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Il Parque Nacional Torres del Paine: tra pianura, laghi e montagne innevate della Patagonia cilena

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Il Parque Nacional Torres del Paine è un luogo unico, nel cuore della Patagonia cilena. Un incredibile spazio naturale incontaminato dove pianure, laghi e montagne innevate coesistono, regalando panorami suggestivi e mozzafiato

La mia avventura nel Parque Nacional Torres del Paine risale a 10 anni fa, all’interno di un viaggio che ho fatto in Patagonia cilena, letteralmente alla fine del mondo, ed è proprio da questo viaggio che ho avuto l’idea del nome per il blog che state leggendo. Direi che ho avuto una vera e propria folgorazione.

Anche se è passato così tanto tempo, i ricordi di questa bellissima esperienza sono ancora molto vivivi nella mia memoria, perchè è stato uno dei viaggio più emozionanti che ho fatto durante la mia lunga carriera di viaggiatore. E vi assicuro che sono stati davvero tanti!

La Patagonia cilena è un mondo unico: natura incontaminata, il cielo blu punteggiato qua e la da nuvole bianchissime come non l’ho più trovato da nessun’altra parte, e spazi ampissimi quasi completamente spopolati. E il trekking all’interno del Parque Nacional Torres del Paine è stata la cilielina sulla torta di questo fantastico viaggio.

Si tratta di un luogo magico, un ecosistema unico, tanto importante che è stato dichiarato Riserva della Biosfera dall’UNESCO e Ottava Meraviglia del Mondo nel 2013.

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Il Papos House dove è iniziato il mio trekking | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Un paradiso di quasi 230 mila ettari e una geografia eccezionale, fatta di imponenti massicci, ghiacciai, boschi vergini e laghi di colore turchese. E vento spesso forte che da al cielo un magnifico color indaco.

Come gli altri viaggiatori, anche la mia avventura al Torres del Paine incomincia nella minuscola località di Puerto Natales, che è la sua principale porta di ingresso, e che si trova sul Golfo Almte Montt e a pochissimi chilometri dalla frontiera con l’Argentina.

Sono giunto qui dopo aver visitato la bellissima città di Punta Arenas (che dista 250 km) e la fantastica Isla Magdalena (conosciuta anche come Monumento Natural Los Pinguinos), sulla quale come è facile immaginare vivono solo migliaia di pinguini, altri due luoghi magici che vi consiglio assolutamente di non perdere se deciderete di viaggiare qui. Alla fine del mondo!

Prima di cominciare il trekking all’interno del parco mi sono fermato un paio di giorni a Puerto Natales per visitare la cittadina, e comprare la tenda e tutto il necessario, e in questo sono stato aiutato dai due fantastici proprietari del Papo’s House, della calle Valdivia: Melisa e Jose Luis, che sono stati davvero molto ospitali. Abbiamo passato ore molto divertenti parlando della passione dei viaggi, che abbiamo in comune, tra risate e qualche bicchierino di ottimo Pisco, che è anche bevanda cilena.

Peccato che il Papo’s House ormai non esiste più; cercandolo su Google Map si vede chiaramente che oggi è ritornato ad essere una casa privata.

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Gli amici del Papos House | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Da Puerto Natales si arriva all’entrata principale del Torres del Paine con gli autobus che fanno servizio regolare fino a Laguna Amarga (una specie di piccolo laghetto di acqua lagunare, come dice il nome), e che dista poco più di 100 km, per circa un’ora e mezza di viaggio.

Già di per sé questo percorso è incredibilmente bello. Si attraversa una pianura piuttosto brulla e arida, e sullo sfondo, come contrasto, si intravedono le stupende vette innevate del Torres del Paine.

All’entrata bisogna preparasi a visitare un paesaggio che cambia senza preavviso perchè dalla vasta pampa abitata si passa velocemente ad uno spesso bosco centenario di lenguas, piante simili ai pioppi. Continuando, il panorama diventa roccioso, grigio e ripido, come se in pochi minuti si arrivasse in un altro pianeta.

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Uno dei sentieri del Parque Nacional Torres del Paine | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Per apprezzare al massimo le bellezze che il Parque Nacional Torres del Paine ci sono varie possibilità, che dipendono dal numero di giorni che avete a disposizione e dal vostro livello di allenamento.

Se volete semplicemente “assaggiare” il parco e non volete fare troppa fatica, si possono fare escursioni giornaliere guidate per vedere alcuni specifici aspetti (come ad esempio gli spettacolari Lago Grey e il Lago Pehoe) dormire negli alberghi e mangiare nei ristoranti, e in questo caso vi suggerisco di affidarvi alle agenzie locali; sono tre quelle autorizzate a vendere escursioni nel parco.

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Un gaucho a cavallo lungo i circuiti del parco | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Mentre se volete viverlo pienamente, e siete abbastanza allenati, fate come ho fatto io: scegliete di visitarlo camminando, sostando di sera negli diversi accampamenti presenti durante il percorso, molti dei quali gratuiti. È un’esperienza incredibile.

Per dormire ci sono 8 tra rifugi e camping e 7 alberghi distribuiti in diversi punti del parco, soprattutto vicino a punti strategici, come ad esempio l’inizio della salita a los Tres Cuernos.

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Uno dei tanti gauchos a cavallo nel parco | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Io ho scelto la strada più faticosa, il circuito conosciuto come “O”, per forma circolare del percorso, un bellissimo saliscendi di 93 chilometri tra la pianura e le alture, costeggiando i laghi e i ruscelli, che ho percorso in 8 giorni di cammino dormendo negli accampamenti, e che mi ha permesso di entrare davvero in contatto con la magia del luogo. È considerato il più estremo dei percorsi che si possono fare nel parco, anche se in realtà non mi è sembrato poi così impossibile. Considerate però che dovete mantenere un ritmo di 8 ore di cammino giornaliero.

Lungo i sentieri, nella maggior parte dei casi ben segnalati, ho incontrato spesso gauchos a cavallo, che ogni tanto mi hanno anche offerto un passaggio su uno dei cavalli che guidavano. E spesso ho anche incontrato cavalli liberi, allo stato brado.

Ovviamente per fare questo percorso mi sono portato la tenda, il sacco a pelo per dormire, il fornello da campeggio e le provviste, perchè i punti di ristoro sono molto, molto rari, e molto distanti uno dall’altro, e se alla sera si alloggia negli accampamenti liberi (spesso l’unica soluzione a disposizione), tenete e mente che non è nemmeno possibile farsi una doccia. Non dimenticatevi di portare anche tutto il necessario per prepararvi un Mate da sorseggiare durante il cammino, per avere sempre la giusta dose di energia.

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Uno dei tanti accampamenti all’interno del parco | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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Uno dei tanti cavalli allo stato brado che vivono nel parco | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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Un bellissimo cavallo allo stato brado | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Il Circuito “O” parte a Laguna Amarga, e permette di vedere i luoghi più belli del parco, tra i quali: il Paso John Gardner, all’altezza di 1200 metri, che mi ha ricompensato con una vista spettacolare ai Campos de Hielo Sur; il Glaciar Grey, Valle el Francés gli spettacolari massicci que sono i protagonisti del parco, ovviamente se il clima lo permette.

Per la presenza di rilievi innevati, l’acqua è ovviamente un elemento molto presente nel territorio del Parque Nacional Torres del Paine: durante il cammino spesso si devono attraversare ruscelli con pietre molte scivolose, pozzanghere di acqua stagnante dove gli animali che vivono nel parco si vanno ad abbeverare, e spesso si possono ammirare piccole e incantevoli cascate che spuntano dalle rocce. Ed è acqua molto fresca, ottima da bere per riprendere le forze.

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Un meraviglioso ruscello attraversa il parco | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

All’interno del parco ho potuto sperimentare le 4 stagioni in un solo giorno, così è possibile osservare una flora tanto varia che comprende quattro tipi di vegetazione differenti: la “Boscaglia Preandina” (Matorral preandino), il “Bosco Mgellanico” (Bosque magallánico deciduo), la “Steppa Patagonica” (Estepa Patagónica) e il Deserto Andino (Desierto Andino).

A spasso per il parco si potranno vedere una grande varietà di alberi e piante, alcune delle quali fanno fiori bellissimi, come quella che vi mostro nella foto qui sotto.

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La vegetazione rigogliosa del parco | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

La diversità degli ambienti permette di trovare una grande quantità di mammiferi, tra i quali i più rari sono il puma (felis concolor), che vive nel settore est, e il leone di montagna. Ovviamente il loro avvistamento è molto molto raro, anche perchè si tengono ovviamente lontani dai turisti.

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Il bellissimo Lago Grey | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Se pensate che il circuito “O” sia troppo faticoso, o non avete il tempo per farlo, potete optare per il circuito “W”, che nella parte inferiore coincide con l'”O”.

Il “W” è decisamente più facile, e quindi non richiede un particolare allenamento e resistenza fisica, ed è anche decisamente più corto, perchè può essere completato in 4 o 5 giorni, camminando 7-8 ore al giorno. Ovviamente si chiama così per la sua forma simile a una W.

Il percorso comincia per il Refugio Grey per continuare per il Paine Grande, il Valle Francés, il Campamento Chileno e alla fine arrivare alla Base de las Torres, il punto migliore per ammirare i bellissimi picchi che governano questo parco, in particolare Los Cuernos, che forse sono l’elemento più emblematico del parco, e che da soli giustificano la visita. Se fate questo percorso riuscirete anche a ritornare più facilmente a Puerto Natales.

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Montagne con nevi perenni | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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Los Tres Cuernos | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Pensate che vi in questo articolo vi abbia messo poche fotografie? Beh, se è così non perdetevi la fotogallery dedicata tutta dedicata al parco.

Con questo selfie vi saluto virtualmente e mi raccomando: trovate l’occasione per visitare questo bellissimo angolo di mondo…non ve ne pentirete assolutamente!!! Come sempre fatelo in modo sostenibile e responsabile. E prendetevi tutto il tempo necessario per completare la “O”.

Ah, stavo per dimenticarmi il sito dove potrete trovare maggiori informazioni sul Parco.

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Un selfie al Torres del Paine | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

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