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Alla scoperta della Rimini culturale: 10 e più cose da vedere assolutamente

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Federico Belloni Professional Travel Blogger

Pensate che Rimini sia semplicemente una città balneare? Sarebbe un grave errore perchè è soprattutto una località con un ricco e prezioso patrimonio culturale, addirittura di origine romana, tutto da scoprire! Tanto per darvi un assaggio del suo patrimonio romano troverete il Ponte di Tiberio, l’Arco d’Augusto e la Domus del Chirurgo

Rimini non ha bisogno di presentazioni. Immagino che tutti voi, almeno una volta, ci avete trascorso le vacanze estive all’insegna del sole e del mare, ma anche delle lunghe nottate in discoteca. Ma sono sicuro che pochissimi di voi si sono mossi dal lungomare per dedicare un pò di tempo per visitare il suo patrimonio storico e culturale, che è davvero degno di essere conosciuto.

Il patrimonio storico e culturale della città si concentra soprattutto nel centro, che dista poco più di un chilometro dal mare, e per questo velocemente raggiungibile anche a piedi o in bicicletta in pochissimi minuti.

Se siete stati a Rimini d’estate e non avete conosciuto gli aspetti storici e culturali che la città offre, prendete la palla al balzo e tornateci in primavera o in autunno, due periodi ideali per vedere l’atra faccia della città. Con calma, relax, e senza il traffico e il casino dei mesi estivi, proprio come la vivono gli abitanti.

Però in realtà vale la pena visitare la città anche durante il periodo invernale, meglio se a cavallo tra Natale e Capodanno perchè con le luminarie e gli addobbi il centro storico diventa davvero magico, e poi potete approfittarne per assistere ad un impressionante calendario di eventi culturali e musicali che ne fanno la patria del “Capodanno più lungo del mondo”.

Magari potete abbinarci una visita a Bologna, che è abbastanza vicino, per scoprire il grande patrimonio culturale del Genus Bononiae, oppure fare un giro alla scoperta dei borghi storici  della Signoria dei Malatesta, il suo fantastico entroterra, oppure fare un alto a Ravenna, la Capitale del Mosaico, a nemmeno cinquanta chilometri di distanza.

A pochi chilometri da qui, arroccata sul Monte Titano, c’è anche la Città di San Marino, il centro storico della minuscola Repubblica di San Marino, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, un’altra interessante opzione per completare la visita alla Rimini culturale.

Ma adesso incominciamo il nostro affascinante giro turistico alla scoperta della Rimini culturale.

Il Ponte di Tiberio. Di tutte le attrattive storico-culturali di Rimini il Ponte di Tiberio è sicuramente quella che mi piace di più. Risale al tempo dei romani infatti, come testimonia l’iscrizione sui parapetti interni, è stato iniziato da Augusto nel 14 d.C e terminato da Tiberio nel 21 d.C, quindi ha ormai la bellezza di 2 mila anni, a detta di tutti portati davvero benissimo.

Ha un bellissimo disegno architettonico ed è mastodontico, ma appare molto leggero e slanciato, forse perchè la tonalità chiara della pietra d’Istria utilizzata per la sua costruzione e la lucentezza dell’acqua del fiume Marecchia che gli scorre sotto gli dona splendore e brillantezza, soprattutto nei giorni di sole.

Il ponte ha resistito in modo molto testardo a tante vicende che hanno rischiato di distruggerlo, ultimo tra tutti il tentativo dei Tedeschi di minarlo durante la loro ritirata verso la fine della Seconda Guerra Mondale.

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Lo stupendo Ponte di Tiberio di origine romana | Fonte: Comune di Rimini
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Il Ponte di Tiberio e sullo sfondo il centro storico di Rimini | Fonte: Comune di Rimini

Dal centro percorretelo per visitare il Borgo San Giuliano, uno dei quartieri più caratteristici della città, che pare fosse il luogo preferito da Federico Fellini e da Giulietta Masina.

Quello che già a partire dall’anno 1000 d.C. era l’antico borgo dei pescatori ha mantenuto la sua configurazione caratterizzata da vie strettissime e da piccole case che oggi sono tutte color pastello abbellite con grandi murales che propongono disegni legati al mondo della marineria, delle vere e proprie bomboniere per la cura con le quali sono tenute dai proprietari.

Il borgo è davvero molto vivace, soprattutto all’ora dell’aperitivo, perchè ci sono tanti piccoli locali dove i riminesi hanno l’abitudini di trovarsi dopo il lavoro per fare quattro chiacchiere con gli amici o con i colleghi prima di tornare a casa per cena.

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Il Borgo San Giuliano di Rimini, antico borgo di pescatori | Fonte: Comune di Rimini
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Murales sulle pittoresche case nel Borgo San Giuliano di Rimini | Fonte: Comune di Rimini

Già che ci siete vi consiglio anche una visita alla Chiesa di San Giuliano, eretta dai benedettini pare su in tempio pagano, che come risultato di varie ristrutturazioni oggi richiama lo stile del Palladio.

Mentre state attraversando il Ponte Tiberio rivolgete lo sguardo verso il centro storico e avrete una bellissima cartolina della città, che vi assicuro vi rimarrà stampata nella memoria per molto tempo.

La Domus del Chirurgo. È una grande struttura in vetro e acciaio che racchiude e protegge il più ricco corredo chirurgico del mondo romano a noi noto, che grazie a questa struttura è stato possibile mantenere proprio all’interno degli scavi che lo hanno portato alla luce.

In realtà si tratta proprio dei resti di un’abitazione dell’Ariminum del II Secolo che era destinata all’esercizio della pratica della professione medica e chirurgica, da qui il nome di Domus del Chirurgo.

La potete visitare nella sua interezza percorrendo le passerelle trasparenti sospese direttamente sopra gli scavi, ma grazie alla sua struttura in vetro potete dagli un’occhiata anche da fuori, anche se ovviamente non è la stessa cosa.

Il corredo chirurgico venuto alla luce è composto da 150 strumenti, e tutti gli studi condotti concordano sul fatto che il medico padrone di casa fosse Eutyches, di provenienza ellenica e che, come accadeva molte volte nell’antichità, si fosse formato sui campi di battaglia.

Un medico militare quindi, ipotesi confermata dal fatto che la maggior parte degli strumenti servivano per curare traumi ossei e ferite da taglio. Tra gli altri reperti ce anche uno strumento unico al mondo, conosciuto come “Cucchiaio di Diocle”, usato per estrarre le punte di freccia penetrate nella carne delle persone.

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I preziosi ritrovamenti nell’antica Domus del Chirurgo di Rimini | Fonte: Comune di Rimini
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Moderni camminamenti per visitare l’antica Domus del Chirurgo di Rimini | Fonte: Comune di Rimini

Se volete saperne di più ecco il link alla Domus del Chirurgo Anche se staccata fisicamente, la Domus del Chirurgo fa parte del Museo della Città di Rimini, che caso vuole si trova a pochi passi di distanza.

Nato come “Collegio dei gesuiti” nel 1755, per quasi duecento anni utilizzato come ospedale prima militare e poi civile, l’edificio progettato dell’architetto Alfonso Torregian che è situato al lato della chiesa dei gesuiti è diventato Museo della Città solo nel 1981, dopo aver subito un importante restauro a causa dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Il progetto e l’obiettivo del Museo della Città è quello di riunire testimonianze dalla preistoria all’età contemporanea.

Il primo spazio espositivo è lo stesso giardino, dove si trova il Lapidario romano con iscrizioni dal I sec. a.C. al IV sec. d.C. che offrono informazioni sulla vita, le relazioni parentali, la società e la religione.

C’è poi la sezione archeologica che ha come protagonisti i secoli centrali dell’impero, ampliata con l’inclusione della Domus del Chirurgo e da qualche anno ospita anche il patrimonio archeologico che testimonia l’evoluzione dell’uomo nel territorio dalla preistoria al tardoantico.

L’Arco d’Augusto. Questo è un altro simbolo indiscusso della città, che non dovete assolutamente perdervi durante una visita al centro storico. È una magnifica porta celebrativa eretta nel 27 a.C su volontà del Senato romano per celebrare la figura di Ottaviano Augusto, e rappresentava la porta di ingresso della Città per chi proveniva dalla celebre via Flaminia, l’antica arteria di comunicazione tra Rimini e Roma fatta costruire dal 220 a.C. dal Console Flaminio.

Oggi lo trovate un pò isolato all’interno del contesto urbano, ma dovete chiudere gli occhi per un momento e immaginarlo al tempo, quando era circondato dall’imponente cinta muraria, che oggi sono solo parzialmente visibili a poca distanza.

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Lo stupendo Arco d’Augusto e i resti delle mura della città antica | Fonte: Comune di Rimini

Al momento della costruzione era sormontato da un attico sul quale probabilmente campeggiava la statua dell’imperatore a cavallo.

Quando passo in zona vado sempre a dagli un’occhiata perchè è davvero stupendo, soprattutto nelle giornate di nebbia che a Rimini in autunno e in inverno sono tutt’altro che rare. In queste serate spesso se ne intravede solo la sagoma, e questo lo rende davvero inquietante, ma allo stesso tempo affascinante.

Ah, mi stavo dimenticando una cosa importante: è l’arco più antico in ottimo stato di conservazione di tutta l’Italia settentrionale. Oltre all’Arco d’Augusto c’è anche un’altra antica porta di origine romana, la Porta Montanara, che è interessante dal punto di vista storico ma non particolarmente bella, quanto meno secondo me. Poi ovviamente i gusti non si discutono.

Piazza Tre Martiri. Insieme a Piazza Cavour è il centro nevralgico della città, punto di convergenza delle vie dello shopping cittadino, che però ha mantenuto intatto il suo carattere storico.

Durante l’epoca romana svolgeva invece le funzioni di Forum della città, posto all’intersezione tra il “decumano” e il “cardio” massimi.

Quello che vi colpirà immediatamente è la bellissima pavimentazione, bella nella sua semplicità ed essenzialità, realizzata con materiali locali: arenaria dura dell’Appennino forlivese, selce fluviale e pietra calcarea.

Al centro un grandissimo sole rinascimentale, lo stesso che potrete ritrovare visitando il Tempio Malatestiano, ma anche sul quadrante dell’orologio posto sulla torre (per l’appunto Torre dell’Orologio) nella piazza stessa.

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La suggestiva Piazza Tre Martiri di Rimini | Fonte: Comune di Rimini

Attenzione perchè per uno strano effetto ottico se non ci fate attenzione non lo vedrete, anche se come ho già detto è molto grande. Un’altra curiosità storica: Piazza Tre Martiri non si è sempre chiamata così. Prima era “Piazza delle erbe”. Gli è stato dato questo nome in onore dei tre giovani partigiani che qui vennero giustiziati il 16 Agosto 1944, e che sono ricordati anche da un inserto in marmo.

Le cronache dicono che in questa piazza Giulio Cesare avrebbe fatto un discorso alle legioni dopo il passaggio del Rubicone, ed è questo aneddoto che giustifica la presenza di una statua in bronzo raffigurante l’imperatore, copia di un originale romano.

Piazza Cavour. Altra piazza storica della città è oggi il centro della movida notturna riminese durante i mesi autunnali e invernali, perchè d’estate “il movimento” si sposta ovviamente sul lungomare e per le vie attorno, in tutta la zona che i riminesi conoscono come Marina Centro.

Qui trovate la Pescheria Vecchia, che come dice il nome è il posto dove anticamente si svolgeva il mercato del pesce, oggi circondata da tanti piccoli bar dove si comincia nelle prime ore della sera per tirare tardi a suon di apericena, cocktails, birre e musica.

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La Pescheria Vecchia nel cuore del centro storico di Rimini | Fonte: Comune di Rimini

Se ci volete andare chiedete dove si trovano “Le Cantinette” e non vi potete sbagliare. Spesso la piazza è usata come palcoscenico suggestivo per eventi e spettacoli musicali. E d’inverno, nel periodo del Natale ospita il Christmas Village, con la pista di pattinaggio e le casette in legno dove si può bere qualcosa e struzzicare, e il mercatino dell’artigianato che viene allestito proprio nello spazio dell’Antica Pescheria.

In Piazza Cavour c’è anche il Teatro Galli, storico teatro inaugurato nel 1857 e pesantemente danneggiato durante i bombardamenti degli Alleati nel 1943, tanto che ancora oggi è intatta solo la facciata e in uso c’è solo il foyer, anche se da qualche anno sono in corso lavori di ristrutturazione che promettono di trasformarlo nel futuro baricentro della vita culturale della città. Attendiamo fiduciosi.

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La Piazza Cavour, cuore del centro storico di Rimini | Fonte: Comune di Rimini

In Piazza Cavour c’è anche lo splendido Palazzo dell’Arengo eretto dal Podestà di Rimini nel Secolo XIII e nel quale, durante il periodo tardo medioevale, si riuniva il consiglio del popolo riminese.

È davvero stupendo, soprattutto quello che mi piace sono le eleganti merlature, che richiamano proprio lo stile medioevale. In Piazza Cavour c’è anche una “simpatica” fontana in marmo bianco chiamata Fontana della Pigna, che gli esperti considerano un capolavoro di architettura rinascimentale. La considero simpatica perchè tutte le volte che la guardo mi fa sorridere la grande pigna posta sulla sua sommità.

Come succedeva in molte altre città, la fontana rappresentava l’unica fonte di acqua potabile della città, e ha svolto questa funzione fino al 1912, quando fu inaugurato l’acquedotto pubblico.

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La Fontana della Pigna al centro della Piazza Cavour | Fonte: Comune di Rimini

Vicino alla Fontana della Pigna c’è la statua di Papa Paolo V asceso al Soglio Pontificio nel 1605, voluta dalla municipalità in ringraziamento della nomina a cardinale del riminese Michelangelo Tonti.

Il Tempio Malatestiano. Insieme al Ponte di Tiberio l’altra chicca del patrimonio storico-culturale di Rimini è sicuramente il Tempio Malatestiano, che per i riminesi è semplicemente il Duomo.

In realtà dal 1809 è addirittura cattedrale con il titolo di Santa Colomba, ma quasi nessuno lo sa. Sia la struttura esterna che quella interna sono davvero magnifiche e non è un caso che tutti gli storici concordano nel definirla (anche se incompleta) opera chiave del Rinascimento riminese e una delle più importanti del Quattrocento italiano.

Nel corso dei secoli la struttura originaria è cambiata moltissimo, il risultato odierno è dovuto al rinnovamento operato sotto la signoria di Sigismondo Pandolfo Malatesta, grazie al prezioso intervento di artisti del calibro di Piero della Francesca, Agostino di Duccio, Leon Battista Alberti e Matteo dè Pasti. Insomma, un luogo che dovete assolutamente visitare.

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Il Tempio Malatestiano conosciuto come Il Duomo di Rimini | Fonte: Comune di Rimini

Il Grand Hotel. Se non lo avete mai visto di persona sicuramente lo avrete visto in uno nei tanti film che il regista Federico Fellini ci ha girato (in particolare in Amarcord), e che ha contribuito a renderlo famoso in tutto il mondo. Ed è una fama assolutamente meritata.

In effetti già quando si varca il cancello di ingresso per entrare nel parco e ci si trova davanti la bellissima facciata in stile Liberty, ci si rende subito conto che non si tratta di un albergo come gli altri, ma piuttosto di un vero e proprio set cinematografico all’interno del quale c’è l’imponente monumento, che nel 2008 ha compiuto ben 100 anni, e che dal 1994 è Monumento Nazionale, e per questo sottoposto alla tutela delle Belle Arti.

Nel corso di questi 100 anni il Grand Hotel di Rimini è stato teatro di sfavillanti feste che hanno fatto da sfondo a molte vicende che hanno avuto come protagonisti i più importanti artisti, personaggi politici, capi di stato e personalità di ogni tipo.

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Il celebre Grand Hotel di Rimini celebrato dal regista Federico Fellini in molti dei suoi film | Fonte: Comune di Rimini

Claretta Petacci, amante ventenne del Duce, sospirava dalla finestra della sua stanza al passaggio di Mussolini sul suo idrovolante, il grande Enrico Caruso chiese una suite con vista al mare che gli ricordasse il panorama del Golfo di Napoli, Lady Diana che passava notti insonni al telefono con l’amante Dody, e poi Sharon Stone, il Dalai Lama, lo stesso Federico Fellini che aveva solo 14 anni quando entrò per la prima volta al Grand Hotel, che definiva “Il mondo fiabesco dei ricchi e del lusso”, tanto per citarne alcuni.

Ovviamente a Rimini non potete provare la piadina, che è la protagonista della tradizione gastronomica della Romagna. Qui la potete gustare farcita come volete in uno dei tantissimi chioschi che la producono in modo artigianale.

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