il condor figura delle Linee di Nazca

Le Linee di Nazca: un affascinante mistero nel cuore del Perù

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Le Linee di Nazca sono una serie di linee fatte di sassi ferrosi che danno vita a disegni, alcuni di enormi dimensioni, situati sull’altipiano desertico del Perù, in un’area di più di 500 chilometri quadrati tra la città di Nazca e quella di Palpa, realizzati dall’antica popolazione dei Nazca tra il 200 a.C. e il 600 d.C. visibili solo dall’alto. Il loro significato è ancora un grande mistero, anche se le ipotesi più probabili conferiscono loro riferimenti cerimoniali collegati a rituali locali che hanno per oggetto l’acqua e la fertilità, o significati astronomici

Durante il mio lungo viaggio per il Perù di qualche anno fa, dopo aver visitato la bellissima Arequipa (la Città Bianca), mi sono diretto verso la città di Nazca, per conoscere le famose Linee di Nazca, uno dei più affascinanti misteri del Perù, ritenute così importanti da essere dichiarate Patrimonio Culturale dall’UNESCO nel 1994.

Le Linee di Nazca sono infatti una serie di linee che si estendono su un’area di circa 500 chilometri quadrati (compresa tra le città di Nazca e quella di Palpa, a circa 200 chilometri dalla capitale Lima) tracciate dall’antico popolo dei Nazca tra il 200 a.C. e il 600 d.C (o tra il 300 a.C. e il 600 d.C, secondo un’altra ipotesi) con i sassi presenti nell’area desertica, che disegnano una serie di misteriose figure, visibili chiaramente solo dall’alto.

Le linee sono state tracciate rimuovendo le pietre ricche di ossidi di ferro dal terreno, in modo da far risaltare il suolo scoperto, più chiaro.

Proprio per questo furono scoperte la prima volta dal pilota Eduardo Herrán Gómez de la Torre, mentre la prima persona che le analizzò fu l’archeologo peruviano Toribio Mejia Xesspe nel 1926.

Anche se sono profonde solo pochi centimetri, si sono conservate durante questi lunghissimi secoli perchè la regione ha un clima molto arido, e per questo non piove praticamente mai, e il vento è sempre assente.

Per la loro fragilità e per la grande difficoltà a preservarle concretamente, anche se si sono mantenute intatte nel corso di moltissimi secoli, sono un inestimabile patrimonio culturale del Perù estremamente a rischio di distruzione, che rischia di sparire nel tempo a causa dell’incuria dell’uomo.

Quante e quali sono le Linee di Nazca?

In tutto si contano circa 13 mila linee che definiscono più di cento spirali, trapezi e altra figure geometriche, ma soprattutto giganteschi disegni di animali. In totale sono circa 800. Una delle particolarità è che ogni figura è composta da una singola linea continua, che non si incrocia mai.

Tra le figure più grandi, che possono arrivare a 200 metri di estensione, ci sono proprio gli animali, tra i quali una lucertola, un condor, un colibrì, una scimmia, un ragno, una balena, un cane, e molti pesci.

il colibrì figura delle Linee di Nazca
Il Colibrì | Fonte: Travel 365
la scimmia figura delle Linee di Nazca
La Scimmia | Fonte: Travel 365
il cane figura delle Linee di Nazca
Il Cane | Fonte: Travel 365
il condor figura delle Linee di Nazca
Il Condor | Fonte: Travel 365
il ragno figura delle Linee di Nazca
Il Ragno | Fonte: Travel 365

E poi, l’ultimo ad essere scoperto pochissimo tempo fa da un gruppo di archeologi giapponesi: un animale misterioso che sembra avere il corpo maculato, la lingua penzolante e un enorme numero di zampe.

Gli antichi peruviani realizzarono queste incredibili figure a partire da disegni in scala, che poi ingrandivano sul terreno grazie all’utilizzo di un reticolato in corde, ipotesi suffragata da varie prove di archeologia sperimentale.

Il modo migliore per vedere le Linee di Nazca è sorvolando l’area. Io ho comprato l’escursione in volo di un piccolo aereo da una delle diverse agenzie locali che offrono il servizio. In alternativa puoi vederle salendo sul Mirador de Nazca, una piattaforma collocata appositamente ai bordi della Panamericana, che le lambisce. Ma ovviamente così ne avrai una visione solo molto parziale.

I possibili significati delle Linee di Nazca

Il reale significata delle Linee di Nazca è ad oggi un mistero irrisolto, anche se nel corso del tempo molti scienziati e ricercatori hanno formulato diverse ipotesi, più o meno realistiche.

A parte quelle totalmente irreali che sostengono che siano state create per comunicare con gli extraterrestri o addirittura costruite dagli alieni come mappa di atterraggio delle navicelle (anche se su un’altura appare una figura in cui molti riconoscono un Astronauta), le più accreditate sono quelle che gli attribuiscono significati rituali collegati a culti locali dell’acqua e della fertilità.

l'astronauta figura delle Linee di Nazca
L’Astronauta | Fonte: Travel 365

Molte linee si collegano infatti alle alture circostanti, ricche di acqua, come l’Illa Kata e il Tunga, mentre altre ricalcano in superficie i canali sotterranei nei quali scorre l’acqua che giunge dalla Cordigliera, e che non riesce ad emergere se non nelle zone più pianeggianti.

Questa ipotesi è ritenuta credibile perchè si ricollegherebbe ad un’antica leggenda degli Aymara, un’antica popolazione della costa meridionale del Perù, secondo la quale il dio dell’acqua, partendo dalla cima delle Ande, arriva fino alla costa portando con se questo prezioso dono. Così, per rendere omaggio al dio, la popolazione disegnò queste figure come dono, perchè potesse vederle dall’alto. E non sarebbe quindi un caso che molte delle figure sono proprio rappresentazioni di esseri acquatici.

Anche un’altra teoria formulata da un gruppo di ricercatori italiani studiando i disegni più famosi e quelli scoperti più recentemente a pochi chilometri da Cahuachi assegna alle Linee di Nazca un significato cerimoniale.

L’ipotesi è quella che alcune di queste linee, soprattutto quelle a zig-zag e ad andamento serpeggiante, servissero ad indicare ai pellegrini la via verso la città cerimoniale. Altre, invece, convergono verso le quattro piramidi più celebri dell’area.

Un’altra interessante teoria, anche questa molto accreditata, assegna alle Linee di Nazca significati astronomici.

Questa ipotesi fu sostenuta soprattutto dall’archeologa e matematica tedesca Maria Reiche, che dedicò tutta la sua vita allo studio dei geroglifici, arrivando alla conclusione che in realtà fossero un calendario astronomico per aiutare la popolazione locale nell’attività agricola.

Ad esempio identificò nella figura del ragno e in quella del delfino la forma della costellazione di Orione, mentre in quella della scimmia l’Orsa Maggiore.

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