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Da Palas de Rei ad Arzúa: tappa 31 del Cammino Francese

La tappa da Palas de Rei ad Arzúa sarà la trentunesima giornata del mio Cammino Francese e una delle più lunghe dell’ultima parte del viaggio.

Il 3 novembre mi aspettano circa 29 chilometri attraverso boschi, piccoli nuclei rurali e continui saliscendi, con Melide esattamente al centro della giornata e Santiago ormai sempre più vicino.

Partirò dopo aver completato la tappa da Portomarín a Palas de Rei, una giornata più corta ma già caratterizzata dal continuo alternarsi delle pendenze della Galizia interna.

Da Palas de Rei continuerò verso ovest lasciando progressivamente la comarca dell’Ulloa e, poco dopo O Coto, anche la provincia di Lugo per entrare in quella di A Coruña.

Questa volta la distanza avrà probabilmente più importanza delle singole salite. Non ci sono ascese paragonabili a quelle affrontate verso O Cebreiro e nemmeno un unico punto particolarmente impegnativo, ma quasi trenta chilometri con continui cambi di quota possono diventare faticosi, soprattutto dopo un mese consecutivo di Cammino.

La giornata avrà però una struttura molto chiara. I primi quattordici-quindici chilometri mi porteranno a Melide passando da San Xiao do Camiño, Casanova, O Leboreiro e Furelos. Dopo Melide ne resteranno più o meno altrettanti attraverso Boente, Castañeda e Ribadiso prima dell’ultima salita verso Arzúa.

Melide sarà molto più di una semplice sosta a metà strada: qui il Cammino Primitivo confluisce nel Francese e il numero di pellegrini potrebbe aumentare ulteriormente.

Arzúa aggiungerà poi un altro tassello alla geografia dei Cammini, perché qui arriverà anche il Cammino del Nord prima delle ultime due giornate verso Santiago.

Come per le tappe precedenti, sto scrivendo questa guida prima di percorrerla realmente. Dopo il 3 novembre tornerò quindi su questa pagina per aggiungere distanza e tempi effettivi, condizioni del terreno, servizi trovati aperti, impressioni sui continui saliscendi e soprattutto per capire quanto si sentano davvero 29 chilometri quando nelle gambe ce ne sono già diverse centinaia.

Se stai organizzando l’intero percorso, trovi questa giornata anche nella mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese e nella panoramica completa del Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago.

Tappa 31 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà

La distanza da Palas de Rei ad Arzúa è di circa 29 chilometri. La guida ufficiale galiziana suddivide questo settore in Palas de Rei–Melide e Melide–Arzúa, mentre molte tracce e guide utilizzate dai pellegrini considerano le due sezioni come una sola tappa.

Le misurazioni GPS variano leggermente in base al punto esatto di partenza e arrivo, ma dal punto di vista pratico dovrò mettere in conto una giornata vicina ai 29 chilometri.

Anche i dati sul dislivello cambiano sensibilmente fra una traccia e l’altra. Il profilo generale è però molto chiaro: partirò da oltre 500 metri di quota, scenderò e risalirò ripetutamente attraversando numerosi piccoli corsi d’acqua, toccherò i punti più bassi nel settore di Ribadiso e terminerò ad Arzúa a circa 390 metri.

Più che il dislivello complessivo, sarà quindi la continua frammentazione del profilo a caratterizzare la giornata.

In sintesi, considero queste le caratteristiche principali della trentunesima tappa:

  • distanza: circa 29 km
  • tempo indicativo: circa 6 ore e 30 minuti-7 ore e 30 minuti di cammino, soste escluse
  • difficoltà fisica: medio-alta soprattutto per la lunghezza
  • difficoltà tecnica: bassa in condizioni normali
  • dislivello positivo indicativo: circa 450-550 m
  • dislivello negativo indicativo: circa 600-700 m
  • terreno: sentieri, piste rurali, tratti boschivi, asfalto locale e brevi settori vicini alla N-547
  • percorso: Palas de Rei, San Xiao do Camiño, Ponte Campaña, Casanova, O Coto, O Leboreiro, Furelos, Melide, Boente, Castañeda, Ribadiso e Arzúa
  • principale sosta intermedia: Melide
  • punto storico più caratteristico: ponte medievale di Furelos
  • principale nodo jacobeo: Melide
  • ultimo tratto significativo: salita da Ribadiso verso Arzúa
  • arrivo: Arzúa

La difficoltà reale dipenderà soprattutto dalla combinazione fra distanza e saliscendi. Quasi trenta chilometri non rappresentano per me una distanza eccezionale presa isolatamente, ma il 3 novembre arriveranno alla trentunesima giornata consecutiva di Cammino.

Proprio questa continuità renderà interessante capire quanto il corpo avrà ormai sviluppato resistenza e quanto, al contrario, comincerà a pesare l’accumulo delle tappe.

Anche le condizioni del terreno potranno modificare parecchio la percezione dello sforzo. A novembre boschi, sentieri e tratti in terra possono essere umidi o fangosi e una successione di brevi discese e risalite diventa inevitabilmente più lenta quando il fondo è bagnato.

Da Palas de Rei ad Arzúa: come si sviluppa il percorso

La tappa può essere divisa quasi perfettamente in due parti utilizzando Melide come punto centrale. La prima attraversa il confine fra le province di Lugo e A Coruña e concentra alcuni dei luoghi storicamente più interessanti della giornata, mentre la seconda continua attraverso una Galizia ancora molto rurale, con una successione di piccoli avvallamenti fino a Ribadiso e all’ultima risalita verso Arzúa.

Da Palas de Rei a O Leboreiro

Lascerò Palas de Rei dirigendomi verso O Carballal e San Xiao do Camiño. Fin dai primi chilometri tornerà il paesaggio ormai familiare delle ultime tappe: piccoli nuclei rurali, boschi, campi, strade locali e sentieri che scendono verso corsi d’acqua per poi risalire poco dopo.

Attraverserò quindi il settore di Ponte Campaña e proseguirò verso Casanova. Non ci sarà una grande salita dominante, ma il profilo dovrebbe essere abbastanza movimentato da impedire di trovare per molti chilometri un ritmo completamente regolare.

Più avanti raggiungerò O Coto e lascerò la provincia di Lugo per entrare in quella di A Coruña. È un passaggio amministrativo poco evidente sul terreno, ma segnerà comunque l’ingresso nell’ultima provincia del mio Cammino prima di Santiago.

Subito dopo arriverò a O Leboreiro, uno dei nuclei più caratteristici della prima parte della giornata. Da qui inizierà il settore che conduce progressivamente verso Furelos e Melide.

Da O Leboreiro a Furelos e Melide

Dopo O Leboreiro il percorso continuerà fra sentieri e piccoli nuclei fino ad avvicinarsi a Furelos. L’ingresso nel paese avviene attraverso uno dei punti che voglio vedere con maggiore attenzione: il ponte di origine medievale che attraversa il río Furelos.

Non sarà certamente il primo ponte storico incontrato durante il Cammino, ma qui assumerà un significato particolare perché mi troverò ormai alle porte di Melide, praticamente a metà della giornata. Dopo il ponte e il piccolo centro di Furelos mancheranno infatti pochi chilometri.

A Melide avrò percorso circa metà della tappa e dovrò scegliere quanto fermarmi. Sarà il punto più logico per una vera pausa, ma avrò ancora davanti quasi quindici chilometri e quindi non voglio trasformare la sosta in una cesura troppo lunga.

O Leboreiro, Furelos e Melide: il cuore storico della tappa

La prima metà della Palas de Rei–Arzúa non presenta grandi monumenti isolati, ma concentra una serie di piccoli luoghi che danno continuità storica al Cammino.

O Leboreiro, Furelos e soprattutto Melide formano quasi una sequenza e rendono questo settore molto più interessante di quanto possa sembrare guardando soltanto il profilo altimetrico.

O Leboreiro e l’ingresso nella provincia di A Coruña

O Leboreiro arriverà poco dopo il passaggio da Lugo ad A Coruña. È un piccolo nucleo rurale legato da secoli al transito dei pellegrini e rappresenta uno dei luoghi nei quali sarà interessante osservare quanto il Cammino sia ancora leggibile dentro la struttura del paese, al di là dei servizi moderni nati intorno al flusso contemporaneo.

Da qui continuerò verso Furelos attraverso un ambiente che dovrebbe alternare ancora boschi, sentieri e piccoli tratti aperti. Non mi aspetto un singolo panorama dominante: sarà piuttosto una successione continua di elementi della Galizia rurale.

Il ponte medievale di Furelos

Il ponte di Furelos è uno dei riferimenti più riconoscibili della giornata. Attraversa il río Furelos immediatamente prima dell’ingresso nel paese e introduce agli ultimi chilometri verso Melide.

Mi interessa soprattutto perché dopo tanti chilometri il Cammino continua a utilizzare passaggi che raccontano la mobilità di secoli precedenti. Ponti, ospedali, fonti e piccoli nuclei sorti lungo la via sono forse meno spettacolari di una grande cattedrale, ma spiegano molto bene come il pellegrinaggio abbia costruito nel tempo una propria infrastruttura.

Melide: dove il Cammino Primitivo incontra il Francese

Melide sarà il vero centro geografico e simbolico della giornata. Qui il Cammino Primitivo, dopo essere arrivato dalla direzione di Lugo, confluisce nel Francese e da questo momento i pellegrini delle due vie continueranno insieme verso Santiago.

Voglio osservare soprattutto l’effetto di questa confluenza sull’atmosfera del percorso. Dopo Sarria avrò già visto aumentare il numero di pellegrini e a Melide si aggiungerà un altro flusso. Essendo però il 3 novembre, la situazione sarà molto diversa da quella estiva e potrebbe risultare ancora relativamente tranquilla.

Melide è inevitabilmente associata anche al pulpo á feira e sarebbe artificiale ignorarlo. Se tempi e condizioni lo permetteranno, potrebbe essere il posto giusto per una sosta, ma dovrò ricordarmi che Melide non è l’arrivo: dopo pranzo o dopo una pausa resteranno quasi quindici chilometri, con numerosi saliscendi prima di Arzúa.

Da Melide ad Arzúa: Boente, Castañeda e Ribadiso

La seconda metà della tappa sarà probabilmente quella più interessante dal punto di vista fisico. Non perché presenti una grande salita, ma perché dopo avere già percorso circa quindici chilometri continuerò a scendere e risalire attraverso una successione di piccoli valloni.

Da Melide a Boente e Castañeda

Lasciata Melide attraverserò nuovamente una combinazione di boschi, strade rurali e piccoli nuclei. Uno dei primi riferimenti importanti sarà Boente, dove si trova la chiesa dedicata a Santiago.

Subito dopo continuerò verso Castañeda. La località compare anche nella tradizione jacobea medievale: il Codice Callistino ricorda questo settore in relazione alla preparazione della calce destinata ai lavori della Cattedrale di Santiago e alle pietre che i pellegrini avrebbero trasportato da Triacastela.

Questo è proprio uno di quei racconti nei quali storia, tradizione e costruzione simbolica del pellegrinaggio finiscono per sovrapporsi.

Da un punto di vista pratico, però, questa parte mi interesserà soprattutto per il ritmo. Dopo Melide avrò già molti chilometri nelle gambe e ogni discesa seguita immediatamente da una nuova risalita potrebbe iniziare a pesare più del dislivello assoluto.

Ribadiso e l’ultima salita verso Arzúa

Ribadiso sarà probabilmente il luogo che ricorderò maggiormente nella seconda parte. Il Cammino raggiunge il río Iso e attraversa un ponte di origine medievale; vicino al fiume si trova l’antico hospital de Ribadiso, recuperato come albergue per pellegrini.

Il contesto dovrebbe essere particolarmente piacevole, ma Ribadiso nasconde anche una piccola insidia psicologica: Arzúa sembra ormai vicinissima, mentre rimane ancora la risalita finale.

Dopo quasi tutta la giornata in movimento, quei pochi chilometri potrebbero essere molto più percepibili di quanto suggerisca la carta.

Superato questo ultimo tratto entrerò progressivamente ad Arzúa e terminerò una delle giornate più lunghe dell’intero Cammino Francese che ho programmato.

Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa

Dal punto di vista logistico la Palas de Rei–Arzúa dovrebbe essere relativamente semplice. Il percorso attraversa numerosi nuclei abitati e Melide, a metà strada, è una vera cittadina con tutti i principali servizi.

Questo non significa però che ogni bar o albergue lungo i piccoli centri intermedi sarà aperto il 3 novembre.

Nella prima parte i riferimenti principali saranno San Xiao do Camiño, il settore di Casanova e O Leboreiro; Furelos precederà poi l’arrivo a Melide.

Nella seconda metà troverò Boente, Castañeda e Ribadiso prima di Arzúa. In alta stagione questa distribuzione rende semplice rifornirsi, ma a novembre non farò affidamento sull’apertura di ogni singola struttura.

Melide sarà il punto più sicuro per fare una sosta vera e propria, bere, mangiare qualcosa o acquistare ciò che dovesse servirmi per la seconda metà.

Cercherò però di mantenere la pausa abbastanza leggera: dopo quasi quindici chilometri sarà facile avere la sensazione di essere già molto avanti, quando in realtà resterà ancora metà della giornata.

Partirò quindi da Palas de Rei con acqua e qualcosa da mangiare nello zaino, esattamente come nelle tappe precedenti, senza caricare quantità eccessive.

Dopo aver percorso realmente la tappa aggiornerò questa sezione indicando quali servizi avrò trovato effettivamente aperti il 3 novembre e quali punti mi saranno sembrati più adatti per una pausa.

Arrivo ad Arzúa: cosa vedere dopo la tappa

Arzúa sarà soprattutto il luogo nel quale concludere quasi trenta chilometri di Cammino e recuperare prima delle ultime due tappe.

Non mi aspetto un arrivo monumentale, ma la cittadina ha un rapporto molto stretto con le vie jacobee: qui il Cammino del Nord confluisce nel Francese, mentre il Primitivo vi sarà già arrivato insieme a me attraverso Melide.

Da Arzúa in avanti, quindi, pellegrini provenienti da tre grandi itinerari continueranno sullo stesso tracciato verso Santiago.

Nel centro uno dei riferimenti principali è la Igrexa de Santiago. Poco distante si trova anche la Capela da Madalena, edificio di origine medievale legato a un antico ospedale per pellegrini.

Non intendo però trasformare questa guida di tappa in una visita dettagliata di Arzúa: dopo l’arrivo mi interesseranno soprattutto il paese che incontrerò realmente, l’atmosfera di fine giornata e ciò che riuscirò a vedere senza costruire un itinerario turistico artificiale.

Arzúa è inoltre profondamente identificata con il formaggio Arzúa-Ulloa, denominazione che avevo già iniziato a incontrare entrando nella comarca dell’Ulloa. Sarà interessante vedere quanto questa identità casearia sia effettivamente percepibile nel paese e non soltanto nelle guide turistiche.

Dove dormire ad Arzúa dopo la tappa

Arzúa è una delle principali località di pernottamento dell’ultima parte del Cammino Francese e dispone di albergue pubblici e privati, pensioni e altre strutture.

La disponibilità non dovrebbe creare problemi paragonabili a quelli dei mesi più frequentati, ma il 3 novembre entrerà in gioco ancora una volta la stagionalità.

Dopo una giornata di circa 29 chilometri potrei valutare anche qui una stanza privata, soprattutto perché sarò ormai alla fine del viaggio e il recupero inizierà ad avere un peso diverso.

Allo stesso tempo, vivere le ultime notti negli albergue potrebbe essere parte dell’esperienza che vorrò continuare fino a Santiago. Deciderò quindi in base alle condizioni reali e alle strutture che resteranno aperte.

Se vuoi capire le differenze fra le varie formule di pernottamento, trovi tutte le informazioni nella mia guida su dove dormire sul Cammino di Santiago e come funzionano gli albergue.

La mattina successiva continuerò con il percorso da Arzúa a O Pedrouzo: tappa 32 del Cammino Francese. Sarà la penultima giornata prima di Santiago e, almeno sulla carta, sensibilmente più corta di quella appena conclusa.

La mia esperienza da Palas de Rei ad Arzúa: cosa aggiungerò dopo la tappa

Questa è una delle giornate che mi incuriosiscono maggiormente nella parte finale del Cammino, proprio perché non possiede una grande difficoltà facilmente identificabile.

Non c’è un passo montano da superare, una salita simbolica o un tratto che sulla carta sembri particolarmente duro. Ci sono invece quasi trenta chilometri e una quantità continua di piccole discese e risalite.

Dopo trentuno giorni sarà interessante capire se una giornata del genere mi sembrerà lunga oppure ormai normale.

All’inizio del Cammino avrei probabilmente valutato 29 chilometri soprattutto in funzione della preparazione fisica; dopo essere arrivato dalla Francia e aver attraversato tutta la Spagna, potrei invece valutarli con un parametro completamente diverso. Le gambe saranno più allenate, ma anche molto più cariche di chilometri.

La prima cosa che voglio osservare sarà proprio questo equilibrio fra adattamento e stanchezza accumulata. Mi interessa capire se riuscirò a camminare con un ritmo regolare per tutta la giornata o se, dopo Melide, i continui saliscendi cominceranno a spezzarlo.

Melide sarà il secondo elemento da osservare. Lì entreranno sul Francese i pellegrini provenienti dal Primitivo e voglio capire quanto questo sia realmente percepibile all’inizio di novembre.

Dopo Sarria avrò già vissuto il primo aumento del numero di persone sul percorso; Melide potrebbe rappresentare un secondo passaggio, anche se probabilmente molto meno evidente rispetto alla stagione estiva.

Sono curioso anche di vedere Furelos e soprattutto Ribadiso, perché sono luoghi che nelle fotografie del Cammino vengono spesso rappresentati come estremamente tranquilli, quasi fuori dal tempo.

Il 3 novembre potrei trovarli davvero così, oppure scoprire che l’esperienza reale è completamente diversa da quella suggerita dalle immagini.

A Melide dovrò anche decidere come gestire la sosta. Il pulpo è praticamente diventato parte del racconto collettivo di questa tappa e mi interessa provarlo nel luogo al quale viene associato, ma voglio evitare che il pranzo diventi il momento nel quale le gambe si spengono completamente sapendo che restano altri quindici chilometri.

Poi arriverà Ribadiso. Credo che sarà uno dei punti nei quali la distanza da Santiago inizierà a diventare davvero concreta. Non perché ci sia una soglia simbolica precisa, ma perché da lì Arzúa sarà vicina e dopo Arzúa resteranno soltanto due giornate.

È probabilmente questo l’aspetto che cambierà maggiormente la percezione della tappa. Per settimane ogni arrivo è stato semplicemente la fine di una giornata e l’inizio della successiva. Adesso ogni paese mi avvicinerà anche alla conclusione dell’intero viaggio.

Quando entrerò ad Arzúa avrò terminato la trentunesima tappa. A quel punto non penserò più a Santiago come a una destinazione lontana verso la quale sto camminando: mancheranno soltanto O Pedrouzo e poi l’ultima giornata.

Dopo il 3 novembre aggiornerò questa guida con distanza GPS, tempo effettivo di cammino, dislivello registrato, condizioni meteorologiche e stato dei sentieri.

Aggiungerò i servizi realmente aperti, dove mi sarò fermato, quanto avrò sentito i saliscendi dopo Melide e se la salita finale da Ribadiso ad Arzúa sarà stata davvero più faticosa di quanto appare sulla carta.

Racconterò soprattutto come sarà cambiato il Cammino dopo l’incontro con il Primitivo a Melide e quale effetto farà terminare la giornata sapendo che Santiago sarà ormai a sole due tappe di distanza.

Ultimo aggiornamento articolo: 23/09/2026

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