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Da Castrojeriz a Frómista: tappa 15 del Cammino Francese

La tappa da Castrojeriz a Frómista dovrebbe segnare un nuovo cambiamento all’interno della Meseta.

Continueranno i grandi spazi aperti e i campi di cereali, ma la giornata avrà un’identità molto diversa dalle due precedenti: comincerà con la salita al Teso de Mostelares, attraverserà il río Pisuerga lasciando la provincia di Burgos per entrare in quella di Palencia e terminerà lungo il Canal de Castilla.

Il 18 ottobre partirò dopo aver completato la tappa da Hornillos del Camino a Castrojeriz. Mi aspettano circa 25 chilometri, quindi una distanza superiore rispetto alle due giornate precedenti, ma con un profilo altimetrico ancora relativamente semplice.

La vera eccezione arriverà praticamente all’inizio. Poco dopo aver lasciato Castrojeriz dovrò affrontare il Teso de Mostelares, una salita breve ma evidente che porta a oltre 900 metri e dovrebbe regalare una delle viste più ampie incontrate finora nella Meseta.

Superato l’altopiano, il Cammino tornerà progressivamente verso le grandi pianure. Raggiungerò l’Ermita de San Nicolás, attraverserò il Puente Fitero sul Pisuerga ed entrerò nella provincia di Palencia, iniziando a camminare nella Tierra de Campos.

Da lì arriveranno Itero de la Vega e Boadilla del Camino. Poco dopo Boadilla il paesaggio cambierà ancora perché il Cammino incontrerà il Canal de Castilla e ne seguirà l’alzaia fino alle chiuse che precedono Frómista.

È proprio questo alternarsi di elementi diversi che mi incuriosisce. In una sola giornata passerò dalla salita di Mostelares a un confine provinciale, dalle grandi pianure castigliane a un’opera di ingegneria idraulica del XVIII secolo, fino ad arrivare davanti a una delle chiese romaniche più conosciute del Cammino Francese, San Martín de Frómista.

Come per tutte le altre guide della serie, sto scrivendo l’articolo prima di percorrere realmente la tappa. Dopo il 18 ottobre tornerò su questa pagina per aggiungere tempi effettivi, condizioni del terreno, servizi realmente aperti, meteo e impressioni personali.

Se stai organizzando l’intero Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago, trovi questa giornata anche nella mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese.

Tappa 15 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà

La distanza da Castrojeriz a Frómista è di circa 24,7-25 chilometri. Sarà quindi una giornata più lunga rispetto a quelle terminate a Hornillos e Castrojeriz, ma senza un dislivello complessivo particolarmente importante.

Considero realistico un dislivello positivo intorno ai 200 metri e uno negativo di circa 230 metri. Gran parte dello sforzo in salita sarà concentrato all’inizio, quando il percorso raggiunge il Teso de Mostelares.

In sintesi, considero queste le caratteristiche principali della quindicesima tappa:

  • distanza: circa 24,7-25 km
  • dislivello positivo: circa 200 m
  • dislivello negativo: circa 230 m
  • tempo indicativo: tra 5 ore e 30 minuti e 6 ore
  • difficoltà: media-facile
  • terreno: piste agricole, sterrati, strade secondarie e alzaia del canale
  • punto di partenza: Castrojeriz
  • punto di arrivo: Frómista
  • principale salita: Teso de Mostelares
  • quota del Teso de Mostelares: circa 910-915 m
  • principali località attraversate: Itero de la Vega e Boadilla del Camino
  • passaggio geografico importante: río Pisuerga e ingresso nella provincia di Palencia
  • elemento paesaggistico finale: Canal de Castilla
  • difficoltà tecnica: bassa
  • principale fattore ambientale: esposizione a vento, pioggia, sole e temperature basse

Definirei quindi il livello di questa tappa come medio-facile. Non ci sono difficoltà tecniche importanti e, superato Mostelares, il profilo torna prevalentemente dolce, ma quasi 25 chilometri iniziano a essere una distanza da rispettare, soprattutto dopo due settimane consecutive di Cammino.

La salita iniziale dovrebbe concentrare circa 140-145 metri di dislivello in meno di due chilometri. Non è lunga e non credo possa essere paragonata alle salite affrontate sui Pirenei, ma dopo appena pochi minuti dalla partenza obbligherà sicuramente a trovare subito il ritmo giusto.

Anche questa volta il meteo potrebbe incidere parecchio sulla percezione dello sforzo. La Tierra de Campos è un territorio molto aperto, con pochi ripari naturali, e il 18 ottobre vento o pioggia potrebbero contare più dei metri di dislivello.

Da Castrojeriz a Frómista: come si sviluppa il percorso

La quindicesima tappa del Cammino ha una struttura particolarmente leggibile. Si lascia Castrojeriz affrontando quasi subito Mostelares, si scende verso Puente Fitero e il Pisuerga, si entra nella provincia di Palencia e quindi si attraversano Itero de la Vega e Boadilla del Camino prima di seguire il Canal de Castilla fino a Frómista.

Da Castrojeriz al Teso de Mostelares

La giornata inizierà uscendo dal lungo asse urbano di Castrojeriz. Il castello rimarrà progressivamente alle spalle e davanti dovrebbe diventare subito evidente il profilo del Teso de Mostelares. A differenza delle salite lunghe affrontate nelle prime tappe, qui il dislivello sarà concentrato in poco spazio.

Il Cammino guadagna circa 140-145 metri in meno di due chilometri e raggiunge una quota poco superiore ai 900 metri. La pendenza è quindi abbastanza evidente, ma la salita dovrebbe durare relativamente poco. Sono curioso soprattutto dell’arrivo in cima.

Dopo giorni trascorsi all’interno della Meseta, Mostelares dovrebbe offrire una vista estremamente ampia sulla pianura attraversata e su quella che mi aspetta davanti. Potrebbe essere uno di quei punti nei quali il paesaggio diventa più facile da comprendere proprio perché lo si osserva dall’alto.

Subito dopo inizierà la discesa. Il primo tratto può essere ripido e sassoso, quindi richiederà probabilmente più attenzione della salita stessa, soprattutto se il terreno sarà bagnato.

Da Mostelares a Puente Fitero

Una volta sceso dall’altopiano, il Cammino tornerà verso un paesaggio molto più orizzontale. Per diversi chilometri continuerò attraverso campi e piste agricole fino alla zona di Puente Fitero.

Prima del ponte incontrerò l’Ermita de San Nicolás, piccolo edificio medievale recuperato come luogo di ospitalità pellegrina.

È uno di quei punti del Cammino nei quali la continuità tra passato e presente dovrebbe essere particolarmente evidente. Un edificio nato in relazione al pellegrinaggio continua ancora oggi ad accogliere persone dirette verso Santiago.

Poco dopo arriverò al río Pisuerga. Il Puente Fitero che lo sovrasta non sarà soltanto un attraversamento fluviale, perché passando sull’altra sponda lascerò infatti la provincia di Burgos ed entrerò in quella di Palencia.

Dopo diversi giorni trascorsi nella provincia di Burgos, sarà un confine molto concreto: basterà attraversare il ponte perché il Cammino entri in un nuovo territorio.

Itero del Castillo rimane nei dintorni, ma non si trova direttamente sul tracciato principale di questa quindicesima tappa e richiede una deviazione. Il paese che incontrerò realmente lungo il Cammino sarà invece Itero de la Vega.

Da Puente Fitero a Itero de la Vega

Superato il Pisuerga inizierà quindi la parte palentina del mio Cammino Francese. Itero de la Vega arriverà dopo meno di due chilometri dal ponte, intorno all’undicesimo chilometro complessivo della giornata. Sarà quindi il primo vero paese incontrato dopo la partenza da Castrojeriz.

Dopo Mostelares e quasi metà tappa sarà probabilmente un buon punto per una pausa. Nel paese si trovano la chiesa di San Pedro e l’Ermita de Nuestra Señora de la Piedad, ma anche in questo caso non voglio trasformare ogni centro attraversato in una visita obbligatoria.

Il significato di Itero de la Vega sarà soprattutto geografico: sarà il primo paese della provincia di Palencia e l’ingresso concreto nella Tierra de Campos.

Da Itero de la Vega a Boadilla del Camino

Da Itero de la Vega a Boadilla del Camino ci sono circa otto chilometri. Qui il paesaggio dovrebbe tornare a essere protagonista. Il Cammino attraversa una pianura ampia, coltivata soprattutto a cereali, seguendo piste agricole quasi completamente esposte.

Questa sarà probabilmente la parte più simile alle giornate precedenti nella Meseta. Ma voglio capire se, entrando nella Tierra de Campos, percepirò davvero qualche cambiamento oppure se la distinzione geografica sarà molto più evidente sulle mappe che camminando.

Boadilla arriverà intorno al diciannovesimo chilometro. Dopo più di quattro ore di cammino potrebbe essere il luogo ideale per un’ultima pausa prima del tratto conclusivo verso Frómista.

Da Boadilla del Camino a Frómista lungo il Canal de Castilla

Dopo Boadilla dovrebbe arrivare uno dei cambiamenti paesaggistici più evidenti delle ultime giornate, perché per giorni avrò camminato quasi esclusivamente tra campi, terra e piccoli paesi. Circa due chilometri dopo Boadilla comparirà invece il Canal de Castilla.

Il Cammino ne segue l’alzaia in direzione di Frómista. La presenza dell’acqua, degli alberi e della linea geometrica del canale dovrebbe modificare completamente la percezione della parte finale.

Dopo la grande apertura della Tierra de Campos, il percorso avrà improvvisamente un riferimento preciso da seguire. Continuerò lungo il canale fino al complesso di chiuse che precede Frómista, e da lì mancherà ormai pochissimo al centro del paese e alla chiesa di San Martín.

Teso de Mostelares e Canal de Castilla: il cuore della tappa

Se dovessi individuare prima di partire i due elementi capaci di definire questa quindicesima tappa, sceglierei il Teso de Mostelares e il Canal de Castilla.

Sono quasi opposti, perché il primo concentra la principale salita e permette di osservare la Meseta dall’alto, mentre il secondo accompagna gli ultimi chilometri su un terreno completamente pianeggiante, seguendo una lunga linea d’acqua verso Frómista.

La salita al Teso de Mostelares

Mostelares arriverà prestissimo e non avrò quindi il tempo di riscaldare le gambe durante molti chilometri pianeggianti, perché uscito da Castrojeriz dovrò praticamente iniziare subito a salire.

La pendenza dovrebbe essere abbastanza evidente da obbligarmi a rallentare, ma la distanza rimane breve. Mi interessa soprattutto vedere come reagirà il corpo dopo quattordici giornate consecutive e quanto velocemente recupererò le energie una volta arrivato in cima.

La vista dovrebbe ripagare lo sforzo, perché la Meseta osservata dall’alto potrebbe apparire completamente diversa da quella vissuta camminando al suo interno. Campi, piste e piccoli paesi dovrebbero diventare parte di una struttura molto più leggibile.

Poi arriverà la discesa verso la pianura. Se il terreno sarà asciutto probabilmente non creerà particolari problemi, mentre con pioggia o fango, il primo tratto potrebbe richiedere maggiore attenzione.

Dal confine di Burgos alla Tierra de Campos

Il secondo passaggio importante sarà il río Pisuerga. Attraversandolo lascerò la provincia di Burgos ed entrerò in quella di Palencia. Non sarà soltanto un cambio amministrativo, perché da qui inizierà progressivamente anche la Tierra de Campos.

È un nome che compare spesso quando si parla del Cammino Francese, ma che non voglio utilizzare semplicemente come sinonimo di Meseta.

La Meseta è il grande altopiano che caratterizza buona parte della Spagna centrale. La Tierra de Campos è invece un territorio storico e paesaggistico molto più specifico, caratterizzato da estese pianure agricole e da un orizzonte nel quale gli alberi diventano sempre più rari.

Il 18 ottobre voglio capire quanto questo confine sarà percepibile camminando. Potrebbe esserci un cambiamento evidente nel paesaggio, oppure potrebbe essere una transizione molto più lenta.

Camminare lungo il Canal de Castilla

Il Canal de Castilla sarà invece impossibile da confondere con quello che avrò attraversato nelle ore precedenti.

Si tratta di una grande opera idraulica costruita a partire dal XVIII secolo per facilitare il trasporto di cereali e altre merci attraverso la Castiglia. Il sistema complessivo raggiunge oltre duecento chilometri ed è oggi uno degli elementi più caratteristici del paesaggio della provincia di Palencia.

Per me conterà soprattutto il modo in cui entrerà nella tappa, perché dopo quasi ventitré chilometri tra altopiani, campi e piste sterrate, improvvisamente mi ritroverò a seguire un canale rettilineo, con acqua e vegetazione accanto al Cammino.

È un cambiamento che dovrebbe risultare immediato e, soprattutto, mi accompagnerà praticamente fino all’arrivo.

Cosa vedere tra Castrojeriz e Frómista

Questa tappa ha diversi punti interessanti, ma preferisco considerarli parte del percorso invece di trasformarli in una lista di attrazioni da spuntare.

Mostelares, San Nicolás, Puente Fitero, Boadilla e il Canal de Castilla raccontano infatti momenti diversi della stessa giornata.

San Nicolás e Puente Fitero

L’Ermita de San Nicolás si trova poco prima del Pisuerga ed è uno dei luoghi più legati alla tradizione dell’ospitalità lungo questa quindicesima tappa del Cammino.

L’edificio è stato recuperato e continua a essere utilizzato come piccolo luogo di accoglienza per i pellegrini. La sua posizione, poco prima del ponte, gli conferisce anche un significato particolare: è praticamente l’ultimo punto del Cammino nella provincia di Burgos.

Subito dopo si attraversa il Puente Fitero, che segna il passaggio sul río Pisuerga e l’ingresso nella provincia di Palencia.

È uno di quei confini che probabilmente avrei attraversato senza particolare attenzione viaggiando in automobile, ma che a piedi assume un significato completamente diverso.

Boadilla del Camino e il rollo jurisdiccional

Boadilla del Camino dovrebbe essere il paese più interessante della seconda metà prima di Frómista.

Uno degli elementi più caratteristici è il rollo jurisdiccional gotico, una colonna in pietra risalente al XV secolo che indicava l’autonomia giurisdizionale della località. Nel paese si trova anche la Iglesia de Nuestra Señora de la Asunción.

Dopo circa 19 chilometri, però, non so quanto avrò voglia di trasformare la sosta in una visita approfondita.

Boadilla potrebbe avere soprattutto una funzione pratica: bere qualcosa, riposare le gambe e prepararmi agli ultimi chilometri lungo il Canal de Castilla.

San Martín de Frómista e il romanico palentino

Il monumento più importante della giornata arriverà praticamente alla fine della tappa. La Iglesia de San Martín de Frómista è uno degli esempi più conosciuti del romanico spagnolo e uno degli edifici simbolo del Cammino Francese in Castiglia.

La chiesa risale all’XI secolo e conserva un impianto estremamente armonico, con tre navate, absidi semicircolari, due torri cilindriche e una ricca decorazione scultorea.

Sotto le cornici esterne si trovano centinaia di canecillos scolpiti, mentre capitelli e altri elementi decorativi sviluppano temi religiosi, vegetali e fantastici.

Non voglio però arrivare a Frómista con una lista di dettagli architettonici da controllare, perché dopo quasi 25 chilometri preferisco vedere prima di tutto San Martín. Poi, se avrò tempo ed energie, potrò entrarci e guardarla con maggiore attenzione.

Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa

Rispetto alle due tappe precedenti, la distribuzione dei servizi nelle diverse località dovrebbe essere abbastanza favorevole.

I principali punti di riferimento saranno: Castrojeriz alla partenza, Ermita de San Nicolás / Puente Fitero, Itero de la Vega intorno al km 11, Boadilla del Camino intorno al km 19 e Frómista all’arrivo.

Il primo tratto richiede comunque un po’ di organizzazione perché, dopo aver lasciato Castrojeriz, non incontrerò un vero paese fino a Itero de la Vega.

San Nicolás può rappresentare un punto di appoggio, ma non voglio dipendere da una struttura di ospitalità stagionale per acqua o cibo. Partirò quindi da Castrojeriz con quanto necessario per affrontare almeno la prima metà.

Itero de la Vega arriverà in una posizione molto comoda, praticamente a metà giornata. Se troverò un bar aperto, potrebbe diventare il punto principale per una pausa, mentre Boadilla sarà l’ultima occasione prima di Frómista.

Da lì mancheranno meno di sei chilometri e il percorso lungo il Canal de Castilla dovrebbe essere semplice, quindi non credo che avrò bisogno di grandi rifornimenti. Una pausa potrebbe però essere utile dopo quasi venti chilometri.

A metà ottobre continuerò a non considerare nessun servizio come garantito soltanto perché indicato su una guida. Alcune attività iniziano a ridurre gli orari o a chiudere con l’avanzare della stagione.

Dopo il 18 ottobre aggiornerò quindi questa parte dell’articolo indicando bar realmente aperti, fontane utilizzabili e punti nei quali mi sarò fermato.

Arrivo a Frómista: San Martín e le chiuse del Canal de Castilla

L’arrivo a Frómista dovrebbe essere molto diverso da quelli degli ultimi giorni, perché non comparirà semplicemente un paese all’orizzonte.

Prima entreranno nel paesaggio il Canal de Castilla e le sue chiuse, poi arriveranno progressivamente le case di Frómista e infine uno dei monumenti romanici più riconoscibili del Cammino.

Le chiuse del Canal de Castilla

Poco prima di Frómista il Cammino raggiunge un importante sistema di chiuse del Canal de Castilla. Le chiuse 17, 18, 19 e 20 permettono al canale di superare un dislivello significativo attraverso una successione molto evidente di bacini.

Dopo una giornata trascorsa quasi interamente in un paesaggio agricolo, credo che avrò davanti agli occhi uno dei passaggi più particolari.

Non si tratta di un monumento medievale legato direttamente al pellegrinaggio, ma di una grande infrastruttura costruita molti secoli dopo per modificare il territorio e facilitare il trasporto delle merci. Anche questo fa parte del paesaggio attraversato dal Cammino.

San Martín de Frómista

Una volta entrato in paese, San Martín sarà inevitabilmente il riferimento principale: è uno degli edifici che conosco già attraverso fotografie e guide, e sono curioso di capire quale impressione farà incontrarlo dopo quasi 25 chilometri di cammino.

Frómista possiede anche altri edifici importanti, tra cui la Iglesia de San Pedro e Santa María del Castillo. Ma, come per le altre guide alle tappe, non voglio trasformare nemmeno questa in una guida completa alla città.

Per me l’arrivo avrà soprattutto due immagini: l’acqua del Canal de Castilla e la pietra romanica di San Martín.

Dove dormire a Frómista dopo la tappa

Frómista è una delle località più attrezzate incontrate in questa parte della Meseta. Ci sono diversi albergue per pellegrini, hostal, pensioni, case rurali e camere private, oltre a ristoranti e altri servizi.

Dopo località molto piccole come Hornillos e Hontanas, al termine di questa quindicesima tappa dovrei quindi trovare molte più possibilità di scelta.

Se vuoi capire come funzionano albergue pubblici, parrocchiali e privati, trovi tutte le informazioni nella mia guida su dove dormire sul Cammino di Santiago e come funzionano gli albergue.

A metà ottobre sarà interessante verificare quali strutture saranno ancora operative e quanto sarà realmente ampia la scelta.

La mattina successiva continuerò attraverso la Tierra de Campos con il percorso da Frómista a Carrión de los Condes: tappa 16 del Cammino Francese.

Sarà un’altra giornata importante, nella quale il Cammino continuerà verso Villalcázar de Sirga e Carrión de los Condes.

La mia esperienza da Castrojeriz a Frómista: cosa aggiungerò dopo la tappa

Questa tappa mi interessa perché dovrebbe interrompere almeno in parte la continuità delle ultime giornate.

La Meseta continuerà a esserci, ma il 18 ottobre non camminerò semplicemente per venticinque chilometri attraverso la stessa pianura. La giornata inizierà con una salita, attraverserà un confine geografico e terminerà accanto all’acqua.

Mostelares sarà il primo test. Voglio capire quanto risulterà impegnativo affrontare una salita ripida praticamente appena uscito da Castrojeriz e, soprattutto, che effetto farà arrivare in cima.

Dopo giorni trascorsi quasi sempre allo stesso livello del paesaggio, poterlo osservare dall’alto potrebbe cambiare completamente la percezione della Meseta.

Poi arriverà il Pisuerga. Attraversare un ponte e sapere che sull’altra sponda sarò entrato nella provincia di Palencia mi sembra uno di quei piccoli momenti che acquistano significato soprattutto viaggiando a piedi.

In automobile sarebbe probabilmente soltanto un cartello; sul Cammino significa lasciare alle spalle diversi giorni di strada e iniziare un nuovo tratto.

Sono curioso anche della Tierra de Campos, perché voglio capire se percepirò realmente un cambiamento rispetto alla Meseta della provincia di Burgos o se continuerò semplicemente a vedere grandi campi e orizzonti aperti.

Boadilla sarà poi l’ultimo paese prima di un altro passaggio che aspetto con curiosità: l’incontro con il Canal de Castilla.

Dopo tanti chilometri di terra asciutta e campi, camminare accanto all’acqua dovrebbe sembrare quasi insolito. Voglio vedere quanto cambierà il paesaggio, se l’alzaia renderà gli ultimi chilometri più rilassanti e quando inizierò a percepire Frómista come realmente vicina.

Infine arriveranno le chiuse e San Martín, e sarà interessante capire quale delle due immagini rimarrà più legata alla giornata: la vista dall’alto di Mostelares oppure il finale lungo il canale.

Dopo il 18 ottobre potrò raccontarti quali saranno stati i tempi reali, quanto sarà impegnativa la salita, dove mi sarò fermato, quali servizi avrò trovato aperti e se i quasi 25 chilometri saranno sembrati più lunghi o più semplici di quanto suggerisca la carta.

E soprattutto potrò aggiungere quello che nessuna altimetria può anticipare: che cosa si prova a lasciare Castrojeriz con il castello alle spalle e arrivare qualche ora più tardi a Frómista seguendo l’acqua del Canal de Castilla.

Io, il 18 ottobre, avrò ancora obiettivi molto più vicini: salire a Mostelares, attraversare il Pisuerga, entrare nella Tierra de Campos, raggiungere Boadilla e seguire il Canal de Castilla fino a quando davanti a me comparirà Frómista.

Ultimo aggiornamento articolo: 20/09/2026

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