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Da Astorga a Rabanal del Camino: tappa 23 del Cammino Francese

La tappa da Astorga a Rabanal, la ventitreesima, segnerà un nuovo cambiamento nel mio Cammino Francese. Il 26 ottobre lascerò definitivamente alle spalle le grandi pianure attraversate nei giorni precedenti e inizierò a salire lentamente verso i Montes de León, entrando nel cuore della Maragatería.

Arriverò ad Astorga dopo aver completato la tappa da Hospital de Órbigo ad Astorga, una giornata relativamente breve che mi avrà portato attraverso Villares de Órbigo, Santibáñez de Valdeiglesias e la Cruz de Santo Toribio. Da Astorga mi aspettano circa 20 chilometri fino a Rabanal del Camino.

La distanza non è particolarmente impegnativa, ma il profilo della giornata comincerà a essere diverso: partirò da una quota intorno agli 870 metri e arriverò a circa 1.150 metri, con una salita molto graduale ma quasi continua.

Il percorso attraverserà Murias de Rechivaldo, Santa Catalina de Somoza ed El Ganso, tre piccoli centri nei quali l’identità maragata dovrebbe diventare sempre più evidente.

Dopo El Ganso il paesaggio inizierà inoltre ad assumere un carattere più montano, anche se la vera salita verso Monte Irago arriverà soltanto il giorno successivo.

C’è anche una scelta che voglio valutare con attenzione: poco dopo Astorga potrò rimanere sul Cammino diretto attraverso Murias oppure deviare verso Castrillo de los Polvazares, uno dei borghi più rappresentativi della Maragatería.

La deviazione aggiunge meno di un chilometro e si ricongiunge poi al percorso prima di Santa Catalina. Sulla carta mi sembra quindi molto interessante.

Dopo più di tre settimane di Cammino, però, ho imparato che la decisione presa davanti a una mappa non coincide necessariamente con quella che si prende la mattina con lo zaino sulle spalle. Deciderò sul posto e aggiornerò questa guida dopo aver percorso realmente la tappa.

Rabanal del Camino sarà un arrivo particolarmente significativo, perché storicamente era uno dei grandi punti di sosta prima dell’attraversamento del Monte Irago e ancora oggi molti pellegrini scelgono di fermarsi qui invece di continuare fino a Foncebadón.

È anche una località con un’identità spirituale molto forte, legata alla Iglesia de Nuestra Señora de la Asunción e alla comunità monastica che celebra quotidianamente la liturgia secondo la tradizione gregoriana.

La mattina successiva, da Rabanal, entrerò invece nella parte che aspetto da tempo: Foncebadón, Cruz de Ferro, Manjarín e la lunga discesa verso El Bierzo.

Come per tutti gli articoli di questa serie, sto scrivendo questa guida prima di percorrere realmente la tappa. Dopo il 26 ottobre aggiungerò quindi tempi effettivi, condizioni del percorso, deviazione eventualmente scelta, servizi realmente aperti e impressioni personali sul progressivo ingresso nei Montes de León.

Se stai organizzando tutto il viaggio, trovi questa giornata anche nella mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese e nella panoramica completa del Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago.

Tappa 23 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà

La distanza da Astorga a Rabanal del Camino è di circa 20 chilometri. Le diverse guide e tracce GPS oscillano leggermente intorno a questo valore in funzione del punto esatto di partenza e di arrivo, quindi non credo abbia molto senso indicare un dato più preciso.

Il percorso guadagna gradualmente quota. Astorga si trova intorno agli 870 metri, mentre Rabanal supera i 1.100. Il dislivello positivo complessivo dovrebbe essere nell’ordine dei 280-300 metri, distribuiti però lungo quasi tutta la giornata.

Non mi aspetto quindi salite particolarmente impegnative, anche se la difficoltà effettiva dipenderà soprattutto dalla progressione costante verso quote più elevate e dal fatto che, dopo El Ganso, il terreno dovrebbe diventare leggermente più irregolare.

In sintesi, considero queste le caratteristiche principali della ventitreesima tappa:

  • distanza: circa 20 km
  • tempo indicativo: tra 4 ore e 30 minuti e 5 ore
  • difficoltà: medio-bassa
  • difficoltà tecnica: bassa
  • dislivello positivo: circa 280-305 m
  • quota di partenza: circa 870 m ad Astorga
  • quota di arrivo: circa 1.150 m a Rabanal del Camino
  • terreno: strade locali, piste sterrate, sentieri e alcuni tratti pietrosi
  • percorso principale: Astorga, Murias de Rechivaldo, Santa Catalina de Somoza, El Ganso e Rabanal
  • possibile deviazione: Castrillo de los Polvazares
  • principale cambiamento paesaggistico: ingresso nella Maragatería e progressivo avvicinamento ai Montes de León
  • ultimo paese prima dell’arrivo: El Ganso
  • elemento caratterizzante dell’arrivo: Iglesia de la Asunción e tradizione del canto gregoriano
  • tappa successiva: salita verso Foncebadón e Cruz de Ferro

La considero quindi una giornata gestibile di Cammino, soprattutto dopo la tappa relativamente breve fino ad Astorga. Per la prima volta dopo molti giorni tornerò però progressivamente sopra i 1.000 metri e il paesaggio inizierà a prepararmi a una delle sezioni più alte del Camino Francés.

Anche il periodo dell’anno comincia ad avere un peso maggiore. Il 26 ottobre sarò ormai molto vicino alla fine del mese e a quote superiori ai 1.000 metri le condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente.

Non considero questa tappa problematica, ma controllerò con attenzione le previsioni soprattutto pensando alla giornata successiva.

Da Astorga a Rabanal del Camino: come si sviluppa il percorso

Questa ventitreesima tappa del Cammino Francese ha una struttura molto lineare. Lascerò Astorga e raggiungerò Murias de Rechivaldo dopo meno di cinque chilometri, quindi continuerò verso Santa Catalina de Somoza, El Ganso e infine Rabanal del Camino.

La salita sarà quasi impercettibile nella prima parte e diventerà progressivamente più evidente avvicinandomi all’arrivo.

Da Astorga a Murias de Rechivaldo

La partenza sarà molto diversa dall’arrivo del giorno precedente. Astorga offre monumenti, traffico, negozi e un vero centro urbano, ma una volta lasciata la città dovrei rientrare rapidamente in un ambiente molto più tranquillo.

Il primo riferimento importante sarà Murias de Rechivaldo, a circa 4,5-5 chilometri. Qui inizierò a entrare pienamente nella Maragatería.

Il paese conserva ancora diversi elementi dell’architettura tradizionale locale, legata storicamente all’attività degli arrieros, i trasportatori che percorrevano lunghe distanze con muli e carri.

Murias sarà anche il punto intorno al quale dovrò decidere se mantenere il percorso più diretto oppure inserire la deviazione verso Castrillo de los Polvazares.

Da Murias a Santa Catalina de Somoza

Continuando sul percorso principale, da Murias a Santa Catalina de Somoza ci sono circa 4,5 chilometri. La quota dovrebbe aumentare lentamente senza vere salite e mi aspetto un ambiente molto più aperto, con i Montes de León progressivamente più presenti davanti a me.

Santa Catalina conserva anch’essa una forte identità maragata. Sarà probabilmente un buon punto per una prima vera pausa, soprattutto se avrò deciso di passare anche da Castrillo de los Polvazares.

Da qui la tappa dovrebbe cominciare a sembrare sempre meno una prosecuzione delle pianure attraversate nei giorni precedenti e sempre più un avvicinamento alla montagna.

Da Santa Catalina a El Ganso

Fra Santa Catalina ed El Ganso mi aspettano poco più di quattro chilometri. Il terreno continuerà a salire in modo graduale.

El Ganso è uno dei paesi che mi incuriosiscono maggiormente lungo questa giornata. È piccolo, ma conserva alcune testimonianze dell’architettura tradizionale della zona e la chiesa è dedicata a Santiago.

In passato esistevano qui anche strutture di assistenza ai pellegrini, ulteriore conferma del ruolo storico di questa direttrice.

Dal punto di vista pratico, El Ganso sarà l’ultimo vero paese prima di Rabanal. A quel punto mi resteranno circa sette chilometri.

Da El Ganso a Rabanal del Camino

L’ultimo segmento di percorso sarà probabilmente il più interessante dal punto di vista escursionistico. Dopo El Ganso il paesaggio dovrebbe diventare progressivamente più boscoso e il terreno meno uniforme, con tratti fra querce e pinete e alcuni settori più sassosi.

Non sarà ancora una tappa di montagna vera e propria, perché il dislivello complessivo rimane contenuto e non ci sono passaggi tecnici, ma credo che proprio in questi chilometri percepirò il cambiamento più chiaramente.

Lungo il percorso passerò anche nella zona dove si trovava lo storico Roble del Peregrino, la grande quercia divenuta per anni uno dei punti di riferimento della tappa e abbattuta nel 2013. Poi il Cammino continuerà lentamente verso Rabanal.

Quando finalmente entrerò nel paese sarò ormai a circa 1.150 metri e davanti a me ci sarà il bellissimo Monte Irago.

Castrillo de los Polvazares: vale la pena deviare dal Cammino?

La deviazione verso Castrillo de los Polvazares è probabilmente la principale decisione pratica della giornata.

Non si tratta di una vera variante del Camino Francés destinata a cambiare la fisionomia della tappa, ma una piccola deviazione che permette di attraversare uno dei borghi più rappresentativi della Maragatería e tornare poi sul percorso verso Santa Catalina.

Come si devia verso Castrillo de los Polvazares

La deviazione si effettua nella prima parte della tappa, nella zona di Murias de Rechivaldo. Invece di seguire direttamente il Cammino verso Santa Catalina, si punta verso Castrillo de los Polvazares.

Il borgo si trova a poca distanza dal percorso principale e, dopo averlo attraversato, è possibile continuare e ricongiungersi con il Camino Francés prima di Santa Catalina, senza dover tornare necessariamente indietro sullo stesso tracciato. È quindi una deviazione abbastanza naturale.

Quanto si allunga la tappa

La differenza complessiva dovrebbe essere inferiore a un chilometro. Su una giornata di circa 20 chilometri è un’aggiunta quasi trascurabile dal punto di vista fisico.

La questione è piuttosto quanto tempo vorrò dedicare al borgo. Castrillo de los Polvazares non è un luogo nel quale avrebbe molto senso entrare, percorrere una strada e uscire immediatamente: le sue vie lastricate e le case tradizionali degli arrieros sono proprio la ragione della deviazione.

È inoltre uno dei luoghi più strettamente associati al cocido maragato. Non credo che mi fermerò per un lungo pranzo durante una giornata di Cammino, ma voglio almeno vedere il paese con una certa calma.

Dove si rientra sul Cammino

Dopo Castrillo il percorso torna progressivamente verso il Camino Francés e si ricongiunge prima di Santa Catalina de Somoza. Da quel momento la tappa proseguirà normalmente verso El Ganso e Rabanal.

Al momento sono orientato a fare questa deviazione, perché aggiungere meno di un chilometro per attraversare un luogo così rappresentativo della Maragatería mi sembra sensato, soprattutto considerando che la tappa non è lunga.

Dopo il 26 ottobre potrò però dirti se, dopo averla percorsa realmente, la consiglierei anche a chi vuole semplicemente arrivare a Rabanal senza allungare la giornata.

Cosa vedere tra Astorga e Rabanal del Camino

Questa tappa non ha grandi monumenti paragonabili alla Cattedrale di León o al Palacio de Gaudí di Astorga. Il suo interesse sta soprattutto nei paesi attraversati, nel paesaggio e nella cultura della Maragatería.

Murias de Rechivaldo e la cultura maragata

La località di Murias rappresenterà il primo vero contatto con il territorio maragato dopo l’uscita da Astorga. La storia della comarca è strettamente legata agli arrieros, trasportatori e commercianti che per secoli si spostavano attraverso la penisola con merci, carri e animali da soma.

Quell’attività ha influenzato anche l’architettura: le case tradizionali maragate presentano infatti spesso grandi portoni e cortili interni che erano funzionali al passaggio e alla custodia degli animali e delle merci.

Non voglio trasformare questa tappa in una lezione etnografica, ma credo che conoscere questo elemento mi aiuterà a capire meglio ciò che vedrò attraversando i paesi. Nella chiesa di San Esteban di Murias è inoltre conservata un’immagine di San Roque rappresentato come pellegrino.

Santa Catalina de Somoza

Santa Catalina è un altro piccolo centro profondamente legato al Cammino, dato che anche qui la tradizione degli arrieros è stata importante e la località possedeva già secoli fa strutture destinate all’accoglienza dei pellegrini.

Dal punto di vista visivo mi aspetto soprattutto un paese semplice e lineare, sviluppato lungo il percorso. Probabilmente sarà proprio questa normalità a renderlo interessante.

Dopo città come Burgos, León e Astorga, il Cammino torna nuovamente a una successione di piccoli centri nei quali la presenza dei pellegrini ha lasciato tracce molto più discrete.

El Ganso e la chiesa di Santiago

El Ganso sarà l’ultimo paese prima di Rabanal. Il borgo conserva alcuni edifici tradizionali e viene spesso ricordato per le costruzioni che in passato utilizzavano coperture vegetali simili a quelle delle pallozas.

La chiesa è dedicata a Santiago. È un dettaglio semplice, ma ormai sul Cammino sto imparando a riconoscere quanto frequentemente la dedicazione delle chiese, gli antichi hospital e la disposizione stessa dei paesi raccontino il passaggio secolare dei pellegrini.

Dopo El Ganso inizierà inoltre il tratto in cui il paesaggio dovrebbe cambiare in maniera più evidente. Da quel momento, più che i monumenti, saranno il bosco, il terreno e la quota a raccontare l’avvicinamento al Monte Irago.

Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa

La distribuzione dei paesi rende questa tappa abbastanza semplice da gestire. Seguendo il percorso principale, i riferimenti saranno: Astorga alla partenza, Murias de Rechivaldo dopo circa 4,5-5 km, Santa Catalina de Somoza dopo circa 9 km, El Ganso dopo circa 13 km e Rabanal del Camino intorno al km 20.

Se passerò da Castrillo de los Polvazares avrò inoltre un’altra possibilità di fermarmi nella prima metà della giornata. In condizioni normali non sarà quindi necessario trasportare grandi quantità di acqua o cibo.

La situazione cambia leggermente dopo El Ganso, perché gli ultimi sette chilometri fino a Rabanal non attraversano veri paesi, quindi partirò da lì con acqua sufficiente per arrivare senza dover dipendere da eventuali servizi lungo il percorso.

Il 26 ottobre dovrò inoltre continuare a considerare la stagionalità. Alcuni bar e servizi specificamente rivolti ai pellegrini potrebbero avere orari ridotti o essere già chiusi.

Non mi preoccupa particolarmente perché le distanze fra i paesi sono contenute, ma preferisco non dare per scontato che tutto ciò che compare sulle mappe sia operativo a fine ottobre.

Al termine della tappa aggiornerò questa sezione indicando esattamente quali bar, negozi, fontane e altri servizi avrò trovato disponibili.

Arrivo a Rabanal del Camino: romanico, canto gregoriano e Monte Irago

Rabanal del Camino sarà molto più di un semplice luogo nel quale dormire, perché il paese ha rappresentato per secoli uno dei principali punti di sosta prima dell’attraversamento del Monte Irago e la tradizione del pellegrinaggio è ancora molto presente.

La Iglesia de la Asunción

Uno dei principali riferimenti è la Iglesia de Nuestra Señora de la Asunción. È un edificio romanico di origine medievale, costruito utilizzando materiali locali come ardesia e arenaria e successivamente modificato nel corso dei secoli.

Non è una grande cattedrale, ed è probabilmente proprio questo a renderla coerente con Rabanal. Dopo i grandi monumenti di Astorga, qui tornerò ad apprezzare un’architettura molto più essenziale, perfettamente inserita nel piccolo paese e nel paesaggio montano.

Rabanal conserva anche altri edifici religiosi, ma credo che la chiesa dell’Asunción sarà il luogo che assocerò maggiormente all’arrivo.

Il monastero e il canto gregoriano

Accanto alla chiesa vive la comunità del Monasterio San Salvador del Monte Irago. La liturgia viene celebrata secondo la tradizione gregoriana e i pellegrini possono partecipare alle funzioni.

Attualmente sono previsti i vespri alle 19:00 e, più tardi in serata, la compieta con la benedizione dei pellegrini. Gli orari pubblicati oscillano leggermente intorno alle 21:20-21:30 per quest’ultima celebrazione, quindi li verificherò direttamente il giorno del mio arrivo.

Mi piacerebbe partecipare, non tanto perché considero il Cammino esclusivamente un’esperienza religiosa, quanto perché il canto gregoriano in una piccola chiesa romanica a oltre 1.100 metri di quota mi sembra uno di quei momenti che possono assumere un significato particolare proprio dopo settimane trascorse a piedi.

Questa è sicuramente una delle esperienze che sono maggiormente curioso di vivere personalmente.

Rabanal o Foncebadón: perché io mi fermerò qui

Molte suddivisioni moderne del Cammino prolungano questa tappa fino a Foncebadón. Da Astorga significa aggiungere circa altri 5-6 chilometri e superare una quota ancora maggiore.

È una scelta perfettamente possibile. Nel mio itinerario, però, preferisco fermarmi a Rabanal soprattutto per ciò che mi aspetta il giorno successivo.

Voglio affrontare al mattino la salita verso Foncebadón e Cruz de Ferro senza avere già oltre venti chilometri nelle gambe. Inoltre Rabanal è storicamente un luogo di tappa e possiede abbastanza elementi da rendere interessante fermarsi qui.

Non considero quindi Foncebadón una destinazione migliore o peggiore, ma semplicemente una scelta che comporta una diversa organizzazione delle giornate.

Per il mio Cammino, Rabanal mi permette di chiudere una tappa di circa 20 chilometri e lasciare alla giornata successiva tutto il tratto del Monte Irago e la lunga discesa verso Ponferrada.

Dove dormire a Rabanal del Camino dopo la tappa

La località di Rabanal è piccola, ma completamente inserita nella logica del Cammino. Non c’è quindi da sorprendersi che disponga di diverse possibilità di pernottamento. Ci sono albergue per pellegrini, strutture private e piccole sistemazioni con camere.

Alla data prevista per il mio passaggio, il 26 ottobre, alcune strutture stagionali dovrebbero essere ancora aperte. Tra queste rientra normalmente anche il Refugio Gaucelmo, una delle strutture storicamente più conosciute del paese, mentre altre possibilità operano per periodi più lunghi dell’anno.

A fine ottobre, però, non voglio affidarmi soltanto alle aperture teoriche. Verificherò direttamente la disponibilità prima di arrivare, soprattutto perché da questo momento il numero dei pellegrini diminuisce, così come l’offerta stagionale comincia a ridursi.

Se vuoi capire meglio come funzionano le diverse soluzioni lungo il percorso, trovi tutte le informazioni nella mia guida su dove dormire sul Cammino di Santiago e come funzionano gli albergue.

La mattina successiva inizierà una delle giornate che aspetto con più aspettative e curiosità: il percorso da Rabanal del Camino a Ponferrada: tappa 24 del Cammino Francese.

Passerò da Foncebadón, raggiungerò la Cruz de Ferro e inizierò poi la lunga discesa attraverso Manjarín, El Acebo, Riego de Ambrós e Molinaseca fino al Bierzo. Sarà una tappa completamente diversa da tutte quelle percorse nella Meseta.

La mia esperienza da Astorga a Rabanal del Camino: cosa aggiungerò dopo la tappa

Questa tappa mi interessa soprattutto perché dovrebbe segnare un confine. Non si tratta né di un confine amministrativo né di un passaggio netto nel quale improvvisamente compariranno le montagne, ma di un cambiamento graduale del Cammino.

Per molti giorni avrò camminato attraverso grandi pianure, campi e lunghissimi rettilinei. Già dalla Cruz de Santo Toribio, prima di Astorga, avrò iniziato a vedere i Montes de León davanti a me, ma il 26 ottobre inizierò finalmente ad avvicinarmi davvero.

Sono curioso di capire quanto sarà evidente questo cambiamento. Sulla carta la salita è modesta e distribuita su tutta la giornata, quindi potrei arrivare a Rabanal senza avere mai la sensazione di avere affrontato una vera salita. Eppure avrò guadagnato quasi 300 metri di quota e sarò tornato sopra i 1.100.

Mi interessa anche la Maragatería, perché fino a questo momento l’ho conosciuta soltanto attraverso le guide, le fotografie delle case tradizionali e i racconti sugli arrieros.

Attraversare Murias, eventualmente Castrillo, Santa Catalina ed El Ganso dovrebbe permettermi di capire se questa identità territoriale è ancora percepibile camminando oppure se rimane soprattutto una categoria storica e turistica.

Castrillo de los Polvazares sarà la prima piccola decisione della giornata. Oggi penso che devierò: un chilometro in più mi sembra irrilevante su una tappa di venti, soprattutto se permette di vedere uno dei borghi più caratteristici della zona.

Voglio comunque lasciare aperta la possibilità di decidere diversamente quella mattina.

Il tratto che aspetto maggiormente è quello dopo El Ganso. Mi interessa il momento preciso in cui smetterò di percepire il percorso come una campagna leggermente ondulata e inizierò a sentire che sto entrando realmente nella montagna.

Probabilmente non esisterà un punto preciso. Forse saranno gli alberi, il terreno più sassoso, l’aria più fresca o semplicemente la quota.

Poi arriverà Rabanal. Sono molto curioso dell’atmosfera del paese e voglio vedere la Iglesia de la Asunción, capire quanto la presenza dei pellegrini abbia ancora un ruolo nella vita locale e, se gli orari saranno confermati, partecipare ai vespri o alla compieta con il canto gregoriano.

Credo che sarà anche una serata diversa psicologicamente. Fino a quel momento la Cruz de Ferro sarà sempre stata una destinazione futura, uno dei luoghi simbolici che appartengono all’immaginario del Cammino di Santiago. Dormendo a Rabanal saprò invece che si trova a poche ore di cammino dalla mattina successiva.

Dopo il 26 ottobre aggiornerò questa guida con il percorso realmente seguito, l’eventuale deviazione per Castrillo de los Polvazares, la distanza effettiva, i tempi, le condizioni del terreno e i servizi trovati lungo il percorso.

Aggiungerò anche le mie impressioni sulla Maragatería, sull’arrivo a Rabanal e sulla liturgia gregoriana, ovviamente se riuscirò a parteciparvi.

Ma soprattutto potrò finalmente rispondere alla domanda che oggi mi interessa di più: in quale punto del Cammino avrò avuto davvero la sensazione che la Meseta fosse finita e che la montagna fosse cominciata?

Il 26 ottobre partirò da Astorga cercando proprio quella sensazione. E quando arriverò a Rabanal del Camino, la Cruz de Ferro sarà ormai dall’altra parte della notte.

Ultimo aggiornamento articolo: 22/09/2026

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