il borgo di pennabilli

Pennabilli: il Luogo dell’Anima di Tonino Guerra

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Pennabilli è un delizioso borgo nell’Alta Valmareccia, nell’entroterra della Provincia di Rimini, e località dove il celebre artista Tonino Guerra ha vissuto per molti anni, lasciando un segno indelebile con le sue splendide opere. Un luogo che vanta anche stretti legami culturali con il Tibet e con il Dalai Lama

A pochi chilometri dalla minuscola Repubblica di San Marino, situato nella comunità montana dell’Alta Valmarecchia e comune più meridionale dell’Emilia Romagna, in Provincia di Rimini, Pennabilli è un delizioso e tranquillo borgo che ho visitato per pura casualità, ma che mi ha fatto innamorare all’istante.

Sarà per la cura con cui è conservato il suo bel centro storico, sarà per la ricchezza del patrimonio artistico-culturale, fatto sta che ho avuto una specie di colpo di fulmine, e da viaggiatore navigato ormai non mi capita più tanto frequentemente.

borgo antico pennabilli
Un suggestivo angolo del borgo antico di Pennabilli | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Nella sua visita mi sono lasciato trasportare dal cuore, e il cuore mi ha fatto trovare delle bellissime sorprese, molte delle quali regalate al paese dal famoso poeta, scrittore e sceneggiatore romagnolo Tonino Guerra, che dopo aver lavorato per molti anni a Roma, dal 1989 sceglie di tornare nella sua Romagna e vivere e lavorare proprio a Pennabilli.

Qui, nel tempo, plasma in modo profondo e indelebile il territorio cittadino, arricchendo sette dei suoi angoli più belli e caratteristici con le sue opere d’arte e istallazioni, i suoi “Luoghi dell’Anima“, che insieme danno vita ad vero e proprio museo diffuso, che il visitatore può scoprire con calma e serenità, nel più assoluto silenzio.

C’è La Strada delle Meridiane, una semplice via lungo la quale si posso ammirare sei antichi orologi contenute in dipinti di famosi artisti e collocate su altrettante case ed edifici, ognuna delle quali con le sue caratteristiche distintive, che calate nella modernità e nella frenesia odierna ci aiutano a considerare diversamente il tempo, dandogli una connotazione più imprecisa e approssimata, regalandoci così l’ebrezza di riavvicinarci ai ritmi più generosi di una volta, quando la fretta era ancora sconosciuta. E per un turista sostenibile e responsabile come me, questo concetto è davvero importante

Quella che mi piace di più collocata sull’edificio di via Carboni, che ha come soggetto su cui è riportato l’orologio l’opera del pittore naif Rabuzin dal titolo “Il sole sopra le colline”.

strada delle meridiane rabuzin
Meridiana “Il sole sopra le colline” di Rabuzin | Fonte: Museo I Luoghi dell’Anima

C’è poi il Santuario dei Pensieri, un piccolo sentiero piuttosto nascosto, una specie di deviazione dal cammino principale, punteggiato da pali di legno sui quali sono raccolti alcuni pensieri del poeta ai quali corrispondono una serie da sculture astratte dello stesso, da leggere come piccoli suggerimenti testuali e grafici che ci invitano alla riflessione sul vero senso dell’esistenza e sul giusto approccio che sarebbe opportuno avere nei confronti vita.

santuario dei pensieri tonino guerra
Il Santuario dei Pensieri di Tonino Guerra | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Ma questo è stato solo un piccolo assaggio di quello che  ho trovato un pò più in la.

Il cuore vero e proprio del Santuario dei Pensieri: sette sculture in pietra che il maestro Tonino Guerra definisce “sette specchi opachi per la mente”, chiamati così perchè ci invitano a specchiarci in modo introspettivo, in un luogo tranquillo e silenzioso che favorisce questo approccio zen.

Non molto distante dal Santuario dei pensieri c’è un’incantevole Loggetta Rinascimentale molto fine e perfettamente conservata, che mi ha trasmesso un’incredibile serenità e leggerezza.

È molto raro trovare un affresco di questa bellezza in un luogo aperto, a disposizione di tutti quelli che la vogliono ammirare lungo il cammino, semplicemente deviando lo sguardo dalla strada.

loggetta rinascimentale pennabilli
La Loggetta Rinascimentale nel borgo di Pennabilli | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Sparsi per il paese ci sono angoli molto suggestivi, che fanno tornare indietro nel tempo, riportandoci ad un’altra dimensione; è facile ritrovarsi in un attimo con il pensiero nel passato, e provare ad immaginare come viveva allora la gente, anche per compiere i semplici riti quotidiani, come quello dell’andare a prendere l’acqua alla fonte, visto che gli acquedotti non esistevano. Queste sensazioni qui sono qualcosa di assolutamente naturale.

C’è anche l’Orto dei frutti dimenticati, che è un vero e proprio museo dei sapori, all’interno del quale sono raccolte specie di piante da frutto caratteristiche della zona appenninica, molte delle quali a rischio di estinzione: la pera cotogna, il giuggiolo, l’uva spina, il biricoccolo, la corniola, il nespolo, la corniola, il sorbo, più svariati tipi di mele, di more e di mirtilli. In questo luogo magico non ci sono solo piante da frutto, ma anche una serie di sculture realizzate dallo stesso Tonino Guerra e da altri artisti contemporanei.

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L’Orto dei Frutti Dimenticati di Tonino Guerra | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Bellissima è la Meridiana dell’Incontro; nel primo pomeriggio una scultura in bronzo raffigurante due colombi realizzata dallo scultore polacco Krysztof Bednarsky proietta la propria ombra su una piattaforma di pietra, che assume i contorni dei profili di Federico Fellini e della moglie Giulietta Masina uniti nell’amore eterno.

Ma non è finita qui: sempre all’interno del perimetro deil’Orto dei Frutti Dimenticati, in un angolo chiamato “Rifugio delle Madonne Abbandonate“, una raccolta di Madonne realizzate su terracotta da vari artisti che il poeta Tonino Guerra ha immaginato si rifugiassero qui per sfuggire all’incuria dell’uomo e all’oblio. Un luogo di protezione, che testimonia la necessità di aiuto chiesto dalla Vergine attraverso il ricordo.

rifugio madonne abbandonate
Il Rifugio delle Madonne Abbandonate | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

In questo luogo si trova anche il “gelso della pace”, imponente pianta che ricorda simbolicamente il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, che il 15 giugno 1994 ha visitato Pennabilli per rendere omaggio alla casa natale di padre Francesco Orazio Olivieri, missionario in Tibet, in occasione del 250° anniversario della morte.

E da questo elemento si intuisce che il legame tra Pennabilli e il Tibet è molto forte, come si può facilmente notare anche visitando altre parti della località. La testimonianza più forte di questo gemellaggio è la La Campana di Lhasa, situata sull’estrema altura della città e collocata in occasione della seconda visita del Dalai Lama nel 2004, che è la riproduzione dal calco della campana originale presente nella missione cristiana fondata da Padre Olivieri in Tibet. Provate a far suonare la campana: sentirete un suono molto particolare, la cui intensità si diluisce molto lentamente con il trascorrere dei secondi, come se si diffondesse per poi perdersi nell’immensità del territorio circostante, un altro invito alla riflessione e all’introspezione, rimarcato anche dalle tradizionali preghiere girevoli tibetane che affiancano la campana, e dalle bandiere della preghiera che sventolano proprio li vicino.

campana tibetana di lhasa
La Campana tibetana di Lhasa sull’altura di Pennabilli | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
preghiera girevole tibetana
La preghiera girevole tibetana sulla sommità di Pennabilli | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Questo luogo non è stato scelto a caso: il panorama che si ammira è a dir poco mozzafiato, fatto di campagne e di colline appena pronunciate, che al tramonto dei giorni di sole, quando il cielo è terso, vengono dipinte dalle tipiche tonalità calde e rassicuranti del giallo e dell’arancione. Sullo sfondo uno sperone di roccia sovrastato da una croce, quasi a voler simboleggiare l’unione tra le due religioni, che si guardano in modo rispettoso, apprezzando ognuna la diversità dell’altra.

sperone di roccia
Lo sperone di roccia visto dalla sommità di Pennabilli | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Se si esce da Pennabilli e si raggiunge la località di Bascio si può scoprire il Giardino Pietrificato, costituito da sette tappeti di ceramica stesi sotto una torre millenaria. Tonino Guerra dedica ogni tappeto ad un personaggio che ha lasciato traccia nella storia di Pennabilli. C’è ad esempio il “tappeto delle onde quiete”, dedicato a Giotto che “dal Montefeltro vide lontanissimi i primi bagliori azzurri dell’Adriatico”, oppure quello che piace di più a me, Il tappeto dell’anatra dal collo azzurro, dedicato alla contessa Fanina dei Borboni di Francia andata sposa ad un capitano dei Carpegna, e che  impazzì per la solitudine ed affidò al vento le sue richieste di aiuto. Scoprite gli altri visitando la città, non voglio togliervi il piacere della sorpresa.

il giardino pietrificato
Il Giardino Pietrificato di Tonino Guerra | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

E per finire una curiosità. Per chi non lo sapesse Pennabilli vanta anche un primato, quello di avere il più piccolo museo al mondo, perchè ospita solo un quadro, intitolato “L’Angelo Coi Baffi“, opera di un pittore milanese ispirato al breve racconto del poeta e trascritto sui muri della cappella.

Sono sincero: il quadro non è particolarmente bello, e me lo immaginavo, ma è molto bello quello che rappresenta. Senza svelarvi troppo, qualcosa che ha a che fare con la semplicità, con la bellezza dell’imperfezione, ma anche in questo caso non voglio raccontarvi i dettagli, e soprattutto non voglio farvi vedere la fotografia, per mantenere vivo in voi il piacere della sorpresa.

Un ottimo periodo per visitare Pennabilli è a Giugno, quando nel borgo c’è un importante festival di artisti di strada, che si esibiscono per le vie e per le piazze in bellissime esibizioni di street art.

Dopo tanto camminare su e giù per Pennabilli vi siete meritati un pò di riposo e una deliziosa piadina, la regina della tradizione gastronomica romagnola, che qui preparano benissimo, proprio secondo la tradizione.

Visitate Pennabilli insieme agli altri straordinari borghi della Signoria dei Malatesta. Io l’ho fatto in moto, ed è stata un’esperienza davvero eccitante.

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