Ecuador e Islas Galápagos: appassionante viaggio alla metà del mondo

Visitare l’Ecuador e le Galapagos è stata un’esperienza incredibile; così come mi aspettavo ho scoperto un paese tranquillo, estremamente sicuro e ricco di tradizioni millenarie, dove la presenza degli Inca ha lasciato un segno indelebile nella cultura locale, soprattutto nella zona andina dell’interno. Un paese dai ritmi lenti l’Ecuador, che apparentemente sonnecchia, ma che in realtà è capace di rapirti con luoghi ed atmosfere calde ed avvolgenti, un paese dove la gente si distingue per la genuina semplicità di una vita dura e rutinaria, fatta di lavoro e di poche altre cose, ma che sa regalarti un’accoglienza cordiale e molto autentica, ma allo stesso tempo essenziale e senza troppi fronzoli. A differenza di quanto mi è capitato in altri Paesi dell’America Latina, in Ecuador non è infatti così immediato relazionarsi ed interagire con i locali (soprattutto con le popolazioni indigene dell’interno), che spesso all’inizio si dimostrano un pò diffidenti e se vogliamo leggermente freddi e scorbutici, soprattutto con gli stranieri, ma che con un pò di pazienza e con il giusto approccio sanno aprirsi e condividere le loro storie con chi ha davvero voglia di ascoltarle. In Ecuador ho visitato zone e città molto diverse tra loro, che mi hanno regalato emozioni e sensazioni differenti, ma tutte assolutamente indimenticabili

Forse non sai che l’Ecuador si chiama così perchè è attraversato dall’Equatore, la linea immaginaria che taglia il globo terrestre esattamente in due parti, e si trova a circa 13 km a nord della capitale Quito, nella Parrocchia di San Antonio de Pichincha. In questa minuscola cittadina dell’Ecuador puoi visitare la Ciudad Museo Mitad del Mundo, centro esatto tra l’emisfero nord e l’emisfero sud, ovvero a latitudine 0° 00’’, se volessi impostare le coordinate su un navigatore satellitare. In su questa linea, muovendosi di un solo passo puoi decidere di stare nella parte nord del mondo oppure in quella sud.

L’ecuador continentale: da Quito a Guayaquil

Il mio viaggio alla scoperta dell’Ecuador è cominciato proprio a Quito, dove ho scoperto un ricchissimo patrimonio architettonico e culturale, e dove ho potuto apprezzare la decisa impronta lasciata alla città dall’epoca della conquista coloniale.

Dopo di che ho attraversato il paese in autobus verso sud, percorrendo la zona andina dell’interno dove ho dato un rapido sguardo alle caratteristiche località di Ambato e di Riobamba, fino ad arrivare alla città di Cuenca, che è famosa nel mondo per i suoi bellissimi mercati e per le produzioni artigianali, soprattutto quella dei classici cappelli Panama.

Da Cuenca mi sono poi spostato a Guayaquil, la capitale economica e commerciale dell’Ecuador e poi ho assaggiato la zona costiera visitando Salinas, e poi di nuovo di ritorno a Guayaquil, per prendere un volo interno diretto alla scoperta della natura dello splendido Arcipelago delle Islas Galapagos, che si trova a circa 1000 chilometri dal Continente (circa 1,5 ore di volo).

– Quito: capitale dell’Ecuador e seconda città più alta del mondo

Quito, capitale dell’Ecuador, è una città che mi è apparsa subito splendida, e non mi ci è volute molto per capire che la sua bellezza deriva soprattutto dalla sua particolare localizzazione geografica che ne influenza profondamente l’aspetto e la conformazione: si trova in due profondi burroni che scendono dal vulcano Pichincha e che l’hanno fatta sviluppare in modo disomogeneo, in un continuo saliscendi di vie, viette, piazze di ogni forma e dimensione, e vicoli che si incrociano all’infinito portando i turisti a perdersi alla scoperta della sue bellezze, e facendo in modo che difficilmente si possa ripetere due volte la stessa strada, a meno di non possedere una mappa che ti aiuti ad orientarti.

Il modo migliore per ammirare la bellissima capitale dell’Ecuador in tutto il suo splendore è guardarla dall’alto, ed è per questo che ti consiglio di fare come ho fatto io e di non perderti un giro sul suo Teleférico, situato all’altezza della Avenida Occidental con Avenida de Gasca, che in soli 8 minuti ti porta a quota 4.100 sulla Cruz Loma, l’altura dalla quale puoi ammirare le valli circostanti con il loro ambiente naturale ed ecologico, oltre che le cime dei vulcani Antisana, Cotopaxi e Cayambe che svettano all’orizzonte, ed esplorare lo splendido territorio a piedi o con un’escursione a cavallo.

La capitale dell’Ecuador sorge ad un’altitudine di 2.850 m sul livello del mare, che ne fa la seconda capitale amministrativa più alta del mondo, subito dopo La Paz in Bolivia, che ho visitato in un altro bellissimo viaggio.

Dall’alto di Quito puoi vedere l’inizio della così detta “Avenida de Los Volcanes”, le due linee parallele formate da 27 vulcani che corrono lungo la spina dorsale delle imponenti Ande, e fare uno dei 27 percorsi possibili, così come fece all’inizio del XIX Secolo il naturalista, esploratore e botanico tedesco Alexander Humboldt. Questo percorso, che è possibile fare anche in treno, ti mette in contatto con la natura propria delle zone montuose della Sierra Central e della Sierra Norte dell’Ecuador.

Passeggiando per le strade del centro di Quito mi sono accorto subito che è una città che ha un patrimonio culturale fuori dal comune: pare che conti con la più ricca e importante collezione di arte coloniale d’America. Ti basta sapere che solo il centro storico della città ospita 40 tra chiese e cappelle, 16 convitti e monasteri con i relativi chiostri, 17 piazze, 12 sale capitolari, 12 musei e innumerevoli cortili di straordinaria bellezza, che mi hanno obbligato a fare delle scelte difficili perchè è praticamente impossibile avere il tempo per conoscerli tutti.

A me è bastato concedermi il tempo necessario per visitare con calma il complesso di edifici affacciati sulla Plaza de la Independencia (conosciuta anche come Plaza Grande): la cattedrale, il palazzo arcivescovile e il Palacio de Carondelet con il suo bellissimo porticato che tra l’altro ospita anche la sede del Governo. Il centro storico di Quito appare ai tuoi occhi come un unico grande monumento, il che dimostra l’abilità dell’origine meticcia da cui proviene la cultura ecuadoriana nel plasmare culturalmente il territorio, dandogli una connotazione davvero speciale. E che ha contribuito in modo determinante a far si Quito fosse la prima città ad essere dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’umanità, nel 1978, onorificenza che ha condiviso nella stessa data con l’altrettanto stupenda Cracovia, in Polonia.

Quito è una città molto curata, dove si mischiano in modo armonico i quartieri coloniali più tipici con le aree moderne dedicate al business e al commercio. Ma ti accorgerai che la capitale dell’Ecuador è anche una città molto verde, infatti ci trovi tantissimi parchi, tutti perfettamente curati ed adornati da molte piante e aiuole ricche di fiori.

La capitale dell’Ecuador ha anche una tradizione artigianale di alto livello, che ho scoperto visitando il Mercado Artesanal de La Mariscal, che si trova nella Calle Jorge Washington, tra Reina Victoria e Juan León Mera (La Mariscal). Il mercato è costituito da più di 100 stands disposti in file ordinate e omogenee, nei quali è possibile trovare ogni tipo di produzione locale.

Al Mercado Artesanal de La Mariscal di Quito trovi stand che vendono oggetti in terracotta, quelli specializzati nei tessuti e nei tipici capi di abbigliamento dai colori sgargianti usati tipicamente dalle popolazioni indigene dell’interno, e quelli che propongono le squisite specialità gastronomiche, oltre naturalmente a quelli dove puoi comprare simpatici souvenir dell’Ecuador.

Visitare questo mercato è d’obbligo soprattutto se non hai il tempo per andare a visitare Otavalo, a circa 1,5 ore al nord-est di Quito, città famosa a livello mondiale per la sua gigantesca fiera dell’artigianato, che offre un’infinità di prodotti realizzati dalle abili mani degli artigiani locali.

Il modo migliore per visitare l’Ecuador è utilizzare gli autobus. E visto che immagino che il tuo viaggio in Ecuador non si esaurisce a Quito, se ti devi dirigere nella parte nord del paese devi prendere un autobus dal terminal terrestre di Carcelén, mentre se devi andare al sud devi prenderne uno dal terminal di Quitumbe. Ed è proprio da questo terminal che io ho preso l’autobus per Cuenca.

– I 5 migliori hotel a Quito

Sicuramente se devi viaggiore in Ecuador avrai bisogno di trovare un hotel a Quito, quindi mi permetto di suggerirti 5 strutture che hanno un’ottima relazione qualità-prezzo. Lo Sheraton Quito è quello dove sono stato io, e devo dire che sono stato benissimo, mentre gli altri mi sono stati suggeriti da amici blogger di cui mi fido molto, e che mi hanno assicurato che sono ottimi. I prezzi medi che indico si riferiscono a camera a notte, per 2 persone.

Se pensi che gli hotel a Quito che ti ho suggerito non facciano al caso tuo, puoi trovarne tantissimi altri consultando la mamma che ti metto qui sotto. I prezzi si riferiscono sempre a camera a notte, per 2 persone.

Booking.com

Da Quito a Cuenca

Il viaggio in autobus da Quito a Cuenca è stato a dir poco incredibile: più di 11 ore attraverso le Ande per percorrere i circa 450 km della dissestata Statale 35 che separano le due città, molte di più delle 7 dichiarate, soprattutto a causa delle numerose fermate intermedie (non previste dalla tabella di marcia ufficiale) che gli autisti sono soliti fare ogni due per tre per raccogliere gli indigeni che chiedono un passaggio lungo la strada, e che gli permettono di arrotondare considerevolmente il magro stipendio.

Il percorso all’interno dell’Ecuador tra Quito e Cuenca è un infinito saliscendi tra le tortuose strade di montagna, attraverso tipici e disordinati centri abitati polverosi (come Ambato e Riobamba), la vegetazione lussurreggiante e i campi punteggiati qua e la dai minuscoli villaggi fatti dalle baracche degli indigeni delle Ande, che qui vivono praticamente isolati dal resto dell’Ecuador e del mondo dedicandosi quasi esclusivamente all’agricoltura e all’allevamento di pochi capi di bestiame da cui ricavano il necessario per la loro sussistenza.

Non esagero dicendo che i panorami che incontri lungo il percorso che attraversa questa parte dell’Ecuador sono davvero emozionanti, ed è per questo che ti consiglio di viaggiare di giorno, anche se è una scelta che ti ruberà del tempo che può risultare prezioso per il resto del tuo viaggio. Ma ti assicuro che ne vale davvero la pena.

– Cuenca: una bomboniera coloniale e patria dei celebri cappelli Panama

Cuenca è sicuramente la città dell’Ecuador che mi è piaciuta di più, soprattutto per la tipicità che la caratterizza. Tra le città dell’Ecuador è quella che più delle altre ha mantenuto un aspetto marcatamente coloniale, ancora più di Quito, e ha un contro storico ampio, verde, ordinato, tranquillo e molto ben conservato. Proprio per queste sue caratteristiche il centro storico di Cuenca è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.

È molto bello passeggiare tranquillamente sotto i portici delle vie centrali di Cuenca, gustare qualche prelibatezza e fermarsi ad osservare il lavoro degli artigiani ambulanti che stazionano in queste zone.

Qui gli abitanti, discendenti degli spagnoli, convivono armonicamente con gli indigeni che ogni giorno raggiungono a piedi la città dalle zone circostanti per vendere i prodotti della terra o altre mercanzie, come i tessuti colorati che fanno parte del loro abbigliamento tradizionale.

Ti consiglio di cominciare la visita di Cuenca al mattino di buon ora, per non perderti una visita al Mercado de las flores, nei pressi della bellissima Catedral de la Inmaculada Concepción (Calle Sucre con Padre Aguirre), di fronte al tempio di Carmen, dove puoi trovare molte decine di bancarelle che vendono una gran varietà di fiori stupendi, piante e ornamenti per ogni occasione. Il Mercato de las flores di Cuenca è così bello che è diventato uno dei simboli indiscussi della città; vedrai che ne resterai letteralmente affascinato.

Ma questo è solo uno dei tanti mercati di Cuenca; ce ne sono tantissimi altri coperti, che vendono soprattutto prodotti alimentari, ma dove si possono anche assaporare le specialità della cucina tradizionale in uno dei numerosi ristorantini a gestione famigliare (comedores), tutti molto economici. E dove puoi acquistare prodotti dell’artigianato locale.

Il più importante tra i mercati coperti di Cuenca è il Mercado de 10 de Agosto, proprio in centro, tra la Calle Larga e General Torres, ma vale la pena di trovare il tempo per dare anche un’occhiata al Mercato 3 de Noviembre, tra la Calle Coronel Tambot e Mariscal Lamar, e al Mercado 9 de Octubre, localizzato ad est del centro storico sulla Calle Mariscal Lamar y Hno. Miguel.

Cuenca è famosa in tutto il mondo anche per la produzione dei cappelli Panama, che sono originari proprio dell’Ecuador, che si confezionano a partire dalle foglie intrecciate della palma Paja-Toquilla, tipica della zona costiera, e che richiede uno specifico metodo di lavorazione che si tramanda da generazioni di padre in figlio. Il tessuto tradizionale del sombrero equadoriano di paja-toquilla fu dichiarato Patrimonio Culturale dell’umanità dall’Unesco il 6 dicembre 2012.

Il cappello Panama fa parte dell’abbigliamento quotidiano e festivo degli equatoriani, e tra le popolazioni indigene delle zone andine rappresenta a tutt’oggi un segno di distinzione che identifica l’appartenenza ad uno specifico rango sociale. Per le strade di Cuenca c’è solo l’imbarazzo della scelta su quale negozio scegliere per acquistare un cappello Panama originale, molti dei quali sono prodotti direttamente nei piccoli laboratori situati sul retro. Li puoi visitare, e ti assicuro che è una bellissima opportunità per conoscere da vicino il paziente lavoro degli abili artigiani che sono sempre felici di dare curiose informazioni sul loro lavoro, e di farti provare le tecniche di intreccio delle fibre di paja-toquilla.

Oltre a quelli più tradizionali bianchi con fascia nera, nei negozi di Cuenca di cappelli Panama ne puoi ovviamente trovare un’infinità di modelli in un’altrettanto infinita gamma di colori e motivi, dai più sobri ai più sgargianti e bizzarri.

Vedrai che non riuscirai ad andartene da Cuenca senza averne acquistati almeno un paio, ma sono sicuro che ti sarà molto difficile vincere la tentazione di comprarne molti di più, come ho fatto io. Ti consiglio anche di non perderti la visita alla più grande collezione di cappelli Panama dell’Ecuador e del mondo, che si trova al Museo del Sombrero de Paja-Toquilla situato all’interno della Casa Paredes Roldán, di proprietà dell’omonima famiglia nella Calle Larga, tra Padre Aguirre e General Torres: vale veramente la pena fare trovare un paio d’ore per visitarlo e per trovare il Panama dei tuoi sogni.

– I 5 migliori hotel a Cuenca

Cuenca può essere visitata in giornata, ma ti consiglio di passarci almeno una notte per fare con calma ma anche per goderti della sua bellissima atmosfera serale, che è davvero molto suggestiva. Anche a Cuenca ti posso suggerire 5 ottimi alberghi dove soggiornare, il primo dei quali (El Dorado Hotel) è quello che ho scelto io e dove mi sono trovato molto bene, mentre gli altri quattro mi sono stati suggeriti da amici blogger di cui mi fido moltissimo. I prezzi medi che indico si riferiscono a camera a notte, per 2 persone.

Se pensi che gli hotel a Cuenca che ti ho suggerito non facciano al caso tuo, puoi trovarne tantissimi altri consultando la mamma che ti metto qui sotto. I prezzi si riferiscono sempre a camera a notte, per 2 persone.

Booking.com

Da Cuenca a Guayaquil

Dopo aver visitato Cuenca, il mio viaggio alla scoperta dell’Ecuador è proseguito verso Guayaquil e la costa. Per il viaggio da Cuenca a Guayaquil ho scelto di prendere un colectivo, che in pratica è un furgone di proprietà di un’agenzia di viaggio che si condivide con altri viaggiatori. I colectivos sono un mezzo di trasporto molto comune nei paesi dell’America Latina, perchè sono decisamente più veloci degli autobus, fanno fermate su solo su richiesta e hanno costi molto contenuti.

Il viaggio di tre ore per percorrere i quasi 200 km che separano Cuenca da Guayaquil è stato davvero bello, perchè ho potuto ammirare panorami dell’Ecuador a dir poco emozionanti. Siamo passati tra le montagne percorrendo strade strette, dissestate e piene di curve abbastanza pericolose lungo le quali ho abbiamo fatto l’incontro con diversi tipi di animali che ci hanno attraversato improvvisamente la strada, rischiando più di una volta incidenti, e poi a metà del viaggio siamo stati “inghiottiti” da un’immensa piantagione di banane, frutto che l’Ecuador esporta in tutto il mondo.

Guayaquil: il cuore industriale e commerciale dell’Ecuador

Devo essere sincero: la città di Guayaquil non mi è piaciuta quasi per nulla, perchè è decisamente industriale e commerciale, senza elementi di tipicità se si escludono ristrette zone del centro storico. Guayaquil è la città più caotica e inquinata dell’Ecuador a causa del traffico perenne, e ho avuto la percezione di una certa sporcizia e pericolosità diffusa, che poi mi è stata confermata anche da altri viaggiatori, ma soprattutto dai locali.

Pensa ad esempio che i dipendenti degli alberghi sugerriscono molto vivamente ai turisti di non muoversi mai a piedi o con i mezzi pubblici nemmeno di giorno, e di usare esclusivamente taxi anche per percorrere brevissime distanze. Anche il clima a Guayaquil non è dei migliori: questa grande città dell’Ecuador si trova infatti in una zona paludosa e quindi è decisamente umida e piena di fastidiose zanzare e altri tipi di insetti che rendono la permanenza non facile.

Non mi è piaciuta molto nemmeno la tanto decantata area denominata Malecón 2000, risultato del progetto di riqualificazione urbana dell’antico molo, attorno al quale si trovano i monumenti della storia cittadina, sulla sponda del fiume Guayas. Anche se quello del Malecón 2000 di Guayaquil è un progetto molto recente ho notato che è in uno stato di marcato degrado.

Vale invece decisamente la pena visitare il Barrio de Las Peñas, dal quale è nata la città di Guayaquil, caratterizzato dallo stile architettonico coloniale e da costruzioni che risalgono al grande incendio del 1896, e oggi è il centro della movida notturna della capitale. Il Barrio de Las Peñas di Guayaquil fù per un periodo anche casa di Ernesto Che Guevara, che prestò qui opera di volontariato come pediatra, ma è stato anche il quartiere scelto come residenza da ben 11 presidenti dell’Ecuador.

Io ci sono andato di sera, dopo il tramonto, e ho percorso la tipica scalinata di 444 gradini che porta a uno dei più bei simboli della città di Guayaquil: il faro di 18 metri collocato sulla cima del Cerro Santa Ana, che ho visitato e che permette una vista completa della città.

Sempre qui trovi anche il Museo Naval, nel quale puoi ammirare cannoni e altri strumenti che sono stati utilizzati durante l’assedio della città di Guayaquil da parte dei pirati. Lungo la scalinata illuminata da luci soffuse ci sono moltissimi bar, piccoli negozi, gallerie d’arte e ristorantini molto caratteristici con tavolini esterni nei quali si possono degustare le specialità locali, soprattutto a base di pesce, in un’atmosfera suggestiva e romantica.

– I 5 migliori hotel a Guayaquil

Gli hotel a Guayaquil sono tantissimi e sono tendenzialmente di alta categoria e quindi di alta qualità, e c’è un divario molto marcato tra questi e quelli di categorie più basse che invece lasciano davvero molto a desiderare. Io ho soggiornato all’Hilton Colon Guayaquil, che ha un ottimo rapporto qualità-prezzo, mentre gli altri mi sono stati consigliati da amici blogger molto fidati, quindi puoi star sicuro che ti troverai benissimo. I prezzi medi che indico si riferiscono a camera a notte, per 2 persone.

Se pensi che gli hotel a Guayaquil che ti ho suggerito non facciano al caso tuo, puoi trovarne tantissimi altri consultando la mamma che ti metto qui sotto. I prezzi si riferiscono sempre a camera a notte, per 2 persone.

Booking.com

Salinas: la spiaggia dell’Ecuador continentale

Avendo a disposizione ancora un giorno nell’Ecuador continentale prima di prendere l’aereo per le fantastiche Galapagos ho deciso di dare un’occhiata alla zona costiera e, seguendo il consiglio di molti amici blogger, ho scelto la località di Salinas a circa 2 ore di autobus da Guayaquil. Per arrivare a Salinas da Guayaquil ho preso un autobus dal gigantesco Terminal Terrestre de Guayaquil, situato molto vicino all’aeroporto.

Salinas è la località balneare più importante e visitata dell’Ecuador, e appena arrivato la cosa non mi è apparsa per nulla strana perché ha delle bellissime spiagge ognuna con caratteristiche differenti; la Playa del Chipipe è la più lunga e la più affollata, la Playa de San Lorenzo che per le sue altissime onde è la più amata dai surfisti e la Playa de Mar Bravo che è quella dalla quale si possono ammirare i tramonti più romantici insieme al proprio lui o alla propria lei.

E poi c’è La Chocolatera, che è la più occidentale della città, e che si chiama così perché la schiuma prodotta dalle onde che si infrangono sulle insenature rocciose producono un effetto schiumoso molto simile a quello che si può vedere in una tazza di cioccolato fumante appena preparata…davvero fantastica!

Oltre ad essere molto belle, le spiagge dell’Ecuador continentale di Salinas sono anche molto vive e divertenti, ed è molto più facile socializzare con i locali rispetto alle esperienze che ho avuto nelle città dell’interno, segno che qui le persone hanno un carattere molto più aperto e socievole. E poi qui ho incontrato molti personaggi divertenti e curiosi, soprattutto tra i chiassosi venditori ambulanti che camminano senza sosta per vendere i loro prodotti: gelati, mele caramellate, noci di cocco, dolci di diverso tipo. Ma sulle spiagge di Salunas ho incontrato anche tanti artisti bizzarri che improvvisano brevi spettacoli per racimolare qualche soldo.

Salinas è da visitare anche perché qui di mangia davvero bene; vicino alle spiagge ci sono molti piccoli ristoranti, più simili a chiringuitos, dove si possono provare squisiti piatti di pesce: specialità del posto come il celebre ceviche de pescado, il chupe de pescado, la corvina en salsa de perejil e la crema de cangrejo, che senza ombra di dubbio sono le mie preferite, e che ti consiglio perchè sono un ottimo modo per conoscere i saporti autentici dell’Ecuador.

– I 4 migliori hotel a Salinas

Salinas ha un’incredibile offerta alberghiera, ma è anche facile incappare in hotel di bassissima qualità. È per questo che mi permetto di suggerirti anche a Salinas 5 hotel che ti offrono un’ottima relazione qualità-prezzo. Il primo hotel (Hotel Boutique Playa Canela Ecuador) è quello dove ho soggiornato io, e nel quale mi sono trovato davvero molto bene, e come per le altre città, gli altri 4 mi sono stati suggeriti da amici blogger, che me ne hanno parlato bene, per cui sono sicuro che sapranno rispondere alle tue aspettative. I prezzi medi che indico si riferiscono a camera a notte, per 2 persone.

Se pensi che gli hotel a Salinas che ti ho suggerito non facciano al caso tuo, puoi trovarne tantissimi altri consultando la mamma che ti metto qui sotto. I prezzi si riferiscono sempre a camera a notte, per 2 persone.

Booking.com

L’arcipelago delle Isole Galapagos: l’isola di Santa Cruz

Lasciato l’Ecuador continentale, e dopo circa un’ora e mezza di volo da Guayaquil, atterro finalmente a Baltra, sull’Isla de Santa Cruz. Balta è la porta d’accesso all’Arcipelago delle Isole Galapagos, dove è presente l’unico aeroporto, ma è anche l’isola più popolata e più turistica dell’intero arcipelago. Ti parlerò approfonditamente della mia esperienza alle Gapalagos in un altro articolo, per ora mi limito a darti solo qualche indicazione di massima.

La prima cosa che devi sapere se vuoi andare alle Galapagos è che l’intero territorio dell’arcipelago è area protetta, e per questo l’accesso è strettamente regolato. Proprio per evitare che i troppi flussi turistici possano deturpare il fragile equilibrio dell’ambiente, ci possono soggiornare contemporaneamente solo un ristretto numero di turisti (compresi gli equatoriani), e tutti gli stranieri al momento dell’atterraggio dall’Ecuador continentale sono obbligati a pagare una tassa fissa di 100 dollari, più altri 10 dollari da pagare prima della partenza del volo dagli aeroporti di Quito e Guayaquil. Questo contributo è interamente investito dall’ente che gestisce il parco per la protezione del territorio e delle specie che ci vivono, molte delle quali a rischio di estinzione e per questo particolarmente meritevoli di tutela.

Per raggiungere la città più grande, Puerto Ayora, devi prendere un traghetto che attraversa il Canal Itabaca, a sud dell’isola, che raggiungi dall’aeroporto grazie ad un servizio di transfert gratuito. La traversata del Canal Itabaca dura circa mezz’ora, ed è già di per sé una bella esperienza perché già qui è possibile osservare moltissime specie di uccelli acquatici che sorvolano le imbarcazioni per salutare i turisti dandogli il benvenuto, così come molti pesci che nuotano a pelo d’acqua.

Per raggiungere la località di Puerto Ayora ho chiesto un passaggio a un signore che percorreva quel tratto di strada, e che mi ha caricato nel cassone del suo pick-up in cambio di qualche dollaro. Un viaggio inaspettato e allo stesso tempo molto divertente per incominciare ad assaggiare questo magnifico angolo dell’Ecuador.

Se osservi la Isla de Santa Cruz dall’alto, la tranquilla città marinara di Puerto Ayora ti appare come una minuscola macchia nel verde sulla costa sud dell’isola, perché è l’unica area popolata in mezzo ad una vegetazione a tratti aspra e a tratti lussurreggiante, ma sempre totalmente vergine. Come ti potrai immaginare è a dir poco spettacolare. Nella vegetazione si mimetizzano perfettamente le tartarughe giganti insieme alle altre specie di animali e di uccelli, molte delle quali impossibili da trovare in qualsiasi altra zona del pianeta.

Così come spettacolari sono le sue spiagge, lambite dall’acqua sempre fredda e cristallina dell’oceano. La più bella è sicuramente Bahía Tortuga, una striscia di sabbia bianchissima nel sud dell’isola, conosciuta anche come Tortuga Bay. La puoi esclusivamente a piedi attraverso un sentiero di qualche chilometro che inizia appena fuori dal centro di Puerto Ayora e che attraversa la giungla. Bahía Tortuga è senza ombra di dubbio uno dei punti più spettacolari dell’Arcipelago delle Galapagos, dove le possenti acque dell’oceano assumono un bellissimo colore verde smeraldo, e nelle giornate di sole la sabbia è talmente brillante da essere accecante.

Le forti correnti marine e la presenza di numerosi cuccioli di squalo rendono però pericoloso fare immersioni e praticare lo snorkeling in quest’area, attività che invece puoi praticare in un’altra piccola baia che dista circa 15 minuti a piedi in direzione ovest.

La spiaggia di Bahía Tortuga è quella sulla quale nidificano le maggior parte delle tartarughe marine dell’isola (purtroppo ancora a rischio di estinzione) che di notte escono dall’acqua sfidando le onde per deporre le uova nella parte alta della spiaggia, leggermente sopraelevata rispetto al mare, sperando che la posizione riparata e la copertura di sabbia siano in grado di custodirle dagli attacchi dei rettili predatori.

Perfettamente immobili sulla sabbia rovente si trovano anche centinaia di esemplari di iguana marini, mentre negli anfratti degli scogli scuri e porosi vivono gli splendidi granchi rossi, che ogni tanto sbucano per farsi un giretto per poi ritornare a nascondersi. Se alzi lo sguardo vedrai anche i bellissimi esemplari di uccelli aquatici appollaiati sui rami degli alberi, attenti a scrutare il mare per individuare branchi di pesci succulenti. Appena li avvistano, spiegano velocemente le ali e si lanciano in picchiata per la pesca.

Oltre a Bahía Tortuga, attorno all’isola di Santa Cruz ci sono altre bellissime spiagge, ognuna con caratteristiche diverse, tra le quali mi è piaciuta moltissimo Black Tourtle Cove, nella parte nord, leggermente a ovest di Baltra. Black Turtle Cove è un piccolo paradiso dove si possono osservare da vicino le tartarughe mentre nuotano e si riproducono, e che convivono pacificamente insieme agli esemplari di tre diverse razze di squali.

I pellicani, insieme ai leoni marini, sono anche chiassosi protagonisti del caratteristico mercato del pesce mattutino che tutti i giorni si svolge in una delle principali strade della città di Puerto Ayora, e che rappresenta un appuntamento immancabile per gli abitanti e i turisti. È stupefacente vedere i grandi uccelli marini appollaiati sulla poppa delle imbarcazioni o mentre camminano nervosamente tra i banchi dei pescatori intenti a tagliare il pesce, litigando tra loro con i becchi totalmente spalancati in attesa di potersi gustare i succulenti scarti che gli vengono lanciati…un’esperienza che non bisogna perdersi, te lo assicuro.

Un’altra cosa che non puoi perderti a Santa Cruz è visita alla Estación Cientifica Charles Darwin, dove puoi conoscere l’evoluzione della flora e della fauna dell’Arcipelago delle Galapagos nel corso dei secoli, così come i programmi di conservazione che sono costantemente sviluppati e gestiti. All’interno della stazione scientifica c’è il Centro de Crianza de Tortugas Gigantes e Iguanas Terrestres, un luogo meraviglioso nel quale esperti e volontari lavorano incessantemente per favorire la riproduzione protetta delle tartarughe e degli iguana di terra a rischio di estinzione, per il futuro progressivo reinserimento nel loro habitat naturale.

È molto curioso e istruttivo vedere tutte le fasi della crescita delle tartarughe, da quando sono uova fino a che raggiungono le dimensioni gigantesche, così come osservare i grandi iguana, molti dei quali hanno colori decisamente eccentrici.

Quando ho fatto il viaggio che sto raccontando, ormai qualche anno fa, ho avuto la fortuna di poter fare la conoscenza del Solitario George (Lonesome George), ultimo esemplare conosciuto della specie di tartarughe giganti tipiche della Isla Pinta, che si trova nella parte nord dell’Arcipelago, e diventato per questo motivo icona mondiale della conservazione delle Galapagos, morto di vecchiaia dopo aver largamente superato i 90 anni di età il 24 Giugno del 2012. Addio Solitario George…

– I 5 migliori hotel a Puerto Ayora

Se pensi che gli hotel a Puerto Ayora che ti ho suggerito non facciano al caso tuo, puoi trovarne tantissimi altri consultando la mamma che ti metto qui sotto. I prezzi si riferiscono sempre a camera a notte, per 2 persone.

Booking.com

Condividi:

2 comments

Ti è piaciuto l'articolo?