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Da Burgos a Hornillos del Camino: tappa 13 del Cammino Francese

La tappa da Burgos a Hornillos del Camino segnerà l’inizio di una fase completamente nuova del mio Cammino Francese.

Lascerò una delle grandi città monumentali del percorso e, nel giro di poco più di venti chilometri, entrerò in quel paesaggio aperto della Meseta che accompagnerà buona parte delle giornate successive.

Il 16 ottobre partirò dopo aver completato la tappa da San Juan de Ortega a Burgos. Dopo Atapuerca, la Sierra e l’arrivo davanti alla Cattedrale di Burgos, questa giornata dovrebbe avere un carattere completamente diverso: poco dislivello, una distanza relativamente contenuta e soprattutto orizzonti sempre più ampi.

I primi chilometri serviranno ancora per uscire definitivamente dalla città. Passerò nei pressi dell’Hospital del Rey, continuerò verso Tardajos e Rabé de las Calzadas e, da quel momento, il paesaggio dovrebbe cambiare in maniera molto più evidente.

Dopo Rabé resteranno infatti circa sette chilometri e mezzo quasi completamente esposti, senza altri paesi fino a Hornillos del Camino.

È soprattutto questo tratto che voglio capire. La Meseta viene spesso descritta come una delle parti più particolari del Cammino: c’è chi la considera monotona, chi la trova contemplativa e chi ricorda soprattutto vento, sole e lunghi rettilinei apparentemente infiniti. Preferisco arrivarci senza decidere in anticipo cosa dovrei provare.

Questa sarà la mia tredicesima giornata consecutiva sul Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago e anche la prima vera introduzione alla Castiglia più aperta.

Come per le altre guide, sto scrivendo l’articolo prima di percorrere realmente la tappa: dopo il 16 ottobre tornerò quindi su questa pagina per aggiungere tempi effettivi, condizioni del terreno, servizi realmente aperti, meteo e impressioni personali.

Se stai organizzando l’intero percorso, trovi questa giornata anche nella mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese.

Tappa 13 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà

La distanza da Burgos a Hornillos del Camino è di circa 20 chilometri. Le diverse tracce possono produrre piccole variazioni, ma considero circa 20-20,5 km un riferimento realistico per organizzare la giornata.

Anche il profilo altimetrico è piuttosto semplice, infatti il dislivello positivo complessivo dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 metri, mentre quello negativo è leggermente superiore, quindi sulla carta questa sarà una delle tappe meno impegnative affrontate negli ultimi giorni.

In sintesi, considero queste le caratteristiche principali della tredicesima tappa:

  • distanza: circa 20-20,5 km
  • dislivello positivo: circa 100 m
  • dislivello negativo: circa 150 m
  • tempo indicativo: tra 5 ore e 5 ore e 15 minuti
  • difficoltà: facile
  • terreno: piste agricole, sterrati e brevi tratti asfaltati
  • punto di partenza: Burgos
  • punto di arrivo: Hornillos del Camino
  • principali località attraversate: Tardajos e Rabé de las Calzadas
  • quota massima: circa 925 m
  • tratto distintivo: Meseta tra Rabé e Hornillos
  • tratto senza paesi: circa 7,5 km
  • difficoltà tecnica: bassa
  • principale fattore ambientale: esposizione a vento, sole, freddo o pioggia

La classificazione “facile” deriva soprattutto dalla distanza relativamente contenuta e dall’assenza di salite importanti. Questo non significa però che sarà necessariamente una giornata banale, perché il paesaggio molto aperto rende il percorso più esposto alle condizioni meteorologiche.

A metà ottobre il problema difficilmente sarà quello tipicamente estivo del caldo estremo. Potrebbero invece diventare più importanti vento, temperature basse, pioggia o una combinazione di questi fattori, soprattutto una volta raggiunto il páramo dopo Rabé de las Calzadas.

Dal punto di vista fisico, comunque, questa dovrebbe essere una giornata utile anche per recuperare dopo la tappa di quasi 26 km conclusa a Burgos.

Da Burgos a Hornillos del Camino: come si sviluppa il percorso

La tappa si divide abbastanza chiaramente in due parti. Nella prima lascerò Burgos attraversando un territorio ancora urbanizzato e incontrando Tardajos e Rabé de las Calzadas, mentre nella seconda mi inoltrerò nel paesaggio aperto della Meseta fino alla discesa finale verso Hornillos.

Dalla Cattedrale di Burgos all’Hospital del Rey

La giornata inizierà nel centro storico di Burgos, probabilmente molto vicino alla Cattedrale che avrà rappresentato il punto d’arrivo della tappa precedente.

Uscire dalla città dovrebbe essere decisamente più piacevole che entrarci. Il Cammino segue inizialmente la zona del río Arlanzón e attraversa il Parque de la Isla, permettendo di lasciare gradualmente il centro senza affrontare immediatamente grandi strade o zone industriali.

Uno dei punti più significativi sarà l’Hospital del Rey, fondato nel Medioevo proprio per assistere i pellegrini diretti a Santiago. Oggi gli edifici fanno parte dell’Università di Burgos, ma la loro posizione lungo il percorso racconta ancora quanto la città fosse legata al pellegrinaggio.

Poco distante si trova anche la cappella di San Amaro. Non penso però di trasformare l’uscita da Burgos in un’altra visita turistica perché, dopo aver dedicato tempo alla città il giorno precedente, il mio obiettivo sarà iniziare a camminare verso la Meseta.

Da Burgos a Tardajos

Lasciata progressivamente la città, il Cammino continua verso ovest. Il percorso passa nella zona di Villalbilla de Burgos senza entrare realmente nel centro del paese e attraversa alcune infrastrutture prima di tornare progressivamente verso un ambiente più agricolo.

Sarà probabilmente il tratto meno interessante dal punto di vista paesaggistico della tredicesima tappa del Cammino, ma servirà a creare una transizione tra Burgos e la campagna castigliana.

Tardajos arriverà intorno al decimo-undicesimo chilometro, quindi praticamente a metà giornata. Dopo circa due ore e mezza di cammino potrebbe essere il primo punto naturale nel quale fermarmi davvero.

Poco prima del paese il Cammino attraversa il río Arlanzón sul Puente del Arzobispo. Da qui comincerà anche quella successione di piccoli centri storicamente legati alla strada per Santiago che continuerà nelle giornate successive.

Da Tardajos a Rabé de las Calzadas

Tra Tardajos e Rabé de las Calzadas ci sono meno di due chilometri. Questo significa che, se troverò un bar aperto a Tardajos, probabilmente non avrà molto senso fermarmi nuovamente poco dopo.

Rabé sarà però molto più importante dal punto di vista della gestione della tappa, perché rappresenterà l’ultimo paese prima di Hornillos del Camino.

Il nome stesso, “de las Calzadas”, richiama l’antica rete viaria della zona. Una volta attraversato il paese, il carattere della giornata dovrebbe cambiare quasi immediatamente. Da quel momento non ci saranno più centri abitati fino all’arrivo.

Prima di uscire da Rabé controllerò quindi quanta acqua mi sarà rimasta, se avrò ancora qualcosa da mangiare e, soprattutto, quali saranno le condizioni del tempo. Sette chilometri e mezzo non sono molti, ma rappresentano comunque quasi due ore senza possibilità di entrare in un bar o in un negozio.

Da Rabé de las Calzadas a Hornillos del Camino

Uscito da Rabé entrerò nella prima vera distesa della Meseta. Il percorso sale molto gradualmente su una pista di terra e pietra, circondata soprattutto da campi di cereali.

In questa parte della tappa non ci saranno grandi pendenze, boschi o elementi paesaggistici dominanti: quello che dovrebbe diventare protagonista sarà piuttosto lo spazio.

Dopo alcuni chilometri si trova la Fuente de Prao Torre, leggermente fuori dal tracciato principale. Non farò però affidamento esclusivamente sulla presenza della fontana, soprattutto a metà ottobre, e preferirò partire da Rabé con acqua sufficiente.

La salita continua lentamente fino a raggiungere la parte più elevata del páramo, intorno ai 925 metri. Da lì dovrebbe comparire per la prima volta Hornillos del Camino, ancora più in basso nella valle.

Prima dell’arrivo rimane una discesa piuttosto decisa e in alcuni punti sassosa, conosciuta come Cuesta de Matamulos. Non è un passaggio tecnicamente difficile, ma dopo molti chilometri quasi pianeggianti potrebbe richiedere un po’ più di attenzione.

In fondo alla discesa comparirà Hornillos e, dopo aver visitato la città di Burgos, il contrasto dovrebbe essere notevole.

La Meseta castigliana: il cuore della tappa

La Meseta è una delle immagini più associate al Cammino Francese. Per molti pellegrini rappresenta una fase completamente diversa del viaggio: grandi campi coltivati, orizzonti lontani, pochi alberi e paesi separati da distanze che, pur non essendo necessariamente enormi, sembrano molto più evidenti quando non c’è quasi nulla a interrompere lo spazio.

Quando comincia davvero la Meseta

Da un punto di vista geografico si potrebbe discutere a lungo su dove inizi esattamente la Meseta. Dal punto di vista del pellegrino, però, la sensazione dovrebbe diventare evidente soprattutto dopo Rabé de las Calzadas.

Finché resterò tra Burgos, Tardajos e Rabé ci saranno ancora edifici, strade, servizi e piccoli centri a distanza ravvicinata. Uscito da Rabé, invece, per diversi chilometri il Cammino dovrebbe essere quasi completamente circondato dai campi. È questo il cambiamento che mi interessa.

Nelle tappe precedenti il paesaggio si trasformava continuamente: Pirenei, boschi navarri, vigneti della Rioja, piccoli paesi, Montes de Oca e infine Burgos. Ora dovrebbe iniziare una fase nella quale le variazioni saranno più sottili e dovrò imparare a leggere uno spazio molto più uniforme.

Sette chilometri tra cielo e campi di cereali

Il tratto da Rabé a Hornillos misura poco meno di otto chilometri. Sulla carta non sembra molto, soprattutto dopo avere già affrontato tappe vicine ai trenta chilometri. Ma l’assenza di paesi, alberi e riferimenti verticali potrebbe modificare completamente la percezione della distanza. Credo che sarà interessante capire proprio questo.

Un paese visibile a chilometri di distanza può sembrare vicino molto prima di esserlo realmente, mentre un rettilineo senza punti di riferimento può dare l’impressione di non finire mai. È un rapporto con lo spazio molto diverso rispetto a quello che si crea camminando nel bosco o attraversando continuamente piccoli centri.

La Meseta viene spesso descritta in termini quasi assoluti: bellissima oppure monotona, spirituale oppure noiosa. Preferisco non adottare nessuna di queste letture prima di averla percorsa.

Il 16 ottobre voglio semplicemente vedere che effetto farà camminare con davanti quasi soltanto strada, campi e cielo.

La discesa di Matamulos verso Hornillos

Dopo il lungo tratto sul páramo arriverà la discesa verso Hornillos del Camino. La Cuesta de Matamulos è breve ma piuttosto evidente rispetto al resto della giornata.

Il fondo può essere sassoso e la pendenza aumenta, quindi sarà uno dei pochi punti nei quali dovrò prestare maggiore attenzione a dove metto i piedi.

Non la considero una vera difficoltà tecnica, ma è il tipo di discesa sulla quale, dopo diverse ore di cammino, è facile rilassarsi troppo e lasciarsi trascinare dal passo. Con lo zaino e magari il terreno bagnato preferisco affrontarla con calma.

La parte interessante sarà soprattutto quello che apparirà davanti. Dall’alto Hornillos dovrebbe risultare improvvisamente visibile nella valle, quasi nascosto fino a quel momento dal profilo dell’altopiano.

Cosa vedere tra Burgos e Hornillos del Camino

Questa non sarà una tappa caratterizzata da monumenti importanti come quella precedente. Il vero elemento dominante sarà il paesaggio, ma lungo il percorso ci sono comunque alcuni luoghi che aiutano a comprendere quanto questa strada sia stata legata per secoli al pellegrinaggio verso Santiago.

Hospital del Rey e San Amaro

L’Hospital del Rey è uno dei luoghi più importanti legati alla storia jacobea di Burgos. Fu fondato alla fine del XII secolo per accogliere e assistere i pellegrini. Oggi il complesso è integrato nell’Università di Burgos, ma conserva ancora elementi architettonici che ricordano la sua funzione originaria.

Mi interessa soprattutto il fatto di incontrarlo proprio uscendo dalla città. Dopo la monumentalità della Cattedrale di Burgos, il Cammino torna immediatamente alla propria dimensione più concreta: non soltanto grandi chiese, ma anche strutture create per dare ai viaggiatori un luogo nel quale mangiare, dormire e ricevere assistenza.

Poco distante si trova la cappella dedicata a San Amaro, altro elemento legato alla tradizione pellegrina di questa zona.

Tardajos e il Puente del Arzobispo

Tardajos sarà probabilmente il principale punto di sosta della prima metà della tredicesima tappa del Cammino.

Prima di entrare nel paese attraverserò il Puente del Arzobispo sul río Arlanzón. Il ponte attuale è il risultato di trasformazioni avvenute nel corso dei secoli, ma il passaggio conferma ancora una volta quanto la gestione dei fiumi fosse fondamentale sulle antiche vie di pellegrinaggio.

Nel paese si trova anche la chiesa dell’Asunción de Nuestra Señora. Non so quanto tempo dedicherò alla visita, perché molto dipenderà dall’orario, dall’effettiva possibilità di trovarla aperta e soprattutto dal ritmo che avrò assunto durante la mattina.

Tardajos avrà però sicuramente una funzione pratica importante durante la tappa: sarà il punto nel quale potrò fermarmi prima di proseguire verso Rabé e poi entrare nella parte più aperta della tappa.

Rabé de las Calzadas e Nuestra Señora del Monasterio

Rabé è più piccola, ma il nome stesso racconta qualcosa della sua storia. L’area è stata attraversata per secoli da diverse vie e il paese conserva ancora alcuni edifici storici e la chiesa di Santa Marina. Nei dintorni si trova inoltre l’Ermita de Nuestra Señora del Monasterio.

Anche in questo caso non voglio costruire una lista obbligatoria di monumenti da vedere. Il significato principale di Rabé, per me, sarà probabilmente quello di una porta, perché entrerò da una strada circondata ancora da edifici e ne uscirò verso un orizzonte quasi completamente aperto.

Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa

La distribuzione dei servizi lungo questa giornata è semplice da memorizzare. I principali punti di riferimento saranno: Burgos alla partenza, Tardajos dopo circa 10-11 km, Rabé de las Calzadas circa 2 km più avanti e Hornillos del Camino all’arrivo.

Questo significa che la prima metà non dovrebbe creare particolari problemi, mentre dopo Rabé bisognerà affrontare circa 7,5 km senza altri paesi.

Tardajos dovrebbe essere il punto più naturale per una sosta importante. Arriverà quasi a metà tappa e potrebbe essere il posto ideale per bere qualcosa, mangiare e controllare quello che mi serve prima di proseguire.

Rabé sarà invece l’ultimo controllo prima della Meseta. Qui la questione principale sarà l’acqua. Non mi affiderei completamente alle fontane segnalate lungo il tratto successivo: preferisco avere con me quanto serve per arrivare tranquillamente a Hornillos.

In estate questa precauzione sarebbe soprattutto legata al caldo. A metà ottobre potrebbe essere ugualmente importante, ma per motivi diversi: un bar chiuso, una fontana non funzionante o una giornata ventosa possono cambiare parecchio l’esperienza anche con temperature basse.

Dopo il 16 ottobre aggiornerò questa parte dell’articolo indicando quali bar, negozi e fontane avrò trovato realmente disponibili e dove mi sarò fermato.

Arrivo a Hornillos del Camino: un paese costruito sul Cammino

Hornillos del Camino è indubbiamente uno dei paesi più piccoli dove avrò terminato una tappa fino a quel momento.

Dopo Burgos sembrerà probabilmente ancora più minuscolo. Il paese conta poche decine di abitanti e si sviluppa sostanzialmente lungo la strada percorsa dai pellegrini, con una forma urbana che racconta chiaramente il rapporto con il Cammino.

Hornillos e la struttura del paese-cammino

Hornillos è un esempio particolarmente evidente di quella che viene definita población-camino. La strada dei pellegrini non passa semplicemente accanto al paese, ma ne rappresenta praticamente l’asse principale.

Le case si dispongono lungo il percorso e la forma stessa dell’abitato deriva dalla funzione che questa via ha avuto per secoli. Credo che questa caratteristica sarà molto più evidente arrivando a piedi.

In automobile probabilmente Hornillos sarebbe soltanto un piccolo paese attraversato in pochi minuti. Dopo quasi venti chilometri, invece, quella singola strada rappresenterà contemporaneamente la fine della tappa, il luogo nel quale dormire e il punto dal quale ripartire la mattina successiva.

L’ospitalità pellegrina e gli hospitaleros volontari

Hornillos ha anche un ruolo interessante nella storia più recente del Cammino. All’inizio degli anni Novanta alcune esperienze di accoglienza nate qui contribuirono allo sviluppo della moderna rete degli hospitaleros volontari.

Sto parlando di persone che dedicano parte del proprio tempo alla gestione di albergue e strutture di ospitalità per i pellegrini. Questo è un aspetto che mi interessa particolarmente.

Il Cammino non è sopravvissuto soltanto grazie ai monumenti o alla segnaletica, ma anche attraverso persone che hanno deciso di accogliere chi passava. In un paese piccolo come Hornillos questo rapporto tra percorso e ospitalità dovrebbe essere ancora più evidente.

Dove dormire a Hornillos del Camino dopo la tappa

Hornillos è piccolo e di conseguenza le possibilità di pernottamento non sono infinite. Ci sono strutture rivolte ai pellegrini e alcune sistemazioni private, ma non ci si può aspettare la scelta che avevo a Burgos la sera precedente.

Proprio per questo motivo, in una località di queste dimensioni, potrebbe avere senso arrivare con un minimo di organizzazione in più.

Se vuoi capire meglio come funzionano albergue pubblici, parrocchiali e privati, trovi tutte le informazioni nella mia guida su dove dormire sul Cammino di Santiago e come funzionano gli albergue.

A metà ottobre sarà interessante verificare anche quanta parte dell’offerta destinata ai pellegrini rimanga effettivamente aperta. È proprio uno di quei dati che potrò rendere molto più utile dopo aver percorso personalmente la tappa.

La mattina seguente continuerò ancora più profondamente dentro la Meseta iniziando il percorso da Hornillos del Camino a Castrojeriz: tappa 14 del Cammino Francese.

Sarà una giornata più lunga e attraverserà Hontanas, il convento di San Antón e infine Castrojeriz, senza dubbio uno degli arrivi più caratteristici di questa parte del Cammino.

La mia esperienza da Burgos a Hornillos del Camino: cosa aggiungerò dopo la tappa

Questa è una tappa che, almeno prima di partire, mi incuriosisce soprattutto per quello che rappresenta. Non ci sono grandi salite, passi di montagna o monumenti capaci da soli di definire la giornata. Il cambiamento dovrebbe essere soprattutto nel paesaggio e nel modo di percepire le distanze.

La mattina lascerò Burgos, una città nella quale avrò passato la sera precedente circondato da edifici, ristoranti, persone e servizi. Qualche ora più tardi potrei trovarmi su una pista quasi rettilinea con campi fino all’orizzonte e pochissimi elementi a interrompere la vista.

Voglio capire quanto sarà improvviso questo passaggio. Sono curioso anche della Meseta stessa, perché è probabilmente uno dei luoghi del Cammino sul quale ho letto le opinioni più diverse.

Alcuni pellegrini la ricordano come la parte che hanno amato maggiormente, altri come una lunga sequenza di giornate monotone.

Non voglio arrivare lì cercando di confermare una delle due versioni, ma scoprire che effetto farà a me. A metà ottobre cambierà anche un elemento importante rispetto alla maggior parte dei racconti che ho letto.

Molti descrivono la Meseta soprattutto parlando di caldo e assenza di ombra; io potrei invece incontrarla con temperature basse, vento, pioggia oppure con quelle giornate autunnali limpide nelle quali camminare diventa particolarmente piacevole.

Anche per questo sarà importante tornare sull’articolo dopo il 16 ottobre. Potrò raccontarti quanto sarà semplice uscire da Burgos, dove sarà realmente conveniente fermarsi, se Rabé sembrerà davvero una porta verso un paesaggio diverso e quanto lunghi appariranno quei sette chilometri senza paesi.

Voglio verificare anche un dettaglio apparentemente banale: quando vedrò Hornillos. Su un terreno così aperto potrebbe comparire molto prima di quanto mi aspetti, oppure rimanere nascosto fino alla parte finale dietro il bordo del páramo.

In entrambi i casi, la distanza percepita potrebbe essere completamente diversa da quella indicata sulla mappa. Poi arriverò in un paese di poche decine di abitanti.

Dopo la sera trascorsa a Burgos, probabilmente non potrebbe esserci contrasto maggiore. Una strada, qualche struttura per pellegrini, persone arrivate a piedi dallo stesso punto e la sensazione che quasi tutto ciò che avverrà quella sera sarà direttamente collegato al Cammino.

Credo che sia proprio questo uno degli aspetti che sto cercando nel viaggio. Non voglio solo arrivare a Santiago, ma vedere come cambia ogni giorno il rapporto tra strada, paesaggio e persone.

Io, il 16 ottobre, dovrò pensare a qualcosa di molto più vicino: lasciare Burgos, raggiungere Rabé de las Calzadas, entrare nella Meseta e continuare finché, da qualche parte davanti a me, comparirà Hornillos del Camino.

Ultimo aggiornamento articolo: 16/09/2026

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