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Lo Spelacchio è morto. L’albero di Natale di Roma, vergogna nazionale, riposa in pace

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Federico Belloni Professional Travel Blogger

Arrivano le feste di Natale e tutte le destinazioni turistiche, soprattutto le grandi capitali internazionali, si danno il trucco con bellissimi alberi e luminarie sfavillanti, per cercare di essere il più belle possibile, per far restare a bocca aperta i visitatori e come segno di rispetto nei confronti degli abitanti.

Così come fanno le belle signore che per prepararsi ad andare ad una festa importante scelgono i loro migliori vestiti e gli accessori più preziosi, per essere sicure di fare bella figura nei confronti degli altri invitati.

Roma probabilmente anche per queste feste non ci ha tenuto a fare bella figura. Non è mia intenzione fare polemica o ironia, ma davvero non capisco l’ostinazione della Capitale a non preoccuparsi del suo albero di Natale, ormai diventato famoso (per ovvi motivi) come Spelacchio, che è addirittura morto diversi giorni prima dell’arrivo di Gesù Bambino.

lo spelacchio roma
Lo Spelacchio è l’albero del Natale 2018 di Roma | Fonte: Comune di Roma

Da italiano mi vergogno enormemente quando leggo gli sfottò all’albero capitolino, sfottò che sono rimbalzati anche all’estero, sia attraverso i social network che attraverso la stampa internazionale, alla quale la notizia è arrivata. Eccome se è arrivata.

Parlo di ostinazione perchè non è la prima volta che si presenta questo problema. Anche l’anno scorso stesso identico film, anche se per fortuna non c’è stato il decesso prematuro dell’albero.

Mi viene naturale pensare che alla Sindaca Raggi il Natale è una festa che non piace proprio.

Ma non li vede gli alberi di Natale di Parigi, New York, ma anche semplicemente di Milano, o ancora più semplicemente di Rimini o Bologna?

Non prova nemmeno un minimo di vergogna? E poi dice di aprire un’indagine per capire le cause di quanto è successo ma di non voler sostituire l’albero. C’era tutto il tempo per farlo, ed era una cosa che sicuramente andava fatta! Anche a costo di sborsare il doppio!

lo spelacchio morto
Lo Spelacchio è morto | Fonte: Comune di Roma

È vero, per carità, il Natale dovrebbe essere una festa all’insegna della sobrietà, del badare all’esenziale, e sicuramente ormai si è trasformato in un’occasione decisamente commerciale, ma tutto c’è un limite, tanto più che lo Spelacchio (ricevuto gratis, e per questo scelto da Virginia) ha avuto comunque un costo di trasporto di 48 mila euro per giungere dal Trentino, mica bruscolotti, e se aiuta a vendere di più che c’era di male a comprare uno più “fisicato”?

E poi a Roma in questo periodo ci sono migliaia di turisti, e sotto le feste di Natale l’albero è sicuramente l’attrattiva più fotografata e condivisa. Se tu fossi un turista in visita a Roma nel periodo di Natale non te li faresti i selfie e le fotografie insieme agli amici con l’albero sullo sfondo? Che poi condivideresti sui tuoi social ad altri amici per fagli venire sana invidia e ricevere like e commenti che ti avrebbero fatto gongolare?

Un’ottima occasione persa di comunicare la sua immagine di Capitale d’Italia, patria della moda e del buon gusto. Che questo Natale è la patria e luogo di decesso del povero Spelacchio. Che riposi in pace.

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Lo spelacchio è rimasto illuminato solo pochi giorni prima di morire | Fonte: Comune di Roma

Mi viene in mente il caso di quell’ostello diventato famoso per essere stato nominato da Tripadvisor come il peggiore del mondo, e inondato da prenotazioni di clienti curiosi di provare l’orrore di un soggiorno nelle sue stanze.

Forse a Roma si segue questa strategia, che sicuramente genera “brusio”…ma in questo caso è e sarà dannatamente controproducente.

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