orologio museo de la atalaya

TIC TAC, TIC TAC Il Museo de la Atalaya a Jerez de la Frontera è tutta un’altra musica

Il Museo de la Atalaya si Jerez de la Frontera è ospitato nello stupendo Palacio del Tiempo (Palazzo del Tempo) ed è forse il più importante museo al mondo dedicato agli orologi. La collezione di orologi esposti nel Museo de la Atalaya è composta da 302 preziosi esemplari tra quelli a cassa lunga (long case), quelli da tavolo (bracket clock) e quelli da taschino (pocket watch). Abbracciano cronologicamente i secoli dal XVII al XIX che è in assoluto l’epoca più produttiva e variegata della tecnica orologiaia inglese e francese

Sono a Jerez de la Frontera in Andalucía, nella Spagna più profonda a pochi chilometri da Siviglia. La città di Jerez de la Frontera è famosa in tutto il mondo per l’ottimo vino sherry, i cavalli, il flamenco e le moto. Ma anche per accogliere un incredibile patrimonio culturale che vale davvero la pena conoscere.

Ma anche se pochissimi lo sanno Jerez de la Frontera è la città che ospita uno dei più grandi musei di orologi al mondo: il “Museo de la Atalaya“.

Non devi confonderti. Al Museo de la Atalaya non sono esposti orologi simili a quelli che sei abituato ad indossare al polso ma di altri tipi di orologi, molto più sofisticati e costosi, realizzati ormai diversi secoli fa da autentici maestri orologiai europei francesi e inglesi. Ma non solo da loro.

Molti degli orologi esposti nelle sale del Museo de la Atalaya di Jerez de la Frontera sono appartenuti a personaggi che hanno lasciato un segno indelebile nella storia e che qui puoi vedere in un ambiente davvero molto elegante e suggestivo, degno del loro rango aristocratico.

Il Palacio del Tiempo

Già dall’esterno del Museo de la Atalaya vedi che non sei in un posto qualsiasi. Varcato il cancello di Calle Cervantes al n.3 sei accolto da uno splendido parco chiamato Jardín Central (Giardino Centrale) e quello che trovi davanti un’elegante fontana che ha al centro un intrigante giroscopio costituito da diverse fasce metalliche che si intersecano formando una specie di gomitolo gigante.

Dopo un primo colpo d’occhio allo sguardo viene naturale andare oltre per mettere a fuoco un bellissimo palazzo bianco dall’inconfondibile stile Neoclassico-Vittoriano.

È il Palacio del Tiempo (Palazzo del Tempo) che come puoi facilmente intuire anche solo dal nome è il luogo che ospita il Museo de la Atalaya, lo scrigno all’interno del quale sono custoditi gli splendidi orologi.

Di lato c’è un altro stupendo giardino molto più piccolo ed intimo e per questo motivo battezzato Jardín Romantico (Giardino Romantico). Questo giardino ospita una folta vegetazione frondosa che regala freschezza (soprattutto in estate), pace e serenità anche grazie all’acqua della bella fontana che crea una specie di romantica melodia.

La custode di questo splendido luogo è una simpatica e carismatica signora che si chiama Miriam ed è proprio lei ad accogliermi sulla soglia del Palacio del Tiempo per guidarmi alla conoscenza dei suoi importanti e saggi abitanti. Ognuno di loro proprio come ognuno di noi ha un nome, specifiche caratteristiche fisiche, una propria identità e una storia vissuta.

Un pò come per le migliaia di bottoni custoditi nel Museo de Bottone di Santarcangelo di Romagna, in Provincia di Rimini Vi ricordare di quest’altra bella storia?

E come noi, anche gli orologi del Museo de la Atalaya di Jerez de la Frontera parlano facendo sentire la loro presenza con un “tic tac, tic tac” corale quasi ipnotico. E allo scoccare delle diverse frazioni dell’ora si lasciano andare ad un’allegra sinfonia sincronizzata quasi fosse guidata da un invisibile direttore d’orchestra che ne scandisce il ritmo.

E in realtà un “direttore d’orchestra” c’è e si chiama José Manuel. È lui che da più di 30 anni ogni mattina sincronizza perfettamente tutti gli orologi. Li conosce così bene che sa esattamente come si comporta ognuno di loro. Ed è per questo motivo che è molto riduttivo chiamarlo semplicemente custode.

La collezione permanente del Museo de la Atalaya

All’ingresso del Museo de la Atalaya c’è un primo splendido orologio “nudo” che definisco impropriamente così perchè il meccanismo si nota all’interno di una teca di vetro trasparente incastonata da un cubo di metallo sulla quale sono incise le ore con una specie di smerigliatura.

L’orologio è a pendolo a quattro sfere e fu disegnato per essere un “rejoj-farol” (un orologio da esterno). Dal 1867 e per molti anni è stato nella piazza principale della città di Jerez de la Frontera, la splendida Plaza del Arenal, al posto del quale oggi c’è una replica perfetta. È stato il primo che ho vistoe e l’amore e stato davvero istantaneo.

L’orologiaio che l’ha costruito si chiama Losada ed è riconosciuto all’unanimità come il migliore maestro orologiaio spagnolo di tutti i tempi.

Suo è anche l’orologio che si trova nella meravigliosa Puerta del Sol a Madrid, quello che tutti seguono con trepidazione mentre mangiano gli acini d’uva nel conto alla rovescia del 31 dicembre di ogni anno in attesa che la sua lancetta dei secondi raggiunga quella dei minuti alla mezzanotte.

Nelle diverse splendide stanze del Museo de la Atalaya di orologi ce ne sono in tutto 302 e si possono dividere in diverse categorie: orologi a cassa lunga (long case), orologi da tavolo (bracket clock) e orologi da taschino (pocket watch).

Gli orologi dell’esposizione permanente del Museo de la Atalaya abbracciano cronologicamente i secoli dal XVII al XIX che è stata in assoluto l’epoca più produttiva e variegata della tecnica orologiaia inglese e francese.

Anche se ce ne sono diversi che provengono da altri Paesi tra i quali l’Italia, la Svizzera, l’Austria e la Germania.

La varietà degli orologi esposti nel Museo de la Atalaya è soprattutto presente nella tematica. Trovi infatti quelli che si rifanno alla mitologia che è una caratterizza soprattutto di quelli che si caratterizzano per essere nel così detto “Stile Impero”.

Su questi trovi rappresentati dei greci e romani, eroi, personaggi simbolici e allegorici. Non mancano riferimenti storici a imperatori e re, così come le scene abituali piene di igenuità e bellezza. Molti degli orologi mescolano eleganti motivi orientali molto in voga durante il secolo XIX.

Tantissimi personaggi famosi hanno visitato nel corso degli anni il Museo de la Atalaya. Tra loro l’attore Jean Reno famoso per aver recitato in tre capolavori del cinema: Le Grand Bleu (1988), Nikita (1990) e Léon (1994).

Se hai la fortuna di visitare la splendida città di Jerez de la Frontera non devi lasciarti scappare l’occasione di visitare questo luogo fantastico dove sono sicuro che il tempo ti porterà dritto dritto proprio fuori dal tempo almeno per qualche ora.

Al Museo de la Atalaya di Jerez de la Frontera arriverai in una dimensione diversa, quasi surreale e molto diversa da quella reale che ritroverai una volta varcata di nuovo la soglia del Palacio del Tiempo.

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