vista del vulcano misti dalla plaza de armas de arequipa

Alla scoperta di Arequipa, la Città Bianca nel sud del Perù, e la splendida Valle del Colca

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Arequipa, conosciuta anche come Città Bianca per il colore degli edifici del suo magnifico centro storico riconosciuto Patrimonio Culturale dell’UNESCO, nel quale si concentrano edifici di straordinaria bellezza e grande importanza architettonica, è ai piedi dell’imponente vulcano Misti e vicino alla splendida Valle del Colca e all’emblematico Canyon del Colca, dove si può osservare il volo dei condor. Oltre ad essere una zona di straordinaria importanza naturalistica, era uno dei più importanti centri della cultura andina, come testimonia il ritrovamento di mummie di bambini sacrificati alle divinità, tra le quali quella di Juanita sul vulcano Ampato. Ancora oggi si percepisce il misticismo e una forte energia positiva che arriva dalla notte dei tempi  

Sono capitato ad Arequipa durante uno splendido viaggio alla scoperta del Perù di qualche anno fa, dopo aver visitato le Isole galleggianti degli Uros, e dopo una capatina di qualche giorno in Bolivia durante la quale ho scoperto la magia della Isla del Sol, del Salar de Uyuni, e ovviamente di La Paz, l’altissima capitale.

Ho usato apposta il termine “capitato” perché non avevo previsto di visitarla, ma per fortuna mi è stata suggerita da tantissime persone incontrate durante il viaggio. Perché a posteriori, se non ci fossi andato, me ne sarei pentito davvero amaramente.

Quattro passi per il centro storico di Arequipa, la bellissima Città Bianca

Ciudad Blanca (Città Bianca). È così che questa splendida città è conosciuta in Perù e nel resto del mondo, la seconda per numero di abitanti dopo la capitale Lima, e prima città per numero di studenti universitari.

La ragione è il colore bianco di quasi tutti gli edifici del centro storico che sono costruiti in sillar, una pietra di origine vulcanica simile al tufo. Che brillano quando sono baciati dal sole, che ad Arequipa splende per più di 300 giorni all’anno.

cattedrale di arequipa
La Cattedrale di Arequipa e la Plaza de Armas | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Nel centro storico della città, che l’UNESCO ha riconosciuto come Patrimonio Culturale dell’Umanità nel 2000, rimarrai a bocca aperta ammirando i templi e le casone coloniali in stile barocco meticcio, e la splendida Catedral de Arequipa (Cattedrale di Arequipa) il principale luogo di culto della città e di tutto il Perù, che occupa un’intero lato della Plaza de Armas.

Sull’altro lato della piazza c’è un’altro importante edificio di culto, la Iglesia de la Compañía (Chiesa della Compagnia), che non è esagerato definire “gioiello dell’architettura barocca”, sia all’interno che all’esterno. Tanto il portale come il chiostro sono infatti decorati con bellissimi motivi animali e vegetali, mentre nella navata si trovano pale d’altare con sculture delicate interamente ricoperte d’oro, insieme a dipinti di artisti della Scuola di Cusco.

iglesia de la compañía nella plaza de armas de arequipa
La Iglesia de la Compañía in Plaza de Armas | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Sempre nel cuore del centro storico, a pochi passi dalla Cattedrale, c’è un altro edificio emblematico: il Monasterio de Santa Catalina (Monastero di Santa Caterina), che è una vera e propria città spagnola in miniatura, fatta da stradine di pietra e piazze.

Gli spazi una volta riservati alla vita delle monache, dai dormitori alle cucine, dai cortili ai bellissimi chiostri, sono ampi e talvolta labirintici.

Tanto grande che è meglio se entri con una cartina, per evitare di perderti. Se ti può sembrare un’esagerazione ti dico solo che ha un’estensione di 20 mila metri quadrati. Una città nella città, dove i muri sono rossi e blu, e che ti ricorderà vagamente l’architettura di molte città dell’Andalucía.

monasterio de santa catalina ad arequipa
Una piazzetta all’interno del Monasterio de Santa Catalina | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Alza lo sguardo sopra la Cattedrale di Arequipa e vedi…

Se avrai la fortuna di visitare Arequipa, arrivato in Plaza de Armas, ti suggerisco di alzare lo sguardo sopra la Cattedrale per assistere a un fantastico spettacolo.

Ti apparirà quasi magicamente il Misti, il vulcano di quasi 6 mila metri d’altezza incappucciato di neve che troneggia alle sue spalle.

La parola Misti in Quechua significa creolo o uomo di razza bianca forse per affinità con Arequipa, la Città Bianca.

vista del vulcano misti dalla plaza de armas de arequipa
Il vulcano Misti in tutta la sua imponenza troneggia sulla Cattedrale di Arequipa | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Conosciuto anche con il nome di Guagua-Putina giace tra il monte Chachani e il vulcano Pikchu Pikchu, all’interno della Reserva Nacional de Salinas y Aguada Blanca.

Vicino al cratere interno, durante uno scavo diretto dagli archeologi Johan Reinhard e Jose Antonio Chavez nel 1988, furono trovate sei mummie e rari reperti Inca. Questi manufatti sono attualmente conservati al Museo Santuarios Andino di Arequipa.

Juanita, la fanciulla dei ghiacci, al Museo Santuarios Andinos

Una visita ad Arequipa senza visitare il Museo Santuarios Andino, è un vero sacrilegio. Questo museo è interamente dedicato alla storia del ritrovamento nel 1995 della mummia di una giovane fanciulla inca sacrificata sulle pendici del Vulcano Ampato intorno al 1450.

La mummia, chiamata affettuosamente Juanita, è stata ritrovata perfettamente conservata nei ghiacci del vulcano quando il vicino vulcano Sabancaya eruttò, liberandola dalla gelida prigione e facendola rotolare diversi metri giù per il fianco della montagna.

museo santuarios andinos di arequipa
Il Museo Santuarios Andinos | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Le condizioni della mummia sono parse da subito incredibili, come d’altronde lo erano quelle delle mummie dei “Niños del Llullaillaco”, conservate al Museo Archeologico d’Alta Montagna MMAA di Salta, Argentina.

Gli Inca consideravano le montagne delle divinità ed erano soliti omaggiarle con sacrifici di animali (come lama o alpaca), oppure più spesso con quelli di giovani bambini. Anche se per noi sembra impossibile crederlo, le famiglie Inca erano onorate che i loro figli fossero prescelti, tanto che nei giorni precedenti a quello stabilito, anche i parenti partecipavano ad una serie di rituali preparatori.

I bambini non venivano uccisi in modo violento. Era data loro la chicha, una bevanda a fermentazione naturale a base di mais, che annebbiava i loro sensi e alleviava la sofferenza.

la mummia Juanita esposta al museo santuarios andino di arequipa
La mummia Juanita | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Non puoi visitare il museo da solo, ma si deve per forza prendere parte ad un tour guidato, durante il quale la guida ti racconta aneddoti e particolari di questa incredibile storia, che ovviamente include la visita a Juanita, conservata in una teca a temperatura controllata.

La Valle e il Canyon del Colca, un luogo magico vicino ad Arequipa

Come avrai capito la zona di Arequipa è particolarmente importante per la cultura incaica, e anche durante la mia veloce visita ho percepito chiaramente il misticismo che la circonda. Un’energia positiva, forte, che ti entra dentro.

Forse leggendo il libro “Pachamama te habla”, di Hernán Huarache Mamani, autentico discendente degli Inca, comprenderai meglio l’influenza di questa energia su queste terre, e sulle persone che ci vivono.

panorama della valle del colca da chivay vicino ad arequipa
Panorama della Valle del Colca da Chivay | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

E che si percepisce soprattutto se ci si addentra nell’impressionante Valle del Colca, a circa 150 chilometri da Arequipa. Il cammino percorre le falde del Cachani, la Reserva Nacional de Salinas y Aguada Blanca, e attraversa i campi dove pascolano gli alpaca, fino ad arrivare al punto più alto che è la cima del vulcano Ampato, a 6.288 metri sul livello del mare.

La valle del Colca ha un’estensione di 100 km di ampiezza, e occupa un settore del bacino del fiume Colca, compreso tra i distretti di Callalli e Huambo.

In tutta la zona si possono ammirare delle colorite terrazze preincaiche coltivate ancora a quinua, mais, orzo e grano. Nei periodi preispanici la zona fu abitata dai Collaguas e dai Cabanas, e gli abitanti hanno saputo conservare fino ad oggi le loro chiese coloniali, come quelle di Yanque, Lari e Madrigal, e ancora usano indossare i loro vestiti tipici.

volo del condor nella valle del colca vicino ad arequipa
Osservando il volo del condor nella Valle del Colca | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

A 42 km da Chivay, il primo paese lungo il percorso, si trova un punto panoramico naturale da dove si osserva il volo del Condor e i vulcani Coropuna e Ampato.

Da lì si può osservare il Canyon del Colca, che nel suo punto più basso raggiunge i 4.160 metri di profondità, dislivello che lo rende in assoluto il più profondo del Perù.

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