la fabbrica della memoria di oskar schindler

La Fabbrica-Museo di Oskar Schindler racconta la vita a Cracovia durante la Shoah

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Federico Belloni Professional Travel Blogger

La Fabbrica-Museo di Oskar Schindler è una testimonianza emblematica del periodo dell’occupazione tedesca di Cracovia, in Polonia, durante la Seconda Guerra Mondiale. Non propone una semplice percorso espositivo tipico dei classici ambienti museali, ma è una vera e propria narrazione interattiva e multimediale che racconta la vita degli abitanti di Cracovia, dei dipendenti della fabbrica e dell’uomo-imprenditore Oskar Schindler, che con le sue Liste salvò la vita a migliaia di ebrei destinati ad una morte certa. Un’esperienza autentica, emozionante e coinvolgente che trasforma lo spettatore in protagonista assoluto facendogli vivere in modo assolutamente realistico la vita a Cracovia in quegli anni.  

La Deutsche Emailwarenfabrik, situata nella Via Lipowa della città di Cracovia, non è stata una fabbrica qualsiasi, ma uno dei luoghi simbolo della Shoah a danno del popolo ebreo perpetrata dal regime Nazista durante la Seconda Guerra Mondiale.

foto storica fabbrica oskar schindler
La Fabbrica di Schindler in una foto storica | Fonte: Il Faro 24

La storia di questa fabbrica di metalli smaltati inizia nel lontano marzo del 1937, quando fu fondata dall’imprenditore tedesco Oskar Schindler, un ex membro del NSDAP (Il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, conosciuto anche come Partito Nazista) e agente dell’intelligence militare tedesca (Abwehr) che in quegli anni si è trasferito a Cracovia.

Per risparmiare sulla manodopera, Oskar Schindler incomincia ad assumere operai ebrei provenienti dal vicino quartiere ebraico di Kazimierz, perchè erano a disposti a lavorare per stipendi sensibilmente minori rispetto agli operai polacchi.  Dal 6 Settembre 1939, quando inizia l’invasione nazista a Cracovia, la fabbrica venne totalmente convertita dagli invasori tedeschi alla produzione di munizioni e oggetti militare di cui avevano bisogno.

oskar schindler
Oskar Schindler | Fonte: The Famous People

Contemporaneamente iniziò anche la persecuzione degli ebrei e la loro deportazione nei campi di concentramento, prima di tutto in quello di Auschwitz. Ma Oskar Schindler, che si era affezionato alla causa ebrea nonostante la sua appartenenza al popolo tedesco e alla sua militanza nel Partito Nazista, cerca un modo per salvarne il più possibile. E lo trova scrivendo varie liste di nomi di ebrei che consegna al Regime con il pretesto di averli come dipendenti della sua fabbrica, perchè indispensabili per continuare con la produzione delle munizioni e delle altre forniture.

Tra le liste più importanti ce n’è una che scrisse per far trasferire 1117 dipendenti in una nuova fabbrica a Brunnlitz in Cecoslovacchia nel 1944, stratagemma pensato per strapparli al massacro certo perpetrato dai Nazisti durante l’avvicinamento dell’Armata Rossa, uno degli eventi che segna la fine dell’invasione tedesca, che anticipa il D-Day e lo Sbarco in Normandia dell’anno successivo. Dopo questo trasferimento la fabbrica di Cracovia chiuse definitivamente. 

Con l’astuzia, grazie alle sue liste,  Oskar Schindler riuscì  a salvare moltissime vite di ebrei di Cracovia, strappandole a morte certa. 

schindler's list di oskar schindler
I volti degli ebrei delle Schindler’s List esposti sull’entrata della Fabbrica-Museo

La storia delle Liste di Schindler venne scoperta successivamente, e in modo casuale, dallo scrittore e drammaturgo australiano Thomas Michael Keneally che la raccontò nel libro Schindler’s Ark, del 1982. Il libro ispirò il ben più celebre film Schindler’s List diretto da Steven Spielberg, uscito nel 1993, che la fece conoscere al mondo intero.

La Fabbrica-Museo di Schindler

Proprio per celebrare la memoria del popolo ebraico di Cracovia perseguitato durante la Seconda Guerra Mondiale, la Fabbrica di Schindler è diventata parte integrante del Museo Storico di Cracovia e ospita varie esposizioni, una permanente e molte temporanee, che si alternano periodicamente.

spazi espositivi della fabrica museo di oskar schindler
I moderni spazi espositivi | Fonte: Polish Tourism Organization

L’esposizione permanente intitolata “Kraków under Nazi Occupation 1939–1945” (Cracovia sotto l’Occupazione Nazista 1939-1945) mi è sembrato un percorso davvero autentico, coinvolgente ed emozionante che presenta la vita quotidiana degli abitanti, la storia della comunità ebraica a Cracovia e gli eventi che hanno distrutto la secolare relazione amichevole tra ebrei e polacchi durante l’invasione tedesca. Ma ovviamente anche il destino dei lavoratori della fabbrica e la storia dell’uomo “Oskar Schindler”, con i suoi sentimenti e la sua determinazione.

ufficio di oskar schindler
L’ufficio di Oskar Schindler | Fonte: Polish Tourism Organization

Ho percepito l’eroica attitudine di Oskar Schindler man mano che ho percorso l’esposizione avvicinandomi alla stanza che ospitava il suo ex ufficio, rimasto proprio com’era allora. Fortunatamente tutte le stanze storiche situate nell’edificio amministrativo della fabbrica sono rimasti intatti durante gli anni.

Qui la caratteristica distintiva è il simbolico “Survivors’ Ark”, costuito da migliaia di tazze di metallo, simili a quelli prodotti dai dipendenti di Schindler durante gli anni della guerra. Non mi vergogno a dire che di fronte a questa installazione mi sono davvero emozionato, e mi sono messo a piangere dall’emozione.

In questo luogo emblematico la storia della Seconda Guerra Mondiale si interseca con la vita quotidiana e i drammi personali degli abitanti, che si sovrappone alla tragedia che durante quegli anni ha interessato il mondo intero.

vecchie fotografie nella fabbrica museo di oskar schindler
Vecchie fotografie personali degli abitanti di Cracovia | Fonte: Polish Tourism Organization

Mi hanno raccontato che il layout del percorso espositivo e lo scenario del racconto nella Fabbrica-Museo di Oskar Schindler è stato pensato e realizzato da un team di specialisti di Cracovia (Katarzyna Zimmerer, Grzegorz Jeżowski, Edyta Gawron and Barbara Zbroja), sotto la guida di Monika Bednarek, la determinata e capace curatrice della mostra, che l’ha trasformata in una delle attrazioni turistiche più importanti della città, visitata ogni anno da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Prima o dopo aver visitato anche la Miniera di Sale di Wieliczka, un luogo altrettanto emblematico. 

La narrativa creata integra le fotografie storiche documentali e le testimonianze delle persone che vissero quegli anni, così come quelle dei loro famigliari. Insieme a documenti personali e ufficiali,  documentari filmati e presentazioni multimediali interattive attraverso molti touchscreen disseminati per tutte le stanze. Tutti questi elementi sono sapientemente utilizzati per creare una vivida visione cronologica della storia della città, dal 1939 al 1945.

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Gli stereoscopi per vedere fotografie storiche | Fonte: Polish Tourism Organization

Si percepisce chiaramente che la nuova mostra è stata creata attraverso l’uso di vari significati che vanno oltre la struttura delle tradizionali esibizioni museali. I disegnatori e curatori della sua disposizione artistica (lo stage designer Michał Urban e il direttore teatrale Łukasz Czuj) le hanno dato il carattere di vera e propria narrazione teatrale. Infatti, più che in un museo mi è sembrato di essere sul palcoscenico di un teatro durante uno spettacolo. 

L’esposizione ti porta a vagare tra diverse stanze,  facendoti diventare un osservatore della città, e ti da la sensazione di camminare veramente lungo le sue strade acciottolate. È possibile entrare metaforicamente in un negozio di fotografi, fare capolino in un autentico stereoscopio che apparteneva a uno studio prebellico su via Szczepańska, salire su un tram che conduce alla Piazza del Mercato per guardare un documentario che racconta la vita quotidiana della città che è proiettata sui finestrini. E attraversare le strette e labirintiche strade del Ghetto per visitare un tipico appartamento ebraico, per poi trasferirsi nel campo di Płaszów, insieme ai residenti del Ghetto.

fabbrica museo di oskar schindler
I finestrini del tram si trasformano in schermi per la proiezioni di filmati documentali | Fonte: Polish Tourism Organization
Guardando attraverso le finestre del salone di un parrucchiere vicino alla collina del Wawel ho potuto osservare un’operazione guidata da Wilhelm Koppe, spietato comandante nazista. Un attimo dopo, osservando furtivamente attraverso la finestra di uno scantinato, ho assistito al rastrellamento di ebrei per strada. E infine, intrappolato nella città fortificata, ho aspettato l’arrivo dell’Armata Rossa.
Le cinque date emblematiche della storia della città sono contrassegnate dalle “macchine della memoria”,  veri stampatori che si possono utilizzare per ottenere un francobollo commemorativo associato allo specifico evento storico. Veri e propri “documenti del tempo” che si possono portare a casa, come tangibile ricordo dell’esperienza vissuta, con la sensazione di aver fatto parte di quella storia, almeno per un momento.

Le 45 sale espositive sono state utilizzate per presentare la storia di Cracovia in modo quasi tangibile, e permettono di vivere un’esperienza personale del passato e di provare le emozioni drammatiche condivise dagli abitanti della città in tempo di guerra.

la fabbrica della memoria di oskar schindler
Gli spazi espositivi della Fabbrica-Museo | Fonte: Lettera 43

Il motto di questa mostra permanente e dell’intero nuovo ramo del Museo storico della città di Cracovia è “La Fabbrica della Memoria”, pensato per essere un vero e proprio spazio del ricordo creato nell’ex Fabbrica di Metallo di Oskar Schindler, che offre ai visitatori l’opportunità di confrontarsi con il passato in modo davvero personale e tangibile. E penso che non sarebbe stato possibile scegliere un nome più appropriato.

Dopo questa emozionante esperienza, quando ho camminato per le strade di Cracovia e in particolare per quelle del Ghetto, mi è stato facile immaginare di vivere gli eventi che hanno vissuto gli abitanti, ebrei e polacchi, durante il devastante periodo dell’occupazione nazista.

 

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