castello di san cristobal a puerto rico

Quattro passi per il Viejo San Juan de Puerto Rico, dall’elegante Capitolio al quartiere de La Perla

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Il Viejo San Juan è indubbiamente la parte più autentica e affascinante dell’intera isola caraibica di Puerto Rico. In un paio di giorni potrete visitare i suoi due splendidi castelli, edificati al momento della conquista per difendere la città dagli attacchi dei pirati, ammirare lo splendido cimitero bianco affacciato sul mare, conoscere il Capitolio e la storia dell’isola. E soprattutto conoscere ed ammirare l’emblematico quartiere de La Perla, fino a qualche tempo fa uno dei più pericolosi del Caribe e dell’intera America Latina

Certe volte anche un noioso viaggio di lavoro si può trasformare in una bella occasione per scoprire una nuova destinazione.

È quello che è successo a me a Puerto Rico, dove una docenza all’università mi ha permesso di conoscere San Juan, la sua capitale, situata nella parte nord-est dell’isola, e bagnata dall’Oceano Atlantico, mentre la parte sud dell’isola è bagnata dal Mar del Caraibi.

Devo dire la verità: il viaggio non è cominciato nel migliore dei modi. Infatti l’università per cui ho lavorato, al momento dell’arrivo, non mi aveva ancora comprato il biglietto del ritorno. Per questo motivo l’Immigrazione di Puerto Rico, che poi è quella degli Stati Uniti, non mi voleva far entrare nel Paese. Ed erano pronti a rispedirmi indietro con il primo volo disponibile.

il cuelo di Porto Rico
Il cielo di Puerto Rico al tramonto | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Viaggiavo con il passaporto elettronico utilizzando il Visa-Waiver Program (VWP), che tra le limitazioni prevede infatti il possesso, al momento dell’arrivo, di un documento di viaggio che provi un rientro programmato entro 90 giorni, e la prova della specifica motivazione del soggiorno. Un vero e proprio colpo di fortuna e la disponibilità degli agenti mi ha salvato in extremis dal rimpatrio dopo oltre tre ore “prigioniero” dell’ufficio immigrazione. Avevo regolarmente richiesto e ottenuto l’ESTA (Electronic System For Travel Autorization), ma al momento della partenza non avevo tenuto in considerazione questo problema.

Il primo impatto con la città di San Juan de Puerto Rico non è stato affatto positivo. Mi hanno alloggiato in un albergo nella zona del Condado, che è quella più turistica, dove ci sono solo grandi strutture, la maggior parte appartenenti a catene statunitensi. Belle per carità, ma anonime, sicuramente non quelle che da preferisco visto che come ho già detto mi piace viaggiare in modo responsabile e sostenibile.

Essì, perchè qui la maggior parte dei turisti arriva dagli USA, visto che questi non devono avere visto di ingresso, la moneta è il dollaro, e soprattutto i prezzi sono decisamente più bassi rispetto a quelli degli Stati Uniti e di altre destinazioni caraibiche.

Il vero nome di Puerto Rico è “Estado Libre Asociado de Puerto Rico” (Stato Libero Associato di Puerto Rico), e come ci si può ben immaginare le leggi vigenti sono quasi tutte, salvo alcune eccezioni, quelli statunitensi.

contado san juan de porto rico
La zona alberghiera del Contado di San Juan | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Siamo nel Caribe e il clima lo ricorda in ogni momento. Un’umidità incredibile e improvvisi acquazzoni di pochi minuti, che poi lasciano posto al sole, e se si aggiunge il freddo polare che c’è in qualsiasi luogo pubblico a causa dell’aria condizionata sparata a manetta. Il rischio di prendersi un raffreddore (o qualcosa di peggio) è quindi molto alto, soprattutto per come siamo abituati noi europei.

La sorpesa è arrivata quando ho avuto la possibilità di visitare la parte vecchia della città, il quartiere chiamato Viejo San Juan, che idealmente incomincia dopo un paio di chilometri a ovest del Puente Dos Hermanos (Ponte Due Fratelli), il cui accesso avviene dell’Avenida Ashford. Lo riconoscete senza problemi perchè è molto lungo e perchè i ragazzi lo usano come trampolino di lancio per tuffarsi nel mare.

Io ci sono arrivato a piedi dal Condado. Non so quanti chilometri ho fatto in totale, ma davvero è un bel pezzo, e soprattutto è una passeggiata che vi sconsiglio se la volete fare nelle ore del mezzogiorno, quando il sole “picchia”. E comunque non dimenticatevi di portare con voi almeno un paio di bottiglie d’acqua fredda, indispensabile per evitare un’insolazione, come quella che stava venendo a me.

Se ve la dimenticate è un problema, perchè dall’inizio del ponte fino al cuore del Viejo San Juan non ci sono posti dove comprarla, a meno di non incontrare per fortuna qualcuno che la vende per la strada. Una cosa che ha attratto la mia attenzione sono le targhe delle macchine, che recitano “Porto Rico – Isla del Incanto”, bellissimo.

Cammina cammina, sempre costeggiando il mare, sono arrivato davanti a una struttura che assomiglia incredibilmente al Campidoglio che si trova a Washington, negli Stati Uniti. E per questo, oltre che per le bandiere americane che sventolano davanti alla scalinata che porta all’ingresso, senza troppa sorpresa, leggo su un cartello che è il Capitolio, sede della Asamblea Legislativa (Assemblea Legislativa), composta dalla Camera dei Rappresentanti e dal Senato, e conosciuto anche come Palacio de las Leyes (Palazzo della Legge) di Puerto Rico. Davanti al quale, affacciata sullo splendido mare cristallino dell’Oceano Atlantico, sorge la statua di San Juan Bautista.

il capitolio di porto rico
Il Capitolio di Puerto Rico | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
statua di san giovanni battista a porto rico
La statua di San Juan Bautista davanti al Capitolio | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Mi avvicino alla scalinata e mi siedo un pò per riposarmi e per ripararmi all’ombra. Nel mentre, per mia fortuna, esce una simpatica guardia con la quale mi metto a parlare, e le chiedo se per caso all’interno non c’è un po’ d’acqua da bere. Con molta disponibilità e gentilezza, anche se non è orario di visita, mi dice di entrare e mi accompagna all’erogatore che sta al piano sotto, e così ho l’occasione anche per visitare il suo interno, che è a dir poco spettacolare, come si vede dalle foto qui sotto.

Appena entrati si trova l’esposizione dei diversi fogli sui quali è scritta la versione originale della Costituzione di Puerto Rico, custoditi in quattro teche di vetro che nel loro complesso formano un cerchio. E tutto intorno splendido marmo di diverse tonalità, che la guardia mi dice provenire da Carrara, così come bellissimi affreschi, sia alle pareti che sul soffitto. Mi ha colpito molto quello dedicato all’abolizione della schiavitù a Porto Rico, proclamata nel 1873, forse più che per la bellezza in se stessa per il grande significato simbolico.

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Affresco che rappresenta l’abolizione della schiavitù a Puerto Rico | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

La guardia mi fa anche notare che su una lastra di marmo rossa c’è anche la sagoma di un fossile, davvero molto evidente. Parlando con la guardia mi sono anche reso conto di come noi italiani siamo molto amati a Puerto Rico (ma non mi sorprende perchè ho avuto la stessa sensazione anche più in generale in tutto il Centro e Sud America, in particolare in Argentina, forse anche per ragioni affettive legate alla discendenza). Non la finiva più di raccontarmi cose sul suo Paese e di chiedermi cose sull’Italia, che mi ha detto che sogna da sempre di visitare.

Mi ha anche detto che proprio davanti al Capitolio, al lato della statua di San Juan Bautista, c’è una scalinata che conduce a una bella spiaggia, e che valeva la pena visitarla, anche se mi ha consigliato di stare attento perchè le correnti sono molto forti, e quindi di fare il bagno ma non di allontanarmi dalla riva. Ovviamente non me lo sono fatto ripetere due volte. Ci sono andato subito!!! Ed è stato un’ottimo consiglio.

La spiaggia, praticamente invisibile dal livello strada, ha una folta vegetazione, e tra gli alberi anche molte palme da cocco. Le noci cadute, per il peso, si piantano nella sabbia finissima. Davvero un peccato non aver avuto qualcosa per romperle, così da poter bere il latte di cocco, che soprattutto con quel caldo sarebbe stato un vero e proprio toccasana.

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La bella spiaggia nei pressi del Capitolio | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Il mare era davvero molto, ma molto mosso, ed è stato difficile fare il bagno anche perchè il fondale ha moltissime pietre acuminate, quindi ho seriamente rischiato di tagliarmi. Mane è valsa la pena affrontare questo piccolo rischio, perchè la temperatura era davvero fantastica, e per le onde forti stare nell’acqua era come fare una specie di idromassaggio.

Risalgo sulla strada per ricominciare la mia passeggiata e dopo pochissimo tempo mi ritorno davanti ad un’antica fortificazione, che si capisce subito essere un castello a picco sul mare. Si tratta del Castillo de San Cristóbal (Castello di San Cristoforo), conosciuto anche come Fuerte de San Cristóbal, che è stato costruito dagli spagnoli subito dopo la conquista di Porto Rico per proteggere la città dagli attacchi terrestri. Ed è parte del Sitio Histórico Nacional de San Juan (Luogo Storico Nazionale di San Juan) e inclusa nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO dal 1983.

castello di san cristobal a porto rico
Il Castillo de San Cristobal a difesa della città | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

L’isola di Puerto Rico fu infatti scoperta da Cristoforo Colombo più di 500 anni fa, nel 1493, durante la sua seconda spedizione nelle Americhe, e al suo arrivo attraccò a Dorado, nelle immediate vicinanze di San Juan. Bellissima è la cinta muraria, nella quale sono conservati i cannoni originali, ancora perfettamente conservati.

Il Viejo San Juan è davvero un quartiere bellissimo, dove si respira un’atmosfera boemia, completamente differente dal Condado. Qui non ci sono grandi alberghi, ma al contrario è un dedalo di viette strette strette, costeggiate da piccole case con architettura in stile coloniale, colorate con tonalità pastello. In prevalenza di giallo, rosa e ocra. Tra queste case ce n’è una che vanta un record molto singolare. Quale? Con i suoi 1,5 metri di larghezza è la più stretta del mondo!!! Tanto che come si può ben immaginare un uomo non riesce nemmeno a sdraiarsi.

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La casa entrata nel Guiness dei Primati come casa più stretta del mondo | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Nella parte occidentale del Viejo San Juan, all’estremo nord dell’isola, c’è un’altra fortificazione, il Castillo de San Felipe el Morro, conosciuta semplicemente come El Morro. Anch’essa costruita dagli spagnoli non appena sbarcati sull’isola di Puerto Rico, e a differenza del Castillo de San Cristóbal aveva lo scopo di proteggere la città dagli attacchi che provenivano dal mare, soprattutto ad opera dei pirati.

Era un luogo di passaggio di tutti i galeoni stracolmi d’oro e d’argento che provenivano dal Messico e dal Perù. I pirati erano ovviamente molto interessati ad acquisire questa ricchezza, ed è anche per questo che l’isola è stata battezzata “Puerto Rico”. 

Anche il Castillo de San Felipe el Morro è circondato da una muraglia molto imponente, che può essere usata come camminamento panoramico fino alla Puerta de San Juan. Anch’esso fa parte del Sitio Histórico Nacional de San Juan. È molto suggestivo ammirare il mare dalle griete presenti nelle mura a distanza regolare una dall’altra, che ospitavano i soldati che avevano il compito di scrutare il mare per avvistare l’avvicinarsi di eventuali imbarcazioni nemiche.

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Il Castillo de San Felipe el Morro | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

All’altro lato della baia, c’è un altro forte molto più piccolo chiamato Fortín de San Juan de la Cruz (Fortino di San Giovanni della Croce), che dava appoggio al Castillo de San Felipe el Morro nella difesa della città rispetto ad eventuali attacchi marittimi.

Affacciandomi da alcune di queste griete, oltre ad avere una vista stupenda sul mare, ho notato anche che questo lambisce uno splendido cimitero, tutto bianco, che mi ha lasciato a bocca aperta. È il vecchio Cementerio de Santa María Magdalena, al cui interno c’è anche un bellissimo Mausoleo circolare, con una bella torretta dal tetto giallo che sovrasta una cupola rosa. Fortunate le persone che riposano qui perchè posso godere per l’eternità di una splendida vista.

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Il Cementerio de Santa Maria Magdalena | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Ma la cosa che mi ha davvero lasciato senza parole del Viejo San Juan è il quartiere popolare de La Perla, incassato tra il Castillo de San Cristóbal e il Morro, situato ad un livello inferiore e affacciato direttamente sul mare. Originariamente era abitato dalle persone più umili, a servizio dei ricchi che vivevano invece in alto nelle sontuose abitazioni, e dei nobili che abitavano nelle fortezze.

Ancora oggi continua ad essere il più povero di San Juan, e uno dei più poveri dell’intera Puerto Rico, ma sicuramente il più autentico, e forse per questo celebrato da molti cantanti locali, tra i quali il noto gruppo Calle 13 che al quartiere de La Perla hanno dedicato l’omonima canzone. Siete curiosi di conoscerla? Ve ne parlo nel post “Il quartiere La Perla di San Juan de Puerto Rico…dolore e dolcezza in musica”.

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Le case sgarruppate che si affacciano sul mare nel quartiere La Perla di San Juan de Puerto Rico | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Se chiedete informazioni sul quartiere, tutti mettono in guardia e sconsigliano di addentrarsi, soprattutto se non accompagnati da locali, perchè secondo loro è solo un covo di narcos e delinquenti. È infatti considerato addirittura come il più pericoloso del Caribe e uno dei più pericolosi dell’intera America Latina.

E non è un titolo che gli è stato affibbiato gratuitamente. La sua mala fama se l’è conquistata. Prima del 2011 il Dipartimento Antidroga degli Stati Uniti (DEA) stimava che il business dell’eroina nel quartiere de La Perla di Puerto Rico raggiungeva gli 11 milioni di dollari annuali. In più, il tasso degli omicidi era 7 volte di più que quello di tutta l’isola, che oscillava a 19 morti ogni 100 mila abitanti. 

murales de la perla san juan de porto rico
Uno dei murales presenti sulle case del quartiere de La Perla | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Il mare, mosso e violento, si scaglia con forza contro il quartiere de La Perla. Anche se molti, proprio per questi motivi dicono che in realtà è il quartiere, con la sua fama di agitato e caldo, che esplode la sua violenza contro il mare, e non il contrario.

È vero. Per le sole 250 famiglie che ancora ci abitano (perchè la maggior parte ha preferito fare le valige e trasferirsi in altre zone di Puerto Rico), vivere a La Perla è come avere un marchio indelebile che è difficile scrollarsi di dosso. È sinonimo di basso, di trafficanti di droga e di sicari. Io non ho badato a queste cose e non ho seguito il consiglio di chi mi metteva in guardia, e l’ho visitato, innamorandomene immediatamente.

Una volta scesa la scalinata che incomincia non appena passato il Castillo de San Cristóbal si notano le caratteristiche “casitas de colores” (casette colorate), molto sgarruppate e dagli esterni disordinati. Molte ospitano sui muri dei graffiti di fantasia o che rappresentano persone, spesso abitanti del quartiere morti a seguito di omicidi, che soprattutto in passato sono stati davvero tanti. Quasi sempre come conseguenza di regolamenti di conti legati allo spaccio di droga, anche se le cose ultimamente sembrano cambiate. Sono infatti 6 anni che a La Perla non si ammazza più.

Qui i ritmi sembrano ancora più lenti di quelli già molto lenti dell’isola di Puerto Rico. Per i pensionati e per i molti disoccupati presenti la giornata è davvero molto lunga, e per questo ingannano il tempo chiacchierando seduti in strada, con l’immancabile frigorifero portatile pieno di birre ghiacciate.

el bowl a la perla viejo san juan porto rico
El Bowl, la struttura per fare skate a La Perla | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

In strada si vedono sempre anche molti ragazzini che giocano a basket nel campo che è una delle cose che per prime si notano dalla strada, con al centro la scritta “La Perla” e il mare che si vede dietro al canestro, o che si esibiscono in esibizioni freestyle con lo skate nel Bowl, in origine  una piscina da un bel pò di tempo trasformata in pista acrobatica dipinta con bellissimi graffiti colorati, e che ormai rappresenta il vero e proprio simbolo del quartiere.

Vi consiglio davvero di visitare questo bellissimo angolo di San Juan, che per me è il luogo più caratteristico della città. E non dimenticatevi di prendere qualcosa da bere in uno dei piccoli chioschi improvvisati che troverete disseminati tra le strette viuzze, insieme alle gabbie di galline.

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Il bar Cofresí, un luogo simbolo del quartiere de La Perla | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Fermatevi al Bar Cofresì, che prende il nome dal celebre pirata di Puerto Rico, e fate quattro chiacchiere con gli abitanti del quartiere che saranno ben contenti raccontarvi qualche storia. Ma solo però se riuscirete a togliervi la faccia e il comportamento del “classico” del turista. Qui non vogliono macchine fotografiche, chiasso e risate. Qui vogliono solo che dimostriate il vostro rispetto per il luogo dove siete finiti.

Penso che non ci sia modo migliore per descrivere La Perla di come lo fa la scrittrice locale Ana Teresa Toro, che definisce il panorama e l’atmosfera in modo molto sottile, dicendo che “La Perla ti rompe i denti, però ti addolcisce la gola”. Proprio quello che, ragionandoci adesso mentre scrivo, ho provato anch’io. 

Magari non vi bastano le fotografie che ho messo in questo articolo. Niente paura, qui c’è una fotogallery dove vi racconto il Viejo San Juan con molte più foto.

Peccato che ho visitato San Juan de Puerto Rico per motivi di lavoro. Mi piacerebbe davvero tornare per visitare bene tutta l’isola, e vi consiglio di fare lo stesso perchè da come se ne parla deve essere davvero stupenda. I mezzi pubblici sono molto scarsi, per cui per spostarvi da un luogo all’altro mettetevi nell’ottica di prendere una macchina a noleggio. Tutti mi dicono che non è un’opzione cara.

 

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