Dopo la traversata dei Pirenei la seconda giornata del Cammino Francese cambia completamente scenario, ma questo non significa che diventi automaticamente facile. Da Roncesvalles a Zubiri ci sono circa 21,5 chilometri.
Lungo questa seconda tappa si perde molta più quota di quanta se ne guadagni e, guardando soltanto il profilo altimetrico generale, potrebbe sembrare quasi una lunga discesa verso la Navarra.
In realtà il percorso è molto più movimentato perché si attraversano boschi, prati e piccoli paesi pirenaici, si superano l’Alto de Mezkiritz e l’Alto de Erro e soprattutto si affrontano diversi chilometri di discesa, alcuni dei quali su terreno irregolare e pietroso.
La seconda tappa arriverà per me il 5 ottobre, subito dopo la prima giornata da Saint-Jean-Pied-de-Port a Roncesvalles.
Ed è proprio questo l’aspetto che mi incuriosisce maggiormente. Sulla carta Roncesvalles-Zubiri è molto meno impegnativa della traversata dei Pirenei, ma sarà anche la prima mattina nella quale dovrò rimettere lo zaino sulle spalle con una tappa già nelle gambe.
Comincerò quindi a scoprire qualcosa che probabilmente accompagnerà tutto il mio Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago: la difficoltà di una giornata non dipende soltanto dai chilometri o dal dislivello, ma anche da quello che è successo il giorno precedente.
Sto scrivendo questa guida prima di percorrere la tappa. Posso quindi raccontarti il tracciato, le distanze, i paesi attraversati, i servizi disponibili e i punti ai quali prestare attenzione.
Dopo il 5 ottobre tornerò invece qui per aggiungere tempi reali, condizioni del terreno, soste e impressioni.
Se stai organizzando l’intero percorso fino a Santiago, trovi questa giornata anche nella mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese.
Cosa troverai in questa guida sulla tappa da Roncesvalles a Zubiri:
- Tappa 2 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà
- Da Roncesvalles a Zubiri: come si sviluppa il percorso
- Perché una tappa prevalentemente in discesa può essere impegnativa
- Alto de Erro e discesa finale verso Zubiri
- Cosa vedere tra Roncesvalles e Zubiri
- Acqua, bar, paesi e servizi: dove conviene fermarsi
- Arrivo a Zubiri: dove dormire e come organizzare il pomeriggio
- La mia esperienza da Roncesvalles a Zubiri: cosa aggiungerò dopo la tappa
Tappa 2 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà
La distanza da Roncesvalles a Zubiri è di circa 21,5 chilometri. Le diverse tracce possono restituire qualche centinaio di metri di differenza, ma il profilo generale della giornata è molto chiaro: poco più di 300 metri di salita e oltre 700 metri di discesa.
Il dato che guarderei con maggiore attenzione non è quindi il dislivello positivo, ma proprio la quantità di quota che si perde.
In sintesi, le caratteristiche della seconda tappa del Cammino Francese sono:
- distanza: circa 21,5 km
- dislivello positivo: circa 300-320 m
- dislivello negativo: circa 700-730 m
- tempo indicativo: 5-6 ore
- difficoltà: media
- terreno: sentieri, piste sterrate, tratti asfaltati e settori pietrosi
- punto di partenza: Roncesvalles/Orreaga
- punto di arrivo: Zubiri
- principali salite: Alto de Mezkiritz e Alto de Erro
- tratto al quale prestare maggiore attenzione: la discesa finale dall’Alto de Erro verso Zubiri
Partendo da Roncesvalles, che si trova attorno ai 950 metri di quota, si arriva infatti a Zubiri poco sopra i 500 metri.
Nel mezzo ci sono però diversi saliscendi che impediscono alla giornata di trasformarsi in una semplice perdita costante di quota.
Non ci sono passaggi tecnici particolarmente difficili, ma la combinazione tra discese, terreno irregolare e fatica accumulata il giorno precedente può rendere la tappa più impegnativa di quanto suggeriscano i numeri.
Per me il vero elemento da osservare sarà proprio questo: come risponderanno gambe, ginocchia e piedi alle discese dopo la prima giornata sui Pirenei.
Da Roncesvalles a Zubiri: come si sviluppa il percorso
Una delle differenze più evidenti rispetto alla prima tappa è la presenza di diversi paesi lungo il percorso. Tra Roncesvalles e Zubiri non ci sono più lunghi settori isolati come quelli attraversati sulla Route Napoléon.
Il Cammino passa invece attraverso Auritz/Burguete, Aurizberri/Espinal, Bizkarreta-Gerendiain e Lintzoain prima di affrontare l’ultima parte verso Zubiri.
Il paesaggio rimane ancora profondamente pirenaico, ma cambia la relazione con il territorio: meno grandi spazi aperti e più boschi, prati, corsi d’acqua e piccoli nuclei rurali.
Questa può essere considerata una tappa di transizione, perché si lasciano progressivamente alle spalle i Pirenei attraversati il giorno precedente e si comincia a scendere verso la valle di Esteribar e, idealmente, verso Pamplona.
Da Roncesvalles ad Auritz/Burguete
Si lascia il complesso monumentale di Roncesvalles e nei primi chilometri il percorso rimane abbastanza vicino alla N-135.
Poco dopo si entra però nel bosco di Sorginaritzaga. Il nome significa qualcosa come “querceto delle streghe” e richiama le numerose leggende che nei secoli hanno accompagnato questi boschi della Navarra.
È uno di quei luoghi nei quali il Cammino comincia immediatamente a essere qualcosa di più di una semplice linea da seguire sulla mappa.
Dopo circa tre chilometri si arriva ad Auritz/Burguete. Il paese si sviluppa quasi interamente lungo la strada principale ed è caratterizzato dalle tipiche case pirenaiche in pietra con grandi tetti spioventi. Dopo il complesso religioso di Roncesvalles l’atmosfera dovrebbe cambiare completamente.
Burguete è un vero piccolo paese di montagna, circondato da prati e boschi, e sarà anche il primo possibile punto di sosta della giornata.
Se partirò presto da Roncesvalles, potrebbe essere il posto giusto per fare una seconda colazione o semplicemente fermarmi qualche minuto.
Burguete ha anche un curioso legame con Ernest Hemingway, che frequentò questa zona durante i suoi soggiorni nei Pirenei per pescare.
Non credo però che durante il Cammino avrà molto senso cercare continuamente attrazioni. Una delle cose che voglio provare a fare è proprio lasciare che i paesi arrivino lungo il percorso senza trasformare ogni tappa in una successione di visite programmate.
Da Burguete ad Espinal e all’Alto de Mezkiritz
Superata la chiesa di San Nicolás si lascia progressivamente Burguete e si ritorna tra prati, piccoli corsi d’acqua e zone boscose. Il terreno comincia a mostrare meglio il carattere della giornata. Non si scende semplicemente verso Zubiri: bisogna continuare ad alternare brevi salite e discese.
Il successivo paese è Aurizberri/Espinal, altro piccolo centro pirenaico disposto in gran parte lungo la strada. Da qui comincia una delle salite più significative della giornata verso l’Alto de Mezkiritz.
Non si tratta ovviamente di qualcosa paragonabile alla salita affrontata il giorno precedente verso Lepoeder, ma sarà interessante capire come reagiranno le gambe dopo aver già percorso diversi chilometri.
Ed è probabilmente proprio qui che comincerà a cambiare anche il paesaggio. Roncesvalles appartiene ancora in maniera evidente al mondo dei Pirenei, mentre avvicinandosi a Zubiri la quota diminuisce progressivamente e il Cammino comincia a entrare nella valle dell’Esteribar.
Da Mezkiritz a Bizkarreta-Gerendiain
Dopo il valico si comincia nuovamente a perdere quota e la discesa porta verso Bizkarreta-Gerendiain, un altro piccolo paese legato storicamente al Cammino di Santiago.
L’antico itinerario dei pellegrini attraversa questa zona da secoli e proprio nei piccoli centri come Bizkarreta si percepisce probabilmente meglio quanto il Cammino abbia contribuito a costruire una rete di ospitalità lungo tutta la Navarra.
Oggi la situazione è naturalmente molto diversa, ma la logica della tappa rimane in fondo simile: si cammina da un paese all’altro utilizzando questi nuclei come punti di riferimento.
Anche Bizkarreta può essere quindi un luogo utile per una pausa o per rifornirsi prima della parte successiva.
Da Bizkarreta a Lintzoain
Lasciato Bizkarreta si continua attraverso un’alternanza di strade rurali, sentieri e zone boscose fino a raggiungere Lintzoain.
La distanza tra i diversi centri non è particolarmente elevata e questo rende la seconda tappa molto differente dalla prima. Non significa però che partirò contando di trovare sempre un bar o un negozio aperto esattamente nel momento nel quale mi servirà.
Io passerò il 5 ottobre e, entrando in una stagione meno frequentata rispetto ai mesi estivi, preferisco considerare ogni servizio disponibile lungo il percorso come una possibilità e non come una certezza.
Da Lintzoain comincia anche l’ultima parte realmente significativa dal punto di vista altimetrico. Davanti c’è l’Alto de Erro.
Perché una tappa prevalentemente in discesa può essere impegnativa
Dopo Lintzoain il Cammino ricomincia a salire verso l’Alto de Erro. Questa non è una salita particolarmente lunga né estrema, ma arriva quando buona parte della tappa è ormai alle spalle. È anche l’ultimo vero punto alto della giornata.
Una volta raggiunto, Zubiri sembra praticamente sotto i piedi. Ed è proprio da qui che comincia probabilmente la parte della tappa alla quale presterò maggiore attenzione, perché la discesa dall’Alto de Erro verso Zubiri perde rapidamente quota e presenta tratti con fondo pietroso e irregolare.
Con terreno asciutto dovrebbe essere semplicemente una discesa da affrontare senza fretta, mentre con pioggia, fango o pietre bagnate può diventare invece molto più delicata.
Sono circa gli ultimi quattro chilometri della tappa e questo rende la situazione ancora più interessante. Quando si vede avvicinarsi la fine della giornata viene spontaneo aumentare il ritmo, soprattutto in discesa, ma è probabilmente la cosa che cercherò di evitare.
Al secondo giorno di Cammino non avrebbe nessun senso guadagnare dieci minuti rischiando una scivolata o caricando inutilmente ginocchia e dita dei piedi. Le discese lunghe sono infatti molto diverse dalle salite, e io le soffro decisamente di più.
In salita il problema principale è spesso cardiovascolare e muscolare, mentre in discesa aumentano il lavoro eccentrico dei quadricipiti, il carico sulle articolazioni e la pressione delle dita contro la parte anteriore della scarpa.
Questo è sicuramente uno dei motivi per cui considero fondamentali la calzata, lo spazio nella zona delle dita e il grip.
Nella mia guida dedicata alle scarpe per il Cammino di Santiago ho spiegato proprio perché sto privilegiando una scarpa bassa, ammortizzata e con abbastanza spazio anteriormente invece di uno scarponcino tradizionale.
La discesa verso Zubiri sarà uno dei primi test reali, e sarà interessante capire se quello che funziona durante gli allenamenti continuerà a funzionare dopo due giornate consecutive con lo zaino.
Alto de Erro e discesa finale verso Zubiri
Se guardassi soltanto i dati altimetrici, la seconda tappa potrebbe sembrare quasi una giornata di recupero, perché poco più di 300 metri di salita su 21,5 chilometri non sono molti.
Il problema è che la difficoltà del Cammino non può essere valutata esattamente come quella di un’escursione fatta in una sola giornata. Il 5 ottobre, inoltre, non partirò riposato da casa.
Partirò dopo aver percorso il giorno precedente circa 24 chilometri e oltre 1.300 metri di dislivello positivo tra Saint-Jean-Pied-de-Port e Roncesvalles.
Questo significa che la vera domanda non sarà quanto sia difficile salire all’Alto de Erro, ma in che condizioni avrò recuperato durante la notte.
È esattamente il tipo di adattamento che sto cercando di costruire con il mio allenamento per il Cammino di Santiago.
Camminare venti chilometri non mi preoccupa particolarmente. Ripeterli giorno dopo giorno per oltre un mese è invece il vero esperimento.
Le discese possono pesare più delle salite
C’è poi un aspetto che spesso si sottovaluta quando si guarda un profilo altimetrico. Una giornata con molto dislivello negativo non è necessariamente una giornata facile.
Le discese prolungate possono affaticare quadricipiti e ginocchia e aumentare il rischio di sfregamenti, urti delle dita e vesciche.
Il problema può diventare ancora più evidente con uno zaino sulle spalle. È per questo motivo che Roncesvalles-Zubiri sarà una tappa molto utile anche per capire se la distribuzione del peso che avrò scelto funziona davvero.
Ho raccontato cosa porterò nella guida dedicata allo zaino per il Cammino di Santiago, ma alla fine sarà soltanto il percorso a dire se qualche oggetto che a casa sembrava indispensabile merita davvero di viaggiare fino a Santiago.
Non partirei pensando che sia una tappa facile
La definirei quindi una tappa di difficoltà media, ma eviterei completamente l’idea di considerarla una giornata facile.
La distanza è ragionevole, non ci sono grandi salite e i paesi sono abbastanza frequenti. Allo stesso tempo ci sono parecchi metri di discesa, diversi saliscendi e soprattutto un tratto finale che richiede attenzione.
Il modo migliore di affrontarla mi sembra quindi molto semplice: partire senza fretta e lasciare che siano le gambe a stabilire il ritmo, perché sono soltanto al secondo giorno.
Cosa vedere tra Roncesvalles e Zubiri
Questa seconda giornata ha più elementi storici e piccoli centri abitati rispetto alla traversata della Route Napoléon, ma continuerei a considerarla soprattutto una tappa paesaggistica.
Il primo elemento interessante arriva praticamente subito con il bosco di Sorginaritzaga, legato alle antiche leggende navarresi sulle streghe.
Poi c’è Auritz/Burguete, probabilmente il paese più interessante lungo la prima parte del percorso. Da quello che ho letto vale la pena osservare soprattutto l’architettura tradizionale: grandi case in pietra, facciate spesso molto curate e tetti progettati per resistere al clima dei Pirenei.
Il Cammino prosegue quindi attraverso Aurizberri/Espinal, Bizkarreta-Gerendiain e Lintzoain. Ma non andrò alla continua ricerca di monumenti, perché mi interessa di più osservare come cambia il territorio.
Roncesvalles si trova ancora immersa nel paesaggio pirenaico, mentre avvicinandosi a Zubiri la quota diminuisce, il bosco cambia e le montagne cominciano lentamente ad aprirsi verso la valle.
È probabilmente questo il vero filo conduttore della giornata, perché si parte dai Pirenei e, venti chilometri più tardi, ci si ritrova già in un ambiente diverso.
Zubiri e il Puente de la Rabia
L’elemento simbolico dell’arrivo è invece molto chiaro. Zubiri significa letteralmente qualcosa come “paese del ponte” in basco e il ponte medievale sul fiume Arga è diventato il suo simbolo. È conosciuto come Puente de la Rabia, il Ponte della Rabbia.
Secondo una tradizione popolare, facendo compiere agli animali alcuni giri attorno al pilastro centrale del ponte li si sarebbe potuti proteggere o guarire dalla rabbia.
È una leggenda, naturalmente, ma è proprio questo tipo di storie a rendere interessanti tanti luoghi apparentemente minori del Cammino.
Immagino anche che il ponte avrà un significato molto più semplice dopo circa venti chilometri di cammino, dato che vederlo significherà essere arrivato.
Acqua, bar, paesi e servizi: dove conviene fermarsi
Dal punto di vista dei servizi Roncesvalles-Zubiri è decisamente più semplice della tappa precedente. Il percorso della seconda tappa del Cammino attraversa diversi centri abitati e questo significa avere più possibilità di trovare acqua, qualcosa da mangiare o semplicemente un posto nel quale fermarsi.
I principali punti di riferimento sono:
- Auritz/Burguete, dopo circa 3 km
- Aurizberri/Espinal, nella prima parte della tappa
- Bizkarreta-Gerendiain, dopo l’Alto de Mezkiritz
- Lintzoain, prima della salita verso l’Alto de Erro
- Zubiri, alla fine della giornata
Questo non significa che partirei da Roncesvalles senza nulla nello zaino: gli orari dei bar e dei negozi possono cambiare, alcune attività lavorano stagionalmente e il mio passaggio sarà il 5 ottobre.
Porterò quindi comunque acqua e qualcosa da mangiare. La differenza rispetto alla Route Napoléon è che qui, se tutto funziona normalmente, le possibilità di rifornimento lungo il percorso saranno molto più frequenti.
Dopo aver percorso realmente la tappa aggiornerò questa sezione indicando quali bar, fontane e negozi avrò trovato aperti e dove mi sarò effettivamente fermato.
Sono proprio queste le informazioni che considero più utili quando preparo un trekking: una cosa è sapere che sulla carta esiste un bar, un’altra è sapere che alle nove del mattino di un giorno di ottobre era effettivamente aperto.
Arrivo a Zubiri: dove dormire e come organizzare il pomeriggio
Zubiri è uno dei classici paesi di tappa del Cammino Francese. Non è una città da visitare per ore dopo essere arrivati, ma offre quello che serve a chi ha camminato per tutta la giornata: albergue, pensioni, alcune strutture private, bar, ristoranti e servizi essenziali.
Il primo riferimento rimane naturalmente il Puente de la Rabia sul fiume Arga.
Una volta attraversato il ponte, per me la priorità sarà probabilmente la stessa che si ripeterà per molte giornate del Cammino: trovare il letto, fare la doccia, lavare quello che serve, controllare piedi e gambe, mangiare e prepararsi alla mattina successiva.
Se vuoi capire meglio differenze tra strutture pubbliche, private, pensioni e hotel, ho raccolto tutte le informazioni nella guida su dove dormire sul Cammino di Santiago e come funzionano gli albergue.
A Zubiri la disponibilità di camere private non è enorme e proprio per questo, se preferisci evitare la camerata o vuoi assicurarti una sistemazione specifica, prenoterei con un po’ di anticipo.
Se preferisci dormire in una struttura privata invece che in albergue, ti consiglio di controllare in anticipo le sistemazioni disponibili a Zubiri su Booking.com, perché l’offerta nel paese non è molto ampia e nei periodi più frequentati le soluzioni migliori possono esaurirsi rapidamente.
Personalmente deciderò tappa per tappa quanto prenotare in anticipo, perché voglio mantenere la libertà che considero uno degli aspetti più belli del Cammino, ma non trasformarla nell’obbligo di cercare un letto ogni pomeriggio.
Zubiri è anche il punto dal quale, la mattina seguente, inizierà Da Zubiri a Pamplona: tappa 3 del Cammino Francese.
Questo sarà un altro cambiamento importante, perché dai piccoli paesi e dai boschi della Navarra comincerò ad avvicinarmi alla prima vera città incontrata lungo il Cammino: Pamplona.
La mia esperienza da Roncesvalles a Zubiri: cosa aggiungerò dopo la tappa
Questa è la parte che oggi non voglio fingere di poter scrivere, visto che so quanti chilometri mi aspettano, conosco il profilo altimetrico, ho studiato i paesi attraversati e so che la discesa dall’Alto de Erro è uno dei tratti ai quali prestare maggiore attenzione.
Ma non ho ancora camminato da Roncesvalles a Zubiri. Il 5 ottobre potrò invece raccontarti cosa sarà realmente successo.
Ti potrò raccontare con precisione a che ora sarò partito, come avranno reagito le gambe dopo la prima tappa, quanto tempo avrò impiegato ad arrivare a Burguete, dove mi sarò fermato, e se il terreno sarà stato asciutto, fangoso o scivoloso.
Ti racconterò anche come avrò trovato la salita dell’Alto de Erro e soprattutto quanto sarà stata impegnativa la discesa finale verso Zubiri.
Potrò anche capire se la seconda giornata sarà sembrata realmente più facile della prima oppure se la fatica accumulata avrà completamente cambiato la percezione dei chilometri. Ed è proprio questo uno degli aspetti del Cammino che voglio raccontare.
Una guida può indicare che una tappa misura 21,5 chilometri e ha poco più di 300 metri di salita, ma quello che non può dirti prima di partire è come quei 21,5 chilometri sembreranno al secondo giorno di un viaggio che ne prevede circa 800.
Per adesso posso soltanto immaginare come affrontarla: partire da Roncesvalles senza fretta, attraversare i primi paesi della Navarra, non sottovalutare le discese e arrivare a Zubiri con ancora abbastanza energie per sapere che la mattina successiva dovrò ricominciare.
Il secondo giorno il Cammino non sarà più soltanto qualcosa che ho iniziato, perché comincerà lentamente a diventare una routine.
Se stai organizzando il Cammino fino a Santiago, vale la pena pensare anche a cosa fare una volta arrivato. Dopo tanti giorni di cammino, io mi prenderei almeno qualche ora per conoscere meglio la città, la Cattedrale e i luoghi legati alla storia del pellegrinaggio. Puoi vedere qui le visite guidate, i free tour e le altre esperienze disponibili a Santiago de Compostela.
Dopo oltre 800 chilometri, potrebbe essere un buon modo per dedicare finalmente un po’ di tempo alla città che per più di un mese sarà stata semplicemente il nome scritto davanti a te sulle frecce del Cammino.
Ultimo aggiornamento articolo: 14/09/2026