Se percorri il Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port verso Santiago, La Rioja è uno dei primi territori nei quali ti accorgi chiaramente che il paesaggio sta cambiando.
Lasci progressivamente la Navarra, attraversi l’Ebro a Logroño e, quando riparti verso ovest, cominciano i vigneti.
Prima compaiono quasi come parte del paesaggio agricolo, poi diventano una presenza continua: accompagnano il Cammino verso Navarrete, Ventosa e Nájera e contribuiscono a dare a questa parte del percorso un’identità molto diversa rispetto alle tappe precedenti.
Ma ridurre La Rioja al vino sarebbe un errore. Se la attraversi a piedi incontri città e borghi profondamente legati alla storia del pellegrinaggio, monasteri, antichi ospedali, grandi spazi agricoli e un territorio che cambia ancora una volta avvicinandoti a Santo Domingo de la Calzada e poi a Grañón.
Il tratto riojano del Cammino è relativamente breve: il percorso regionale principale interessa circa 60 chilometri e conduce dalla zona di Logroño fino al confine con la provincia di Burgos.
Il paesaggio comprende la valle dell’Ebro, vigneti, coltivazioni cerealicole e aree agricole sempre più aperte procedendo verso occidente.
È proprio questo che rende interessante attraversare La Rioja sul Cammino: in pochi giorni puoi vedere il territorio trasformarsi sotto i tuoi piedi.
Se stai organizzando l’intero viaggio, questa parte si inserisce all’interno del mio Cammino Francese da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago, , dove trovi anche la struttura completa del percorso e gli approfondimenti collegati alle diverse tappe.
Sto preparando questo articolo prima di attraversare tutta La Rioja a piedi. Posso quindi già raccontarti il territorio, i luoghi principali, il rapporto con il vino e il modo in cui il paesaggio cambia lungo il Cammino.
Dopo il mio passaggio tornerò qui per aggiungere quello che avrò realmente visto: colori dei vigneti, atmosfera dei borghi, luoghi nei quali mi sarò fermato e impressioni raccolte camminando.
Cosa troverai in questo articolo su La Rioja lungo il Cammino Francese:
La Rioja e il Cammino Francese
La Rioja comincia a entrare davvero nel viaggio durante la tappa da Los Arcos a Logroño. Dopo Viana lasci la Navarra e continui verso Logroño.
Non aspettarti però un confine regionale spettacolare: camminando non hai la sensazione di entrare improvvisamente in un nuovo territorio, perché il cambiamento arriva poco alla volta.
Prima cambia il paesaggio, poi cambia l’importanza del vigneto, e infine cambiano anche le città e i borghi che incontri.
Logroño è la grande porta d’ingresso, mentre Navarrete introduce nel paesaggio vitivinicolo vero e proprio. Nájera aggiunge una forte componente storica e Santo Domingo de la Calzada riporta invece il Cammino stesso al centro del racconto.
È per questo che, se stai cercando cosa vedere in La Rioja, percorrerla seguendo il Cammino Francese ti offre una prospettiva particolare: non visiti una serie di attrazioni isolate, ma le incontri all’interno di un territorio che attraversi lentamente.
Un territorio piccolo che cambia continuamente
La Rioja è una delle comunità autonome meno estese della Spagna, ma lungo il Cammino non dà affatto l’impressione di essere uniforme.
La valle dell’Ebro intorno a Logroño è diversa dagli spazi agricoli che trovi procedendo verso Nájera. Più avanti aumentano i cereali, gli orizzonti diventano più aperti e, avvicinandoti a Santo Domingo e Grañón, inizi a percepire una nuova transizione.
Il vino rimane il filo conduttore più evidente, ma anche qui bisogna fare una distinzione importante. La Rioja amministrativa e la Denominación de Origen Calificada Rioja non coincidono esattamente.
La denominazione vinicola si estende su 144 comuni appartenenti a La Rioja, Paesi Baschi e Navarra, oltre a un’enclave in Castilla y León, ed è suddivisa nelle tre grandi aree Rioja Alta, Rioja Alavesa e Rioja Oriental.
Per te che stai camminando, però, la questione interessante è soprattutto un’altra: qui il vino non è soltanto qualcosa che trovi nel bicchiere, ma è parte integrante del paesaggio che attraversi.
Logroño e l’ingresso nella regione del vino
Il tuo primo incontro importante con La Rioja è Logroño. Se arrivi in città seguendo il Cammino da Viana, gli ultimi chilometri ti portano verso l’Ebro. Attraversi il fiume sul Puente de Piedra e da lì entri nel centro storico.
Dopo diversi giorni trascorsi soprattutto tra campagne e centri relativamente piccoli, Logroño rappresenta un cambiamento netto.
È una vera città, è la capitale della comunità autonoma ed è contemporaneamente uno dei luoghi nei quali il rapporto tra Rioja e vino è più immediatamente percepibile.
Tutto quello che riguarda la visita della città — centro storico, concattedrale, Calle Laurel, ponte sull’Ebro e luoghi da vedere durante una sosta — lo trovi nel mio approfondimento dedicato a Logroño: cosa vedere durante il Cammino Francese.
Qui mi interessa soprattutto raccontarti il suo ruolo all’interno del territorio.
Da Logroño cominci a vedere davvero la Rioja dei vigneti
Il cambiamento diventa ancora più evidente quando lasci la città. Il Cammino attraversa le zone occidentali di Logroño, raggiunge il parco di San Miguel e continua verso l’embalse de La Grajera.
Dopo il bacino artificiale l’ambiente urbano rimane definitivamente alle spalle e davanti a te iniziano ad aprirsi campagne e vigneti. Il tracciato ufficiale prosegue poi verso Navarrete passando anche vicino alle rovine dell’antico Hospital de San Juan de Acre.
È uno di quei passaggi che credo possano rendere molto bene l’idea del viaggio a piedi, perché in poche ore passi dal centro di una città alla tranquillità di un bacino circondato dal verde e poi a un paesaggio agricolo nel quale il vigneto comincia a dominare.
Nella mia guida alla tappa da Logroño a Nájera trovi invece il percorso nel dettaglio, le distanze, le difficoltà, i punti nei quali rifornirti d’acqua e i servizi disponibili nelle località attraversate.
In questo articolo voglio invece aiutarti a guardare quello che hai intorno mentre cammini.
Vigneti e paesaggi tra Logroño e Nájera
Se immagini La Rioja come una distesa di vigneti, è soprattutto tra Logroño e Nájera che quella rappresentazione comincia a diventare concreta.
Non cammini costantemente dentro i filari e il territorio non è una monocultura continua, perché incontri anche campi aperti, strade agricole, piccoli rilievi e infrastrutture moderne. Ma il vigneto diventa una presenza costante del panorama.
Navarrete: Cammino, vino e storia nello stesso luogo
Navarrete è il primo borgo che ti permette di mettere insieme i diversi elementi caratteristici della Rioja. Ci arrivi dopo aver lasciato La Grajera e aver attraversato una parte ormai decisamente rurale del percorso.
Poco prima del paese il Cammino passa nei pressi delle rovine dell’Hospital de San Juan de Acre, fondato nel Medioevo per assistere i pellegrini. Parte dei suoi elementi architettonici venne successivamente riutilizzata nell’ingresso del cimitero di Navarrete, che incontri proseguendo il percorso.
È un dettaglio interessante perché ti ricorda che il paesaggio che stai attraversando non nasce semplicemente dalla viticoltura. La Rioja del Cammino è contemporaneamente agricola, jacobea e storica.
Verso Ventosa e Nájera
Superato Navarrete, il percorso continua tra vigneti e grandi spazi coltivati. Questa è probabilmente una delle parti nelle quali il modo di viaggiare cambia maggiormente la percezione del territorio.
In auto un vigneto può essere qualcosa che osservi per pochi secondi dal finestrino, mentre a piedi ci cammini accanto per chilometri. Ne vedi l’orientamento dei filari, le variazioni del terreno e il modo in cui le coltivazioni occupano le colline.
Anche il periodo dell’anno cambia tutto. Io attraverserò La Rioja in ottobre. Sarà quindi particolarmente interessante capire quali colori troverò realmente, quanto sarà ancora evidente l’attività legata alla vendemmia e come apparirà il paesaggio dopo l’estate.
Dopo la tappa aggiungerò qui le mie impressioni reali sui vigneti tra Logroño, Navarrete, Ventosa e Nájera.
Nájera e Santo Domingo de la Calzada
Quando arrivi a Nájera il territorio cambia ancora. La città si sviluppa lungo il río Najerilla e ha un aspetto molto diverso dai paesi attraversati nelle ore precedenti, anche per la presenza delle pareti rocciose che si alzano immediatamente alle spalle dell’abitato.
Nájera merita attenzione soprattutto per il suo peso storico. Il monastero di Santa María la Real ricorda l’importanza politica e religiosa che questa città ebbe nel Medioevo.
Se durante il Cammino hai tempo per visitare un luogo oltre al semplice percorso tra albergue e bar, è uno di quelli che prenderei seriamente in considerazione. Se il tempo a disposizione è poco, Santa María la Real è probabilmente il luogo al quale darei la priorità per comprendere meglio la storia di Nájera.
La mattina successiva il viaggio continua da Nájera a Santo Domingo de la Calzada. E anche il paesaggio comincia progressivamente a trasformarsi.
Da Nájera verso Santo Domingo
Uscendo da Nájera incontri prima Azofra e poi grandi spazi agricoli. In questa parte della Rioja i vigneti continuano a essere presenti, ma aumenta progressivamente il peso dei cereali e, avvicinandoti a Santo Domingo, anche delle aree irrigue legate alla valle dell’Oja. È un cambiamento graduale, non una frattura improvvisa.
Se presti attenzione al territorio, inizi già a capire che stai lasciando lentamente la Rioja più immediatamente associata all’immagine del vigneto.
Santo Domingo de la Calzada: una città costruita intorno al Cammino
Poi arrivi a Santo Domingo de la Calzada. Qui il rapporto con il pellegrinaggio diventa ancora più evidente.
La città nacque e si sviluppò proprio in relazione all’assistenza ai pellegrini e alle opere attribuite a Domingo García: strada, ponte e strutture di accoglienza facilitarono il passaggio di chi si dirigeva verso Santiago.
L’itinerario jacobeo contribuì poi alla crescita religiosa, economica e urbana del centro. Per questo non considererei Santo Domingo semplicemente una bella cittadina nella quale finire la giornata.
È uno dei luoghi che ti permettono di capire meglio quanto profondamente il Cammino abbia modificato i territori che attraversa.
Vino e gastronomia lungo il percorso
Prima o poi, attraversando La Rioja, dovrai inevitabilmente parlare di vino. Ma se stai facendo il Cammino il tuo rapporto con il cibo e con il vino è molto diverso da quello di chi arriva qui esclusivamente per un viaggio enogastronomico.
La giornata comincia presto, devi camminare per molte ore, devi trovare acqua, decidere quando fermarti, mangiare abbastanza e capire quanto manca alla destinazione. La gastronomia entra a tutti gli effetti in questa routine quotidiana.
Il vino come parte del territorio
La DOCa Rioja comprende oltre 66.000 ettari di vigneto e tre grandi zone produttive: Rioja Alta, Rioja Alavesa e Rioja Oriental.
Sul Cammino non hai bisogno di conoscere disciplinari e classificazioni per renderti conto della sua importanza, perché lo vedi nei vigneti, lo ritrovi nelle bodegas, lo incontri nelle città, e naturalmente lo trovi a tavola.
A Logroño il rapporto con il vino si intreccia anche con la cultura dei pintxos e delle tapas; procedendo attraverso i paesi più piccoli il contesto diventa più rurale e il rapporto con la produzione agricola ancora più evidente.
Se hai tempo e vuoi approfondire l’aspetto enologico, in Rioja esiste una rete molto ampia di cantine visitabili. Il portale ufficiale della denominazione raccoglie oltre 200 cantine con proposte e attività legate all’enoturismo.
Ma durante il Cammino non trasformerei necessariamente la visita a una cantina in un’altra casella da spuntare. Se hai tempo, falla, ma se sei stanco, continua a vivere il territorio semplicemente camminandoci dentro.
Per tutto ciò che riguarda invece colazioni, soste durante la giornata, menú del peregrino, spesa, cucina negli albergue e piatti regionali, ti consiglio di leggere la mia guida dedicata a mangiare sul Cammino Francese: menu del pellegrino, spesa e specialità.
Cosa cambia nel paesaggio prima della Meseta
Dopo Santo Domingo de la Calzada la Rioja che hai attraversato nei giorni precedenti comincia lentamente a lasciarti.
Non sei ancora nella Meseta vera e propria, perché prima arriveranno la provincia di Burgos, Belorado, i Montes de Oca, San Juan de Ortega e Burgos.
Solo successivamente entrerai nelle grandi pianure castigliane che caratterizzano la parte centrale del Cammino Francese. Eppure il passaggio è già percepibile.
Da Santo Domingo a Grañón
Lasciando Santo Domingo, il Cammino attraversa un ambiente prevalentemente agricolo. I vigneti perdono progressivamente il predominio visivo e aumentano i campi di cereali e gli spazi aperti.
Il percorso raggiunge Grañón, ultimo paese della Rioja sul Cammino, e poi continua verso Redecilla del Camino, ormai nella provincia di Burgos.
Nella guida alla tappa da Santo Domingo de la Calzada a Belorado trovi il percorso della giornata, le località attraversate, le difficoltà e le informazioni pratiche; qui mi interessa soprattutto aiutarti a leggere il significato geografico di questo passaggio.
Se pochi giorni prima sei entrato nella regione attraversando l’Ebro e hai poi camminato tra Logroño, vigneti e borghi, quando lasci Grañón hai davanti un territorio che comincia già a prepararti a un’altra fase del viaggio.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che voglio osservare meglio durante il mio Cammino. Quando studi il percorso su una carta geografica, Navarra, La Rioja e Castilla y León sono semplicemente regioni diverse, mentre quando le attraversi a piedi, il confine amministrativo conta molto meno.
A dirti che qualcosa sta cambiando sono il paesaggio, le coltivazioni, le distanze tra i paesi, i colori e perfino la forma dell’orizzonte. Per me sarà questo il vero valore della Rioja lungo il Cammino Francese.
Non soltanto Logroño, non soltanto il vino, non soltanto Nájera o Santo Domingo, ma la possibilità di vedere un’intera regione cambiare lentamente mentre la attraversi camminando.
Io tornerò su questo articolo dopo aver percorso realmente queste strade, per aggiungere ciò che prima della partenza non posso sapere: quale parte della Rioja mi avrà colpito di più quando vigneti, città e borghi smetteranno di essere nomi sulla mappa e diventeranno luoghi attraversati a piedi.
Ultimo aggiornamento articolo: 27/09/2026