Buenos Aires: la capitale dell’Argentina vive tra un passato glorioso e un presente affascinante

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Federico Belloni Professional Travel Blogger

Buenos Aires, capitale dell’Argentina, è una città con un passato davvero glorioso, testimoniato soprattutto dalla sua architettura, che con il tempo è diventata una capitale molto moderna, cosmopolita ed emozionante, che ha saputo mantenere un forte legame con la sua autenticità culturale. indipendentemente da quella che è la meta finale di in Argentina, non è possibile non dedicare almeno un paio di giorni per conoscere la bellezza del suo centro, la nuova zona di Puerto Madero e Caminito, il suo quartiere più autentico, dove è nato il tango.

Buenos Aires è una delle città che ho sempre voluto visitare, soprattutto per la sua connessione con il tango, che amo tantissimo (anche se non lo ballo), perchè lo ritengo il ballo per eccellenza, con la “B” maiuscola, se così posso dire.

Buenos Aires è stata il punto di partenza e di arrivo del mio lungo viaggio nell’Argentina del Nord, e non ha per nulla tradito le mie aspettative.

La prima cosa che voglio dire è che, a differenza di quello che si legge spesso, non è una città per nulla pericolosa, anzi, mi è sembrata molto, ma molto sicura, e conferma quello che ripeto sempre: non ci sono città pericolose o sicure. Dipende dallo stile che si ha in viaggio.

Se si viaggia tranquilli e non si ostenta quello che si ha, è poco probabile avere dei problemi, esclusa ovviamente la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma questo è ovviamente un aspetto imponderabile, e per fortuna a me non è mai capitato.

La prima impressione che mi sono fatto della città, soprattutto visitando il suo centro e osservando i suoi palazzi e le sue vie, è che la città ha vissuto un passato davvero glorioso (come del resto conferma la storia), per l’appunto passato, e che oggi, anche grazie a questo, stia vivendo un presente di “affascinante decadimento”, che la rende unica, davvero seducente, soprattutto di notte, quando le luci soffuse dei lampioni creano una bellissima atmosfera romantica.

Ci si muove benissimo con i mezzi pubblici, soprattutto con la Metro (Subte), e i biglietti costano davvero poco; si deve fare la carta ricaricabile Sube, come in molte altre città dell’Argentina.

L’unico problema è che ci sono poche connessioni tra le diverse linee, se non in centro, quindi capita che per andare da una parte all’altra occorre tornare in centro per cambiare. Anche i mezzi di superficie non sono male, e sono abbastanza puntuali e capillari. Anche loro funzionano quasi esclusivamente con la carta Sube.

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L’Obelisco, uno dei simboli della città di Buenos Aires | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Il centro della città, soprattutto l’area attorno all’Obelisco, che è uno dei simboli di Buenos Aires, è la parte che mi è piaciuta in assoluta di meno.

Sto parlando della zona di Calle Corrientes, soprattutto nell’area dove incrocia Calle Florida: tantissimi turisti, molto traffico, e poco da vedere, se non le vetrine dei negozi, che però non hanno nulla di particolare.

È però vero che questa è anche l’area dei teatri, dove si può assistere a tantissimi spettacoli: ogni sera ce ne sono almeno 4 o 5 soltanto qui. Ed è impressionante vedere già nel primo pomeriggio le lunghissime code di persone che si accalcano per comprare i biglietti, manco fossero le star di Hollywood a recitare.

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Il centro di Buenos Aires dei notte | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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La via principale nel centro di Buenos Aires, verso l’Obelisco | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Solo un pò più distante da qui c’è invece una zona che vi consiglio di non perdervi, soprattutto di sera.

Parlo di Puerto Madero, ex zona portuale industriale che è stata completamente riqualificata, mantenendo però l’aspetto originario: gli ex magazzini che sono strati trasformati in eleganti bar e ristoranti di ottimo livello, e che hanno mantenuto la struttura originale e le facciate con i mattoni a vista, e sono ancora presenti su entrambe le sponde le gru che veniva usate per il lavoro portuale, di fabbricazione italiana.

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Il moderno quartiere di Puerto Madero, risultato di una importante opera di riqualificazione urbana | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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Gli imponenti edifici di Puerto Madeiro di notte | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Sicuramente da visitare è la stupenda barca-museo “Fragata Sarmiento”, attraccata su una delle due sponde, che ci racconta una storia davvero gloriosa. Anche qui, come in molte altre parti del mondo, l’architetto Santiago Calatrava ha lasciato la sua impronta, realizzando un ponte pedonale con il suo inconfondibile stile, battezzato Puente de la Mujer (Ponte della Donna), che ha due caratteristiche distintive.

La prima è che è l’unica opera di questo architetto in tutta l’America Latina, e la seconda, sicuramente più interessante, è che è la rappresentazione stilizzata di una coppia mentre balla un tango. Anche se questo particolare, sinceramente, non si nota a colpo d’occhio… 🙂

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Il Puente de la Mujer a Buenos Aires | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Non lontano da Puerto Madero, nella storica Plaza de Mayo, c’è la splendida Casa Rosada, sede della presidenza della Repubblica Argentina, che è assolutamente da visitare, dal mercoledì alla domenica, quando sono organizzate visite guidate gratuite per le sue splendide stanze e alla scoperta degli spazi esterni, che sono davvero impressionanti.

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La Casa Rosada, sede della presidenza della Repubblica Argentina | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

La Casa Rosada ospita (tra i tanti elementi di interesse) il Museo de la Casa de Gobierno, un’esposizione storica di oggetti appartenuti ai diversi presidenti che si sono succeduti alla guida dell’Argentina, mentre nel Salone dei Busti, dove si trovano le loro effigi, e il Salón de los Pueblos Originarios, che contiene oggetti, quadri e raffigurazioni dedicati ai popoli originari dell’America Latina, inaugurato nel 2014.

Al primo piano, nell’Ala Nord, a cui si accede attraverso due grandi scalinate d’onore chiamate Francia e Italia c’è il bellissimo Salón Blanco, utilizzato per gli incontri e i ricevimenti ufficiali, e le cerimonie presidenziali.

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Il Salone dei Popoli Originari (Salón de los Pueblos Originarios) nella Casa Rosada (Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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La Scalinata Italia (Escalera Italia) all’interno della Casa Rosada | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Quest’ala della Casa Rosada si struttura attorno ad un bellissimo patio, chiamato Patio de las Palmeras (Patio delle Palme), nome che prende dalle quattro grandi palme ai quattro angoli, che rappresentano la fauna autoctona dell’America Latina.

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Il Patio delle Palme (Patio de las Palmeras) nella Casa Rosada | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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Il cuore del Patio delle Palme (Patio de las Palmeras) cuore della Casa Rosada | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Vi accompagneranno anche sul celebre balcone dal quale l’amatissima First Lady Eva Perón (meglio conosciuta come Evita) era solita parlare al “suo popolo”, da cui era venerata, e addirittura nell’ufficio del Presidente. Un’esperienza davvero emozionante, perchè come avrete capito la Casa Rosada racconta la storia dell’Argentina. E non solo.

Vi siete chiesti perchè hanno scelto il colore Rosa per dipingere la Casa Rosada? Le ipotesi sono varie, ma la più veritiera sembra essere questa: durante il XIX Secolo il colore rosa era molto usato per dipingere gli edifici in Argentina perchè era facile da ottenere. Si trattava di calcina alla quale veniva aggiunto sangue di bovino per aumentarne l’impermeabilità all’acqua…da qui il colore rosa. Non è molto “nobile” come spiegazione, ma sembra essere proprio quella vera.

A poche centinaia di metri dalla Casa Rosada, sulla Avenida Rivadavia, sorge la Catedral Metropolitana (Cattedrale Metropolitana) che, oltre ad essere la Chiesa più importante di Buenos Aires, è anche il luogo dove Papa Francisco Bergoglio fu nominato Arcivescovo nel febbraio del 1998, carica che  portò fino al 2001, quando fu nominato Cardinale dall’allora Papa Giovanni Paolo II.

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La stupenda Cattedrale Metropolitana (Catedral Metropolitana) nel cuore della città | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Una via che sarebbe un peccato perdersi è la Calle Defensa, che inizia proprio non lontano dalla Cattedrale e dalla Casa Rosada. E questo per almeno tre ragioni.

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Ombrelli volteggiano nel cielo di Buenos Aires | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

La prima è che è una delle vie più caratteristiche di Buenos Aires, con edifici di grande pregio e dall’architettura storica, dallo stile davvero molto aristocratico. Inoltre, raggiungendo l’incrocio con Calle Chile, incomincia un originalissimo museo a cielo aperto chiamato Paseo de la Historieta (Passeggio del fumetto), che rende omaggio ai personaggi dei fumetti Made in Argentina e ai loro autori, diventati famosi in tutto il mondo.

Portavoce di questi personaggi è la simpaticissima Mafalta, che si trova seduta su una panchina proprio all’angolo tra la Calle Defensa e Calle Chile. Ma insieme a lei in questo originale museo a cielo aperto tra il Barrio di Monserrat, San Telmo e Puerto Madero se ne trovano tanti altri.

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La simpatica Mafalda seduta sulla panchina è il personaggio più fotografato del Paseo de la Historieta | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

La terza ragione per visitare questa bella via di Buenos Aires arriva la domenica, quando per questa strada e per quelle laterali si svolge la Feria de San Telmo (Fiera di San Telmo), che ha il suo fulcro nella Plaza Dorrego (Piazza Dorrego).

Qui si trovano soprattutto oggetti di antiquariato, quadri, ma anche tanti souvenirs da portare ad amici e parenti, per fagli assaporare un pò di sapore porteño anche se sono rimasti a casa. Un mercato molto eccentrico e per certi versi “irriverente”, molto simile al Mercado de El Rastro a Madrid, che amo alla follia

Le bancarelle che mi sono piaciute di più sono quelle che vendono i mate e gli accessori per poter preparare la squisita Yerba Mate, che è in assoluto la bevanda nazionale.

E se passeggiate per Calle Defensa potete avere la fortuna di assistere a uno spettacolo di musica organizzato dagli artisti del Movimiento Afrocultural, che generalmente si esibiscono all’estero, nel giardino del centro.

Ci sono andato diverse volte perchè è un luogo davvero bello dove, oltre ad ascoltare dell’ottima musica, si può prendere anche un drink seduti ad uno dei pochi tavolini disponibili.

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Uno spettacolo di musica etnica al Movimiento Afrocultural | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Un’altra zona tipica di Buenos Aires, luogo per eccellenza dove si respira davvero l’atmosfera porteña, è il famoso e caratteristico quartiere de La Boca, un intreccio di viuzze nelle quali si trovano molti fantastici artisti di strada che invitano a provare alcuni passi di tango, o sosia del mitico Diego Armando Maradona, nato proprio in questo quartiere.

Queste vie sono  caratterizzate anche per avere le case basse multicolore, e tra tutte le vie la più emblematica e conosciuta è senza ombra di dubbio Caminito.

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Le celebri casette colorate nel Caminito | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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Uno spettacolo di tango per le strade del Caminito | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

E in questo quartiere c’è anche il mitico stadio della squadra del Boca Juniors, nella quale Maradona ha giocato per molti anni, e all’interno del quale c’è anche il museo della squadra, che però purtroppo non sono riuscito a visitare perchè quando ci sono stato era chiuso. Nella zona attorno alla stadio tutto è giallo e azzurro, i colori ufficiali della squadra.

Bellissimi i graffiti e i murales sul perimetro esterno allo stadio e, come potete vedere dalle mie foto, anche sui muri di molti edifici delle vicinanze.

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Lo stadio del Boca Juniors | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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La squadra del Boca Juniors infiamma la città | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Di solito non vado a visitare i cimiteri, perchè ovviamente non sono luoghi molto divertenti, ma se si visita Buenos Aires è d’obbligo anche una visita anche al suo cimitero monumentale, il Cimitero della Recoleta, talmente grande da sembrare un paese…

Come fanno tutti anch’io sono andato a cercare la tomba dove riposa Evita Perón, che come ho già detto, e come saprete anche voi, è uno dei simboli indiscussi dell’Argentina. Non la troverete se cercate la scritta Perón, perché è nalla tomba di famiglia, Duarte, il suo cognome da nubile. Ma una volta arrivati la riconoscerete perchè sulle porte della modesta cappella ci sono molte targhe in ferro che la ricordano.

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Il Cimitero de la Recoleta | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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La tomba di Evita Perón nel cimitero de la Recoleta | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

A piedi da qui, se volete fare una bella passeggiata, vi consiglio di visitare la Floralis Generica, una scultura in ferro lucidissimo e riflettente che rappresenta un fiore con i petali che si schiudono di giorno e si ritirano di sera, come un vero e proprio fiore. La scultura è fantastica soprattutto di notte, quando è illuminata da luci multicolore.

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La floralis Generica, uno dei monumenti simbolo di Buenos Aires | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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La Floralis Generica di notte | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Visitando la Floralis Generica sono passato davanti alla Facultad de Derecho de la Universidad de Buenos Aires (Facoltà di Diritto dell’Università di Buenos Aires, che si trova in un imponente e bellissimo edificio. Se avete voglia di consiglio anche di fare un giro dentro.

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La Facoltà di Diritto (Facultad de Derecho) della Universidad de Buenos Aires | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Un’altra tappa obbligatoria è sicuramente il Jardin Botanico (Giardino Botanico), che si trova in Plaza Italia (Piazza Italia), dove c’è una bellissima vegetazione che si può conoscere passeggiando tra i vialetti, e tanti posti dove potersi fermare per rilassarsi, comprese tante zone con belle fontane. È uno dei polmoni della città, ma sicuramente il più elegante…e l’entrata è gratuita.

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Il Jardin Botánico (Giardino Botanico) | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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Un incantevole laghetto nel Giardino Botanico (Jardín Botánico) | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

D’obbligo è anche assistere ad uno degli spettacoli di tango che organizzano molti dei bar a anche i ristoranti, dove lo spettacolo è durante o dopo la cena. E si paga un prezzo unico per cena e spettacolo, che per noi europei non è per nulla caro, soprattutto se si considera la qualità dei piatti e dello spettacolo.

Purtroppo non sono riuscito a trovarne di “non turistici”, ma devo dire che rispetto ad altri posti, anche quelli pieni di turisti sono davvero di grande qualità.

Stando a Buenos Aires, un giorno l’ho dedicato alla visita della bella cittadina di El Tigre, a circa un’ora e trenta di treno dalla capitale, che sorge dove il Rio Tigre (Fiume Tigre) sfocia nel Rio Luján (Fiume Luján).

Proprio per la sua localizzazione questa cittadina è famosa per la pratica del canottaggio, tanto che ci sono moltissimi club e federazioni di appassionati di questa disciplina, alcune davvero storiche. È impressionante vedere quante imbarcazioni sono adagiate sulle rive.

Non si pratica solo il canottaggio ma anche altri sport d’acqua, come ad esempio l’uso delle moto d’acqua. Passeggiando lungo la riva del Rio Luján, nella Avenida Victorica, si notano bellissime ville con immensi giardini che arrivano direttamente sull’acqua, con attracchi privati per le piccole imbarcazioni che servono anche da mezzo di trasporto per gli abitanti…mi è venuta un’invidia che non vi dico… 🙂

Una visita a El Tigre non può essere completa senza conoscere i suoi tre musei. Il primo è il Museo del Mate, che racconta la storia della famosa bevanda argentina attraverso la raccolta di mate dalle più diverse dimensioni e forme, moltissimi tipi diversi di “yerba”, bombillas, e altri oggetti collegati alla bevanda e al suo culto.

Un’altro museo è quello all’aperto dedicato agli aerei storici da guerra che hanno fatto la storia dell’Aeronautica Argentina, e poi il bellissimo Museo Naval de la Nación (Museo Navale della Nazione), un grande museo con i diversi tipi di navi della Marina Argentina, oltre che i diversi tipi di attrezzature navali e armi, compresi i lunghissimi siluri. Ho trovato addirittura una gondola veneziana, anche se non capisco proprio cosa ci fà in quel contesto!!!

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