La magia della Riserva Naturale e Grotte di gesso di Onferno, habitat naturale di migliaia di pipistrelli

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Le Grotte di Onferno, nel cuore della Valconca in Provincia di Rimini, sono uno dei più importanti complessi carsici nel gesso in Italia, e habitat naturale di una colonia di ottomila pipistrelli appartenenti a sei specie differenti. Varcato un piccolo passaggio in mezzo alla stupenda vegetazione ci si ritrova a percorrere un emozionante percorso sotterraneo tra le pareti di roccia. Una bellissima esperienza multi sensoriale a stretto contatto con la natura, allo stesso tempo ludica e didattica, adatta anche agli esploratori più piccoli

Sono con mia figlia Andrea nella località di Onferno, a pochi chilometri dal minuscolo borgo di Gemmano, nel cuore della Signoria dei Malatesta, l’entroterra riminese.

Il paesaggio è quello della Valconca, con le sue dolci colline che in estate sono tappezzate da macchie di colore verde che si alternano a quelle che tendono al giallo e al marrone, nelle sue diverse tonalità. Ad un’altezza di poche centinaia di metri sopra il livello del mare, al confine con il Montefeltro.

le grotte di onferno nella valconca
Il paesaggio della Valconca | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Vicino, ma allo stesso tempo lontano, dall’affollata costa romagnola. Qui l’unico rumore che si sente di giorno e di notte è la gracchiante, e quasi ipnotica, sinfonia delle cicale. In questo contesto di quiete e relax sorge la Riserva Naturale e le Grotte di Onferno.

Il nome “Onferno” risale solo al 1810. E ti è facile cogliere l’assonanza con “Inferno”. Prima di questa data la località si chiamava proprio così. Più precisamente “Castrum Inferni”. E lo sapete il perchè di questo sinistro richiamo?

La ragione sono le fumate bianche di vapore che le rocce emanano nei mesi invernali, soprattutto al crepuscolo. E che da sempre avvolgono le poche case e la Pieve di Santa Coloma, che insieme costituiscono il centro abitato, dando vita a un paesaggio surreale, quasi spettrale. Vapore che secondo la credenza popolare doveva provenire proprio dalla porta degli inferi.

Ovviamente gli inferi non c’entrano nulla. Anche se si è dovuto attendere il 1916 per svelare definitivamente il mistero. È stato infatti durante quell’anno che lo speleologo bolognese Quarina si calò per primo nelle grotte a una profondità di circa 60 metri, nelle quali trovò ambienti con una temperatura di circa 11-12 gradi. Che, a contatto con il freddo invernale dell’esterno, per differenza termica, generano il vapore.

Si è capito fin da subito che la scoperta era molto importante, perché il complesso carsico di Onferno ha una conformazione molto particolare. È fatto di gesso. Come sono solo circa il 20% di tutte le grotte che si trovano in Italia. E tra queste, le Grotte di Onferno sono sicuramente tra le più importanti.

esplorare le grotte di onferno
Mia figlia Andrea intenta ad osservare le pareti di roccia | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

È una formazione molto giovane, se si ragiona in termini di ere geologiche, in continua evoluzione e decisamente fragile, come lo sono tutte le grotte di gesso. Tanto che non esisterà per sempre.

Mia figlia Andrea si immaginava di trovare un panorama simile a quello che ha visto visitando le Grotte di Frasassi nelle Marche, o le Grotte di Borgio Verezzi nel Ponente Ligure, con enormi sale ricche di stalattiti e stalagmiti dalle più diverse forme e colori.

Ma le Grotte di Onferno ne offrono un’altro, totalmente diverso. Stalagmiti e stalattiti non ci sono, perchè l’acqua che si infiltra scorre troppo veloce per lasciare lo stesso tipo di deposito calcareo.

Al loro posto piccole concrezioni bianche simili a perle, e cristalli di gesso incastonati nella roccia, che le due molecole d’acqua che contengono rendono “a specchio”.

Si accede da una minuscola apertura nascosta tra la vegetazione, che si raggiunge dopo una passeggiata in discesa di circa quattrocento metri partendo proprio dalla Pieve di Santa Coloma, sede della Riserva Naturale e adibita a museo naturalistico. Uno interessante spazio didattico interattivo e multimediale pensato proprio per i bambini.

La flora attorno alle Grotte di Onferno è tipica delle altitudini superiori, ma queste specie riescono a crescere anche qui proprio grazie al loro influsso.

E la prima bellissima sensazione si prova proprio all’entrata, soprattutto in estate, quando il caldo è asfissiante. In solo un passo la temperatura passa a 11 gradi, l’aria diventa improvvisamente molto rarefatta e, quando si respira, si percepisce come gelida e frizzante.

Gli ambienti sono minuscoli, e ci si fa strada grazie ad una passerella in metallo fra passaggi angusti che si riescono a superare solo compiendo delle piccole acrobazie, illuminati dalla sola luce del casco protettivo che è obbligatorio indossare, e che squarcia il buio ancestrale, rivelando passo dopo passo la magia di questo luogo. Che è davvero emozionante.

Si cammina lentamente per un totale di circa quattrocento metri in fila indiana, strisciando inevitabilmente il corpo contro le pareti di roccia che sono scivolose perchè bagnate dall’acqua. Da accarezzare, per provare la bellissima sensazione tattile che regala il contatto con la superficie umida e scivolosa.

entrata nelle grotte di onferno
Lo stretto passaggio di entrata, nascosto tra la vegetazione | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
esplorazione delle grotte di onferno
L’angusto percorso interno | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Ma il tatto non è l’unico senso coinvolto. Anche l’udito regala bellissime sensazioni. Nel silenzio più assoluto si percepisce il lieve rumore delle gocce d’acqua che cadono dall’alto, e ogni tanto un improvviso fruscio, che dura pochi decimi di secondo, per poi scomparire e ricomparire dopo un pò, da un’altra parte.

È il rumore degli abitanti di queste grotte. Il rapido battito delle ali dei pipistrelli. Una colonia di oltre ottomila esemplari di sei specie differenti, che dalla notte dei tempi abitano questo luogo.

Prestando un pò di attenzione li si può vedere raggomitolati qua in diversi punti delle rocce, anche molto vicino all’uscita, dove riposano soprattutto gli esemplari più anziani, che ormai preferiscono vivere in solitaria, separati dal gruppo.

Se si spengono le luci degli elmetti e si resta immobili e in silenzio, li si sente sfrecciare a tutta velocità sopra le nostre teste. Il loro bio radar sofisticatissimo gli dice esattamente quanti siamo, dove siamo, e qual’è la nostra posizione. E questo gli permette di sfiorarci senza pericolo, come se ci volessero salutare, conoscere, e ringrazia per la visita.

colata calcarea nelle grotte di onferno
Una colata calcarea lungo la parete di roccia | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
colata calcarea nelle grotte di onferno
Il primo piano di una colata calcarea | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Soprattutto nelle ore serali, quando sono particolarmente attivi perché si preparano ad uscire per cacciare, per poi ritornare la mattina successiva. Durante una notte mangiano circa tremila zanzare, la quantità sufficiente per rifocillarsi, che cercano in un raggio di circa venti chilometri da Onferno.

Sorvolano veloci il territorio della Valconca e si spingono fino a San Marino, con il cuore che per lo sforzo gli batte all’impazzata, raggiungendo i 600 battiti al minuto. E le mamme allattano i cuccioli durante il volo, a una velocità di circa cinquanta chilometri all’ora. Davvero stupefacente.

Nella porzione più profonda delle grotte di Onferno i pipistrelli hanno anche la loro Sala Parto, avvicinandosi alla quale è possibile sentire il brusio dei pianti dei cuccioli appena nati, che da subito stanno appesi alla roccia a testa in giù in un equilibrio molto precario, che purtroppo spesso non riescono a mantenere. Ma è la dura legge della selezione naturale.

Ed è proprio la natura il filo conduttore della bellissima esperienza di visita, che allo stesso tempo didattica e ludica, condotta magistralmente da Emilia, un’accompagnatrice esperta che ha saputo incuriosirmi, coinvolgermi e stupirmi. E che, soprattutto, ha ammaliato con i suoi racconti la mia piccola Andrea e gli altri bambini, che porteranno per sempre nel loro cuore questo bellissimo ricordo.

le concrezioni delle grotte di onferno
Le concrezioni tipiche delle Grotte di Onferno | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
guida alle grotte di onferno
Emilia, la guida | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Una visita stupenda per noi grandi ma anche per i nostri cuccioli che, visitando le Grotte di Onferno proprio come fanno i veri esploratori, si possono avvicinare ad una delle fantastiche creazioni della natura e conoscere i pipistrelli nel loro habitat, liberi, come deve essere normale che imparino a conoscere animali e uccelli.

Ma che, purtroppo, spesso e volentieri vedono rinchiusi nei recinti di qualche zoo, o peggio costretti ad esibirsi negli squallidi spettacoli circensi. Crescendo con la pericolosa idea che la normalità è la limitazione della libertà.

Venite ad Onferno, ma non solo per visitare le grotte. Quello che vi aspetta è un borgo antico inserito in una Riserva Naturale di 123 ettari, tutta da esplorare, a piedi o in mountain bike. E dove potete fare esperienze gastronomiche di alta qualità con i piatti tipici della cucina romagnola, che raccontano la storia e le tradizioni di questo bellissimo territorio.

E ammirare l’antico castello di Onferno, che ha ripreso vita e fisionomia dopo le distruzioni provocate dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. La piazzetta al centro del borgo è stata recuperata mantenendo i caratteristici affioramenti di gesso.

Fermatevi qualche minuto nella piazza, per riposarvi e gustare una squisita piadina, uno dei piatti tipici di questa zona.

La vista è di quelle che tolgono il fiato e curano lo spirito, con San Marino sullo sfondo della Valconca e Sassofeltrio arroccato in primo piano.

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