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Da Zubiri a Pamplona: tappa 3 del Cammino Francese

Dopo due giornate trascorse tra Pirenei, boschi e piccoli paesi della Navarra, la terza tappa del Cammino Francese cambia ancora una volta scenario. Da Zubiri a Pamplona ci sono circa 20,5 chilometri e, almeno sulla carta, questa dovrebbe essere una giornata decisamente più semplice delle prime due.

Il dislivello è contenuto, non ci sono grandi salite e per buona parte del percorso il Cammino segue la valle del fiume Arga attraversando piccoli centri come Larrasoaña, Akerreta, Zuriain e Irotz.

Negli ultimi chilometri però qualcosa cambia: i sentieri lasciano progressivamente spazio alle strade, aumentano le case, si attraversano Trinidad de Arre, Villava e Burlada e il Cammino entra a Pamplona, la prima vera città.

La terza tappa arriverà per me il 6 ottobre, dopo la seconda giornata da Roncesvalles a Zubiri. Sarà quindi anche il primo momento nel quale potrò capire se il corpo sta iniziando ad adattarsi alla ripetizione quotidiana del cammino.

La distanza non mi preoccupa particolarmente e il profilo altimetrico è molto più favorevole rispetto alle giornate precedenti.

Quello che mi interessa è vedere come cambierà la percezione della fatica: il primo giorno attraverserò i Pirenei, il secondo affronterò soprattutto discese, mentre il terzo dovrei finalmente trovarmi davanti a una tappa nella quale poter camminare con un ritmo più regolare.

E forse cominciare realmente a entrare nella quotidianità del Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago.

Sto scrivendo questa guida prima di percorrere la tappa. Posso quindi raccontarti il tracciato, le distanze, i paesi attraversati, le principali difficoltà, i servizi e quello che mi aspetto di incontrare lungo il percorso. Dopo il 6 ottobre tornerò invece qui per aggiungere tempi reali, condizioni del terreno, soste e impressioni.

Se stai organizzando l’intero percorso fino a Santiago, trovi questa giornata anche nella mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese.

Tappa 3 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà

La distanza da Zubiri a Pamplona è di circa 20,5 chilometri. Come accade spesso sul Cammino, le diverse tracce possono restituire qualche centinaio di metri di differenza, ma il quadro generale è molto chiaro: Visit Navarra indica una distanza di 20,26 chilometri, circa 220 metri di dislivello positivo e una difficoltà media.

In sintesi, partirei considerando circa 20,5 km di percorso, 220-300 metri di salita a seconda della traccia e un tempo indicativo compreso tra 4 ore e 30 minuti e 5 ore.

Il terreno del percorso alterna sentieri, piste sterrate, tratti asfaltati e diversi chilometri urbani. Le località principali sono Larrasoaña, Akerreta, Zuriain, Irotz, Trinidad de Arre, Villava e Burlada, mentre l’elemento che accompagna buona parte della giornata è il fiume Arga con i suoi numerosi ponti.

Zubiri si trova a poco più di 500 metri di quota e Pamplona attorno ai 450, ma non si tratta di una discesa continua. Il percorso continua a muoversi tra piccoli saliscendi, senza però incontrare nessuna delle difficoltà altimetriche affrontate nei due giorni precedenti.

Sulla carta dovrebbe essere quindi la prima giornata nella quale il chilometraggio conta più del dislivello. Dopo Saint-Jean-Pied-de-Port-Roncesvalles e Roncesvalles-Zubiri potrebbe essere esattamente quello di cui avrò bisogno.

Da Zubiri a Pamplona: come si sviluppa il percorso

La terza tappa comincia praticamente dal luogo nel quale termina la seconda: il Puente de la Rabia. Per lasciare Zubiri bisogna attraversare il ponte medievale sul fiume Arga e dirigersi verso la zona industriale.

Sono sicuro che non sarà probabilmente l’inizio più spettacolare del Cammino, ma la parentesi dura poco e il percorso torna rapidamente verso sentieri, strade secondarie e piccoli nuclei rurali.

Una caratteristica interessante della giornata è proprio questa successione continua di ambienti diversi. Nella prima parte il Cammino rimane ancora profondamente rurale, poi segue sempre più da vicino l’Arga e infine entra gradualmente nell’area urbana di Pamplona.

Da Zubiri a Larrasoaña

Lasciata alle spalle la zona industriale di Zubiri, il percorso prosegue verso Ilarratz ed Ezkirotz, due piccoli nuclei rurali molto diversi dalle località di tappa nelle quali si concentra la maggior parte dei pellegrini.

Dopo circa cinque chilometri si arriva invece a Larrasoaña, il primo centro realmente importante della giornata.

Larrasoaña ha una lunga tradizione legata al Cammino di Santiago. Per raggiungere il centro si attraversa il cosiddetto Puente de los Bandidos, il Ponte dei Banditi, il cui nome richiama le storie dei pellegrini che in epoca medievale rischiavano di essere assaliti e derubati lungo il percorso.

Oggi sarà soprattutto un possibile punto di sosta. Se partirò presto da Zubiri, potrebbe essere il posto giusto per fermarmi, bere qualcosa e fare una piccola pausa prima della parte centrale della tappa.

Da Larrasoaña ad Akerreta e Zuriain

Lasciata Larrasoaña il percorso verso Pamplona riprende quota per brevi tratti e continua attraverso un paesaggio ancora prevalentemente rurale fino ad Akerreta.

Il piccolo borgo si sviluppa attorno alla chiesa della Trasfigurazione e da qui il Cammino torna progressivamente verso il fiume.

Dovrebbe essere una delle parti più piacevoli della giornata, perché il sentiero scende attraverso zone alberate fino a riavvicinarsi all’Arga, che da questo momento comincia a diventare un riferimento quasi costante.

Si continua quindi verso Zuriain. Il carattere del percorso è ormai completamente diverso dalle prime due tappe: non ci sono grandi valichi da raggiungere né lunghe discese da gestire, ma una successione di sentieri, boschi, piccoli paesi e attraversamenti del fiume.

Da Zuriain a Irotz e Trinidad de Arre

Da Zuriain il Cammino prosegue verso Irotz, dove si incontra il ponte romanico di Iturgaiz, risalente al XII secolo.

In questa zona bisogna seguire con attenzione le frecce che indicano il Cammino, perché il percorso presenta una biforcazione e la direzione corretta è quella indicata verso Arre, Villava e Pamplona.

Da qui comincia progressivamente l’ingresso nella grande area urbana di Pamplona, ma i sentieri non finiscono immediatamente.

Il percorso entra infatti nel Parco Fluviale della Comarca di Pamplona e continua ancora in un ambiente molto più verde di quello che ci si potrebbe aspettare avvicinandosi a una città.

Poco prima di Trinidad de Arre esiste anche la possibilità di raggiungere Zabaldika con una breve deviazione.

Nel paese si trova la chiesa medievale di San Esteban, ma durante il Cammino deciderò probabilmente sul momento se fare o meno queste piccole variazioni. Una cosa è studiare una tappa davanti al computer, un’altra sarà avere già molti chilometri nelle gambe e sapere che Pamplona è ormai vicina.

Da Trinidad de Arre a Villava, Burlada e Pamplona

L’arrivo a Trinidad de Arre segna un cambiamento molto più evidente. Il Cammino attraversa il ponte accanto all’antico complesso della Trinidad e da qui entra praticamente senza soluzione di continuità nell’area urbana formata da Villava/Atarrabia, Burlada/Burlata e infine Pamplona.

Non sarà probabilmente la parte paesaggisticamente più bella della giornata, ma mi interessa proprio per quello che rappresenta.

Dopo tre giorni trascorsi quasi sempre tra montagne, boschi e piccoli paesi, arriveranno improvvisamente traffico, negozi, bar e persone che stanno semplicemente vivendo la loro giornata e non stanno andando a Santiago.

Il Cammino continua comunque a seguire in diversi punti il corridoio verde dell’Arga e l’ingresso nella città storica non avviene attraverso una periferia qualsiasi. Gli ultimi metri regalano infatti uno degli arrivi più riconoscibili di questa prima parte del Cammino Francese.

Seguendo il fiume Arga da Zubiri verso Pamplona

Se la seconda tappa del Cammino aveva come filo conduttore la discesa dai Pirenei, questa potrebbe essere considerata la tappa dell’Arga e dei ponti.

Il fiume è presente fin dalla partenza. Zubiri è costruita proprio attorno al Puente de la Rabia, poi il percorso continua a incrociare l’Arga e i suoi affluenti mentre avanza verso Pamplona.

Larrasoaña ha il Puente de los Bandidos, a Irotz si incontra il ponte romanico di Iturgaiz, Trinidad de Arre è raggiunta attraversando un altro antico ponte e l’ingresso finale a Pamplona avviene attraverso il Puente de la Magdalena.

È una magnifica successione che dà alla tappa una sua identità precisa e che rende evidente quanto i ponti fossero fondamentali per gli antichi itinerari di pellegrinaggio.

Per un pellegrino medievale attraversare un fiume non era un dettaglio. Un ponte poteva cambiare completamente la sicurezza e la praticabilità di un itinerario, e attorno a questi passaggi sono cresciuti ospedali, monasteri e piccoli insediamenti.

Oggi li attraverserò probabilmente in pochi minuti, ma mi piace l’idea che la stessa infrastruttura continui a indicare la stessa strada a chi va verso Santiago de Compostela anche dopo centinaia di anni.

Una tappa meno dura non significa una giornata per correre

Proprio perché il profilo è più semplice, credo che sarà facile partire troppo velocemente. Dopo due giornate impegnative la tentazione potrebbe essere quella di approfittare del terreno più favorevole e aumentare immediatamente il ritmo.

Io cercherò invece di fare l’opposto, perché l’avventura è appena iniziata e uno degli obiettivi del mio allenamento per il Cammino di Santiago è proprio imparare a gestire lo sforzo su più giorni consecutivi, non a percorrere una singola tappa nel minor tempo possibile.

Venti chilometri relativamente semplici possono quindi diventare una buona occasione per recuperare un po’, camminare regolarmente e arrivare a Pamplona con ancora energie sufficienti per godermi almeno una parte della città.

Cosa vedere tra Zubiri e Pamplona

Questa terza giornata non ha un unico monumento dominante, ma presenta una successione di piccoli luoghi legati alla storia del Cammino.

Larrasoaña conserva la struttura di antico borgo di pellegrinaggio e il Puente de los Bandidos, mentre Akerreta mantiene l’aspetto di un piccolo villaggio rurale. A Irotz il ponte romanico di Iturgaiz permette ancora oggi di superare il fiume lungo lo stesso asse utilizzato dai pellegrini medievali.

Poi arriva Trinidad de Arre, che per me sarà probabilmente uno dei punti più interessanti della giornata. Il ponte e l’antico complesso religioso segnano quasi simbolicamente il passaggio tra il Cammino rurale e quello urbano.

Da qui si attraversano Villava e Burlada. Villava è conosciuta anche per essere la città natale di Miguel Induráin, ma durante il Cammino dubito che sentirò il bisogno di trasformare ogni paese in una visita turistica: preferisco che questi luoghi rimangano parte naturale della giornata.

Il Puente de la Magdalena

Il Puente de la Magdalena attraversa l’Arga poco prima delle mura di Pamplona ed è uno dei ponti storici più importanti del Cammino Francese in Navarra. Il tracciato ufficiale entra da qui nell’area fortificata della città e prosegue verso il Portal de Francia.

Immagino che dopo circa venti chilometri avrà anche un significato molto più immediato. Attraversarlo significherà avere praticamente completato la terza tappa. Da lì, però, comincerà una parte dell’arrivo che voglio godermi senza fretta.

Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa

Dal punto di vista dei rifornimenti, Zubiri-Pamplona non dovrebbe creare particolari problemi. A differenza della prima tappa pirenaica, si attraversano con regolarità paesi e zone abitate e le possibilità di trovare acqua, bar o qualcosa da mangiare aumentano progressivamente man mano che ci si avvicina alla città.

I punti che considero più utili sono Larrasoaña nella prima parte della giornata, Zuriain nella zona centrale e poi Villava e Burlada negli ultimi chilometri.

Come è mia abitudine, però, preferisco non costruire la tappa sulla certezza di trovare una singola attività aperta.

Io passerò il 6 ottobre. Alcuni servizi lungo il Cammino possono avere orari stagionali o giornate di chiusura e quindi porterò comunque acqua e qualcosa da mangiare nello zaino.

Dopo aver percorso realmente la tappa aggiornerò questa parte dell’articolo con le informazioni che considero più utili: fontane effettivamente funzionanti, bar che avrò trovato aperti, prezzi, eventuali negozi e luoghi nei quali mi sarò fermato.

La differenza tra una guida preparata a tavolino e una guida basata sul percorso reale sta anche qui. Essere sicuro che sulla mappa esiste un bar aiuta, ma sapere che alle dieci del mattino di un martedì di ottobre era aperto aiuta molto di più.

Arrivo a Pamplona: dal Puente de la Magdalena al Portal de Francia

Gli ultimi chilometri della terza tappa sono inevitabilmente urbani, ma l’ingresso nel centro storico di Pamplona è tutt’altro che banale.

Dopo Burlada il Cammino torna verso l’Arga e raggiunge il Puente de la Magdalena. Superato il ponte, il tracciato entra nell’antico sistema difensivo della città e raggiunge il Portal de Francia, una delle porte storiche delle mura di Pamplona.

È un arrivo che mi incuriosisce molto perché sarà il primo vero contrasto del viaggio. Tre mattine prima sarò partito da Saint-Jean-Pied-de-Port; dopo montagne, boschi e paesi di poche case entrerò improvvisamente nel centro di una città vera, con piazze, negozi, ristoranti e persone che non hanno niente a che fare con il Cammino.

Da qui il percorso attraversa il centro storico. Pamplona meriterebbe naturalmente molto più tempo di quello che normalmente le dedica un pellegrino che deve ripartire la mattina successiva, ma non voglio neppure arrivare, fare la doccia, cenare e andare a letto senza vedere nulla.

Se avrò ancora abbastanza energie, mi piacerebbe percorrere almeno il centro storico, vedere la Cattedrale, Plaza del Castillo e passare per le strade legate ai Sanfermines.

Non so ancora se avrò voglia di fare una visita guidata dopo venti chilometri di cammino, ma avere la possibilità di scegliere mi sembra molto più utile che arrivare senza sapere cosa offre la città.

Dove dormire a Pamplona dopo la tappa

Pamplona offre ovviamente molte più possibilità di pernottamento rispetto a Roncesvalles o Zubiri. Ci sono albergue per pellegrini, ostelli, pensioni, camere private e hotel di ogni categoria.

Nella mia guida su dove dormire sul Cammino di Santiago e come funzionano gli albergue ho già individuato a Pamplona Casa Paderborn come una delle opzioni economiche che terrò presenti.

Al momento della mia ricerca risultava un albergue orientato ai pellegrini, economico e senza prenotazione anticipata.

Arrivare in una città offre però anche un’altra possibilità: concedersi ogni tanto una camera privata. Dopo tre giornate consecutive potrebbe non servirmi affatto, oppure potrei scoprire di avere improvvisamente molta voglia di una doccia tutta mia, qualche ora di silenzio e una notte senza russatori.

La scelta dipenderà anche dal modo in cui vorrò vivere il Cammino. Voglio mantenere abbastanza libertà da poter cambiare programma, ma allo stesso tempo non considero un valore assoluto trascorrere ogni notte in camerata.

Pamplona sarà anche un buon posto per aggiungere un altro sello alla credenziale del Cammino di Santiago, che a quel punto avrà già cominciato a riempirsi dei primi timbri della Navarra.

La mattina successiva arriverà poi un’altra tappa completamente diversa: Da Pamplona a Puente la Reina: tappa 4 del Cammino Francese.

Lascerò nuovamente la città, tornerò verso la campagna e davanti a me comparirà uno dei luoghi più riconoscibili dell’intero Cammino Francese: l’Alto del Perdón.

La mia esperienza da Zubiri a Pamplona: cosa aggiungerò dopo la tappa

Questa è ancora la parte che oggi non posso raccontare. So che la tappa misura circa venti chilometri, conosco i paesi che attraverserò, ho studiato i ponti e so da dove entrerò a Pamplona.

Ma non so ancora come staranno i piedi alla terza mattina, quanto peserà lo zaino dopo due giorni di utilizzo o se il corpo avrà cominciato ad adattarsi alla nuova routine.

Il 6 ottobre potrò raccontarti a che ora sarò partito da Zubiri, quanto tempo avrò impiegato per raggiungere Larrasoaña, dove mi sarò fermato e in quali condizioni avrò trovato i sentieri.

Potrò capire se la tappa sarà sembrata veramente facile rispetto alle prime due oppure se tre giorni consecutivi di cammino avranno iniziato a cambiare completamente la percezione della distanza.

Voglio anche vedere quanto peseranno mentalmente gli ultimi chilometri urbani. Dopo ore trascorse tra sentieri e boschi, camminare su marciapiedi, attraversare strade e avvicinarsi lentamente al centro di una città può sembrare più faticoso di quanto suggeriscano i numeri.

E soprattutto potrò raccontare l’ingresso a Pamplona. Attraversare il Puente de la Magdalena, passare sotto il Portal de Francia e ritrovarmi nel centro storico dovrebbe essere uno dei primi veri momenti di arrivo del mio Cammino.

Roncesvalles è soprattutto un complesso religioso, Zubiri è un piccolo paese costruito attorno al suo ponte, mentre Pamplona è la prima città nella quale il Cammino entrerà davvero. E il giorno successivo dovrò già lasciarla alle spalle.

Ultimo aggiornamento articolo: 14/09/2026

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