Astorga è una delle città del Cammino Francese nelle quali vale la pena conservare qualche energia anche dopo essere arrivati a fine tappa.
Il Palazzo Episcopale di Gaudí, la Cattedrale, i resti dell’antica Asturica Augusta, la Plaza Mayor e la tradizione maragata concentrano in uno spazio relativamente raccolto una quantità di cose da vedere decisamente superiore a quella che ci si potrebbe aspettare da una città di queste dimensioni.
Io arriverò ad Astorga domenica 25 ottobre, al termine della tappa da Hospital de Órbigo ad Astorga, e ripartirò la mattina successiva verso Rabanal del Camino.
Questo significa che la mia visita avrà un limite molto concreto: il tempo e soprattutto le energie rimaste dopo una giornata a piedi.
È proprio da questo punto di vista che voglio costruire questa guida. Non un elenco indiscriminato di monumenti, ma una risposta alla domanda che mi interesserà davvero quando entrerò in città: cosa vedere ad Astorga se hai soltanto un pomeriggio di tappa a disposizione?
Astorga occupa inoltre una posizione importante nella storia del Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago, ma la sua identità non si esaurisce nel pellegrinaggio. È una città romana, episcopale e maragata, ed è proprio la sovrapposizione di queste anime a renderla interessante.
Cosa troverai in questo articolo su cosa vedere ad Astorga durante il Cammino Francese:
Astorga tra Cammino, storia romana e Maragatería
Astorga non è una città cresciuta intorno al Cammino di Santiago, ma il pellegrinaggio è soltanto uno degli strati di una storia molto più lunga.
Dall’antica Asturica Augusta alla città dei pellegrini
L’origine urbana risale all’epoca romana. L’antica Asturica Augusta nacque dopo le guerre con le quali Roma completò la conquista del nord-ovest della Penisola Iberica e divenne in seguito un importante centro amministrativo. Questa origine è ancora leggibile nella città.
La Plaza Mayor occupa parte dell’area dell’antico foro romano e nel centro storico sono conservati resti archeologici, strutture termali, tratti delle fortificazioni e testimonianze dell’antica rete urbana. Il Museo Romano e la Ruta Romana consentono di approfondire questa parte della storia di Astorga.
Poi arrivano il ruolo episcopale, il Cammino di Santiago e la particolare cultura della Maragatería. Il risultato è una città nella quale un palazzo progettato da Gaudí può trovarsi accanto a una grande cattedrale, sopra una città romana e lungo uno dei pellegrinaggi più conosciuti d’Europa.
Astorga come crocevia del Cammino
Per chi arriva a piedi, Astorga rappresenta anche un passaggio geografico. Alle spalle rimangono progressivamente le grandi pianure percorse nelle giornate precedenti, mentre davanti comincia il tratto che porterà verso la Maragatería, Rabanal del Camino, Foncebadón e infine la Cruz de Ferro.
Il giorno dopo il mio arrivo partirò infatti per la tappa da Astorga a Rabanal del Camino. Proprio per questo motivo considero Astorga non soltanto una città da visitare, ma anche un punto di transizione del viaggio.
E a differenza di molte piccole località del Cammino, qui c’è abbastanza da vedere da rendere sensato organizzare il pomeriggio invece di limitarsi a doccia, bucato e cena.
Palazzo Episcopale di Gaudí e Museo de los Caminos
Se dovessi identificare prima della partenza il monumento che non voglio perdere ad Astorga, sarebbe il Palazzo Episcopale.
Non solo perché è opera di Antoni Gaudí, ma perché è uno di quegli edifici che sembrano poco compatibili con l’immagine mentale che ci si forma di una piccola città lungo il Cammino.
Una delle rare opere di Gaudí fuori dalla Catalogna
Il palazzo nacque alla fine dell’Ottocento dopo che un incendio aveva distrutto la precedente residenza episcopale.
Gaudí iniziò il progetto nel 1889. L’edificio fu poi completato da Ricardo García Guereta dopo l’abbandono del progetto da parte dell’architetto catalano.
Il risultato è un edificio neogotico in granito che richiama contemporaneamente un castello, una chiesa e una residenza signorile, con quattro torri e un fossato che ne accentuano ulteriormente l’aspetto quasi fiabesco.
Già dall’esterno sarà quindi una delle cose che vorrò vedere con calma, ma non credo che mi accontenterò di ammirare la maestosa facciata.
Il Museo de los Caminos
All’interno del Palazzo Episcopale si trova il Museo de los Caminos. La raccolta comprende opere e materiali di epoche diverse provenienti dalla diocesi di Astorga, con sezioni che toccano archeologia romana, arte romanica e gotica, arte religiosa e naturalmente il Cammino di Santiago e la Vía de la Plata.
La visita a questo importante museo permette soprattutto di entrare nell’edificio e comprenderne gli spazi, quindi museo e architettura sono difficili da separare.
Per una visita normale l’indicazione ufficiale è di circa 45-60 minuti. Nel periodo maggio-ottobre il Palazzo è attualmente aperto dalle 10:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle 20:00.
Il sito ufficiale indica inoltre una tariffa ridotta per i pellegrini. Gli orari possono naturalmente cambiare, quindi li controllerò nuovamente poco prima di arrivare.
Per la mia giornata ad Astorga questo è un dettaglio importante: arrivando nel pomeriggio del 25 ottobre, la riapertura alle 16:00 dovrebbe permettermi di visitarlo senza dover correre immediatamente dopo la fine della tappa.
Cattedrale, mura e Astorga romana
A pochi passi dal Palazzo Episcopale si trova la Cattedrale di Santa María. È una vicinanza che rende particolarmente facile concentrare le due visite principali anche se il tempo è limitato.
La Cattedrale di Santa María
La costruzione dell’attuale cattedrale iniziò nel 1471 sopra il precedente edificio romanico e si protrasse fino al XVIII secolo. È proprio questa lunga durata dei lavori a spiegare la presenza di stili differenti.
All’esterno convivono elementi rinascimentali e una grande facciata barocca, mentre all’interno si trovano il retablo maggiore di Gaspar Becerra, il coro, diverse cappelle e opere di epoche differenti. La visita comprende anche il chiostro e il Museo Catedralicio.
Nel periodo da aprile a ottobre l’orario attualmente pubblicato è continuato dalle 10:00 alle 20:30, con ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura. Anche questo rende la Cattedrale compatibile con un arrivo pomeridiano al termine della tappa.
La cosa interessante, per me, sarà vedere quanto cambierà la percezione di un edificio del genere dopo tre settimane di Cammino.
A quel punto avrò già incontrato chiese, monasteri e cattedrali lungo centinaia di chilometri e non so se ne sarò ancora affascinato oppure se inizierò a guardarli in modo molto più selettivo.
Le mura e la città romana
La parte romana merita almeno un po’ di attenzione anche se non si ha tempo per una visita archeologica completa. Astorga conserva infatti sotto e dentro il centro storico resti dell’antica Asturica Augusta.
La Ruta Romana permette di approfondire questo livello della città entrando in alcuni siti archeologici. Tra questi resti del sistema difensivo romano, strutture termali, elementi legati al foro e tratti delle antiche canalizzazioni.
C’è però una questione pratica da tenere in considerazione. Io arriverò ad Astorga di domenica pomeriggio e, con gli orari attualmente pubblicati, il Museo Romano è chiuso. Quindi probabilmente non sarà una priorità della mia visita reale.
È un buon esempio del motivo per cui, lungo il Cammino, non basta sapere quali monumenti esistano: conta anche capire quali siano realisticamente visitabili nel giorno e nell’ora in cui si arriva.
Plaza Mayor e centro storico di Astorga
Dopo le visite con orario, il centro storico offre invece la parte più semplice da gestire, perché non servono biglietti, prenotazioni o una tabella di marcia precisa.
Plaza Mayor e Ayuntamiento
La Plaza Mayor è costruita sopra parte dell’antico foro di Asturica Augusta, quindi lo stesso spazio urbano svolge una funzione pubblica da circa duemila anni. È porticata e dominata dal municipio barocco, costruito tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento.
La curiosità più riconoscibile dell’Ayuntamiento di Astorga è l’orologio con i due automi vestiti secondo la tradizione maragata, Juan Zancuda e Colasa, che battono le ore sulla campana.
Non è certamente il motivo per cui arrivare ad Astorga, ma è uno di quei dettagli che aiutano una città a smettere di essere soltanto un punto sulla mappa.
Una passeggiata senza più chilometri da contare
È probabilmente questa la parte che mi incuriosisce maggiormente. Durante la tappa ogni chilometro avrà un significato. Distanza da percorrere, acqua, salita, prossima sosta, arrivo. Una volta lasciato lo zaino, vorrei riuscire a tornare a camminare senza contare niente.
Il Palazzo Episcopale di Gaudí, la Cattedrale e il centro storico sono abbastanza vicini da permettere una visita prevalentemente a piedi senza trasformare il pomeriggio in un’altra escursione.
Potrei quindi lasciare le visite più strutturate alle prime ore dopo l’arrivo e tenere Plaza Mayor e le vie del centro per la fine della giornata, quando non avrò più voglia di rispettare orari.
Cioccolato e tradizione maragata: cosa assaggiare ad Astorga
Astorga ha anche un’identità gastronomica molto marcata, ma qui voglio fermarmi alle specialità legate direttamente alla città.
La gestione quotidiana di colazione, soste, supermercati, menú del peregrino e cene appartiene invece all’articolo dedicato a cosa mangiare sul Cammino Francese.
Una città legata al cioccolato
La produzione del cioccolato ha avuto un peso importante nell’economia di Astorga e della sua comarca tra XVIII e XX secolo e continua a essere rappresentata da produttori locali.
Il Museo del Chocolate di Astorga racconta questa storia attraverso strumenti di produzione, confezioni, manifesti, macchinari e materiali commerciali.
Per me, però, c’è di nuovo un problema molto pratico: il museo risulta attualmente aperto la domenica soltanto dalle 10:30 alle 14:00. Quindi, se arriverò nel pomeriggio, sarà già chiuso.
Non lo considero quindi parte del programma essenziale della mia giornata. Questo non significa rinunciare al cioccolato, perché sarà molto più semplice entrare in una pasticceria o in un negozio del centro e provarlo direttamente.
Cocido maragato e mantecadas
Il piatto più identificativo della Maragatería è il cocido maragato, uno stufato sostanzioso diventato uno dei simboli gastronomici del territorio.
Poi ci sono le mantecadas de Astorga, dolci tradizionali legati alla città da almeno due secoli, oltre a cioccolato, sfogliati e altri prodotti locali.
Il cocido pone però un dubbio interessante per chi sta camminando, visto che è esattamente il tipo di piatto che potrei voler provare per conoscere la cucina locale, ma potrebbe anche essere l’ultima cosa che desidero dopo una giornata a piedi se arrivo stanco e con poca voglia di affrontare un pasto impegnativo.
Non voglio decidere prima, ma annoterò quello che mangerò realmente ad Astorga e aggiornerò questa parte dopo il passaggio in città.
Cosa vedere ad Astorga in un pomeriggio di tappa
È su questo aspetto che tutte le informazioni precedenti devono diventare una scelta pratica.
Se arrivassi ad Astorga come turista, potrei dedicare alla città un’intera giornata, ma io arriverò invece dopo una tappa del Cammino, e il giorno seguente dovrò rimettere lo zaino sulle spalle.
Se avrò circa due ore
La mia priorità sarà molto semplice: Palazzo Episcopale di Gaudí, Cattedrale e una passeggiata fino a Plaza Mayor. Sono le visite che concentrano meglio le diverse identità della città e, soprattutto, sono vicine fra loro.
Con gli orari attualmente pubblicati per ottobre, sia Palazzo sia Cattedrale dovrebbero essere visitabili nel pomeriggio della domenica in cui arriverò. Il Palazzo riapre alle 16:00 e chiude alle 20:00; la Cattedrale prosegue fino alle 20:30.
Naturalmente controllerò di nuovo gli orari nei giorni immediatamente precedenti all’arrivo per non farmi cogliere di sorpresa.
Se avrò un pomeriggio intero
Con più tempo aggiungerei una passeggiata lungo le antiche mura e presterei maggiore attenzione alle tracce romane visibili nel centro.
Museo Romano e Museo del Cioccolato, invece, con gli attuali orari domenicali non sembrano compatibili con il mio arrivo pomeridiano. Questo mi semplifica paradossalmente la decisione. Meglio vedere bene pochi luoghi che attraversare Astorga cercando di completare una lista.
Per chi arriva in un giorno diverso, il ragionamento cambia e il Museo Romano, la Ruta Romana o il Museo del Cioccolato possono completare molto bene la visita.
Se preferisci farti accompagnare, Civitatis propone attualmente anche un free tour di Astorga in italiano della durata di circa un’ora e un quarto, che attraversa centro storico, mura, patrimonio romano, area della Cattedrale e Palazzo di Gaudí. Puoi controllare disponibilità e orari del free tour di Astorga su Civitatis.
Quello che verificherò quando arriverò davvero
Questa guida nasce prima della mia visita e verrà completata sul posto. Il 25 ottobre annoterò soprattutto quattro cose: l’orario effettivo di arrivo, quanta energia mi sarà rimasta dopo la tappa, quanto tempo avrò dedicato realmente alle visite e quale luogo avrà meritato di più il poco tempo disponibile.
Potrei scoprire che il Palazzo di Gaudí vale da solo gran parte del pomeriggio, oppure potrei avere ancora voglia di visitare tutto oppure arrivare in città e desiderare soltanto una doccia e una cena. Ma potrei anche cambiare completamente l’ordine in funzione del meteo o degli orari reali.
È questo che voglio aggiungere all’articolo dopo essere passato da Astorga: non soltanto cosa c’è da vedere, ma cosa riesce realmente a vedere un pellegrino dopo una giornata di Cammino.
E se dopo molte notti in albergue avrò voglia di recuperare con una camera privata, Astorga è anche una delle città nelle quali potrei decidere di concedermi una sistemazione più comoda prima di ripartire verso la Maragatería. Per confrontare hotel, hostal e camere disponibili puoi cercare una sistemazione ad Astorga su Booking.
Dopo il Cammino tornerò quindi su questa pagina per farti vedere le fotografie che avrò fatto, ma anche per parlarti dei tempi reali e delle impressioni dopo la visita.
A quel punto saprò se Astorga sarà stata semplicemente una delle città più interessanti incontrate lungo il percorso oppure uno di quei luoghi nei quali, arrivando a piedi, la fine della tappa avrà meritato qualche chilometro in più senza zaino.
Ultimo aggiornamento articolo: 25/09/2026