ascoli piceno nella valle del tronto

Ascoli Piceno, la Città delle Cento Torri nel cuore della collina marchigiana

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Ascoli Piceno, nel cuore dell’entroterra marchigiano e a meno di trenta chilometri dalla costa, è un’elegante città di provincia fuori dai circuiti del turismo di massa, che regala un patrimonio monumentale di grande importanza che percorre trasversalmente le epoche, dal periodo romano fino a quello rinascimentale passando per il Medioevo. In ogni angolo c’è una testimonianza storica, non si contano le chiese che sono una più bella dell’altra, così come le splendide torri gentilizie e campanarie, molte delle quali ancora erette

Ascoli Piceno non è propriamente una delle città più blasonate d’Italia dal punto di vista turistico, e forse anche per questo ho deciso di andare a visitarla. Avevo voglia di vedere una città inusuale, fuori dai soliti percorsi turistici, e sono stato molto contento di aver fatto questa scelta.

Ci sono stato in moto, dalla costa, che dista solo 28 chilometri. Un volo, anche perchè è collegata a San Benedetto del Tronto da una superstrada a doppia corsia.

È chiaro che non posso dire di averla vista in modo approfondito, perchè mi sono fermato meno di una giornata, però penso di aver compreso abbastanza bene il suo carattere, che mi sembra “asciutto” e “risoluto”, come si addice alle città prestigiose. E se mi chiedete quale città ricorda, la prima risposta che mi viene in mente è Urbino, sempre nelle Marche.

centro storico di ascoli piceno
Il centro storico di Ascoli Piceno da una visuale inusuale | Fonte: Meteoweb

Anche se ci sono stato per poche ore penso di aver visto tutte le cose imperdibili, anche perchè si concentrano nel piccolo centro storico, in una mescolanza di stili che convivono molto armoniosamente, dando vita ad un bellissimo quadro.

Ad Ascoli Piceno ogni angolo del centro è storia. È vero che è molto piccolo, ma sicuramente molto denso di edifici e monumenti importanti, che ci raccontano il suo passato fin dall’epoca romana, passando per il Medioevo e il Rinascimento. Hanno usato quasi dappertutto il travertino, che gli conferisce molta eleganza e leggerezza, come il vestito che indossa un’elegante signora per prepararsi ad una serata importante.

E poi c’è la sua preziosa localizzazione geografica, nel mezzo della Valle del Tronto, con le montagne dalla vegetazione rigogliosa che lo circondano su tre lati, regalando un bellissimo sfondo naturale, e che sono sicuro apprezzerete anche voi se come me siete sensibili all’eco-sostenibilità. Ma anche due fiumi, che la abbracciano, ma che la rendono molto afosa. Uno dei quali è il Tronto.

ascoli piceno nella valle del tronto
Ascoli Piceno, nella Valle del Tronto | Fonte: Il Martino

Piazza dell’Arengo

Parcheggiata la moto appena prima di entrare nella zona pedonale della Piazza Arringo, conosciuta anche con il nome di Piazza dell’Arengo, la mia visita alla città è cominciata proprio da qui. E ho capito subito che non si trattava di una piazza qualsiasi.

Infatti mi sono trovato davanti alla piazza monumentale più antica della città, dove campeggiano molti edifici storici che la abbelliscono con le loro facciate. Il più bello e importante è sicuramente il Palazzo dell’Arengo del Secolo XIII, che per molti anni è stato il principale edificio pubblico.

piazza dell'arengo ascoli piceno
Piazza dell’Arengo, la più importante piazza monumentale della città | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Poi c’è il Palazzo Vescovile, il Duomo di Sant’Emidio e di lato, un pò nascosto, il Battistero di San Giovanni. Ai quali fanno compagnia Palazzo Fonzi e Palazzo Panichi, che è anche sede del Museo Archeologico. E due belle fontane, una delle quali con un pesce sulla sommità, del quale non capisco il significato. E non lo trovo, per cui se c’è qualcuno che lo conosce, per favore, me lo faccia sapere.

Piazza del Popolo

Una breve passeggiata sotto il sole cocente delle 2 del pomeriggio ed eccomi in Piazza del Popolo, sicuramente la più emblematica e famosa di Ascoli, esattamente all’incrocio tra il cardine e il decumano, gli assi stradali principali dell’organizzazione urbanistica romana, corrispondenti al corso Giuseppe Mazzini e a via del Trivio.

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Una prospettiva della Piazza del Popolo | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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Un’altra prospettiva di Piazza del Popolo | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Lo stile architettonico della piazza è rinascimentale, e il suo spazio è circoscritto da edifici emblematici, primo tra tutti il Palazzo dei Capitani del Popolo, dal quale prende il nome. Ci sono anche le dolci forme gotiche della Chiesa di San Francesco (con il chiostro posteriore, che però è anonimo, non come ad esempio quello bellissimo presente a Salta “La Linda”, in Argentina), mentre tutto il resto del perimetro è incorniciato da palazzetti rinascimentali a portici e logge.

Bellissima è anche la sua pavimentazione, realizzata con lastre di travertino levigato, che la rende molto chiara e luminosa, e che nei giorni di pioggia assume un suggestivo effetto a specchio. Ma vi assicuro che riflette anche il sole, e l’ho sperimentato sulla mia pelle. Non sapete che fatica ho fatto per scattare le fotografie che state vedendo.

Piazza del Popolo è definita come “salotto cittadino”, ed è il luogo per eccellenza dove gli ascolani s’incontrano per fare quattro chiacchiere o per passeggiare. Lo pensava anche lo scrittore e giornalista Guido Piovene che nel suo libro Viaggio in Italia la descrive come <<la piazza italia che insieme con quella di San Marco a Venezia dà più un’impressione di sala>>

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La chiesa di San Francesco che troneggia ad un’estremità della Piazza del Popolo | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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Il chiostro della chiesa di San Francesco | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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Il Palazzo dei Capitani del Popolo | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Aderente ad un’abside della facciata della Chiesa di San Francesco c’è l’Edicola assegnata per tradizione allo scultore Lazzaro Morelli, raffigurante la Madonna di Reggio, per volere del committente.

Passando dal sacro al profano, uno degli elementi emblematici in Piazza del Popolo è lo storico Caffè Meletti, in stile Liberty, da sempre punto di riferimento della vita mondana di Ascoli Piceno, inaugurato il 18 Maggio 1907, e annoverato nell’elenco dei 150 Caffè Storici d’Italia.

caffè meletti ascoli piceno
Lo storico Caffè Meletti in Piazza del Popolo | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

L’edificio era di proprietà di Silvio Meletti, industriale e produttore di liquori, tra i quali l’Anisetta Meletti, che ancora oggi è uno dei prodotti tipici di Ascoli, e considerato all’unanimità come il più nobile dei classici dell’arte liquoristica italiana, un prodotto assolutamente naturale.

Piazza del Popolo è davvero elegante ma leggera e sinuosa, e tra le persone che l’hanno amata c’è anche lo storico Antonio Rodilossi che la descrive come <<una delle piazze più armoniose d’Italia, isola pedonale e cuore del centro storico>>.

In un ristorante di Piazza del Popolo mi sono fermato per provare le celebri olive all’ascolana e altri prodotti della gastronomia tipica di questa parte delle Marche. Chiaramente non è la prima volta che le mangiavo, ma vi assicuro che quelle che ho mangiato qui avevano decisamente un altro gusto. Ma non mi sono stupito, perchè succede sempre così quando si prova un piatto regionale proprio nel luogo di origine, preparato esattamente secondo la ricetta della tradizione. Non si potrà mai trovare la stessa autenticità da nessun’altra parte.

Il ponte romano di Solestà

Poco distante da Piazza del Popolo, entrando nel quartiere medioevale di Ascolti Piceno si trova il ponte romano di Solestà, uno dei sette ponti in città e nelle immediate vicinanze, sicuramente il più bello e caratteristico, anche se per nulla paragonabile per bellezza e maestosità con altri ponti romani che ho visto visitando altre località. Primo tra tutti il Ponte di Tiberio a Rimini, che introduce al centro storico della città romagnola, che è una vera e proprio chicca.

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Il ponte romano di Solestà | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Il ponte di Solestà collega il centro della città con il quartiere di Porta Cappuccina. La sua costruzione risale all’epoca dell’Imperatore Augusto, anche se non è noto il nome dell’architetto che lo ha costruito, e la sua struttura si getta direttamente tra le rive del fiume Tronto.

Ha l’aspetto tipico delle opere romane e come la maggior parte degli edifici storici di Ascoli Piceno è realizzato in travertino. La struttura è costituita da un’unica campata con un maestoso arco a tutto sesto, anche se è difficile vederlo con chiarezza a causa della vegetazione che si è sviluppata lateralmente, e che lo nasconde. Infatti ho fatto molta fatica a fotografarlo.

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Visuale del centro storico dal ponte di Solestà | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

La porta che vedete nella foto qui sopra, all’inizio del ponte, è Porta Solestà, del 1230 che mostra, al di sopra del fornice, lo stemma comunale. Nella sua estrema semplicità è davvero stupenda.

Dal ponte, vi consiglio di seguire via delle Stelle, il vecchio camminamento che si snoda ancora oggi fuori dalle mura cittadine, per fare un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo e ammirare il panorama quasi intatto della città ai tempi dell’Età Comunale.

Peccato che i soliti idioti hanno imbrattato con squallidi scarabocchi le antiche mura che ne delimitano i perimetro. Davvero un disastro. Sono sempre più dell’idea che occorra una legge chiara che permetta di punire in modo esemplare chi rovina il patrimonio monumentale con questi scarabocchi. E attenzione, non sono contrario ai graffiti, che considero una vera e propria arte, purchè nei luoghi giusti. Ma qui non si parla nemmeno di graffiti, ma solo di inutili scritte. Qui sotto vi ho messo le foto dei due lati del camminamento.

Partendo da qui entrate in qualche “Rua”, le strettissime stradine che riservano delle belle sorprese.

Le torri

Nella fotografia del ponte che guarda verso il centro storico della città avete sicuramente notato una torre. È la Torre dei Grisanti, una delle circa 200 torri gentilizie che erano presenti nel territorio di Ascoli nell’epoca medioevale, prima che Federico II nel 1242 ne fece distruggere circa novanta. Ecco qui svelato il mistero di Ascoli Città delle Cento Torri, anche se con una certa approssimazione matematica.

Oggi ce ne sono censite circa cinquanta, anche se nel corso del tempo molte sono state ridimensionate e inglobate nelle abitazioni, mentre 2 sono diventate campanili di chiese. Eccola la Torre dei Grisanti in tutta la sua lineare maestosità.

torre dei grisanti ad ascoli piceno
La Torre dei Grisanti | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Il teatro romano

Una piccola passeggiata e sono arrivato al teatro romano, addossato al Colle dell’Annunziata, che ha l’emiciclo delle gradinate esposte verso nord per preservare gli spettatori dall’esposizione al sole durante gli spettacoli.

Come succedeva spesso, anche in questo caso i romani hanno costruito le gradinate dei teatri su di un colle, per risparmiare tempo e costi di realizzazione grazie alla presenza della pendenza naturale.

Pare che risalga al Secolo I a.C. mentre fu rinvenuto durante gli scavi condotti nel 1932, ed è ancora oggi usato per gli spettacoli e le manifestazioni estive.

il teatro romano di ascoli piceno
Il teatro romano | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Il teatro Ventidio Basso

In assoluto il teatro più bello di Ascoli Piceno, con una facciata neoclassica che oso definire grandiosa e pura, in travertino, con un colonnato centrale in stile ionico. Mi sono fermato ad ammirarla per diversi minuti perchè mi ha lasciato davvero a bocca aperta. Facciata neoclassica che è una chiara firma dell’architetto che lo ha costruito tra il 1840 e il 1846, Ireneo Aleandri.

Anche l’interno è davvero stupendo. Si compone da una sala ovale con 4 ordini di palchi a loro volta suddivisi in 23 palchetti ciascuno, e poi ovviamente il loggione e la galleria.

Come dice il nome è una consacrazione della città per Ventidio Basso, eroe della Roma Repubblicana e uomo dalle spiccate doti militari e politiche.

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Il colonnato in stile ionico del Teatro Ventidio Basso | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
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L’interno del Teatro Ventidio Basso | Fonte: Teatro Ventidio Basso

Il Forte Malatesta

Lo so cosa state pensando. Ebbene sì, i Malatesta, antica famiglia nobile di Rimini, sono arrivati fino ad Ascoli Piceno. Più precisamente ci è arrivato Galeotto Malatesta, verso la metà del Trecento, quando ha costruito questa fortezza sui resti di una precedente rocca.

Il Forte Malatesta si trova nei pressi del ponte di Cecco, e al tempo era passo obbligato per chi accedeva alla città dalla zona est. Oggi è sede di un polo museale polifunzionale.

Se avete occasione di visitare l’entroterra della Provincia di Rimini potete conoscere molte altre fortificazioni che la famiglia Malatesta ha fatto edificare a difesa dei suoi borghi. E non è un caso che questa splendida zona è conosciuta proprio come Signoria del Malatesta.

forte malatesta ad ascoli piceno
Il Forte Malatesta | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Come vi ho detto non ho avuto il tempo per conoscere bene Ascoli Piceno, ma quello che ho visto mi è bastato per amare la sua naturale eleganza, la sua luminosità e la grande ricchezza del suo patrimonio monumentale, che in ogni caso si presenta semplice e lineare.

Ma nelle immediate vicinanze di Ascoli Piceno ci sono altri splendidi borghi storici che vale davvero la pena visitare. Io sono riuscito a dare un’occhiata solo ad Offida, una vera bomboniera storica, ma voglio tornare, sempre in moto, per visitare anche gli altri.

E non dimenticate che non lontano da qui c’è anche l’entroterra del Parco Ragionale del Monte Conero, quindi potete prendervi un intero fine settimana per conoscere con calma un pò di più di questa splendida regione.

One comment

  1. Il centro storico di Ascoli Piceno non è propriamente piccolo, anzi. E’ il più grande di tutta la fascia adriatica, e uno dei più grandi in assoluto in Italia.

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