Cammino di Santiago: guida completa ai percorsi e a come organizzarsi

Quando ho deciso di percorrere il Cammino di Santiago, una delle prime cose che ho capito è che parlare semplicemente di “Cammino” è del tutto fuorviante.

Non esiste infatti una sola strada per arrivare a Santiago de Compostela, ma una rete di itinerari diversi per lunghezza, difficoltà, paesaggi, storia e atmosfera.

Ed è probabilmente proprio questo uno degli aspetti più affascinanti del Cammino, perché ognuno può costruirsi un’esperienza diversa.

C’è chi parte per fede, chi cerca un periodo di distacco dalla propria quotidianità, chi vuole mettersi alla prova fisicamente e chi semplicemente desidera viaggiare in un modo più lento, essenziale e vicino ai paesaggi, alla cultura e alle tradizioni dei territori attraversati.

Io ho scelto di percorrere il Cammino Francese, partendo da Saint-Jean-Pied-de-Port per arrivare a Santiago dopo circa 800 chilometri. Partirò il 3 ottobre 2026 e, se tutto procederà secondo il programma, percorrerò il tragitto in 33 tappe.

Prima di partire ho però voluto studiare bene il Cammino: non soltanto il percorso, ma anche le sue regole, la credenziale, gli albergue, le distanze, la logistica e tutte quelle piccole questioni che, quando si comincia a organizzare un viaggio di questo tipo, generano inevitabilmente molti dubbi.

Questa guida nasce proprio da qui, infatti l’ho pensata per essere un punto di partenza per chi come me sta pensando di fare il Cammino di Santiago e ha bisogno di capire come funziona, quali percorsi esistono e quali sono le decisioni da prendere prima di mettersi in viaggio.

Durante il mio Cammino aggiornerò molti di questi contenuti con ciò che avrò verificato direttamente sul percorso, per darti un’idea quanto più precisa e oggettiva possibile.

Cos’è il Cammino di Santiago e perché non esiste un solo percorso

Quando si sente parlare per la prima volta del Cammino di Santiago è facile immaginare un unico itinerario che attraversa la Spagna fino alla Galizia.

Anch’io, prima di approfondire l’argomento, tendevo ad associare automaticamente il Cammino alla grande traversata che parte dai Pirenei e raggiunge Santiago.

In realtà quello è il Cammino Francese, il più conosciuto, ma rappresenta soltanto una delle numerose vie che conducono alla tomba attribuita all’apostolo Giacomo nella Cattedrale di Santiago de Compostela.

Il Camino de Santiago è infatti una rete di itinerari formatasi nel corso dei secoli. La tradizione del pellegrinaggio risale al Medioevo e si sviluppò soprattutto a partire dal IX secolo, quando venne individuata in Galizia quella che la tradizione cristiana considera la sepoltura dell’apostolo.

I pellegrini cominciarono a raggiungere Santiago da zone molto diverse d’Europa e, inevitabilmente, seguirono strade differenti.

Questo spiega perché ancora oggi non abbia molto senso chiedersi semplicemente “quanto è lungo il Cammino di Santiago”. La risposta dipende da dove si parte.

Si può camminare per 100 chilometri oppure per più di 800. Si può partire dalla Francia, dal Portogallo, dalle Asturie o da numerosi altri punti. Anche il concetto di tappa è molto più flessibile di quanto possa sembrare quando si consulta una guida.

Le etapas che vengono normalmente proposte sono una suddivisione pratica del percorso, ma non una regola, nel senso che nessuno ti obbliga a fermarti in una determinata località o a percorrere una certa distanza ogni giorno.

È uno degli aspetti che trovo più interessanti del Cammino: esiste una traccia da seguire, ma rimane una grande libertà nel modo in cui percorrerla.

Cambia anche la motivazione con cui si parte. Il Cammino nasce come pellegrinaggio religioso e questa dimensione è ancora profondamente presente lungo il percorso.

Ma oggi accanto ai pellegrini mossi dalla fede si incontrano persone che cercano un’esperienza personale, sportiva, culturale o semplicemente un modo diverso di viaggiare.

Probabilmente è proprio questa sovrapposizione di motivazioni a rendere il Cammino così particolare. Infatti, persone che magari non avrebbero nulla in comune finiscono per percorrere la stessa strada, dormire negli stessi albergue e ritrovarsi la sera negli stessi piccoli paesi.

E tutte, alla fine, camminano nella stessa direzione verso Santiago de Compostela.

I principali Cammini per arrivare a Santiago de Compostela

Prima di scegliere il mio percorso ho cercato di capire quali fossero le principali alternative. Ed è qui che mi sono accorto immediatamente di quanto sia riduttivo parlare del Cammino di Santiago come se fosse un unico itinerario.

Le possibilità sono numerose. Alcune vie sono molto frequentate e organizzate, altre sono decisamente più solitarie.

Cammino Francese: il Camino Francés

Il Cammino Francese, Camino Francés in spagnolo, è quello che ho scelto di percorrere io. È anche quello che probabilmente viene in mente anche a te e alla maggior parte delle persone quando si parla del Cammino di Santiago.

La partenza classica è Saint-Jean-Pied-de-Port, piccolo centro sul versante francese dei Pirenei. Da qui si attraversano i Pirenei verso Roncesvalles, e poi si entra progressivamente nella Navarra, nella Rioja, nella Castiglia e León, nel Bierzo e infine in Galizia.

Una delle ragioni che mi hanno spinto a scegliere questo itinerario è proprio la varietà dei panorami. Nel giro di alcune settimane si passa dalle montagne dei Pirenei ai vigneti della Rioja, dalle grandi pianure della Meseta ai paesaggi verdi della Galizia.

Lungo il percorso si incontrano inoltre città come Pamplona, Logroño, Burgos, León, Astorga e Ponferrada, ma anche decine di piccoli paesi che vivono ancora oggi in stretta relazione con il passaggio dei pellegrini.

Il Francese offre inoltre una rete molto sviluppata di albergues de peregrinos, ristoranti, negozi e servizi. Per chi come me affronta il primo Cammino questo può essere un vantaggio importante, perché significa avere una struttura logistica relativamente semplice senza rinunciare a un percorso lungo e molto vario.

Se anche tu stai pensando proprio a questo itinerario, nella guida dedicata al Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago entrerò nel dettaglio del percorso, della durata, della difficoltà e dell’organizzazione necessaria per portarlo a termine.

Cammino Portoghese: Camino Portugués

Il Cammino Portoghese, Camino Portugués, è una delle alternative più frequentate al Francese. Se decidi di fare questo itinerario puoi partire da Lisbona o da Porto, ma molti pellegrini scelgono percorsi più brevi entrando in Galizia da Tui.

Una delle sue caratteristiche più interessanti è la possibilità di scegliere tra percorso centrale e variante costiera.

Se l’idea di camminare vicino all’Atlantico ti affascina, questa può essere una soluzione molto interessante.

È anche una possibilità da considerare quando non si dispone delle quattro o cinque settimane normalmente necessarie per percorrere integralmente il Francese da Saint-Jean.

Cammino del Nord e Cammino Primitivo

Il Cammino del Nord, Camino del Norte, corre lungo la fascia settentrionale della Spagna. È un percorso che mi ha incuriosito molto proprio per il rapporto con la costa cantabrica: mare, scogliere, colline e paesaggi completamente diversi da quelli del Francese.

Io l’ho scartato perché ho già visitato quella parte della Spagna anni fa in camper, ma conoscendo la bellezza della costa è sicuramente un’alternativa che ti consiglio di valutare.

Devi però considerare che ha un profilo altimetrico generalmente più movimentato e una successione di salite e discese che può incidere parecchio sulla fatica quotidiana.

Ancora più particolare è il Cammino Primitivo, Camino Primitivo. Questo parte da Oviedo e attraversa soprattutto i territori montani e rurali delle Asturie prima di raggiungere la Galizia.

È legato alle origini più antiche del pellegrinaggio verso Santiago ed è generalmente considerato uno dei percorsi più impegnativi.

Se quello che cerchi è un Cammino più raccolto, montano e fisicamente più intenso può essere una scelta affascinante.

Cammino Inglese, Vía de la Plata e altri itinerari

Le possibilità di arrivare a Santiago de Compostela a piedi non finiscono qui, infatti puoi anche scegliere il Camino Inglés che ripercorre le vie utilizzate dai pellegrini che arrivavano via mare dal Nord Europa. Oggi viene percorso soprattutto partendo da Ferrol.

La Vía de la Plata attraversa invece la Spagna da sud verso nord e ti permette di costruire un viaggio decisamente più lungo.

Esistono poi il Cammino d’Inverno, il Cammino Mozarabico e numerose altre vie e varianti.

Più studiavo questi itinerari, più diventava evidente una cosa: scegliere il Cammino significa prima di tutto capire che tipo di esperienza vuoi effettivamente vivere.

Quale Cammino di Santiago scegliere

Questa è probabilmente una delle prime domande che ci si pone, e in molti casi la prima in assoluto.

E dopo aver confrontato i diversi itinerari sono arrivato alla conclusione che cercare “il Cammino migliore” non serve molto. Serve piuttosto trovare quello più adatto a te.

Quanto tempo hai a disposizione

Comincerei da una domanda molto semplice: quanti giorni puoi dedicare al viaggio?

Se hai come me la fortuna di avere a disposizione cinque settimane puoi tranquillamente prendere in considerazione un percorso lungo come il Francese da Saint-Jean.

Se hai solo una settimana, evidentemente la scelta dovrà essere diversa, ma questo non significa che vivrai un’esperienza meno autentica.

Molti pellegrini percorrono il Cammino in più anni, tornando ogni volta nel punto in cui avevano interrotto. Altri scelgono di fare soltanto gli ultimi 100 o 200 chilometri, validi comunque per ottenere la Compostela.

Il Cammino non è una gara e non esiste un premio per chi parte da più lontano per arrivare a Santiago de Compostela. Bisogna però essere realistici sulle distanze.

Camminare 20 o 25 chilometri durante un’escursione domenicale è una cosa, mentre percorrerli ogni giorno per settimane è completamente diverso. È soprattutto la continuità dello sforzo a rendere impegnativo un viaggio di questo tipo.

Difficoltà, esperienza e paesaggio

Poi devi chiederti che tipo di terreno e di ambiente preferisci. Io ho scelto il Francese perché cercavo soprattutto varietà.

Durante il Cammino voglio attraversare territori molto diversi e vivere anche il cambiamento progressivo del paesaggio.

Magari tu puoi essere più attratto dalla costa del Cammino del Nord oppure dalla componente montana del Primitivo.

Anche la logistica conta. Su un itinerario molto frequentato è generalmente più facile trovare albergue, punti di ristoro e servizi, mentre sui percorsi più solitari bisogna programmare con maggiore attenzione alcune giornate.

E poi c’è la difficoltà fisica. Non bisogna guardare soltanto il numero dei chilometri, perché anche il dislivello, il tipo di terreno e la successione delle tappe possono cambiare completamente la percezione della fatica.

Se sei ancora indeciso, nell’approfondimento su quale Cammino di Santiago scegliere confronto i diversi itinerari proprio partendo da questi criteri.

Periodo dell’anno e affollamento

Anche il periodo dell’anno può cambiare completamente l’esperienza del Cammino. Io ho scelto di partire a ottobre. È una decisione che comporta vantaggi e qualche incognita.

Le temperature dovrebbero essere generalmente più adatte al Cammino rispetto all’estate e il numero di pellegrini inferiore, ma le giornate sono più corte, il tempo più instabile e alcune strutture stagionali potrebbero essere già chiuse.

Questo è proprio uno degli aspetti del Cammino che voglio verificare direttamente.

L’estate offre invece giornate molto lunghe e servizi pienamente operativi, ma bisogna mettere in conto l’incidenza delle temperature elevate sulla fatica e il maggiore affollamento.

Primavera e inizio autunno rappresentano spesso un buon compromesso, mentre l’inverno è un discorso completamente diverso e richiede una pianificazione decisamente più attenta.

Se il periodo è una delle tue principali incognite, nella guida su quando fare il Cammino di Santiago trovi il confronto tra stagioni, clima, affollamento e servizi.

Come organizzare il Cammino di Santiago

Una volta deciso quale itinerario percorrere arriva la parte che, almeno nel mio caso, ha richiesto più tempo: trasformare un’idea in un viaggio concretamente realizzabile.

Non credo sia necessario programmare ogni dettaglio per fare il Cammino di Santiago. Anzi, penso che una parte importante dell’esperienza sia proprio lasciare spazio a quello che succederà lungo il percorso.

Ci sono però alcune decisioni che è meglio prendere prima di partire, perché sono di fondamentale importanza.

Durata, tappe e chilometri giornalieri

Il primo problema che ho affrontato è stato quello delle tappe. Le guide propongono suddivisioni abbastanza consolidate, ma non è obbligatorio rispettarle.

Io ho scelto di organizzare il Francese in 33 giornate. Non perché 33 sia il numero “giusto”, ma perché quella suddivisione mi sembra equilibrata rispetto alle distanze, ai dislivelli e ai luoghi nei quali voglio fermarmi.

Una delle cose che ti consiglio di non fare è guardare soltanto i chilometri, perché una tappa da 22 chilometri con molto dislivello può essere più impegnativa di una da 28 quasi pianeggiante.

Devi anche considerare la fatica accumulata, infatti è chiaro che il ventesimo giorno di Cammino non è il primo.

Se vuoi vedere come ho organizzato il percorso completo puoi consultare la mia guida alle 33 tappe del Cammino Francese.

Nella guida su quanti chilometri al giorno fare sul Cammino di Santiago trovi invece i criteri che possono aiutarti ad adattare le tappe alle tue capacità.

Albergue e altre sistemazioni

Poi c’è il tema degli alloggi. Gli albergues de peregrinos sono probabilmente uno degli elementi che caratterizzano maggiormente la vita quotidiana lungo il Cammino.

Gli albergues sono caratterizzati da dormitori, spazi comuni, cucine condivise, persone che arrivano e ripartono ogni giorno.

Questa è sicuramente una parte dell’esperienza che non vedo l’ora di fare, anche perché mi farà sicuramente rivivere l’atmosfera degli ostelli durante i viaggi “zaino in spalla” che facevo quando ero più giovane.

Non ti sto dicendo che dovrai dormire per forza ogni notte in camerata. Dopo alcune giornate particolarmente impegnative può avere senso scegliere una pensione o una camera privata per recuperare meglio.

Gli albergue possono essere pubblici, parrocchiali, privati o gestiti secondo la formula del donativo. Alcuni accettano prenotazioni, altri funzionano semplicemente in ordine di arrivo.

È uno degli aspetti sui quali cercherò di raccogliere più informazioni possibili durante il viaggio, perché spesso verificare la situazione reale è più utile di qualsiasi elenco preparato mesi prima.

Nella guida su dove dormire sul Cammino di Santiago trovi le principali tipologie di sistemazione e il modo in cui funzionano gli albergue.

Budget e logistica

Un’altra domanda che sicuramente ti farai è: quanto costa fare il Cammino? La risposta dipende molto dal tuo personale stile di viaggio.

Dormire quasi sempre negli albergue e fare spesso la spesa richiede un certo budget, mentre se vuoi includere pernottamenti in hotel, mangiare nei ristoranti e acquistare servizi aggiuntivi ne dovrai prevedere un altro.

Per farmi un’idea di quanto spenderò sto ragionando soprattutto per categorie di costi: pernottamento, pasti, lavanderia, farmacia, eventuale trasporto dello zaino, eventuali ingressi ai musei e piccoli extra.

Durante il viaggio terrò traccia delle spese proprio per poter confrontare le stime fatte prima della partenza con quello che avrò realmente speso, in modo tale da darti un’idea il più realistica possibile.

Nell’articolo su quanto costa il Cammino di Santiago trovi come ho determinato il budget previsto e, successivamente, ti indicherò con precisione quello che ho realmente speso.

La logistica dipende invece moltissimo dal punto di partenza. Nel mio caso raggiungere Saint-Jean-Pied-de-Port richiede una combinazione di volo e trasferimenti. Se invece parti da Sarria, Tui o Oviedo avrai esigenze completamente diverse.

Se stai valutando il Francese completo, nella guida su come arrivare a Saint-Jean-Pied-de-Port trovi le principali alternative per raggiungere il punto di partenza.

Come prepararsi prima della partenza

Più si avvicina la partenza, più mi accorgo che il Cammino comincia molto prima del primo passo.

Comincia durante gli allenamenti, quando si prova lo zaino, quando si cambia idea sulle scarpe o si decide di non portare l’ennesimo oggetto che sembrava indispensabile.

Prepararsi non significa diventare atleti, ma evitare di scoprire dopo tre giorni di Cammino che qualcosa che potevamo testare tranquillamente a casa non funziona.

Allenamento, zaino e scarpe

Per prepararmi ho scelto una regola molto semplice: camminare. Ho aumentato progressivamente le distanze percorse e la frequenza delle camminate, cercando soprattutto di inserire più giornate consecutive.

Questa è probabilmente la parte più importante della preparazione, perché il corpo deve abituarsi non soltanto alla singola giornata di cammino, ma alla necessità di ripartire il giorno dopo.

Nella guida sull’allenamento per il Cammino di Santiago trovi il percorso di preparazione che sto seguendo prima della partenza.

Poi c’è lo zaino. Su questo aspetto sto imparando quanto sia facile aggiungere peso con la frase “potrebbe servire”. Il problema è che tutto quello che potrebbe essere utile va poi trasportato per centinaia di chilometri.

Sto cercando quindi di fare lo zaino per partire con il minimo necessario e, una volta arrivato a Santiago, sarà interessante vedere quante delle scelte fatte prima della partenza saranno state corrette.

Nella lista su cosa mettere nello zaino per il Cammino di Santiago troverai quello che porterò con me e, dopo il viaggio, anche ciò che avrei eliminato o aggiunto.

Lo stesso vale per le scarpe. Non credo esista la scarpa perfetta per il Cammino in senso assoluto, ma esiste quella che funziona meglio con il tuo piede e con il tipo di percorso che hai deciso di fare.

Quando scegli la scarpa ti consiglio di considerare la calzata, l’ammortizzazione, il grip, la traspirazione e lo spazio per le dita. Queste caratteristiche diventano determinanti quando devi usare la stessa scarpa ogni giorno per settimane.

Nella guida su come scegliere le scarpe per il Cammino di Santiago trovi i criteri che ho utilizzato per arrivare alla mia scelta definitiva, oltre a diversi modelli che io comunque considero valide opzioni.

Credenziale, sellos e Compostela

Tra gli oggetti che porterò con me ce n’è uno che ha un significato completamente diverso da tutti gli altri: la credencial del peregrino.

È il documento sul quale raccogli i sellos, i timbri delle località attraversate. All’inizio del Cammino può sembrare semplicemente una pura formalità.

In realtà credo che alla fine diventerà uno degli oggetti più rappresentativi del viaggio, perché su di essa ci sarà una sequenza di timbri, date e luoghi capace di raccontare (e di ricordare) il Cammino in poche pagine.

La credenziale ha però anche una funzione pratica, perché serve per accedere a molti albergue del pellegrino e permette di dimostrare il percorso effettuato quando si richiede la Compostela.

Nella guida dedicata alla credenziale del Cammino di Santiago ti spiego nel dettaglio come funziona, dove ottenerla e come raccogliere i timbri tappa dopo tappa.

Credenziale e Compostela sono però due cose diverse. La Compostela è il certificato che può essere richiesto una volta arrivati a Santiago rispettando i requisiti previsti. Timbri e chilometri minimi diventano particolarmente importanti nel tratto finale del Cammino.

Per questo ho raccolto separatamente tutte le informazioni su questo specifico argomento nella guida alla Compostela del Cammino di Santiago.

Mappe, app e segnaletica

Un’altra domanda che mi sono posto prima di partire è stata: serve davvero una traccia GPS sul Cammino Francese?

Probabilmente molto meno rispetto a tanti trekking che ho percorso, perché le tipiche frecce gialle, le conchiglie e i mojones ti accompagnano lungo la quasi totalità del percorso.

Questo non significa che il telefono e lo smartwatch siano inutili. Io li userò soprattutto per controllare distanze, profilo altimetrico, posizione degli albergue, eventuali varianti e servizi disponibili lungo la giornata.

Ma anche per misurare le mie performance lungo il percorso, perché sono uno sportivo abituato a farlo, anche se lungo il Cammino non è ovviamente l’aspetto prioritario.

Quello che voglio evitare a tutti i costi è trasformare il Cammino in una continua consultazione dello schermo, perché l’obiettivo è avere le informazioni quando servono e poi tornare a guardare la strada.

Nell’approfondimento su app, mappe e segnaletica del Cammino di Santiago trovi gli strumenti che ho scelto di portare e che verificherò durante il viaggio.

Il Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago

Il mio Cammino inizierà il 3 ottobre 2026. Quel giorno raggiungerò Saint-Jean-Pied-de-Port e il mattino successivo inizierò a camminare verso Roncesvalles attraversando i Pirenei.

Poi attraverserò Pamplona, Puente la Reina, Logroño, Burgos, la Meseta, León, Astorga, il Bierzo, O Cebreiro per raggiungere la Galizia e Santiago de Compostela.

Trentatré tappe in totale. Questo significa che se riuscirò a rispettare il programma arriverò a destinazione il 5 novembre.

Ho studiato il percorso, le distanze e i luoghi che attraverserò, ma so già che quello che succederà realmente non potrà essere pianificato. Ed è proprio questa la parte che mi interessa di più del Cammino di Santiago.

Durante ogni tappa cercherò di raccogliere informazioni che possano essere utili anche a te e a tutti coloro che percorreranno lo stesso tratto dopo di me: condizioni del percorso, difficoltà reali, servizi aperti, presenza di punti di ristoro, tempi, deviazioni e luoghi che meritano una sosta.

Ma voglio raccontare anche quello che le guide difficilmente riescono a descrivere. Ad esempio come cambia la percezione della fatica dopo due o tre settimane, o quanto pesa davvero lo zaino quando sono già stati percorsi 500 chilometri.

Ma anche quanto conta trovare qualcuno con cui condividere un pezzo di strada o una cena dopo una giornata particolarmente lunga. E soprattutto: quanto cambia il Cammino rispetto a quello che avevo immaginato prima di partire?

La guida alle 33 tappe del Cammino Francese è il punto di riferimento per permetterti di seguire l’intero percorso insieme a me.

Ogni tappa ha poi un articolo dedicato nel quale inserirò sia le informazioni pratiche sia quello che avrò realmente vissuto.

E alla fine ci sarà il racconto dell’arrivo Santiago, con la Plaza del Obradoiro, la Cattedrale e quel momento che, almeno oggi, posso soltanto immaginare.

Una volta arrivato, però, credo valga la pena non considerare Santiago semplicemente come il luogo in cui smettere di camminare, perché la città merita il tempo necessario per essere scoperta.

Per questo ho preparato una guida dedicata a Santiago de Compostela, insieme agli approfondimenti sulla Cattedrale di Santiago de Compostela e sul Botafumeiro.

E poi esiste un’altra possibilità. Proseguire il Cammino oltre Santiago verso l’Atlantico, fino a Finisterre. Questa è la “Fine della Terra” che per secoli ha rappresentato un luogo carico di significato per pellegrini e viaggiatori.

Io, per questo viaggio, considero Santiago il punto di arrivo del mio Cammino Francese. Ma una cosa l’ho già capita prima ancora di partire.

Il Cammino non comincia a Saint-Jean-Pied-de-Port e probabilmente non finisce davvero davanti alla Cattedrale.

Comincia molto prima, precisamente quando si decide di partire. E forse una parte di quello che mi porterò realmente a casa lo capirò soltanto dopo essere tornato.

Ultimo aggiornamento articolo: 09/09/2026

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