manarola cinque terre

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre: un angolo di paradiso nell’estremo Levante ligure

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre regala un contesto naturale davvero affascinante che si sviluppa tra il mare e la collina dell’estremo Levante ligure, nella provincia di La Spezia. Al suo interno ci sono cinque piccoli borghi storici che erano i villaggi dei pescatori, e che hanno mantenuto intatta la loro autenticità nel corso dei decenni: Monterosso al Mare, Vernazza, Riomaggiore, Corniglia e Manarola. E collegati tra loro da sentieri a strapiombo sul mare, dai quali si godono panorami davvero suggestivi. Ma è anche una zona di produzioni tipiche di alta qualità, coltivate in modo naturale sfruttando la pendenza collinare. Un vero e proprio angolo di Paradiso, da scoprire senza fretta 

C’è solo l’imbarazzo della scelta in Liguria se sei amante dei piccoli borghi tipici. Ce ne sono a decine, uno più bello dell’altro. Borghi sul mare che sono stati villaggi di pescatori, o situati nell’entroterra, dove è radicata l’attività agricola. E tutti con caratteristiche che rimangono perennemente immutate con il passare degli anni, così che se ti trovi a visitarli a distanza di decenni sicuramente li troverai identici.

Te lo dico io che la Liguria ce l’ho nel cuore, perchè ci vado da quando sono neonato, adesso con la mia famiglia, prima con i miei genitori e i miei nonni. L’ho girata in lungo e in largo, sia nella riviera di Levante che in quella di Ponente.

Di tutti i luoghi magnifici di questa bellissima regione ce n’è uno davvero emblematico che, se non lo hai già fatto, devi assolutamente visitare. Sto parlando del Parco Nazionale delle Cinque Terre, che è anche Area Marina Protetta, a una manciata di chilometri da La Spezia.

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La vegetazione del Parco Nazionale delle Cinque Terre che si affaccia sul mare | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
la costa delle cinque terre
Un tratto di costa visto da Vernazza | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Un lembo di territorio collinare e marino con un ecosistema complesso e unico, che proprio per la sua importanza è riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’ UNESCO dal 1997. E che come dice il nome, può essere idealmente diviso in due parti.

L’ Area Marina Protetta delle Cinque Terre, che comprende quattro zone (due di riserva integrale e altre due di riserva generale) e che vanta una incredibile ricchezza e varietà di specie animali e vegetali.

E il Parco Nazione delle Cinque Terre, che per la sua estensione è tra i più piccoli d’Italia ma allo stesso tempo anche il più popolato. I suoi cinque antichi borghi di pescatori, che sono inseriti in un contesto naturale davvero spettacolare, arroccati in modo disordinato a ridosso del mare e alle pendici delle verdi colline, hanno infatti un totale di quattromila abitanti.

tratto di costa delle cinque terre
Un tratto di costa vista da Monterosso al Mare | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Sono quelle che tutti noi conosciamo come Cinque Terre: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monteresso al Mare, che trovi uno di seguito all’altro a distanza di pochissimi chilometri, in quest’ordine proveniendo da La Spezia, o nell’ordine inverso se invece arrivi da Levanto. Borghi che hanno rischiato di essere distrutti per sempre durante il tremendo alluvione del 25 Ottobre 2011 ma che, grazie all’impegno degli abitanti, sono stati risistemati in pochissimi mesi, ritornando al loro splendore.

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La stupenda Manarola e il suo porticciolo | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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L’incantevole borgo di Riomaggiore | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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La suggestiva Monterosso al Mare | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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Vernazza e il suo porticciolo | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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La bellissima Corniglia arroccata sulla collina | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Cinque autentiche perle, che si assomigliano molto tra loro, per conformazione e architettura degli edifici. Le case generalmente di non più di tre piani, una attaccata all’altra, con le facciate dipinte con i colori pastello, più o meno accesi. Color ocra, giallo, arancione, fino all’azzurro intenso. Anche se ogni tanto i colori quasi solo si intravedono, perchè l’intonaco si è scrostato nel tempo. E non è mai stato sistemato. Ma anche questo è il loro bello.

E le imposte quasi sempre di colore verde, e con una caratteristica tipica, come si trova solo nelle case dei borghi liguri. Due piccole finestrelle che si aprono anche quando la persiana è chiusa, per far entrare aria e lasciare fuori il sale cocente delle giornate d’estate.

imposte verdi delle cinque terre
Le tipiche imposte verdi della Liguria | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
tipico balcone delle cinque terre
Alle Cinque Terre centinaia di balconi come questo | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

E poi i minuscoli balconi, sempre pieni zeppi di panni stesi ad asciugare. E se hai il tempo di aspettare fallo. Perchè prima o poi si materializzerà quasi sicuramente un’anziana signora, d’estate rigorosamente in vestaglia, che esce per sistemarli.

Le vie, davvero strettissime, sono chiamate “carrugi” e, grazie all’ombra, regalano gradevoli momenti di refrigerio dalla torrida calura estiva. Camminando per le vie presta attenzione ai dettagli. Guarda ad esempio com’è particolare la forma dei lampioni. Stile molto “vintage”, come mi piace definirlo, infatti penso siano gli stessi da cinquant’anni a questa parte.

i lampioni delle cinque terre
I tipici lampioni delle Cinque Terre | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Qua e la per i borghi ci sono molte chiese, che considero bellissime nella loro estrema semplicità. E tutte liberamente visitabili. Facciate asciutte e totalmente lineari conducono agli interni che sono quasi sempre spogli ma curati, davvero autentici, tipici degli edifici di culto dei piccoli paesi. Dove quello che conta è la sostanza non la forma, anche in questi aspetti.

Tranne che Monterosso al Mare, le altre quattro si sviluppano totalmente in salita, per cui devi avere gambe ben allenate per visitarle. E per vedere gli scorci più belli è quasi sempre necessario fare delle ripide rampe di scale, che lasciano senza fiato, soprattutto nei torridi mesi d’estate quando le temperature sono sempre attorno ai 35 gradi. Quando farai la scalinata che dalla stazione di Corniglia conduce al suo centro storico ti ricorderai sicuramente delle mie parole. 🙂

Questi elementi danno vita a quella che a me piace definire una “giocosa armonia”, un quadro che ha sempre sullo sfondo il mare e il piccolo porto, antico centro nevralgico della loro economia e vita sociale. Con le altrettanto piccole barche ormeggiate.

Dove, se hai tempo, puoi anche fermarti a chiacchierare con qualche signore che sicuramente seduto sulle panchine o sulle sedie fuori dagli usci delle case, sempre molto disponibili a raccontare qualche aneddoto della loro vita e del paese. La durata della conversazione dipende da te. Generalmente per loro il tempo è l’ultimo dei problemi.

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Abitanti di Riomaggiore chiacchierano al porto | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Bellissimi sono anche i percorsi naturalistici, che si addentrano nel Parco e che permettono di scoprirlo totalmente “al naturale”. Quelli tracciati sono addirittura 48, più o meno lunghi e di diversa difficoltà. Anche se quelli imperdibili sono soprattutto i sentieri a ridosso del mare, che uniscono tra loro le diverse località.

In particolare ti consiglio di non perderti la Via dell’Amore, il percorso che collega le località di Rio Maggiore e di Manarola, che ti lascerà davvero a bocca aperta. Anche se non ho ancora capito perchè si chiama così. Ma va bene lo stesso. Una punta di mistero la rende ancora più affascinante. Oppure quello che da Levanto conduce a Monterosso al Mare.

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La Via dell’Amore tra Riomaggiore e Manarola | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Su ognuna delle località delle Cinque Terre veglia un santuario mariano, usati nel tempo anche come eremi. Sono molto importanti perchè custodiscono le radici profonde della spiritualità di questa zona, tanto che gli abitanti sono a loro davvero molto devoti, e spesso e volentieri salgono in pellegrinaggio. E sono una meta che non devi tralasciare nemmeno tu, se vuoi avvicinarti all’identità più autentica di questo tratto estremo di Liguria.

Ovviamente il modo migliore per visitarli è a piedi attraverso i sentieri, che sono segnalati dal CAI (in bianco e rosso), per apprezzare anche il bellissimo contesto naturalistico nel quale sono inseriti. Ma se hai poco tempo o sei pigro puoi arrivarci anche in macchina, perdendoti però il fascino della passeggiata. Tranne a quello di Nostra Signora di Montenero, a Riomaggiore.

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Il Santuario di Nostra Signora di Soviore a Monterosso al Mare | Fonte: Girolando.it
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Santuario di Nostra Signora di Montenero a Riomaggiore | Fonte: Tripadvisor
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Il Santuario di Nostra Signora di Reggio a Vernazza | Fonte: lanavevernazza.it
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Il Santuario di Nostra Signora della Salute a Manarola | Fonte: Tripadvisor
santuario manarola cinque terre
Santuario di Nostra Signora delle Grazie di Manarola | Fonte: Wikitinera.it

Anche se il massiccio sviluppo turistico ha portato l’inevitabile invasione di bar e di ristoranti di ogni tipo, e di negozi di souvenirs come se ne vedono in tutte le località turistiche, come ho già detto i borghi sono riusciti a mantenere una marcata autenticità, anche grazie all’ Ente Parco che lavora sì per lo sviluppo turistico, ma all’insegna della sostenibilità ambientale.

È per questo che è scoraggiata la visita con auto e moto. I piccoli parcheggi sono all’esterno dei centri, e raggiungere l’area pedonale a piedi non è facile. Ti suggerisco di optare per il treno, che è davvero molto comodo.

La linea Levanto – La Spezia prevede le fermate in ognuno dei paesi delle Cinque Terre, con una frequenza di un treno ogni mezzora, in entrambe le direzioni, dalle prime ore del mattino fino a tarda sera.

Meglio se alloggi proprio a La Spezia o a Levanto. Io ti consiglio Levanto piuttosto che La Spezia, perchè è un piccolo paese davvero carino. E puoi trovare soluzioni davvero confortevoli ed economiche, inclusi diversi campeggi di qualità, uno proprio vicinissimo alla spiaggia. Quello che ho scelto io.

Per fare ogni tratta di collegamento tra le destinazioni delle Cinque Terre bisogna pagare un biglietto ordinario di 4 euro. Eh sì, lo sò, è molto caro soprattutto se si considera che ogni viaggio dura pochissimi minuti. Ma è la legge della domanda 🙂 Una soluzione c’è. Acquistare per 16 euro la Cinque Terre Treno MS Card, che ti da diritto ad utilizzare senza limiti il trasporto ferroviario nella giornata dell’acquisto, oltre ad alcuni servizi aggiuntivi, tra i quali l’accesso al Parco e il servizio di bus navetta da e per la stazione.

la strada panoramica delle cinque terre
Le aree coltivate sulle colline e vista di Manarola dalla strada panoramica | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Se invece vuoi visitarli in macchina o in moto, allora ti consiglio di percorrere la bellissima strada panoramica che collega La Spezia a Levanto, e che corre sulla loro sommità, che è a dir poco fantastica per il panorama che regala. E piena di curve, per la gioia degli appassionati di due ruote. In corrispondenza di ogni paese c’è una strada (ovviamente molto ripida) che scende.

Io sono arrivato in moto a Levanto da La Spezia con questa strada, ma la visita ai borghi l’ho fatta il giorno successivo, in treno. E penso che sia stata la scelta più azzeccata per non perdermi davvero nulla.

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Una sosta sulla strada panoramica | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Al di la della bellezza del paesaggio e dei suoi borghi, il Parco Nazionale delle Cinque Terre è davvero molto importante per i prodotti tipici, grazie al suo clima particolarmente favorevole e alla tecnica di coltivazione a terrazzamento che sfrutta il pendio collinare. E la bontà e la genuinità dei prodotti è garantita dall’assenza di diserbanti e di qualsiasi altro agente chimico nella produzione.

Famosissimi i suoi grandi limoni gialli coltivati addirittura dal Seicento. Con i quali si producono biscotti, crostate, e anche il delizioso Limoncino. Poi il miele e l’olio extravergine di oliva. Importanti sono anche i vini, da quello quello dolce e liquoroso che rientra tra i “passiti”. Si chiama Schiacchetrà. Ma c’è anche il più classico Vino Cinque Terre DOC. Due autentiche prelibatezze.

Anche il mare regala un prodotto davvero tipico, le acciughe, che vengono pescate con il tradizionale metodo della lampara e con la rete a ciandolo. E lavorate a mano secondo l’artica ricetta di Monterosso Mare, nell’arco di due o tre giorni, per essere conservate in salamoia.

Se hai del tempo a disposizione, a un paio d’ore da qui, appena superato il confine con la Francia a Ventimiglia, ti consiglio di dare un’occhiata alla prima parte della Costa Azzurra, seguendo la strada panoramica da Mentone a Nizza. Troverai un altro mare, ma sempre blu intenso, bellissimi panorami, e località molto eleganti e caratteristiche.

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