della discesa, servizi aperti e impressioni sulla Cruz de Ferro e sull’arrivo nel Bierzo.
Se stai organizzando tutto il viaggio, trovi questo percorso anche nella mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese e nella panoramica completa del Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago.
Cosa troverai in questa guida sulla tappa da Rabanal del Camino a Ponferrada:
- Tappa 24 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà
- Da Rabanal del Camino a Ponferrada: come si sviluppa il percorso
- Cruz de Ferro: significato, tradizione della pietra e quota del Cammino
- Cosa vedere tra Rabanal del Camino e Ponferrada
- Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa
- La discesa verso il Bierzo: El Acebo, Riego de Ambrós e Molinaseca
- Arrivo a Ponferrada: Castello dei Templari e dove dormire
- La mia esperienza da Rabanal del Camino a Ponferrada: cosa aggiungerò dopo la tappa
Tappa 24 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà
La distanza da Rabanal del Camino a Ponferrada si aggira intorno ai 32 chilometri, con leggere variazioni a seconda della traccia utilizzata e del punto esatto di partenza e arrivo. È quindi una tappa lunga.
La prima parte presenta un dislivello positivo complessivo nell’ordine dei 480-520 metri, ma il dato più importante è probabilmente quello della discesa: dalla zona più alta dei Montes de León fino a Ponferrada il dislivello negativo cumulato supera i 1.000 metri. Questo cambia completamente il modo in cui valuto la difficoltà.
La salita da Rabanal verso Foncebadón e Cruz de Ferro non dovrebbe essere particolarmente tecnica. Il terreno sale con continuità, ma senza pendenze estreme. Dopo Manjarín, invece, inizierà una discesa molto lunga con alcuni tratti pietrosi e irregolari: è qui che mi aspetto la parte più delicata della giornata.
In sintesi, considero queste le caratteristiche principali della ventiquattresima tappa:
- distanza: circa 32 km
- tempo indicativo: circa 7-8 ore di cammino, soste escluse
- difficoltà complessiva: medio-alta
- difficoltà tecnica: media
- dislivello positivo: circa 480-520 m
- dislivello negativo: oltre 1.000 m
- quota di partenza: circa 1.150 m a Rabanal del Camino
- quota massima: circa 1.500-1.520 m nel settore oltre Manjarín
- terreno: sentieri, piste, tratti sterrati e diversi settori pietrosi
- percorso: Rabanal del Camino, Foncebadón, Cruz de Ferro, Manjarín, El Acebo, Riego de Ambrós, Molinaseca, Campo e Ponferrada
- luogo simbolico principale: Cruz de Ferro
- tratto fisicamente più delicato: discesa da Manjarín verso El Acebo, Riego de Ambrós e Molinaseca
- punto di transizione paesaggistica: Molinaseca
- arrivo monumentale: Castillo de los Templarios di Ponferrada
La valuto quindi come una tappa di difficoltà medio-alta non tanto per la salita, quanto per la combinazione fra distanza e discesa.
Trentadue chilometri sono già una giornata importante, ma affrontarli perdendo oltre 1.000 metri di quota significa aggiungere un carico muscolare molto diverso rispetto alle lunghe tappe pianeggianti della Meseta.
Anche le condizioni meteorologiche avranno un peso maggiore, perché il 27 ottobre attraverserò quote intorno ai 1.500 metri e, a fine ottobre, vento, freddo, pioggia o nebbia possono modificare rapidamente la percezione e la difficoltà del percorso. Controllerò quindi con particolare attenzione le previsioni prima di partire da Rabanal.
Da Rabanal del Camino a Ponferrada: come si sviluppa il percorso
Questa tappa può essere divisa in cinque grandi segmenti, ognuno con caratteristiche molto diverse. La prima parte sale da Rabanal a Foncebadón, poi continuerò fino alla Cruz de Ferro e a Manjarín, attraversando il settore più alto della giornata.
Da lì inizierà la discesa verso El Acebo, Riego de Ambrós e Molinaseca, prima degli ultimi chilometri fino a Ponferrada.
Da Rabanal del Camino a Foncebadón
Lascerò Rabanal iniziando immediatamente a salire. La distanza fino a Foncebadón è di circa 5,5-6 chilometri, quindi la giornata entrerà subito nel vivo.
Il percorso dovrebbe attraversare un ambiente progressivamente più aperto e montano, con la vegetazione che diventa più rada man mano che aumenta la quota. Foncebadón si trova intorno ai 1.430-1.440 metri.
Nonostante la quota, non mi aspetto una salita particolarmente aggressiva. Dovrebbe essere soprattutto una progressione continua, molto diversa dai brevi strappi incontrati in altre tappe.
Il paese rappresenterà il primo vero punto di pausa della giornata e sarà anche l’ultimo centro abitato prima della Cruz de Ferro.
Da Foncebadón alla Cruz de Ferro
Da Foncebadón alla Cruz de Ferro ci sono pochi chilometri ed è probabilmente uno dei segmenti che percorrerò con maggiore aspettativa.
Dopo settimane trascorse a vedere il nome “Cruz de Ferro” sulle mappe e nelle guide, finalmente non sarà più un punto futuro del percorso.
La strada continuerà a salire progressivamente fino alla grande croce. Non voglio però trasformare l’arrivo in una semplice fotografia obbligatoria, perché la Cruz de Ferro ha un significato personale diverso per ogni pellegrino, e credo che la cosa più interessante sarà capire come la percepirò dopo quasi un mese di cammino.
Dalla Cruz de Ferro a Manjarín
Dopo la Cruz de Ferro il Cammino inizierà a scendere verso Manjarín. Questo è un dettaglio importante, perché la croce, situata a circa 1.504 metri, è indicata dalle fonti turistiche ufficiali locali come il punto più alto di questo settore del Cammino Francese.
Proseguirò quindi verso Manjarín, un minuscolo insediamento legato ormai quasi interamente alla storia recente del Cammino.
Il paesaggio dovrebbe essere molto aperto e, a queste quote, mi aspetto una sensazione completamente diversa rispetto ai giorni della Meseta: meno campi, più rilievi, vento e visuali molto ampie.
Da Manjarín a El Acebo
Dopo Manjarín inizierà la parte che considero più delicata di questa ventiquattresima tappa del Cammino. Il percorso perde rapidamente quota e il terreno diventa in diversi punti sassoso e irregolare.
Non dovrebbe esserci nulla di tecnicamente complesso per chi è abituato a camminare in montagna, ma dopo oltre tre settimane di Cammino e con ancora molti chilometri da percorrere dovrò evitare di affrontare la discesa troppo velocemente.
El Acebo sarà il primo vero paese incontrato dopo il settore più alto e dovrebbe essere anche il punto nel quale inizierò a percepire chiaramente il cambiamento verso il Bierzo.
Da El Acebo a Ponferrada passando per Molinaseca
Da El Acebo resterà ancora una parte molto consistente della giornata. Il percorso continuerà a scendere verso Riego de Ambrós e poi Molinaseca, e proprio fra questi paesi dovrebbero trovarsi alcuni dei tratti più irregolari e impegnativi della discesa.
Molinaseca rappresenterà invece un cambiamento netto. Dopo ore trascorse sui rilievi entrerò nel paese attraversando il río Meruelo e mi ritroverò in un ambiente più dolce, ormai chiaramente collegato alla valle del Bierzo.
La tappa però non sarà finita, perché da Molinaseca dovrò continuare verso Campo e infine raggiungere Ponferrada, affrontando gli ultimi chilometri dopo una giornata già molto lunga.
Cruz de Ferro: significato, tradizione della pietra e quota del Cammino
La Cruz de Ferro è uno dei luoghi più conosciuti e fotografati di tutto il Cammino di Santiago. La struttura è sorprendentemente semplice: una croce di ferro collocata sulla sommità di un alto palo di legno, circondata da un enorme cumulo di pietre depositate nel tempo dai pellegrini.
Proprio questa semplicità contribuisce probabilmente alla sua forza simbolica.
La tradizione della pietra lasciata dai pellegrini
Molti pellegrini arrivano alla Cruz de Ferro portando con sé una pietra raccolta nel luogo di partenza o durante il viaggio e la lasciano alla base della croce.
Nel tempo questa pratica ha assunto numerose interpretazioni: lasciare un peso, affidare un pensiero, ricordare una persona, rappresentare simbolicamente qualcosa che si vuole abbandonare. Non credo esista un significato unico, ed è forse proprio questo l’aspetto più interessante.
Non so ancora se porterò con me una pietra con un significato particolare. Se lo farò, preferisco decidere lungo il percorso piuttosto che costruire oggi artificialmente un gesto che dovrebbe avere un valore personale.
Quando arriverò alla croce capirò se sentirò realmente il bisogno di lasciare qualcosa.
La croce originale e quella attuale
La Cruz de Ferro attuale non coincide integralmente con quella storicamente collocata sul posto. La croce conservata oggi all’aperto è una riproduzione, mentre l’originale è custodito nel Museo de los Caminos di Astorga.
È un dettaglio che non modifica il valore simbolico del luogo, ma credo sia corretto distinguerlo dalla narrazione più romantica secondo la quale tutto ciò che si vede oggi sarebbe rimasto immutato per secoli.
Il significato della Cruz de Ferro dipende soprattutto dalla continuità del gesto dei pellegrini, che hanno costruito nel tempo il grande cumulo di pietre che circonda il palo.
Dove si trova realmente il punto più alto del Cammino Francese
La Cruz de Ferro si trova a circa 1.504 metri di quota ed è indicata dalle fonti turistiche ufficiali locali come il punto più alto del Cammino Francese in questo settore. Dopo la croce il percorso scende verso Manjarín, che si trova a una quota inferiore.
Per me il dato altimetrico conta comunque meno del significato della giornata: quel giorno raggiungerò il punto culminante dei Montes de León lungo il mio itinerario e, subito dopo, inizierò a perdere quota verso il Bierzo.
Cosa vedere tra Rabanal del Camino e Ponferrada
Questa tappa è dominata dal paesaggio più che dai monumenti. I luoghi attraversati hanno però una forte relazione con la storia del Cammino e rendono la giornata molto più ricca di una semplice traversata dei Montes de León.
Foncebadón e la tradizione di Gaucelmo
Foncebadón sarà il primo paese della giornata. Oggi è nuovamente strettamente legato al passaggio dei pellegrini, ma per molto tempo ha attraversato una fase di forte spopolamento.
La tradizione locale lega il paese alla figura di Gaucelmo, un eremita che tra XI e XII secolo avrebbe fondato in questa zona una struttura di assistenza per i pellegrini impegnati nell’attraversamento della montagna.
Al di là dei dettagli storici, il significato del luogo è chiaro: in questo punto il Cammino lasciava alle spalle gli insediamenti più grandi e affrontava uno dei settori più esposti e difficili dell’itinerario. Anche oggi Foncebadón conserva questa sensazione di soglia.
Manjarín nel settore più alto del Cammino
Manjarín è ancora più piccolo. È un insediamento quasi abbandonato e la sua notorietà moderna è legata soprattutto al Cammino e alle persone che negli ultimi decenni hanno mantenuto vivo il luogo.
Non voglio caricare l’articolo di narrazioni sui templari o di leggende moderne difficili da separare dalla realtà. Mi interessa soprattutto la posizione.
Manjarín si trova infatti in uno dei settori più elevati e isolati della tappa, poco prima dell’inizio della lunga discesa. Probabilmente sarà uno dei punti nei quali sentirò maggiormente di trovarmi lontano dalle grandi città attraversate nei giorni precedenti.
Molinaseca e il ponte sul río Meruelo
Molinaseca avrà un ruolo completamente diverso, perché dopo ore di montagna e discesa, raggiungere il río Meruelo e attraversare il ponte all’ingresso del paese dovrebbe rappresentare uno dei cambiamenti più evidenti della giornata.
Il paese è uno degli arrivi più riconoscibili di questo settore del Cammino, anche se nel mio itinerario non sarà ancora il punto finale. Qui entrerò ormai nel Bierzo e il paesaggio, il clima e la vegetazione dovrebbero iniziare a cambiare progressivamente.
Credo che Molinaseca sarà uno di quei luoghi nei quali la tappa sembrerà quasi conclusa. Dovrò però ricordarmi che Ponferrada sarà ancora diversi chilometri più avanti.
Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa
La gestione dell’acqua e del cibo richiederà un po’ più di attenzione rispetto alle tappe precedenti. La distanza è maggiore e alcuni tratti attraversano zone poco abitate.
I principali riferimenti saranno: Rabanal del Camino alla partenza, Foncebadón dopo circa 5,5-6 km, Cruz de Ferro, Manjarín, El Acebo, Riego de Ambrós, Molinaseca, Campo e Ponferrada, conclusione della tappa.
Non tutti questi punti possono però essere considerati equivalenti dal punto di vista dei servizi. Partirò quindi da Rabanal con acqua e cibo sufficienti per non dipendere completamente dalle aperture lungo il percorso.
Il 27 ottobre sarò inoltre ormai a fine stagione. Alcuni bar, albergue e piccoli servizi rivolti quasi esclusivamente ai pellegrini potrebbero avere orari ridotti o essere già chiusi.
La situazione dovrebbe diventare più semplice da El Acebo in poi e soprattutto a Molinaseca. A Ponferrada, naturalmente, troverò tutti i servizi di una città vera e propria: supermercati, bar, ristoranti, farmacie, negozi e strutture ricettive.
Dopo aver percorso realmente la tappa aggiornerò questa parte indicando quali servizi avrò trovato aperti e quali punti d’acqua saranno effettivamente disponibili a fine ottobre.
La discesa verso il Bierzo: El Acebo, Riego de Ambrós e Molinaseca
La discesa sarà probabilmente il vero elemento tecnico della tappa. Dopo aver raggiunto il settore più alto del Cammino, inizierò a perdere quota molto rapidamente.
Su una mappa può sembrare la parte semplice della giornata, mentre a piedi una discesa lunga e irregolare può essere molto più faticosa di una salita graduale.
Da Manjarín a El Acebo: dove comincia la lunga discesa
Dopo Manjarín il terreno dovrebbe iniziare a scendere con decisione. Mi aspetto tratti sassosi e una superficie meno regolare rispetto alle piste percorse nella Meseta.
Dovrò quindi evitare di accelerare troppo. Quando la pendenza è favorevole la tentazione è sempre quella di lasciarsi andare, ma dopo molti chilometri la fatica riduce precisione e stabilità.
In questo tratto i bastoncini dovrebbero diventare particolarmente utili. El Acebo rappresenterà il primo vero punto nel quale fermarmi e valutare come stanno reagendo le gambe.
Da El Acebo a Riego de Ambrós
Da El Acebo continuerò a perdere quota verso Riego de Ambrós, mentre il paesaggio dovrebbe diventare progressivamente più verde e chiuso e la montagna lascerà lentamente spazio a un ambiente più temperato.
La discesa, però, non sarà ancora terminata e alcuni dei tratti più irregolari dovrebbero trovarsi proprio nella parte successiva. Riego sarà quindi un punto utile soprattutto per fermarmi, bere e non affrontare gli ultimi chilometri verso Molinaseca con troppa fretta.
Da Riego de Ambrós a Molinaseca: il tratto più delicato
Questo dovrebbe essere uno dei segmenti da affrontare con maggiore attenzione. Il terreno può essere pietroso e irregolare e la discesa prolungata avrà già accumulato parecchi chilometri sulle gambe.
Non mi preoccupa dal punto di vista tecnico quanto la combinazione fra stanchezza e terreno. Dopo settimane di cammino avrò ormai imparato che gli errori tendono ad arrivare quando una difficoltà apparentemente semplice viene affrontata senza più concentrazione.
Voglio quindi arrivare a Molinaseca senza trasformare la discesa in una gara contro il tempo.
Da Molinaseca a Ponferrada: gli ultimi chilometri
Molinaseca rappresenterà la fine della parte montana, ma non la fine della giornata. Da qui a Ponferrada resteranno ancora diversi chilometri.
Probabilmente saranno più semplici dal punto di vista del terreno, ma potrebbero diventare pesanti proprio perché arriveranno dopo molte ore di cammino. Il percorso continuerà verso Campo e poi entrerà progressivamente nell’area urbana di Ponferrada.
Mi aspetto quindi una situazione simile ad altri arrivi in città: il centro sembrerà vicino sulla mappa, ma l’ingresso urbano potrebbe allungare psicologicamente gli ultimi chilometri.
Arrivo a Ponferrada: Castello dei Templari e dove dormire
Ponferrada segnerà un nuovo cambio di scenario. Dopo Rabanal, Foncebadón, Manjarín e i piccoli paesi della discesa entrerò in una città con una storia profondamente legata al Cammino.
Il nome stesso di Ponferrada deriva tradizionalmente dal ponte rinforzato con ferro costruito per facilitare il passaggio dei pellegrini sul río Sil.
Il Castillo de los Templarios
Il grande riferimento monumentale sarà il Castillo de los Templarios. L’Ordine del Tempio ebbe un ruolo importante nella storia medievale di Ponferrada e contribuì ad ampliare e fortificare il complesso, anche se il castello visibile oggi è il risultato di molte fasi costruttive successive.
Non voglio quindi considerarlo semplicemente come “un castello templare rimasto intatto”, perché in realtà è un complesso molto più stratificato.
Il 27 ottobre sarà un martedì e, secondo gli orari attualmente pubblicati per il periodo autunnale, dovrei avere la possibilità di visitarlo anche nel pomeriggio. La vera domanda sarà se avrò ancora voglia di farlo dopo 32 chilometri.
Dipenderà dall’orario di arrivo e soprattutto da come avrò affrontato la discesa, anche se penso che riuscirò ad affrontarla con una certa disinvoltura, perché sono molto allenato a camminare su pendenze importanti nelle Dolomiti.
La Basílica de la Virgen de la Encina e il centro storico
Accanto al castello voglio vedere almeno la Basílica de la Virgen de la Encina e le vie principali del centro storico di Ponferrada. Dopo una giornata così lunga non penso di trasformare l’arrivo in una visita sistematica della città.
Preferisco vedere pochi luoghi con calma e lasciare eventualmente qualcosa alla mattina successiva. Ponferrada rappresenterà inoltre il mio ingresso definitivo nel Bierzo e dal giorno seguente cambieranno nuovamente paesaggi, paesi e ritmo del Cammino.
Dove dormire a Ponferrada dopo 32 chilometri
A Ponferrada non dovrebbero esserci problemi di scelta. La città dispone di albergue per pellegrini, ostelli, pensioni, appartamenti e hotel.
Dopo una tappa così lunga potrei preferire una struttura abbastanza centrale, in modo da non aggiungere altri chilometri una volta arrivato e avere comunque la possibilità di raggiungere a piedi il castello e il centro storico.
Se vuoi capire come funzionano le diverse soluzioni lungo il percorso, trovi tutte le informazioni nella mia guida su dove dormire sul Cammino di Santiago e come funzionano gli albergue.
Se invece vuoi confrontare direttamente le strutture disponibili, puoi controllare qui le sistemazioni a Ponferrada su Booking.com.
La mattina successiva riprenderò il Cammino con il percorso da Ponferrada a Villafranca del Bierzo: tappa 25 del Cammino Francese.
Durante questa venticinquesima tappa attraverserò Columbrianos, Camponaraya e Cacabelos prima di raggiungere Villafranca, entrando pienamente nel paesaggio del Bierzo.
La mia esperienza da Rabanal del Camino a Ponferrada: cosa aggiungerò dopo la tappa
Questa è una delle tappe alle quali penso da quando ho iniziato a progettare il Cammino. Non tanto per Ponferrada, che naturalmente voglio vedere, ma per tutto ciò che accadrà prima.
Rabanal, Foncebadón, Cruz de Ferro, Manjarín, El Acebo e Molinaseca sono nomi che ho incontrato decine di volte leggendo racconti e guide. El il 27 ottobre diventeranno finalmente luoghi reali.
La prima cosa che voglio capire è quanto sarà impegnativa la salita. Sulla carta non sembra particolarmente dura, anche perché partirò già da una quota relativamente elevata e il dislivello sarà distribuito su molti chilometri. Credo quindi che la vera difficoltà emergerà più tardi.
La Cruz de Ferro sarà inevitabilmente un momento particolare. Non so ancora come la vivrò: potrebbe emozionarmi molto oppure potrei semplicemente trovarmi davanti a una croce, molti pellegrini e un grande cumulo di pietre.
Anche questo fa parte del viaggio. Non voglio decidere in anticipo quale emozione dovrei provare. Se porterò una pietra, la lascerò soltanto se in quel momento il gesto avrà davvero un significato.
Mi interessa molto anche ciò che accadrà subito dopo, perché la Cruz de Ferro rischia quasi di far dimenticare che da quel punto inizierà la lunga discesa verso Manjarín e poi verso il Bierzo.
Da lì comincerà la lunga discesa. È probabilmente questa la parte sulla quale voglio raccogliere più informazioni reali da aggiungere alla guida. Quanto è sassoso il terreno? Quanto incidono i bastoncini? Quali tratti risultano davvero delicati? Quanto si affaticano le ginocchia? E soprattutto, quanto cambia la difficoltà se il sentiero è bagnato?
Sono domande molto più utili per chi deve percorrere la tappa rispetto a una semplice indicazione dei chilometri.
El Acebo sarà il primo punto nel quale potrò fermarmi e capire come sta andando. Poi arriveranno Riego de Ambrós e Molinaseca.
Credo che l’arrivo a Molinaseca sarà psicologicamente molto forte. Dopo ore di montagna attraverserò il ponte sul río Meruelo e mi ritroverò improvvisamente in un ambiente diverso, ma il rischio sarà considerare mentalmente conclusa la tappa troppo presto: Ponferrada sarà ancora più avanti.
Quando finalmente arriverò in città, la prima decisione sarà molto semplice: capire se avrò ancora abbastanza energie per visitare il Castello dei Templari oppure se preferirò lasciare lo zaino, mangiare e fermarmi.
Non voglio trasformare ogni arrivo in una gara per vedere tutto. Dopo 32 chilometri credo che anche questo faccia parte del Cammino: accettare che a volte il corpo abbia priorità sull’itinerario turistico.
Se arriverò abbastanza presto e avrò ancora voglia di approfondire la storia della città, potrò partecipare al free tour di Ponferrada con Civitatis; se invece vorrai già guardare alla meta finale del Cammino, puoi vedere le visite guidate, i tour della Cattedrale e le altre esperienze disponibili a Santiago de Compostela.
Dopo il 27 ottobre aggiornerò quindi questa guida con la distanza realmente percorsa, i tempi, le condizioni meteorologiche, la difficoltà effettiva della salita e soprattutto quella della lunga discesa verso il Bierzo.
Aggiungerò anche le mie impressioni sulla Cruz de Ferro, senza cercare di trasformarle in qualcosa di più solenne di ciò che saranno realmente.
Voglio raccontare quello che proverò quando arriverò lì dopo quasi un mese di Cammino e capire in quale momento della discesa la montagna finirà davvero. Forse accadrà a El Acebo, forse a Riego de Ambrós, forse solo quando attraverserò il ponte di Molinaseca.
Il 27 ottobre partirò da Rabanal sapendo soltanto che davanti a me ci sarà uno dei giorni più lunghi e simbolici del viaggio. E quando arriverò a Ponferrada, i Montes de León saranno finalmente alle mie spalle.
Ultimo aggiornamento articolo: 22/09/2026