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Quando fare il Cammino di Santiago: clima, affollamento e mesi migliori

Quando fare il Cammino di Santiago è una delle prime domande che mi sono posto quando ho deciso di percorrere tutto il Francese.

E più approfondivo l’argomento, più mi rendevo conto che cercare semplicemente “il mese migliore” rischiava di essere fuorviante.

Il periodo ideale per fare questa bellissima esperienza dipende infatti da quello che cerchi. Puoi privilegiare temperature più miti, giornate lunghe, meno pellegrini, disponibilità degli albergue oppure il piacere di camminare senza il caldo dell’estate.

Il problema è che difficilmente tutte queste condizioni si verificano contemporaneamente. A complicare ulteriormente le cose c’è il fatto che il Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago attraversa territori molto diversi.

Il clima dei Pirenei non è quello della Meseta e quello della Galizia è ancora differente. Parlare genericamente di “meteo sul Cammino di Santiago” significa quindi semplificare parecchio.

Io ho scelto di partire il 4 ottobre e di arrivare a Santiago nei primi giorni di novembre. Non perché considero ottobre il periodo migliore in assoluto, ma perché mi interessava un Cammino probabilmente meno affollato e con temperature più adatte al mio modo di camminare.

In cambio so già che dovrò accettare giornate più corte, maggiore possibilità di pioggia e temperature che potranno diventare decisamente fresche. Ma questo non è un problema perché io odio il caldo.

Dopo il Cammino tornerò infatti ad aggiornare questo articolo con quello che avrò incontrato realmente: temperature, pioggia, ore di luce, strutture aperte o chiuse e quantità di pellegrini lungo le diverse sezioni del percorso.

Perché le statistiche climatiche sono molto utili per scegliere quando partire, ma vivere 33 tappe consecutive permette di capire qualcosa che una media mensile non può raccontare.

Cosa cambia davvero tra le stagioni

La prima cosa che eviterei è scegliere il periodo del Cammino guardando soltanto la temperatura media di Santiago.

Se parti da Saint-Jean-Pied-de-Port e percorri tutto il Francese, attraverserai Pirenei, Navarra, Rioja, Castilla y León, montagne del Bierzo e infine Galizia.

In poco più di un mese passerai da zone relativamente asciutte a territori molto più umidi e da lunghi altopiani esposti al sole a valichi che superano abbondantemente i mille metri. Le differenze sono evidenti anche confrontando semplicemente alcuni dati climatici.

A Pamplona, per esempio, le normali climatiche AEMET indicano in luglio massime medie intorno ai 28 °C; a León siamo poco sotto, circa 27 °C. In ottobre quelle stesse massime medie scendono rispettivamente intorno ai 19 e ai 17 °C.

Santiago aggiunge un’altra variabile: l’umidità e soprattutto la pioggia. Le normali climatiche dell’aeroporto di Santiago passano da circa 43 mm di precipitazioni medie in luglio a circa 226 mm in ottobre.

Sono medie, naturalmente. Non significano che in luglio non possa piovere o che ottobre debba essere necessariamente bagnato. Servono però a capire quanto cambi la probabilità delle diverse condizioni lungo l’anno.

Non guarderei soltanto il meteo

Per me il periodo migliore per fare il Cammino dipende almeno da quattro fattori:

  • temperature e pioggia
  • ore di luce disponibili
  • quantità di pellegrini
  • servizi e strutture aperte

Le giornate lunghe dell’estate permettono di partire presto senza camminare troppo al buio e lasciano molta libertà nel gestire le soste.

A ottobre e ancora di più in inverno, invece, la luce diventa una risorsa da considerare nella pianificazione della tappa.

Anche il numero dei pellegrini cambia molto. Nel 2025 sono state consegnate 530.987 Compostele, il dato più alto mai registrato, e circa il 45,6% degli arrivi apparteneva al Cammino Francese.

Sono numeri che fanno capire perché oggi parlare genericamente di “bassa stagione” richieda un po’ di prudenza. Ma anche queste cifre devono essere correttamente interpretate.

Chi percorre gli ultimi 100 chilometri da Sarria e chi parte da Saint-Jean non vive necessariamente lo stesso livello di affollamento nello stesso mese.

La concentrazione di pellegrini aumenta molto avvicinandosi a Santiago e i periodi preferiti da chi percorre l’intero Francese non coincidono sempre con quelli di chi cammina soltanto per una settimana. Per questo non sceglierei il mese esclusivamente sulla base del numero totale di Compostele rilasciate.

Primavera: clima variabile e Cammino verde

La primavera è probabilmente uno dei periodi che prenderei maggiormente in considerazione se dovessi scegliere una stagione alternativa all’autunno.

Ma anche qui bisogna distinguere, perché fare il Cammino a marzo non è la stessa cosa che partire alla fine di maggio.

Marzo e aprile sono ancora mesi di transizione

All’inizio della primavera le giornate cominciano ad allungarsi, ma temperature basse, pioggia e condizioni quasi invernali nei tratti più alti rimangono possibilità concrete.

A Pamplona, le normali climatiche di marzo indicano minime medie inferiori ai 4 °C; a Santiago siamo intorno ai 5 °C. Salendo di quota, naturalmente, le condizioni possono essere più severe.

Questo significa partire con un equipaggiamento più versatile. Nello zaino per il Cammino di Santiago dovranno probabilmente trovare spazio strati termici e una buona protezione dalla pioggia, senza però prepararsi come per una spedizione invernale.

In compenso il paesaggio può essere splendido. In primavera la vegetazione si risveglia, i campi sono verdi e il Cammino ha un aspetto molto diverso rispetto ai colori secchi della piena estate.

Maggio e giugno sono probabilmente il compromesso più facile

Se qualcuno mi chiedesse un periodo generalmente semplice da gestire, maggio e giugno sarebbero inevitabilmente tra i primi che prenderei in considerazione.

Le temperature sono normalmente più miti, le giornate sono lunghe e la rete dei servizi è ormai pienamente attiva in gran parte del percorso.

Non significa però Cammino vuoto. Nel 2025 il periodo tra maggio e settembre ha mantenuto livelli molto elevati di utilizzo anche negli albergue pubblici della Galizia: nella sola rete della Xunta le notti registrate hanno superato quota 30.000 in ciascuno di questi mesi.

Quindi eviterei l’idea di partire a maggio per non trovare nessuno. Soprattutto negli ultimi anni, maggio è pienamente stagione di Cammino.

La differenza rispetto all’estate è soprattutto climatica, perché generalmente fa meno caldo e ci sono le condizioni che possono rendere più piacevoli le tappe lunghe.

Estate: caldo, luce e maggiore affluenza

L’estate sul Cammino di Santiago ha un vantaggio difficile da ignorare: la quantità di luce. A giugno e luglio puoi organizzare la giornata con molta libertà.

Puoi partire presto, fare pause lunghe, fermarti a mangiare e arrivare nel pomeriggio senza avere la sensazione di dover continuamente controllare l’ora.

Anche i servizi sono generalmente molto numerosi, infatti bar, ristoranti, albergue e attività legate al Cammino lavorano in piena stagione e questo rende più semplice improvvisare. Ma naturalmente c’è il caldo.

Il caldo può pesare soprattutto sulla Meseta

Quando penso al Cammino estivo, una delle zone che valuterei con maggiore attenzione è Castilla y León.

A León luglio presenta massime medie intorno ai 27 °C, ma una media mensile non racconta i picchi più caldi né cosa significhi camminare per ore sotto il sole, magari su tratti con poca ombra.

La Meseta non è tecnicamente difficile, ma proprio per questo può essere sottovalutata. Una tappa quasi completamente esposta al sole cambia parecchio quando la temperatura sale.

In luglio e agosto partire molto presto diventa quindi una strategia sensata, non soltanto una tradizione del Cammino.

Agosto non significa necessariamente massimo affollamento ovunque

Su questo aspetto c’è un elemento interessante. Tendiamo a pensare automaticamente ad agosto come al mese più pieno sul Cammino, ma la distribuzione dei pellegrini è più complessa.

Nel 2025, per esempio, la rete pubblica degli albergue della Xunta in Galizia ha effettivamente registrato in agosto il maggior numero di pernottamenti, quasi 38.800. Luglio ha superato 35.000, mentre settembre, maggio e giugno sono rimasti comunque oltre quota 30.000.

Ma questo fotografa la Galizia, non tutto il Francese. Sul percorso completo la sensazione può essere diversa. Molti pellegrini che partono da Saint-Jean evitano proprio il cuore dell’estate per non attraversare la Meseta nelle settimane più calde.

Al contrario, agosto può essere molto intenso negli ultimi 100 chilometri, dove entrano sul Francese moltissime persone che partono da Sarria.

Per questo parlerei più volentieri di affollamento per tratto e periodo, invece che di un unico mese “peggiore”.

Settembre e ottobre: vantaggi e criticità

Settembre è probabilmente uno dei mesi che vengono più spesso consigliati per fare il Cammino di Santiago.

Le ragioni sono comprensibili. Il caldo più intenso tende a diminuire, le giornate sono ancora abbastanza lunghe e gran parte dei servizi rimane pienamente operativa.

Ma non lo considererei più un periodo particolarmente tranquillo, perché la stagione del Cammino si è allungata molto e settembre è ormai uno dei mesi di maggiore attività. Anche i dati sugli albergue pubblici galiziani del 2025 mostrano oltre 32.600 pernottamenti nel mese.

Quindi settembre può essere un ottimo compromesso climatico, ma non necessariamente un compromesso sull’affollamento lungo il percorso verso Santiago.

Ottobre comincia a cambiare davvero il Cammino

Ottobre è il mese che ho scelto io. Partirò da Saint-Jean-Pied-de-Port il 4 ottobre e, percorrendo 33 tappe senza giorni di riposo programmati, arriverò a Santiago nei primi giorni di novembre.

La scelta ha per me diversi aspetti positivi. Innanzitutto evito il caldo pienamente estivo sulla Meseta. A Pamplona ottobre presenta massime medie intorno ai 19 °C; a León siamo intorno ai 17 °C. Sono temperature che considero molto interessanti per camminare a lungo.

C’è poi la possibilità di trovare un Cammino meno affollato in molti tratti rispetto al cuore della stagione. Ma naturalmente pago qualcosa in cambio.

Pioggia e giornate più corte diventano variabili importanti

Sono perfettamente consapevole che è soprattutto avvicinandosi alla Galizia che ottobre cambia il carattere del Francese.

A Santiago la pioggia media mensile passa dai 107 mm di settembre ai 226 mm di ottobre, con circa 14 giorni mensili nei quali le precipitazioni raggiungono almeno 1 mm. A novembre la media rimane molto elevata, oltre 200 mm.

Questo è uno dei motivi per cui nella preparazione sto dando parecchia importanza a giacca impermeabile, copertura dello zaino, asciugatura rapida dell’abbigliamento e organizzazione del materiale.

L’altra differenza riguarda la luce. A inizio ottobre posso ancora organizzare una tappa con una certa tranquillità. Avvicinandosi a novembre, invece, le ore disponibili diminuiscono sensibilmente e partire al buio può diventare più frequente.

Non è necessariamente un problema, ma cambia inevitabilmente la routine e influisce su diversi aspetti del percorso.

Anche le aperture vanno verificate con maggiore attenzione

Un altro aspetto dell’autunno avanzato è che non posso dare per scontato che ogni struttura stagionale rimanga aperta.

Le località principali continuano ad avere servizi, ma piccoli albergue, bar o attività pensate soprattutto per la stagione dei pellegrini possono ridurre giorni e orari oppure chiudere.

Questo è un punto importante che affronto nell’articolo dedicato a dove dormire sul Cammino di Santiago, dove analizzerò in modo specifico gli albergue pubblici, quelli privati, le prenotazioni e le alternative. E sarà soprattutto una delle cose che verificherò realmente durante il mio Cammino.

Dopo essere arrivato a Santiago preparerò infatti un approfondimento specifico sul Cammino Francese a ottobre: com’è davvero e come prepararsi, nel quale confronterò le aspettative di oggi con quello che avrò incontrato per 800 chilometri.

Inverno: cosa comporta sul Francese

Fare il Cammino Francese in inverno è possibile, ma non lo considererei semplicemente una versione meno affollata dello stesso viaggio, perché cambia proprio il modo in cui devi organizzarlo.

Le giornate sono molto più corte, le temperature diminuiscono, aumenta il rischio di neve e ghiaccio nelle zone più alte e la rete di servizi disponibili diventa meno capillare. Il primo esempio arriva praticamente subito.

La Route Napoléon viene chiusa durante l’inverno

La variante alta tra Saint-Jean-Pied-de-Port e Roncesvalles attraverso Huntto, Orisson e il colle di Lepoeder viene sottoposta a chiusura invernale dal 1° novembre al 31 marzo per ragioni di sicurezza legate soprattutto a neve, nebbia e condizioni meteorologiche.

In quel periodo rimane l’alternativa attraverso Valcarlos. La misura viene applicata dalle autorità navarre proprio perché il tratto alto può diventare particolarmente problematico per pellegrini e soccorritori. È un esempio perfetto per capire cosa significhi fare il Francese in inverno.

Non basta aggiungere una giacca più pesante allo zaino, ma bisogna informarsi sulle condizioni delle tappe, verificare aperture e alternative e accettare che il programma possa richiedere modifiche.

Anche il freddo non è uniforme

A León, per esempio, dicembre ha minime medie vicine allo zero e numerosi giorni di gelo. Anche Pamplona può avere temperature minime molto basse, mentre in Galizia il problema diventa spesso la combinazione tra freddo, umidità e precipitazioni.

Questo non significa che non farei mai il Cammino in inverno, perché potrebbe comunque essere un’esperienza molto particolare per chi cerca la solitudine, per chi ha esperienza con condizioni più severe e vuole accettare una logistica meno semplice.

Ma non lo sceglierei pensando semplicemente: “ci sono meno pellegrini, quindi sarà più facile”, perché per certi aspetti è esattamente il contrario.

Come scegliere il mese in base alle proprie priorità

Dopo avere confrontato le diverse stagioni, le temperature e il grado di affollamento, continuo a non credere che esista un unico periodo migliore per fare il Cammino di Santiago.

La scelta dipende soprattutto da quello che vuoi evitare e da quello a cui sei disposto a rinunciare. Se la tua priorità è camminare con temperature generalmente miti, prenderei seriamente in considerazione maggio, giugno o settembre.

Se vuoi molte ore di luce e la massima disponibilità di servizi, il periodo compreso tra la fine della primavera e l’estate è probabilmente il più semplice da organizzare.

Se invece soffri particolarmente il caldo, eviterei soprattutto le settimane centrali dell’estate, in particolare se vuoi percorrere tutto il Francese e quindi attraversare anche la Meseta.

Se vuoi ridurre l’affollamento senza entrare ancora nell’inverno, ottobre può essere molto interessante, purché tu accetti maggiore probabilità di pioggia, giornate più corte e qualche servizio stagionale in meno.

Se cerchi soprattutto solitudine e hai esperienza sufficiente per affrontare temperature basse, possibili nevicate e una rete di strutture più limitata, allora anche l’inverno può avere un senso.

E se la domanda fosse: “quale periodo sceglierei per un primo Cammino Francese?”, probabilmente guarderei soprattutto a maggio-giugno oppure settembre, perché offrono un buon equilibrio tra temperatura, quantità di luce e disponibilità dei servizi.

Ma non li definirei i mesi migliori in assoluto. Io, per esempio, ho scelto ottobre proprio perché alcune caratteristiche che per qualcuno rappresentano uno svantaggio — meno caldo, atmosfera più autunnale e probabilmente meno persone su alcune sezioni — per me sono elementi interessanti.

Accetto quindi consapevolmente quello che viene insieme: una maggiore probabilità di pioggia, più abbigliamento nello zaino e meno ore di luce.

Secondo me, il modo più utile di scegliere quando fare il Cammino di Santiago è non cercare il mese perfetto, ma decidere prima quali condizioni renderebbero migliore il tuo Cammino e scegliere il periodo che ci si avvicina maggiormente.

Dopo il mio arrivo tornerò soprattutto su questo articolo. Annoterò le temperature che avrò incontrato, quanti giorni avrò camminato sotto la pioggia, quando avrò dovuto utilizzare la lampada frontale, quali strutture avrò trovato chiuse e quanto affollato sarà stato realmente il Francese tra ottobre e novembre.

Perché a quel punto alla climatologia e alle statistiche potrò aggiungere qualcosa che oggi ancora manca: 33 tappe vissute giorno dopo giorno.

Ultimo aggiornamento articolo: 11/09/2026

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