panoramica di cusco

Cusco, la bellissima città coloniale che fu il cuore dell’Impero Inca

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Cusco, importante capitale del Tawantisuyu (l’Antico Impero Inca), è oggi una bellissima città peruviana inserita in un contesto naturale di rara bellezza, nella quale lo stile coloniale introdotto dalla conquista spagnola del Secolo XVI si fonde in modo armonico con l’architettura incaica. È una città davvero mistica, ricca di tradizioni ancestrali, e naturale punto di partenza per conoscere il Machu Picchu, città sacra per gli Inca, oggi uno dei siti archeologici più importanti del mondo

Una vacanza alla scoperta del Perù non può prescindere da una visita alla suggestiva città di Cusco, che si trova nella parte meridionale del Paese, in una zona molto montagnosa e impervia, a circa 3400 metri sul livello del mare. E a circa 1100 chilometri dalla capitale.

panoramica di cusco
Una panoramica della città di Cusco | Fonte: Peru for Less

Io ho visitato Cusco proprio dopo aver visitato Lima, e come quasi tutti ci sono arrivato in aereo. Il volo dura poco più di un’ora, e il biglietto costa circa cento euro, ma come succede sempre è molto fluttuante, e dipende dalla compagnia, dalla data e dall’ora del volo. Ma se si arriva da Lima l’unica alternativa è il viaggio in autobus, che però è lungo e massacrante.

Una volta atterrato all’aeroporto ho provato immediatamente lo spiacevole mal d’altura (male di altitudine), perchè in un’ora sono passato dal livello del mare di Lima alla sua grande altitudine. E mi è durato due giorni, durante i quali sono stato praticamente sempre a letto con una costante sensazione di nausea.

I locali suggeriscono di combatterlo masticando le foglie di coca, e io ovviamente le ho provate. Ma a me non sono servite a nulla. Sono dovuto ricorrere a delle classiche pastiglie acquistate in farmacia. È una sensazione davvero molto fastidiosa, che vivono molti viaggiatori che fanno lo stesso percorso. Per cui preparatevi a questa eventualità.

venditori ambulanti a cusco
Venditori ambulanti per le strade | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

L’origine della città di Cusco risale alla notte dei tempi ed è legata alla popolare leggenda seconda la quale nel Secolo XII emersero dalle acqua del lago Titicaca i due semidei Manco Capác e sua sorella (e sposa) Mama Ocllo, figli di Inti, il leggendario Dio del Sole. La missione affidata dal padre era di fondare un nuovo regno che migliorasse le condizioni di vita della popolazione.

Dovevano camminare fino a che non avessero incontrato un luogo dove sarebbe affondato il grande scettro d’oro che portava Manco Capáz. Camminarono in direzione Nord e arrivarono a Pacárec Tampu (Pacaritambo) dove riposarono in una piccola caverna. All’alba del giorno dopo ripresero il cammino e continuando sempre in direzione Nord giunsero alla collina Huanacaure, e li lo scetro sprofondò. E fu così che fondarono la città di Cusco, che il lingua Quecha significa “Ombelico del Mondo”.

E in effetti nel corso del tempo Cusco diventò il centro nevralgico dell’Impero Inca, la Capitale di quello che era conosciuto come Tawantisuyu (che nella lingua Quechua significa “Quattro Regioni”), corrispondenti ai quattro punti cardinali. Città importantissima per la cultura e la religione incaica, e per questo centro nei quali venivano celebrati i più importanti rituali in omaggio alle diverse divinità, in particolare al Dio del Sole e alla Pacha Mama, la Madre Terra.

venditori per le strade di cusco
Venditori per le strade di Cusco | Fonte: BookMundi

Con Cusco al centro, l’Impero Inca si estese infatti molto oltre i confini peruviani, fino a comprendere la zona andina che si estendeva dall’Ecuador al Cile, passando per il Perù, Colombia e Argentina.

Durante quest’epoca Cusco era una città dalla bellissima architettura in pietra, con grandi piazze e bellissimi tempi, decorati in oro. Per fortuna molte di queste costruzioni sono rimaste fino ai giorni nostri.

Poi arrivò l’epoca della colonizzazione spagnola, e a partire dal 1533 l’Impero Inca fu letteralmente spazzato via dai conquistatori, che stravolsero l’intero territorio del Sud America, plasmando la sua economia e la sua cultura. E in pochi anni Cusco si trasformò in una moderna città coloniale, con un numero di abitanti che crebbero costantemente durante i secoli.

Oggi la città è molto turistica, la più visitata del Perù per essere precisi. Sicuramente anche perchè è il luogo da dove partono tutte le escursioni al Machu Picchu, uno dei più importanti siti archeologici del mondo. Ma nonostante il suo forte orientamento al turismo continua a mantenere un fortissimo misticismo.

sito archeologico machu picchu
Il Machu Picchu | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Vi assicuro che l’atmosfera che si percepisce è magica, surreale, come se le strade, le piazze e gli edifici fossero in grado di raccontare la storia del suo glorioso passato. Quasi como se ancora oggi fosse sotto la protezione degli Dei che per secoli sono stati invocati durante i rituali che qui venivano celebrati.

Tanto dipende anche dallo scenario geografico che la avvolge. Infatti è inserita in un contesto naturale di rara bellezza (e praticamente isolata via terra), che se siete turisti che amano i viaggi eco-sostenibili e responsabili apprezzerete davvero moltissimo.

La fusione culturale andina e spagnola le conferiscono caratteristiche architettoniche molto speciali, grazie al quale è oggi è una delle città più belle del mondo, che conserva con molto orgoglio i suoi costumi e le sue tradizioni.

architettura coloniale a cusco
Architettura coloniale | Fonte: Dreamstime

La sua base sono i resti delle muraglie Inca e la trama delle sue strade, attorno al quale si trovano oggi numerosi edifici coloniali costruiti sulle rovine degli antichi palazzi reali, e chiese, alcune delle quali molto belle all’esterno e decorate finemente all’interno, che convergono nella piazza principale nel cuore del centro storico.

Questa è la Plaza de Armas, che occupa lo stesso luogo che occupava la Plaza Huacaypata, che nella lingua Quechua significa “lamento”, e fu tracciata secondo la leggenda da Manco Cápac, quando fondò (secondo la leggenda) la città.

Attorno ad essa si costruirono i palazzi reali dei diversi Re Inca che si sono succeduti nel corso dei secoli. Era anche il luogo scelto dagli Inca per celebrare l’importantissimo rituale di Inti Raymi (la Festa del Sole), ma anche le feste per celebrare le vittorie militari.

La Festa del Sole era in assoluto la più importante per l’Impero Inca, durante la quale si celebra il “nuovo anno solare”, con l’avvento del solstizio d’inverno, ed era dedicata al Dio Inti. Non aveva solo una grande valenza religiosa, ma anche sociale e politica.

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La bellissima Plaza de Armas | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Con l’arrivo degli spagnoli la piazza si ridusse in dimensione perchè lungo i suoi lati vennero costruiti edifici che perdurano tutt’oggi, tra i quali la Catedral (Cattedrale) e la Iglesia de la Compañia de Jesús (Chiesa della Compagnia di Gesù).

La prima, la Cattedrale, è davvero stupenda, sia nella facciata che negli interni, in stile marcatamente barocco. Fu costruita nel 1560 su quello che fu il palazzo reale dell’Inca Viracocha, ed è costituita da dieci stupende cappelle, la più emblematiche delle quali è quella dedicata al Señor de los Temblores, patrono di Cusco. L’altare maggiore è ricoperta da una pesante lamina di argento puro. La campana della torre del Evangelio, chiamata Maria Angola, è creata dalla fusione di bronzo e oro, il cui suono si sentono fino a quaranta chilometri di distanza.

La Chiesa della Compagnia di Gesù è, come dice il nome, il tempio gesuita coloniale. E, come la Cattedrale, fu costruita sulle rovine di un palazzo reale Inca. Anche questa mi è piaciuta molto, per la sua semplice imponenza, e per lo stile sobrio che poi è quello che contraddistingue l’ordine. La navata centrale ha sei cappelle laterali, alle quali si aggiungono cappelle sotterranee circondate la labirinti e passaggi segrete, nei quali si trovano le spoglia di personaggi che hanno partecipato attivamente alla colonizzazione spagnola.

la cattedrale di cusco
L’austera Cattedrale | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Oltre a queste due più importanti, di chiese a Cusco ce ne sono molte altre, alcune delle quali si affacciano alla Plaza de Armas, mentre altre si collocano sulle diverse strade del centro storico.

Nei tre giorni in cui mi sono fermato a Cusco ho cercato di visitarne la maggior parte. Bellissima è la Iglesia La Merced y Convento, che nei sotterranei ospita le spoglie dei conquistatori spagnoli Diego de Almagro, Almagro El Mozo e Gonzalo Pizarro.

La Iglesia de Santo Domingo, il Templo y Convento de San Francisco e la Iglesia de San Blas, situata nell’omonimo quartiere boemio, degli artisti, dove si trovano anche la maggior parte degli alberghi e ristoranti oggi presenti in città. Ma anche tanti bar nei quali si possono provare degli ottimi Pisco, la bevanda nazionale.

Per la sua importanza durante il periodo incaico deve essere vista anche la Iglesia y Convento de Santa Catalina, costruita sul Acllhuasi (che in lingua Quechua significa “Casa delle Prescelte”), conosciuto anche come Tempio delle Vergini. In questo luogo abitavano (isolate) le più belle ragazze esponenti delle famiglie più importanti, scelte per essere offerte come spose eterne al Dio Inti. Ovviamente attraverso sacrifici. In questo tempio poteva entrare solo la regina, le principesse e ovviamente il Re Inca.

iglesia santa catalina a cusco
Chiesa e Convento di Santa Catalina | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Pare che proprio da questo luogo provenisse una delle bambine sacrificate sulla sommità del vulcano Llullaillaco, e ritrovata perfettamente conservata dopo centinaia di anni sotto il ghiaccio perenne nel 1999 durante una spedizione arheologica. È stata chiamata Doncella e oggi può essere vista insieme alle mummie di altri tre bambini sacrificati al Museo Archeologico d’Alta Montagna (MAAM) della bellissima città di Salta, nel nord dell’Argentina.

la doncella al museo archeologico d'alta montagna di salta
La Doncella, una delle mummie dei quattro bambini al MAAM | Fonte: MAAM

Emblematica testimonianza del periodo incaico è il Coricancha, che in lingua Quechua significa “Recinto d’Oro”, il Tempio di Inti, un vero e proprio gioiello dell’archiettura Inca, dentro il quale esisteva un giardino nel quale gli alberi, gli uccelli e gli animali erano rappresentati in oro. E l’oro era presente dovunque. Il Coricancha ha anche un importantissimo significato simbolico: era infatti il punto centrale di divisione amministrativa dell’Impero Inca (il Tahuantisuyu), nel quale nascevano e convergevano i quattro suyos.

Mi sono piaciuti molto anche gli altri luoghi di Cuzco, tra i quali il Palacio Arzobispal, la Casa del Inca Garcilaso de la Vega, la Casa del Almirante e la Casa de los Cuatros Bustos, una bella casa coloniale che pare sia appartenuta ai fratelli Pizarro, conquistatori spagnoli del Perù.

E ovviamente anche il monumento al Inca Pachacútec, uno dei più grandi Inca, importante statista e conquistatore durante il periodo di massimo sviluppo dell’impero.

Bello è anche il Parque Arqueológico de Sacsayhuaman, a Nord della città di Cusco, che ha un’estensione di tre mila ettari, nei quali si possono trovare importanti monumenti archeologici dell’epoca Inca, come il megaliti Sacsayhuaman, Kencco (o Qenqo), Puca Pucará y Tambomachay. Bellissima è anche la sua flora andina, e si possono trovare lama, falchi altri interessanti volatili che solcano il cielo. 

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Chiesa e Convento di Santa Catalina | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Meritano di essere conosciute anche le località nelle immediate vicinanze della città, anch’esse caratterizzate dalla presenza di un’importante eredità archeologica. Luoghi belli e ancestrali incastonati in un paesaggio naturale di rara bellezza, come Chinchero, Maras, Moray, Tipón, Andahuaylillas, Raqchi, per conoscere e godere delle loro tradizioni e folklore di queste terre davvero magiche. 

Volete fare un viaggio letterario per conoscere il Perù più mistico? Allora dovete assolutamente leggere “Negli Occhi dello Sciamano” (Titolo originale “Pachamama te Habla”, di Hernán Huarache Mamani, discendente degli Inca, È un viaggio di crescita interiore fatto dall’autore, che ci propone come necessario per arrivare alla consapevolezza che occorre diventare portatori di un messaggio di cambiamento, per salvare la nostra Terra, e quindi per salvare noi stessi dall’autodistruzione alla quale ci sta portando la cultura occidentale attraverso l’egoismo dell’accumulo materiale, l’egoismo e la sete di potere.

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