Quanto costa fare il Cammino di Santiago? È una domanda molto più concreta di quanto possa sembrare, soprattutto se stai pensando di percorrere tutto il Francese e non soltanto gli ultimi cento chilometri. Nel mio caso saranno circa 800 chilometri e 33 tappe consecutive da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago.
Significa dormire fuori casa per più di un mese, mangiare ogni giorno lungo il percorso, lavare continuamente l’abbigliamento e affrontare inevitabilmente una serie di piccole spese che, prese singolarmente, sembrano insignificanti ma alla fine incidono parecchio.
La prima cosa che eviterei è partire con l’idea, ancora abbastanza diffusa online, che bastino 20 o 25 euro al giorno.
Nel 2026 quella cifra può forse rappresentare una giornata particolarmente economica, ma non la considererei una base realistica sulla quale costruire il budget di un intero Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago.
Le stime attuali collocano più facilmente un Cammino in albergue intorno ai 40-65 euro al giorno, mentre una gestione molto essenziale può scendere verso i 30 euro e chi preferisce camere private e ristoranti può superare facilmente i 90 euro quotidiani.
Io preferisco però non ragionare su una cifra unica, perché il costo dipende soprattutto da dove dormi, da come mangi e da quante comodità decidi di aggiungere lungo il percorso.
Per questo motivo considero molto più utile scomporre il budget, capire dove finiscono realmente i soldi e poi decidere su quali voci vale la pena risparmiare.
E, come sto facendo con gli altri articoli di preparazione, anche questo avrà una seconda vita dopo Santiago.
Durante il Cammino annoterò le spese reali giorno per giorno e al ritorno confronterò queste stime con quello che avrò effettivamente speso.
Cosa troverai in questo articolo su quanto costa il Cammino di Santiago:
Le voci che determinano davvero il budget
Per capire quanto costa il Cammino di Santiago partirei da una distinzione molto semplice: una cosa è il denaro che spenderai durante le tappe, un’altra è il costo complessivo del viaggio.
Durante il Cammino le voci principali sono abbastanza prevedibili:
- pernottamenti
- colazioni, pranzi e cene
- acqua, frutta, snack e piccoli acquisti alimentari
- lavanderia
- farmacia e cura dei piedi
- eventuale trasporto dello zaino
- ingressi, visite e altri piccoli extra
A queste vanno poi aggiunti i costi necessari per arrivare alla partenza e tornare a casa.
Nel mio caso, per esempio, dovrò arrivare a Saint-Jean-Pied-de-Port e, dopo Santiago, rientrare in Italia. Sono spese direttamente collegate al viaggio, ma preferisco tenerle separate dal costo medio giornaliero del Cammino. Lo stesso vale per l’attrezzatura.
Se prima di partire compro scarpe, zaino, bastoncini, abbigliamento tecnico e sacco lenzuolo, sto certamente spendendo soldi per il Cammino, ma non avrebbe molto senso distribuire tutto quel costo sulle 33 tappe. Gran parte dell’attrezzatura continuerà infatti a essere utilizzata anche dopo.
Per questo nell’articolo ragiono principalmente su quanto spenderò una volta iniziato a camminare.
Il numero delle tappe incide più di quanto sembra
C’è poi un elemento che spesso viene sottovalutato: non sono soltanto i chilometri a determinare il costo, ma soprattutto il numero di giorni.
Fare 800 chilometri in 33 tappe significa pagare 33 pernottamenti e mangiare per 33 giorni. Se la stessa distanza viene distribuita su 36 o 38 tappe, il costo aumenta anche se i chilometri rimangono identici.
Tre giorni in più possono significare facilmente altri 120-180 euro di spesa, anche mantenendo uno stile relativamente semplice.
È quindi un aspetto da considerare quando costruisci il programma: accorciare le tappe può rendere il Cammino fisicamente più facile, ma aumenta inevitabilmente il budget.
Dormire: albergue pubblici, privati e camere
L’alloggio è probabilmente la voce sulla quale puoi modificare maggiormente il costo complessivo del Cammino di Santiago.
Dormire ogni sera in un albergue pubblico non è economicamente paragonabile a scegliere una camera privata.
In Galizia, per esempio, la rete pubblica della Xunta indica attualmente un prezzo di 10 euro per persona e notte.
Questi albergue funzionano generalmente secondo disponibilità, senza normale prenotazione anticipata, e richiedono la credenziale del pellegrino.
Dieci euro per dormire sono davvero pochi, soprattutto se confrontati con una normale struttura turistica. Il problema è che non posso basare tutto il budget su quel prezzo.
Gli albergue privati costano di più ma offrono maggiore flessibilità
Negli albergue privati una fascia realistica nel 2026 è spesso intorno ai 15-25 euro per un posto in camerata. La differenza non riguarda necessariamente soltanto la qualità.
Molti permettono di prenotare, possono avere camerate più piccole, servizi aggiuntivi e una gestione più flessibile rispetto alle strutture pubbliche.
Durante un Cammino di oltre un mese mi sembra ragionevole immaginare di alternare le due soluzioni invece di scegliere rigidamente una sola categoria.
Ci saranno probabilmente giornate nelle quali mi andrà benissimo arrivare e cercare posto in un albergue pubblico e altre nelle quali preferirò avere già una prenotazione.
Nell’articolo dedicato a dove dormire sul Cammino di Santiago entrerò nel dettaglio delle differenze tra albergue pubblici, municipali, parrocchiali, donativo e privati. Qui mi interessa soprattutto capire quanto incidono sul portafoglio.
Una camera privata ogni tanto può cambiare parecchio il budget
Dopo molti giorni consecutivi di dormitorio potrei anche decidere di dormire qualche volta in una pensione, un hostal o un hotel. Non lo considero necessariamente un lusso.
Dormire bene una notte, avere un bagno privato e poter lasciare tutto sparso in camera senza preoccuparsi della camerata potrebbe diventare molto piacevole dopo due o tre settimane.
Ma economicamente la differenza è evidente. Se una notte in albergue costa 10-20 euro e una camera ne costa 50, 60 o più, bastano quattro o cinque notti private durante il Cammino per aggiungere facilmente 150-250 euro al totale.
È uno dei motivi per cui considero poco utile chiedersi semplicemente: “quanto costa dormire sul Cammino?” La domanda sicuramente più interessante è: “quante volte voglio spendere di più per dormire meglio?”
Se anche tu vuoi alternare albergue e strutture tradizionali, soprattutto nelle città principali, puoi confrontare su Booking.com gli alloggi disponibili lungo il Cammino nelle date del viaggio, controllando sempre che la posizione sia realmente comoda rispetto al percorso.
Mangiare: colazione, pranzo, cena e spesa
Dopo l’alloggio, il cibo è probabilmente la seconda voce di costo più importante da considerare per definire il budget per fare il Cammino di Santiago.
Ed è anche quella sulla quale si può risparmiare parecchio senza necessariamente mangiare male. Una giornata può essere molto diversa a seconda di come la organizzi.
Posso iniziare con colazione al bar, pranzare in un ristorante, fermarmi due volte per bere qualcosa e concludere con una cena completa.
Oppure posso comprare pane, formaggio, frutta e qualcosa da mangiare durante la tappa e utilizzare la cucina dell’albergue la sera. La differenza, moltiplicata per 33 giorni, diventa consistente.
Quanto costa mangiare durante una giornata
Le stime aggiornate al 2026 collocano una semplice colazione al bar generalmente intorno ai 3-6 euro e il classico menú del peregrino frequentemente nell’ordine dei 12-15 euro.
Il menù del pellegrino rimane quindi una soluzione interessante. Con una cifra relativamente contenuta si riesce normalmente ad avere un pasto completo, e dopo una lunga tappa credo che apprezzerò parecchio la possibilità di sedermi e mangiare qualcosa di sostanzioso.
Non credo però che farò due pasti completi al ristorante ogni giorno. Oltre al costo, non ne sentirei probabilmente nemmeno la necessità.
Per pranzo immagino più facilmente panini, tortilla, frutta, formaggio o qualcosa acquistato in un supermercato o in un piccolo negozio lungo il percorso.
Dieci euro al giorno diventano 330 euro
È proprio qui che il budget quotidiano diventa interessante. Se spendi 10 euro in più al giorno per mangiare, dopo 33 tappe avrai speso altri 330 euro.
Ovviamente non significa che quei 330 euro siano sprecati, perché mangiare bene, provare le specialità locali e fermarsi a cena con altri pellegrini fanno parte dell’esperienza. Ma è utile sapere quanto incidono.
Io non voglio trasformare il Cammino in una continua operazione di risparmio, ma nemmeno pagare al bar tutto ciò che potrei comprare facilmente al supermercato soltanto perché non ho organizzato la giornata.
Durante il viaggio dedicherò anche un articolo specifico a mangiare sul Cammino Francese, nel quale entreranno menú del pellegrino, spesa, piatti locali e quello che avrò realmente trovato lungo le tappe.
Qui, invece, mi basta una regola semplice: per mangiare considererei prudente mettere a budget mediamente almeno 20-25 euro al giorno se alterno supermercato, pasti veloci e una cena normale.
Lavanderia, farmacia, trasporto zaino e altri extra
È facile costruire un budget sommando soltanto le spese per dormire e per mangiare. Il problema è che dopo pochi giorni cominciano ad apparire tutte le altre spese, come ad esempio quelle per la lavanderia.
Porterò pochi cambi proprio perché conto di lavare frequentemente quello che indosso. Questo riduce il peso dello zaino, ma significa utilizzare lavatrici e asciugatrici durante il viaggio.
Le stime disponibili per il 2026 collocano normalmente una lavatrice nell’ordine di circa 3-6 euro, a seconda della struttura e del servizio. La soluzione più semplice sarà condividerla.
Una lavatrice utilizzata da tre o quattro pellegrini costa pochissimo a persona e non vedo alcun motivo per farne una privata soltanto per qualche maglietta, intimo e calze.
Farmacia e piedi: una voce che non eliminerei dal budget
Poi c’è la farmacia. Spero naturalmente di non averne particolare bisogno, ma su 800 chilometri non escluderei di comprare cerotti, materiale per le vesciche, creme, antidolorifici o qualsiasi altra cosa possa servire.
Non metterei una cifra precisa perché dipende completamente da quello che succede. Inserirei però un piccolo margine nel budget per queste evenienze che sono tutt’altro che improbabili.
Se dopo venti chilometri ho un problema ai piedi, non voglio trovarmi a ragionare se spendere o meno dieci euro di farmacia perché sto cercando di rispettare una media giornaliera troppo rigida.
Il trasporto dello zaino può diventare un piano B
Io partirò con l’intenzione di portare lo zaino per tutte le 33 tappe, perché fa parte del tipo di esperienza che voglio vivere. Ma sapere che esiste un’alternativa può essere utile.
Correos offre il servizio Paq Mochila su buona parte del Francese durante la stagione. Dal marzo 2026 è disponibile da Roncesvalles fino al 31 ottobre; dal 1° novembre rimane operativo sul Francese tra Sarria e Santiago. Il limite dichiarato è di 15 kg per bagaglio e 60 km per il trasferimento giornaliero.
Per me è particolarmente interessante perché arriverò proprio nella parte finale del Cammino all’inizio di novembre.
Non conto di utilizzarlo normalmente, ma se dovessi avere un problema fisico potrei spedire lo zaino per una tappa invece di interrompere il percorso. Il costo di questo servizio diventerebbe quindi un extra occasionale, non una voce quotidiana.
E poi ci sono i piccoli acquisti
Una birra all’arrivo, un caffè in più, una bottiglia acquistata invece di riempire quella che già possiedi, un dolce, un souvenir, una visita, oppure una seconda colazione perché sei partito alle sette e alle dieci hai di nuovo fame.
Queste sono ovviamente tutte spese perfettamente legittime e, prese singolarmente, spesso irrilevanti. Ma cinque euro al giorno di piccoli extra diventano altri 165 euro in più sul Cammino completo. Non voglio evitarli, ma ci tengo a considerarli.
Quanto prevedere per il Cammino Francese completo
Arrivati a questo punto posso provare a rispondere alla domanda iniziale. Quanto costa fare tutto il Cammino Francese? Per me la risposta più sensata non è un numero unico, ma tre scenari.
Budget essenziale: circa 1.000-1.200 euro
Per avvicinarsi a questa cifra bisogna essere abbastanza disciplinati. Significa privilegiare albergue pubblici o molto economici, utilizzare spesso supermercati e cucine comuni, limitare camere private, ristoranti ed extra e portare personalmente lo zaino.
Una media di circa 30-35 euro al giorno porta, su 33 tappe, a circa 990-1.155 euro. È possibile, ma non è però il budget sul quale io costruirei il mio Cammino, perché lascia poco spazio alle giornate più costose e agli imprevisti.
Budget realistico: circa 1.400-1.900 euro
Questa è la fascia che considero più interessante e realistica, perché significa spendere mediamente circa 45-55 euro al giorno, dormendo soprattutto in albergue ma senza dover scegliere sempre il più economico, mangiando normalmente e concedendosi qualche extra.
Su 33 giorni significa circa 1.485-1.815 euro. Aggiungerei comunque un piccolo margine, quindi personalmente considererei 1.500-1.900 euro una previsione molto più tranquilla per il solo periodo sul Cammino.
È anche abbastanza vicina alle stime 2026 disponibili, che collocano un Francese di circa 33 giorni in una fascia orientativa di 1.500-2.800 euro a seconda dello stile di viaggio.
Budget comodo: da circa 2.800-3.000 euro in su
Se invece preferisci camere private frequenti, cene al ristorante, trasporto bagagli e maggiore libertà sugli extra, la cifra cambia rapidamente.
Con 90 euro al giorno, 33 tappe significano già 2.970 euro. E una media di 110 euro porta a 3.630 euro. Non c’è nulla di sbagliato, perché è semplicemente un Cammino organizzato in modo diverso.
Queste cifre non comprendono tutto il viaggio
Qui farei molta attenzione. Nei numeri precedenti non sto includendo:
- viaggio dall’Italia alla partenza
- trasferimento fino a Saint-Jean-Pied-de-Port
- viaggio di ritorno da Santiago
- eventuali notti aggiuntive prima e dopo il Cammino
- attrezzatura acquistata prima della partenza
- assicurazioni
Quindi il costo totale della vacanza sarà inevitabilmente superiore.
In un approfondimento specifico spiegherò come arrivare a Saint-Jean-Pied-de-Port per iniziare il Cammino Francese e, dopo il viaggio, anche come tornare da Santiago de Compostela.
Entrambi sono costi importanti da aggiungere al budget complessivo, ma preferisco non mescolarli alla spesa quotidiana del pellegrino.
Nel mio caso aggiungerò anche almeno una notte prima della prima tappa e una permanenza a Santiago dopo l’arrivo.
Non voglio arrivare a Saint-Jean dopo un viaggio dall’Italia e mettermi immediatamente a camminare, così come non voglio arrivare davanti alla Cattedrale dopo 800 chilometri e correre direttamente verso l’aeroporto.
Come risparmiare senza peggiorare l’esperienza
Spendere meno sul Cammino non significa necessariamente vivere un’esperienza peggiore. Anzi, alcune delle forme più semplici di risparmio sono perfettamente coerenti con la vita del pellegrino.
La prima è alternare, infatti non serve dormire ogni sera nell’albergue più economico, ma nemmeno prendere una camera privata ogni volta che ne trovi una.
Posso utilizzare albergue pubblici quando sono comodi e disponibili, privati quando voglio prenotare e concedermi una camera privata soltanto quando sento realmente il bisogno di maggiore tranquillità.
Il supermercato può fare una grande differenza
Stesso discorso per il cibo. Non rinuncerei alle cene con gli altri pellegrini o alle specialità locali soltanto per risparmiare, ma non vedo nemmeno perché dovrei comprare ogni bottiglia d’acqua, ogni panino e ogni pezzo di frutta in un bar.
Fare una piccola spesa per la giornata successiva può ridurre parecchio il costo complessivo senza togliere nulla all’esperienza.
E quando l’albergue ha una cucina realmente utilizzabile, cucinare insieme ad altri pellegrini può diventare parte del Cammino, non una soluzione di serie B.
Condividere conviene
Lavatrice e asciugatrice sono l’esempio più evidente, perché condividerle riduce il costo a una cifra quasi irrisoria.
Lo stesso può valere per alcuni acquisti alimentari o per una stanza doppia se si viaggia insieme a qualcuno.
Non risparmierei su quello che può rovinare il Cammino
Ci sono invece alcune cose sulle quali non cercherei il prezzo più basso a tutti i costi. Se un paio di scarpe mi crea problemi, non continuerò a utilizzarla per risparmiare.
Se ho bisogno di una farmacia, entrerò in farmacia per comprare quello che mi serve, e se dopo settimane di dormitorio sento davvero il bisogno di una notte tranquilla, prenderò una camera.
Così come, se di sera avrò voglia di cenare con altri pellegrini incontrati durante il Cammino invece di mangiare un panino comprato al supermercato, non credo che saranno quei dieci euro in più a cambiarmi la vita.
Per me risparmiare significa soprattutto eliminare le spese che non aggiungono nulla all’esperienza, non quelle che rendono migliore il mio viaggio fino a Santiago.
Ed è anche per questo che partirò con un budget un po’ più alto rispetto alla cifra minima teoricamente necessaria.
Preferisco tornare con qualche centinaio di euro non spesi piuttosto che arrivare a metà Cammino e cominciare a rinunciare a cose che avrei voluto fare. Dopo Santiago saprò se questa previsione sarà stata corretta.
Durante le 33 tappe annoterò quanto avrò speso per dormire, mangiare, lavare l’abbigliamento, le spese per la farmacia, per i trasporti e per gli extra. Alla fine potrò calcolare la mia vera media giornaliera e capire quali spese avevo sopravvalutato e quali, invece, non avevo considerato abbastanza.
E soprattutto potrò rispondere alla domanda “quanto costa il Cammino di Santiago?” non soltanto attraverso stime e prezzi pubblicati, ma partendo dai soldi realmente spesi per percorrere 800 chilometri.
Una volta arrivato a Santiago voglio comunque tenermi un piccolo margine anche per godermi la città. Se vuoi fare lo stesso, puoi vedere su Civitatis visite guidate, tour ed esperienze disponibili a Santiago de Compostela e valutare in anticipo quanto aggiungere al budget dopo la conclusione del Cammino.
Ultimo aggiornamento articolo: 11/09/2026