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Pamplona-Puente la Reina: tappa 4 del Cammino Francese

Dopo tre giornate di Cammino, la quarta tappa mi porterà fuori da Pamplona e di nuovo nella Navarra rurale. Da Pamplona a Puente la Reina ci sono circa 24 chilometri e, dopo una prima parte relativamente tranquilla, davanti comparirà il vero protagonista della giornata: l’Alto del Perdón.

È una tappa che mi interessa particolarmente perché sembra rappresentare un altro punto di svolta del Cammino.

Alle spalle rimarranno definitivamente Pamplona e, molto più lontani, i Pirenei; davanti cominceranno invece ad aprirsi campi di cereali, piccoli borghi e paesaggi della Navarra centrale che accompagneranno il percorso verso La Rioja.

La quarta giornata arriverà per me il 7 ottobre, dopo la tappa da Zubiri a Pamplona. Per la prima volta lascerò una città importante al mattino e, nel giro di pochi chilometri, tornerò completamente nella campagna.

Sulla carta non è una tappa estrema. La distanza è superiore a quella del giorno precedente, ma il dislivello positivo rimane attorno ai 400 metri.

Il punto sul quale presterò maggiore attenzione non sarà probabilmente tanto la salita all’Alto del Perdón quanto la discesa successiva verso Uterga, descritta come lunga, ripida e soprattutto molto sassosa.

Dopo aver già sperimentato la discesa verso Zubiri, sarà un altro banco di prova importante per gambe, ginocchia e scarpe.

Ma l’Alto del Perdón non è soltanto una difficoltà da superare. È anche uno dei luoghi simbolici più conosciuti del Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago, con il monumento dei pellegrini, le pale eoliche e una vista che dovrebbe permettere di guardare contemporaneamente indietro verso Pamplona e avanti verso le pianure della Navarra.

Sto scrivendo questa guida prima di percorrere la tappa. Posso quindi raccontarti il tracciato, le distanze, le difficoltà, i paesi attraversati e i punti ai quali presterò maggiore attenzione; dopo il 7 ottobre tornerò qui per aggiungere tempi reali, condizioni del terreno, soste e impressioni.

Se stai organizzando l’intero percorso fino a Santiago, trovi questa giornata anche nella mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese.

Tappa 4 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà

La distanza da Pamplona a Puente la Reina è di circa 24 chilometri. Anche in questo caso le diverse tracce restituiscono valori leggermente differenti: Visit Navarra indica 23,75 km e 405 metri di dislivello positivo, mentre Gronze misura 23,9 km e stima circa 5 ore e 45 minuti di cammino.

Il dato altimetrico complessivo non racconta però completamente la tappa. La maggior parte della salita si concentra nell’avvicinamento alla Sierra del Perdón e soprattutto nel tratto finale verso il valico, mentre la discesa sul versante opposto perde rapidamente quota su un fondo molto pietroso.

In sintesi, considero queste le caratteristiche principali della quarta tappa:

  • distanza: circa 23,8-24 km
  • dislivello positivo: circa 400 m
  • tempo indicativo: tra 5 ore e 30 minuti e 6 ore
  • difficoltà: media
  • terreno: asfalto urbano, piste agricole, sterrati e sentieri molto sassosi
  • punto di partenza: Pamplona/Iruña
  • punto di arrivo: Puente la Reina/Gares
  • principali località attraversate: Cizur Menor, Zariquiegui, Uterga, Muruzábal e Obanos
  • quota massima: Alto del Perdón, circa 770 m
  • principale difficoltà: discesa pietrosa dall’Alto del Perdón verso Uterga
  • deviazione facoltativa: Santa María de Eunate da Muruzábal

Pamplona si trova attorno ai 450 metri di quota, mentre l’Alto del Perdón raggiunge circa 770 metri. Non si sale però direttamente dalla città: i primi chilometri servono soprattutto per uscire dall’area urbana e raggiungere Cizur Menor, poi il percorso comincia gradualmente a guadagnare quota.

La salita non mi preoccupa particolarmente. Quello che mi incuriosisce di più è capire quanto peseranno quasi 24 chilometri al quarto giorno consecutivo di Cammino e soprattutto come troverò la lunga discesa dopo il valico.

Ormai dovrebbe essere chiaro che sul Cammino il semplice numero dei metri di dislivello racconta soltanto una parte della storia.

Da Pamplona a Puente la Reina: come si sviluppa il percorso

Una delle particolarità di questa tappa del Cammino è il cambiamento rapidissimo del paesaggio. Si parte dal centro storico di Pamplona, si attraversano alcuni dei suoi quartieri moderni e in pochi chilometri ci si ritrova nuovamente tra campi e piccoli paesi.

Il percorso attraversa Cizur Menor, raggiunge Zariquiegui e sale quindi all’Alto del Perdón. Dopo il valico scende verso Uterga, attraversa Muruzábal e Obanos e termina a Puente la Reina.

È una struttura quasi perfetta dal punto di vista narrativo: città, campagna, salita, valico, discesa, piccoli borghi e infine uno dei centri più simbolici dell’intero Cammino Francese.

Da Pamplona a Cizur Menor

Lasciare Pamplona sarà probabilmente molto diverso dall’entrarci. Il Cammino attraversa ancora una parte del centro storico, passa attraverso gli spazi verdi della città e raggiunge la zona della Ciudadela prima di dirigersi verso l’Università di Navarra.

Da qui l’ambiente urbano comincia progressivamente a diradarsi e nel giro di circa cinque chilometri si arriva a Cizur Menor.

È un piccolo centro praticamente alle porte di Pamplona, ma segna già il ritorno a un paesaggio completamente diverso. Qui si trovano anche alcune testimonianze medievali legate al Cammino, tra cui le chiese di San Miguel e San Emeterio.

Per me sarà soprattutto il momento nel quale sentirò di aver realmente lasciato Pamplona alle spalle. Dopo tre giorni nei quali ogni tappa terminava in un ambiente progressivamente più urbanizzato, da Cizur Menor inizierà di nuovo una lunga giornata nella campagna.

Da Cizur Menor a Zariquiegui

Superato Cizur Menor, il Cammino entra tra campi di cereali e piste agricole. Davanti dovrebbe essere già chiaramente visibile la Sierra del Perdón. È difficile non individuarla: la cresta è occupata da una lunga fila di aerogeneratori che diventa il riferimento visivo della prima metà della giornata.

Probabilmente sarà uno di quei casi nei quali la destinazione sembra molto più vicina di quanto sia realmente.

Il percorso guadagna quota gradualmente fino a Zariquiegui, piccolo paese situato attorno ai 670 metri. Visit Navarra indica circa due chilometri di salita costante nella parte che precede il paese, ma la vera pendenza dovrebbe aumentare soprattutto dopo averlo lasciato.

Zariquiegui sarà quindi anche l’ultimo punto nel quale eventualmente fermarmi prima di affrontare la salita finale. Da qui il profilo cambia e il Cammino punta decisamente verso il crinale.

Da Zariquiegui all’Alto del Perdón

La distanza non è enorme, ma dovrebbe essere il tratto fisicamente più intenso della salita. Si continua tra campi aperti, con gli aerogeneratori sempre più vicini, fino a raggiungere l’Alto del Perdón a circa 770 metri.

La salita complessiva dalla zona di Pamplona è molto progressiva. Gronze la descrive come relativamente tranquilla fino al tratto finale, dove la pendenza aumenta, ed è esattamente così che voglio affrontarla: senza accelerare all’inizio e conservando un ritmo costante.

Non credo che dopo quattro giorni il problema sarà arrivare in cima. Mi interessa di più capire come ci arriverò, perché una cosa è salire 300 metri durante un’escursione di una giornata, un’altra è farlo con circa 80 chilometri di Cammino già accumulati nelle gambe.

Dall’Alto del Perdón a Uterga

Superato il valico cambia tutto. Il sentiero comincia a perdere rapidamente quota verso Uterga e il fondo diventa molto più sassoso. Questo è probabilmente il tratto tecnico più delicato dell’intera giornata.

La pista è larga e non presenta difficoltà alpinistiche, ma pietre, ghiaia e pendenza possono rendere la discesa scomoda, soprattutto con gambe stanche o terreno bagnato.

Uterga arriva dopo circa tre chilometri di discesa e sarà probabilmente uno dei punti nei quali avrò maggiore voglia di fermarmi. Anche mentalmente dovrebbe essere una piccola svolta.

Una volta raggiunta Uterga, la difficoltà principale della giornata sarà ormai alle spalle e rimarranno soprattutto colline dolci, campi coltivati e piccoli paesi.

Da Uterga a Muruzábal e Obanos

Da Uterga si continua verso Muruzábal attraverso un paesaggio che dovrebbe cominciare a mostrare anche i primi vigneti.

Muruzábal sarà importante soprattutto per una scelta: continuare sul percorso diretto oppure deviare verso Santa María de Eunate.

L’ermita romanica non si trova infatti esattamente sul tracciato ordinario della tappa. Da Muruzábal bisogna allungare il percorso per raggiungerla e poi rientrare verso Obanos. Questa è un’eventuale deviazione che valuterò sul momento.

Eunate è uno dei luoghi che vorrei vedere, ma il 7 ottobre avrò già superato l’Alto del Perdón e percorso buona parte dei 24 chilometri previsti.

Decidere prima, seduto davanti a un computer, che sei chilometri in più “non sono niente” sarebbe piuttosto facile. Deciderlo con lo zaino sulle spalle sarà un’altra cosa. Proseguendo invece sul percorso normale si raggiunge Obanos, ultimo vero paese prima dell’arrivo.

Qui il Cammino comincia anche ad assumere un significato storico particolare, perché siamo ormai nell’area nella quale il ramo navarro proveniente da Roncesvalles e quello aragonese proveniente dal Somport convergono verso Puente la Reina. Da questo momento, simbolicamente, molti percorsi diventano uno solo.

Alto del Perdón: salita, monumento e discesa

L’Alto del Perdón sarà inevitabilmente il luogo simbolico della quarta tappa. La sua quota, circa 770 metri, non è particolarmente elevata. Dopo aver attraversato i Pirenei pochi giorni prima non sarà certo l’altitudine a renderlo memorabile. È tutto quello che c’è intorno.

Il valico si trova sulla Sierra del Perdón, una dorsale esposta al vento sulla quale oggi corre una lunga fila di aerogeneratori. Nel 1996 è stato installato qui il Monumento al Camino de Santiago, una composizione metallica che rappresenta pellegrini appartenenti a epoche diverse.

Il significato dell’opera è sintetizzato dalla frase diventata ormai inseparabile da questo luogo: il punto nel quale si incontrano il cammino del vento e quello delle stelle. Probabilmente è anche una delle immagini più fotografate di tutto il Cammino Francese.

Guardare indietro e guardare avanti

La cosa che mi interessa maggiormente dell’Alto del Perdón non è il monumento, ma il panorama. Dalla cresta, nelle giornate limpide, alle spalle si distinguono la conca di Pamplona e in lontananza i Pirenei. Davanti si aprono invece i campi e i paesi della Navarra centrale.

È quasi una rappresentazione geografica dei primi giorni del Cammino. Guardando indietro potrò vedere il territorio attraversato, mentre davanti a me ci sarà quello nel quale sto entrando.

Credo che sarà uno dei primi luoghi nei quali sentirò fisicamente quanto terreno avrò già lasciato alle spalle, anche se Santiago sarà ancora lontanissima.

La discesa dall’Alto del Perdón

Una volta scattate le fotografie arriverà la parte meno romantica. La discesa verso Uterga è descritta praticamente da tutte le guide come sassosa, ripida e da affrontare con attenzione.

È esattamente il tipo di terreno sul quale la scelta delle calzature comincia a contare molto più che su un normale sterrato.

Nella mia guida sulle scarpe per il Cammino di Santiago ho spiegato perché sto cercando un compromesso tra ammortizzazione, spazio per le dita, stabilità e grip. Qui potrò cominciare a capire se la scelta sarà stata quella giusta.

Su una discesa del genere non mi interesserà guadagnare tempo. Accorciare leggermente il passo, evitare di frenare continuamente con il tallone e usare i bastoncini quando serviranno dovrebbe permettermi di caricare meno ginocchia e quadricipiti.

Dopo quattro giorni di Cammino, perdere dieci minuti non sarà un problema, a differenza dell’arrivare a Puente la Reina con un ginocchio infiammato.

Cosa vedere tra Pamplona e Puente la Reina

Questa tappa contiene più elementi interessanti di quanto possa sembrare osservando semplicemente il profilo altimetrico.

Il primo è proprio l’uscita da Pamplona. Attraversare la città mentre si svuota progressivamente fino a lasciare spazio alla campagna farà parte del racconto della giornata tanto quanto un monumento.

Cizur Menor conserva alcune testimonianze medievali, mentre Zariquiegui è uno dei piccoli paesi navarri maggiormente associati alla salita verso il Perdón. Poi c’è naturalmente il valico stesso, con il monumento dei pellegrini e il panorama.

Dopo la discesa, però, il carattere della quarta tappa del Cammino cambia ancora.

Muruzábal e la deviazione verso Santa María de Eunate

Muruzábal è un piccolo borgo, ma per chi percorre il Cammino è soprattutto il punto dal quale decidere se raggiungere Santa María de Eunate.

L’ermita romanica, isolata nella campagna, è uno degli edifici più particolari della Navarra medievale. La sua pianta ottagonale e il porticato esterno hanno alimentato nel tempo molte interpretazioni e leggende.

È però importante essere chiari: non si trova direttamente sulla variante principale Pamplona-Puente la Reina.

Visit Navarra considera la deviazione di circa sei chilometri complessivi; altre misurazioni, utilizzando il collegamento da Eunate direttamente verso Obanos, restituiscono un allungamento inferiore. In ogni caso significa aggiungere strada alla giornata.

Per me sarà quindi una decisione reale, non un consiglio teorico. Se arriverò a Muruzábal con buone gambe e abbastanza tempo, credo che la deviazione possa valere la pena, altrimenti continuerò verso Obanos.

Obanos e l’incontro dei Cammini

Obanos ha un ruolo particolare nella geografia jacobea perché è qui, nell’area immediatamente precedente Puente la Reina, che il percorso proveniente dai Pirenei navarri incontra quello proveniente dal Somport attraverso il Cammino Aragonese.

Per chi è partito da Saint-Jean-Pied-de-Port cambia poco dal punto di vista pratico: continuerò semplicemente a seguire le frecce gialle.

Dal punto di vista simbolico, invece, cambia molto. Fino a questo momento avrò seguito uno dei grandi rami europei del pellegrinaggio. Da Puente la Reina in poi il flusso dei pellegrini diventa progressivamente più unitario.

Ed è probabilmente proprio per questo che il paese di arrivo ha assunto un’importanza così grande nella storia del Cammino.

Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa

Da questo punto di vista Pamplona-Puente la Reina non dovrebbe essere una giornata problematica. Il Cammino attraversa diversi centri abitati e le distanze tra un possibile punto di rifornimento e il successivo sono generalmente contenute.

I principali riferimenti saranno:

  • Cizur Menor, dopo circa 5 km
  • Zariquiegui, prima dell’ultima parte della salita al Perdón
  • Uterga, dopo la lunga discesa dal valico
  • Muruzábal
  • Obanos
  • Puente la Reina, alla fine della tappa

Zariquiegui e soprattutto Uterga mi sembrano i due punti strategicamente più interessanti. Il primo permette di fermarsi prima del tratto finale della salita, mentre il secondo arriva subito dopo quella che dovrebbe essere la parte più impegnativa della giornata.

Come nelle tappe precedenti, non partirò però facendo affidamento sulla certezza di trovare un determinato bar aperto.

Passerò il 7 ottobre, quindi in un periodo nel quale alcuni servizi stagionali possono già avere orari ridotti. Ecco perché porterò acqua e qualcosa da mangiare e considererò le attività incontrate lungo il percorso come possibilità, non come necessità.

Dopo aver percorso realmente la tappa aggiornerò questa sezione indicando fontane funzionanti, bar e negozi effettivamente aperti, punti nei quali mi sarò fermato e qualsiasi altra informazione possa essere utile a chi arriverà dopo di me.

Sono dettagli apparentemente piccoli, ma sul Cammino fanno una differenza enorme.

Arrivo a Puente la Reina: dove si incontrano i Cammini

Dopo Obanos rimangono poco più di due chilometri. Il percorso scende verso la strada e raggiunge il Monumento al Pellegrino, che anticipa l’ingresso a Puente la Reina.

La località è uno dei luoghi simbolici dell’intero Cammino Francese perché qui convergono i grandi percorsi che arrivano dai Pirenei e perché tutto il centro storico è cresciuto lungo l’antico itinerario dei pellegrini. Il nome stesso racconta la sua storia: Puente la Reina, il Ponte della Regina.

La strada principale attraversa il borgo medievale fino a raggiungere il celebre ponte romanico sul río Arga, costruito nell’XI secolo per facilitare il passaggio dei pellegrini.

Dopo aver attraversato ponti praticamente ogni giorno dall’inizio del Cammino, questo dovrebbe essere uno dei primi davvero monumentali. E probabilmente diventerà anche l’immagine con cui ricorderò l’arrivo della quarta tappa.

Il ponte romanico di Puente la Reina

È formato da grandi arcate in pietra ed è diventato uno dei simboli più riconoscibili del Cammino Francese.

Mi interessa soprattutto perché, a differenza dell’Alto del Perdón, non dovrò necessariamente “raggiungerlo”. Sarà il Cammino stesso a portarmi.

È uno degli aspetti che più mi affascinano di questo itinerario: molti dei monumenti più importanti non richiedono una deviazione o una visita programmata, perché sono semplicemente sulla strada.

Arriverò a Puente la Reina, attraverserò il centro storico e il ponte sarà lì, esattamente come lo è stato per generazioni di pellegrini diretti verso Santiago.

Dove dormire a Puente la Reina dopo la tappa

Puente la Reina è uno dei principali centri di tappa di questa parte del Cammino e offre diverse possibilità di pernottamento: albergue per pellegrini, ostelli, pensioni e strutture private.

Dopo quasi 24 chilometri con la salita e la discesa dall’Alto del Perdón, immagino che la priorità sarà molto simile a quella dei giorni precedenti: doccia, bucato, controllo dei piedi, qualcosa da mangiare e un po’ di riposo.

Se vuoi capire meglio come scegliere tra albergue pubblici, privati, pensioni e camere, trovi tutte le informazioni nella mia guida su dove dormire sul Cammino di Santiago e come funzionano gli albergue.

Io continuerò probabilmente a decidere tappa per tappa. Dopo quattro giorni sul Cammino dovrei avere già qualche elemento in più per capire quanto mi piace la vita dell’albergue, quanto recupero dormendo in camerata e se ogni tanto avrò bisogno di una notte diversa.

La mattina seguente il Cammino continuerà verso la Rioja navarra con Da Puente la Reina a Estella: tappa 5 del Cammino Francese.

Sarà una giornata ancora diversa, fatta di continui saliscendi, vigneti, piccoli paesi e un’altra delle città storiche più importanti del Cammino.

La mia esperienza da Pamplona a Puente la Reina: cosa aggiungerò dopo la tappa

Questa è ancora la parte che oggi posso soltanto immaginare. So che partirò da Pamplona, che dopo pochi chilometri tornerò nella campagna e che per buona parte della mattina vedrò gli aerogeneratori dell’Alto del Perdón davanti a me.

So anche che la salita dovrebbe essere progressiva e che la vera attenzione servirà soprattutto nella discesa. Ma non so quanto vento troverò sul crinale e nemmeno se il cielo sarà limpido abbastanza da vedere i Pirenei alle mie spalle.

Ma soprattutto non so come reagiranno le gambe al quarto giorno consecutivo di cammino o se i quasi 24 chilometri sembreranno pochi oppure improvvisamente molti.

Il 7 ottobre potrò raccontarti a che ora sarò partito da Pamplona, dove mi sarò fermato, quanto tempo avrò impiegato per raggiungere l’Alto del Perdón e quanto impegnativa sarà stata realmente la discesa.

Potrò anche dirti se avrò deciso di deviare verso Eunate oppure se, arrivato a Muruzábal, avrò semplicemente continuato verso Obanos. Sono proprio queste decisioni a interessarmi.

Prima di partire è facile costruire un itinerario perfetto, aggiungere visite, deviazioni e cose da vedere, mentre lungo il Cammino sarà il corpo a partecipare continuamente alle decisioni.

Magari arriverò a Muruzábal pensando che sei chilometri in più non siano nulla, oppure guarderò la freccia verso Puente la Reina e saprò immediatamente da che parte andare.

Voglio soprattutto capire che effetto farà arrivare all’Alto del Perdón. Se il panorama sarà limpido, per la prima volta potrò probabilmente guardare indietro e riconoscere in lontananza una parte concreta del territorio che avrò attraversato nei primi giorni.

Dopo Puente la Reina il Cammino sarà ancora lunghissimo e i Pirenei saranno definitivamente alle spalle.

Ultimo aggiornamento articolo: 15/09/2026

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