Quando ho deciso di fare il Cammino di Santiago, il Cammino Francese è stato quasi subito quello che mi ha attirato di più.
Non lo dico perché sia necessariamente il migliore, visto che ogni percorso ha caratteristiche completamente diverse, ma perché cercavo un viaggio lungo, capace di attraversare territori e paesaggi molto differenti e di farmi vivere il Cammino nella sua dimensione più completa.
Il Camino Francés è anche il percorso che probabilmente immagini quando pensi alle frecce gialle, agli albergue pieni di pellegrini, alle grandi pianure della Meseta e, alla fine, all’arrivo nella Plaza del Obradoiro.
È la più conosciuta tra le diverse vie del Cammino di Santiago, ma più lo studiavo più mi rendevo conto che definirlo semplicemente “il percorso più famoso” significa raccontarne soltanto una piccola parte.
Il Cammino Francese si modifica continuamente, perché cambiano i paesaggi, le città, l’altitudine, il clima, il tipo di terreno e probabilmente anche il modo in cui vivi le giornate.
Ci sono i Pirenei, i vigneti della Rioja, le grandi distese della Castiglia e León, il Bierzo e infine la Galizia, dove tornano salite, boschi e piccoli nuclei rurali.
È anche un percorso particolarmente interessante per chi affronta il Cammino per la prima volta, perché lungo quasi tutto l’itinerario trovi una rete molto sviluppata di albergues de peregrinos, bar, negozi e altri servizi.
Il 3 ottobre 2026 raggiungerò Saint-Jean-Pied-de-Port e il giorno successivo inizierò a camminare verso Roncesvalles. Ho suddiviso il mio percorso in 33 giornate, con arrivo previsto a Santiago il 5 novembre.
Questo non significa che 33 sia il numero “giusto” di tappe, ma è semplicemente la suddivisione che ho scelto in funzione delle distanze, dei dislivelli e delle località nelle quali voglio fermarmi.
Se anche tu stai pensando di fare il Camino Francés, in questa guida voglio aiutarti soprattutto a capire cosa ti aspetta: quanto è lungo, quanto tempo richiede, come cambia lungo il percorso, quali difficoltà devi considerare e come organizzarti prima della partenza.
Durante il viaggio aggiornerò poi queste informazioni con quello che avrò realmente verificato lungo la strada, perché una cosa è studiare 800 chilometri su una mappa e un’altra è percorrerli uno dopo l’altro.
Cosa troverai in questo articolo sul Cammino Francese:
Cammino Francese in breve: percorso, km e durata
Il Cammino Francese, Camino Francés in spagnolo, è una delle grandi vie storiche che conducono a Santiago de Compostela.
Se scegli di percorrerlo seguendo la partenza da Saint-Jean-Pied-de-Port, devi mettere in conto all’incirca 800 chilometri prima di arrivare davanti alla Cattedrale.
Non prenderei però la distanza come un numero assoluto. I chilometri finali cambiano leggermente in funzione delle varianti che segui, delle località nelle quali dormi, delle deviazioni per visitare una città e perfino del punto esatto dal quale parti o nel quale termini una giornata.
Quello che conta davvero è l’ordine di grandezza: se parti da Saint-Jean e vuoi arrivare a Santiago a piedi devi prepararti a camminare per circa 800 chilometri e, soprattutto, a pensare il viaggio in settimane anziché in giorni.
Saint-Jean-Pied-de-Port si trova sul versante francese dei Pirenei e rappresenta per moltissimi pellegrini il punto dal quale inizia il Camino Francés.
La prima grande prova arriva immediatamente, perché la tappa verso Roncesvalles porta ad attraversare i Pirenei prima di entrare in Navarra.
Da quel momento il percorso continua attraverso il nord della Spagna passando per Navarra, La Rioja, Castiglia e León e Galizia.
Lungo il tragitto incontri Pamplona, Logroño, Burgos, León, Astorga, Ponferrada e numerose altre località profondamente legate alla storia del pellegrinaggio.
Per completare l’intero percorso servono normalmente diverse settimane. Molti itinerari vengono organizzati in circa 30-35 giornate, ma non esiste una suddivisione obbligatoria: tutto dipende dal tuo ritmo, dalla preparazione fisica, dal tempo disponibile e dai luoghi nei quali vuoi fermarti.
Io ho scelto 33 tappe, con giornate che si muoveranno generalmente tra i 20 e i 30 chilometri. Alcune saranno più corte, altre più lunghe e soprattutto non tutte avranno la stessa difficoltà.
Una tappa di 25 chilometri quasi pianeggiante non equivale a una giornata della stessa lunghezza con salite e discese importanti.
È proprio per questo che, prima di decidere quanti giorni dedicare al viaggio, secondo me conviene guardare l’intero percorso e non soltanto dividere 800 chilometri per il numero delle giornate disponibili.
Da Saint-Jean a Santiago: come cambia il Cammino
Una delle ragioni principali per cui ho scelto di fare proprio il Camino Francés è la varietà. Percorrere circa 800 chilometri significa vedere cambiare il paesaggio più volte, ma anche attraversare territori differenti per cultura, architettura, gastronomia e atmosfera.
Partirò dai Pirenei e arriverò nell’umida Galizia dopo avere attraversato vigneti, città medievali, altopiani, pianure quasi prive di alberi e nuove zone montuose. Credo che proprio questa trasformazione progressiva sarà una delle parti più interessanti del viaggio.
Navarra e La Rioja
La prima parte del percorso è inevitabilmente dominata dai Pirenei. La partenza da Saint-Jean-Pied-de-Port e il passaggio verso Roncesvalles rappresentano uno dei momenti più conosciuti dell’intero Cammino Francese e anche uno dei primi test fisici importanti.
Dopo Roncesvalles il percorso scende progressivamente attraverso la Navarra fino a Zubiri e Pamplona. Da qui il paesaggio cambia ancora perché si attraversano aree rurali, piccoli centri e luoghi simbolici come Puente la Reina, prima di proseguire verso Estella e Los Arcos ed entrare nella Rioja.
La Rioja è uno dei territori che sono più curioso di attraversare. La conosco soprattutto per il vino, ma percorrerla a piedi significa entrare lentamente in un paesaggio fatto di vigneti, piccoli borghi, chiese e città come Logroño, Nájera e Santo Domingo de la Calzada.
È proprio questa una delle cose che mi attirano del viaggio a piedi: una zona che in automobile attraverseresti in poche ore richiede giorni, e il passaggio da un territorio al successivo diventa qualcosa che percepisci direttamente invece di leggerlo su un cartello stradale.
Meseta e Castilla y León
Dopo Burgos comincia una delle sezioni che più dividono chi ha già fatto il Francese: la Meseta.
È una lunga parte del percorso caratterizzata da pianure aperte, campi coltivati, orizzonti molto ampi e piccoli centri spesso distanti tra loro. C’è chi la considera monotona e chi invece la descrive come uno dei momenti più intensi dell’intero Cammino.
Io parto senza voler decidere in anticipo da che parte stare. Voglio capire cosa significhi realmente camminare per giorni in un ambiente così essenziale, con meno stimoli paesaggistici e lunghi tratti nei quali probabilmente il rapporto con il Cammino diventa più mentale.
Attraverserò Hornillos del Camino, Castrojeriz, Frómista, Carrión de los Condes, Terradillos de los Templarios, El Burgo Ranero e Mansilla de las Mulas prima di arrivare a León.
Qui probabilmente l’idea del Cammino come successione di “cose da vedere” perde parte del suo significato. Ci saranno giornate nelle quali la vera esperienza sarà semplicemente camminare per ore e vedere lentamente cambiare il paesaggio intorno.
León rappresenterà poi uno dei grandi punti di riferimento del percorso e anche un nuovo cambio di prospettiva, perché procedendo verso Astorga la Meseta inizierà progressivamente a lasciare spazio a paesaggi differenti.
Bierzo e Galizia
Dopo Astorga il Cammino Francese torna a salire. Si raggiunge Rabanal del Camino e poi uno dei luoghi più simbolici dell’intero itinerario, la Cruz de Ferro, prima della lunga discesa verso Ponferrada.
Da qui si entra nel Bierzo e il paesaggio cambia un’altra volta. Ponferrada e Villafranca del Bierzo precedono una delle salite più conosciute del Camino Francés, quella verso O Cebreiro, che segna anche l’ingresso in Galizia.
È un passaggio che aspetto con particolare curiosità, perché ho visto che il paesaggio diventa più verde e umido, aumentano boschi, piccoli villaggi e continui saliscendi. Da qui Santiago inizia anche a sembrare concretamente più vicina.
Dopo O Cebreiro attraverserò Triacastela e arriverò a Sarria. È proprio da qui che probabilmente noterò uno dei cambiamenti più evidenti nell’atmosfera del Cammino, perché molti pellegrini scelgono Sarria come punto di partenza per percorrere soltanto gli ultimi 100 chilometri circa fino a Santiago.
Per me sarà molto diverso, perché quando arriverò a Sarria avrò già quasi quattro settimane e centinaia di chilometri nelle gambe. Sarà interessante capire come cambierà la percezione del percorso quando aumenterà sensibilmente il numero di persone sulla stessa strada.
Da Sarria continuerò verso Portomarín, Palas de Rei, Arzúa e O Pedrouzo prima dell’ultima tappa fino a Santiago.
Quanto è difficile e per chi è adatto
Definire il Cammino Francese semplicemente facile o difficile secondo me rischia di essere fuorviante. Per la maggior parte del percorso non si tratta di un trekking tecnicamente complesso: non richiede capacità alpinistiche e non presenta normalmente passaggi per i quali servano competenze particolari.
Questo, però, non significa che sia poco impegnativo, visto che la difficoltà principale è soprattutto nella continuità.
Camminare 20, 25 o 30 chilometri durante una singola escursione è una cosa, mentre percorrerli ogni giorno per quattro o cinque settimane è completamente diverso, perché ogni mattina riparti portandoti dietro anche la fatica accumulata nei giorni precedenti.
Ci sono poi giornate oggettivamente più impegnative. L’attraversamento iniziale dei Pirenei è probabilmente l’esempio più evidente, ma lungo il percorso incontrerai altre salite, discese e tratti nei quali il terreno può diventare più faticoso soprattutto con pioggia o fango.
La Meseta presenta invece un problema differente. Il dislivello è spesso più contenuto, ma si possono affrontare lunghi tratti esposti al sole o al vento e con pochi punti di sosta. Qui la difficoltà può diventare più mentale che fisica.
Poi ci sono i piedi, probabilmente l’aspetto che mi preoccupa maggiormente prima della partenza. Una vescica o una piccola irritazione possono sembrare problemi banali, ma possono diventare molto importanti quando il giorno successivo devi percorrere altri 25 chilometri.
Per questo non penso sia necessario essere atleti per fare il Francese, ma considero importante arrivare preparati.
Se conduci una vita completamente sedentaria e parti improvvisamente per percorrere 800 chilometri senza avere mai camminato per più giorni consecutivi, il rischio di soffrire molto più del necessario aumenta parecchio.
Al contrario, se come me sei già molto allenato o ti prepari gradualmente, impari a conoscere il tuo ritmo e non trasformi le tappe in una gara, il Cammino Francese può essere affrontato da persone con esperienze molto diverse.
È anche un percorso che offre una buona possibilità di adattamento. Se una giornata prevista da 30 chilometri è troppo lunga puoi dividerla, mentre se hai bisogno di recuperare puoi fermarti prima.
La rete di località e servizi lungo il Camino Francés offre normalmente più flessibilità rispetto a percorsi meno frequentati. Questa è proprio una delle ragioni per cui l’ho scelto per la mia prima esperienza verso Santiago.
Se anche tu stai pensando di partire per fare il Cammino Francese, nella guida su come prepararsi al Cammino di Santiago trovi l’approfondimento dedicato alla preparazione fisica e pratica prima della partenza.
Quando partire e come organizzare alloggi e budget
La stagione può cambiare profondamente il tipo di esperienza che vivi sul Cammino Francese. Io partirò all’inizio di ottobre e quindi affronterò un percorso autunnale, una scelta che ho fatto soprattutto per evitare il caldo estivo e la maggiore affluenza dei mesi centrali.
So però che dovrò convivere con giornate progressivamente più corte, temperature più basse, maggiore probabilità di pioggia e la possibilità che alcune strutture stagionali siano già chiuse.
In primavera le temperature possono essere piacevoli, ma il meteo rimane variabile e nelle zone più elevate non bisogna sottovalutare freddo e precipitazioni.
L’estate garantisce molte ore di luce e la massima disponibilità di servizi, ma alcune sezioni del Francese possono diventare molto calde, soprattutto nella Meseta.
Settembre e ottobre possono rappresentare un buon compromesso tra temperatura e affollamento, mentre l’inverno richiede un’organizzazione completamente diversa, soprattutto nelle zone montane.
Se il periodo è ancora una delle tue principali incognite per fare il Francese, nella guida su quando fare il Cammino di Santiago trovi un confronto specifico tra stagioni, clima, affollamento e disponibilità dei servizi.
Anche gli alloggi sono una componente fondamentale dell’organizzazione. Gli albergues de peregrinos sono uno degli elementi più caratteristici del Camino Francés e saranno anche la mia sistemazione principale.
Ne esistono di diversi tipi: pubblici, parrocchiali, privati e strutture che funzionano secondo la formula del donativo. Alcuni possono essere prenotati, mentre altri assegnano semplicemente i posti in ordine di arrivo.
Personalmente non voglio affrontare il viaggio con ogni notte prenotata settimane prima, perché preferisco mantenere un certo margine di libertà.
Questo non significa che non prenoterò mai, perché in alcune città, in occasione di giornate particolarmente impegnative o quando vorrò concedermi una camera privata per recuperare meglio, potrebbe essere la soluzione più sensata.
Nell’approfondimento su dove dormire sul Cammino di Santiago trovi il funzionamento degli albergue e le principali alternative disponibili lungo il percorso.
Se preferisci organizzare in anticipo alcune notti, soprattutto nelle grandi città o nelle località nelle quali vuoi avere la sicurezza di una sistemazione, puoi confrontare su Booking.com disponibilità, posizione, servizi, condizioni e prezzi delle strutture lungo il tuo Cammino.
Poi c’è il budget da prevedere. Ovviamente non esiste una cifra valida per tutti, perché il costo dipende moltissimo dal modo in cui decidi di viaggiare.
Albergue pubblici, spesa al supermercato e menu del pellegrino permettono di contenere la spesa, mentre la scelta di camere private, ristoranti e servizi aggiuntivi la fanno inevitabilmente salire.
Le principali voci di costo da considerare per fare il Cammino Francese sono ovviamente il pernottamento, i pasti, la lavanderia, la farmacia, l’eventuale trasporto dello zaino, gli ingressi ai musei e i piccoli extra.
Durante il mio percorso terrò traccia di tutte le spese che sostengo proprio per confrontare quello che avevo preventivato con quello che spenderò realmente.
Nell’articolo dedicato a quanto costa il Cammino di Santiago trovi il budget costruito prima della partenza e, una volta concluso il viaggio, anche il confronto con le spese effettivamente sostenute.
Le 33 tappe del Cammino Francese
Quando ho iniziato a costruire il mio itinerario per arrivare a Santiago de Compostela mi sono reso conto subito che parlare di “33 tappe ufficiali” sarebbe sbagliato.
Esistono suddivisioni molto utilizzate dalle guide e dagli operatori, ma il Camino Francés non ti obbliga a terminare la giornata in una determinata località.
Le etapas servono soprattutto a dare una struttura al viaggio e possono essere accorciate, allungate o modificate in funzione del tuo ritmo.
Io ho previsto queste 33:
- Saint-Jean-Pied-de-Port → Roncesvalles
- Roncesvalles → Zubiri
- Zubiri → Pamplona
- Pamplona → Puente la Reina
- Puente la Reina → Estella
- Estella → Los Arcos
- Los Arcos → Logroño
- Logroño → Nájera
- Nájera → Santo Domingo de la Calzada
- Santo Domingo de la Calzada → Belorado
- Belorado → San Juan de Ortega
- San Juan de Ortega → Burgos
- Burgos → Hornillos del Camino
- Hornillos del Camino → Castrojeriz
- Castrojeriz → Frómista
- Frómista → Carrión de los Condes
- Carrión de los Condes → Terradillos de los Templarios
- Terradillos de los Templarios → El Burgo Ranero
- El Burgo Ranero → Mansilla de las Mulas
- Mansilla de las Mulas → León
- León → Hospital de Órbigo
- Hospital de Órbigo → Astorga
- Astorga → Rabanal del Camino
- Rabanal del Camino → Ponferrada
- Ponferrada → Villafranca del Bierzo
- Villafranca del Bierzo → O Cebreiro
- O Cebreiro → Triacastela
- Triacastela → Sarria
- Sarria → Portomarín
- Portomarín → Palas de Rei
- Palas de Rei → Arzúa
- Arzúa → O Pedrouzo
- O Pedrouzo → Santiago de Compostela
Questa è la suddivisione del Cammino Francese che ho previsto io, ma non deve diventare automaticamente la tua.
Puoi modificarla liberamente in funzione del tempo che hai a disposizione, del tuo ritmo e delle località nelle quali vuoi trascorrere più tempo.
La cosa importante è non costruire il viaggio soltanto dividendo 800 chilometri per il numero di giorni disponibili, perché ogni giornata ha caratteristiche diverse e alcune meritano di essere valutate anche in funzione del dislivello, della disponibilità di servizi e di quello che vuoi vedere lungo il percorso.
Nella guida alle 33 tappe del Cammino Francese trovi l’intero itinerario organizzato giornata per giornata, con distanze, caratteristiche e collegamenti alle singole guide di tappa.
Durante il viaggio aggiornerò progressivamente anche queste pagine con quello che avrò realmente trovato sul percorso.
Sulla carta posso già dirti quanti chilometri dovrò percorrere e quali località attraverserò. Dopo aver camminato potrò invece raccontarti quanto è stata realmente impegnativa una giornata, se c’erano abbastanza punti d’acqua e ristoro, quali servizi erano effettivamente aperti e quali luoghi meritavano davvero una sosta.
Preparazione pratica e approfondimenti utili
Più si avvicina la partenza, più mi rendo conto che preparare il Cammino Francese non significa soltanto allenare le gambe.
Per diverse settimane dovrai portare ogni giorno lo zaino e convivere con i piccoli problemi che inevitabilmente possono comparire quando percorri centinaia di chilometri.
Per allenarmi sto facendo soprattutto quello che farò durante il viaggio: camminare. Ho aumentato gradualmente le distanze e la frequenza. Ma sto anche facendo molte uscite consecutive, perché secondo me è questa la differenza più importante rispetto a un normale trekking.
Infatti, fare 25 chilometri e poi riposare per tre giorni, non riproduce realmente quello che succederà sul Francese. Il vero problema è svegliarsi il mattino successivo e ripartire per un’altra lunga camminata.
La preparazione riguarda anche lo zaino e la scelta delle scarpe. Ogni oggetto aggiunto sembra leggerissimo preso singolarmente, ma quando sommi vestiti, prodotti per l’igiene, elettronica, acqua e tutto il resto il peso cresce rapidamente.
Lo stesso vale per le calzature: non credo esista una scarpa migliore per tutti, ma quella capace di funzionare bene sul tuo piede, sul tipo di terreno che incontrerai e nelle condizioni climatiche del periodo scelto.
Per questo ho scritto la guida sull’allenamento per il Cammino di Santiago, nella quale parlo della preparazione pratica complessiva che rimanda agli approfondimenti specifici sull’allenamento, sulla preparazione dello zaino, sulle scelta delle scarpe e sulla salute dei piedi.
Il resto potrò capirlo soltanto camminando. Il 4 ottobre partirò da Saint-Jean-Pied-de-Port e inizierò a vedere quanto la preparazione fatta prima sarà realmente servita.
Attraverserò Pirenei, Navarra, Rioja, Meseta, Bierzo e Galizia fino a Santiago, cercando di raccontarti non soltanto dove passa il Camino Francés, ma soprattutto come cambia quando smette di essere una linea su una mappa e diventa una strada che percorri ogni giorno.
E quando finalmente arriverai a Santiago, se vorrai dedicare un po’ di tempo anche alla città invece di considerarla soltanto il punto nel quale smettere di camminare, puoi consultare le visite e le esperienze disponibili con Civitatis a Santiago de Compostela, scegliendo quella più interessante in base a contenuti e durata.
È questo il motivo per cui voglio raccontare il Cammino Francese prima, durante e dopo il viaggio: una guida può spiegarti il percorso e aiutarti a organizzarlo, ma soltanto camminandolo potrò capire fino in fondo cosa significa percorrere il Camino Francés da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago.
Ultimo aggiornamento articolo: 09/09/2026