mafalda seduta sulla panchina

Il Paseo de la Historieta di Buenos Aires: a passeggio con Mafalda e gli altri personaggi del fumetto argentino

Una delle cose più originali che si possono trovare passeggiando per il centro di Buenos Aires è il Paseo de la Historieta. Tradotto in italiano è Museo del Fumetto ed è un’originale passeggiata durante la quale puoi incontrare la simpatica Mafalda e molti altri personaggi che hanno reso celebre il fumetto argentino all’interno dei confini nazionali e nel mondo intero. Il Paseo de la Historieta di Buenos Aires è una specie di museo diffuso dove trovi le statue di molti molti personaggi, ognuno con un carattere diverse ma tutti accomunati dal mettere in risalto vizi e virtù del popolo argentino e gli aspetti culturali più rilevanti della storia argentina. Il Paseo de la Historieta è però anche l’occasione per conoscere il centro storico della città di Buenos Aires in modo differente e fuori dai soliti percorsi turistici

Chi di noi non conosce Mafalda, la deliziosa bambinetta cicciottella con i capelli scuri protagonista di molte strisce e fumetti?

Io l’ho incontrata proprio a casa sua, dov’è nata, a Buenos Aires durante un lungo viaggio per il Nord dell’Argentina.

E sì, perchè Mafalda nasce più di 50 anni fa dalla penna del fumettista porteño Quino, anche se per lei il tempo si è fermato all’infanzia.

Io l’ho incontrata per caso seduta su una panchina all’angolo tra la Calle Defensa e la Calle Chile nel centralissimo quartiere di San Telmo e l’ho notata proprio perchè c’erano un sacco di persone in fila per fotografarla o per farsi fotografare con lei.

Il Paseo de la Historieta di Buenos Aires

Anche se Mafalda è sicuramente la più famosa è in realtà solo una dei tantissimi personaggi che popolano il Paseo de la Historieta di Buenos Aires, una sorta di museo a cielo aperto che si snoda attraverso alcune delle strade dei quartieri di San Telmo, Monserrat e Puerto Madero a Buenos Aires, la bellissima capitale dell’Argentina.

Ognuno dei personaggi del Paseo de la Historieta ha una personalità propria e distintiva e insieme rappresentano gli stereotipi tipici degli abitanti delle diverse regioni dell’Argentina e delle diverse epoche storiche.

Il Paseo de la Historieta di Buenos Aires è una specie di fotografia della società di questo Paese raccontata attraverso i protagonisti dei fumetti degli autori argentini che, grazie ai personaggi usciti dalle loro matite, hanno ottenuto un successo mondiale.

Anche la posizione scelta dei diversi personaggi all’interno del percorso del Museo de la Historieta non è casuale ma al contrario è stata decisa per essere coerente proprio con le caratteristiche della loro personalità.

– Mafalda: la regina del Paseo de la Historieta

Mafalda, classe 1964, ha un carattere riflessivo e critico. Si preoccupa per la l’umanità e per la pace nel mondo. E con il suo approccio di bambina si interroga sui problemi creati dalla generazione alla quale appartengono i genitori. M rappresenta la classe media intellettuale argentina degli anni ’60 e ’70.

– Isidoro Cañones: il tipico playboy porteño

Dopo la simpatica Mafalda, seguendo le indicazioni dei cartelli del Paseo de La Historieta arrivi all’incrocio tra Calle Chile e Calle Balcarce. In questo preciso punto trovi Isidoro Cañones che impersonifica il tipico playboy porteño.

Nato nel 1935 dalla matita di Dante Quinterno Isidoro Cañones ha un aspetto davvero spavaldo: brillantina nei capelli, vestito elegante con tanto di cravatta che identificano subito il suo carattere di sfacciato carismatico e seduttore al quale piace vivere al momento. Ama molto il mondo della notte e la bella vita, ma soprattutto ama viaggiare per il mondo.

Isidoro Cañones impersonifica il ragazzo viziato dell’alta società materialista che ha sempre nelle mani la soluzione giusta per raccogliere i frutti degli sforzi altrui. Insomma, è un personaggio simpatico ma decisamente controverso.

Larguirucho: il tipico bonaccione di quartiere

Sempre nella Calle Balcarce ma questa volta all’incrocio con Calle México la mia passeggiata attraverso il Paseo de la Historieta di Buenos Aires mi fa conoscere un altro amico di Mafalda. Si tratta di Larguirucho creato dal vignettista Garcia Ferrè nel 1955.

Larguirucho impersonifica il tipico bonaccione del quartiere, distratto, ingenuo però malizioso e un pò birichino. Ha un carattere molto influenzabile ed è per questo che ogni tanto fa parte della banda dei cattivi anche se nella maggior parte dei casi prende la posizione dei buoni che preferisce.

Le sue espressioni e i suoi gesti sono tipicamente argentini ed è un personaggio molto amato soprattutto dai bambini.

Matías: un bambino con i suoi sogni

Matías è un bambino più o meno coetaneo di Mafalda. Il personaggio è stato creato nel 1993 dal fumettista Sendra e lo trovi in Calle Barcarce tra Calle México e Calle Venezuela.

Matías è un bimbo birichino, simpatico e ingenuo, cresciuto in una famiglia della classe media urbana e rappresenta l’infanzia attuale in una città. Il suo mondo è fatto da piccole semplice cose come la scuola, la casa e il suo quartiere, la sua fantasia, la sua immaginazione. I suoi desideri costituiscono il centro della sua storia.

Con la semplicità del suo pensiero infantile cerca di capire il mondo adulto senza dimenticarsi di fare le cose tipiche della sua età. È un personaggio infantile che riflette con umorismo sulla vita degli adulti e per le domande che elabora si relaziona con l’identità degli argentini.

Clemente: un grande amante del football e delle donne

Un pò più in là tra Calle Venezuela e Calle Belgrano incontri il simpatico Clemente che è uscito nel 1973 dalla matita del disegnatore Caloi.

Clemente è un vero e proprio amante del football e delle donne. Queste due caratteristiche gli permettono di impersonificare la virilità tipica del criollo e dell’umore nazionale. La sua forma di essere impersonifica gli stereotipi del “vero” argentino.

E proprio come tantissimi suoi connazionali insegue il “sueño del pibe”, ovvero di diventare una star del calcio. Vuole a tutti i costi entrare a far parte del Boca Juniors (la celebre squadra di Buenos Aires nella quale ha iniziato i suoi passi Diego Armando Maradona) e della Nazionale Argentina.

Allo stesso tempo manifesta un carattere acido che lo porta ad essere un critico della realtà del suo Paese.

Gaturro: il gatto sognatore e osservatore del mondo

Se prosegui la tua passeggiata alla scoperta dei personaggi del Museo de la Historieta nella Calle Belgrano vicino all’incrocio con la Calle Azopardo trovi Gaturro che è un gatto sognatore e osservatore del mondo. Gaturro vive con una famiglia di classe media argentina composta da genitori e due figli.

I suoi segni distintivi sono la sua immaginazione e il suo impegno. Le sue riflessioni molto profonde. Tra i personaggi del Paseo de la Historieta è forse quello che ha il carattere più simile a quello di Mafalda.

Il vignettista Nik lo ha fatto nascere nel 1993 e lo ha disegnato come romantico, curioso, trasgressore, al punto di essere una specie di anti eroe amato da tutti ma soprattutto dai piccoli. Secondo me è uno dei personaggi più simpatici del Paseo de la Historieta di Buenos Aires.

Jirafa: la giraffa riflessiva sugli aspetti curiosi della vita

Nel Museo del Humor che è parte integrante del Museo de la Historieta di Buenos Aires si trova invece la curiosa Jirafa di Mordillo.

Questo autore è molto famoso per i suoi disegni umoristici muti che mettono in luce gli aspetti più curiosi della vita.

Don Fungencio: l’innocente bonaccione che non vuole crescere

don fulgencio uno dei personaggi del Museo de la Historieta
Don Fulgencio rappresenta il bambino che c’è in noi per tutta la vita | © Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Se tra Calle Balcarce e Calle Venezuela vedi un uomo cicciottello in giacca a cravatta che corre mentre tiene in mano dei palloncini colorati vuol dire che hai trovato Don Fungencio.

Questo personaggio è stato creato da Lino Palacio nel 1938 e risalta il bambino che è in ognuno di noi. Un pò come Mafalda.

Don Fungencio è un innocente bonaccione che non vuole crescere e rappresenta il carattere giocoso tanto tipico degli argentini. Don Fulgencio è senza ombra di dubbio una delle rappresentazioni più belle tra quelle che puoi trovare nel Paeso de la Historieta di Buenos Aires.

Patorizù: l’uomo perfetto all’interno dell’imperfezione umana

Molto più saggio e maturo è il personaggio di Patorizú creato da Dante Quinterno nel 1936. Patorizú è un indio che con l’incalcolabile ricchezza ereditata dai suoi antenati è padrone di metà della Patagonia che protegge e nel quale vive insieme alla sua bella famiglia.

Patorizù è un personaggio dotato di una incredibile forza fisica e morale, l’uomo perfetto all’interno dell’imperfezione umana che configura l’essere ideale che molti di noi aspirano ad essere e sicuramente il tipo d’uomo di cui Mafalda si sarebbe innamorata.

Proprio perchè indio è molto amante della natura che caratterizza la sua terra e che protegge con fermezza ed emana una forza misteriosa che proviene dal più profondo delle sue origini. 

È come se tutta l’enigmatica forza ereditata dalla sua razza, dai suoi antenati e dalla terra venga in suo aiuto quando ne ha bisogno.

Don Nicola: il discendente degli immigrati italiani

C’è anche un discendente di immigrati italiani tra i personaggi del Paseo de la Historieta. Si chiama Don Nicola e vive nell’emblematico quartiere de La Boca.

Don Nicola rappresentato dal disegnatore Héctor Torino come un personaggio simpatico che parla una lingua strana e che è costantemente impegnato a soddisfare le assurde necessità degli inquilini che vivono nel suo stesso edificio.

Con il cappello a quadretti, naso pronunciato e baffi importanti, Don Nicola riflette con ironia la povertà vissuta dalla maggior parte degli immigrati che vivevano nei quartieri più marginali di Buenos Aires emancipandola almeno per qualche momento dalla sua realtà crudele e brutale.

Questo personaggio può essere visto anche come una rappresentazione biografica del vignettista Torino che è nato proprio da genitori italiani. Proprio a causa delle molto ristrette condizioni economiche della sua famiglia che non gli ha permesso di frequentare corsi è stato completamente autodidatta.

Se vuoi salutare questo pittoresco personaggio lo trovi all’incrocio tra la Avenida Alicia Moreau De Justo e la Calle Azucera Villaflor.

Diógenes e Linyera: i due inseparabili amici

In Calle Marta Lynch al 400 nel Parque de Mujeres Argentinas c’è la simpatica coppia di amici di Mafalda creata dal vignettista Tabaré formata dal vagabondo Diógenes e dal suo inseparabile amico Linyera.

Diógenes abita nella piazza di una città che può essere o Buenos Aires o Montevideo e il suo simpatico cane Linyera che è di razza indeterminata e indeterminabile commenta le conclusioni che a volte molto strampalate.

I commenti di Linyera sui ragionamenti e sui comportamenti spesso illogici del padrone sono molto ironici ma non contengono nessuna traccia di malizia.

Negrazón e Chaveta: i due amici cordobesi

Un’altra coppia rappresentata nel Paseo de la Historieta è quella formata da Negrazón e Chaveta. Trovi questi due simpatici personaggi tra Calle Juan Manso e Calle Marta Lynch.

I personaggi di Negrazón e Chaveta sono nati nel 1971 dall’ispirazione del disegnatore Cognigni e rappresentano i tipici appartenenti della classe sociale popolare della città di Córdoba di quei tempi. Si spostano sempre su una “Moto Puma” che è uno dei più importanti simboli dell’industrializzazione dell’Argentina dell’epoca.

A dispetto del loro linguaggio e atteggiamento tanto locali questi due personaggi conquistarono come nessun’altro il cuore dei lettori con le loro riflessioni e con i loro dialoghi deliranti.

Negrazón è il più riflessivo dei due. Ha un carattere nostalgico, insicuro e un pò mistico. Per lui tutto il tempo passato è migliore di quello che vive nel presente. Si considera da solo il migliore pilota di guida acrobatica della “Moto Puma” ed è innamorato della sua città.

Chaveta è invece il passeggero de “La Puma” e si considera un “sopravvissuto motociclistico”. Ha anima di poeta boemio e gli piace molto darsi arie usando un linguaggio intellettuale. È anche orgoglioso e sognatore soprattutto quando si ricorda del suo amore eterno “La Pirula”, la sorella di Negrazón del quale egli è ovviamente molto geloso soprattutto per le attenzioni dell’inseparabile amico.

Negrazón e Chaveta sono una fantastica coppia all’interno del Paseo de la Historieta di Buenos Aires.

Langostino e Corina: il marinaio su un’improbabile barca

Sempre nella Calle Marta Lynch nei pressi del Parque de las Mujeres Argentinas trovi la scultura dei personaggi di Eduardo Ferro. Si tratta del simpatico marinaio Langostino insieme alla sua improbabile barca Corina che è tanto piccola da non poterlo nemmeno ospitare nella sua cabina.

Più che una barca Corina è la confidente di Langostino. Con lei discute di argomenti che esistono solo nel suo singolare mondo nel quale impera l’esagerazione, la smisuratezza e i comportamenti scapestrati. E dove interviene sempre fortunosamente il caso per salvarlo da situazioni apparentemente senza uscita.

Langostino incarna l’ottimismo più assoluto che va oltre la sua solitudine e malinconia. Insomma, è un tipo che scommette sulla vita e che forma con Corina un tutto inseparabile unito nel corpo e nell’anima.

Las Chicas Divito: simbolo di emancipazione e di femminismo

Di Guillermo Divito sono le sensuali donne chiamate Chicas Divito. Le trovi tra Avenida Belgrano e Calle Balcarce e rappresentano lo stereotipo delle “femmine” con curve e ampi fianchi. Potrebbero essere le sorelle maggiori della nostra Mafalda.

Grazie alle avventure delle Chicas Divito e alla loro personalità rappresentata attraverso il fumetto l’autore contribuí a marcare la moda urbana argentina degli anni ’50 e ’60 e a dettare le tendenze per gli anni a venire.

Le Chicas Devito vestono gonne corte, mettono fiori nei capelli, usano bracciali vistosi e amano le combinazioni di colori molto audaci e impensabili per l’Argentina del tempo (fucsia, lilla, violetto, giallo, rosa). Per questo loro modo di vestirsi rappresentarono il sogno di molti argentini e l’invidia di moltissime donne che ne copiarono lo stile.

Le Chicas Divito incarnano la voglia di emancipazione, di indipendenza e di presa di coscienza femminista di quegli anni che sarebbe poi progressivamente cresciuta e che per fortuna continua anche ai giorni nostri.

– Inodoro Pereyra e Mendieta: un gaucho e il suo buffo cane parlante

Sempre nella Calle Marta Lynch in corrispondenza del civico 500 trovi l’ultima scultura che compone il Paseo de la Historieta di Buenos Aires. Si tratta della rappresentazione dei personaggi di Inodoro Pereyra e Mendieta che sono stati creati nel 1972 dal vignettista Roberto Fontanarrosa.

Inodoro Pereyra e Mendieta sono stati per molti anni protagonisti dell’omonimo fumetto che racconta le avventure del gaucho solitario della pampa argentina e del suo inseparabile cane parlarte che è anche il suo confidente.

Inodoro Pereyra è una bellissima parodia della idealizzazione della figura del gaucho della pampa argentina e nello specifico del celebre gaucho Martín Fierro.

È estremamente riflessivo e vive in un povero ranch dove riceve gli sconosciuti ai quali prodiga i consigli dei quali hanno bisogno ovviamente offrendogli anche un buon mate, la bevanda tipica argentina che nella rappresentazione condivide con il fedele confidente Mendieta.

In realtà Mendieta è il settimo figlio maschio di Pereyra che, essendo nato in una notte di luna piena, perde le sembianze umane assumendo quelle di cane pur continuando a mantenere la parola.

I murales del Paseo de la Historieta

Oltre alle sculture il Paseo de la Historieta di Buenos Aires è abbellito da diversi murales. Per esempio il fumettista Liniers dipinse dal vivo un murale su una parete della Calle Balcarce che puoi trovare tra Calle México e Venezuela.

Ci sono anche murales di riconoscimento ad alcuni dei personaggi di Roberto Fontanarrosa, Carlos Garaycochea, Oski e Landrú.

Non mi resta che raccomandarti di indossare un paio di scarpe comode e via alla scoperta del carattere argentino raccontato attraverso i personaggi del Paseo de la Historieta di Buenos Aires. 🙂

I 7 migliori hotel a Buenos Aires

La capitale dell’Argentina è una grande metropoli per cui decidere bene dove cercare l’albergo perchè da questo dipende la tua comodità nel visitare i posti più attrattivi.

Come ti ho detto quasi tutti i luoghi imperdibili di Buenos Aires si concentrano in centro, dove ci sono anche i migliori ristoranti e bar. Quindi se ti posso dare un consiglio cerca l’albergo proprio i questa zona. E nello specifico nell’area vicino all’Obelisco, tanto per intenderci.

Come ti puoi immaginare di hotel a Buenos Aires ce ne sono tantissimi, ma c’è il rischio concreto di incappare in qualche fregatura, ossia sceglere una sistemazione cara ma di bassa qualità.

È per questo che mi permetto di consigliarti i 7 hotel a Buenos Aires che conosco personalmente e che sono sicuro ti possono garantire un’ottima relazione qualità-prezzo. A Buenos Aires ci sono stato diverse volte e quelli che ti suggerisco li ho provati tutti personalmente, per cui…fidati!

I prezzi medi degli hotel a Buenos Aires che ti suggerisco si riferiscono a camera a notte, per 2 persone. Se questi hotel a Buenos Aires non ti piacciono ne puoi trovare oltre 5.000 sul sito Booking.com.

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