La tappa da San Juan de Ortega a Burgos sarà una delle giornate più contrastanti di questa prima parte del Cammino Francese.
Partirò da un minuscolo nucleo monastico immerso nei Montes de Oca e, circa 26 chilometri più tardi, arriverò nel cuore di una delle grandi città monumentali del percorso, davanti alla Cattedrale di Burgos.
In mezzo ci saranno Agés, Atapuerca, la salita sassosa verso l’Alto de Matagrande, la discesa nella valle del río Pico e infine un avvicinamento urbano che, almeno sulla carta, sembra essere la parte meno affascinante della giornata.
Il 15 ottobre partirò dopo avere completato la tappa da Belorado a San Juan de Ortega. Dopo una notte in uno dei luoghi più piccoli nei quali avrò dormito, tornerò quindi verso un ambiente completamente diverso.
Atapuerca sarà certamente uno degli elementi più interessanti della giornata. Il Cammino attraversa un territorio che conserva alcune delle testimonianze più importanti per lo studio dell’evoluzione umana in Europa, ma è importante distinguere il semplice passaggio attraverso il paese dalla visita vera e propria ai siti archeologici, che richiede organizzazione e prenotazione.
Poi arriverà la Sierra de Atapuerca. La salita non dovrebbe essere particolarmente lunga, ma il terreno sassoso e l’assenza di ombra possono renderla più impegnativa di quanto suggerisca il dislivello complessivo della tappa. Dall’alto, se il tempo sarà favorevole, dovrei vedere Burgos per la prima volta.
Vederla, però, non significherà essere arrivato. Rimarranno infatti ancora molti chilometri e soprattutto la scelta di come entrare in città: seguire il tracciato tradizionale verso Villafría oppure deviare verso Castañares e raggiungere il centro lungo il río Arlanzón.
Questa sarà anche la mia dodicesima giornata consecutiva sul Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago, quindi i circa 26 km della tappa dovranno essere valutati anche alla luce della stanchezza accumulata.
Come per tutte le altre guide, sto scrivendo anche questa prima di percorrere realmente la tappa. Dopo il 15 ottobre tornerò quindi su questa pagina per aggiungere tempi effettivi, condizioni del terreno, soste, scelta del percorso per entrare a Burgos e impressioni personali.
Se stai programmando l’intero itinerario, trovi questa giornata inserita anche nella mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese.
Cosa troverai in questa guida sulla tappa da San Juan de Ortega a Burgos:
- Tappa 12 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà
- Da San Juan de Ortega a Burgos: come si sviluppa il percorso
- Atapuerca e l’Alto de Matagrande: il cuore della tappa
- Cosa vedere tra San Juan de Ortega e Burgos
- Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa
- Arrivo a Burgos: la Cattedrale e il cuore medievale
- Dove dormire a Burgos dopo la tappa
- La mia esperienza da San Juan de Ortega a Burgos: cosa aggiungerò dopo la tappa
Tappa 12 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà
La distanza da San Juan de Ortega a Burgos è di circa 26 chilometri. Anche in questo caso le diverse tracce possono produrre piccole variazioni, ma considero 25,8-26 km un riferimento realistico per preparare la giornata.
Il profilo altimetrico è complessivamente favorevole: il dislivello positivo dovrebbe rimanere intorno ai 140 metri, mentre quello negativo supera i 270 metri, perché San Juan de Ortega si trova a una quota sensibilmente superiore rispetto a Burgos.
Questo non significa però che la tappa sia completamente pianeggiante. Dopo Atapuerca bisogna affrontare la salita verso la Sierra e l’Alto de Matagrande, su un terreno che in alcuni punti dovrebbe essere piuttosto sassoso.
In sintesi, considero queste le caratteristiche principali della dodicesima tappa:
- distanza: circa 25,8-26 km
- dislivello positivo: circa 140 m
- dislivello negativo: circa 280 m
- tempo indicativo: tra 5 ore e 45 minuti e 6 ore e 15 minuti
- difficoltà: media
- terreno: piste agricole, sterrati sassosi, strade secondarie e lunghi tratti urbani
- punto di partenza: San Juan de Ortega
- punto di arrivo: Burgos
- principali località attraversate: Agés, Atapuerca, Cardeñuela Riopico e Orbaneja Riopico
- quota massima: circa 1.070-1.075 m
- punto più alto: Alto de Atapuerca o Alto de Matagrande
- elemento culturale principale: Atapuerca
- difficoltà pratica principale: ingresso finale a Burgos
- possibile alternativa: variante di Castañares lungo il río Arlanzón
- difficoltà tecnica: bassa
La classificazione “media” deriva soprattutto dalla lunghezza e dalla struttura della giornata. I dislivelli sono limitati, ma quasi 26 km rappresentano comunque molte ore di cammino e la parte finale urbana potrebbe risultare più faticosa di quanto suggerisca il profilo altimetrico.
Dopo Atapuerca ci sarà inoltre la salita più evidente della tappa. Non dovrebbe essere particolarmente lunga, ma il terreno pietroso potrebbe rallentare il passo e richiedere più attenzione, soprattutto in caso di pioggia.
La seconda metà sarà invece quasi completamente in discesa o pianeggiante, ma con un progressivo aumento di strade, periferie e zone urbanizzate.
È quindi una giornata nella quale la difficoltà non dipenderà tanto dalle gambe quanto dalla continuità dei chilometri e dalla gestione mentale dell’avvicinamento a Burgos.
Da San Juan de Ortega a Burgos: come si sviluppa il percorso
La tappa da San Juan de Ortega a Burgos cambia volto più volte: si parte dal bosco di San Juan de Ortega, si attraversano i piccoli centri di Agés e Atapuerca, si sale sulla Sierra e poi si scende verso Cardeñuela Riopico e Orbaneja Riopico.
Da quel punto in poi il problema non sarà più il dislivello, ma scegliere come raggiungere il centro di Burgos.
Da San Juan de Ortega ad Agés
I primi chilometri dovrebbero essere semplici. Lasciato il monastero, il Cammino continua inizialmente tra boschi e campagne, perdendo progressivamente quota fino ad Agés.
Il paese arriverà dopo poco più di tre chilometri, quindi molto presto nella giornata. Non dovrebbe esserci alcun motivo per programmare qui una sosta lunga, a meno che non abbia bisogno di fare colazione o di recuperare qualcosa che non avrò trovato a San Juan de Ortega.
Agés è comunque un altro dei piccoli centri cresciuti lungo il Cammino e rappresenterà il primo segnale del ritorno verso un territorio più abitato dopo la traversata dei Montes de Oca.
Poco dopo il paese il percorso attraversa il río Vera su un piccolo ponte tradizionalmente associato alla figura di San Juan de Ortega. Da lì la cittadina di Atapuerca sarà ormai vicina.
Da Agés ad Atapuerca
La distanza tra Agés e Atapuerca è breve. Il Cammino attraversa una campagna aperta e raggiunge il paese dopo circa sei chilometri complessivi dalla partenza.
Atapuerca sarà probabilmente il nome più conosciuto dell’intera giornata prima di Burgos. Anche chi non ha mai percorso il Cammino può averlo incontrato parlando di archeologia, preistoria o evoluzione umana.
I ritrovamenti effettuati nella Sierra hanno infatti trasformato questa zona in uno dei siti paleoantropologici più importanti al mondo.
Il Cammino, però, non passa direttamente attraverso gli scavi come se fossero un monumento lungo la strada.
Questo è un punto importante, perché il paese può essere attraversato normalmente, mentre una visita ai giacimenti archeologici richiede tempo, organizzazione e una prenotazione specifica.
Per chi vuole semplicemente completare la tappa fino a Burgos, Atapuerca rimane quindi soprattutto un luogo di passaggio e un ottimo punto per una sosta prima della salita.
Da Atapuerca all’Alto de Matagrande
Usciti dal paese inizierà la salita più evidente della giornata. La pista sale verso la Sierra de Atapuerca su un terreno che viene descritto come particolarmente sassoso.
Il dislivello complessivo non è elevato, ma il fondo irregolare potrebbe rendere questi chilometri più lenti rispetto a quelli precedenti.
Qui tornerò sopra i mille metri di quota. Il punto più alto viene indicato nelle diverse guide come Alto de Atapuerca oppure Alto de Matagrande e si trova intorno ai 1.074 metri.
In cima dovrebbe esserci una grande croce di legno, ma l’elemento che mi interessa maggiormente sarà il panorama.
Se la visibilità sarà buona, da qui dovrei vedere Burgos per la prima volta, ma sarà probabilmente una sensazione simile ad altri arrivi del Cammino.
La meta della giornata compare all’orizzonte e sembra improvvisamente vicina, ma la distanza reale racconta un’altra storia. La Cattedrale di Burgos sarà ancora molto lontana.
Dall’Alto de Matagrande a Orbaneja Riopico
Superata la parte più alta, il percorso comincia a scendere. La prima località importante sarà Cardeñuela Riopico, seguita pochi chilometri più avanti da Orbaneja Riopico.
La sensazione dovrebbe cambiare rapidamente, perché i grandi spazi della Sierra lasceranno progressivamente posto a strade, nuclei abitati, infrastrutture e ai primi segni della periferia di Burgos.
Cardeñuela e Orbaneja saranno anche gli ultimi punti utili per una sosta prima di affrontare l’ingresso nella città.
A quel punto avrò percorso poco più della metà della tappa. Ed è proprio allora che inizierà una delle questioni pratiche più interessanti della giornata.
Entrare a Burgos: Villafría o variante di Castañares?
Dopo Orbaneja Riopico esistono due possibilità principali per entrare in città. Il percorso tradizionale prosegue verso Villafría e quindi entra a Burgos attraversando una lunga zona industriale.
È la soluzione più diretta, ma anche quella che viene descritta da molti pellegrini come la parte meno piacevole dell’intera tappa. Per diversi chilometri il Cammino attraversa un ambiente urbano e produttivo prima di raggiungere finalmente il centro storico.
L’alternativa è la variante di Castañares. Questa possibile deviazione aggiunge pochissima distanza, ma permette di evitare buona parte dell’ingresso industriale e di raggiungere la città seguendo il río Arlanzón.
Sulla carta è la soluzione che mi attira maggiormente, dato che dopo quasi due settimane di Cammino preferirei probabilmente entrare a Burgos camminando lungo il fiume piuttosto che attraverso capannoni e grandi strade. Ma non voglio decidere definitivamente prima di essere lì.
Il 15 ottobre potrò valutare condizioni del terreno, meteo, segnaletica e soprattutto come mi sentirò dopo più di venti chilometri.
Dopo aver percorso questa tappa aggiornerò questa sezione dell’articolo spiegando quale variante avrò scelto e se, tornando indietro, farei la stessa scelta.
Atapuerca e l’Alto de Matagrande: il cuore della tappa
Se dovessi individuare un solo elemento capace di distinguere questa giornata dalle altre, probabilmente sarebbe Atapuerca.
Il nome identifica contemporaneamente un piccolo paese attraversato dal Cammino, una Sierra, un insieme di siti archeologici di importanza mondiale e uno dei luoghi fondamentali per comprendere la storia più antica della presenza umana in Europa.
Atapuerca e un milione di anni di storia umana
La Sierra de Atapuerca conserva una successione straordinaria di resti umani e archeologici. Gli scavi hanno permesso di ricostruire un arco temporale vastissimo e hanno restituito fossili appartenenti a diverse popolazioni umane vissute in Europa in epoche molto lontane tra loro.
Per questo Atapuerca è Patrimonio Mondiale UNESCO. Camminare qui significa quindi attraversare un luogo la cui storia comincia enormemente prima del Cammino di Santiago, prima del Medioevo e prima delle città che incontrerò lungo il percorso.
Questo è uno dei contrasti che rendono questa tappa particolarmente interessante. Il mattino partirò da un monastero medievale, poche ore dopo attraverserò un territorio che racconta centinaia di migliaia di anni di storia umana, e la sera arriverò davanti a una grande cattedrale gotica. Tutto nello spazio di una singola giornata di cammino.
Visitare i siti di Atapuerca durante la tappa: cosa bisogna sapere
La presenza del Cammino ad Atapuerca potrebbe far pensare che sia possibile vedere gli scavi semplicemente uscendo per qualche minuto dal percorso, ma in realtà non funziona così.
I siti archeologici vengono visitati attraverso percorsi organizzati e visite guidate, quindi è necessario verificare gli orari, prenotare e raggiungere le aree di visita attraverso i servizi predisposti dai centri di accoglienza.
Nel paese si trova il CAREX, il Centro de Arqueología Experimental, che rappresenta uno dei punti di riferimento per le visite. Una visita completa richiede quindi tempo. Ecco perché non la considererei una normale sosta durante una tappa di circa 26 km.
Se volessi davvero approfondire Atapuerca, la scelta più sensata sarebbe pianificarlo prima, verificando orari e disponibilità e decidendo se modificare il ritmo della giornata.
Il 15 ottobre il mio obiettivo principale rimarrà raggiungere Burgos. Questo non significa che Atapuerca perderà importanza. Al contrario, sapere cosa si trova sotto e intorno al territorio nel quale sto camminando dovrebbe rendere molto più significativo il passaggio.
La prima vista di Burgos dall’Alto de Matagrande
Dopo Atapuerca il Cammino sale sulla Sierra. Questo è un passaggio decisamente interessante anche dal punto di vista simbolico perché segna il confine tra la parte più rurale della giornata e l’avvicinamento progressivo alla città.
Dall’Alto de Matagrande, nelle giornate limpide, è possibile vedere Burgos. Immagino che il primo elemento riconoscibile possa essere proprio la sagoma della città all’orizzonte. Ma quello che mi interessa sarà soprattutto la distanza.
Vedere il punto d’arrivo e sapere che restano ancora molti chilometri è una situazione tipica dei cammini a piedi.
Le distanze si percepiscono in modo completamente diverso, perché un luogo che in automobile sembrerebbe praticamente raggiunto potrebbe richiedere ancora due o tre ore di strada. Credo che questa prima vista di Burgos sarà uno dei momenti che ricorderò della tappa.
Cosa vedere tra San Juan de Ortega e Burgos
La principale ricchezza culturale della tappa è senza dubbio Atapuerca, ma anche il percorso prima e dopo il paese presenta alcuni elementi interessanti. Non trasformerei però la giornata in una successione di visite.
Con circa 26 km da percorrere, preferisco individuare pochi punti da osservare realmente e lasciare il resto all’esperienza del cammino.
Agés e il ponte medievale
Agés è un piccolo paese con una lunga relazione con il pellegrinaggio. Poco dopo l’abitato il Cammino attraversa il río Vera su un ponte in pietra tradizionalmente attribuito a San Juan de Ortega. La tradizione collega ancora una volta il percorso alla figura incontrata nella tappa precedente.
Non è un grande monumento, ma rappresenta bene quella continuità che sto iniziando a trovare lungo il Cammino: persone, paesi e infrastrutture si richiamano tra una giornata e quella successiva.
È anche un modo per ricordare quanto fosse importante costruire e mantenere ponti nel Medioevo. Oggi li attraversiamo in pochi secondi, ma per un pellegrino di secoli fa potevano fare la differenza tra un percorso praticabile e un ostacolo serio.
Dalla Sierra de Atapuerca alla valle del río Pico
Superato l’Alto de Matagrande, il paesaggio cambia rapidamente. La discesa porta verso la valle del río Pico e quindi a Cardeñuela e Orbaneja Riopico.
Dopo i boschi dei Montes de Oca e la Sierra de Atapuerca, questa sarà probabilmente l’ultima parte realmente rurale prima dell’ingresso nell’area urbana di Burgos.
Cercherò quindi di non vivere questi chilometri soltanto come una fase di transizione, dato che sarà l’ultimo tratto di campagna prima di una grande città e, soprattutto, prima del cambiamento paesaggistico che mi aspetterà nelle tappe successive verso la Meseta.
Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa
Dal punto di vista dei rifornimenti, questa dovrebbe essere una giornata più semplice rispetto alla traversata dei Montes de Oca. I principali punti di riferimento saranno: San Juan de Ortega alla partenza, Agés, Atapuerca, Cardeñuela Riopico, Orbaneja Riopico e Burgos all’arrivo.
Agés e Atapuerca arriveranno relativamente presto, mentre Cardeñuela e Orbaneja saranno utili soprattutto nella seconda metà.
Questo significa che non dovrebbero esserci lunghi tratti completamente privi di paesi come nella giornata precedente. Rimane però valida la stessa regola utilizzata fino a questo momento: in ottobre non considero automaticamente aperto ogni bar o negozio segnato su una mappa.
Atapuerca potrebbe essere il luogo più naturale per una prima vera sosta, anche perché arriva poco prima della salita verso la Sierra. Cardeñuela o Orbaneja potrebbero invece diventare utili prima di affrontare gli ultimi chilometri verso Burgos.
La presenza di una grande città alla fine può indurre a sottovalutare questa parte, perché vedere Burgos da lontano non significa avere immediatamente a disposizione bar, negozi e servizi del centro.
Se sceglierò la variante di Castañares, inoltre, dovrò considerare il percorso lungo il río Arlanzón prima di raggiungere realmente la zona monumentale.
Dopo il 15 ottobre aggiornerò questa sezione con bar effettivamente aperti, fontane utilizzabili, negozi, punti di sosta e disponibilità reale dei servizi incontrati.
Arrivo a Burgos: la Cattedrale e il cuore medievale
L’arrivo a Burgos sarà completamente diverso da quello a San Juan de Ortega. Passerò da un piccolo nucleo monastico immerso nei boschi a una città vera e propria, con oltre centomila abitanti e uno dei centri storici più importanti del Cammino Francese.
Burgos è cresciuta per secoli anche grazie alla propria posizione lungo la via verso Santiago. Il passaggio dei pellegrini ha lasciato tracce nell’urbanistica, nelle strutture di accoglienza e nel patrimonio religioso della città. Ma il punto verso il quale inevitabilmente finirò per guardare sarà la Cattedrale.
La Cattedrale di Burgos e il Cammino di Santiago
La Cattedrale di Santa María è uno dei grandi monumenti del Cammino Francese. La costruzione iniziò nel XIII secolo e l’edificio continuò a evolversi nei secoli successivi, incorporando elementi che raccontano diverse fasi dell’architettura gotica.
Le guglie traforate, il cimborrio e le dimensioni dell’edificio dovrebbero renderla visibile e riconoscibile già durante l’avvicinamento al centro.
Dopo quasi 26 km credo che arrivare davanti alla Cattedrale avrà un significato diverso rispetto a visitarla durante un normale viaggio. Non sarà semplicemente un monumento, ma il punto nel quale terminerà la dodicesima giornata.
La Cattedrale è anche Patrimonio Mondiale UNESCO, esattamente come i siti di Atapuerca attraversati poche ore prima.
È difficile immaginare una tappa che metta insieme due luoghi così diversi, perché uno racconta le origini più antiche della presenza umana in Europa, mentre l’altro rappresenta una delle massime espressioni della cultura medievale europea.
Il Cid Campeador e il cuore storico di Burgos
All’interno della Cattedrale si trovano anche le sepolture di Rodrigo Díaz de Vivar, il Cid Campeador, e della moglie Jimena.
Il Cid è una delle figure più importanti della storia e della tradizione letteraria castigliana e il suo legame con Burgos è ancora oggi molto evidente.
Ma non vorrei ridurre l’arrivo della dodicesima tappa del Cammino a Burgos soltanto alla Cattedrale. Se avrò abbastanza tempo ed energie mi piacerebbe attraversare l’Arco de Santa María, camminare per il Paseo del Espolón e vedere la Plaza Mayor.
Sono luoghi molto vicini tra loro e non richiedono un vero itinerario organizzato. Per vederli basterà continuare a camminare ancora un po’, questa volta senza zaino o almeno senza l’obbligo di raggiungere un’altra destinazione.
Burgos è una di quelle città nelle quali non vorrei limitarmi ad arrivare, lasciare lo zaino e ripartire il mattino successivo. Se anche tu vuoi dedicare un po’ di tempo a scoprirla meglio, puoi vedere qui i free tour, le visite alla Cattedrale e le altre esperienze disponibili a Burgos con Civitatis.
Dove dormire a Burgos dopo la tappa
Burgos offre una scelta di alloggi completamente diversa rispetto alle piccole località attraversate nelle ultime giornate.
Ci sono albergue per pellegrini, ostelli, pensioni, appartamenti e numerosi hotel distribuiti tra il centro storico e i quartieri circostanti.
Dopo dodici giornate consecutive, credo che la possibilità di scegliere sarà particolarmente interessante.
Potrei decidere di rimanere in un albergue e continuare a vivere pienamente il ritmo del Cammino, oppure approfittare dell’arrivo in una grande città per concedermi una camera privata, dormire con maggiore tranquillità e recuperare prima dell’ingresso nella Meseta.
Se vuoi capire le differenze tra le varie tipologie di accoglienza pellegrina, trovi tutte le informazioni nella mia guida su dove dormire sul Cammino di Santiago e come funzionano gli albergue.
Se dopo quasi 26 chilometri preferisci una camera privata oppure vuoi confrontare albergue, pensioni e hotel nel centro di Burgos, puoi controllare qui le sistemazioni disponibili a Burgos su Booking.com.
A Burgos valuterei anche con attenzione la posizione, perché dormire vicino al centro storico può essere particolarmente comodo se si vuole visitare la Cattedrale e uscire la sera senza aggiungere troppi chilometri a quelli già percorsi durante la giornata.
La mattina successiva inizierà una nuova fase del viaggio da Burgos a Hornillos del Camino: tappa 13 del Cammino Francese.
Lasciata la città, il paesaggio dovrebbe cambiare ancora una volta. Cominceranno gli spazi aperti, i grandi altopiani e quella Meseta che rappresenta una delle immagini più conosciute — e probabilmente più discusse — dell’intero Cammino Francese.
La mia esperienza da San Juan de Ortega a Burgos: cosa aggiungerò dopo la tappa
Questa è una delle giornate che sono più curioso di vivere perché dovrebbe contenere diversi cambiamenti in poche ore.
La mattina partirò da San Juan de Ortega, dove troverò un monastero, poche case e il bosco intorno. Poco dopo passerò da Agés e arriverò ad Atapuerca.
Voglio capire quanto si percepisca realmente l’importanza archeologica di questo territorio semplicemente attraversandolo a piedi. Probabilmente molto poco, se non si sa cosa cercare.
Gli scavi non saranno lì davanti a me come una cattedrale o un ponte, ma sapere che sotto quelle colline sono state trovate testimonianze fondamentali per ricostruire la storia umana europea renderà comunque il paesaggio diverso.
Poi arriverà la salita verso l’Alto de Matagrande. Sono curioso soprattutto del momento nel quale Burgos comparirà all’orizzonte.
Dopo quasi due settimane il rapporto con le distanze potrebbe essere già cambiato molto. All’inizio vedere una città lontana forse mi avrebbe dato l’impressione di essere quasi arrivato.
Il 15 ottobre potrei ormai sapere perfettamente che un campanile all’orizzonte può significare ancora parecchie ore di cammino.
Potrò raccontarti come sarà realmente il terreno della Sierra, quanto sarà fastidiosa la pietra sotto le scarpe e se la salita meriterà davvero la difficoltà “media” attribuita alla tappa.
Poi arriverà la parte sulla quale ho più dubbi prima di partire: l’ingresso a Burgos. Voglio vedere con i miei occhi quanto sia poco piacevole il percorso tradizionale attraverso Villafría e capire se la variante di Castañares sia davvero così più interessante.
Se sceglierò di seguire il río Arlanzón, potrò raccontarti con precisione dove si devia, quanto è chiara la segnaletica e se i circa cinquecento metri aggiuntivi valgono la differenza.
Questa è esattamente una delle informazioni che considero più utili in una guida scritta dopo aver percorso realmente il Cammino. Non soltanto “qui passa il sentiero”, ma quale percorso sceglierei una seconda volta.
L’arrivo davanti alla Cattedrale sarà invece qualcosa che oggi posso soltanto immaginare. Burgos sarà anche la prima grande città dopo Logroño e probabilmente la più monumentale incontrata fino a quel momento.
Dopo giorni di piccoli paesi, campi e boschi, ritrovarmi improvvisamente davanti a una delle grandi cattedrali gotiche d’Europa dovrebbe produrre un contrasto notevole.
Voglio anche capire quanto tempo e quanta energia mi resteranno. Potrei avere voglia di entrare immediatamente nella Cattedrale, oppure pensare soltanto a lasciare lo zaino, fare la doccia e mangiare.
Anche questo fa parte del Cammino: avere davanti qualcosa che si desiderava vedere da mesi e scoprire che, dopo ventisei chilometri, la priorità assoluta è togliersi le scarpe.
La sera Burgos potrebbe essere anche il primo momento nel quale inizierò davvero a pensare alla Meseta. Fino a quel punto sarà rimasta soprattutto un nome associato alle tappe future, mentre dal giorno seguente diventerà il paesaggio nel quale camminerò.
Santiago sarà ancora lontana, ma dopo dodici tappe Saint-Jean-Pied-de-Port inizierà probabilmente a sembrarmi altrettanto lontana, non tanto in chilometri quanto in tempo vissuto.
Io, il 15 ottobre, dovrò però pensare soprattutto a una cosa molto più semplice: partire da San Juan de Ortega, attraversare Atapuerca, superare la Sierra, scegliere da dove entrare in città e arrivare, finalmente, davanti alla Cattedrale di Burgos.
Ultimo aggiornamento articolo: 16/09/2026