Monterosso al Mare: tra cultura e natura nel cuore del Parco Nazionale delle Cinque Terre

Monterosso al Mare, conosciuto più semplicemente come Monterosso, è uno dei borghi delle Cinque Terre, precisamente quello più vicino a Levanto e a Genova, e l’unico ad avere una vera spiaggia. Monterosso è una piccola bomboniera costituita da una manciata di case nella quale trovi molte testimonianze storiche, religiose e culturali, la maggior parte delle quali nel cuore del centro storico, insieme a minuscoli ristoranti nei quali puoi degustare gli squisiti piatti tipici della tradizione gastronomica ligure, preparati rigorosamente con i prodotti naturali coltivati sui terrazzamenti delle dolci colline alle sue spalle. Eh sì, perchè a Monterosso non c’è solo l’elemento mare che ti aspetta, ma anche tanto verde, soprattutto bellissimi boschi di faggi e lecci centenari che puoi conoscere passeggiado al ritmo che preferisci sui bellissimi sentieri che la circondano, tra i quali il Sentiero Azzurro che si traforma nella celebre Via dell’Amore tra Manarola e Riomaggiore.

Monterosso al Mare, conosciuto più semplicemente come Monterosso, è il borgo più grande ed abitato tra quelli situati nel territorio del Parco Nazionale delle Cinque Terre, ed è anche quello più a Nord e più a Ovest proveniendo da La Spezia.

Ma Monterosso ha anche un’altra particolarità che lo distingue dagli altri borghi: è l’unico che ha una vera spiaggia dove poter prendere il sole, ed è per proprio per questo motivo che è anche quello più amato e frequentato sia dagli abitanti delle località dei dintorni che da quelli che vivono nei paesini arroccati nell’entroterra.

E poi secondo me Monterosso ha un’altra caratteristica peculiare, in questo caso del tutto personale: è quella che percepisco con il carattere più asciutto e in un certo senso più austero e meno accogliente, anche se sinceramente non sò dirti da dove arriva questa mia sensazione. Forse deriva della sua specifica struttura urbanistica e architettonica, o forse semplicemente perchè quando l’ho visitata il cielo era particolarmente nuvoloso. Chissà…fatto sta che le altre località delle Cinque Terre mi sono sembrate più aperte, vivaci, e se vogliamo giocose.

Ma vale sicuramente la pena visitare Monterosso anche solo per qualche ora, perchè ci trovi tante piccole cose interessanti da scoprire e da conoscere, inclusi dei deliziosi ristorantini dove potrai assaporare qualche squisita ricetta regionale, ovviamente a base di pesce fresco.

Monterosso è insieme storia e natura, infatti all’interno dei suoi confini comunali conserva deliziose chiese a fasce bianche e nere, di tipico stile ligure, insieme ai segni delle antiche battaglie navali, mentre si proeitta all’esterno attraverso i bellissimi sentieri escursionistici spesso a strapiombo sul mare che la collegano con le altre Cinque Terre, tra i quali il più celebre è sicuramente il Sentiero Azzurro verso Manarola, che poi diventa Via dell’Amore tra Manarola e Riomaggiore.

Insieme ad altri percorsi che invece partono da Monterosso per arrampicarsi nell’entroterra verso i terrazzamenti coltivati delimitati dai celebri muretti a secco, uno dei simboli culturali ed economici di questo territorio, talmente tipici e preziosi da essere riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.

Prima di continuare solo un picollo accenno storico: come gli altri borgi delle Cinque Terre, anche la storia di Monterosso deve essere ricercata nel lontano passato, infatti le prime notizie sull’esistenza dell’abitato risalgono al 1201, mentre nel 1214 si edificano le prime fortificazioni per difendere il borgo dalle invasioni saracene, che arriva ad essere il sistema difensivo più importante di tutto il territorio oggi compreso nel Parco Nazionale.

Come arrivare a Monterosso

Se ti sta passando per la testa di visitare Monterosso in macchina, ti consiglio vivamente di abbandonare subito l’idea perchè, come per le altre Cinque Terre, anche qui è molto difficile trovare un parcheggio, con il “molto” che si trasforma in “impossibile” se ci vieni in estate. E anche se hai una fortuna sfacciata e ne trovi uno libero, la sosta ti costerà un occhio nella testa, quasi più che il pranzo o la cena al ristorante.

Io ci sono venuto in moto, e la storia cambia decisamente in meglio perchè per fortuna anche qui i parcheggi dedicati alle due ruote hanno le strisce bianche e un buco lo trovi quasi sicuramente anche in altissima stagione. E poi con la moto ti puoi godere la strada che collega tutte le Cinque Terre, che è davvero molto panoramica.

Se non sei un motociclista allora non ti resta che venire a Monterosso in treno. Attenzione, non è un ripiego ma un’ottima alternativa, la più economica e veloce, anche perchè sulla linea La Spezia-Levanto i treni sono davvero molto frequenti (mediamente uno ogni 30 minuti) e si fermano in tutte le Cinque Terre. Il treno è il mezzo ideale anche se arrivi in Liguria in aereo dall’Aeroporto di Genova, che è collegato alla stazione di Piazza Principe da dove puoi prendere un treno per Levanto, dove cambi. E poi la stazione di Monterosso è nel pieno centro del borgo di Fegina, a pochi passi (5 minuti a piedi) dal vecchio centro storico, che puoi raggiungere a piedi con una passeggiata di 10 minuti.

In realtà hai una quarta opzione, che è la più scenografica: il traghetto che collega via mare i borghi delle Cinque Terre, anche se rispetto al treno lo spostamente è decisamente più lento. Se hai in programma di visitare altri borghi oltre a Monterosso puoi scegliere di fare una parte del percorso in treno e usare il traghetto per il percorso restante. Quest’ultima soluzione è forse il miglior compromesso.

Cosa vedere a Monterosso

Se arrivi a Monterosso in treno ti trovi direttamente a Feriga, il borgo nuovo dove, in mezzo a un mucchietto di case, gli hotel più costosi e proprio davanti alla spiaggia, c’è la stazione. Da qui, percorrendo poche centinaia di metri di lungomare, e dopo aver attraversato una breve galleria, ti ritrovi nel vecchio centro storico di Monterosso, che è sicuramente la parte più tipica e la più interessante da visitare, con i romantici caruggi dove trovi le enoteche, i ristoranti più tipici e i pochissimi negozi.

In realtà c’è una seconda via per arrivare al centro storico di Monterosso, che è quella che si inerpica per il crinale della montagna e che, attraverso i Bastioni, immette nelle via delle agavi fino al Convento dei Frati Cappuccini, per poi ridiscendere. Ed è proprio quella che ti consiglio, perchè è davvero molto panoramica.

Di fronte a te si apre il bellissimo mare dell’Area Marina delle Cinque Terre, e il tuo sguardo può spaziare a 360 grandi lungo la costa rocciosa con speroni a picco sul mare dal catatteristico profilo frastagliato. Tranquillo perchè la strada non è particolarmente ripida, quindi la puoi fare anche se non sei allenato.

– Fegina e le spiagge di Monterosso

Come ti ho già accennato, Monterosso è l’unica delle Cinque Terre ad avere spiagge, che per la precisione sono tre, la più famosa e la più lunga delle quali è la spiaggia di Fegina, che è anche la prima che trovi appena uscito dalla stazione e quella che ti conduce verso il centro storico. Su questa spiaggia si trova anche lo Scoglio di Fegira che sicuramente hai già visto compare in quasi tutte le foto che fanno i turisti a Monterosso.

Stenterai a crederci ma nel 2007 la spiaggia di Fegina è stata proclamata dalla rivista americana Forbes tra le 25 più sexy del mondo. Non ci credevo nemmeno io fino a che non l’ho letto con i miei occhi proprio sul sito della rivista perchè sisuramente è bella, ma arrivare a dire che è addirittura tra le 25 più belle del mondo mi sembra quanto mai esagerato. In ogni caso, se visiterai Monterosso potrai giudicare tu stesso.

A Monterosso a me piace molto la spiaggia del Nettuno, che si chiama così proprio perchè si trova proprio sotto la Statua del Gigante, della quale ti parlerò tra pochissimo.

La terza è la spiaggia di Monterosso. Complimenti a parte per la fantasia nella scelta del nome, è quella che si trova proprio davanti alla parte vecchia del centro storico. È molto più piccola della spiaggia di Fegira ma è decisamente più affollata, al punto che i lettini sono così vicini tra loro che se sei sdraiato e alzi il braccio rischi di tirare una gomitata sulla faccia a chi ti sta vicino.

– La Statua del Gigante

Ti ho già accennato alla statua del Gigante che si trova nel borgo di Fegira di Monterosso, che i locali conoscono come statua di Nettuno. È una statua alta 14 metri in cemento armato che originariamente pesava circa 170 tonnelle progettata dall’architetto Francesco Lovacher e realizzata nel 1910 dall’artista Arrigo Manerbi per adornare la splendida Villa Pastine, che tù dimora dei coniugi Giovanni e Juanita Pastine, nativi di Monterosso tornati dall’Argentina dopo aver fatto fortuna.

Oggi l’uomo scolpito (il Dio dei mari che protegge Monterosso, diventato simbolo del paese) appoggiato alla roccia pesa molto meno delle 170 tonnellate originarie perchè durante i mombardamenti della Seconda Guerra Mondale ha perso l’enorme conchigla che sorreggeva e che aveva la funzione di terrazzo che si affacciava sull’omonima spiaggia di Nettuno. In realtà il Nettuno di Monterosso perse anche un braccio e il tridente, ma nonostante queste amputazioni è ancora lì, intento a fissare il mare, ed è diventato simbolo di resistenza di fronte alle avversità.

– Scoglio di Fegina (o scoglio di Monterosso)

Uno dei più più scenografici di Monterosso, che sicuramente avrai visto in molte delle fotografie scattate dai turisti, è lo Scoglio di Fegira, a pochissimi metri dalla fine dell’omonima spiaggia.

Lo Scoglio di Fegira è tanto emblematico per il borgo di Monterosso da essere anche conosciuto con il nome proprio di Scoglio di Monterosso.

Oltre che imponente, lo scoglio di Monterosso è secondo me davvero bellissimo per il contrasto tra il suo colore scuro, il chiaro della sabbia e l’azzurro turichese del mare antistante. Ti verrà voglia di salirci per ammirare la costa delle Cinque Terre dalla sua sommità, oppure per lanciarti nel mare con un tuffo, ma entrambe queste cose sono assolutamente vietate, perchè il rischio di scivolare sulla roccia è molto elevato a causa dell’umidità e il mare sottostante è poco profondo.

Lo scoglio di Fegina ha addirittura un terzo nome, infatti è anche conosciuto come i “Faraglioni” a causa della sua spaccatura in due pezzi generata alla forza delle onde che fin dalla notte dei tempi si abbattono contro la sua stazza. È bellissimo stare vicino alla spaccatura perchè nell’impatto l’acqua che entra all’interno si nebulizza e rilascia un intenso profumo di salsedine.

– Promontorio di Punta Mesco

A circa 2,5 chilometri dalla spiaggia di Fegina si erge il verde promontorio di Punta Mesco, che è il divisorio naturale tra Monterosso e la graziosa località di Levanto. Punta Mesco raggiunge l’altezza di 300 metri sul livello del mare, ed è costituito da arenarie che hanno resistito per millenni alla forza erosiva del mare e degli agenti atmosferici, al contrario delle rocce più tenere che invece hanno ceduto generando l’attuale conformazione di promontorio.


Se ti trovi a Monterosso durante una giornata di bel tempo ti consiglio di fare come me e di affrontare la distanza che separa spiaggia Fegina e Punta Mesco camminando per 50 minuti sul sentiero facile e ben segnalato a ritmo di trekking che ti regala un bellissimo panorama della costa circostante oltre alla vegetazione rigosgliosa, colorata e selvaggia, e poter respitare i profumi intensi e indimenticabili tipici della macchia mediterranea. Bellissimo durante i giorni d’estate, Punta Mesco è impareggiabile in primavera, quando per la mancanza di turisti lo puoi quasi sicuramente fare in totale solitudine circondato solo dai rumori della natura.

– Il Podere Casa Lovara

Lungo il percorso ti consiglio di fare una sosta per visitare il Podere Casa Lovara, ultimo segno ancora tangibile dell’insediamento umano a Punta Mesco fino al 1999, quando fù istituito il Parco Nazionale delle Cinque Terre.

Da quel momento la natura ha cominciato a impossessarsi nuovamente di questa zona di Monterosso, dannegiando gli edifici del podere e mangiando le culture fino a far crollare i muretti a secco che sostenevano i terrazzamenti, importanti anche per la funzione di difesa dal rischio idrogeologico.

L’area di Punta Mesco di Monterosso, 45 ettari che comprende anche tre edifici rurali, ora di proprietà del FAI, è oggetto di un importante processo di riqualificazione guidato dall’ente finalizzato a riportare l’area alla sua storica funazione di produzione agricola nel rispetto dei principi e dei rigidi criteri di ecosostenibilità del Parco.

La prima fase del recupero di Podere Casa Lovara, già conclusa, ha interessato il ripristino degli edifici rurali e degli antichi terrazzamenti di Monterosso sui quali sono stati ricavati spazi utili a coltivare ulivo, vite e alberi da frutto e orti. Trovi spazi di accoglienza, la possibilità di effettuare visite che raccontano la storia e le prospettive dell’insediamento, oltre a suggerimenti preziosi sui dintorni e sui numerosi sentieri che fanno di Punta Mesco a Monterosso uno fra i paesaggi più tipici e affascinanti di tutta la Liguria.

– Convento dei Frati Cappuccini e Chiesa di San Francesco

Se dal lungomare di Monterosso ti dirigi al centro storico, ti consiglio di scegliere la suggestiva strada in salita che ti porta fino al Convento dei Cappuccini con annessa Chiesa di San Francesco, con la facciata dalle caratteristiche fasce bianche e nere, costruita a partire dal Secolo XVII. E con una graziosa piazzetta antistante, che secondo me è addirittura più bella dell’interno.

Anche qui un grande esercizio di fantasia nella scelta del nome, infatti la piazzetta si chiama proprio Piazzetta di San Francesco, e da qui parte una scalinata che ti porta al cimitero della chiesa. Di per sé non vale la pena vederlo perchè abbandonato a se stesso, come avevo previsto, ma ci sono salito lo stesso perchè l’altra cosa che avevo previsto era che dall’alto del cimitero avrei potuto vedere un bellissimo panorama, e ho indovinato!

Gli interni della chiesa e del convento conservano pregievoli dipinti di pittori di scuola genovese, insieme ad una Crocefissione, che gli esperti attribuiscono quasi all’unanimità a Van Dick o a suoi allievi. Ma la cosa veramente gradevole che offre questo angolo sopraelevato di Monterosso immerso nel silenzio è la sensazione di assoluta pace e spiritualità tipico dello stile francescano.

Un’ultima curiosità: il convento si è classificato al primo posto in Italia nel censimento “I luoghi del cuore 2014” del FAI – Fondo Ambiente Italiano. Anche questo riconoscimento mi sembra un pò esagerato, ma è una mia opionione assolutamente personale che comunque nulla toglie alla bellezza di questo angolo di Monterosso.

Percorrendo la strada delle agavi che ti conduce alla Chiesa di San Francesco, ad un certo punto trovi una piccola deviazione che porta ad un terrazzino su Monterosso nel quale trovi la grande statua di San Francesco che, rappresentato accompagnato da un cane, guarda verso la spiaggia.

– Chiesa di San Giovanni Battista

All’ingresso del borgo vecchio di Monterosso, in piazza Don Giovanni Minzoni che si affaccia sulla sinistra della via principale, non puoi non notarequello che secondo me è l’edificio religioso più affasciante del paese: la Chiesa di San Giovanni Battista costruita tra il 1282 e il 1307, che è anche Cattedrale di Monterosso al Mare. Quello che vedi oggi è il risultato di un’importante ristrutturazione in epoca barocca, che gli ha dato anche la struttura a tre navate.

Quello che colpisce immediatamente della Chiesa di San Giovanni Battista di Monterosso è ovviamente la facciata così bella che è un invito nemmeno tanto esplicito ad entrare immediatamente, per scoprire le bellezze che custodisce al suo interno. Lo stile della Cattedrale di Monterosso è quello classico e lineare del gotico ligure-pisano, con ornature tradizionali a fasce di marmi bianchi e neri, con un raffinatissimo rosone nella parte superiore attribuito dagli esperti ai pistoiesi Matteo e Piero da Campiglio. Bellissimo è anche il portone di ingresso sormontato da un delizioso affresco che rappresenta il battesimo di Cristo.

All’interno della Cattedrale di Monterosso trovi un prezioso trittico su tela che raffigura la Vergine con il Bambino tra due santi, opera di un autore sconosciuto che comunque è riconducibile per stile alla Scuola di Giotto. Un altro prezioso elemento è la fonte battesimale del Secolo XIV.

Davvero molto bella è anche la torre campanaria merlata a base quadrangolare inizialmente concepita come torre di vedetta dalla Repubblica di Genova per intercettare le eventuali invasioni nemiche. Nemmeno la torre campanaria è esattamente identica alla sua struttura originale, infatti è stata alzata di qualche metro durante il Secolo XV, e ricostruita parzialmente nel Secolo XVIII dopo i danneggiamenti subiti a causa di un terremoto che ha colpito la zona di Monterosso.

– I resti delle mure difensive, la Torre Aurora e il bunker

E se fai una passeggiata fino al promontorio del Colle di San Cristoforo che separa l’antico borgo di Monterosso da Feligna, la parte nuova, proprio nel punto dove imbocchi la strada in salita per arrivare al Convento dei Cappuccini, vedrai l’articolato sistema difensivo con le mura della cittadella insieme ai resti dell’antico castello con annesse due torri.

Ma la struttura più bella, quando meno secondo me, è senza ombra di dubbio la Torre Aurora, in passato postazione di vedetta e di difesa edificata nel XVI secolo dalla Repubblica di Genova per contrastare le pericolose incursioni dei predoni turchi a Monterosso. Oggi è una residenza privata e per questo non più visitabile. Torre Aurora è il simbolo di una storia molto movimentata di frequenti scontri tra i due eserciti, nella quale il castello che anticamente si trovava a Monterosso era una importante misura difensiva per l’abitato.

Proprio al di sotto di Torre Aurora, a Punta Corona, trovi una strana costruzione arrotondata. È un bunker della Seconda Guerra Mondiale, costruito ovviamente per permettere ai cittadini di ripararsi dagli attacchi aerei che colpivano il comune di Monterosso.

Se percorri il breve sentiero che la separa Torre Aurora dai bunker ci puoi arrivare piuttosto vicino, ma non puoi entrarci. Anche se la posizione diretta sul mare è strana per un bunker difensivo, proprio per l’estrema apertura e quindi per l’apparente vulnerabibità, probabilmente l’accesso (o la fuga) via mare aveva fatto considerare buona questa postazione.

– Parco Letterario Eugenio Montale

A 450 metri da Fegina di Monterosso trovi anche il Parco Letterario Eugenio Montale, che è nato in occasione dei 40 anni dall’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura ad Eugenio Montale, con lo scopo di far rivivere a te e agli altri visitatori le emozioni intense che il grande poeta è riuscito a imprimere attraverso i versi delle sue liriche.

Simbolo del Parco Eugenio Montale di Monterosso è la casa in stile liberty che il poeta definiva “la pagoda giallognola” e “la casa delle due palme“, nella quale era solito trascorrere le estati.

Se vuoi fare come ho fatto io e vivere un’esperienza molto particolare ed approfondita, puoi visitare il parco prendendo parte a uno dei tuoi guidati dalle guide ufficiali che ti fanno conoscere i terrazzamenti a picco sul mare e immergere nell’ambiente che ispirò Montale. Durante le passeggiate, le guide recitano le poesie più legate a Monterosso e alle Cinque Terre contenute nella raccolta “Ossi di seppia“.

Montale affermava: “Quella di Monterosso è stata una stagione molto formativa, però ha anche costituito l’avvio all’introversione, ha portato ad un imprigionamento nel cosmo“.

– Oratorio di Santa Croce (o dei Bianchi)

Nel cuore del centro storico di Monterosso trovi un altro delizioso edificio religioso: l’Oratorio di Santa Croce (o dei Bianchi) che, come la Chiesa di San Giovanni Battista che si trova proprio di fianco, ha la facciata che rispecchia l’esterno tipico degli edifici di culto liguri, a strisce e bianche e nere con rosone centrale. Ma in realtà, sempre nel centro storico di Monterosso c’è un altro oratorio, l’Oratorio dei Neri.

Come la facciata, anche l’interno dell’Oratorio di Santa Croce di Monterosso è delizioso e ricco di elementi simbolici molto preziosi, come il Crocifisso adornato, di quelli che tipicamente si portano in processione per rendere omaggio ai santi protettori, insieme ad un organo dell’Ottocento.

L’Oratorio di Santa Croce di Monterosso è conosciuto anche come la Chiesa dei Marinai, come testimonia il piccolo vascello appeso al centro della navata e i numerosi ec-voto in favore della gente di mare.

L’Oratorio di Santa Croce di Monterosso è stato edificato durante la Controriforma nel Secolo XVII, periodo durante il quale furono fondate le confraternite, tra le quali anche la Confraternita dei Bianchi che si occupava delle opere caritatevoli a favore di più bisognosi. Forse ti sei chiesto perchè l’Oratorio di Santa Croce di Monterosso è conosciuto anche come Oratorio dei Bianchi? La risposta è semplice, e in parte te l’ho già data: il nome deriva dai colori della veste usata dai confratelli durante le processioni.

– Oratorio dei Neri

Adesso che ti ho detto perchè l’Oratorio di Santa Croce è conosciuto anche come Oratorio dei Bianchi, non ti sarà difficile capire perchè l’Oratorio dei Neri (anche questo nel borgo vecchio di Monterosso) si chiama proprio così. Come gli altri borghi, anche quello di Monterosso ospitava infatti almeno due confraternite, ognuno dei quali era contraltare dell’altro.

L’Oratorio dei Neri di Monterosso, che trovi appena dietro la Chiesa di San Giovanni Battista, fù edificato nel Secolo XVI in stile barocco con la facciata adornata a strisce bianche e nere, conserva al suo interno la preziosa statua di Sant’Antonio Abate proveniente dal convento dedicato al Santo presente verso l’anno Mille sul promontorio di Punta Mesco.

Rispetto al primo, che rappresenta la luce, l’Oratorio dei Neri di Monterosso al Mare, noto anche con il nome di Oratorio di Santa Maria di Porto Salvo, è dedicato alle tenebre e alla morte, due elementi celebrati sia all’interno che all’esterno. Infatti la chiesa è stata fatta costruire dalla confraternita dell’Orazione e Morte, attiva già dal XVI secolo, che svolgeva un ruolo molto importante a Monterosso, soprattutto perchè garantiva aiuti concreti a vedove ed orfani oltre alla sepoltura anche delle persone meno abbienti perchè, anche se oggi è difficile immaginarlo, al tempo solo i ricchi avevano diritto ad una degna sepoltura.

Sopra il portale d’ingresso e al centro della facciata bianca e nera dell’Oratorio dei Neri di Monterosso trovi un teschio sovrapposto da due tibie incrociate, che ti fà capire il tipo di atmosfera che troverai dentro. Varcata la soglia i simboli legati alla morte ti appariranno poi ancora più evidenti, infatti se guardi sopra le decorazioni in stucco e gli affreschi vedrai teschi e scheletri poco rassicuranti che sembrano concentrati ad osservarti.

– Il Santuario di Nostra Signora di Soviore a Monterosso

Sempre nel Comune di Monterosso, ma fuori dal centro abitato lungo la strada provinciale 38 tra il Comune di Monterosso e quello di Levanto, lungo le pendici del Monte Soviore tra boschi di cipressi, lecci secolari e campi terrazzati, sorge il Santuario di Nostra Signora di Soviore, in assoluto il santuario più antico delle Cinque Terre e della Liguria.

Al Santuario di Nostra Signora di Monterosso ci puoi andare a piedi percorrendo il percorso di difficoltà escursionistica lungo 2,75 chilometri che parte da Monterosso nella parte finale di Via Roma. La strada si sviluppa tutta in salita fino a quota 477 metri sul livello del mare, e se sei un pò allenato lo puoi fare tranquillamente in 1,5 ore di cammino.

Al di là del valore religioso ti suggerisco di visitare il Santuario di Nostra Signora di Monterosso perchè il contesto naturale nel quale sorge ti avvolge con il suo silenzio e la sua tranquillità, ma anche con panorami del tutto inediti e particolari che spaziano da Monterosso alla valle di Levanto. E nelle giornate più terse il tuo sguardo può arrivare alla Corsica e al Monviso, ma addirittura fino alle Alpi Marittime.

Ti suggerisco di visitare anche l’interno dove, insieme alle centinaia di ex-voto, c’è un antico organo Agati e una statua lignea della Madonna di origine nord europea, probabilmente risalente al Secolo XV.

Se come penso il contesto ti rapirà, il Santuario di Nostra Signora di Soviore di Monterosso ti offre diverse soluzioni di soggiorno: una casa di ospitalità ed un ostello, ma anche un ristorante tipico nel quale potrai assaggiare alcune delle specialità della cucina locale, ovviamente con ingredienti rigorosamente naturali a chilometro 0.

I 6 migliori Appartamenti, B&B e hotel a Monterosso al Mare

La bella località di Monterosso può essere visitata anche in mezza giornata, e quasi sicuramente la tua idea è questa per avere il tempo di visitare nello stesso giorno almeno un altro borgo delle Cinque Terre. Ma ti suggerisco di prendertela con calma e di fermarti a dormire almeno una notte, per ammirare il borgo antico di Monterosso al tramonto e poi con le luci della sera, magari prendendoti anche il tempo per un paio d’ore di sole e relax su una delle tre spiagge cittadine. Se decidi di fermarti a domire a Monterosso mi permetto di suggerirti sei tra B&B e hotel che conosco personalmente e che ti raccomando perchè offrono un’ottima relazione qualità-prezzo. I prezzi medi che ti indico si riferiscono a camera a notte, per 2 persone.

Se le strutture che ti ho suggerito a Monterosso non ti piacciono, ti consiglio di consultare la mappa qui sotto, per trovarne molte altre. Anche in questo caso i prezzi che visualizzi si riferiscono a camera a notte, per 2 persone.

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