Saint-Jean-Pied-de-Port sarà il luogo nel quale il mio Cammino di Santiago smetterà di essere soltanto un progetto.
Arriverò qui il 3 ottobre e la mattina successiva inizierò a camminare verso Roncesvalles, prima delle 33 tappe che mi porteranno fino a Santiago de Compostela.
Ho scelto di non arrivare a Saint-Jean soltanto per dormire e ripartire all’alba. Voglio avere qualche ora per attraversare il borgo con calma, vedere i luoghi che da secoli fanno parte del passaggio dei pellegrini e assaporare quella strana atmosfera che deve esserci in una città nella quale quasi tutti sembrano essere sul punto di partire da qualche parte.
Se stai organizzando anche tu il Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago, secondo me vale la pena considerare Saint-Jean-Pied-de-Port come qualcosa di più di un semplice punto logistico.
Se ti stai chiedendo cosa vedere a Saint-Jean-Pied-de-Port prima di partire, scoprirai che il centro storico concentra in poco spazio quasi tutti i luoghi più interessanti del borgo e quelli maggiormente legati alla storia dei pellegrini.
È un piccolo borgo fortificato dei Paesi Baschi francesi, raccolto ai piedi dei Pirenei, dove il Cammino attraversa porte medievali, strade in salita, mura, case tradizionali e il fiume Nive prima di puntare verso la Spagna.
Non serve una giornata intera per visitarlo. Se arrivi nel pomeriggio, due o tre ore sono sufficienti per vedere i luoghi principali senza fretta. E questo è proprio il tempo che voglio concedermi prima di partire.
Cosa troverai in questa guida a Saint-Jean-Pied-de-Port:
- Saint-Jean-Pied-de-Port e il Cammino di Santiago
- Porte Saint-Jacques e mura medievali
- Rue de la Citadelle, case basche e Prison des Évêques
- La Citadelle e il panorama sui Pirenei
- Notre-Dame du Bout du Pont, il ponte sulla Nive e Rue d’Espagne
- Cosa fare la sera prima di partire da Saint-Jean-Pied-de-Port
Saint-Jean-Pied-de-Port e il Cammino di Santiago
Saint-Jean-Pied-de-Port si trova nel dipartimento francese dei Pyrénées-Atlantiques, nel cuore del Paese Basco francese.
Il nome basco è Donibane Garazi e già la posizione spiega gran parte della sua storia: il borgo si trova ai piedi dei Pirenei, lungo una delle vie naturali che collegano la Francia alla penisola iberica. Per chi percorre il Cammino Francese è soprattutto il punto dal quale comincia il viaggio verso Santiago.
Non è però il vero “inizio storico” del Cammino di Santiago, perché le vie di pellegrinaggio attraversano l’Europa e possono cominciare molto più lontano. Saint-Jean è diventata piuttosto la partenza simbolica più conosciuta del Francese moderno.
Questo è il luogo nel quale convergono molti pellegrini provenienti dalle vie francesi prima dell’attraversamento dei Pirenei. Ed è proprio questa funzione di passaggio che ha modellato il borgo francese.
La città vecchia è raccolta, ripida e fortificata. Le strade seguono la pendenza della collina e il percorso dei pellegrini attraversa praticamente tutto il centro storico. Questa è una delle cose che mi incuriosiscono di più.
Non arriverò in una città dove esiste anche il Cammino, ma in un luogo nel quale il Cammino passa fisicamente dentro la città.
Se non hai ancora deciso come raggiungerla, ho raccolto tutte le combinazioni che ho valutato nella guida su come arrivare a Saint-Jean-Pied-de-Port, perché la logistica per arrivare fin qui richiede normalmente più di un semplice volo diretto.
Una volta arrivato, però, tutto cambia scala. Saint-Jean si visita a piedi e forse è il modo migliore per entrare mentalmente nel Cammino.
Porte Saint-Jacques e mura medievali
La Porte Saint-Jacques, ingresso simbolico dei pellegrini
Uno dei luoghi che voglio vedere per primi è la Porte Saint-Jacques. Per secoli è stata una delle porte principali attraverso le quali i pellegrini entravano nella città fortificata provenendo da nord.
Oggi è probabilmente uno dei simboli più forti di Saint-Jean-Pied-de-Port, anche perché la porta fa parte del complesso dei Cammini di Santiago in Francia riconosciuto dall’UNESCO e rappresenta perfettamente il legame tra il borgo e il pellegrinaggio. Entrando da qui si imbocca quasi immediatamente Rue de la Citadelle.
In altre parole, il percorso che seguirò il giorno prima della partenza è lo stesso asse urbano lungo il quale sono passati migliaia di pellegrini prima di me.
È uno di quei luoghi che, almeno sulla carta, mi interessano più per quello che rappresentano che per il monumento in sé.
Una porta medievale può essere architettonicamente semplice, ma sapere che per secoli ha segnato il passaggio verso i Pirenei le cambia completamente significato.
Il cammino di ronda e le fortificazioni
Saint-Jean conserva ancora parte delle mura che circondavano il centro storico. Passeggiando nella parte alta della città si possono osservare tratti delle fortificazioni e seguire in parte il sistema difensivo che proteggeva il borgo.
La posizione non era casuale, infatti Saint-Jean si trovava su un passaggio strategico verso la Navarra e doveva controllare una delle principali vie attraverso i Pirenei occidentali.
Il risultato è che il Cammino attraversa una città che non ha soltanto un passato religioso, ma anche una forte dimensione militare.
È proprio questa sovrapposizione tra pellegrinaggio, frontiera e difesa che rende Saint-Jean più interessante di quanto possa sembrare guardando soltanto le sue dimensioni.
Rue de la Citadelle, case basche e Prison des Évêques
Rue de la Citadelle e l’architettura del borgo
Dalla Porte Saint-Jacques si entra in Rue de la Citadelle, probabilmente la strada più conosciuta di Saint-Jean-Pied-de-Port.
È una via stretta e in pendenza, fiancheggiata da edifici tradizionali baschi, piccole strutture ricettive, negozi e servizi destinati anche ai pellegrini.
Le facciate sono uno degli elementi che caratterizzano maggiormente il centro storico. Pietra chiara, intonaco bianco, travi e dettagli colorati richiamano immediatamente l’architettura basca.
Non voglio però attraversarla soltanto cercando “la foto giusta”, ma anche perché è qui che si trova gran parte della vita pellegrina di Saint-Jean.
Zaini appoggiati fuori dalle porte, persone appena arrivate, altre già pronte a partire, pellegrini che cercano informazioni o sistemano le ultime cose prima della prima tappa.
Al numero 39 si trova anche l’Accueil Saint-Jacques, uno dei principali punti di riferimento per chi arriva per iniziare o proseguire il Cammino. È il genere di strada che probabilmente cambia completamente atmosfera a seconda dell’ora.
Di giorno è una delle vie principali da visitare, mentre la sera prima della partenza immagino che diventi una specie di sala d’attesa a cielo aperto per chi sa che la mattina successiva comincerà qualcosa di molto più grande del piccolo borgo nel quale sta dormendo.
Prison des Évêques: il monumento dal nome curioso
Sempre lungo Rue de la Citadelle si trova la Prison des Évêques. Il nome, letteralmente “prigione dei vescovi”, è già sufficiente per attirare l’attenzione.
In realtà unisce due fasi storiche differenti dell’edificio. La tradizione collega il luogo alla presenza di vescovi durante il periodo dello Scisma d’Occidente, mentre successivamente l’edificio ebbe effettivamente una funzione carceraria.
Oggi è uno degli spazi culturali più interessanti del borgo e ospita esposizioni e iniziative. Non è probabilmente il motivo principale per arrivare a Saint-Jean-Pied-de-Port, ma trovandosi praticamente sul percorso naturale attraverso il centro storico vale la pena includerlo nella visita.
È anche un buon esempio di quanto Saint-Jean sia più stratificata di quanto possa sembrare a prima vista. Dietro l’immagine quasi romantica del borgo dei pellegrini esiste una storia fatta di frontiere, guerre, religione e controllo del territorio.
La Citadelle e il panorama sui Pirenei
Dalla parte alta del centro storico voglio salire fino alla cittadella. La Citadelle domina Saint-Jean-Pied-de-Port dalla collina di Mendiguren e rappresenta uno dei punti migliori per osservare dall’alto il borgo e il paesaggio circostante.
Le fortificazioni attuali furono sviluppate soprattutto tra XVII e XVIII secolo, in una fase nella quale questo settore dei Pirenei aveva un’evidente importanza militare.
Oggi la ragione principale per salire fin quassù è probabilmente un’altra: il panorama. Da questa posizione si può leggere molto meglio la geografia di Saint-Jean: la città raccolta sul fiume, le colline basche e, soprattutto, i Pirenei verso i quali si dirige il Cammino.
Per chi sta per partire credo che questo abbia un significato particolare. La sera del 3 ottobre proverò a guardare proprio in quella direzione sapendo che il giorno successivo dovrò attraversare quel paesaggio a piedi.
Non considero però la cittadella come una visita a un museo tradizionale. L’interno non è normalmente liberamente visitabile durante tutto l’anno e alcune visite vengono organizzate soltanto in determinati periodi.
Per questo la inserisco soprattutto per la passeggiata, l’esterno delle fortificazioni e il panorama. Se hai poco tempo a disposizione, secondo me è comunque una deviazione che vale la pena fare, anche perché la salita inizia praticamente dal cuore del borgo e non richiede un’escursione separata.
Notre-Dame du Bout du Pont, il ponte sulla Nive e Rue d’Espagne
Scendendo nuovamente attraverso Saint-Jean si incontra uno dei punti più belli del percorso urbano. Sto parlando della chiesa di Notre-Dame du Bout du Pont, che si trova praticamente accanto alla Nive, lungo il naturale itinerario che attraversa la città.
È uno degli edifici religiosi più importanti del borgo e la sua posizione la lega immediatamente al passaggio dei pellegrini.
A pochi passi si trova il ponte che supera il fiume. Viene spesso indicato nelle guide come “ponte romano”, ma è meglio non lasciarsi ingannare dal nome tradizionale: la struttura attuale non risale all’epoca romana. È comunque un dettaglio secondario rispetto al valore paesaggistico dell’insieme.
Quello che conta, almeno per me, è soprattutto l’insieme. La chiesa, il ponte, le case affacciate sull’acqua e le colline intorno formano probabilmente uno degli scorci più riconoscibili di Saint-Jean-Pied-de-Port.
Attraversato il ponte si prosegue verso Rue d’Espagne. Il nome racconta esattamente dove conduce quella strada: è l’asse attraverso il quale i pellegrini lasciano progressivamente il centro storico e puntano verso la frontiera spagnola e i Pirenei. Il giorno della partenza passerò proprio da qui.
Percorso, dislivello, Route Napoléon, alternativa di Valcarlos, punti critici e arrivo a Roncesvalles appartengono infatti alla prima tappa da Saint-Jean-Pied-de-Port a Roncesvalles, che racconterò e aggiornerò dopo averla percorsa realmente.
Qui voglio fermarmi ancora dentro Saint-Jean, perché prima di cominciare a contare i chilometri c’è una città da attraversare.
Cosa fare la sera prima di partire da Saint-Jean-Pied-de-Port
Un giro a piedi di due o tre ore nel centro storico
Se arriverai a Saint-Jean nel pomeriggio come farò io, non credo serva costruire un itinerario complicato. Il borgo è abbastanza piccolo da poter essere visitato seguendo quasi naturalmente la sua struttura.
Io penso di fare un percorso di questo tipo: Porte Saint-Jacques, Rue de la Citadelle, Prison des Évêques, salita verso la Citadelle, discesa verso Notre-Dame du Bout du Pont, ponte sulla Nive e Rue d’Espagne.
Sono pochi chilometri e non c’è bisogno di trasformare la vigilia del Cammino in una maratona turistica. Anzi, credo valga la pena fare il contrario: camminare lentamente, fermarsi ad ammirare la cittadina, guardare le persone che arrivano e capire dove ci si trova.
E soprattutto evitare di arrivare a Saint-Jean all’ultimo minuto, dormire e ripartire senza aver praticamente visto il luogo dal quale è iniziato tutto.
Se anche tu vuoi arrivare il giorno prima e dormire direttamente nel borgo, puoi confrontare su Booking.com le strutture disponibili a Saint-Jean-Pied-de-Port, controllando soprattutto posizione, condizioni di cancellazione e distanza dal centro storico.
L’Accueil des pèlerins e l’atmosfera della vigilia
Prima della partenza voglio passare anche dall’Accueil Saint-Jacques, perché è il punto nel quale i volontari accolgono i pellegrini, forniscono informazioni sul percorso, sugli alloggi e sulle condizioni della tappa e aiutano chi deve ancora sistemare alcuni aspetti pratici.
È anche uno dei luoghi nei quali si può ottenere la credenziale del pellegrino, il documento sul quale vengono raccolti i timbri durante il Cammino.
Quello che mi interessa qui è soprattutto il significato del luogo. Persone provenienti da Paesi diversi arrivano nello stesso piccolo ufficio con lo stesso obiettivo: partire verso Santiago. Alcune di loro cammineranno soltanto pochi giorni, altre, come me, proveranno ad arrivare fino in fondo.
Immagino che questa concentrazione di aspettative sia una delle cose che si percepiscono maggiormente a Saint-Jean.
Se gli orari e il calendario lo permetteranno, voglio inoltre verificare la possibilità di assistere alla benedizione dei pellegrini, tradizionalmente proposta in determinati periodi dell’anno dopo la celebrazione serale.
Non so ancora se lo farò, e preferisco non raccontartelo come se fosse già successo, perché sto scrivendo questo articolo prima della partenza.
Il 3 ottobre sarò finalmente qui e potrò aggiungere ciò che oggi manca: l’atmosfera reale delle strade, quante persone ci saranno, quali luoghi mi avranno colpito di più e cosa significa davvero passare la sera a Saint-Jean sapendo che la mattina successiva inizieranno circa 800 chilometri a piedi.
Se invece hai deciso di raggiungere Saint-Jean con uno o due giorni di anticipo e vuoi approfittarne per conoscere qualcosa in più del territorio, puoi vedere su Civitatis le visite e le esperienze disponibili nel Paese Basco francese, valutando naturalmente solo quelle compatibili con i tempi del tuo trasferimento e con la partenza del Cammino.
È probabilmente questo il motivo per cui voglio arrivare con un po’ di anticipo. Saint-Jean-Pied-de-Port non sarà soltanto la città dalla quale partirò, ma sarà l’ultimo luogo nel quale il Cammino sarà ancora soltanto davanti a me.
La mattina successiva, uscendo da Rue d’Espagne e iniziando a salire verso i Pirenei, il Cammino diventerà finalmente qualcosa che starò vivendo davvero.
Ultimo aggiornamento articolo: 13/09/2026