la fontana al centro della Plaza Mayor di Villa de Leyva

Villa de Leyva e altri 7 splendidi luoghi da visitare nel dipartimento di Bocayá in Colombia, la culla dell’indipendenza colombiana

Villa de Leyva, stupenda città coloniale nel dipartimento di Bocayá, è una città che devi assolutamente conoscere se decidi di visitare la Colombia. Si trova a poche ore d’autobus a Nord della capitale Bogotá, e ti stupirà con il suo ricchissimo patrimonio storico e culturale, soprattutto legato alla storia dell’indipendenza della Colombia dalla Spagna, e alla vita dei protagonisti che l’hanno resa possibile. La Plaza Mayor è l’elemento che caratterizza la città, anche perchè con i suoi 120 metri per ognuno dei suoi 4 lati è una delle più grandi di tutte le Americhe. Villa de Leyva e i luoghi che sorgono nelle sue immediate prossimità sono anche famosi per la ricchezza dei fossili rinvenuti nel suo sottosuolo, che puoi trovare nei numerosi musei tra i quali il Museo Paleontológico vicino al centro città, il Centro de Investigaciones Palentológicas e il Museo del Fósil, alcuni dei quali di rilevanza mondiale. Ma li trovi anche utilizzati come mattoni nelle pareti degli edifici coloniali o nelle pietre nelle pavimentazioni di piazze e strade.

Il dipartimento di Bocayá, insieme a quello di Santander e Norte de Santander, fù il primo ad essere occupato dai conquistatori spagnoli quando arrivarono in territorio colombiano, ma fu anche la culla della rivoluzione che culminò con la vittoria nella sanguinosa battaglia di Puente de Bocayá, decisiva per ottenere l’indipendenza dalla Spagna.

Per arrivarci bastano dalle 3 alle 4 ore di autobus da Bogotá (mentre dalle 10 alle 11 ore da Medellín) e anche se non è propriamente una delle regioni più famose e blasonate della Colombia, ti assicuro che vale la pena visitarla perchè ti riserverà molte piacevoli ed inaspettate sorprese.

In particolare, ti consiglio di fermarti qualche giorno per conoscere i bucolici villaggi coloniali, soprattutto la spettacolare Villa de Leyva e la suggestiva Monguí, nei pressi del Lago de Tota, che è in assoluto il più grande del paese.

Ma questa zona è molto affascinante anche dal punto di vista naturalistico, soprattutto grazie alla presenza dell’incredibile Parque Nacional Natural El Cocuy, che si estende 249 chilometri a Nord-Est di Tunja, il capoluogo del dipartimento, che se hai tempo puoi pensare di conoscere, anche se non è una delle più belle località della zona.

1. Villa de Leyva: una delle più belle città coloniali della Colombia

Se visiti la bellissima cittadina coloniale di Villa de Leyva, dichiarata Monumento Nazionale nel 1954, ti accorgerai subito che è il classico posto dove il tempo sembra essersi fermato.

Il suo centro abitato è infatti rimasto intatto nei secoli, e ci troverai una delle più grandi piazze di tutte le Americhe, dalla quale hanno origine bellissime strade acciottolate con i muri delle case rigorosamente imbiancate a calce. Ma te ne parlerò tra poco.

Anche se continua ad essere bellissima, il grande afflusso di turisti durante tutto l’anno ha modificato abbastanza il suo aspetto autentico, sostituendo quasi tutti i tipici caffè e le hosterías a conduzione famigliare con boutique hotel di lusso, ristoranti di alto livello e negozi di souvenirs.

È per questo che (se puoi scegliere) ti consiglio di visitarla durante la settimana, quando i turisti sono di meno, e ritorna ad essere un posto molto tranquillo nel quale passeggiare con calma ascoltando il suono delle campane della bellissima chiesa parrocchiale.

Villa de Leyva è famosa anche per la ricchezza dei fossili risalenti al Cretaceo e al Mesozoico, quando il territorio che la accoglie era completamente sommersa dalle acque. Sono così tanti che se ti guarderai attorno con attenzione li noterai anche incastonati nei muri delle case e nei ciotoli che formano le strade.

– La Plaza Mayor

Ti ho già detto che la Plaza Mayor di Villa de Layva è una delle piazze urbane più grandi di tutte le Americhe. Quello che non ti ho ancora detto è quanto è grande. So che farai fatica a crederci, ma ognuno dei suoi quattro lati misura esattamente 120 metri.

A parte la sua grandezza è anche bellissima, perchè è completamente pavimentata da grandi pietre disposte in modo irregolare, e su tutto il suo perimetro troverai imponenti edifici coloniali e bellissimi porticati, oltre alla Iglesia de Nuestra Señora del Rosario risalente al 1608, che occupa buona parte del lato sud-orientale.

Questa chiesa parrocchiale è molto semplice sia nella facciata che negli interni, ma proprio per questo è secondo me stupenda. L’ elemento che noterai se deciderai di entrare è il prezioso retroaltare barocco completamente dorato, che è anche il suo segno distintivo. Molto grazioso è anche il balconcino in legno che sovrasta la porta d’ ingresso.

Se vuoi avere una visuale molto particolare della Plaza Mayor de Villa de Leyva, guardala attraverso la porta della chiesa spalancata, e ti sembrearà di essere all’interno della scena di qualche film western.

Ma non è tutto. L’immenso quadrato della Plaza Mayor accoglie al centro una piccola fontana in stile mudejár, che ha una grande importanza storica perchè ha rifornito d’acqua gli abitanti della città per quasi 4 secoli.

– Casa del Congreso de las Provincias Unidas

Se dalla Plaza Mayor imbocchi la Calle 13, dopo pochi passi troverai l’edificio in stile coloniale che ospita la Casa del Congreso de las Provincias Unidas, senza ombra di dubbio il l’edificio storico più importante di Villa de Leyva.

Proprio qui, infatti, il 4 Ottobre del 1812 si celebrò il I Congreso de la Provincias Unidas de la Nueva Granada, durante il quale furono redatte le prime leggi della Colombia repubblicana indipendente. E nelle sue stanze ospitò le più importanti personalità dell’epoca, tra le quali addirittura Antonio Nariño, Simón Bolívar e Camilo Torres.

Lo puoi visitare per vedere i ritratti dei personaggi che parteciparono a quell’importante evento e i documenti originali che contengono gli atti da loro firmati.

Ma sono sucuro che anche involontariamente ci capiterai se avrai biogno di qualche informazione sulla città, perchè oggi ospita la sede dell’ufficio del turismo di Villa de Leyva.

– Casa Juan de Castellano, la Casona La Gauca e Casa Quintero

Nella Plaza Mayor e nelle sue immediate vicinanze si trovano tre sontuose residenze di origine coloniale restaurante con molta cura, tanto che sono praticamente identiche a com’erano in origine. Sto parlando della Casa Juan de Castellano, la Casona La Gauca e Casa Quintero.

La Casa Juan de Castellano prende il nome da Don Juan de Castellano, scrittore famoso per aver scritto Elegías de varones ilustres de Indias, opera mastodontica composta da 113.000 versi che narra la storia della Conquista nei territorio della Colombia e del Venezuala. Lui stesso disegnò e fece costruire questa bellissima casa all’ inizio del Secolo XVII.

Bellissima è anche la Casa Quintero, che oggi nel suo grande spazio inerno all’aperto ospita il bellissimo Centro Gastronómico de Villa de Leyva, nel quale potrai trovare tanti piccoli ristoranti gourmet che offrono i piatti tipici della tradizione colombiana, e non solo. Insieme a tante caffetterie, per poter fermarti a bere qualcosa e rilassarti. Ti consiglio una sosta da Matilde Blain, per uno squisito caffè e una bella fetta di torta fatta in casa.

Ma la più bella delle tre è senza ombra di dubbio la Casona La Gauca, per il suo delizioso patio interno con una graziosa fontana al centro, e circondato da bellissimi alberi.

– La Casa Museo Antonio Nariño

Il più importante museo di Villa de Layva è quello dedicato ad Antonio Nariño, importante politico colombiano ricordato per essere stato Presidente della neonata rivoluzionaria repubblica di Cundinamarca dal 1811, ma soprattutto per aver tradotto in spagnolo nel 1794 la Déclaration des Droits de l’Homme et du Citoyen (Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino), per cui fu imprigionato.

Il grande edificio coloniale dei primi anni del Secolo XVII che oggi ospita il museo è stato per diversi anni la sua casa, nella quale morì il 13 Dicembre 1823. Infatti, visitandolo, potrai vedere anche la sua stanza da letto, che è rimasta identica, nella quale sono conservati molti documenti originali.

Al di là di questo, la visita del museo è molto interessante perchè questo luogo è pensato per preservare e promuovere attivamente il pensiero del politico, e la sua attività si concentra sulla divulgazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino attraverso una serie di attività a valenza ludica, didattica e culturale, dirette al pubblico locale, nazionale e straniero.

– Museo del Carmen e Casa Museo de Luis Alberto Acuña

Il Museo del Carmen, che si trova al lato dell’omonimo convento, è senza ombra di dubbio uno dei musei di arte sacra più importanti della Colombia.

Se sei appassionato a questo stile artistico ti consiglio di visitarlo perchè al suo interno ci troverai una preziosa collezione di dipinti, pale d’altare, sculture e tanti altri tipi di oggetti sacri realizzati a partire dal Secolo XVI.

A poche centinaia di metri da qui, sul lato occidentale della Plaza Mayor, c’è la Casa Museo de Luis Alberto Acuña. Come puoi facilmente intuire dal nome, è stata la casa del celebre pittore e scultore santanderino Luis Alberto Acuña, che l’ ha acquistata 15 anni prima della sua morte, avvenuta nel 1994, per convertirla in museo.

Oltre ad una grande collezione delle sue opere, costituita da dipinti ad olio, carboncini e sculture, ospita anche alcune copie delle più famose opere de El Greco, Rembrandt e Miguel Ángel, oltre a reperti arqueologici, fossili e oggetti artigianali.

– Museo Paleontológico di Villa de Leyva

Ti ho già detto che il territorio del dipartimento di Bocaya è ricchissimo di fossili. Se questo argomento ti incuriosice, e vuoi approfondirlo, non puoi andartene da Villa de Leyva senza aver visitato il Museo Paleontólogico de la Universidad Nacional de Colombia, che si trova fuori dall’ area cittadina, a 1,5 chilometri dalla Plaza Mayor in direzione Nord-Est.

Nel grande spazio ospitato all’interno di questa casa coloniale troverai centinaia di reperti fossili delle diverse epoche geologiche incontrati nel corso degli anni nelle immediate prossimità della città, alcuni dei quali risalenti addirittura a 130 milioni di anni fa.

Ci sono fossili di invertebrati, di piante, di animali marini ormai estinti, e risalenti soprattutto al periodo mesozoico e cenozoico, ma il reperto più importante del museo sono i resti dello scheletro di un giovane pilosauto, un grande animale marino che è stato quasi toralmente ricostruito dagli scienziati.

E poi, chicca delle chicche, grazie ad un’applicazione di realtà aumentata che puoi scaricabile gratuitamente, inquadrando le descrizioni dei reperti, potrai vedere sul tuo smartphone com’erano e come si muovevano gli animali quando erano in vita, e le caratteristiche dell’ambiente nel quale vivevano.

Molto carino è anche il piccolo giardino botanico che si trova dietro al museo. Niente di che, ma è davvero molto gradevole, per cui facci un salto prima di andartene. Anche qui puoi usare l’applicazione di realtà aumentata per avere informazioni sulle specie di piante ospitate.

– Il mercato municipale di Villa de Leyva

Se decidi di visitare la bellissima Villa de Leyva, ti suggerisco di fare in modo di esserci di sabato per poter visitare il fantastico mercato municipale, che si svolge nella piazza tra la Carrera 4 e la Carrera 5, a Sud-Est della cittadina, appena fuori dal centro.

Come ogni altro mercato, anche questo inizia di mattina prestissimo con l’arrivo dei venditori che preparano e allestiscono i loro posti di vendita di frutta, verdura e articoli di artigianato. Ma non solo. Infatti, un’intera area è riservata ai comedores, i caratteristici punti di ristoro nei quali potrai assaporare le succulente specialità della cucina tipica colombiana. Squisite al palato ma spesso davvero troppo sostanziose per i miei gusti, quindi, ti consiglio di andarci piano.

Quando ci sono stato non potevo credere ai miei occhi. Sono rimasto letteralmente a bocca aperta nel vedere il tripudio di colori e di odori che invadono la piazza e si diffondono nelle vie circostanti, e le centinaia e centinaia di persone che si muovono tra le bancarelle per comprare, o anche semplicemente per curiosare.

Sono sincero: io in qualche modo sono di parte perchè i mercati mi piacciono davvero tantissimo, soprattutto quelli dell’America Latina, perchè qui hanno mantenuto la loro caratteristica tipica di luogo sociale, dove la gente non ci va solo per comprare, ma anche semplicemente per passare il tempo e per incontrare gli amici.

Ti posso assicurare che questo di Villa de Leyva è forse il più bel mercato all’aperto che ho visto, anche tra gli altri bellissimi che ho avuto modo di conoscere in passato visitando le diverse città del Latinoamerica.

I 5 migliori hotels dove dormire a Villa de Leyva

Se hai deciso di visitare la bellissima Villa de Leyva e devi cercare una sistemazione dove dormire, avrai sicuramente l’imbarazzo della scelta. Infatti, trovarei ottimi alberghi qualsiasi sia il budget a tua disposizione. E poi, considera che la cittadina è molto piccola, per cui la potrai visitarla benissimo qualsiasi sia la struttura che sceglierai.

Conoscendo bene Villa de Leyva, ed avendo soggiornato in molti alberghi diversi nelle diverse occasioni in cui ci sono stato, mi permetto di suggerirti quelli che secondo me offrono la migliore relazione qualità/prezzo. Eccoli:

Se preferisci fare da te, niente in contrario. In questo caso cerca direttamente facendo clic sulla mappa qui sotto indicando nel box le date che ti interessano. I prezzi che vedi sono riferiti a notte per due persone.

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2. Escursioni e luoghi nei dintorni di Villa de Leyva

Appena fuori da Villa de Leyva, e precisamente nei pressi delle strade che collegano Villa de Leyva al paese di Santa Sofia e con la città di Tunja, troverai diversi punti di grande interesse storico-culturale che si riferiscono soprattutto al mondo dei fossili e della paleontologia, insieme ad elementi di valenza religiosa.

– Centro de Investigaciones Paleontológicas

Ancora tanti preziosi fossili, che se sei a Villa de Layva puoi vedere anche nel Centro de Investigaciones Paleontológicas, ospitato in un moderno edificio che si trova a 5 chilometri dalla città sulla strada che conduce nel piccolo paese di Santa Sofia, e che puoi raggiungere a piedi con una passeggiata a piedi di circa 60 minuti o in soli 10 minuti in taxi. Ma anche in autobus.

Questo centro è uno dei laboratori più avanzati in Sud America per la preparazione dei fossili vertebrati. La collezione proposta è davvero molto importante al punto da essere una delle più complete per quanto riguarda i resti di rettili marini preistorici, di dinosauri, mammiferi e di flora paleolitica.

E tra quelli esposti ce ne sono alcuni di inestimabile valore, soprattutto risalenti all’epoca paleozoica, mesozoica e cenozoica, tra i quali troverai l’unica zampa di tigre dai denti a sciabola mai rinvenuta in tutta la Colombia e la tartaruga marina più antica mai rinvenuta, non solo in Colombia ma in tutto il mondo.

– Museo El Fósil

Una volta che hai visitato il Centro de Investigaciones Paleontológicas, facendo solo qualche centinaia di metri in più, potrai vedere la meraviglia delle meraviglie: un gigantesco fossile di cronosauro risalente addirittura a 120 milioni di anni fa, che è il più completo esemplare di rettile marino di epoca preistorica mai rinvenuto al mondo. E che sicuramente è uno degli elementi che rende famosa Villa de Leyva anche al di fuori dei confini nazionali.

Le sue misure sono impressionanti, infatti è lungo 7 metri, anche se completo doveva essere di almeno 12. Ma la coda è purtroppo andata perduta, o non è mai esistita, infatti gli scienziati ipotizzano che probabilmente è stata mangiata da qualche altro animale marino al momento della sua morte, o che proprio questo sia stata la causa del suo decesso.

Questo stupendo esemplare è conservato nello stesso luogo nel quale fu rinvenuto nel 1977 da un contadino locale, all’ interno di un edificio costruito proprio per questo scopo, che è conosciuto come Museo El Fósil.

– Convento del Santo Ecce Homo

Dopo aver visto il Centro de Investigaciones Palentológicas e il Museo El Fósil, proseguendo appena qualche chilometro sempre in direzione della cittadina di Santa Sofia, e più precisamente a 13 chilometri di Villa de Leyva, troverai il Convento del Santo Ecce Homo.

Si tratta di un imponente convento domenicano dalla facciata essenziale e abbastanza austera costruito nel 1620 in pietra e mattoni. Così come in molti altri edifici della zona, anche nelle pareti di questo sono imprigionati alcuni fossili utilizzati come piastrelle durante le ristrutturazioni.

Un’oasi di assoluta tranquillità, costruito come luogo di ritiro e di riposo dei monaci più anziani che, grazie al clima mite, avrebbero potuto trascorrere qui la loro vecchiaia. Ho percepito quest’atmosfera di quiete soprattutto passeggiando tra i fiori esotici che abbellisscono lo splendido chiostro interno, delimitato da un delizioso porticato.

Una volta entrato resterai letteralmente a bocca aperta guardando lo splendido soffitto in legno, conservato intatto dalla sua costruzione, sul quale potrai vedere numerose rappresentazioni usate dai missionari europei per favorire la conversione degli indigeni, tra i quali i soli, le lune, le aquile e gli ananas.

Fantastici sono i pavimenti lastricati con pietre della regione che contengono fossili e ammoniti, tra cui spighe e fiori pietrificati. Mentre altri fossili sono inglobati nella statua collocata nella cappella, che ha un prezioso retroaltare dorato con l’immagine dell’Ecce Homo.

Poi, nella Sala Capitolare, c’è anche un crocefisso davvero molto particolare, infatti mostra Cristo vivo e con gli occhi aperti: una vera rarità per il Sud America. Molto particolare è anche la raffigurazione del Cristo situata nel chiostro occidentale, che sembra avere gli occhi aperti o chiusi a seconda dell’angolazione scelta per guardarlo.

3. Il Santuario de Flores y Fauna de Iguaque

Se vuoi scoprire un luogo naturale che definire meraviglioso mi sembra addirittura riduttivo, basta che ti sposti 13 chilometri da Villa de Layva in direzione Nord-Est. Entrerai senza quasi accorgertene nell’ecosistema montano del páramo andino dove troverai il Santuario de Flores y Fauna de Iaguaque.

Si tratta di un parco naturale che si estende su una superficie di 67,5 chilometri quadrati ad un’altitudine di circa 3.600 metri. Qui trovi un ambiente tanto unico quanto estremamente delicato, all’interno del quale crescono una moltitudine di preziosissime piante endemiche, tra le quali l’espeletia o frailejón, un arbusto perenne che assomiglia ad un incrocio tra piante grasse e palme nane.

Nella riserva ci sono anche 8 piccoli laghi montani di origine glaciale, ma l’unico accessibile è la Laguna de Iguaque.

Secondo il popolo indigeno Muisca, queste alture che circondano la valle e che spesso sono avvolte dalla foschia, erano la culla dell’umanità, tanto che secondo la leggenda dalle acque della Laguna de Iguaque emerse la dea Bachué, che proprio a partire da qui colonizzò la Terra. Inutile dire che, proprio per questo motivo, queste acque erano considerate sacre.

4. A Puente de Bocayá vicino a Villa de Leyva, per conoscere il campo di battaglia dell’ indipendenza

Ti ho già accennato che la Colombia ha conquistato di fatto l’indipendenza dalla corona spagnola vincendo una sanguinosa battaglia che si è consumata nelle vicinanze di Villa de Layva.

Il punto preciso è Puente de Bocayá. Qui, il 7 Agosto 1819, l’esercito di Simón Bolívar sconfisse contro ogni previsione le truppe spagnole guidate dal generale José María Barreiro, per proseguire l’avanzata verso Bogotá, dove giunse il 10 Agosto.

Il territorio del Vicereame della Nuova Granada si trasformò in Province Unite della Nuova Granada, una repubblica federale successivamente integrata nella Grande Colombia. Questo territorio comprendeva le attuali Colombia, Venezuela, Ecuador e Panama. Nel 1831 la Grande Colombia si dissolse, e la Nuova Granada divenne la Repubblica di Colombia.

Il Puente di Bocayá, che da il nome al campo di battaglia e che fu attraversato da Bolívar per accedere al luogo dove si consumarono i combattimenti, oggi è un piccolo ponte abbandonato. Per ricordare l’avvenimento storico ne è stato costruito uno nuovo, che si trova inserito all’interno del centro commemorativo.

Se vuoi visitare il campo di battaglia lo trovi sulla strada Tunja-Bogotà, 15 chilometri a Sud di Tunja, e lo puoi raggiungere con uno dei tanti autobus locali che fanno questo percorso.

Ci trovi diversi monumenti commemorativi, tra i quali il più importante è il Monumento a Bolívar, una scultura di 18 metri sormontato da 5 angeli che simbolicamente rappresentano i 5 países bolivarianos, ovvero i 5 paesi che ha liberato il conquistatore: Venezuela, Colombia, Ecuador, Perú e Bolivia. E nei pressi del monumento c’è una fiamma sempre accesa, anche questa in sua memoria.

5. A Sutamarchán per assaggiare la squisita longaniza

A circa 14 chilometri a Ovest de Villa de Leyva, sulla strada che conduce a Ráquira, troverai la piccola località di Sutamarchán, che è una città diventata celebre per la sua produzione di longaniza, un insaccato simile alla salsiccia che adoro, e che conosco da quando ho vissuto in Spagna, a Madrid e a Barcelona.

Come la cucinano qui, alla griglia, è davvero squisita, e potrai trovare tantissimi locali dove assaggiarla a prezzi davvero economici.

6. La Valle del Sol: il perfetto mix tra natura e tradizione coloniale

Un luogo ancora molto inesplorato e praticamente sconosciuto al turismo di massa è la Valle del Sol, che si trova a circa 130 chilometri ad Est da Villa de Leyva, comodamente raggiungibile in autobus. Quest’area è stata abitata dall’antico popolo muisca di Chibcha, e nella loro lingua si chiama Sugamuxi.

Qui la natura è ancora assolutamente incontaminata, e puoi fare delle emozionanti escursioni a piedi soprattutto attorno al Lago de Tota, il più grande della Colombia, oppure scegliere di visitare la Playa Blanca, una suggestiva spiaggia di sabbia finissima un pò particolare. Infatti, si estende a 3.015 metri di quota nella suggestiva cornice del paesaggio andino.

Poi, questa zona è costituita da villaggi coloniali molto ben conservati, tra i quali Muguí e Iza, nota per i suoi dolci.

Oltre a questi insediamenti maggiori ci sono molti altri villaggi che meritano di essere visitati, tra i quali Tópaga, conosciuta perchè in una chiesa locale c’è la scultura di un diavolo, ma soprattutto per gli oggetti artigianali in carbone.

A me è piaciuta moltissimo anche Nobsa, anche lei famosa per gli oggetti di artigianato locale, e Tibasosa, considerata la capitale colombiana della feijoa, un frutto tropicale molto gustoso che ha la consistenza simile al mango e alla papaya, ma con la buccia verde.

7 Monguí: lo splendido villaggio coloniale verde e bianco a pochi chilometri di Villa de Leyva

Monguí è senza ombra di dubbio una delle più belle località coloniali della Colombia, ed è per questo che ti consiglio di visitarla. Secondo me è ancora più bella di Ville de Leyva, ma molto meno turistica e blasonata. E quindi percepirai un’ atmosfera decisamente più legata alla tradizione e alle tipicità locali.

È un villaggio dove gli edifici sono quasi tutti bianchi e verdi, anche se qua e là capita di trovarne anche alcuni costruiti in mattoni. Questi hanno uno stile che li fa assomigliare molto a quelli che puoi vedere se vai a visitare il countryside inglese. Le loro facciate decorate con edera e gerani colorati sono bellissime, e queste piante li completano enfatizzandone le particolarità.

La cittadina fù fondata dai francescani nel 1601, e per molti anni è stata un importante centro di evangelizzazione, come si può capire facilmente da due degli edifici più suggestivi presenti in città: il Convento de los Franciscanos, che domina la piazza centrale, e la vicina Basilica Menor de Nuestra Señora de Moguí.

– Convento de los Franciscanos e Basilica Menor de Nuestra Señora de Monguí

L’edificio in pietra rossa che ospita il Convento de los Franciscanos è in assoluto il più imponente di Monguí. Tanto grande che per essere terminato richiese più di un secolo a partire dal 1694, quando fu gettata la prima pietra.

Accanto al Convento de los Franciscano c’ è un altro importanre edificio di culto: La Basilica Menor de Nuestra Señora de Moguí, che è una bella chiesa finemente decorata. L’interno a 3 navate contiene un retroaltare molto bello e un quadro della Virgen de Monguí, patrona della città.

Il convento ospita anche il Museo de Arte Religiosa, che accoglie una interessante collezione di oggetti sacri dei più svariati tipi e periodi.

8. Parque Nacional Natural El Cocuy: il cuore della Sierra Nevada del Cocuy

Il Parque Nacional Natural El Cocuy è un immenso parco di 306 mila ettari che sorge nel cuore della Sierra Nevada del Cocuy, indubbiamente una delle catene montuose più spettacolari di tutto il Sud America, e attrattiva principale dell’area.

Questo è un vero e proprio angolo di paradiso, tra laghi dalle acque gelide e perfettamente trasparenti, cascate ripide e addirittura 21 vette innevate, 15 delle quali superano i 5.000 metri. La più alta addirittura i 5.300 metri.

Il parco che è stato per molto tempo off-limits per motivi di sicurezza e per le restrizioni imposte dagli accordi siglati tra il governo colombiano e le comunità indigene locali, che abitano nel parco. Ora è una meta sicura, anche se è abbastanza difficile da raggiungere. E, in ogni caso, non si può andare senza una guida autorizzata.

Oltre a questo, devi sapere che In nessun caso è possibile raggiungere i ghiacciai, ed è vietato pernottare all’interno dei suoi confini, penso proprio per gli accordi presi con le comunità indigene che ci vivono.

– El Cocuy e Guicán: i punti di acceso al parco

Il modo migliore e più sicuro per visitare il Parque Nacional Natural El Cocuy è quello di partecipare ad una delle escursione organizzate dalle molte agenzie che si trovano nelle cittadine di El Cocuy e Guicán, i due punti di ingresso al parco. E dove dovrai obbligatoriamente soggiornare prima delle escursioni.

Tra le due ti consiglio El Cucuy, che è in una posizione scenograficamente fantastica, e quella che ha meglio conservato il suo tipico aspetto coloniale.

Senza nulla togliere a Guicán, che però ha il grande vantaggio di essere il punto di partenza migliore per l’ingresso al parco, visto che il sentiero che arriva da qui è decisamente più breve e più facile da percorrere. Inoltre, è il punto di accesso alle terre delle comunità indigene degli u’wa.

Gli u’wa sono sempre stati un popolo indigeno davvero molto orgoglioso, tanto che molti di loro, all’arrivo dei conquistatori spagnoli nel loro territorio, si gettarono da una rupe alta 300 metri conosciuta come El Peñón de los Muertos, piuttosto che cadere nelle loro mani.

In merito a questo fatto, all’ingresso della città si trova il Monumento a la Dignidad de la Raza U’wa, eretto in memoria del sacrificio di massa.

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