La tappa da Portomarín a Palas de Rei sarà la trentesima giornata del mio Cammino Francese e continuerà attraverso quella Galizia rurale che avrò iniziato a conoscere nelle tappe precedenti.
Il 2 novembre mi aspettano circa 25 chilometri, una distanza abbastanza importante ma senza grandi difficoltà tecniche, attraverso piccoli villaggi, boschi, pascoli e una successione quasi continua di salite e discese.
Partirò dopo aver completato la tappa da Sarria a Portomarín, nella quale avrò attraversato il simbolico settore dei 100 chilometri da Santiago e raggiunto il bacino di Belesar. Da Portomarín continuerò quindi con meno di cento chilometri di Cammino ancora davanti.
La prima metà della giornata sarà quella con il profilo più chiaramente ascendente. Lasciato Portomarín comincerò quasi subito a guadagnare quota e continuerò progressivamente verso Toxibó, Gonzar e Castromaior. Da circa 350-400 metri salirò fino ai 700 metri abbondanti della Serra de Ligonde.
Non sarà però una salita continua paragonabile a quelle affrontate sui Pirenei o verso O Cebreiro, ma piuttosto una successione di pendenze moderate, interrotta da tratti più semplici e da un breve strappo più deciso dopo Castromaior.
Proprio Castromaior sarà uno dei luoghi che mi interessano maggiormente. A pochissima distanza dal Cammino si trova infatti uno dei più importanti insediamenti fortificati dell’Età del Ferro della zona, testimonianza di una presenza umana che precede di molti secoli il pellegrinaggio medievale verso Santiago.
Dopo Hospital da Cruz raggiungerò Ventas de Narón e continuerò verso la Serra de Ligonde, il punto più alto della giornata, intorno ai 725 metri.
Da lì il profilo cambierà: non inizierà una lunga discesa regolare, ma una sequenza di piccoli saliscendi tipicamente galiziani che mi accompagnerà quasi fino a Palas de Rei.
Passerò da A Previsa, Lameiros e Ligonde, uno dei luoghi storicamente più interessanti della tappa. Qui esisteva un importante ospedale per pellegrini e rimangono le tracce dell’antico cimitero; lungo questo settore del Cammino passarono anche personaggi come Carlo V e Filippo II.
Più avanti raggiungerò Airexe, Portos e Lestedo. A Portos avrò anche la possibilità di lasciare temporaneamente il Cammino per raggiungere San Salvador de Vilar de Donas, una delle chiese romaniche più importanti della zona e strettamente legata all’Ordine di Santiago.
La deviazione aggiunge però circa cinque chilometri complessivi fra andata e ritorno, quindi dovrò decidere se inserirla realmente in una giornata che sarà già di circa 25 chilometri.
Infine raggiungerò Palas de Rei, ormai con poco più di 67 chilometri di Cammino prima dell’arrivo a Santiago, secondo la suddivisione che sto seguendo.
Come sempre, sto scrivendo questa guida prima di percorrere realmente la tappa. Dopo il 2 novembre tornerò quindi su questa pagina per aggiungere tempi effettivi, condizioni del terreno, servizi aperti, difficoltà reale dei saliscendi, impressioni su Castromaior e Ligonde e soprattutto per raccontare se avrò deciso di affrontare anche la deviazione verso Vilar de Donas.
Se stai organizzando tutto il viaggio, trovi questa giornata anche nella mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese e nella panoramica completa del Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago.
Cosa troverai in questa guida sulla tappa da Portomarín a Palas de Rei:
- Tappa 30 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà
- Da Portomarín a Palas de Rei: come si sviluppa il percorso
- Castromaior e Serra de Ligonde: la parte più impegnativa della tappa
- Ventas de Narón, Ligonde e Vilar de Donas: storia lungo il Cammino
- Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa
- Arrivo a Palas de Rei: San Tirso e cosa vedere
- Dove dormire a Palas de Rei dopo la tappa
- La mia esperienza da Portomarín a Palas de Rei: cosa aggiungerò dopo la tappa
Tappa 30 del Cammino Francese in breve: km, dislivello e difficoltà
La distanza da Portomarín a Palas de Rei è indicata dalla guida ufficiale galiziana in 25 km, mentre altre tracce molto utilizzate misurano circa 24,8 km: una differenza irrilevante dal punto di vista pratico.
Il dato più interessante è il profilo altimetrico. Partirò da meno di 400 metri di quota e nella prima metà della giornata salirò progressivamente fino a circa 725 metri sulla Serra de Ligonde.
Il dislivello positivo complessivo si aggira intorno ai 500 metri, mentre quello negativo dovrebbe essere nell’ordine dei 350.
In sintesi, considero queste le caratteristiche principali della trentesima tappa:
- distanza: circa 25 km
- tempo indicativo: circa 5 ore e 30 minuti–6 ore di cammino, soste escluse
- difficoltà fisica: media
- difficoltà tecnica: bassa in condizioni normali
- dislivello positivo: circa 500-520 m
- dislivello negativo: circa 350 m
- quota di partenza: circa 390 m a Portomarín
- quota massima: circa 725 m sulla Serra de Ligonde
- terreno: sentieri, corredoiras, piste, asfalto locale e tratti vicini alle strade
- percorso: Portomarín, Toxibó, Gonzar, Castromaior, Hospital da Cruz, Ventas de Narón, A Previsa, Lameiros, Ligonde, Airexe, Portos, Lestedo, A Brea, O Rosario e Palas de Rei
- tratto più impegnativo: salita dopo Castromaior
- principale punto archeologico: Castro de Castromaior
- principale punto storico: Ligonde
- deviazione culturale: Vilar de Donas
- arrivo: Palas de Rei
La difficoltà reale dovrebbe dipendere soprattutto dalla distanza e dal continuo cambio di pendenza. Non ci sono grandi salite, ma 25 chilometri con oltre 500 metri di dislivello positivo richiedono comunque più energie rispetto alla Sarria-Portomarín.
La prima metà sarà quella più ascendente. Nella seconda, dopo aver superato la Serra de Ligonde, entrerò invece in una successione di piccoli saliscendi che potrebbe risultare più stancante di quanto suggerisca il profilo complessivo.
Anche il terreno avrà un ruolo importante. Con condizioni asciutte non mi aspetto difficoltà particolari; se invece il 2 novembre dovesse piovere, fango e sentieri umidi potrebbero rallentare una giornata già abbastanza lunga.
Da Portomarín a Palas de Rei: come si sviluppa il percorso
La tappa può essere divisa in due grandi parti. Nei primi tredici-quattordici chilometri guadagnerò progressivamente quota fino alla Serra de Ligonde, poi continuerò attraverso la comarca dell’Ulloa alternando brevi salite e discese fino a Palas de Rei.
Da Portomarín a Toxibó
Lascerò Portomarín passando nei pressi della Igrexa de San Nicolao e dirigendomi verso l’uscita del paese.
Poco dopo l’uscita dal paese inizierò quasi subito a salire attraverso un ambiente di bosco, con querce, castagni e pini.
La partenza dovrebbe quindi mettere immediatamente in chiaro il carattere della giornata: non sarà una salita ripida, ma il Cammino inizierà a guadagnare quota già nei primi chilometri.
In alcuni punti il percorso si avvicina alla LU-633 e la attraversa, alternando tratti più piacevoli nel bosco ad altri inevitabilmente condizionati dalla presenza della strada.
Toxibó arriverà dopo circa cinque chilometri. Si tratta di un nucleo molto piccolo e non sarà ancora il luogo sul quale fare affidamento per una vera sosta.
Da Toxibó a Gonzar
Dopo Toxibó continuerò ancora in salita. Il paesaggio alternerà sentieri, prati e tratti vicini alla strada fino a raggiungere Gonzar, intorno all’ottavo chilometro.
Questo sarà il primo centro intermedio importante dal punto di vista dei servizi. Se avrò bisogno di fermarmi per bere o mangiare qualcosa, probabilmente Gonzar sarà il primo punto realmente affidabile della giornata.
Da qui inizierà uno dei settori che mi interessano di più, quello di Castromaior.
Da Gonzar a Castromaior
Lasciato Gonzar seguirò un tratto sterrato ancora in salita e raggiungerò Castromaior dopo poco più di un chilometro. Il piccolo paese dà il nome al vicino castro.
Il Cammino passa molto vicino al grande insediamento archeologico e sarebbe un peccato attraversare questa zona senza sapere che cosa si trova poche decine di metri più in là.
Dopo Castromaior arriverà inoltre la pendenza più significativa della giornata.
Da Castromaior a Hospital da Cruz
All’uscita di Castromaior il profilo si farà più deciso. Dovrò affrontare un breve strappo, probabilmente il tratto nel quale sentirò maggiormente la salita.
Non è lungo e non raggiunge pendenze paragonabili alle grandi ascese già affrontate, ma arriverà dopo circa nove chilometri trascorsi quasi sempre guadagnando quota.
Proseguirò quindi verso la LU-633 e poi fino a Hospital da Cruz. Il nome ricorda ancora una volta la rete di luoghi di assistenza e accoglienza che accompagnava storicamente i pellegrini lungo il Cammino.
Da Hospital da Cruz a Ligonde
Dopo Hospital da Cruz continuerò verso Ventas de Narón e inizierò l’ultimo settore ascendente importante. Supererò progressivamente la Serra de Ligonde, raggiungendo circa 725 metri di quota.
Da qui entrerò nella comarca dell’Ulloa e il paesaggio dovrebbe aprirsi nuovamente in una successione di prati, boschi e piccoli nuclei rurali.
Passerò da A Previsa e poi da Lameiros, dove incontrerò la Capela de San Marcos e un interessante cruceiro prima di raggiungere Ligonde.
Da Ligonde a Palas de Rei
Da Ligonde mancheranno ancora quasi nove chilometri. Il Cammino attraverserà Airexe, Portos, Lestedo, Os Valos, A Brea e O Rosario, continuando con il tipico andamento a saliscendi.
A Portos si trova la deviazione verso Vilar de Donas. Se deciderò di affrontarla, dovrò aggiungere circa 2,5 chilometri per raggiungere la chiesa e altrettanti per tornare sul percorso, trasformando quindi una tappa da circa 25 km in una giornata vicina ai 30.
Se invece continuerò direttamente, raggiungerò progressivamente Palas de Rei passando prima dall’albergue di Os Chacotes e poi dalla Igrexa de San Tirso.
Castromaior e Serra de Ligonde: la parte più impegnativa della tappa
La prima metà della tappa Portomarín-Palas de Rei concentra gran parte del dislivello positivo della giornata. Partirò sotto quota 400 metri e arriverò progressivamente oltre i 700, ma l’aspetto interessante è che questa salita non sarà uniforme.
Il Castro de Castromaior
Il Castro de Castromaior sarà probabilmente il luogo archeologico più importante della giornata. Si tratta di un grande insediamento fortificato dell’Età del Ferro, abitato per diversi secoli prima e durante la prima fase della presenza romana in Galizia.
Il Cammino passa a pochissima distanza dal sito. Questa vicinanza mi interessa perché aggiunge una dimensione completamente diversa al paesaggio che attraverserò: molto prima che esistessero pellegrini diretti a Santiago, queste colline erano già abitate e organizzate.
Non voglio quindi limitarmi a passare accanto all’indicazione: se tempi e condizioni lo permetteranno, mi fermerò per osservare meglio il sito e capire quanto sia leggibile dal vivo la struttura dell’antico abitato.
Lo strappo dopo Castromaior
Subito dopo Castromaior dovrebbe arrivare la pendenza più impegnativa della tappa. Non sarà lunga, ma sarà abbastanza decisa da interrompere la progressione relativamente regolare dei chilometri precedenti.
È questo il tipo di salita che dopo trenta giorni di Cammino può essere percepito in modo molto diverso rispetto al primo giorno.
Probabilmente non mi creerà alcun problema dal punto di vista atletico, ma voglio capire quanto incidano ormai la continuità delle giornate e i chilometri accumulati.
Hospital da Cruz e l’ultimo tratto di salita
Superato Castromaior raggiungerò Hospital da Cruz. Da qui continuerò ancora a guadagnare quota verso Ventas de Narón e la Serra de Ligonde.
La salita resterà più graduale e il paesaggio dovrebbe progressivamente aprirsi. Questa sarà l’ultima parte nella quale la tappa avrà una direzione altimetrica chiaramente ascendente.
La Serra de Ligonde e il punto più alto
La Serra de Ligonde raggiunge circa 725 metri e rappresenta il punto più alto della giornata. Non è una cima né un passo montano spettacolare, ma piuttosto una soglia geografica.
Da qui lascerò progressivamente alle spalle il bacino del Miño ed entrerò nel territorio dell’Ulloa. Anche il profilo cambierà perché non ci sarà una lunga discesa continua, ma i caratteristici saliscendi galiziani, spesso descritti come “toboganes”, una sequenza di brevi discese e risalite che mi accompagnerà verso Palas de Rei.
Ventas de Narón, Ligonde e Vilar de Donas: storia lungo il Cammino
Questa tappa non ha un singolo monumento dominante come O Cebreiro, Samos o Portomarín, ma è caratterizzata da diversi punti che raccontano molto bene la profondità storica del Cammino.
Ventas de Narón
Ventas de Narón arriverà dopo Hospital da Cruz e prima della Serra de Ligonde. Il nome stesso richiama la tradizione di luoghi sorti lungo le vie di comunicazione per offrire sosta e servizi ai viaggiatori.
Più che per un singolo monumento, questo settore mi interessa per la continuità di piccoli nuclei legati al passaggio dei viaggiatori e dei pellegrini.
Per me sarà soprattutto un altro piccolo nucleo della Galizia interna, ma inserirlo nel contesto storico aiuta a non vedere questi villaggi semplicemente come una successione di nomi sulla mappa.
Lameiros e il cruceiro
Prima di Ligonde attraverserò Lameiros. Qui incontrerò un cruceiro del XVII secolo, collocato accanto a un grande albero e caratterizzato da una simbologia particolarmente ricca.
La base e la croce contengono rappresentazioni legate alla Passione e alla vita. I cruceiros sono ormai una presenza ricorrente nel paesaggio galiziano, ma alcuni hanno un’identità molto più forte di altri e quello di Lameiros sembra essere uno di questi.
Ligonde e l’antico ospedale dei pellegrini
Ligonde ha un rapporto molto antico con il pellegrinaggio. Questa località ospitava un importante ospedale per pellegrini e rimangono ancora le tracce dell’antico cimitero, del quale si conserva parte del muro perimetrale con una croce.
È uno di quei dettagli che restituiscono al Cammino una dimensione meno romantica ma molto concreta. Nei secoli passati il pellegrinaggio significava anche malattie, incidenti, fame e morte lontano da casa.
Gli ospedali e i cimiteri lungo il percorso erano parte integrante dell’infrastruttura che rendeva possibile il viaggio.
Ligonde è legata anche al passaggio di pellegrini illustri: nel XVI secolo vi transitarono Carlo V e suo figlio Filippo II.
Airexe e la Igrexa de Santiago
Subito dopo Ligonde attraverserò il río Airexe e raggiungerò l’omonimo nucleo. Qui si trova la Igrexa de Santiago de Ligonde.
La tappa continuerà quindi a intrecciare continuamente Cammino, piccoli villaggi e patrimonio religioso, anche quando gli edifici non hanno la monumentalità delle grandi chiese incontrate nelle città.
Vale la pena deviare per Vilar de Donas?
Poco dopo Portos avrò una delle decisioni pratiche della giornata. Un bivio permette infatti di lasciare il tracciato principale e raggiungere San Salvador de Vilar de Donas, a circa 2,5 chilometri dal Cammino.
La chiesa apparteneva all’antico complesso monastico legato all’Ordine di Santiago ed è uno degli edifici romanici più significativi della zona. All’interno conserva pitture murali gotiche e sepolture legate ai cavalieri dell’Ordine.
Dal punto di vista storico mi interessa molto; da quello pratico, però, significa aggiungere quasi cinque chilometri complessivi alla giornata.
Arriverei quindi vicino ai trenta chilometri proprio il giorno prima di una tappa ancora più lunga verso Arzúa.
Non considero la distanza un problema in assoluto, ma dovrò capire se il 2 novembre sarà realmente possibile visitare l’interno e se la deviazione avrà senso rispetto al tempo disponibile.
Come per Samos, preferisco decidere sulla base delle condizioni reali e non semplicemente perché un luogo compare sulla guida.
Acqua, bar, paesi e servizi lungo la tappa
La Portomarín-Palas de Rei attraversa numerosi piccoli nuclei e, rispetto alle tappe montane, offre una distribuzione dei servizi abbastanza favorevole. Non significa però che ogni villaggio abbia bar o negozi, soprattutto all’inizio di novembre.
I principali riferimenti saranno: Portomarín alla partenza, Gonzar, Hospital da Cruz, Ventas de Narón, A Previsa, Ligonde, Airexe, Portos, Lestedo e Palas de Rei all’arrivo.
Gonzar, a circa otto chilometri da Portomarín, sarà probabilmente il primo punto realmente affidabile per una sosta. Successivamente troverò altre possibilità soprattutto nel settore fra Ventas de Narón, Ligonde e Airexe.
Il mio passaggio sarà il 2 novembre e sarò ormai in piena bassa stagione. Per questo alcune strutture rivolte esclusivamente ai pellegrini potrebbero avere orari ridotti oppure essere già chiuse.
Continuerò per questo con la stessa logica delle ultime tappe: acqua sufficiente e qualcosa da mangiare nello zaino, senza però caricare più del necessario perché le possibilità di rifornimento dovrebbero essere abbastanza frequenti.
Dopo aver percorso realmente la tappa aggiornerò questa sezione con i servizi effettivamente trovati aperti e con i punti che mi saranno sembrati migliori per una pausa.
Arrivo a Palas de Rei: San Tirso e cosa vedere
Palas de Rei sarà un arrivo molto diverso da Portomarín. Non avrà il grande impatto visuale del ponte sul bacino di Belesar né un centro storico particolarmente monumentale. È soprattutto una cittadina di servizi, profondamente legata al passaggio del Cammino.
La Igrexa de San Tirso
Il principale riferimento storico nel centro è la Igrexa de San Tirso. Dell’edificio romanico del XII secolo conserva soprattutto la portada principale e parte della facciata, nonostante le profonde modifiche subite dalla costruzione nel tempo.
Non sarà probabilmente una delle chiese trovate lungo il Cammino che ricorderò maggiormente al termine del viaggio, ma rappresenta comunque uno dei pochi elementi medievali conservati nel centro urbano di Palas de Rei.
Palas de Rei e la comarca dell’Ulloa
Con questa tappa entrerò pienamente nelle Terras da Ulloa. È un territorio agricolo e zootecnico, fatto di pascoli, piccoli villaggi e produzioni casearie.
Fra questa tappa e la successiva incontrerò sempre più spesso anche il formaggio Arzúa-Ulloa, uno dei prodotti più conosciuti di questa parte della Galizia.
Mi interessa perché il Cammino non attraversa soltanto monumenti e paesaggi, ma anche territori economici e culturali differenti.
Vilar de Donas e il Castillo de Pambre
Nel territorio di Palas de Rei esistono due luoghi di notevole interesse che non si trovano però direttamente sul percorso principale: Vilar de Donas e il Castillo de Pambre.
Vilar de Donas potrei eventualmente raggiungerlo durante la tappa attraverso la deviazione da Portos, mentre il Castillo de Pambre richiederebbe uno spostamento specifico e non rientra nel percorso che intendo compiere a piedi quel giorno.
Non voglio quindi inserirli artificialmente nella lista delle cose che “bisogna vedere” una volta arrivati. Saranno eventualmente luoghi da approfondire se il tempo e la logistica lo permetteranno, non tappe obbligatorie del mio percorso.
Dove dormire a Palas de Rei dopo la tappa
Palas de Rei è una delle principali località di sosta negli ultimi chilometri del Cammino Francese e dispone di una buona offerta di albergue, pensioni e altre strutture.
All’ingresso incontrerò anche l’albergue pubblico di Os Chacotes, situato circa un chilometro prima del centro. Esiste inoltre un secondo albergue pubblico in paese e diverse strutture private.
La situazione del 2 novembre merita però attenzione perché alcune strutture stagionali chiudono proprio il 31 ottobre. Altri albergue restano invece aperti tutto l’anno o continuano almeno fino a novembre.
Non considero quindi necessario prenotare mesi prima, ma controllerò la disponibilità e le aperture nei giorni immediatamente precedenti.
Dopo trenta tappe potrebbe essere anche una giornata nella quale preferire una stanza privata per recuperare bene, soprattutto considerando che il giorno successivo mi aspetterà una delle tappe più lunghe della parte finale del Cammino.
Se vuoi capire le differenze fra le varie formule di pernottamento, trovi tutte le informazioni nella mia guida su dove dormire sul Cammino di Santiago e come funzionano gli albergue.
Se invece vuoi controllare direttamente prezzi e disponibilità, puoi confrontare qui albergue, pensioni e hotel su Booking.com.
La mattina successiva continuerò con il percorso da Palas de Rei ad Arzúa: tappa 31 del Cammino Francese.
Sarà una delle giornate più lunghe dell’ultima parte del viaggio e attraverserò Melide, dove il Cammino Primitivo si unirà al Francese, prima di proseguire verso Ribadiso e Arzúa.
La mia esperienza da Portomarín a Palas de Rei: cosa aggiungerò dopo la tappa
Questa tappa sulla carta potrebbe sembrare meno memorabile di quelle che l’hanno preceduta. Non avrò l’ingresso in Galizia di O Cebreiro, la scelta fra Samos e San Xil, il mojón dei 100 chilometri o l’arrivo spettacolare a Portomarín. Eppure credo che proprio questa normalità possa renderla interessante.
Dopo trenta giorni il Cammino non può essere costruito soltanto intorno ai grandi momenti. Ci sono anche giornate fatte di boschi, villaggi, salite non particolarmente importanti, bar lungo il percorso e chilometri che semplicemente devono essere camminati.
La prima cosa che voglio capire è quanto sentirò realmente il dislivello. Circa 500 metri positivi su 25 chilometri, presi singolarmente, non rappresentano nulla di particolare per me, ma arrivano dopo quasi un mese consecutivo di cammino e questo cambia inevitabilmente il modo in cui il corpo risponde.
Mi interessa soprattutto il settore dopo Castromaior. Il breve strappo viene indicato come la salita più decisa della giornata e voglio capire se sarà realmente percepibile oppure se passerà quasi inosservato dopo tutto quello che avrò già percorso.
Castromaior mi interessa anche per un’altra ragione. Camminare così vicino a un insediamento dell’Età del Ferro permette di spostare per un momento la prospettiva dal Cammino di Santiago alla storia molto più lunga del territorio.
Per settimane avrò attraversato strade raccontate soprattutto attraverso il pellegrinaggio medievale, mentre qui il paesaggio ricorda che quelle colline erano abitate molti secoli prima che Santiago diventasse una destinazione.
Poi arriverò sulla Serra de Ligonde e cominceranno i continui saliscendi verso Palas. Sono curioso di capire quanto questi “toboganes” galiziani risultino realmente stancanti quando si susseguono per chilometri.
Non hanno nulla di spettacolare, ma possono spezzare continuamente il ritmo e impedire di camminare in maniera completamente automatica.
Ligonde sarà invece uno dei luoghi che voglio osservare con maggiore attenzione, perché l’antico ospedale e il cimitero dei pellegrini raccontano una parte del Cammino molto diversa da quella che viviamo oggi.
Oggi posso scegliere un albergue online, controllare il meteo sul telefono e sapere quasi esattamente quanti chilometri mancano al prossimo bar, mentre per un pellegrino medievale attraversare queste terre era un viaggio molto più incerto.
Il fatto che esistesse un cimitero specificamente legato ai pellegrini è forse uno dei modi più concreti per ricordarlo.
Poi dovrò prendere una decisione: Vilar de Donas oppure continuare direttamente verso Palas de Rei? Cinque chilometri aggiuntivi non mi spaventano.
La domanda è se valga la pena percorrerli il 2 novembre, quando potrei trovare il complesso non visitabile o avere davanti una giornata che diventa inutilmente lunga. Se scoprirò che la chiesa è accessibile, credo che la tentazione sarà forte.
Il rapporto con l’Ordine di Santiago, le pitture murali e le tombe dei cavalieri sono elementi che difficilmente incontrerò di nuovo tutti insieme nelle poche tappe rimaste. Se invece l’interno sarà chiuso, probabilmente continuerò verso Palas de Rei.
Voglio anche osservare quanto sarà cambiata l’atmosfera dopo Sarria. Il giorno precedente sarà stato il primo vero confronto con l’aumento del numero di pellegrini. Alla seconda giornata potrò capire meglio se si sarà trattato di un’impressione iniziale oppure se il Cammino avrà davvero assunto un ritmo diverso.
Il fatto di essere a novembre renderà comunque la mia esperienza difficilmente confrontabile con quella di chi attraversa questo tratto in agosto.
Potrei trovare molti più pellegrini rispetto alle settimane precedenti e contemporaneamente avere un percorso relativamente tranquillo rispetto alla stagione estiva.
Palas de Rei arriverà infine senza una grande soglia simbolica. E forse sarà giusto così. Sarà semplicemente il luogo nel quale finirà la trentesima giornata e dal quale partirò per una delle ultime tre tappe prima di Santiago.
Se dopo l’arrivo vorrai già iniziare a organizzare la parte conclusiva del viaggio, puoi vedere le visite, i tour della Cattedrale e le altre esperienze disponibili a Santiago de Compostela.
Dopo il 2 novembre aggiornerò questa guida con distanza e tempi effettivi, stato del terreno, condizioni meteorologiche e servizi realmente aperti.
Aggiungerò quanto avrò percepito la salita fino alla Serra de Ligonde, se mi sarò fermato a Castromaior e quale impressione mi avranno lasciato Ligonde e il suo rapporto storico con i pellegrini. E soprattutto racconterò se avrò fatto quei cinque chilometri in più per raggiungere Vilar de Donas.
A quel punto, comunque, il dato più importante sarà un altro: Palas de Rei sarà già alle mie spalle e davanti rimarranno soltanto tre giornate di Cammino prima di Santiago.
Ultimo aggiornamento articolo: 23/09/2026