Il tesoro sotterraneo delle Grotte di Frasassi, nelle Marche

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Le Grotte di Frasassi, un immenso complesso sotterraneo naturale, sono una vera meraviglia della natura. Sono costituite da diversi ambienti di grandissime dimensioni (chiamate “sale”), dove le protagoniste assolute sono migliaia di stalattiti e stalagmiti di grandi dimensioni e dalle strane forme, che si sono create in centinaia di migliaia di anni. Accanto a molti laghetti naturali. L’atmosfera nella quale vi immergerete è fiabesca, magica, del tutto surreale.  

È da tanti anni che viaggio su e giù per il mondo, e nel corso degli anni ho avuto l’occasione di conoscere molti mondi sotterranei, naturali o artificiali, uno più bello dell’altro. Ma devo dire la verità: non mi sono mai imbattuto in qualcosa di così stupendo come le Grotte di Frasassi (che fanno parte dell’Associazione Grotte Turistiche Italiane AGTI), nelle Marche, e precisamente nel comune di Genga, a una sessantina di chilometri da Ancona, quasi al confine con l’Umbria.

Detto in modo per nulla tecnico, giusto per rendere l’idea che comunque potete avere meglio dalle fotografie che ho scattato, le Grotte di Frasassi sono un complesso di gigantesche cavità. Possono essere paragonate a delle enormi stanze, che si sono formate più di un milione di anni fa grazie al movimento della crosta terrestre che ha formato gli Appennini.

E già per questo le Grotte di Frasassi sono un vero e proprio regalo della natura. Ma la cosa stupefacente è la conformazione dell’ambiente interno, dove troneggiano gigantesche stalactiti e stalagmiti dalle forme più strane, insieme a piccole raccolte d’acqua che formano dei laghetti naturali.

E il tutto crea un’atmosfera davvero surreale, fiabesca, un mondo magico del quale è difficile immaginare la bellezza se non ci si immerge. Anche grazie alla suggestiva illuminazione, studiata per mettere in risalto questa bellezza.

Ho scoperto per caso che le Grotte di Frasassi sono gemellate con la Miniera di Sale di Wieliczka, a pochi chilometri da Cracovia. bella anche questa anche se completamente diverse. In questo caso si tratta di grotte scavate a scopi estrattivi, e per questo artificiali.

L’Abisso Ancona

La prima grande stanza che si incontra durante la visita al complesso delle Grotte di Frasassi si chiama Abisso Ancora, in onore al gruppo speleologico che l’ha scoperta agli inizi degli anni ’70 che provenivano proprio da Ancora. Le sue dimensioni sono a dir poco impressionanti.

Stiamo parlando di 180 metri di lunghezza, 120 metri di larghezza e, udite udite, 200 metri di altezza. Tanto grande da avere la volumetria per contenere due Duomo di Milano.

Nel fondo della cavità è curioso osservare un ammasso disordinato di blocchi, risultato dei movimenti distruttivi e dei crolli che si sono verificati nel corso dei millenni e che hanno dato origine all’Abisso Ancona.

È anche visibile un piccolo laghetto cristallizzato che si è originato dalla saturazione di un bacino d’acqua ad opera del carbonato di calcio, in un periodo successivo all’evaporazione e alla variazione del livello idrico nel corso del tempo.

il diavolo con la candela nelle grotte di frasassi
La stalagmite che la fantasia fa sembrare un “Diavolo con la candela” | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Nella parte superiore di questa cristallizzazione è presente una stalagmite originata da residui di ferro di oltre due metri di altezza. Lateralmente si è originata una piccola concrezione bianca. Vista in prospettiva ci si può immaginare di vedere una sagoma che è stata chiamata “Diavolo con candela”, una delle tante figure create dall’opera della natura nelle Grotte di Frasassi.

Mentre al lato del laghetto c’è una conformazione chiamata il Castello delle Fatine, per il suo aspetto con guglie e pinnacoli.

Sempre in questa sala c’è una colata bianchissima di calcite di grandissime dimensioni, che proprio per la sua somiglianza ad una cascata, è stata chiamata “Niagara”.

Al centro della sala c’è un incredibile complesso di stalagmiti millenarie chiamate “I Giganti”, per il loro diametro che va da 2 a 5 metri e l’altezza che varia da 1,5 a 20 metri. Da questo luogo, guardando la cupola, è possibile vedere l’apertura naturale che permise la scoperta della grotta. Era il 29 Settembre 1971 quando i primi speleologi si calarono all’interno del complesso ipogeo.

i giganti nelle grotte di frasassi
Il complesso di stalagmiti cconosciuti come “I Giganti” | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Nella parte conclusiva della grotta si nota un importante abbassamento della volta che introduce alla seconda sala, che è chiamata Sala 200.

La Sala 200 

Con un pò di fantasia è abbastanza facile indovinare perchè si chiama così. La risposta sta proprio nella sua lunghezza, per l’appunto di 200 metri circa.

Il nome dell’ambiente è riferito alla sua lunghezza la cui estensione misura 200 metri circa. E proprio all’inizio troviamo la sua caratteristica più curiosa. Diverse concrezioni bizzarre tra le quali una che si è formata sulla roccia precipitata dalla volta, e formata da tante stalagmiti che sembrano guglie. Tra queste, una è cresciuta tanto da raggiungere una stalattite dal soffitto, formando la “Colonna”. Questo gruppo di concrezioni è stato chiamato “Castello delle Streghe”.
Sulla volta è presente una stalattite lunga 7,40 metri, chiamata Spada di Damocle. Nessun nome poteva essere più appropriato per descriverla.
E poi c’è l’Obelisco, un’enorme stalagmite che ha un’altezza di circa 15 metri che cresce sulla base di una enorme roccia caduta dall’alto, la più grande di tutto il complesso delle Grotte di Frasassi.
obelisco nelle grotte di frasassi
La grande stalagmite chiamata “Obelisco” | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
Proprio per la sua visibilità l’Obelisco è da sempre il punto di riferimento per gli speleologi che hanno operato nella grotta. Al suo fianco, in un angolo, c’è una colata con la forma di una tavolozza con un’ampia serie di colori, tra i quali il bianco, il terroso e il rosa con sfumature grigio cenere, colore che identifica l’ossido di manganese.
Superato l’Obelisco si incontra un pozzo che da accesso alla Sala Barbara. E, dopo questa, c’è l’ambiente “Gran Canyon”.

Gran Canyon

Prende il suo nome dalla sua caratteristica peculiare, ovvero dal fatto che si attraversano dei crepacci in fondo ai quali si trovano delle cavità completamente allagate perchè raggiungono la falta freatica, lo stesso livello del fiume Sentino, scorre all’esterno della Gola di Frasassi.

Qui si trovano delle stalattiti parallele che proprio per la loro forma e disposizione prendono il nome di Canne d’Organo. Ma anche perchè se colpite (ovviamente delicatamente) producono delle sonorità differenti.

canne
Il complesso di stalattiti chiamate “Canne d’Organo” | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Sempre in questo spazio, ai bordi di un laghetto, ci sono delle stalagmiti molto esili, che danno forma a quella conosciuta come “Sala delle Candeline”, superata la quale c’è la Sala dell’Orsa e la Sala Infinito.

Entrambe sono caratterizzate dalla presenza di imponenti pozzi con le condotte forzate verticali attraverso le quali risalivano le acque sulfuree.

Vi sono piaciute le fotografie che ho fatto? Se volete vederne altre qui c’è una fotogalley. Nel frattempo potete dare un’occhiata al sito Internet delle grotte

Potete abbinare la vostra visita a questa meraviglia della natura a un giro alla scoperta dei borghi storici nell’entroterra del Parco Regionale del Monte Conero, davvero belli, e nemmeno troppo distanti.

Ma se siete amanti degli ambienti sotterranei vi suggerisco di visitare anche le Grotte di Camerano, scavate proprio sotto il suo centro storico. Camerano è vicinissimo alle località della Riviera del Conero, ed è anch’esso un bel borgo.

 

2 comments

  1. Grazie mille per la precisazione. Correggo immediatamente ma temo che ci sia un errore anche sul sito ufficiale delle grotte

Rispondi