la collina del wawel

I dintorni del centro storico di Cracovia e la Collina del Wawel, con il Castello e la Cattedrale

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

La collina del Wawel, è uno dei luoghi più belli di Cracovia, raggiungibile con una gradevole passeggiata dalla Piazza del Mercato e dagli altri monumenti del centro storico, ma anche dal quartiere ebraico di Kazimierz. Qui sorgono lo splendido Castello del Wawel, con le sue magnifiche stanze, torri e appartamenti, ma anche la bella e austera Basilica Cattedrale dei Santi Stanislao e Venceslao (meglio conosciuta come Cattedrale del Wawel), dove nel corso dei secoli furono incoronati ben 37 sovrani

Vi ho già parlato della bellissima Piazza del Mercato di Cracovia e dei monumenti, chiese ed edifici storici che su di essa si affacciano. Ma Cracovia offre davvero molto di più a chi desidera conoscere la sua storia e la sua cultura.

Qui vi presento alcune delle testimonianze storiche che mi hanno lasciato stupefatto, ma ce ne sono molte altre, e il scegliere se visitarle o no dipende solo dal tempo che avete a disposizione. Se questo non vi manca, vi raccomando di non perdervene nessuna, perchè al contrario sarebbe un vero peccato.

I dintorni del centro storico di Cracovia

Tra le tante testimonianze storiche, a pochi passi dalla Piazza del Mercato si trova il Barbacane, una imponente struttura difensiva con muri di mattoni dallo spessore superiore ai tre metri a forma circolare risalente al Secolo XV, e posizionata all’ingresso di quella che era il perimetro della città a quel tempo.

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Il Barbacane, l’antica fortificazione a difesa della città | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Io vi consiglio vivamente di visitarlo, come ho fatto io, per conoscere da vicino le sue sette torrette di controllo che hanno ben centotrenta feritoie, e che ne fanno la più grande struttura del genere in tutta la Polonia e sicuramente quella meglio conservata in tutta Europa.

Il Barbacane era stato eretto con il preciso compito di bloccare i primi attacchi dei nemici che tentavano pericolose invasioni attraverso la Porta di San Floriano, poco più avanti, anch’essa risalente al Secolo XV.

porta di san floriano collina del wawel
La Porta di San Floriano, l’ingresso della città vecchia | Fonte: Kraków Travel

Quella che si vede oggi in corrispondenza della Porta di San Floriano è solo una minima parte della mastodontica fortificazione eretta per proteggere la città di Cracovia, che originariamente era composta da una cinta muraria di tre chilometri, intervallata da ben quarantasette torrioni, otto imponenti porte e un grande fossato.

La maggior parte della struttura difensiva è stata distrutta dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondale e al loro posto, per buona parte della lunghezza, c’è oggi il parco cittadino del Planty.

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Il Parco Planty, polmone verde della città | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Un altro edificio storico che vale la pena visitare è il Collegium Maius realizzato nel 1400 con il patrimonio personale lasciato dalla Regina Jadwiga, che è la più antica sede dell’Università di Cracovia. Entrare e passeggiare nel piccolo e silenzioso cortile interno circondato da portici e osservare dall’interno l’imponente edificio perfettamente conservato è davvero molto rilassante, ed è per questo che io lo considero uno degli angoli più magici di tutta la città.

Una volta qui ho visitato il magnifico Museo dell’Università Jagellonica, con le sue immense raccolte bibliotecarie, il più vecchio scettro appartenente al rettore, gli strumenti astronomici e una bellissima collezione di mappamondi, davvero unica nel suo genere.

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Il Collegium Maius | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

La collina del Wawel

La collina del Wawel è sicuramente uno dei luoghi storici più emblematici della città di Cracovia, al quale vale davvero la pena dedicare il tempo necessario. Ci si arriva facilmente a piedi facendo una tranquilla passeggiata dalla Piazza del Mercato, seguendo la direzione opposta a quella che si percorre per raggiungere la Porta di San Floriano e il Barbacane.

La storia racconta che, ancora prima della nascita del regno polacco, la collina del Wawel era il punto centrale dello stato dei Vistolani, Wiślan. È solamente verso la metà del Secolo X che sulla collina del Wawel si stabilì la nobile famiglia dei Piast. E il primo sovrano ad essere incoronato nel 1320 su questa collina fu il re Władysław Łokietek.

la collina del wawel
La bellissima collina del Wawel con in primo piano il Castello | Fonte: Polish National Tourism Office

Secondo gli studiosi, durante il Medioevo, la collina del Wawel è arrivata ad ospitare addirittura dieci chiese di epoca romanica e gotica, ma anche molti atri edifici che però sono andati distrutti nel tempo e mai ricostruiti. I loro frammenti così come alcune ricostruzioni digitali sono però visibili presso la mostra “Wawel Zaginiony”, che tradotto suona come “Il Wawel perduto”.

Il Castello di Wawel (Castello Reale)

Sulla collina del Wawel campeggia l’imponente e bellissimo Castello di Wawel, che per via delle molte ristrutturazioni e ampliamenti presenta molteplici stili architettonici che si mischiano in modo molto armonico: romanico, gotico e rinascimentale.

Il progetto della sede reale fu sviluppato da artisti molto famosi, tra i quali Franciszek Florentczyk e l’italiano Bartolomeo Berrecci, che una volta terminati i lavori collocò una scritta emblematica sul portone principale, che può essere interpretata come una sorta di benedizione o di incoraggiamento. Che recita così “Si Deus nobiscum quis contra nos” (“Se Dio è con noi, chi può essere contro di noi?”).

Al castello si accede attraverso la strada che sale dolcemente attorno alla collina, e che era l’antico percorso che facevano i cavalieri a cavallo. È questo il motivo per il quale non ci sono scale che conducono all’entrata del castello.

castello collina del wawel
Il Castello di Wawel, sulla collina del Wawel | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

La visita è stata davvero molto bella e interessante, soprattutto perchè ti conduce nelle varie stanze, negli appartamenti e in alcune torri alla scoperta delle leggende e degli antichi misteri collegati al castello, ai suoi abitanti e alla città di Cracovia.

Una delle stanze più belle è sicuramente la sala Poselska, mentre la più grande è la Sala dei Senatori, di ben duecento quaranta metri quadrati. Tanto grande che da un’estremità quasi non riuscivo a vedere le decorazioni sulla parete opposta.

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La Sala dei Senatori nel Castello di Wawel | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Ovviamente questa era la sala di rappresentanza nella quale, come dice il nome, si tenevano gli incontri del Senato, i balli e le sontuose feste di corte. 

Stupende sono anche le sale nelle quali sono custoditi i vari pezzi che costituiscono il tesoro della Corona, tra i quali Szczerbiec, il nome della magnifica spada con cui vennero incoronati tutti i monarchi tra il 1320 e il 1764. 

Nella Sala delle Armi è invece esposta la più importante collezioni di armi di tutta la Polonia. 

Nel castello è custodita anche la più grande collezione di arazzi del Paese, e tra le più belle al mondo. Ben 136 esemplati realizzati con lana, seta e fili di metallo, e prodotti nelle più importanti botteghe artigiane di Bruxelles su ordinazione esplicita di Sigismondo Augusto, anche se al momento della morte del monarca erano addirittura 360. 

La tradizione vuole che sia stato il monarca stesso a scegliere tutti gli specifici temi e le dimensioni di ogni singolo arazzo, per renderli perfettamente adatti alle diverse stanze del castello che con questi desiderava abbellire.

La Basilica Cattedrale dei Santi Stanislao e Venceslao (La Cattedrale del Wawel)

La collina di Wawel di Cracovia ospita anche la bellissima Cattedrale, un meraviglioso santuario che sintetizza la perfetta unione di differenti epoche e stili, che lungo la sua storia secolare ha ospitato ben trentasette incoronazioni, e oltre alle spoglia di quasi tutti i re polacchi.

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La bellissima Cattedrale del Wawel | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Lo scheletro, di origine gotico, è circondato da diciannove bellissime cappelle alcune sempre in stile gotico, mentre le altre in stile rinascimentale e barocco. A mio parare la cappella più bella è quella dedicata a Sigismondo, che non esagero definire una vera perla del Rinascimento.

Una volta varcata la soglia si nota l’ambiente cubo e maestoso, come quasi tutte le cattedrali che ho visitato nel mondo. E quello che salta subito all’occhio sono le ampie arcate tardo rinascimentali, che ne danno molto slancio. L’interno è davvero molto prezioso. C’è ad esempio il bellissimo confessionale d’argento di San Stanislao e il magnifico crocifisso nero di Santa Jadwiga.

Mi è piaciuto molto anche salire sulla sua torre, per ammirare la famosa campana voluta da Re Sigismondo, che venne coniata nel Secolo XVI con il metallo ricavato dalla fusione di numerosi cannoni. Il suo peso? Ben 12,7 tonnellate, che spiega il perchè per metterla in funzione sono necessarie addirittura dieci persone. Data la sua mole è facile capire che quando suona si sente sicuramente, fino a dodici chilometri di distanza.

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L’enorme campana della Cattedrale del Wawel | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Non lontano dalla collina del Wawel c’è il quartiere ebraico Kazimierz, un altro luogo di Cracovia che vale davvero la pena visitare, per conoscere e comprendere la storia della comunità ebraica che da secoli vive in città, e soprattutto la loro persecuzione nel periodo dell’occupazione nazista, durante la Seconda Guerra Mondiale, terminata solo con l’arrivo dell’Armata Rossa, che anticipa la fine della Guerra con il D-Day e lo Sbarco in Normandia.

Durante questo periodo migliaia di ebrei furono deportati nel campo di concentramento di Auschwitz, a pochi chilometri da Cracovia, un importante luogo della memoria che vale davvero la pena visitare, per non dimenticare.

Ma c’è un altro luogo che parla della comunità ebraica, questa volta per raccontarne i drammi vissuti durante il periodo dell’occupazione tedesca. Sto parlando della Fabbrica-Museo di Oskar Schindler, anche questa a pochi minuti da qui.

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