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La Piadina Romagnola Igp candidata a Patrimonio Culturale dell’Umanità UNESCO

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Federico Belloni Professional Travel Blogger

La Piadina Romagnola Igp, tipico prodotto street food dell’Emilia Romagna, è candidata per essere iscritta nella lista del Patrimonio Culturale dell’Umanità UNESCO

Tutti conosciamo la squisita Piadina Romagnola (conosciuta anche come Piada), la Regina indiscussa dello street food italiano, e prodotto gastronomico più cercato sul motore di ricerca Google nel 2017, che già da dal 2014 ha ottenuto dall’Europa il prestigioso riconoscimento di prodotto ad Indicazione Geografica Tipica (IGP), importante per stabilire le regole della qualità, soprattutto per contrastare i molti tentativi di imitazione nel mondo, addirittura da parte dei cinesi.

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Una deliziosa Piadina Romagnola Igp con salame e rucola | Fonte: Consorzio Tutela e Promozione Piadina Romagnola Igp

Ma oggi la Piadina Romagnola Igp ha intenzione di affrontare un’altra sfida: essere inclusa nella prestigiosa lista di Patrimonio dell’Umanità UNESCO, perchè non è semplicemente un delizioso prodotto da gustare, ma è un vero e proprio elemento culturale intimamente collegato al territorio della Romagna, alla sua storia, tradizioni, manualità, alle orgogliose origini contadine della sua gente. È un prodotto che identifica chiaramente la terra di Romagna nel mondo, e per questo è giusto impegnarsi e lavorare perchè sia il più possibile ​promosso e tutelato. Cosa che qualche mese fa è avvenuto per l’arte tradizionale del piazzaiuolo napoletano.

Grazie al suo prezzo molto contenuto e alle numerose possibili varianti nell’impasto e nelle farciture, dalle più tradizionali alle più creative, molte delle quali includono altri prodotti gastronomici di eccellenza della Romagna e dell’Italia intera, piace a milioni di italiani e di stranieri di tutto il mondo, che la gustano quando vengono in vacanza in Romagna, ma anche nei loro paesi di origine, grazie a numerose aziende che la esportano e la commercializzano, ma anche grazie ai romagnoli emigrati che la producono nelle piadinerie le ricette della tradizione, che prevedono l’utilizzo di pochissimi ingredienti: farina di grano tenero, strutto (o olio di oliva), sale, acqua, e lievito.

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Una piadaiola prepara una la Piadina Romagnola Igp con secondo la ricetta della tradizione | Fonte: Consorzio Tutela e Promozione Piadina Romagnola Igp

Ma bisogna stare attenti a mangiare la vera Piadina Romagnola Igp / Piada Romagnola, che per fregiarsi di questo nome deve essere prodotta e confezionata in territorio romagnolo, secondo quanto stabilisce il regolamento del Consorzio di Promozione e di Tutela della Piadina Romagnola. È importante perchè un piatto prima molto povero tipico della tradizione contadina, è diventato un vero e proprio fenomeno di costume che deve essere promosso e tutelato con molta decisine, sia per quanto riguarda la tipologia e la qualità degli ingredienti utilizzati, ma anche nelle specifiche tecniche di produzione, compresa la manualità delle piadaiole, che con il loro arte l’hanno trasformata nel filo conduttore ideale di ogni viaggio gastronomico in terra di Romagna.

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Alfio Biagini – Presidente Consorzio Tutela e Promozione Piadina Romagnola Igp

L’iniziativa per candidare la Piadina Romagnola Igp a Patrimonio dell’Umanità UNESCO è partita direttamente dal Ministro del Turismo Dario Franceschini durante la sua visita a Riccione di qualche giorno fa, ed è stata subito accolta con favore dalle diverse istituzioni coinvolte, compreso l’Assessorato al Turismo della Regione Emilia Romagna.

 

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