Quale Cammino di Santiago scegliere dipende molto meno dall’esistenza di un percorso “migliore” e molto di più dal tipo di viaggio che vuoi fare.
Il Francese, il Portoghese, il Primitivo, il Cammino del Nord e gli altri itinerari che conducono a Santiago possono avere la stessa meta, ma non offrono affatto la stessa esperienza.
A seconda del Cammino, cambiano la durata, i dislivelli, i paesaggi, la quantità di servizi, il numero di pellegrini che è probabile incontrare e perfino il modo in cui si organizza una giornata. È proprio questo il punto da cui partire.
Prima di domandarti quale Cammino sia più bello, chiediti quanti giorni hai realmente a disposizione, quanto vuoi camminare, quale livello di difficoltà cerchi e se immagini il viaggio soprattutto come esperienza sociale, percorso nella natura, sfida fisica o combinazione di tutte queste cose.
Se vuoi prima capire quali siano le principali vie che arrivano a Santiago e come funziona complessivamente questo sistema di percorsi, trovi una panoramica nella mia guida completa al Cammino di Santiago.
In questo articolo voglio invece fare qualcosa di diverso: mettere i Cammini a confronto per aiutarti a eliminare progressivamente quelli meno coerenti con ciò che cerchi.
Io ho già fatto questa scelta. Il 4 ottobre partirò da Saint-Jean-Pied-de-Port per percorrere integralmente il Cammino Francese fino a Santiago, dove conto di arrivare dopo 33 tappe.
Sarà il mio primo Cammino e proprio il processo che mi ha portato a scegliere il Francese mi ha fatto capire quanto sia poco utile chiedersi semplicemente quale sia il percorso migliore in assoluto.
Cosa troverai in questa guida su quale Cammino di Santiago scegliere:
- Come scegliere il Cammino di Santiago giusto per te
- Cammino Francese, Portoghese, Primitivo e del Nord: le differenze principali
- Cammino Inglese, Via de la Plata e altri percorsi: quando sceglierli
- Quale Cammino scegliere in base ai giorni disponibili
- Quale Cammino scegliere per difficoltà, paesaggio, servizi e stagione
- Perché ho scelto il Cammino Francese per il mio primo Cammino
Come scegliere il Cammino di Santiago giusto per te
La prima decisione da prendere non riguarda il nome del Cammino, ma le condizioni nelle quali vuoi percorrerlo.
Due persone possono guardare lo stesso itinerario e arrivare a conclusioni opposte. Una rete fitta di albergue e molti altri pellegrini possono rappresentare sicurezza e occasioni d’incontro per qualcuno, mentre per un’altra persona possono togliere proprio quella sensazione di solitudine che sta cercando.
Quanti giorni hai a disposizione
Il tempo è probabilmente il filtro più efficace. Se hai una settimana, non ha molto senso confrontare il Francese completo con la Via de la Plata: dovrai scegliere un itinerario breve oppure percorrere soltanto una sezione di una via più lunga.
Se invece puoi dedicare un mese o più al viaggio, diventano realistiche opzioni completamente diverse.
Bisogna inoltre distinguere tra la lunghezza storica di un Cammino e il tratto che decidi effettivamente di percorrere.
Il Portoghese, per esempio, può iniziare molto più a sud, ma molti pellegrini partono da Porto o direttamente dalla zona di confine. Lo stesso Francese può essere percorso integralmente da Saint-Jean-Pied-de-Port oppure soltanto nelle ultime tappe.
Preparazione fisica e difficoltà
Non ridurrei la difficoltà a un’etichetta come “facile” o “difficile”, perché una persona allenata può soffrire poco un forte dislivello e trovare invece mentalmente pesante camminare per molti chilometri su terreno uniforme. Un’altra può avere il problema opposto.
Contano salite, discese, chilometraggio, tipo di fondo, distanza fra i servizi, condizioni meteorologiche e capacità di recuperare giorno dopo giorno.
Il Cammino Primitivo ha un profilo generalmente più montano e viene considerato fra gli itinerari fisicamente più impegnativi, mentre il Portoghese presenta normalmente un terreno meno severo. Il Francese alterna invece situazioni molto diverse lungo un percorso estremamente lungo.
Socialità, servizi e affollamento
Anche qui eviterei equivalenze troppo semplici. Molti pellegrini non cercano un Cammino vuoto: vogliono incontrare persone, condividere una cena e ritrovare gli stessi volti nelle tappe successive.
Da questo punto di vista, una via molto frequentata può essere un vantaggio. Il Francese dispone anche di una delle reti di servizi più sviluppate. Albergue, bar, negozi e località di tappa sono molto presenti lungo il percorso, anche se disponibilità e aperture cambiano con la stagione.
Altri itinerari possono offrire una maggiore sensazione di isolamento, ma richiedere una pianificazione più attenta.
Che paesaggio vuoi attraversare
Anche l’ambiente può orientare parecchio la scelta. Se immagini soprattutto montagna e territori interni, il Primitivo e alcune parti del Francese rispondono meglio a questa aspettativa.
Se vuoi camminare vicino all’Atlantico, entrano in gioco soprattutto il Cammino del Nord e il Portoghese della Costa.
Se invece ti interessa un itinerario molto lungo attraverso paesaggi aperti, città storiche e territori profondamente differenti fra loro, Francese e Via de la Plata assumono un altro significato.
Non sceglierei però un Cammino soltanto guardando cinque fotografie: in un percorso di centinaia di chilometri il paesaggio cambia continuamente e inevitabilmente esistono sezioni meno spettacolari.
Cammino Francese, Portoghese, Primitivo e del Nord: le differenze principali
Questi sono probabilmente i quattro nomi che ricorrono più spesso quando si comincia a confrontare le vie per Santiago, ma rispondono a esigenze molto diverse.
Cammino Francese: varietà, servizi e atmosfera pellegrina
Il Francese è il percorso che ho scelto io. Partendo da Saint-Jean-Pied-de-Port si attraversano Pirenei, Navarra, Rioja, le grandi pianure della Castiglia e León, il Bierzo e infine la Galizia. È quindi un Cammino nel quale il paesaggio cambia continuamente.
La rete di accoglienza e servizi è molto sviluppata e la presenza di altri pellegrini è generalmente elevata rispetto a molte altre vie.
Proprio per questo lo considero interessante per una prima esperienza lunga: non perché sia necessariamente più semplice dal punto di vista fisico, ma perché l’infrastruttura riduce alcune complicazioni organizzative.
Il rovescio della medaglia è evidente. Se l’obiettivo principale è camminare per giorni incontrando pochissime persone, esistono itinerari più coerenti.
Se stai valutando questa via in particolare, ho raccolto percorso, territori, organizzazione e caratteristiche nella mia guida completa al Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago.
Cammino Portoghese: più possibilità di modulare il viaggio
Parlare di “Portoghese” come se esistesse un solo itinerario può essere fuorviante. Esistono infatti il percorso centrale e quello costiero, e anche il punto di partenza cambia profondamente la durata del viaggio.
Si può costruire un Cammino molto lungo partendo dal Portogallo più meridionale oppure scegliere Porto, Tui o altre località in funzione dei giorni disponibili.
Il Portoghese centrale attraversa paesi, campagne, boschi e città storiche; la variante costiera aggiunge invece una componente atlantica molto più evidente prima di ricongiungersi al tracciato tradizionale in Galizia.
Per chi non dispone di un mese intero e vuole comunque un itinerario internazionale tra Portogallo e Spagna, è una possibilità da considerare seriamente.
Cammino Primitivo: montagna e maggiore impegno fisico
Il Primitivo parte tradizionalmente da Oviedo e attraversa l’interno delle Asturie prima di entrare in Galizia e collegarsi infine al Francese.
È considerato uno dei percorsi storicamente più antichi verso Santiago e, fra quelli principali, anche uno dei più impegnativi dal punto di vista fisico.
L’ambiente è uno dei suoi elementi caratterizzanti: montagne, boschi, valli e una densità di insediamenti generalmente inferiore rispetto al Francese.
Lo prenderei in considerazione soprattutto se la componente naturalistica e il dislivello fanno parte dell’esperienza che cerchi.
Non lo scarterei automaticamente come primo Cammino, ma lo sceglierei sapendo che richiede maggiore preparazione e una gestione più consapevole delle tappe.
Cammino del Nord: costa e continui cambi di quota
Il Cammino del Nord segue per buona parte la fascia settentrionale della Spagna, dalla zona di confine con la Francia verso Galizia.
Il mare è uno dei suoi grandi elementi distintivi, ma sarebbe sbagliato immaginarlo come una passeggiata costiera pianeggiante.
Il profilo presenta numerosi saliscendi e attraversa territori nei quali la distanza fisica può risultare più impegnativa di quanto suggeriscano i soli chilometri.
È un’opzione molto interessante per chi mette in cima alle priorità la costa cantabrica e vuole un percorso lungo ma generalmente meno associato alla forte concentrazione del Francese.
Cammino Inglese, Via de la Plata e altri percorsi: quando sceglierli
Francese, Portoghese, Primitivo e Nord non esauriscono naturalmente le possibilità. Alcuni itinerari diventano particolarmente interessanti proprio quando tempo disponibile o tipo di esperienza eliminano le opzioni più conosciute.
Cammino Inglese: un Cammino completo in pochi giorni
Il Cammino Inglese ha due punti di partenza storici, Ferrol e A Coruña. La variante da Ferrol copre circa 118 chilometri e permette quindi di vivere un itinerario completo fino a Santiago in un arco temporale molto più breve rispetto alle grandi vie.
È un elemento importante. Con meno di una settimana effettiva di cammino, molte alternative consistono necessariamente nel percorrere soltanto l’ultima parte di un itinerario lungo. L’Inglese permette invece di avere una partenza e uno sviluppo propri dall’inizio alla fine.
Può essere quindi molto interessante per chi ha pochi giorni ma non vuole semplicemente inserirsi nelle ultime tappe del Francese o del Portoghese.
Via de la Plata: distanza, spazi aperti e un progetto più impegnativo
La Via de la Plata appartiene a una scala completamente diversa. Sale dalle regioni meridionali e occidentali della Spagna e può collegarsi verso Santiago attraverso gli itinerari jacobei che proseguono a nord-ovest.
È una scelta adatta soprattutto a chi dispone di molto tempo e cerca un viaggio lungo, meno dipendente dalla densità di servizi del Francese e caratterizzato da grandi spazi e distanze.
Anche la stagione assume qui un peso enorme. Attraversare l’Andalusia e l’Estremadura nei periodi più caldi non equivale affatto a camminare in Galizia nello stesso momento dell’anno.
E gli altri Cammini?
Esistono altre vie riconosciute, come il Cammino d’Inverno, il Sanabrés e diverse varianti che confluiscono nella rete verso Santiago. Non credo però sia utile trasformare una guida alla scelta in un catalogo enciclopedico.
Se stai affrontando il tuo primo confronto, restringerei inizialmente l’analisi ai percorsi principali e passerei alle alternative meno frequentate soltanto se nessuno di questi risponde al tipo di esperienza che cerchi.
Quale Cammino scegliere in base ai giorni disponibili
Il tempo disponibile elimina molte alternative più rapidamente di qualsiasi altra considerazione.
Se hai circa una settimana
Con cinque-sette giorni effettivi di cammino le possibilità realistiche sono due: puoi scegliere un itinerario breve completo, come il Cammino Inglese da Ferrol, oppure percorrere una sezione finale di una via più lunga.
In quest’ultimo caso entrano in gioco partenze come Sarria sul Francese o Tui sul Portoghese. La differenza non è soltanto chilometrica, perché iniziare a metà di un grande Cammino significa inserirsi in un percorso già in corso, mentre scegliere un itinerario breve significa invece viverne integralmente l’inizio, lo sviluppo e l’arrivo.
Se hai circa due settimane
Con due settimane la scelta aumenta molto. Il Portoghese da Porto diventa una possibilità concreta, così come il Primitivo per chi ha ritmo, preparazione e organizzazione compatibili con le sue caratteristiche.
Puoi anche utilizzare il tempo per percorrere una sezione molto ampia di Francese o Nord senza avere l’obiettivo di completare l’intera via.
Non considererei questo un Cammino “incompleto”: non esiste alcun obbligo di percorrere una via dall’inizio storico ogni volta che si parte.
Se hai circa tre settimane
Tre settimane permettono maggiore libertà, perché puoi rallentare su itinerari di media lunghezza, aggiungere margine per il recupero e gli imprevisti oppure costruire una sezione molto significativa di uno dei grandi percorsi.
È anche una durata nella quale la differenza fra camminare ogni giorno con un programma rigido e lasciare spazio alle variazioni comincia a diventare importante.
Se hai un mese o più
Con un mese o più entrano realmente in gioco i grandi Cammini nella loro dimensione completa. Il Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port è il caso più evidente. Anche il Nord richiede un impegno temporale significativo e la Via de la Plata può richiederne ancora di più, a seconda dell’itinerario scelto.
Qui la domanda smette di essere soltanto “quanti chilometri posso fare?” e diventa anche “quanto tempo voglio vivere dentro il Cammino?”.
Perché dopo tre o quattro settimane la dimensione del viaggio cambia: la routine quotidiana diventa parte stessa dell’esperienza.
Quale Cammino scegliere per difficoltà, paesaggio, servizi e stagione
Una volta eliminati i percorsi incompatibili con i giorni disponibili, utilizzerei quattro criteri finali.
Se vuoi soprattutto servizi e facilità organizzativa
Il Francese è probabilmente il riferimento più immediato, perché la presenza di numerose località di tappa e una rete consolidata di accoglienza semplificano la gestione quotidiana, soprattutto se è la prima volta che affronti un viaggio di questo tipo.
Anche il Portoghese dispone di una struttura molto sviluppata sulle sezioni maggiormente percorse. Questo non significa però trovare sempre tutto aperto: stagione e località continuano a fare la differenza.
Se vuoi iniziare a organizzare anche la parte logistica del viaggio, puoi confrontare hotel, pensioni, ostelli e appartamenti su Booking.com.
Se cerchi soprattutto montagna o costa
Per la montagna guarderei prima di tutto al Primitivo e ad alcune sezioni del Francese. Se il mare è invece una priorità, Cammino del Nord e Portoghese della Costa sono le alternative naturali.
Ma farei attenzione a non trasformare il paesaggio in un’unica fotografia mentale: persino un Cammino costiero attraversa tratti urbani, strade e zone interne.
Se vuoi incontrare meno persone
Primitivo, Nord, Via de la Plata e altre vie meno utilizzate possono offrire una densità inferiore rispetto al Francese. Ma meno pellegrini significa spesso anche una minore frequenza di servizi.
Non considererei quindi la solitudine un vantaggio automatico, perché dipende da quanto sei disposto a organizzare le giornate e da quanto per te conta la componente sociale.
Se il periodo dell’anno è già deciso
La stagione può cambiare completamente la scelta, perché il caldo, la pioggia, la neve, la durata delle giornate e l’apertura degli albergue incidono in modo molto diverso su una lunga traversata interna, su una via costiera o su un percorso montano.
Per questo, se sai già quando puoi partire, userei il periodo come ultimo filtro prima della decisione. Ho approfondito separatamente questo aspetto nella guida su quando fare il Cammino di Santiago.
La scelta più sensata non è quindi individuare il Cammino universalmente più facile o più bello, ma quello nel quale le criticità sono compatibili con le tue priorità.
Perché ho scelto il Cammino Francese per il mio primo Cammino
Nel mio caso la scelta è caduta abbastanza rapidamente sul Francese, non perché lo consideri superiore agli altri, ma perché coincideva meglio con quello che cercavo da questa esperienza.
Volevo un viaggio lungo
La prima ragione è la durata. Non volevo arrivare a Santiago dopo pochi giorni. Cercavo un viaggio capace di occupare più di un mese e di modificare progressivamente la routine quotidiana.
Per questo ho scelto di partire da Saint-Jean-Pied-de-Port e non da una località più vicina a Santiago.
Ho programmato 33 tappe, dal 4 ottobre al 5 novembre. Non considero 33 il numero necessariamente corretto di tappe per il Francese: è semplicemente la suddivisione che ho costruito per il mio viaggio.
Cercavo molta varietà
Mi interessa il fatto che il percorso cambi continuamente, dato che partirò attraversando i Pirenei, proseguirò attraverso la Navarra e la Rioja, entrerò nelle grandi pianure della Meseta, raggiungerò León e il Bierzo e infine entrerò in Galizia.
Questi sono territori abbastanza diversi da rendere gli oltre 800 chilometri un viaggio geografico oltre che personale.
Per il primo Cammino volevo anche una struttura solida
Cercavo autonomia, ma non avevo interesse a complicare artificialmente la logistica. Sapere che lungo il Francese esiste una rete molto sviluppata di albergue e servizi mi permette di concentrarmi maggiormente sul viaggio e meno sulla necessità di pianificare ogni singolo dettaglio con settimane di anticipo.
Al tempo stesso so che questo significherà anche incontrare molti altri pellegrini, soprattutto avvicinandomi a Santiago. È un compromesso che ho accettato consapevolmente.
Oggi posso spiegare perché ho scelto il Francese, ma non posso ancora dire se, dopo averlo percorso per intero, lo sceglierei nuovamente come primo Cammino.
Questa è una delle parti dell’articolo che aggiornerò dopo Santiago. A quel punto potrò confrontare quello che sto cercando oggi con ciò che avrò trovato realmente lungo 33 tappe: quantità di persone, servizi, difficoltà, paesaggi, ritmi e sensazioni.
Ed è forse questo il criterio più importante anche quando devi scegliere tu: non cercare il Cammino che qualcun altro definisce migliore.
Parti da ciò che vuoi vivere, elimina le alternative incompatibili con il tempo e la preparazione che hai a disposizione e scegli il percorso le cui caratteristiche assomigliano maggiormente al viaggio che stai cercando.
Ultimo aggiornamento articolo: 24/09/2026