napoli dal belvedere di san martino

Vedi Napoli e poi muori: un fine settimana tra le bellezze della città partenopea

Napoli è una città bellissima e allo stesso tempo piena di contraddizioni. La cosa che maggiormente colpisce è la ricchezza del suo patrimonio artistico e culturale fatto di chiese, monasteri, cappelle, castelli e fantastici musei che si concentrano nella Città Vecchia, conosciuta come Spaccanapoli. Ma Napoli è anche tradizione e folclore che si respira anche semplicemente camminando per le strade e si percepisce parlando con gli abitanti, che sono estremamente educati e disponibili, soprattutto se si entra nei quartieri più popolari, come ad esempio nei quartieri spagnoli. E poi la sua posizione sul mare, con il bellissimo lungomare che si affaccia sul Golfo di Napoli e con il profilo dell’imponente Vesuvio che si staglia all’orizzonte, tutti elementi tra loro creano un mix incredibilmente affascinante soprattutto quando c’è il sole e la città si colora e brilla. Goethe recitava <<vedi Napoli e poi muori>>, e io non posso che essere d’accordo

Come raggiungere Napoli

– In macchina

Raggiungere Napoli in macchina è facile sia se provieni dal nord o dal centro, e chiamamente lo è ancora di più se provieni dalle diverse regioni del sud, anche se in questo caso la viabilità non è così buona.

La principale strada per arrivare a Napoli dalle regioni del nord è l’Autostrada A1 che è conosciuta anche come Autostrada del Sole, e che collega la città a Milano, Bologna, Firenze e Roma. Se il traffico è scorrevole percorri i 770 chilometri che separano Napoli da Milano in poco più di 8 ore.

Qui di seguito ti indico i chilometri per arrivare a Napoli dalle altre principali città italiane:

  • 55 chilometri da Salerno
  • 230 chilometri da Roma
  • 260 chilometri da Bari
  • 290 chilometri da Pescara
  • 410 chilometri da Lecce
  • 470 chilometri da Firenze
  • 470 chilometri da Ancona
  • 570 chilometri da Bologna
  • 700 chilometri da Genova
  • 890 chilometri da Torino

– In treno

Ti stai forse domandando come fare per arrivare a Napoli in treno? La stazione di Napoli Centrale si trova a soli 2 chilometri dal centro di Napoli che puoi percorrere in 20 minuti a piedi oppure in 10 minuti se prendi un’autobus o un taxi.

Considera comunque che il centro di Napoli (Spaccanapoli) è zona totalmente pedonale per cui dovrai per forza fare a piedi il tratto che lo separa da Corso Umberto I in prossimità della fermata Duomo della metro dove si fermano gli autobus.

Sinceramente non ricordo se i taxi possono entrare nella zona pedonale della Napoli Vecchia; considerato che le vie di Spaccanapoli sono molto strette e sempre piene di persone che camminano penso proprio di no. Diverso è se il tuo albergo si trova ad esempio nella parte alta di via Toledo, che comunque è molto vicina al centro storico di Napoli.

Arrivare a Napoli in treno è molto comodo soprattutto grazie ai Frecciarossa e ai treni Italo che collegano in poche ore di viaggio le principali stazioni italiane, anche se possono essere molto più costosi dei voli aerei, soprattutto se prenoti sotto data.

Io quando devo raggiungere Napoli da Milano preferisco prendere una cuccetta in un Intercity Notte, che è più economico dell’alta velocità e che mi fa risparmiare molto tempo perchè viaggio di notte. E sono abbastanza comodi per cui arrivo a Napoli sempre riposato.

– In aereo

Come raggiungere Napoli in aereo? L’Aeroporto Capodichino di Napoli si trova nella zona nord-est della città e per arrivare in centro puoi prendere l’Alibus che collega la Stazione Centrale di Napoli oppure un taxi.

L’Aeroporto di Napoli è perfettamente collegato a quasi tutti gli altri aeroporti italiani con voli aerei regolari gionalieri molti dei quali sono offerti dalle compagnie aeree low-cost, in particolare da Ryanair. Da molti aeroporti, soprattutto quelli del Nord Italia, sono previsti addirittura 2 o 3 collegamenti giornalieri per arrivare a Napoli.

Se oltre alla città di Napoli vuoi visitare anche i dintorni (come ad esempio gli scavi di Pompei o la Reggia di Caserta) ti consiglio di affittare una macchina in una delle tante compagnie di autonoleggio presenti all’uscita dei terminal così da mouoverti più rapidamente e ottimizzare il tempo.

Per confrontare le tariffe di tutte le compagnie nelle date che servono a te per affittare una macchina all’Aeroporto Capodichino di Napoli e trovare quella che garantisce la migiore offerta ti consiglio di fare come me e di prenotare online sul portale www.ionoleggioauto.it oppure su www.doscovercars.com.

Trovare le migliori auto e noleggio e le migliori tariffe con questi portali di noleggio auto è molto facile: ti basta andare sul sito, inserire il nome dell’aeroporto di destinazione (Aeroporto Capodichino di Napoli) nel campo dedicato alla location, la data e l’ora di inizio e fine del noleggio e il gioco è fatto.

I due portali ti daranno l’elenco dei modelli di auto a noleggio insieme alle opzioni disponibili e alle tariffe proposte da tutte le compagnie presenti all’Aeroporto Capodichino di Napoli tra le quali potrai scegliere quella che è più in linea con il tuo budget e con le tue specifiche esigenze.

Cosa vedere a Napoli

Le cose da vedere a Napoli sono davvero tante e per questo un fine settimana è appena sufficiente. Io ti consiglio di fare come me e fermarti almeno 3 giorni pieni per avere il tempo di visitare con calma almeno i “must” che la città ti offre.

Il modo migliore per visitare Napoli è a piedi, anche perchè come ti ho detto la maggior parte del centro storico è vietato alle macchine. Per gli spostamenti puoi anche usare gli autobus, che passano con molta regolarità, oppure la metro di Napoli che è davvero efficiente.

Ti posso assicurare che la maggior parte dei quartieri di Napoli non sono per nulla pericolosi, nemmeno di sera. Ma come d’appertutto occorre fare attenzione a quando si cammina per strada, soprattutto per evitare gli scippi che capitano qui come in tutte le altre città turistiche del mondo.

L’unica zona di Napoli dove sono stato a piedi di sera che non è piaciuta per niente è quella della stazione e del quartiere Forcella, che poi è quello tra la stazione e Spaccanapoli. Niente di che, solo brutte facce.

– Spaccanapoli: il cuore pulsante di Napoli

La tua visita alla bellissima Napoli comincerà quasi sicuramente a Spaccanapoli, che è il centro storico della città. Un chilometro di lunghezza lungo il quale si si concentrano la maggior parte dei luoghi interessanti da conoscere e dove ti consiglio di trovare un hotel.

Ma perchè il centro storico di Napoli si chiama Spaccanapoli? Si tratta della via che come dice la parola divide nettamente e in modo assolutamente lienare la città antica di Napoli tra parte nord e parte sud.

Spaccanapoli identifica una specifica strada di Napoli che va dai quartieri spagnoli fino all’altrettanto popolare quartiere di Forcella e che in epoca romana coincideva con il decumano inferiore.

Dice Stanislao Nievo: <<Nel mezzo della città si apre via Spaccanapoli, un rettilineo di poco più di un chilometro, stretto e vociante, che divide in due l’enorme agglomerato. È il cuore di questa babele della storia. Qui visse e morì Benedetto Croce>>.

Ed è proprio per questa ragione che Spaccanapoli prende nell’area centrale il nome ufficiale di via Benedetto Croce e più in là di via Forcella.

La tua visita a Spaccanapoli può cominciare dalla piccola Piazza del Gesù Nuovo, che a me piace incredibilmente, anche se in fondo è molto semplice.

Ti consiglio di perderti una visita alla Chiesa del Gesù Nuovo che trovi proprio di fronte all’Obelisco dell’Immacolata. Oltre ad essere una delle più grandi chiese di Napoli le opere che trovi al suo interno sono tra le più importanti testimonianze di arte barocca.

Lì vicino non puoi non entrare nel bellissimo Complesso Monumentale di Santa Chiara con i auoi chiostri che sono davvero molto suggestivi e che ti regalano qualche minuto di assoluta tranquillità totalmente isolato dal vociare della strada.

Percorrendo via Benedetto Croce durante le ore di punta dovrai farti largo tra le centinaia di persone tra turisti e abitanti che l’affollano e che la rendono molto chiassosa ma allo stesso tempo atrettanto folcloristica.

La tappa obbligata durante una passeggiata a Spaccanapoli è in una delle tantissime pasticcerie per provare una delle dolci specialità napoletane: io ad esempio vado matto per la pastiera o per i babà, ma ti assicuro che ne troverai di decine di tipi diversi.

Ma a Spaccanapoli ci sono anche tantissime pizzerie e ristoranti, di tutti i tipi e per tutte le tasche, per cui preparati perchè la tentazione è irresistibile. Devi però stare attento perchè alcuni sono molto turistici e, non so tu, ma io cerco di evitare questi posti perchè quasi mai si può trovare la vera cucina della tradizione napoletana.

Imboccando Vico San Domenico Maggiore sulla sinistra e poi Via Francesco de Sanctis trovi uno dei luoghi più importanti della Napoli culturale: il Museo Cappella Sansevero all’interno del quale è osposto la celebre scultura in marmo conosciuta come Cristo Velato, che è senza dubbio la scultura più affascinente e misteriosa tra quelle che puoi vedere a Napoli.

La particolarità del Cristo Velato di Napoli consiste nel velo che ricopre il corpo di Cristo rappresentato sdraiato, talmente perfetto da sembrare fatto di tessuto, anche se in realtà il particolare effetto è solo il frutto della grande abilità dello scultore Giuseppe Sanmartino che ha realizzato l’opera.

Al di là della presenza del Cristo Velato vale la pena visitare la Cappella di Sansevero nel cuore di Spaccanapoli anche per le sue bellissime statue e decorazioni in marmo che raffigurano simboli esoterici e religiosi.

C’è solo un problema: l’interno della cappella (incluso ovviamente il Cristo Velato) non si può fotografare, e ti assicuro che è un aspetto che non ho per niente digerito, anche perchè l’ingresso costa 8 euro (audioguida esclusa) e mediamente non ci si ferma più di 5 minuti.

Uno degli angoli più famosi di Spaccanapoli e di tutta Napoli è senza dubbio via San Gregorio Armeno, conosciuta anche come Via dei Presepi.

Questa via di Napoli ha raggungo la celebrità in Italia e nel mondo perchè qui si concentrano i laboratori e i negozi degli artigiani che realizzano le celebri statuine in terracotta dei presepi con le sembianze dei personaggi della tradizione. Le trovi fianco a fianco alle statuine dei personaggi che appartengono al mondo del cinema, della musica, della politica e dell’attualità.

Insieme alle statuine, nelle botteghe della Via dei Presepi di Napoli trovi ovviamente tutti gli altri elementi che compongono i presepi, alcuni molto belli e particolari, altri decisamente troppo moderni e pacchiani, inclusi gli immancabili corni rossi portafortuna.

Sicuramente via San Gregorio Armeno di Napoli è un luogo unico, anche se a me non è piaciuto particolarmente forse perchè ne avevo sentito parlare molto e per questo mi ero fatto delle grandi aspettative.

In ogni caso è molto interessante fermarsi a parlare con gli artigiani della Via dei Presepi che sempre con molto piacere ti spiegano le tecniche di lavorazione e il significato di ogni loro creazione, e che puoi vedere all’opera nei laboratori quasi sempre nel retro delle botteghe.

E nel punto in cui via San Gregorio Armeno incrocia via dei Tribunali trovi la bellissima Chiesa di San Lorenzo Maggiore che è uno dei principali monumenti di età gotica di tutta l’Italia del Sud e secondo me una delle più belle chiese di Napoli.

La Chiesa di San Lorenzo Maggiore è anche molto importante per la storia di Napoli perchè al suo interno riposano numerosi membri della casa reale angioina. Devi assolutamente entrare in questa bella chiesa di Napoli anche per vedere i meravigliosi affreschi trecenteschi che la decorano e alcune delle cappelle che sono delle vere e proprie opere d’arte.

La Chiesa di San Lorenzo Maggiore di Napoli ha anche una maestosa torre campanaria, detta anche “torre di Masaniello”, perché adoperata come fortino in cui nascondere armi e cannoni durante i moti insurrezionali di Napoli del 1647.

Un’altra bellissima chiesa che trovi a Spaccanapoli e che devi assolutamente visitare è il Duomo di Napoli, famoso in tutto il mondo per il Miracolo di San Gennaro che sicuramente anche tu conosci.

Il legame che Napoli e i napoletani con San Gennaro va ben oltre la semplice devozione; è un sentimento molto forte che nel corso dei secoli ha superato divieti e restrizioni, anche quelli della stessa Chiesa che lo considera un Santo di “serie B”.

Entra nel Duomo di Napoli e visita il Tesoro di San Gennaro ospitato nel Museo che raccoglie alcune reliquie e oggetti preziosi, insieme a statue, candelabri e oggetti in argento che i napoletani hanno protetto con molta tenacia durante i numerosi saccheggi che la città di Napoli ha vissuto nel corso della sua storia.

– Museo e Real Bosco di Capodimonte

Ti piacerebbe visitare un museo ricco di splendide opere d’arte ospitato in un edificio storico all’interno di un magnifico bosco? Allora devi assolutamente visitare il Museo e Real Bosco di Capodimonte, un luogo unico in posizione rialzata a mezz’ora a piedi da Spaccanapoli.

Il Real Bosco di Capodimonte è un’area verde incontaminata di 134 ettari che si affaccia sulla città e sul Golfo di Napoli e ospita la bellezza di 400 specie vegetali piantate nel corso di due secoli, tra le quali molte rare ed esotiche. Per la sua bellezza nel 2014 il Real Bosco di Capodimonte ha ricevuto il prestigioso riconoscimento di “Parco più bello d’Italia”.

Camminando tra i viali curatissimi trovi anche 17 edifici storici tra residenze, chiese, depositi, casini e laboratori, ai quali si aggiungono fontane, statue, orti e frutteti.

Il Real Bosco di Capodimonte si estende a ridosso dell’altrettanto magnifica Reggia di Capodimonte, un palazzo di tre piani che è stato costruito dai borboni con la funzione di casa di caccia.

Nelle 124 gallerie che costituiscono questo splendido museo di Napoli trovi esposte migliaia di opere d’arte che nel loro complesso formano una delle più importanti pinacoteche d’Europa, il cui nucleo principale è costituito dalla magnifica Collezione Farnese.

Io sono restato a bocca aperta per la bellezza delle opere esposte, tra le quali i lavori dei massimi esponenti della pittura di tutti i tempi: Tiziano, Raffaello, Caravaggio, Michelangelo, Botticelli, Mantegna, Correggio, Goya e il Parmigianino, solo per citare i più importanti.

Ma non è finita qui. Nelle sale del Museo di Capodimonte di Napoli trovi anche una straordinaria collezione di porcellane, di stampe, di disegni, insieme ai magnifici arazzi che ricoprono le altissime pareti di diverse sale. Alcune di queste sono dedicate ai mobili reali e non puoi dimenticarti di vedere la strabiliante galleria della Mirabilia Farnese.

– La Certosa di San Martino e il Belvedere di San Martino

Un altro luogo che non devi assolutamente perdere se decidi di visitare Napoli è la bellissima Certosa di San Martino che si ritrova sulla sommità di un’altura nel quartiere collinare del Vomero, a 251 metri d’altezza vicino a Castel Sant’Elmo.

La Certosa di San Martino è uno dei maggiori complessi monumentali religiosi della città di Napoli e uno dei più riusciti esempi di architettura e arte barocca assieme alla reale cappella del Tesoro di san Gennaro, nonché fulcro della pittura napoletana del Seicento.

Questo imponente complesso religioso di Napoli è costituito da circa cento sale, tre chiostri, due chiese, quattro cappelle, un cortile e diversi giardini pensili.

Dopo l’Unità d’Italia la Certosa di San Martino di Napoli è diventata monumento nazionale e dal 1866 ospita il Museo Nazionale di San Martino, nato con lo scopo di raccontare la storia artistica e culturale della città.

Al di là della bellezza architettonica della facciata della Certosa di San Martino, dei suoi interni e dei sui chiostri, e senza considerare l’importanza simbolica di questo fantastico luogo di culto, vale la pena andarci anche semplicemente per ammirare tutta la città di Napoli da un punto di vista privilegiato, il Belvedere di San Martino, con il suo golfo e con l’imponente profilo del Vesuvio che si staglia all’orizzonte.

Io sono salito alla Certosa di San Martino a piedi, partendo da Piazza del Gesù Nuovo. E per arrivarci ci ho impiegato circa un’ora camminando abbastanza velocemente. Anche se è una bella scarpinata quasi sempre in salita ne vale la pena perchè ti da la possibilità di ammirare la città di Napoli da diverse angolazioni e da diverse altezze. E in più hai la possibilità di attraversare a piedi il bel quartiere residenziale del Vomero.

Se non hai voglia di raggiungere la Certosa di San Martino a piedi puoi arrivarci in una manciata di minuti prendendo la funicolare che parte dalla stazione di Montesanto nel folcloristico quartiere popolare di Pignasecca, a pochi minuti a piedi dai quartieri spagnoli.

Il quartiere di Pignasecca di Napoli è un dedalo di viette che brulicano di banchi di frutta e di pesce insieme a piccoli negozi di tutti i tipi. La stazione di arrivo della funicolare al Vomero si trova a circa 200 metri dalla Certosa di San Martino.

– I quartieri spagnoli: la Napoli più autentica e verace

Quando ho detto agli amici che andavo a visitare Napoli, il commento di questi tutti è stato <<Mi raccomando, non andare da solo nei quartieri spagnoli>>. Il perchè è semplice da spiegare: questa parte della città di Napoli è da sempre molto popolare e per alcuni fatti di cronaca soprattutto del passato non gode di una buona fama.

Fama questa che secondo me ormai non corrisponde più al vero perchè, al contrario, io ai quartieri spagnoli di Napoli ho trovato un’atmosfera molto frizzante e, sia di giorno che di notte, non ho mai avuto la minima percezione di pericolo.

Sicuramente è vero che i quartieri di spagnoli mantengono la connotazione di quartiere popolare abbastanza fatiscente. Lo si nota chiaramente camminando per l’intricato dedalo di strette viette quasi sempre in ombra che si sviluppano in salita con le facciate delle case quasi sempre rovinate che quasi si toccano, le macchine e i motorini parcheggiati anche dove dovrebbero stare, i panni appesi direttamente sulla strada, e molto altro ancora.

Ma io interpreto queste caratteristiche come segno di tipicità, di grande autenticità, e non di trascuratezza fine a se stessa. Così come i venditori ambulanti di capi di abbigliamento con i loro banchi lungo le vie, le centinaia di graffiti che raffigurano i personaggi più emblematici che hanno fatto la città di Napoli grande e famosa nel mondo, come Totò e Maradona, che si alternano lungo le strade a piccole cappelle votive dedicate alla Madonna o in ricordo di qualche abitante.

E poi negli ultimi anni i quartieri spagnoli sono diventati uno degli epicentri della movida notturna a Napoli. Infatti hanno aperto decine di ristorantini dove si mangiano gli squisiti piatti della gastronomia napoletana tipica e di pub sempre pieni zeppi soprattutto di giovani nei quali puoi tirare tardi fino a notte fonda tra drink e musica ad alto volume.

Mentre camminavo mi sono fermato a scambiare quattro chiacchiere con alcuni abitanti che no incrociato per la strada o che erano affacciati agli angusti balconcini con la scusa di chiedere loro delle informazioni e ho trovato molta gentilezza, molta cordialità e una grande voglia di raccontare, quasi come se ci tenessere a farmi percepire che nei quartieri spagnoli di Napoli di pericoli non ce ne sono.

I quartieri spagnoli si sviluppano laterlamente per quasi tutta la lunghezza della lunghissima via Toledo, che è una delle principali arterie della viabilità e del commercio di Napoli e che arriva fin quasi al Palazzo Reale, al Teatro San Carlo e a Piazza del Plebiscito.

Lungo via Toledo trovi molte boutique e gli eleganti negozi delle catene internazionali. Immerso in questo panorama ti basta girare l’angolo per entrare nei quartieri spagnoli, che come hai capito da solo sono un altro mondo. Non un mondo peggiore o più pericoloso, semplicemente la Napoli più verace…

– La Napoli sottorranea e la Galleria Borbonica

Abbastanza interessante è anche la visita guidata alla Napoli sotterranea, una serie di ambienti e di cunicoli scavati nel corso dei secoli e per diversi scopi nel sottosuolo della città ai quali si accede da Piazza San Gaetano, molto vicino alla fine di via San Gregorio Armeno.

I primi a scavare la Napoli sotterranea sono stati i greci per estrarre il tufo che serviva per rafforzare le mura della città e che puoi vedere chiaramente nelle facciate del centro storico. Poi sono stati i romani che hanno adattato e ampliato i passaggi sotterranei per raccogliere l’acqua piovana che serviva a portare l’acqua alle case napoletane fino al 1885, anno nel quale è stato costruito un acquedotto.

Sicuramente la Napoli sotterranea è un luogo molto particolare che vale la pena conoscere, ma spero che non ti capiti la guida che ha accompagnato il mio gruppo perchè aveva un modo di raccontare che definire soporifero è assolutamente riduttivo.

Ma c’è un altro luogo dove puoi vedere la Napoli sotterranea: sto parlando della Galleria Borbonica. Ci accedi da Vico del Grottone, nei pressi di Piazza del Plebiscito attraverso una scala realizzata nel Settecento, oppure dal Parcheggio Morelli, in via Morelli.

La Galleria Borbonica di Napoli è considerata il vanto dell’ingegneria civile borbonica e grazie alla visita guidata la puoi apprezzare come vera e propria opera d’arte sotterranea. Puoi vedere le incredibili soluzioni architettoniche adottate e conoscere le problematiche di natura geologica che gli ingenieri e gli operai hanno incontrato durante gli scavi.

Gli ambienti che incontri mostrano i tratti rinascimentali dell’acquedotto della Bolla e vedi i tre ponti realizzati dai Borbone per attraversare le cisterne di raccolta dell’acqua senza comprometterne le funzionalità. Durante la Seconda Guerra Mondiale alcuni ambienti sono stati adattati a magazzino per le armi e successivamente come deposito giudiziale dal Comune di Napoli.

Lungo il percorso della Galleria Borbonica trovi anche enormi frammenti di statue e veicoli che risalgono al periodo compreso tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e gli anni Settanta, rinvenuti sotto i rifiuti e i detriti.

Oltre al Percorso Standard che ti da una visione d’insieme puoi anche scegliere di visitare la Galleria Borbonica di Napoli attraverso uno degli altri tre percorsi tematici: il Percorso Avventura, la Via delle Memorie o Speleo Light, ognuno dei quali sottolinea una specifica caratteristica della straordinaria opera.

– Piazza del Plebiscito, Teatro San Carlo e Palazzo Reale

Ho sempre una gran voglia di godermi la vastità e la bellezza di Piazza del Plebiscito ma purtroppo tutte volte che visito Napoli la trovo per un motivo o per l’altro con “lavori in corso”, quindi non riesco mai a scattare una fotografia decente.

Trovi la Piazza del Plebiscito di Napoli alla fine di via Toledo e la riconosci facilmente anche semplicemente perchè è immensa. Con i suoi 25 mila metri quadrati è infatti una delle piazze più grandi d’Italia ed è per questo che è sempre occupata da eventi e manifestazioni. Da qui il motivo per cui non riesco mai a fotografarla totalmente libera.

Quando vai a vedere Piazza del Plebiscito prenditi fai una sosta per un caffè accompagnato da uno squisito dolce napoletano in uno dei due caffè storici di Napoli che trovi a poca distanza: il Turco e il Gran Caffè Gambrinus. Gli ambienti sono quelli originali dell’Ottocento, quindi fermarsi in questi caffè vuol dire avere la possibilità di vivere un pezzo della storia di Napoli.

Attorno a Piazza del Plebiscito trovi anche due delle istituzioni culturali più importanti di Napoli: il Palazzo Reale e il Teatro San Carlo, che è uno dei più famosi e prestigiosi nel mondo per qualità e varietà delle reappresentazioni. Forse è addirittura secondo solo dopo il Teatro alla di Milano.

Il Palazzo Reale di Napoli è da visitare per il suo prestigio architettonico e per il suo significato simbolico. Per oltre tre secoli ha infatti rappresentato la sede del potere a Napoli e in tutta l’Italia meridionale. E con la sua strepitosa mole rossa e grigia che si affaccia su Piazza del Plebiscito e sul golfo rappresenta la porta di accesso della città di Napoli verso il mare.

Quando varchi il perimetro del Palazzo Reale di Napoli trovi una città in miniatura che si scopre davanti ai tuoi occhi passo dopo passo tra porticati, giardini e cortili. Questi elementi ti introduco agli ambienti reali e di servizio che nel tempo sono stati riconvertiti per ospitare alcune delle più importanti istituzioni culturali della città di Napoli, tra le quali il Teatro Reale e la Biblioteca Nazionale.

L’Appartamento Reale è rimasto però intatto e quando l’ho visitato non credevo ai miei occhi per la bellezza dei marmi, degli stucchi, degli affreschi, degli arazzi e degli arredi che raccontano la vita dei reali a Napoli. Non perdertelo per nessun motivo.

– I castelli di Napoli: Castel Sant’Elmo, il Maschio Angioino e Castel Ovo

Da Piazza del Plebiscito con una breve passeggiata puoi raggiungere i due castelli di Napoli più emblematici: il Castel Nuovo meglio conosciuto come Maschio Angioino e più in là, direttamente affacciato sul mare, il Castel Ovo.

In realtà a Napoli c’è un terzo castello, Castel Sant’Elmo. Lo trovi vicino alla Certosa di San Martino, sulla collina del Vomero. Gli ambienti del Carcere Alto di Castel Sant’Elmo ospitano il Museo del Novecento a Napoli dove puoi vedere la produzione di artisti napoletani o comunque attivi a Napoli tra il 1910 e il 1980.

Il Maschio Angioino è uno dei simboli indiscussi di Napoli e merita sicuramente una visita guidata perchè da solo non puoi apprezzarne le caratteristiche, nemmeno se ti porti una guida cartacea. E soprattutto ti resteranno nascosti i significati della simbologia che già dall’entrata ti accompagna in tutti gli spazi interni ed esterni.

Il Maschio Angioino ospita anche il Museo Civico di Napoli, cui appartengono la Cappella Palatina e i percorsi museali del primo e secondo piano. Purtroppo la visita guidata non include la spiegazione dei pezzi raccolti nel museo e anche il biglietto di ingresso è da pagare a parte.

Castel Ovo è situato in una posizione stupenda, sull’antico Isolotto di Megaride. E per arrivarci da Piazza del Plebiscito devi percorrere una parte del lungomare di Napoli, che è davvero stupendo soprattutto nelle giornate di sole durante le quali puoi vedere il bellissimo profilo del Vesuvio che si staglia all’orizzonte e che ti sembra di poter toccare con una mano.

Una delle più fantasiose leggende napoletane fà risalire il nome del castello all’uovo che Virgilio avrebbe nascosto all’interno di una gabbia nei suoi sotterranei. Il luogo dove era conservato l’uovo fu chiuso da pesanti serrature e tenuto segreto poichè da “quell’ovo pendevano tutti li facti e la fortuna dil Castel Marino”.

Io ho visitato Castel ovo senza guida e per la verità ho passeggiato solo negli spazi esterni perchè quando ci sono stato le stanze erano chiuse. Ma da quanto ho capito la maggior parte di queste sono ormai destinate ad accogliere eventi, quindi penso di non essermi perso molto. La vista del mare, del Vesuvio e della città è davvero suberba, e da sola merita una visita.

– Metro dell’Arte: un percorso tra le più belle stazioni della metro di Napoli

Lungo via Toledo trovi la stazione Toledo della metro di Napoli. Perchè ci tengo a sottolinearlo? Perchè questa stazione fà parte del circuito chiamato Metro dell’Arte, un percorso costituito da diverse stazioni della metro che si distinguono per la particolare struttura e per le decorazioni artistiche che le hanno fatto meritare il premio di “Stazioni più belle d’Europa”.

Ho scoperto per caso questo inusuale percorso tra le stazioni della metro di Napoli perchè l’ultima volta che sono stato in città ho dovuto prendere la metro proprio alla stazione di Toledo e sulle scale mobili mi sono accorto che le pareti e il soffitto sono rivestite da minuscole tessere di mosaico che luccicano grazie ai fasci di luci dei fari che le colpiscono e ho avuto la sensazione di essere circondato dal cielo. E percorrendo la stazione ho trovato altre installazioni artistiche, tutte inusuali per il luogo.

Le stazioni del percorso Metro dell’Arte di Napoli si trovano tutte sulla linea 1 che da Piscinola arriva fino a Piazza Garibaldi. Oltre a quella di Toledo ti consiglio di visitare anche quelle di Vanvitelli, Materdei, Quattro Giornate, Salvator Rosa, Cavour, Dante, Municipio, Dante e Università, ognuna caratterizzata da installazioni di arte moderna.

Negli scorsi anni il Comune di Napoli, in collaborazione con ANM, ha infatti incaricato diversi architetti e designer di fama internazionale come Àlvaro Siza, Eduardo Souto de Moura, Dominique Perrault, Oscar Tusquets, Karim Rashid, Gae Aulenti, Alessandro Mendini la progettazione di queste stazioni per dare nuova vita agli spazi urbani dedicati alla mobilità trasformandoli in prestigiosi luoghi artistici.

Il risultato è che questi nuovi spazi pubblici nel sottosuolo di Napoli accolgono oggi più 200 installazioni site specific di arte contemporanea dando vita ad un eccezionale esempio di museo decentrato e distribuito sull’area urbana.

I 10 migliori B&B e hotel a Napoli in centro

Se hai deciso di visitare Napoli ti consiglio ovviamente di scegliere un B&B o un hotel in centro nella zona di Spaccanapoli o nella parte alta di Via Toledo, perchè come ti ho detto è indubbiamente quella più bella e più comoda per raggiungere i luoghi più emblematici della città. E quella dove si trovano i migliori B&B e hotel a Napoli per relazione qualità-prezzo.

Dormire in un hotel in questa zona è anche un’ottima scelta se devi imbarcarti dal porto di Napoli per una crocera o per raggiungere le isole perchè in taxi ci vogliono solo una manciata di minuti.

Qui ti seguito ti suggerisco i 10 B&B e hotel a Napoli che ho conosciuto personalmente durante i miei tanti viaggi in città per lavoro o per vacanza, e ti assicuro che tutti ti garantiscono un’ottima ospitalità.

I prezzi medi dei B&B e hotel che ti ho consigliato si riferiscono a camera a notte, per 2 persone. Se i B&B e hotel a Napoli che ti consiglio non ti piacciono puoi trovarne più di 5.000 sul sito di Booking.com.

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