cammino francese da saint-jean-pied-de-port a roncesvalles

Da Saint-Jean-Pied-de-Port a Roncesvalles: tappa 1 del Cammino Francese

La prima tappa del Cammino Francese non concede molto tempo per entrare gradualmente nel ritmo del viaggio.

Si parte da Saint-Jean-Pied-de-Port, praticamente ai piedi dei Pirenei, e nel giro di poche ore ci si ritrova a camminare in un ambiente completamente diverso, salendo verso i colli che separano la Francia dalla Spagna.

Da Saint-Jean-Pied-de-Port a Roncesvalles ci sono circa 24 chilometri lungo la Route Napoléon, ma il dato che racconta meglio questa giornata non è la distanza, ma il dislivello.

Sto parlando di circa 1.350 metri di salita, concentrati soprattutto nella lunga progressione verso il colle di Lepoeder. È per questo che considero questa prima giornata molto più di una semplice tappa inaugurale.

Il 4 ottobre sarà il primo giorno del mio Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago e, se le condizioni meteorologiche lo permetteranno, seguirò la Route Napoléon attraverso i Pirenei.

Sto scrivendo questa guida prima di percorrerla. Posso quindi spiegarti percorso, altimetria, varianti, punti d’acqua e servizi sulla base delle informazioni disponibili, ma tornerò su questa pagina dopo la tappa per aggiungere quello che oggi manca: tempi reali, meteo, difficoltà percepita, condizioni del terreno e impressioni vissute.

Se stai programmando l’intero percorso, trovi questa giornata all’interno della mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese.

Tappa 1 del Cammino Francese in breve: percorso, difficoltà e tempi

La Route Napoléon da Saint-Jean-Pied-de-Port a Roncesvalles misura circa 24,2 chilometri. Il dislivello positivo è nell’ordine dei 1.350 metri e il punto più alto viene raggiunto nei pressi del colle di Lepoeder, a circa 1.430 metri di quota.

Indicativamente, la tappa richiede tra le sette e le otto ore di cammino, ma considero questo dato soltanto come riferimento.

Su una giornata del genere il tempo finale dipende molto dal passo in salita, dalle pause, dal peso dello zaino e soprattutto dalle condizioni meteorologiche.

In sintesi, le caratteristiche della prima tappa del Cammino Francese sono:

  • distanza: circa 24,2 km
  • dislivello positivo: circa 1.350 m
  • quota massima: circa 1.430 m a Lepoeder
  • tempo indicativo: 7-8 ore
  • difficoltà: impegnativa
  • terreno: asfalto, strade secondarie, piste e sentieri
  • punto di partenza: Saint-Jean-Pied-de-Port
  • punto di arrivo: Roncesvalles
  • alternativa principale: Valcarlos

La difficoltà non deriva da passaggi tecnici particolari, ma è la combinazione tra salita lunga, dislivello, esposizione al meteo e discesa finale a rendere questa tappa diversa da una normale camminata di 24 chilometri.

E c’è un altro elemento da non sottovalutare: arriva il primo giorno. Le gambe non hanno ancora accumulato la fatica del Cammino, ma non hanno nemmeno sviluppato quella routine che probabilmente arriverà dopo diverse tappe.

Da Saint-Jean-Pied-de-Port a Roncesvalles: come si sviluppa il percorso

La Route Napoléon comincia praticamente appena si lascia il centro storico di Saint-Jean-Pied-de-Port. Se hai qualche ora libera il giorno precedente, ho raccolto in una guida separata cosa vedere a Saint-Jean-Pied-de-Port prima di partire.

La mattina successiva, però, l’attenzione cambia completamente. Dalla zona della chiesa si attraversa la Nive, si percorre Rue d’Espagne e si esce dalla Porte d’Espagne.

Poco dopo compare la separazione tra i due itinerari verso Roncesvalles: Route Napoléon da una parte, Valcarlos dall’altra. Se le condizioni sono favorevoli, la prima è quella che seguirò.

Da Saint-Jean a Huntto e Orisson

I primi chilometri fanno capire quasi immediatamente che tipo di giornata sarà. La strada prende quota fin dall’uscita dal paese e attraversa un paesaggio che diventa rapidamente rurale.

Si passa attraverso piccoli nuclei e aziende agricole, con la salita che alterna tratti più regolari ad altri decisamente più sostenuti. Huntto è uno dei primi riferimenti.

Non bisogna pensare a una sequenza di paesi nei quali fermarsi ogni pochi chilometri: lungo la Route Napoléon i servizi sono molto più limitati rispetto a tante altre tappe del Francese.

Più avanti si raggiunge Orisson, uno dei nomi che ricorrono più spesso quando si parla di questa prima giornata.

Per alcuni pellegrini Orisson è addirittura il punto nel quale dividere la tappa in due, soprattutto se l’obiettivo è affrontare la prima salita senza concentrare tutto il dislivello in una sola giornata. Io prevedo invece di proseguire fino a Roncesvalles.

Da Orisson verso Biakorri e Bentarte

Dopo Orisson il paesaggio comincia a diventare il vero protagonista. La strada continua a salire attraverso i pascoli dei Pirenei e i punti abitati diventano sempre più radi.

Intorno all’undicesimo chilometro si incontra la Vergine di Biakorri, una piccola statua posta sul fianco della montagna e legata tradizionalmente alla protezione dei pastori.

È uno di quei luoghi che, guardando semplicemente una mappa, potrebbero sembrare poco più di un waypoint.

Immagino invece che, dopo diverse ore di salita e con il panorama completamente aperto attorno, avrà tutt’altro peso.

Proseguendo si raggiunge la zona della Croix Thibault e quindi il settore di Bentarte, dove il Cammino supera il confine franco-spagnolo.

Non ci sono grandi infrastrutture né un vero posto di frontiera e il passaggio dalla Francia alla Navarra avviene praticamente camminando in montagna.

Da Bentarte a Lepoeder

Dopo il confine la salita non è ancora terminata. Si entra in territorio navarro e il percorso continua verso il colle di Lepoeder, il punto più alto della giornata.

Qui si raggiungono circa 1.430 metri e questo significa aver guadagnato oltre 1.200 metri di quota rispetto a Saint-Jean. È probabilmente questo il tratto nel quale sarà più facile capire quanto il meteo possa cambiare la tappa.

Su un percorso così aperto, vento, pioggia, nebbia e calo della temperatura non sono dettagli. Per questo non considero la traccia GPS o il programma deciso a casa come qualcosa da seguire a ogni costo. Prima di partire controllerò le condizioni e terrò conto delle indicazioni ricevute localmente.

Anche sul Cammino, tecnologia e segnaletica devono essere utilizzate insieme: nella guida dedicata ad app, mappe e segnaletica del Cammino di Santiago ho raccolto gli strumenti che utilizzerò durante le tappe.

Route Napoléon e salita sui Pirenei

La Route Napoléon è probabilmente il percorso più suggestivo tra Saint-Jean-Pied-de-Port e Roncesvalles. Ed è anche quello che richiede maggiore attenzione.

Il nome può far pensare a una vera strada di montagna, ma l’itinerario alterna asfalto, piste e sentieri e attraversa lunghi tratti aperti, lontani da centri abitati.

Il problema non è soltanto la pendenza, ma soprattutto la continuità della salita. Per molti chilometri si continua a guadagnare quota e non esiste quel susseguirsi di salita, pianura e discesa che consente alle gambe di variare il tipo di sforzo.

Per questo penso che l’errore più facile sia partire troppo forte, perché il fatto di essere alla prima giornata, l’entusiasmo e la presenza di molti altri pellegrini possono spingere a seguire il passo di chi cammina più rapidamente.

Io voglio fare esattamente il contrario. Questa sarà soltanto la prima delle 33 tappe e non ho nessun interesse ad arrivare a Roncesvalles mezz’ora prima se il prezzo è cominciare il Cammino con le gambe distrutte.

Il secondo elemento è il meteo. Tra Saint-Jean e Lepoeder si passa da fondovalle a un ambiente di montagna vero e proprio e le condizioni possono essere molto diverse da quelle che si trovano al momento della partenza.

Per questo, prima di imboccare la Route Napoléon, il controllo delle previsioni e delle indicazioni locali non è un eccesso di prudenza: fa parte dell’organizzazione della tappa.

Ibañeta e discesa verso Roncesvalles

Raggiungere Lepoeder non significa avere finito la parte impegnativa perché rimane la discesa verso Roncesvalles.

Da qui esistono diverse possibilità e proprio questo è uno dei punti sui quali voglio prestare maggiore attenzione sul posto.

Il sentiero che scende direttamente attraverso il bosco è più breve, ma anche ripido e può diventare particolarmente delicato con fondo bagnato, fango o scarsa visibilità.

Le indicazioni della Federazione spagnola delle associazioni del Cammino consigliano invece di seguire da Lepoeder il percorso verso il Puerto de Ibañeta e da lì scendere verso Roncesvalles.

È un passaggio leggermente più lungo, ma la prudenza in discesa mi interessa molto più di qualche minuto risparmiato.

Dopo oltre 1.300 metri di salita, la muscolatura lavora in modo completamente diverso quando si comincia a perdere quota. È spesso proprio nelle discese che piedi, ginocchia e dita cominciano a sentire davvero la giornata.

Una volta arrivato sul posto potrò raccontarti quale percorso avrò seguito fino a Roncesvalles e in quali condizioni l’avrò trovato.

Alternativa di Valcarlos e chiusura stagionale della Route Napoléon

La Route Napoléon non è l’unico modo per andare da Saint-Jean-Pied-de-Port a Roncesvalles. L’alternativa passa da Arnéguy e Luzaide/Valcarlos e raggiunge il Puerto de Ibañeta mantenendosi più bassa rispetto alla via dei colli.

È importante non descriverla semplicemente come “la variante facile”, perché rimane una tappa di montagna e conserva un dislivello importante.

La differenza principale è che il percorso resta più vicino a strade e centri abitati e non raggiunge le quote della Route Napoléon.

Tra il 1° novembre e il 31 marzo la via alta viene chiusa per ragioni di sicurezza e il passaggio deve avvenire attraverso Valcarlos.

Fuori da quel periodo, compreso quindi il momento in cui partirò io, la Route Napoléon è normalmente percorribile. “Normalmente”, però, è la parola da ricordare.

Se il 4 ottobre dovessi trovare condizioni meteorologiche sfavorevoli o ricevere indicazioni di evitare il percorso alto, non avrei nessuna esitazione a scegliere Valcarlos.

Il Cammino non comincia dimostrando qualcosa ai Pirenei, ma arrivando a Roncesvalles nelle condizioni migliori possibili per ripartire il giorno seguente.

Cosa vedere lungo la tappa

Questa giornata non è una tappa monumentale nel senso tradizionale, perché la sua forza è soprattutto paesaggistica.

Uscendo da Saint-Jean il panorama si apre progressivamente sulla Bassa Navarra e sui Pirenei, mentre le case lasciano spazio a pascoli, crinali e boschi.

Tra i punti che segnerei lungo il percorso ci sono sicuramente la Vergine di Biakorri, la Croix Thibault, il passaggio di frontiera nei pressi di Bentarte, il colle di Lepoeder e il Puerto de Ibañeta.

Non li considero però “attrazioni” da raggiungere una dopo l’altra, perché credo che la parte più interessante sarà proprio ciò che sta tra un punto e l’altro: il cambiamento del paesaggio, la quota che aumenta, Saint-Jean che rimane sempre più lontana e, a un certo punto, il passaggio in Spagna senza una vera frontiera fisica.

È anche questo che distingue questa prima giornata da molte di quelle che arriveranno dopo. Si comincia il Cammino in Francia e lo si conclude poche ore più tardi in Navarra.

Acqua, bar, paesi e servizi: dove conviene fermarsi

La Route Napoléon richiede un minimo di pianificazione anche per acqua e cibo, visto che non è una tappa nella quale si attraversa un paese ogni cinque chilometri.

Nella prima parte si trovano strutture e punti di appoggio nella zona di Huntto e Orisson, ma aperture e servizi possono essere stagionali. Più avanti la presenza di strutture diminuisce sensibilmente.

La Fuente de Bentarte è uno dei riferimenti storicamente utilizzati lungo la parte alta, ma non costruirei mai la gestione dell’acqua contando esclusivamente sulla presenza e sul funzionamento di una singola fonte.

Partirò quindi da Saint-Jean con acqua e qualcosa da mangiare già nello zaino. Rifornirsi quando se ne ha la possibilità è infatti più semplice che ritrovarsi a razionare l’acqua nel settore più alto della tappa.

Questo è uno dei punti che aggiornerò dopo il mio passaggio: voglio indicare quali strutture avrò realmente trovato aperte il 4 ottobre, dove avrò fatto rifornimento e quanto saranno stati lunghi i tratti senza servizi.

Arrivo a Roncesvalles: cosa vedere e come organizzare il pomeriggio

Roncesvalles non è una grande località, ed è proprio questo a renderla così coerente con la fine della prima tappa.

Dopo ore trascorse sui Pirenei si arriva in un piccolo complesso storico che da secoli accoglie pellegrini provenienti dal versante francese.

Il centro simbolico è la Real Colegiata de Santa María de Roncesvalles. Se arriverò con abbastanza tempo e soprattutto con ancora un po’ di energia, voglio visitare almeno la collegiata e il nucleo storico attorno all’albergue.

Ci sono inoltre la Cappella di Santiago, il cosiddetto Silo di Carlo Magno e gli spazi museali del complesso.

Non trasformerei però il pomeriggio in un’altra tappa. La priorità dopo una giornata del genere sarà recuperare: doccia, sistemazione, qualcosa da mangiare, controllo dei piedi e preparazione dello zaino per il mattino successivo.

Roncesvalles dispone del grande albergue dei pellegrini della Colegiata, per il quale è possibile prenotare, oltre ad alcune strutture alternative. Il sito ufficiale della località conferma la presenza dell’albergue e di diverse sistemazioni alberghiere e guesthouse.

Se vuoi capire meglio differenze, modalità di prenotazione e logica degli alloggi lungo il percorso, trovi tutto nella mia guida su come funzionano gli albergue sul Cammino di Santiago.

Il giorno successivo il Cammino cambia completamente carattere. Dai Pirenei si comincia a scendere attraverso i boschi e i paesi navarri nella seconda tappa da Roncesvalles a Zubiri.

La mia esperienza della tappa: fatica, atmosfera e consigli

Questa è la parte che oggi non voglio fingere di poter scrivere. Conosco il percorso sulla carta, ho studiato altimetria, varianti e punti critici, ma non ho ancora camminato da Saint-Jean-Pied-de-Port a Roncesvalles.

Il 4 ottobre cambierà tutto perché potrò dirti a che ora sarò partito, quanto avrò impiegato davvero, che tempo avrò trovato sui Pirenei e quanto la salita fino a Lepoeder sarà stata impegnativa rispetto alle aspettative.

Potrò soprattutto raccontarti quelle cose che non entrano nei profili altimetrici: se Orisson sembrerà arrivare presto oppure dopo una salita interminabile, se il vento renderà la parte alta più difficile o se la discesa verso Roncesvalles sarà stata più pesante della salita.

Potrò raccontarti anche quanto avrò bevuto, dove mi sarò fermato e come saranno stati i piedi dopo la prima vera giornata con lo zaino.

E poi ci sarà una cosa che nessuna guida può anticipare davvero: cosa si prova a lasciare Saint-Jean sapendo che davanti ci sono più di trenta tappe e circa 800 chilometri.

Per adesso posso solo prepararmi, controllare il meteo, partire presto, non lasciarmi trascinare dal passo degli altri, portare acqua sufficiente e ricordarmi che Roncesvalles non è il traguardo, ma soltanto la fine del primo giorno. Il Cammino, a quel punto, sarà appena cominciato.

Ultimo aggiornamento articolo: 13/09/2026

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