La tappa da Sarria a Portomarín segnerà probabilmente uno dei cambiamenti più evidenti di tutto il mio Cammino Francese. Il 1° novembre lascerò Sarria insieme a molti pellegrini che staranno iniziando proprio lì il loro viaggio verso Santiago, mentre per me sarà già la ventinovesima giornata di cammino.
Arriverò a Sarria dopo aver completato la tappa da Triacastela a Sarria, scegliendo fra il percorso attraverso San Xil e quello più lungo via Samos. Dalla mattina successiva non ci saranno invece grandi varianti: il Cammino continuerà attraverso la campagna galiziana fino a Portomarín.
La distanza sarà di circa 22 chilometri, quindi sulla carta una giornata abbastanza gestibile. Il profilo non presenta grandi salite, ma alterna continuamente piccoli dislivelli, sentieri, corredoiras, strade rurali e alcuni tratti sassosi che potrebbero diventare più impegnativi con terreno bagnato.
Il primo tratto sarà già movimentato. Dopo aver lasciato il centro storico di Sarria scenderò verso il Ponte da Áspera e dovrò poi affrontare la salita verso Barbadelo, indicata come una delle sezioni più impegnative della giornata. Da lì entrerò pienamente nella Galizia rurale.
Attraverserò una successione continua di piccoli nuclei, prati, boschi, muri di pietra, ruscelli e castagni. Barbadelo, Peruscallo, Morgade e Ferreiros saranno alcuni dei riferimenti principali prima di raggiungere uno dei luoghi più fotografati dell’intero Cammino Francese: il settore del mojón che indica i 100 chilometri rimanenti per Santiago.
Il suo significato per me sarà probabilmente diverso rispetto a quello di molti pellegrini che incontrerò lungo la tappa.
Per chi è partito da Sarria rappresenterà quasi immediatamente la conferma di essere entrato negli ultimi 100 chilometri; per me sarà soprattutto il segnale che, dopo centinaia di chilometri percorsi dai Pirenei, ne resteranno ormai soltanto cento. Anche l’arrivo sarà molto particolare.
Dopo Mercadoiro e Vilachá inizierò a scendere verso il Miño e vedrò comparire il bacino di Belesar. Attraverserò il lungo ponte e raggiungerò Portomarín, un paese che esiste nella forma attuale perché il vecchio borgo medievale fu sommerso nel 1963 dopo la costruzione della diga.
Alcuni dei suoi monumenti più importanti vennero smontati e ricostruiti più in alto. Fra questi c’è la Igrexa de San Nicolao, trasferita pietra per pietra e ancora oggi riconoscibile anche grazie ai numeri utilizzati durante il rimontaggio.
Se il livello dell’acqua sarà sufficientemente basso, potrei inoltre vedere emergere alcuni resti del vecchio Portomarín. Non posso sapere in anticipo se accadrà il 1° novembre, ma sarà sicuramente uno degli aspetti che controllerò una volta arrivato.
Come sempre, sto scrivendo questa guida prima di percorrere realmente la tappa. Dopo il 1° novembre tornerò quindi su questa pagina per aggiungere tempi effettivi, condizioni del terreno, servizi aperti, posizione e impressioni sul km 100, livello del bacino e soprattutto cosa cambierà realmente nell’atmosfera del Cammino dopo Sarria.
Se stai organizzando tutto il viaggio, trovi questa giornata anche nella mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese e nella panoramica completa del Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago.
Cosa troverai in questa guida sulla tappa da Sarria a Portomarín:
- Tappa 29 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà
- Da Sarria a Portomarín: come si sviluppa il percorso
- Il mojón del km 100: dove si trova e cosa significa per il Cammino
- Barbadelo, Morgade e Ferreiros: la Galizia rurale lungo il Cammino
- Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa
- Arrivo a Portomarín: bacino di Belesar, paese sommerso e San Nicolao
- Dove dormire a Portomarín dopo la tappa
- La mia esperienza da Sarria a Portomarín: cosa aggiungerò dopo la tappa
Tappa 29 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà
La distanza da Sarria a Portomarín è di circa 22 chilometri. Non sarà quindi una delle giornate più lunghe del Cammino, ma non voglio neppure considerarla automaticamente una tappa facile soltanto perché molti pellegrini la scelgono come prima giornata.
Non ci sono grandi passi montani né salite paragonabili a quelle affrontate nei Montes de León o verso O Cebreiro, ma il Cammino continua a salire e scendere attraverso la campagna galiziana. Alcuni tratti hanno inoltre un fondo irregolare e, soprattutto nella parte finale, potranno richiedere attenzione se troverò pioggia o fango.
In sintesi, considero queste le caratteristiche principali della ventinovesima tappa:
- distanza: circa 22 km
- tempo indicativo: circa 4 ore e 35 minuti-5 ore di cammino, soste escluse
- difficoltà fisica: media
- difficoltà tecnica: medio-bassa in condizioni normali
- dislivello positivo: circa 230-300 m, secondo la traccia
- dislivello negativo: circa 300-350 m
- terreno: corredoiras, sentieri, piste, asfalto locale e tratti sassosi
- prima salita significativa: da Ponte da Áspera verso Barbadelo
- paesaggio dominante: campagna galiziana, boschi, prati e piccoli villaggi
- punto simbolico: settore del mojón dei 100 km
- tratto finale: discesa progressiva verso il Miño
- arrivo: ponte sul bacino di Belesar e Portomarín
La Xunta attribuisce complessivamente alla tappa una difficoltà medio-alta, valutazione che considero utile soprattutto per ricordare che non si tratta di 22 chilometri completamente pianeggianti.
Dal punto di vista fisico, dopo quasi un mese di Cammino non mi aspetto particolari difficoltà. Saranno probabilmente più importanti il fondo e il meteo.
Il 1° novembre sarò ormai in autunno avanzato e potrò trovare sentieri umidi, foglie, fango o pioggia. In queste condizioni anche una tappa senza grandi dislivelli può diventare più lenta e richiedere maggiore attenzione agli appoggi.
La giornata sarà inoltre domenica. Non considero questo aspetto automaticamente un problema per i servizi, soprattutto su una delle tappe più frequentate del Cammino Francese, ma sarò ormai in bassa stagione e controllerò comunque le aperture delle strutture più piccole.
Da Sarria a Portomarín: come si sviluppa il percorso
La tappa da Sarria a Portomarín attraversa una Galizia molto diversa dalle montagne incontrate intorno a O Cebreiro. Il paesaggio sarà più basso e rurale, ma il profilo continuerà a essere mosso da una successione quasi continua di brevi salite e discese.
Da Sarria al Ponte da Áspera
Lascerò Sarria attraversando la parte storica della città lungo il percorso del Cammino. Dopo Santa Mariña, San Salvador, la zona della Fortaleza e il Convento da Magdalena inizierò a scendere verso il río Celeiro.
Raggiungerò quindi il Ponte da Áspera, uno degli ultimi riferimenti prima di abbandonare definitivamente la zona urbana. Da qui il paesaggio cambierà rapidamente: lascerò progressivamente edifici e strade cittadine per entrare in un ambiente molto più rurale.
Dal Ponte da Áspera a Barbadelo
Superato il ponte, il percorso passa vicino alla ferrovia e comincia poi a salire. Questa è una delle parti che mi interessa verificare direttamente, perché il tratto verso Barbadelo viene indicato come una delle salite più decise dell’intera giornata.
Non sarà naturalmente una salita di montagna. La sua importanza dipende soprattutto dal fatto che arriverà praticamente all’inizio della tappa, quando molti pellegrini partiti da Sarria si troveranno ad affrontare i primi chilometri del loro Cammino.
Per me sarà invece un’altra breve salita dopo centinaia di chilometri, e Barbadelo sarà il primo punto realmente significativo fuori da Sarria.
Da Barbadelo a Morgade
Dopo Barbadelo entrerò definitivamente nella campagna galiziana. Il Cammino attraversa una successione di piccoli nuclei, fra prati, boschi e strade rurali.
Passerò da Rente, Mercado da Serra, Leimán, Peruscallo e altri gruppi di case che spesso sono costituiti da poche abitazioni distribuite lungo il percorso. È una delle caratteristiche che credo distingueranno molto queste ultime tappe.
Non si cammina necessariamente da un paese importante al successivo, ma attraverso una rete fittissima di piccole aldeas.
Il paesaggio dovrebbe alternare querce, castagni, prati, corsi d’acqua e muri di pietra, con le tipiche corredoiras galiziane che collegano un nucleo all’altro.
Morgade sarà uno dei riferimenti più riconoscibili, e da lì sarò ormai molto vicino al settore simbolico dei 100 chilometri.
Da Morgade a Ferreiros
Dopo Morgade continuerò verso Ferreiros attraversando altri piccoli nuclei, fra cui A Brea e l’area di Mirallos. È in questo settore che incontrerò la segnaletica legata al km 100.
La posizione dei mojones è cambiata nel tempo e proprio per questo voglio evitare di affrontare il punto come se esistesse una pietra immutabile collocata da secoli nello stesso posto.
Il significato rimane però fortissimo, perché una volta superato quel settore, Santiago sarà a meno di cento chilometri di Cammino.
Da Ferreiros a Mercadoiro
Da Ferreiros inizierà una parte progressivamente più discendente, anche se il profilo continuerà a essere mosso. Attraverserò piccoli nuclei come Mirallos, A Pena, Rozas e Moimentos prima di raggiungere Mercadoiro.
Qui non mi aspetto grandi monumenti o punti panoramici spettacolari, ma l’aspetto realmente interessante continuerà a essere il paesaggio rurale, la successione dei villaggi e il modo in cui il Cammino attraversa un territorio ancora fortemente agricolo.
Da Mercadoiro a Portomarín
Dopo Mercadoiro attraverserò altri piccoli nuclei e continuerò verso Vilachá. In questo punto dovrebbe cominciare a comparire progressivamente il bacino di Belesar.
Il terreno inizierà a scendere più nettamente verso il Miño e, soprattutto con fondo bagnato, alcuni tratti sassosi potrebbero richiedere attenzione.
Poi arriverà il ponte, e dopo quasi tutta la giornata trascorsa fra boschi, campi e piccoli villaggi, l’apertura improvvisa sul bacino dovrebbe rappresentare un cambiamento netto del paesaggio. Attraversato il Miño, mi resterà la caratteristica salita che conduce al centro di Portomarín.
Il mojón del km 100: dove si trova e cosa significa per il Cammino
Il riferimento ai 100 chilometri da Santiago è probabilmente l’elemento simbolico più conosciuto della tappa Sarria-Portomarín, ma è anche un elemento sul quale esiste molta confusione.
Dove si trova oggi il km 100 del Cammino Francese
Il riferimento attuale dei 100 chilometri si trova nel settore compreso fra Ferreiros, Mirallos e A Pena. È proprio qui che oggi si incontra la segnaletica associata alla soglia dei 100 km.
La posizione non coincide necessariamente con quella mostrata in fotografie o guide più vecchie. Questo spiega perché cercando informazioni sul Cammino si possano trovare riferimenti differenti e perché alcuni pellegrini ricordino il mojón in punti leggermente diversi.
Perché il mojón dei 100 km è stato spostato
Nel 2016 la segnaletica del Cammino in Galizia venne rivista e riallineata con le misurazioni ufficiali del tracciato. È per questa ragione che il celebre riferimento dei 100 km cambiò posizione rispetto alla collocazione precedente.
Ecco perché alcune vecchie guide indicano A Brea o altri punti come il luogo esatto della soglia. Sinceramente, non considero particolarmente importante stabilire quale pietra abbia avuto storicamente più valore. Ciò che conta è capire che la distanza è stata ricalcolata e la segnaletica adattata di conseguenza.
100 km, credenziale e Compostela
La soglia dei 100 chilometri non è soltanto simbolica. Per ottenere la Compostela al termine del Cammino di Santiago percorrendo il Cammino a piedi è necessario aver completato almeno gli ultimi 100 chilometri continui lungo un itinerario riconosciuto.
È il motivo per cui Sarria, che si trova a circa 115 chilometri da Santiago, è diventata uno dei punti di partenza più utilizzati.
Da questo settore acquista quindi particolare importanza anche la credenziale del Cammino di Santiago, sulla quale negli ultimi 100 chilometri dovranno comparire i timbri necessari a documentare il percorso.
Io arriverò naturalmente al km 100 con una credenziale già piena dei sellos raccolti lungo tutto il Cammino Francese.
Da Sarria in avanti, però, continuerò a prestare particolare attenzione alla regola dei due timbri quotidiani prevista nel tratto finale.
Cosa significherà per me arrivare al km 100
Per molti pellegrini che incontrerò quel giorno il numero 100 rappresenterà quasi l’inizio del viaggio. Avranno lasciato Sarria poche ore prima e staranno affrontando la prima delle tappe che li porteranno a Santiago.
Io lo raggiungerò dopo aver attraversato Pirenei, Navarra, La Rioja, Meseta, Montes de León, Bierzo e una parte della Galizia.
Per loro sarà la conferma che hanno davanti i chilometri necessari per ottenere la Compostela, mentre per me sarà soprattutto la conferma che ne rimangono soltanto cento. Credo che il significato emotivo sarà inevitabilmente diverso.
Barbadelo, Morgade e Ferreiros: la Galizia rurale lungo il Cammino
Al di là del mojón dei 100 km, il vero protagonista della giornata sarà probabilmente il paesaggio rurale. Questa tappa non concentra il proprio interesse in un singolo grande monumento, ma è piuttosto una successione continua di villaggi, boschi, prati e strade di campagna.
La Igrexa de Santiago de Barbadelo
Barbadelo conserva uno degli edifici religiosi più interessanti della tappa: la Igrexa de Santiago. Si tratta di una chiesa di origine romanica e costituisce uno dei riferimenti storici più significativi del tratto immediatamente successivo a Sarria.
La presenza di una chiesa dedicata a Santiago proprio all’inizio degli ultimi cento chilometri mi sembra anche simbolicamente appropriata.
Non prevedo una lunga visita, ma sarà uno dei luoghi ai quali voglio prestare attenzione durante il percorso.
Corredoiras, castagni e piccoli villaggi
Dopo Barbadelo il Cammino entra in uno dei paesaggi che più identificano la Galizia rurale. Mi riferisco alle corredoiras, antiche strade e sentieri incassati fra vegetazione e muri, spesso ombreggiati da querce e castagni.
A queste si aggiungono prati, allevamenti, ruscelli e minuscoli nuclei abitati, che per molti pellegrini partiti da Sarria rappresenteranno il primo contatto con questa Galizia.
Per me arriverà dopo O Cebreiro, Triacastela e la tappa precedente, quindi avrò già iniziato a conoscerla.
Mi interessa però capire quanto la maggiore densità di piccoli villaggi e servizi modificherà il ritmo rispetto alle giornate precedenti.
Ferreiros e l’ingresso nella Ribeira Sacra
Raggiungendo Ferreiros entrerò anche nel territorio della Ribeira Sacra lucense. Non sarà ancora la Ribeira Sacra più spettacolare associata ai canyon del Sil e ai grandi vigneti terrazzati, quindi non voglio forzare questo tema.
È però interessante sapere che da qui il Cammino entra in un territorio culturalmente e paesaggisticamente molto caratterizzato.
Ferreiros sarà anche uno dei punti legati al settore del km 100 e rappresenterà quindi uno dei riferimenti centrali della giornata.
Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa
Dal punto di vista logistico, la Sarria-Portomarín dovrebbe essere molto più semplice rispetto alle tappe montane affrontate nei giorni precedenti.
Il percorso attraversa numerosi nuclei abitati e, soprattutto in stagione, offre diversi bar, albergue e punti di ristoro.
I principali riferimenti saranno: Sarria alla partenza, Barbadelo, Mercado da Serra, Peruscallo, Morgade, Ferreiros, Mercadoiro, Vilachá e Portomarín all’arrivo.
La mia situazione sarà però leggermente particolare perché camminerò il 1° novembre, che nel 2026 cadrà di domenica, e sarò ormai in bassa stagione. Non significa che troverò tutto chiuso, soprattutto su una tappa così frequentata, ma alcuni piccoli esercizi stagionali potrebbero non essere più operativi.
Non partirò quindi da Sarria facendo affidamento su un determinato bar a un determinato chilometro, ma porterò con me acqua e qualcosa da mangiare, sapendo comunque che le possibilità di rifornimento dovrebbero essere nettamente superiori rispetto alle tappe di alta montagna.
Dopo il 1° novembre aggiornerò questa sezione indicando quali bar, fontane, negozi e albergue avrò trovato effettivamente aperti.
Sarà interessante anche capire se la maggiore presenza di pellegrini dopo Sarria si tradurrà realmente in servizi più frequenti lungo il percorso oppure se, a novembre, la differenza sarà meno evidente di quanto mi aspetto.
Arrivo a Portomarín: bacino di Belesar, paese sommerso e San Nicolao
L’arrivo a Portomarín sarà uno dei più riconoscibili dell’intera parte galiziana del Cammino. Dopo Vilachá inizierò a scendere verso il Miño e il paesaggio si aprirà progressivamente sul bacino di Belesar.
La discesa verso il Miño e il ponte sul bacino di Belesar
Gli ultimi chilometri dovrebbero essere prevalentemente in discesa, ma questo non significa necessariamente che saranno i più facili.
Il terreno può infatti essere sassoso e irregolare e, se avrò trovato pioggia nei giorni precedenti, dovrò prestare attenzione soprattutto agli appoggi. Poi comparirà l’acqua.
Attraverserò il lungo ponte che supera il bacino e raggiunge il lato sul quale sorge l’attuale Portomarín. Da lì una scalinata conduce verso il centro abitato.
Dopo una giornata trascorsa quasi interamente nella campagna galiziana, mi aspetto che questo arrivo sia particolarmente scenografico.
Perché il vecchio Portomarín è stato sommerso
L’attuale paese non occupa la posizione del Portomarín medievale. Il vecchio borgo sorgeva più in basso, lungo il Miño, in un punto legato da secoli al passaggio dei pellegrini. La costruzione della diga e del bacino di Belesar cambiò completamente questa geografia.
Nel 1963 il vecchio centro venne sommerso e Portomarín fu ricostruito su un’altura vicina. Prima dell’allagamento furono però salvati alcuni dei monumenti più importanti. Vennero smontati, trasferiti e ricostruiti nel nuovo paese.
Questo rende Portomarín un luogo molto particolare: non è semplicemente un borgo storico, ma un centro nel quale alcuni edifici medievali sono stati materialmente spostati per sottrarli all’acqua.
La Igrexa de San Nicolao ricostruita pietra per pietra
Il monumento più importante è la Igrexa de San Nicolao, conosciuta storicamente anche come San Xoán. È una chiesa-fortezza romanica costruita fra XII e XIII secolo e legata all’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme.
L’edificio ha un aspetto massiccio, quasi militare, molto diverso dalle piccole chiese rurali che avrò incontrato durante la giornata.
Ma ciò che mi interessa maggiormente è il modo in cui è arrivata nella posizione attuale. Quando il vecchio Portomarín fu destinato a essere sommerso, la chiesa venne smontata pietra per pietra, i blocchi furono numerati e l’edificio fu ricostruito più in alto.
Ancora oggi dovrebbero essere visibili su alcune pietre i numeri utilizzati durante l’operazione. So già adesso che sarà uno di quei dettagli che voglio cercare personalmente.
Quando riemergono i resti del vecchio Portomarín
Il vecchio paese non è scomparso completamente. Quando il livello del bacino di Belesar scende abbastanza, possono tornare visibili alcuni resti delle strutture sommerse e parti dell’antico ponte.
Non posso sapere se il 1° novembre troverò condizioni simili, perché dipenderà esclusivamente dal livello dell’acqua del bacino in quel momento.
Se alcuni resti saranno visibili, sarà sicuramente uno degli aspetti più interessanti da documentare dopo la tappa.
Se invece saranno completamente sommersi, resterà comunque particolare sapere che sotto l’acqua si trova il luogo nel quale per secoli passava il Cammino prima della costruzione della diga.
Dove dormire a Portomarín dopo la tappa
Portomarín è una delle località di tappa più importanti degli ultimi cento chilometri e dispone di numerose possibilità di pernottamento. Ci sono albergue pubblici e privati, pensioni, hotel e altre strutture rivolte ai pellegrini.
Il mio arrivo sarà però il 1° novembre e alcuni albergue stagionali terminano normalmente l’attività proprio alla fine di ottobre, quindi il numero delle opzioni effettivamente aperte potrebbe essere inferiore rispetto a quello disponibile durante l’estate.
Restano comunque strutture operative tutto l’anno. Controllerò quindi la disponibilità nei giorni precedenti senza dare per scontato che tutte le sistemazioni presenti nelle guide siano ancora aperte.
Dopo quasi un mese di Cammino potrei anche preferire una sistemazione più tranquilla, soprattutto se da Sarria avrò iniziato a incontrare molti più pellegrini rispetto alle tappe precedenti.
Se vuoi capire come funzionano le diverse forme di ospitalità lungo il percorso, trovi tutte le informazioni nella mia guida su dove dormire sul Cammino di Santiago e come funzionano gli albergue.
Se invece vuoi confrontare direttamente disponibilità e prezzi, puoi controllare qui albergue, pensioni e hotel su Booking.com.
La mattina successiva continuerò con il percorso da Portomarín a Palas de Rei: tappa 30 del Cammino Francese.
Sarà una giornata più lunga e tornerò a muovermi fra continui saliscendi attraverso la campagna galiziana, avvicinandomi progressivamente alle ultime grandi tappe prima di Santiago.
La mia esperienza da Sarria a Portomarín: cosa aggiungerò dopo la tappa
Questa tappa mi interessa moltissimo soprattutto per capire cosa succederà al Cammino dopo Sarria. Si parla spesso di Sarria come di un punto di rottura: prima Sarria, il “vero” Cammino; dopo Sarria, folla, gruppi e un’esperienza completamente diversa.
Non voglio partire da questo pregiudizio. Sicuramente il numero dei pellegrini aumenterà, anche se il fatto di camminare il 1° novembre potrebbe ridurre molto la differenza rispetto ai mesi estivi.
Ma non vedo perché il viaggio di chi parte da Sarria debba avere meno significato soltanto perché è più breve del mio.
Io arriverò a quel punto con quasi un mese di strada alle spalle, mentre chi partirà quella mattina avrà probabilmente dormito poco per l’emozione, sistemato lo zaino mille volte e iniziato a cercare le frecce gialle con la stessa attenzione con cui lo facevo io a Saint-Jean-Pied-de-Port.
Dal punto di vista del Cammino saremo nello stesso luogo, mentre dal punto di vista personale saremo probabilmente in momenti completamente diversi. Credo che sarà questo contrasto a interessarmi più del semplice aumento delle presenze.
La prima cosa che voglio verificare è quanto la tappa sia realmente facile, perché sulla carta 22 chilometri e dislivelli moderati sembrano quasi una giornata di recupero rispetto a quelle percorse prima di O Cebreiro.
Il tratto verso Barbadelo e il continuo alternarsi di piccoli saliscendi potrebbero però renderla meno banale.
Voglio anche vedere come cambierà il paesaggio. Dopo le montagne e le quote più alte dei giorni precedenti, entrerò definitivamente nella Galizia rurale fatta di prati, castagni, querce, allevamenti, muri e corredoiras.
Probabilmente sarà un ambiente meno spettacolare in senso classico, ma molto più continuo e immersivo.
Poi arriverà il km 100, e sono curioso di capire quale effetto mi farà. Quando sono partito da Saint-Jean-Pied-de-Port, cento chilometri sarebbero sembrati soltanto una piccola parte del viaggio. Dopo quasi un mese, invece, quel numero avrà un significato completamente diverso.
Non sarà più “almeno cento chilometri da fare”, ma “soltanto cento chilometri rimasti”. Credo che in quel punto, per la prima volta, Santiago smetterà di essere una destinazione astratta e diventerà qualcosa di realmente vicino.
Mi interessa anche osservare la reazione degli altri pellegrini. Per alcuni di loro il mojón potrebbe essere uno dei primi momenti fotografici del Cammino. Io arriverò invece con centinaia di chilometri nelle gambe e probabilmente con la consapevolezza che ormai ogni tappa mi avvicinerà rapidamente alla fine.
Poi ci sarà Portomarín. L’arrivo sul bacino di Belesar è uno dei passaggi che voglio vedere dal vivo da molto tempo. Mi incuriosisce soprattutto pensare al vecchio borgo sotto l’acqua mentre attraverso il ponte verso quello nuovo.
Se il livello del bacino sarà basso e saranno visibili resti dell’antico Portomarín, cercherò sicuramente di osservarli e fotografarli. In caso contrario, il semplice sapere che si trovano sotto la superficie renderà comunque il paesaggio diverso.
Voglio anche osservare da vicino San Nicolao, perché l’idea che una chiesa medievale sia stata smontata, numerata e ricostruita pietra per pietra mi sembra una delle storie più singolari incontrate lungo tutto il Cammino.
Cercherò soprattutto i numeri ancora visibili sulle pietre, dato che sono questi dettagli che mi interessano molto più della semplice lista di monumenti.
Se dopo l’arrivo vorrai già iniziare a organizzare le giornate finali del viaggio, puoi vedere le visite, i tour della Cattedrale e le altre esperienze disponibili a Santiago de Compostela.
Dopo il 1° novembre aggiornerò quindi questa guida con distanza e tempi effettivi, condizioni meteorologiche, difficoltà reale del terreno e servizi trovati aperti.
Aggiungerò dove avrò incontrato concretamente il riferimento dei 100 chilometri, quanto sarà cambiata l’atmosfera dopo Sarria e se la maggiore presenza di pellegrini sarà stata davvero evidente in questo periodo dell’anno.
Racconterò anche la discesa finale, il livello del bacino di Belesar, l’eventuale visibilità dei resti sommersi e le mie impressioni su Portomarín. Ma credo che soprattutto ricorderò quel numero 100.
Dopo tutto il Cammino percorso fino a quel momento, sarà probabilmente la prima volta in cui Santiago mi sembrerà non soltanto la destinazione verso cui sto andando, ma un luogo al quale sto realmente arrivando.
Ultimo aggiornamento articolo: 23/09/2026