mafalda seduta sulla panchina

Il Paseo de la Historieta di Buenos Aires: a passeggio con Mafalda e gli altri personaggi del fumetto argentino

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Una delle cose più originali che si possono trovare passeggiando per il centro di Buenos Aires è il Paseo della Historieta, un’originale passeggiata dove potrete incontrare la simpatica Mafalda e molti altri personaggi che hanno reso celebre il fumetto argentino, non solo all’interno dei confini nazionali. Molti personaggi, ognuno con un carattere distintivo, che mettono in risalto vizi e virtù del popolo argentino e sottolineano gli aspetti culturali più rilevanti della storia argentina. Ed è ovviamente anche l’occasione per conoscere il centro storico della città porteña in modo differente, fuori dai soliti percorsi turistici

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Le indicazioni per incontrare i personaggi del Paseo de la Historieta nel centro di Buenos Aires | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Chi di noi non conosce Mafalda, la deliziosa bambinetta cicciottella con i capelli scuri protagonista di molte strisce e fumetti?

Io l’ho incontrata proprio a casa sua, dov’è nata, a Buenos Aires durante un lungo viaggio per il Nord dell’Argentina.

E sì, perchè Mafalda nasce dalla penna del fumettista porteño Quino, ormai 52 anni fa, anche se per lei il tempo si è fermato all’infanzia. L’ho incontrata per caso, seduta su una panchina all’angolo tra la Calle Defensa e la Calle Chile, nel centralissimo quartiere di San Telmo, e l’ho notata proprio perchè c’erano un sacco di persone in fila per fotografarla o per farsi fotografare con lei.

Anche se Mafalda è sicuramente la più famosa, è solo una dei tantissimi personaggi che popolano il Paseo de la Historieta di Buenos Aires, una sorta di museo a cielo aperto che si snoda attraverso alcune delle strade d’affascinante capitale argentina, oltre che nel quartiere di San Telmo, anche in quelli contigui di Monserrat e Puerto Madero.

Ognuno dei personaggi del Paseo de la Historieta ha una personalità propria e distintiva, e insieme rappresentano gli stereotipi tipici degli abitanti delle diverse regioni dell’Argentina e delle diverse epoche storiche. Insomma, una sorta di fotografia della società di questo Paese raccontata attraverso i protagonisti dei fumetti degli autori argentini che, grazie ai personaggi usciti dalle loro matite, hanno ottenuto un successo mondiale.

Anche la posizione scelta dei diversi personaggi all’interno del percorso non è casuale, ma è scelta per essere coerente proprio con le caratteristiche della loro personalità.

mafalda seduta sulla panchina
La simpatica Mafalda seduta sulla panchina è il personaggio più fotografato del Paseo de la Historieta | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Mafalda, classe 1964, ha un carattere riflessivo e critico, si preoccupa per la l’umanità e per la pace, più in generale dal mondo creato per la generazione dei suoi genitori, e rappresenta la classe media intellettuale degli anni ’60 e ’70.

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Il personaggio del playboy Isidoro Cañones | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Dopo la simpatica Mafalda, seguendo le indicazioni dei cartelli del Paseo de La Historieta attraverso la calle Chile, all’incocrocio con la Calle Balcarce, si incontra Isidoro Cañones, che impersonifica il tipico playboy porteño.

Nato nel 1935 dalla matita di Dante Quinterno, ha un aspetto davvero spavaldo, brillantina nei capelli, vestito elegante con tanto di cravatta, è uno sfacciato carismatico, un seduttore al quale piace vivere al momento, gli piace il mondo della notte e la bella vita, oltre a viaggiare per il mondo.

È il ragazzo viziato dell’alta società, materialista, che ha sempre nelle mani la soluzione giusta per raccogliere i frutti degli sforzi altrui. Insomma, un personaggio simpatico ma decisamente controverso.

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Larguirucho il bonaccione | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Sempre nella Calle Balcarce, all’incrocia con Calle México, la mia passeggiata attraverso il Paseo de la Historieta mi fa conoscere un altro amico di Mafalda, Larguirucho, creato dal vignettista Garcia Ferrè nel 1955.

Rappresenta il tipico bonaccione del quartiere, distratto, ingenuo però malizioso e un pò birichino. Ha un carattere molto influenzabile, ed è per questo che ogni tanto fa parte della banda dei cattivi, anche se nella maggior parte dei casi di quella dei buoni, dove preferisce stare. Le sue espressioni e i suoi gesti sono tipicamente argentini, ed è un personaggio davvero amato, soprattutto dai bambini.

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Matías, che rappresenta il mondo dei bambini | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Ed è proprio un bambino più o meno coetaneo di Mafalda, Matías, creato nel 1993 dal fumettista Sendra, che si trova in Calle Barcarce, tra Calle México e Calle Venezuela.

Matías è un bimbo birichino, simpatico e ingenuo, è cresciuto in una famiglia della classe media urbana, e rappresenta l’infanzia attuale in una città. Il suo mondo sono la scuola, la casa e il suo quartiere, e la sua fantasia, la sua immaginazione, e i suoi desideri costituiscono il centro della sua storia.

Con la semplicità del suo pensiero infantile cerca di capire il mondo adulto, senza dimenticarsi di fare le cose tipiche della sua età, ed è per questo che rappresenta l’infanzia attuale in una città. È un personaggio infantile che riflette con umore sulla vita degli adulti, e si relaziona con l’identità degli argentini per le domande che elabora.

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Clemente, che rappresenta l’autentico argentino amante di calcio | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Un pò più in la, tra Calle Venezuela e Calle Belgrano proseguendo la mia passeggiata alla scoperta dei personaggi del Paeso de la Historieta, incontro un altro amico di Mafalda, il simpatico Clemente, uscito nel 1973 dalla matita del disegnatore Caloi.

Clemente è un vero e proprio amante del football e delle donne, e per questo rappresenta la virilità tipica del criollo e dell’umore nazionale, e la sua forma di essere rappresenta il “vero” argentino. E proprio come tantissimi suoi connazionali insegue il “sueño del pibe”, ovvero di diventare una star del calcio, entrando a far parte del Boca Juniors (la celebre squadra di Buenos Aires) prima, e poi della Nazionale Argentina. Allo stesso tempo però, con il suo carattere acido, è un critico della realtà del suo Paese.

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Gaturro: il gatto sognatore e osservatore del mondo | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Proseguendo per Calle Belgrano, vicino all’incrocio con la Calle Azopardo c’è Gaturro, un gatto sognatore e osservatore del mondo, che vive con una famiglia di classe media argentina composta da genitori e due figli. I suoi segni distintivi sono la sua immaginazione e il suo impegno, e le sue riflessioni molto profonde. Tra i personaggi del Paseo de la Historieta è forse quello che ha il carattere più simile a Mafalda.

Il vignettista Nik, che lo ha fatto nascere nel 1993 lo ha fatto romantico, curioso, trasgressore, al punto di essere una specie di anti eroe, amato soprattutto, ma soprattutto dai piccoli. Per me è uno dei personaggi più simpatici del Paseo de la Historieta di Buenos Aires.

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La Jirafa, che rappresenta aspetti curiosi della vita | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Nel Museo del Humor, che è parte integrante del Museo de la Historieta di Buenos Aires si trova invece la curiosa Jirafa, di Mordillo, molto famoso per i suoi disegni umoristici muti, che rappresentano aspetti curiosi della vita.

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Don Fulgencio, che rappresenta il bambino che c’è in noi per tutta la vita | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Se tra Calle Balcarce e Calle Venezuela vedete un uomo cicciottello in giacca a cravatta che corre mentre tiene in mano dei palloncini colorati vuol dire che avete trovato Don Fungencio, creato da Lino Palacio nel 1938, e che risalta il bambino che è in ognuno di noi, un pò come Mafalda.

Infatti è un innocente bonaccione che non vuole crescere. E che rappresenta il carattere giocoso tanto tipico della gente d’Argentina. Davvero uno dei pezzi più forti del Museo de la Historieta di Buenos Aires.

mafalda e patorizu
Patorizu: rappresenta l’uomo perfetto all’interno dell’imperfezione umana | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Molto più saggio e maturo è Patorizù, creato da Dante Quinterno nel 1936, un indio che, con l’incalcolabile ricchezza ereditata dai suoi antenati è padrone di metà della Patagonia, luogo che protegge e nel quale vive insieme alla sua bella famiglia.

È un personaggio dotato di una incredibile forza fisica e morale, l’uomo perfetto all’interno dell’imperfezione umana, e che configura l’essere ideale che molti di noi vogliono essere, e sicuramente il tipo di cui Mafalda si sarebbe innamorata.

È molto amante della natura che caratterizza la sua terra e che protegge con fermezza, ed emana una forza misteriosa che proviene dal più profondo delle sue origini. È come se tutta l’enigmatica forza della sua razza, dei suoi antenati e della terra, venga in suo aiuto quando ne ha bisogno.

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Il discendente di italiani Don Nicola, che rappresenta le difficoltà affrontate con ironia dei degli immigrati in Argentina | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

C’è anche un discendente di immigrati italiani tra i personaggi del Paseo de la Historieta: si chiama Don Nicola e vive nell’emblematico quartiere de La Boca, rappresentato da Héctor Torino come dalla personalità simpatica, che parla una lingua strana, e che è costantemente impegnato a soddisfare le assurde necessità degli inquilini che vivono nel suo stesso edificio.

Con il cappello a quadretti, naso pronunciato e baffi importanti, riflette con ironia la povertà la povertà vissuta dalla maggior parte degli immigrati che vivevano nei quartieri più marginali di Buenos Aires, emancipandola almeno per qualche momento dalla sua realtà crudele e brurale.

Questo personaggio può essere visto anche come una rappresentazione biografica del vignettista Torino che, nado da genitori italiani, era completamente autodidatta, proprio a causa della povertà che non gli ha permesso di frequentare corsi. Se volete salutare questo pittoresco personaggio lo potete trovare all’incrocio tra la Avenida Alicia Moreau De Justo e la Calle Azucera Villaflor.

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Diógenes e Linyera: la strana coppia | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

In Calle Marta Lynch al 400, nel Parque de Mujeres Argentinas, c’è la simpatica coppia di amici di Mafalda, creata dal vignettista Tabaré, formata dal vagabondo Diógenes, che abita nella piazza di una città che può essere o Buenos Aires o Montevideo e dal suo simpatico cane Linyera, di razza indeterminata e indeterminabile, che commenta le conclusioni, a volte molto strampalate, con tanta ironia però senza malizia, alle quali arriva osservando i comportamenti spesso illogici del suo padrone.

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Negrazon e Chaveta: i due cordobesi | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Un’altra coppia rappresentata nel Paseo de la Historieta, che si trova tra Calle Juan Manso e Calle Marta Lynch, è quella formata da Negrazón e Chaveta, nati nel 1971 dall’ispirazione del disegnatore Cognigni, e che rappresentano i tipici appartenenti della classe sociale popolare della città di Córdoba di quei tempi, che si spostano su una “Moto Puma”, uno dei più importanti simboli dell’industrializzazione dell’Argentina dell’epoca.

A dispetto del loro linguaggio e atteggiamento tanto locali fecero come nessuno conquistare il cuore dei lettori con le loro riflessioni e dialoghi deliranti. Negrazón è il più riflessivo dei due. È famigliare, nostalgico, insicuro e un pò mistico, per lui tutto il tempo passato è migliore del presente. Si considera da solo il migliore pilota di guida acrobatica della “Moto Puma”, ed è innamorato della sua città.

Chaveta è invece il passeggero de “La Puma”, guidata dal suo amico, e si considera “sopravvissuto motociclistico”. Ha anima di poeta e boemio, gli piace darsi arie di interessante usando un linguaggio intellettuale. È anche orgoglioso e sognatore, soprattutto quando si ricorda del suo amore eterno “La Pirula”, sorella di Negrazón, del quale egli è molto geloso, soprattutto per quanto riguarda le attenzioni dell’inseparabile amico. Una fantastica coppia all’interno del Paseo de la Historieta di Buenos Aires!

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Il simpatico marinaio Langostino e la sua improbabile barca Corina | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Sempre nella Calle Marta Lynch, nei pressi del Parque de las Mujeres Argentinas, si trova la scultura dei personaggi di Eduardo Ferro, il simpatico marinaio Langostino insieme alla sua improbabile barca Corina, tanto piccola da non poterlo nemmeno ospitare nella sua cabina. Altri due amici di Mafalda.

Più che una barca, Corina è la confidente di Langostino, con la quale parla di argomenti che esistono solo nel suo singolare mondo, nel quale impera l’esagerazione, la smisuratezza e i comportamenti scapestrati, e dove sempre interviene fortunosamente il caso per salvare il navigante da situazioni senza uscita.

Langostino incarna l’ottimismo più assoluto, che va oltre la sua solitudine e malinconia, insomma, un tipo che scommette sulla vita. Langostino forma con Corina un tutto inseparabile, e sta unito a lei nel corpo e nell’anima.

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Las Chicas Divito rappresentano l’emancipazione femminile in Argentina | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Di Guillermo Divito sono le Chicas Divito, due sensuali donne che si trovano tra Avenida Belgrano e Calle Balcarce, e che rappresentano lo stereotipo delle “femmine” con curve e ampi fianchi. Le sorelle maggiori della nostra Mafalda. Grazie alle avventure delle Chicas Divito, e alla loro personalità rappresentata attraverso il fumetto, l’autore contribuí a marcare la moda urbana argentina degli anni ’50 e ’60, e a dettare le tendenze della moda per gli anni a venire: gonne corte, fiori nei capelli, bracciali, l’uso di combinazioni di colori prima impensabili (fucsia, lilla, violetto, giallo, rosa), e per questo rappresentarono il sogno di molti porteños, e l’invidia di moltissime donne, che ne copiarono lo stile.

Le Chicas Divito incarnano la voglia di emancipazione, di indipendenza e di presa di coscienza femminista di quegli anni, che sarebbe poi progressivamente cresciuta, e che continua anche ai giorni nostri.

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Il gaucho Inodoro Pereyra con il suo fido compagno Mendieta | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Sempre nella Calle Marta Lynch, al numero civico 500, c’è l’ultima scultura che compone il Paseo de la Historieta, e che rappresenta i personaggi di Inodoro Pereyra e Mendieta, creati nel 1972 dal vignettista Roberto Fontanarrosa, e per molti anni protagonisti dell’omonimo fumetto, che tratta di un gaucho solitario della pampa argentina.

Inodoro Pereyra è una parodia delle idealizzazioni che si fecero del gaucho della pampa argentina, nello specifico del gaucho Martín Fierro. Il gaucho Inodoro Pereyra è un personaggio estremamente riflessivo che vive con il suo compagno e confidente, il cane parlante Mendieta.

Vive in un povero ranch, dove riceve gli sconosciuti ai quali prodiga i consigli dei quali hanno bisogno, ovviamente offrendogli anche un buon mate, che nella rappresentazione condivide con il fedele Mendieta. In realtà Mendieta è il settimo figlio maschio di Pereyra che, essendo nato in una notte di luna piena, perde le sembianze umane pur continuando a mantenere la facoltà di parlare.

Oltre alle sculture, il Paseo de la Historieta di Buenos Aires è completato da diversi murales. Per esempio, il fumettista Liniers dipinse dal vivo un murale su una parete della Calle Balcarce, che si può trovare tra Calle México e Venezuela. Ci sono anche murales di riconoscimento ad alcuni dei personaggi di  Roberto Fontanarrosa, Carlos Garaycochea, Oski e Landrú.

Indossate un paio di scarpe comode e via, alla scoperta del carattere argentino raccontato attraverso i personaggi del Paseo de la Historieta di Buenos Aires. 🙂

 

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