le colonne nelle grotte di toirnano

Le Grotte di Toirano: un emozionante viaggio nella Preistoria tra stalattiti e stalagmiti dalle più diverse forme e colori

Le Grotte di Toirano, delizioso borgo medioevale della Provincia di Savona nel Ponente Ligure, sono una incredibile testimonianza del fenomeno carsico in Italia oltre ad essere molto importanti dal punto di vista archeologico per la presenza di resti dell’orso delle caverne che si è estinto circa 24 mila anni fa. Ma anche per la presenza di tracce di un unico piccolo gruppo di persone che hanno visitato le grotte durante la Preistoria circa 12 mila anni fa. Nel percorso che ti propongono le Grotte di Toirano trovi diversi ambienti ricchi di stalattiti, stalagmiti e colonne dai più diversi colori, fiori di aragonite, concrezioni mammellonari insieme a bianchissimi e deliziosi laghetti che potrai conoscere attraverso un percorso emozionante e ricco di sorprese e adatto a tutti, bambini compresi

Durante i bombardamenti in tempo di guerra le persone cercavano rifugio in luoghi sotterranei per scampare a morte quasi sempre certa. Alcune volte questi rifugi erano artificiali, altre volte naturali.

Gli abitanti Toirano, un piccolo borgo medioevale nella Provincia di Savona nel Ponente Ligure, utilizzavano il riparo offerto da alcune grotte naturali poco distanti dal centro abitato sulle prime pendici della Val Varatella.

In particolare la parte posteriore di una grotta chiamata Santa Lucia Superiore che nella sua porzione anteriore ospita un Santuario risalente ai Secoli XV e XVI e visitabile durante i mesi estivi.

Grotta che pare sia stata abitata dagli uomini di Neandertal durante l’ultimo periodo glaciale tra gli 80 mila e i 40 mila anni fa. Anche se recenti studi mettono il luce che con tutta probabilità fu abitata anche dall’Homo heidelbergensis in un’epoca ancora più lontana.

Durante un grande bombardamento nel 1944 gli abitanti di Toirano si dovettero addirittura rifugiare in questa grotta per diversi giorni e la casualità volle che due donne partorissero i loro bambini proprio lì. Un bambino e una bambina per la precisione che vennero chiamati Lucio e Lucia in omaggio al luogo che gli offrì protezione. 

Questo però non fu l’unico rifugio utilizzato. L’altro era una cavità localizzata più in basso conosciuta fin dall’800. La parte atriale della Grotta della Bàsura che, come si scoprì poi, era molto più grande di quella da loro conosciuta.

La scoperta delle Grotte di Toirano

La scoperta di quello che quell’anticamera in realtà celava fu merito di un gruppo di ragazzi di Toirano che proprio durante la loro permanenza a causa dei bombardamenti si addentrarono nei cunicoli della sua parte più profonda dove notarono una stretta fessura nella roccia.

Da questa uscivano pipistrelli e spifferi d’aria che furono segnali inequivocabili della presenza di un altro ambiente.

Grazie a questa intuizione nel Maggio del 1950 fu abbattuto il diaframma stalagmitico che impediva l’accesso agli spazi interni e si scoprirono gli oltre 400 metri della grotta rivelando un panorama che pareva appartenere ad un’altro mondo.

Quello che trovarono questi “esploratori” fu una grande ricchezza di concrezioni di diverse forme, dimensioni e colori che dipendono dal tipo di minerale trasportato dall’acqua che si infiltra: il bianco del calcare puro, il grigio dall’ossido di manganese e le sfumature rossastre lasciate dall’ossido di ferro.

La Grotta della Bàsura fu aperta al pubblico nel 1953 mentre l’altra grotta che forma il complesso carsico delle Grotte di Toirano fu scoperta dieci anni dopo, nel 1960. Questa è la grotta di Santa Lucia Inferiore.

Le caratteristiche delle Grotte di Toirano

Le grotte di Toirano hanno incominciato a formarsi circa 12 milioni di anni fa quando il fenomeno carsico ha interessato i calcari dolomitici in cui si apre la Val Varatella. L’acqua che si infiltra nelle piccole fessure della roccia le erode e le allarga progressivamente fino a formare dei veri e propri cunicoli.

E il gocciolamento, a seconda della velocità di caduta delle singole gocce d’acqua, ha dato luogo alle concrezioni carbonatiche. Stalattiti quando il gocciolamento è lento, stalagmiti quando è più rapido e colonne quando le stalattiti e le stalagmiti si uniscono.

Un ambiente quello delle Grotte di Toirano che ha una temperatura costante di 16 gradi e un grado di umidità del 98% durante tutto l’anno.

Le Grotte di Toirano offrono un panorama davvero impressionante ma non unico visto che concrezioni di questo tipo si ritrovano in molti altri complessi carsici presenti in Italia e nel mondo tra cui le vicine Grotte di Borgio Verezzi a una manciata di chilometri di distanza. O nelle molto più famose Grotte di Frasassi in provincia di Ancona, nelle Marche.

– La presenza di uomini e di orsi nel Corridoio delle Impronte

Al di là della rilevanza geologica l’aspetto che destò fin da subito grande interesse degli studiosi fu la presenza di ossa d’orso e di tracce nere alle pareti attribuibili all’ingresso umano durante la Preistoria.

Questi due avvenimenti sono testimoniati dalla presenza di orme che l’azione del carbonato di calcio ha “congelato” nell’argilla, ragione per la quale rimasero perfettamente uguali a com’erano quando sono state lasciate circa 12 mila anni fa.

Le orme presenti sono in totale più di cento e si concentrano in quello che è chiamato Corridoio delle Impronte e nella Sala dei Misteri, due distinte aree della prima parte della Grotta della Bàsura.

Ma andiamo con ordine e partiamo dalla presenza degli orsi che hanno utilizzato la Grotta della Bàsura come luogo di rifugio durante il letargo invernale per un periodo compreso tra 50 mila e 24 mila anni fa.

Si tratta dell’orso delle caverne, Ursus spelaeus, che si è estinto in tutta Europa proprio 24 mila anni fa. Era un animale molto grande e decisamente più pesante del Grizzly. Un maschio adulto poteva raggiungere gli oltre due metri e mezzo di altezza quando era in posizione di attacco per 800 chili di peso.

Gli orsi raggiungevano le sale interne delle Grotte di Toirano nelle quali si scavavano un giaciglio per dormire durante i mesi invernali.

La loro presenza non è testimoniata solo dalle impronte e dai segni di artigli che hanno scalfito la roccia ma anche dalle ossa che lo scorrere dell’acqua di un antico fiume ha accumulato per la maggior parte in un unico punto: il Cimitero degli Orsi.

Nelle Grotte di Toirano sono stati rinvenute finora ossa appartenenti a circa 140 esemplari per lo più cuccioli o molto giovani (dai primi mesi di vita ai quattro anni di età) perchè, come è logico pensare, erano gli esemplati più soggetti al rischio di morte durante il periodo del letargo. I resti degli esemplari adulti sono invece abbastanza pochi.

Ma è convinzione degli esperti che le future analisi sui livelli più profondi del suolo delle Grotte di Toirano ne riporteranno alla luce molti di più.

– Le tracce umane nella Sala dei Misteri

Ossa di orso sono state rinvenute anche in quella che è conosciuta come Sala dei Misteri. È chiamata così perché qui si trova anche la maggior concentrazione di tracce della permanenza umana.

Si fa fatica a immaginare come le persone siano riuscite ad entrare negli ambienti delle Grotte di Toirano durante la Preistoria spingendosi nel buio solo con flebili torce. E soprattutto per quale motivo si siano inoltrate così in profondità.

Osservando bene le pareti vedi i segni del carbone lasciati dalle torce di quell’unico gruppo di persone entrato nelle Grotte di Toirano 12.000 anni fa. Erano cinque o sei individui al massimo dei quali 2 o 3 adulti e sicuramente 3 bambini entrati nelle grotte solo una volta quasi sicuramente sospinti dalla semplice curiosità.

Questa è un’informazione certa che è stata ottenuta grazie allo studio delle tracce di carbone utilizzando la tecnica del Carbonio 14 e l’analisi anatomico-forense delle caratteristiche delle impronte lasciate insieme alla loro posizione e orientamento nello spazio condotte dagli esperti del Museo delle Scienze di Trento (MUSE).

All’interno della Sala dei Misteri si trova una concrezione chiamata Zoomorfo, molto importante dal punto di vista archeologico per la presenza di moltissime tracce di dita.

Si pensa infatti che quell’unico gruppo di visitatori abbia volutamente ricoperto la concrezione d’argilla per puro scopo ricreativo.

– La Sala del Laghetto

Adesso facciamo un passo indietro. Superato il Corridoio delle Impronte si arriva alla Sala del Laghetto dove trovi un bel lago in fondo alle scale. Quello che noti è una mensola calcarea che lo circonda mantenendo sempre la stessa altezza di circa un metro al di sopra di quello attuale.

Segno inequivocabile che il livello dell’acqua è rimasto per molte migliaia di anni ad un livello costante per poi abbassarsi progressivamente fino all’attuale.

Risalendo si passa attraverso un altro corridoio con un altro laghetto. Come forse sai nei laghetti delle grotte carsiche c’è presenza di vita.

Si tratta di piccoli crostacei dall’aspetto simile a quello dei gamberetti chiamati Niphargus che si sono totalmente adattati al buio e per questo completamente ciechi e bianchi. Ti anticipo che sono molti difficili da individuare nell’acqua ma con un pò di impegno riuscirai a vederli.

Sorpassato anche questo laghetto attraverso un corridoio dove c’è una bellissima cascata chiamata l’Organo e che conduce al Cimitero degli Orsi.

– Le Concrezioni Mammellonari nella Grotta della Bàsura

Dalla fine della Sala dei Misteri finisce anche la zona archeologica perché prima della scoperta delle grotte era presente un impedimento naturale che bloccava l’accesso alla seconda parte della Grotta della Bàsura che è stato rimosso solo nel 1960.

Questa porzione della grotta è completamente diversa dalla prima. Qui trovi quelle che in gergo tecnico si chiamano Concrezioni Mammellonari, conosciute anche come Nuvole di grotta. Se vuoi avere un’idea della loro forma ti devi immaginare quella di provoloni appesi.

La ragione di queste strane forme deve essere attribuita alla presenza di un lago con acque ricchissime di carbonato di calcio che sommergeva completamente i nuclei conici delle concrezioni.

Su queste concrezioni cresciute nell’acqua il deposito carbonatico è avvenuto in modo diverso rispetto a quanto avviene per le “classiche” stalattiti a punta perchè si è disposto in modo circolare formando degli anelli attorno ai nuclei.

Questa parte delle Grotte di Toirano prende il nome di “Antro di Cibele” perchè dedicato alla Dea Cibele che è simbolo di abbondanza e per questo rappresentata con seni prosperosi.

Superato l’Antro di Cibele arrivi alla fine della Grotta della Bàsura da dove parte il tunnel artificiale che la collega con la Grotta di Santa Lucia Inferiore, la seconda grotta del complesso delle Grotte di Toirano.

La Grotta di Santa Lucia Inferiore si percorre in senso inverso, dalla sua parte più profonda fino all’uscita del complesso per un totale di circa 700 metri.

– I Fiori di Aragonite nella Grotta di Santa Maria Inferiore

A differenza della Grotta della Bàsura quella di Santa Lucia Inferiore non è mai stata visitata durante la Preistoria e quindi non ha nessuna rilevanza archeologica. La sua importanza è geologica è però molto grande perchè conserva delle concrezioni davvero molto particolari.

Sto parlando dei Fiori di Aragonite o coralloidi che si osservano bianchissimi appena entrati. Che per la forma ricordano proprio i coralli di mare anche se ovviamente non c’è nessuna connessione con questi.

Anche il colore delle pareti della grotta di Santa Maria Inferiore è molto diverso. In questa porzione delle Grotte di Toirano sono infatti molto rossastre e questo specifico colore testimonia la massiccia presenza di ossido di ferro.

Lungo il percorso si osservano delle colonne molto importanti tra le quali salta subito all’occhio quella chiamata Torre di Pisa. Resterai a bocca aperta per la bellezza del paesaggio che soprattutto in questa porzione delle Grotte di Toirano è decisamente surreale.

– Le concrezioni della Sala dei Livelli

Siamo arrivati alla Sala dei Livelli chiamata così per la presenza di concrezioni carbonatiche che hanno assunto la forma di piattaforme.

Vedrai che si presentano come una sorta di pavimentazione scivolosa costituita su più strati come risultato dei diversi livelli assunti dall’acqua nel corso dei millenni.

– La parte fossile delle Grotte di Toirano

Da qui, superata una porta di metallo che segna il punto di scoperta della grotta, si accede alla parte fossile delle Grotte di Toirano nella quale il gocciolamento è pressoché assente.

Questa porzione è usata per la realizzazione di laboratori didattici sull’archeologia che coinvolgono i giovani alunni delle scuole locali.

Ma è anche utilizzata per l’invecchiamento del vino prodotto da un’azienda agricola locale.

Un esperimento che ha come obiettivo quello di capire se e come le specifiche condizioni climatiche (temperatura e livello di umidità sempre costanti) e la quasi totale assenza di luce delle grotte naturali influiscono sulla caratteristiche organolettiche del vino e quindi sul suo sapore.

Vino chiamato Bàsura proprio in omaggio della grotte che per la sua qualità ha vinto una serie di premi internazionali.

Gli eventi nelle Grotte di Toirano

Le Grotte di Toirano non sono solo un luogo didattico e di scoperta ma sono utilizzate anche a scopo ludico e di intrattenimento.

Soprattutto nel periodo estivo si trasformano in una bellissima location per concerti e momenti culturali, come la lettura di passi della Divina Commedia. D’altronde penso che non ci sia scenario migliore.

Sempre durante i mesi estivi accolgono visite abbinate ad apericena serviti nel bar delle grotte che si trova proprio sotto la biglietteria.

Con il racconto della mia esperienza spero di averti fatto venire voglia di visitare le Grotte di Toirano che sono facilmente raggiungibili soprattutto se già sei in Liguria nella zona tra Finale Ligure e Alassio, in Provincia di Savona.

Concludo con un sincero ringraziamento alla Dott.ssa Marta Zunino (PhD in Scienze della Terra all’Università di Torino), Responsabile Scientifica delle Grotte di Toirano e coordinatrice dei lavori di ricerca per il tempo che mi ha dedicato e per la gentilezza dimostrata.

In vacanza nel Ponente ligure

Se stai cercando informazioni sulle Grotte di Toirano probabilmente hai intenzione di fare una vacanza nel Ponente ligure che ti confermo essere una bellissima zona per prenderti qualche giorno di relax al mare oppure per fare passeggiate e sport nell’entroterra.

Il Ponente ligure ha infatti bellissime località balneari ma anche splendidi borghi che sorgono sui dolci pendii dell’entroterra da conoscere assolutamente per la loro importanza naturalistica, culturale e gastronomica.

Molto vicino a Toirano trovi ad esempio la bellissima Laigueglia o gli altrettanto suggestivi borghi di Cervo e Noli Ligure.

Un pò più distante, nell’imperiese, trovi invece Bussana Vecchia e ancora un pò più in la verso Ventimiglia Dolceaqua, Apricale, Perinaldo e Triora, conosciuta come paese delle streghe.

Per visitare questi bellissimi posti ed abbinare qualche ora di relax in spiaggia ti suggerisco di trovare un albergo ad Andora, a San Bartolomeo al Mare o ad Alassio che sono senza ombra di dubbio le località che offrono la migliore offerta alberghiera.

Queste sono zone che conosco benissimo e in ognuna di queste tre località conosco molti alberghi. Qui di seguito mi permetto di suggerirti quelli che offrono la migliore relazione qualità-prezzo. I prezzi medi che indico si riferiscono a camera a notte, per 2 persone.

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