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Viaggio nel Nord dell’Argentina: migliaia di chilometri alla scoperta di tanti paesi differenti

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Federico Belloni Professional Travel Blogger

L’Argentina è un paese talmente grande che sembra formata da tanti paesi differenti, uno incollato all’altro. Il Sud è stupendo ma il Nord ha un fascino molto particolare, perchè la presenza delle Ande oltre a modellare il territorio regalando panorami incredibili forgia la fisionomia e il carattere delle persone, rendendo questo angolo di mondo davvero unico.  Io l’ho percorso per tre mesi, e questa è una breve sintesi del mio viaggio. Che sicuramente verrà voglia anche a voi di fare

Dopo ben 7 anni dalla mia ultima volta in Argentina eccomi di nuovo li, con ben tre mesi di tempo per scoprire almeno un pezzetto di questo bellissimo Paese. Infatti quando si visita l’Argentina ci si rende subito conto che è difficile considerarlo un solo stato ma al contrario, sia per le sue dimensioni che per le differenze culturali di ogni zona, sembra di aver a che fare con diversi paesi differenti, incollati l’uno all’altro.

Quindi, passata immediatamente l’idea iniziale di vedere posti sia al Nord che al Sud, scelgo di viaggiare solo per il Nord, cambiando comunque diverse volte l’idea originaria dell’itinerario, adattandolo ai suggerimenti che raccoglievo durante il viaggio, che alla fine è quello che faccio sempre. In realtà durante questo viaggio non ho visitato solo l’Argentina, ma anche il Paraguay e alcune città del Brasile.

Qui descriverò brevemente l’itinerario di viaggio che ho seguito alla scoperta del Nord, e vi darò alcuni consigli, ma descriverò i diversi posti che ho visitato durante il viaggio in specifici articoli.

Buenos Aires

L’Obelisco, uno dei simboli della città di Buenos Aires | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Come immagino farete anche voi, sono arrivato a Buenos Aires dall’aeroporto Ezeiza “Ministro Pistarini”, che è il principale, con un volo diretto da Roma Fiumicino, con subito un bel problema con la compagnia aereo alla partenza, per fortuna che l’ho risolto senza troppi problemi, visto che conosco bene i miei diritti di passeggero.

Come ogni backpacker che si rispetti, scelgo sempre di dormire in ostello, e a Buenos Aires ne ho scelto uno in pieno centro, a pochi passi dall’Obelisco, nella Calle Corrientes, che è una delle più turistiche, dove ci sono la maggior parte dei teatri, ma sicuramente non la più bella.

A posteriori avrei sicuramente scelto un’altra zona, come ad esempio il quartiere di Palermo, e in realtà avrei potuto cambiare visto che mi sono fermato in città diversi giorni ma, forse per troppa pigrizia, non l’ho fatto.

Dall’aeroporto, per arrivare in centro, oltre al taxi ci sono diverse soluzioni. O si prende una navetta della compagnia Tienda León, che fa il percorso diretto fino a Puerto Madeiro per 160 pesos, oppure optare per l’alternativa molto più economica anche se anche molto più lenta dell’autobus (colectivo) n.8, che si prende all’uscita dell’Aeroporto. 

Córdoba

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Plaza de San Martín, in assoluto una delle più belle di Córdoba | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Dopo quindici giorni a Buenos Aires, durante i quali ho visitato anche la bellissima cittadina di El Tigre, mi sono diretto verso Córdoba, la seconda dell’Argentina per dimensione, che si trova a circa 7-8 ore di viaggio, praticamente nel centro del Paese.

Per arrivare a Córdoba da Buenos Aires occorre prendere uno degli autobus che partono a tutte le ore dal “Terminal de Omnibus de Retiro” a cui si può arrivare o in taxi o, molto comodamente, con la metro Linea C (Blu), scendendo alla stazione “Retiro”, e che arrivano al “Terminal de Omnibus de la Ciudad de Córdoba”, che si trova abbastanza vicino al centro, ma non tanto da poterci andare a piedi se avete le valige.

A seconda della compagnia che scegliete, arriverete al terminal nuovo o a quello vecchio. Ma non c’è molta differenza, sono praticamente uno attaccato all’altro.

A Córdoba ho scelto un ostello in Calle San Lorenzo, perchè ci trovate davvero una “Buena Onda”, come si dice da queste parti, e poi è vicino al terminal e a molti bar, e a poche centinaia di metri dal Patio Olmo, uno dei punti centrali della città. Anche a me l’hanno suggerito alcuni viaggiatori, e li ringrazio ancora tantissimo per averlo fatto; mi sono davvero divertito.

A Córdoba sono stato una settimana circa, e in questo tempo ho visitato anche i dintorni: Villa Carlos Paz, Villa General Belgrano, Alta Gracia (dove ho visitato la Casa Museo del celebre compositore spagnolo Manuel de Falla e il Museo Casa “Che” Guevara, dove il Comandante trascorse la sua infanzia e adolescenza) e la bellissima Capilla del Monte.

La mia intenzione era quella di proseguire il viaggio verso Buenos Aires per poi attraversare la frontiera e visitare una parte dell’Uruguay.

Ma una gentilissima impiegata dell’agenzia di viaggio dove sono andato per comprare il biglietto del ritorno mi ha consigliato di “virare” verso sud ovest per visitare Mendoza, per poi proseguire verso nord, alla scoperta di Salta e della Provincia di Jujuy, dove potete trovare le stupende cittadine di Purmamarca, Humahuaca, Tilcara e Iruya. Anche queste provincie sono tappe obbligate quando decidete di viaggiare in Argentina.

È stata così convincente che ho seguito il suo consiglio, e non la ringrazierò mai abbastanza per avermi dato questo suggerimento.

Mendoza

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Il tipico panorama di Mendoza: le viti e la cordillera sullo sfondo | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

E così, decisione presa, ho comprato il biglietto per Mendoza e sono andato a visitare la provincia argentina del vino, che a me piace moltissimo, e infatti sono andato in moltissime cantine.

Anche in questo caso ho viaggiato di notte, arrivando al mattino molto presto alla “Terminal del Sol”, che si trova in una zona secondaria della città non proprio curata, per cui vi consiglio non di avventurarsi in questa zona nelle ore notturne, e se dovete prendere un autobus che parte tardi, state nel terminal senza uscire, e in ogni caso fate molta attenzione alle vostre borse, perchè gli scippatori sono in agguato.

Salta

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La splendida Cattedrale della città di Salta | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

A Mendoza mi sono fermato cinque giorni, che bastano ampiamente per visitare la città e le diverse cantine vinicole dopo di che, con lo zaino carico di bottiglie di buon vino, il mio viaggio è proseguito verso Salta, conosciuta anche come Salta “la Linda” (Salta la Bella), e quando leggerete il post dedicato alla città, capirete che non c’è aggettivo più adeguato per descriverla.

Le 17 ore di viaggio, che non passavano più perchè sull’autobus non ho trovato nessuno con cui scambiare quattro chiacchiere, sono state ampiamente ripagate dalla bellezza della città, che è davvero indescrivibile, così come lo sono i dintorni.

Dopo aver visitato Salta ho voluto provare il percorso sul Tren a Las Nubes, una delle ferrovie più alte del mondo, che passa attraverso l’emozionante territorio andino. Un’esperienza che non dovete assolutamente perdervi.

La provincia di Jujuy

Salutata la splendida Salta, non senza un pizzico di tristezza nel cuore, e con la promessa a me stesso di ritornare, mi sono diretto ancora più a nord, per visitare le quattro perle della Provincia di Jujuy.

L’idea era quella di fermarmi almeno un paio di giorni per visitare Jujuy, ma poco prima di arrivare con l’autobus mi sono messo a parlare con una ragazza cilena che era seduta davanti a me, che mi ha consigliato di non fermarmi, perchè non ne valeva la pena, ma di proseguire direttamente per la minuscola cittadina di Pumamarca, a un paio d’ore da li, esattamente dove si stava dirigendo lei.  

E così, giusto il tempo per procurarsi una bottiglia d’acqua ed andare in bagno, abbiamo comprato un nuovo biglietto dell’autobus e siamo partiti subito per questa piccola, ma bellissima cittadina, dal carattere un pò misterioso, senza esagerare direi “mistico”.

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L’incantevole cittadina di Purmamarca | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Ma non mi sono fermato qui per troppo tempo; dopo un breve giro per la montagna e dopo aver salutato il mio nuovo amico, ho ripreso un altro autobus con destinazione la bellissima Tilcara. 

Già arrivando a Jujuy ci si accorge che il panorama cambia completamente rispetto a quello di Córdoba e di Mendoza.

Nella provincia di Jujuy incomincia infatti il paesaggio andino, e questo non si vede soltanto perchè proprio qui incominciano le Ande, ma anche per la fisionomia e per il carattere delle persone, sicuramente meno socievoli, e soprattutto per la particolare atmosfera che caratterizza le cittadine, che come ho detto è davvero magica.

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Le suggestive strade polverose di Tilcara | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Il viaggio per Tilcara è stato davvero movimentato, infatti, a causa di uno sciopero dei minatori della zona che hanno bloccato la strada per protesta, siamo dovuti scendere dall’autobus e percorrere gli ultimi chilometri a piedi, sotto il sole cocente, nonostante in teoria fosse pieno inverno.

Cammina cammina arrivo a Tilcara che è sera inoltrata, e incomincia a fare buio, così mi metto alla ricerca di un ostello per passare la notte. 

E il giorno dopo di nuovo in partenza, per Humahuaca, un paio d’ore ancora più a nord, sempre più vicino alla Bolovia, in pieno territorio andino. 

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Il Cierro de los Siete Colores visto dalla cittadina di Humauaca | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Da Humaucaspingendomi ancora più a nord seguendo un percorso spettacolare dal punto di vista paesaggistico che attraversa le imponenti montagne della cordigliera andina, arrivo a Iruya, una piccolissima ma bellissima cittadina completamente isolata, sicuramente un’altra tappa obbligata per tutti quelli che decidono di viaggiare in Argentina.

Il viaggio in autobus è durato più di 3 ore ed è stato davvero molto faticoso perchè, oltre al caldo cocente (l’autobus non aveva aria condizionata), la strada è strettissima, quasi tutta sterrata e a curve, costeggiata da altissimi dirupi, e più di una volta sembrava che l’autobus si stesse per ribaltare, anche a causa della guida molto sportiva dell’autista.

Non oso immaginare lo stato della strada durante la pioggia: non ne sono sicuro ma penso proprio che il collegamento sarebbe davvero troppo rischioso. E mi sono chiesto cosa si sarebbe fatto nel caso in cui si fosse incrociato qualche veicolo proveniente dalla parte opposta…non necessariamente un altro autobus, ma semplicemente una macchina.

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La bellissima cittadina di iruya | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Durante il tragitto si intravedono qua e la case totalmente isolate e con tutta probabilità senza ne collegamento telefonico ne energia elettrica, perchè all’esterno non c’erano pali con i fili, ma secondo me sono anche sprovviste di acqua potabile. Probabilmente la mancanza delle forniture pubbliche è compensata da generatori a gasolio per la luce e cisterne per la raccolta dell’acqua piovana.

È chiaro che l’attività principale di queste famiglie isolate è l’allevamento, infatti all’esterno di ogni casa, a poca distanza, si vedevano gruppi di animali, soprattutto mucche e pecore, ma non capisco dove le portano a pascolare, visto che il terreno è completamente montuoso e molto arido. Dopo aver visitato la città sono tornato a Humauaca. Ho pensato che non valesse la pena fermarsi li, perchè in mezzo pomeriggio ho visto tutto quello che immagino si dovesse vedere, e ho avuto anche il tempo di gustarmi tanti ottimi Mate.

Dato l’addio anche a Humahuaca, dove essermi gustato un bellissimo spettacolo di musica locale in uno dei tipici locali dove la gente può cenare e ballare, decido di non arrivare in Bolivia, perchè ho già visitato parte di questo bellissimo paese l’anno scorso, e anche di lasciare momentaneamente l’Argentina, per dedicare invece alcuni giorni alla scoperta del Paraguay.

Perchè è uno di quei paesi dei quali non si parla mai, tanto meno come destinazione turistica, e quindi la mia curiosità era davvero molta (ma vi racconterò dell’esperienza in questo paese in un altro post), per poi rientrarci da Ovest, dalla Provincia di Misiones.

La mia destinazione era Puerto Iguazú, bella cittadina all’estremo nord della stessa provincia, incastonata in quella che si chiama Triple Frontera, ovvero l’angolo dove si incrociano le frontiere del Paraguay, Brasile e Argentina.

In questo specifico punto, infatti, si concontrano il Río Iguacú (che separa Brasile e Argentina) e il Río Paraná (che separa Argentina e Paraguay), che poi presegue verso nord, separando Brasile e Paraguay.

Puerto Iguazú è turisticamente molto importante, sopprattutto perchè è il punto di accesso al lato argentino delle Cataratas del Iguazú (Cascate del iguazú), una delle più importanti bellezze naturali del mondo tanto che, insieme al parco naturale nel quale sono inserite, dal 1984 sono inscritte nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Non potete assolutamente perdervele se decidete di viaggiare in Argentina.

Per visitare alle cascate c’è un’altra opzione: quella di fermarsi a Foz do Iguacu, in territorio brasiliano, ma ve lo sconsiglio vivamente perchè la città è molto brutta e pericolosa. Esattamente come la vicina Ciudad del Este, che è zona di molti traffici illeciti, e per questo la maggior parte della gente che attira non è per nulla raccomandabile, e di sera vige una sorta di coprifuoco.

Dopo le Cataratas de Iguacu ho viaggiato per un periodo in Brasile, a San Paolo e dintorni, Curitiba, Joinville e Garibaldi, nella regione di Rio Grande Do Sul, viaggio che vi racconterò in un altro post.

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La spiaggia di Mar de Plata in provincia di Buenos Aires | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Dopo essere ritornato da Porto Alegre in aereo a Buenos Aires, mi sono preso un paio di giorni per visitare Mar De Plata, che è una delle località balneari più famose dell’Argentina, a circa 3-4 ore di distanza dalla capitale, e che mi è piaciuta davvero tanto, anche se l’ho visitata in pieno inverno, quando i turisti erano praticamente assenti. E forse è anche per questo motivo che mi è apparsa così carina.

Consigli per viaggiare in Argentina

Incomincio con il darvi alcuni consigli per viaggiare in Argentina.

Portate con voi quanti più contanti possibile,  perchè il cambio con l’euro cambia moltissimo se ritirate contanti in banca con carta di credito ,o se ve li fate cambiate per la strada, rivolgendovi a quelle persone che stazionano nelle strade più turistiche e che urlano “euro, dolares”. State tranquilli, è una cosa abituale, e non è per nulla pericoloso.

Pensate che da luglio a ottobre 2015, quando ci sono stato io, il cambio in banca era di 10 pesos per 1 euro più il costo del servizio applicato sia dalla banca locale che dal circuito della carta (con la possibilità di ritirare ogni volta al massimo 1500 pesos), contro i 17-18 pesos che potete ottenere cambiando in strada.

Si fa presto a capire che in questo modo il viaggio vi costerà praticamente la metà. E una cosa curiosa è che in quasi tutti i negozi, se si paga in contanti, ci sono fortissimi sconti che possono arrivare anche al 20%, e molte volte sete obbligati a farlo, perchè nei negozi stranamente i POS sono quasi sempre fuori uso 🙂

Limitatevi ad usare la carta per gli acquisti on-line, come per esempio gli alberghi, i voli aerei o i biglietti degli autobus.

Gli autobus sono il mezzo migliore per viaggiare in Argentina, anche perchè il trasporto in treno, come in tutti gli stati dell’America Latina, è praticamente inesistente. In tutte le città, grandi o piccole, c’è almeno una stazione degli autobus, nelle quali operano diverse compagnie, per le diverse destinazioni.

Le distanze tra una città e l’altra sono generalmente enormi, soprattutto per noi europei, per cui non è raro dover fare anche 10-15 ore di viaggio.

Per non perdere troppo tempo negli spostamenti vi consiglio di viaggiare di notte, calcolando l’arrivo alla vostra destinazione per il mattino successivo.

Generalmente potete scegliere un sedile “semicama” (semiletto) o “cama” (letto), a seconda di quando sono reclinabili, ma attenzione a non credere che i sedili “cama” si reclinano fino alla posizione orizzontale, diventando dei letti: non è assolutamente così, solo scendono un pò di più degli altri, ma secondo me la differenza di prezzo non vale la pena, perchè non ci sono altre differenze nel servizio.

Ovviamente potete scegliere di spostarvi in aereo, però i prezzi delle tratte interne sono davvero molto alti, ma questo dipende dal budget che avete a disposizione, e con quanto anticipo prenotate il volo.

Ma se cercate dei voli sotto data i prezzi sono davvero proibitivi.  Io ho viaggiato solo in autobus, e sono stato molto contento di averlo fatto, perchè oltre a risparmiare ho avuto la possibilità di conoscere altri viaggiatori e di ammirare il territorio, che in caso contrario non sarebbe stato possibile.

Non vi consiglio di prendere un’auto a noleggio perchè davvero non ne vale la pena, visto che il trasporto in autobus è davvero molto efficiente e le distanze enormi. Per cui è l’opzione migliore da tutti i punti di vista.

Viaggiare in Argentina, anche da soli, non è affatto pericoloso. Non solo non mi è capitato nulla, ma non ho mai avuto la percezione di pericolo, nemmeno girando di notte.

Leggendo riviste di viaggio e molti blog mi ero fatto un’idea un pò negativa soprattutto di Buenos Aires, che viene spesso dipinta come pericolosa, soprattutto nel tipico Barrio de La Boca, la cui visita viene sconsigliata anche dalla gente del posto, soprattutto di notte.

Ma io non ho avuto assolutamente questa sensazione, come non l’hanno avuta nemmeno le persone che ho incontrato lungo il mio viaggio.

L’unica cosa alla quale bisogna stare attenti a Buenos Aires sono gli scippatori che prendono di mira gli zaini e le borse dei turisti. Dateci un’occhio e state attenti soprattutto alle macchine fotografiche e ai cellulari. Se decidete di viaggiare in Argentina dovete sapere che  le località del nord sono decisamente più economiche rispetto a Buenos Aires, Mendoza e soprattutto Córdoba, che mi è sembrata complessivamente ancora più cara della capitale.

Anche se, un pò per ricordo diretto, un pò per quanto mi hanno detto altri viaggiatori, la Patagonia è in assoluto la regione nella quale i prezzi sono più alti. Sicuramente l’Argentina non è uno dei Paesi più economici dell’America Latina: Paraguay, Perù, Bolivia ed Ecuador, comprese le Islas Galápagos costano ad esempio decisamente meno, e ve lo dico perchè gli ho visitati, mentre ad esempio Cile e Uruguay risultano essere i più cari.

 

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